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giovedì, gennaio 12, 2006


11 Gennaio 2006
Anno XVI n° 1

Il Mercatino del Viandante
Antiquariato - Artigianato
è ad ORTE (VT)
di fronte all’Uscita
dell’Autostrada del Sole
il 22 Gennaio 2005
e ogni quarta domenica del mese
Info: 3393337869 (Mauro)



“Rivoglio indietro i miei soldi”
La pelle di gallina

di Mauro Galeotti
fotogaleottiSplinder
Ho ricevuto tante protest quotidiano ho dovuto subire le affermazioni dell’assessore comunale Mauro Rotelli, il quale, forte dei 966 voti riscossi dall’ultima elezione, ha dichiarato “Quella festa? La rifarei altre cento volte”. E festa è sicuramente stata per chi ha incassato gli introiti che sembra si aggirino dai 400 ai 500mila euro.
Ma questa volta non voglio scrivere io, passo la parola ad un lettore che mi ha inviato questa nota.
Un lettore che era presente all’evento di fine anno. E non credo che l’assessore Rotelli, molto inserito ed esperto nelle serate danzanti e feste mangerecce del Viterbese, come il Summer village, questa volta si sia fatta una buona pubblicità.
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Fiera di Viterbo Event Area Capodanno 2006: UN FLOP TOTALE.
Il parcheggio? Un disastro. All’una e trenta siamo in coda nell’auto. Con me c’è un mio amico. Dopo trenta minuti lasciamo la macchina ad un chilometro e passa di distanza. Ok, c’è tanta gente... ci può stare, pensiamo.
Ore due e una manciata di minuti. La fila per entrare è interminabile. Con un po’ di fortuna e un po’ di bieco egoismo, devo ammetterlo, ci intrufoliamo nelle prime posizioni e riusciamo ad entrare piuttosto rapidamente.
Questo di certo non è bello, ma è la verità. E vi deve far capire che non siamo gente che dorme, ma che voleva assolutamente entrare a godersi la nottata.
- Nota numero uno: l’entrata poteva senz’altro esser gestita meglio. Ci sono numerose porte di sicurezza che girano tutte attorno all’edificio che potevano essere sfruttate. Certo, bisognava spendere due soldini in più per metterci davanti qualcuno a lavorare. Quanto costa un addetto alla sicurezza? Quanto è stato l’incasso? Lascio fare i conti a chi li sa fare: sono convinto che portino a quello che penso io.
Bene, è arrivato il momento di lasciare le giacche e darci dentro con la musica!
Il guardaroba corsia B è un incubo. La gente è pressata come sardine in scatola. Molte persone, inizialmente festose, finiscono per abbandonare l’impresa dopo trenta minuti di fila ed un’ora fuori….
Ma non il mio amico ed io. Vogliamo entrare e festeggiare, anche perché abbiamo pagato caro il biglietto. Ma è l’ultimo dell’anno...
Intanto salta la luce. Succede per cinque volte.
A lavorare al guardaroba sono in quattro o cinque. Al massimo arrivano dinanzi al pubblico solo in tre. Tutti noi in coda li abbiamo insultati. Non era certo colpa loro. La gente comincia ad andarsene con più insistenza. Tanti altri che spero si siano fatti la loro serata, cominciano a lasciare il locale. Ci mettono molto, a dire il vero: sono costretti ad imbottigliarsi come noi che dobbiamo ancora entrare…
- Nota numero due: ci voleva tanto a dividere il lavoro di guardaroba in una parte adibita a chi doveva lasciare i capi ed un’altra per chi se ne doveva andare?
Un po’ come alle poste per capirci. Credo che quando si deve avere a che fare con circa diecimila persone certe cose si potrebbero anche teorizzare. Non serve certo una mente illuminata, né il conseguimento di una laurea con specializzazione. Basta un po’ di sale in zucca accompagnata alla voglia (ma neanche tanta) di fare le cose come Cristo comanda.
- Nota numero tre: per ricevere diecimila persone (così mi hanno detto che fossero i biglietti venduti), serve posto per le giacche, i cappotti, le sciarpe, i cappelli. Spesso si sentiva dire: c’è posto per un solo capo d’abbigliamento!
Diecimila persone fanno calore ed uno non può stare col cappotto a ballare, a meno che non sia completamente andato di testa. La gente entrava nuda… per cominciare il 2006 con la broncopolmonite?!?
Ore tre e venti circa: arriviamo in prima fila per lasciare almeno la giacca. Farei un’esultanza tipo gol in finale di Coppa Campioni se solo riuscissi a muovere un dito. Intanto il mio amico è spalmato sul bancone a stomaco compresso e gagliardo non se ne lamenta per i primi tredici minuti.
Tra i rimanenti in preda a convulse bestemmie e in procinto di rinunciare, c’è ancora qualche individuo speranzoso di godersi almeno una fettina di quella grossa torta che dovrebbe essere la festa di Capodanno. Con infinito stupore però… tolgono la cassa.
E’ una doccia fredda, ma non di acqua vera, che ci avrebbe pienamente sollazzato dato il clima desertico e la compressione dei corpi zuppi di sudore.
Ci guardiamo tutti allibiti. Le speranze sono finite: mi dicono che non posso lasciare la giacca altrove perché hanno chiuso le casse anche degli altri guardaroba, che immagino fossero nelle medesime condizioni… e comunque a quel punto non avrei affrontato un’altra ora di fila!
Dopo due ore di fila al guardaroba, insomma, ci chiudono la cassa!!!
L’organizzazione è ovviamente scandalosa, pensiamo, ma arrivare addirittura a non poter lasciare le giacche per andare in pista è oltre la comica.
Cominciamo a pensare sempre di più che ci hanno beffeggiati. Chiunque in quella vergogna ha certamente invidiato il celebre ragionier Fantozzi.
- Nota numero quattro: Non puoi chiudere i battenti quando ci sono tantissime persone che hanno pagato trentacinque euro, che non sono propriamente una bazzecola, che hanno passato ore a fare la fila e che hanno il diritto, anche se ormai la serata è al termine ed è stato tutto organizzato veramente male, di farsi quattro salti e non sentirsi troppo aribeffeggiati.
La tenacia del mio compagno di sventura non è del tutto svanita. E neppure la mia. Decidiamo quindi, verso le tre e quarantacinque, di avvicinarci con la macchina alla struttura dato che ormai numerosi posti si sono liberati nel parcheggio principale. In tal modo saremmo riusciti ad entrare in camicia...
Chiaramente neanche questo si può fare…
C’è una sola strada, una sola corsia di larghezza, occupata per giunta dalle macchine parcheggiate su entrambe le fiancate della carreggiata.
Ovviamente, tra le macchine che escono e le persone che camminano e rendono difficoltose le manovre e la stessa fuga delle auto, non c’è modo di entrare a parcheggiare. Siamo raffreddati e decidiamo di salvaguardare la nostra salute risparmiandoci un chilometro di passeggiata in camicia per entrare ormai un’ora.
- Nota numero cinque: si poteva di certo fare diversamente. Non aggiungo altro: sono stufo di dare consigli per l’organizzazione di una serata già conclusa!
Per finire, per chi ne avesse bisogno, il mio amico ed io abbiamo speso in tutto settanta euro per farci una passeggiata di notte tra le macchine e bei tratti di fango, sudare per fare la fila, ritrovarsi al buio e imprecare contro dei martiri che sono stati messi lì a fare l’impossibile, sia gli addetti al guardaroba che i parcheggiatori.
Di solito la gente non paga per questo. E’ una cosa anzi assai spiacevole.
In conclusione, a me non interessa un fico dei soldi, generalmente. Ma di questi soldi mi interessa moltissimo.
E’ una questione di principio. RIVOGLIO INDIETRO I MIEI SOLDI! E così anche il mio amico.
Chiederei anche un buono per la farmacia per tutti coloro che sono stati costretti ad entrare senza piumino ed ora soffrono di una tosse non dissimile da quella dei tubercolosi, ma temo che questa ulteriore e giusta richiesta non sarebbe accolta!
Lettera firmata
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A Rote’ vaglielo un po’ a di’a ‘sti due che quella festa la rifaresti altre cento volte!!!
A Rote’,
ma piantala,
ma smettila,
falla finita,
e poi, come ti permetti, alla luce dei fatti, di affermare sul Messaggero “è possibile che tutte le volte che si organizza un evento in questa città, si scatenino poi dieci giorni di strascichi polemici e velenosi?”.
Ma se la gente è scontenta degli eventi che organizzi, o che, comunque, patrocini, possibile che tu abbia ragione e il torto è di migliaia di persone?
Rifletti!
Con affetto.
Mauro Galeotti



Buon anno a tutti, ai giovani e anche a Gabbianelli
di Claudio Santella


Buon anno a tutti.
L’augurio è spontaneo, naturale, sentito. E’ iniziato il nuovo anno ed è desiderio de La città augurare a tutti che sia un anno benefico, proficuo, positivo sotto ogni aspetto.
Auguriamoci che tutti, alla fine di questo anno, possiamo avere uno spirito più elevato, perché elevazione dello spirito è progresso, è civiltà.
E’ civiltà che si traduce in pace sociale, rispetto reciproco, miglioramento dello stato sociale, benessere.
Non lasciamoci ingannare dalle sirene dell’egoismo e della cupidigia, perché finiremmo, prima o poi, col naufragare negli scogli, e, difficilmente troveremmo dei soccorritori.
Apriamoci l’un l’altro con amore disinteressato, che nulla si aspetta in cambio, ma che penetra nell’animo di ognuno di noi e ritorna, poi, moltiplicato.
Confidiamo in chi ci sta vicino invitandolo, con il nostro comportamento a guardarsi intorno con animo più aperto e maggiore comprensione.
Poniamo un freno, con ferma dolcezza, ai furbi ed ai prepotenti.
Auguriamo a coloro che hanno responsabilità sociali la forza di adempiere ai propri compiti con saggezza e lungimiranza. Sosteniamoli nelle loro debolezze con la forza della nostra presenza, significando loro che siamo loro vicini per aiutarli a correggersi e non per rimproverarli, perché nessuno è infallibile, ma tutti possiamo e dobbiamo essere in buona fede.
Un augurio particolare ai giovani della nostra città, perché i giovani sono il seme della società, la forza dell’avvenire, la realizzazione presente e futura dei desideri. Non strumentalizziamoli, perché prima o poi se ne accorgeranno, perché ciò comporterà tra loro delle divisioni, perché li farà vedere l’uno come nemico dell’altro.
Diamo loro prima la cultura e poi la preparazione necessaria per il loro futuro, perché un Popolo che non educa se stesso si dà la zappa sui piedi da solo.
Se ci dimostreremo, con l’esempio, loro vicini, otterremo la loro stima, il loro affetto, la loro fiducia, il loro amore. Ci sia d’esempio, in ciò, il sinallagma che ha unito, che unisce, Giovanni Paolo II ai giovani : i giovani avevano capito che quel Papa parlava loro, e dava loro l’esempio, prescindendo dal loro stato sociale, dalle loro idee politiche, dal colore della loro pelle, da ogni loro diversità, reale o ipotetica che fosse; avevano capito che era pronto, in ogni momento, a sacrificarsi per loro, e lo ricambiavano con altrettanto ed uguale sentimento.
Sentivano, nelle sue parole e nelle sue azioni, l’amore per loro ed il suo disinteresse personale. Per fortuna Benedetto XVI ha tutta l’aria di esserne un detto successore, e questo i giovani l’hanno capito, anzi lo hanno sentito.
Lo so, non è facile fare ciò: Giovanni Paolo II lo faceva con naturalezza perché era ed è un grande, e la sua grandezza consisteva e consiste, in parte, non tanto nel fatto che tutti la riconoscono, quanto nel fatto che nessuno riesce ad imitarlo nel suo agire e nel suo sentire le cose.
Ciò non significa che non dobbiamo provarci, perché in ognuno di noi ci sono delle capacità che noi stessi ignoriamo, perché spesso le cose che riteniamo impossibili si realizzano quando meno ce lo aspettiamo.
Un altro augurio particolare va a chi è chiamato al governo della nostra città, al nostro Sindaco.
Dimostra, caro Giancarlo, quelle doti che i Viterbesi hanno intravisto in te e che ti hanno riconosciuto, attraverso il loro suffragio, legittimandole. Non lasciarti intimidire dalle critiche che ti piovono addosso, e soprattutto non lasciarti ingannare dai vari plauditores che ti stanno intorno, che ti sono vicini per il loro interesse, che cercano di distrarti dall’adempimento dei tuoi compiti sociali. E ricordati che un amico è come il sole, che tu lo veda o no lui c’è sempre.
I plauditores no, loro debbono sempre mettersi in mostra, ma non sono amici.
Contrariamente a quanti criticano il tuo carattere definendolo troppo autoritario o con altri simili e vari aggettivi, che più che attagliarsi ad esso sono il riflesso dei loro malcelati interessi, ti diciamo, che sei sì autoritario, ma troppo poco, considerate le circostanze ed i tempi.
Confida nei giovani e cura che la loro educazione sia libera ed autonoma. Non perdere tempo a raddrizzare le gambe ai cani, perché un legno storto non sarà mai dritto.
Considera le tue qualità come un mezzo, volto al bene dei tuoi amministrati, ed usale,  senza tenere conto delle critiche strumentali.
Ascolta le opinioni ed i consigli di chi ha valore, amici o nemici che siano. Non invidiare l’intelligenza altrui, ma fanne tesoro. Soppesa e tieni a bada i furbi. Cammina sui binari della correttezza e non temere se le tue ruote possano stridere, per questo o quell’attrito, nelle curve del cammino che devi compiere. Affronta con l’impegno dovuto e con la necessaria serenità le salite che ti si presenteranno davanti, anche se spesso le dovrai superare da solo.
Le grandi cose non le hanno mai fatte gli uomini comuni, e nessun uomo comune ha mai avuto un grande carattere.
Ogni uomo al di sopra della media è stato sempre segnato da un caratteraccio.
Non lasciarti ammaliare dalle sirene di questo o quel porto, né attirare dalle lusinghe prossime e più facili: porta a termine il tuo mandato senza distrazioni di sorta.
Vedrai che i tuoi concittadini ti premieranno, poi, consentendoti di raggiungere, con maggiore certezza e solidità morale e politica, ciò che oggi può distrarti dall’adempimento di quanto ti è stato affidato.
Auguri caro Giancarlo, non avere paura!
Claudio Santella




Con una certa soddisfazione
di Bruno Matteacci

Matteacci Bruno Splinder
Ad ogni fine anno, si fanno i consuntivi dell’anno trascorso e si prendono in esame i risultati finali che possono essere di gradimento, o meno, di coloro che sono interessati all’esame stesso.
Come cittadino di questa magnifica città, Viterbo, e come collaboratore di questo foglio, sento il dovere di fare una disamina di quanto ho fatto con l’intento di collaborare con il Sindaco e la Giunta comunale e, nel contempo, vedere quanto è stato recepito dagli organi amministrativi nell’interesse della collettività.
A ragion veduta debbo ammettere che, nell’arco dell’anno trascorso, ho segnalato tanti, tanti problemi che, se risolti, i cittadini viterbesi avrebbero potuto trarne dei vantaggi, oppure avrebbero goduto della eliminazione degli inconvenienti segnalati.
Comunque tanti problemi sono stati risolti. La soddisfazione di un cittadino, è quella di vedere che la propria città sia vivibile e che i problemi, che si presentano giornalmente, vengano affrontati e risolti.
Con una certa soddisfazione ho preso atto delle intenzioni dell’Amministrazione comunale, fatte per bocca dell’assessore Antonio Fracassini, relative al rifacimento del manto stradale di molte vie cittadine.
Ritorno, comunque, sulla necessità di avere a disposizione una squadra di operai (stradini), alle dirette dipendenze del Sindaco  e dell’assessorato ai LL.PP., da utilizzare, giornalmente, per il mantenimento del manto stradale e la pulizia dei tombini che in gran numero sono otturati. Altra necessità impellente è che l’Amministrazione comunale non conceda più autorizzazioni alla rottura del manto stradale a chi non si impegna a rimettere in pristino il fondo stradale nella sua interezza, infatti, non è sufficiente stendere una striscia di asfalto che copra solo lo scavo effettuato. L’asfalto dovrebbe oltrepassare per qualche decina di centimetri il limite dello scavo stesso.
In molte vie della città, vedi in particolare il quartiere Ellera, si notano rattoppi, su scavi in cui sono stati messi a dimora cavi elettrici, telefonici o tubazioni varie, che a seguito del cattivo lavoro effettuato, sono diventati pericolosi canali a causa del cedimento del fondo stradale.
Bruno Matteacci



Strade Ellera e Cuculo da... sballo
di Agnese Galeotti

AgneseSplinder
Ancora una volta mi trovo a rendere nota la dissestata situazione della Strada Ellera. Una via da sballo! Più volte trascurata e altrettante rappezzata qua e là con rattoppi di asfalto. Ora tra buche, dossi, fanghiglia secca che non è stata mai rimossa dall'asfalto e appunto rappezzamenti, la viabilità della strada è veramente messa a dura prova!
Perché invece di sporadici interventi, non viene riasfaltato l'intero tratto della strada a partire dalla ferrovia della Roma Nord fino all'incrocio con il semianello?
Si potrebbe, in tal caso, cogliere l'occasione per migliorare lo scolo dell'acqua piovana, troppo spesso causa di dissesti.
Infatti, immancabilmente, quando piove, rimane per giorni sull'asfalto uno strato d'acqua e poltiglia fangosa che danneggiano il manto stradale, dando così origine a buche che, con il passare dei giorni, diventano crateri.
Per non parlare della possibilità che si possa formare il ghiaccio, pericolo per le autovetture. Quindi invece di metterci le mani in fretta e furia più volte, sarebbe opportuno farlo una sola volta e farlo bene, riasfaltando l'intero tratto di strada.
Nelle stesse condizioni si trova anche la Strada Cuculo, tra dossi e buche anche questa via, a dire il vero, molto trafficata, rimane spesso poco agibile e abbastanza pericolosa.
C’è poca cura delle strade della nostra città...  basta dare un'occhiata al resto delle vie del centro o anche della periferia più prossima, come Via Garbini, dove, soprattutto nel tratto che dall'incrocio del semianello porta al centro commerciale E. Leclerc, il manto stradale è notevolmente disastrato e anche la circolazione è aggravata dalla rotatoria oramai perennemente provvisoria che collega Via Garbini alla zona industriale del Poggino.
Agnese Galeotti



Ultimo spettacolo
Dario Bertollini Dario SplinderBertollini


Il cinema è ormai diventato un gigantesco business milionario, fatto di attori strapagati e di effetti speciali emozionanti, con lo scopo di intrattenere gli spettatori e catturare la loro attenzione e le loro pecunie.
Quanto appena detto sembrerebbe corretto vero?
Beh, lo è in parte o meglio ancora lo è solo per qualcuno: mentre è sacrosanto l’intento commerciale e di guadagno del cinema, è la parte sull’intrattenimento che invece scricchiola un po’, se la guardiamo dal punto di vista dei poveri cittadini di Viterbo, che sono ancora costretti a visionare i film in un ambiente a dir poco obsoleto. Ho avuto modo di riflettere sul fenomeno durante questo periodo di feste appena terminato, dove l’affluenza nelle sale è maggiore per via dei blockbuster natalizi che portano un maggior numero di spettatori al cinema.
Il caso ha voluto che tra i tanti ci fosse anche qualche mio conoscente, che mi ha prontamente riportato delle lamentele e delle critiche che mi hanno dato spunto per riflettere un po’.
I servizi forniti nella nostra amabile città sono nella maggior parte dei casi insufficienti, per non dire scadenti: schermi piccoli e datati, sonoro inaccettabile e poltrone scomode ci proiettano dritti dritti indietro di mezzo secolo, però il prezzo dei biglietti è aggiornatissimo, anche troppo. La situazione non migliora se pensiamo che cittadine molto più piccole di Viterbo possono godere di sale al passo coi tempi o addirittura di cinema multisala, mentre il capoluogo di provincia è ancora fermo a quanto elencato sopra.
Io mi limito solamente ad elencare i fatti, sperando che chi di dovere cerchi di porre rimedio in qualche modo a questa mancanza di rispetto verso il pubblico pagante, che spesso per ignoranza o mancanza di tempo è costretto ad accontentarsi di ciò che passa il convento. E chissà, magari se i proprietari delle sale investissero un po’ per modernizzare i loro locali, probabilmente ci sarebbe anche un maggiore afflusso di pubblico e di conseguenza più circolazione di denaro: fino a quel momento le loro lamentele sono ingiustificate, visto che prima di sbandierare ai quattro venti il loro malcontento, dovrebbero quantomeno offrire un servizio decente e che valga il prezzo (alto) del biglietto.
Dario Bertollini



Discoteche noiose
di Patrizia Labellarte


Si è parlato a lungo in questi giorni della grande serata organizzata dal comune di Viterbo e dalla provincia, nel capannone della Fiera di Viterbo, per festeggiare a suon di musica il capodanno 2006.
Grandi ospiti del panorama musicale internazionale, tra cui dee-j, vocalist nonché la presenza di importanti personaggi televisivi. Insomma un grande evento finalmente organizzato per noi ragazzi e nella nostra città!!! Tante aspettative per una serata unica ed indimenticabile che avrebbe riunito migliaia di giovani provenienti da tutto il Lazio e non solo.
Ma a furor di popolo la serata non è andata proprio come si era prevista… le lamentele sono state molte e si è sollevato attorno a questa manifestazione un polverone infinito.
Ora, delle ragioni di questo insuccesso non ne voglio parlare mentre, qui, vorrei  spezzare una lancia a favore della festa. Mettendo da parte una organizzazione che si è rivelata  un po’ scadente, si deve ammettere che per noi, tale festa è stata una vera e propria novità.
Non sarà stata il massimo, ma almeno non è stata la solita e stra-rivista serata in discoteca.
E, sì, perché, le discoteche della Tuscia cominciano a stancare… non offrono ahimè un prodotto che riesca ad attirare i giovani: niente animazione, nessuna serata a tema, sempre e solo musica, la solita musica, ed un costo del biglietto di entrata che comincia ad essere eccessivo.
Risultato?
Facce annoiate e discoteche semi-deserte! Allora, ben venga la novità, magari con un pizzico in più di organizzazione e precisione che non fa mai male!
Patrizia Labellarte

postato da: Spvit | 13:10 |