*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

mercoledì, dicembre 28, 2005

28 Dicembre 2005
Anno XV n° 24

Il Mercatino del Viandante
Antiquariato - Artigianato
è ad ORTE (VT)
di fronte all’Uscita
dell’Autostrada del Sole
il 22 Gennaio 2005
e ogni quarta domenica del mese
Info: 3393337869 (Mauro)

AUGURI A TUTTI I NOSTRI LETTORI
A QUELLI CHE CI AMANO E A QUELLI CHE CI SOPPORTANO.
AUGURI AI NOSTRI INSERZIONISTI,
GRAZIE A LORO QUESTO QUINDICINALE E’ LIBERO DI ESPRIMERE OPINIONI.


Bonatesta, Fioroni, Meroi, Brachetti e...
Se ci siete battete un colpo
di Mauro Galeotti

Gli ultimi due articoli dedicati a sensibilizzare gli amministratori comunali e la Commissione per l’ornato ad avere più attenzione sulle pietose condizioni ornamentali della nostra città, hanno dato i loro frutti.
Ho, infatti, ricevuto, con piacere, dall’architetto Annunziata Lanzillotta, capo servizio tecnico della direzione generale, con a capo l’architetto Armando Balducci, un’esauriente nota che aggiorna, me ed i lettori, su quanto sta facendo in merito il Comune di Viterbo.
Pubblico la lettera per intiero, perché ho colto nell’architetto la voglia di fare, di realizzare e l’amore per la nostra città. Valori che troppo spesso vengono sommersi dagli interessi personali del politicante di turno.

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Gentile Mauro Galeotti, Le rimetto una nota in ordine alle attività che sono in corso sul tema “centro storico”, con l'intento di fare cosa utile.
Cordialmente
arch. Annunziata Lanzillotta

ATTIVITA’ IN CORSO
Piano dell’Ornato e dell’arredo urbano.
L’Amministrazione comunale ha intenzione di dotarsi di un nuovo Piano dell’Ornato e dell’arredo urbano esteso ai centri storici, ma anche alle aree di prima espansione a ridosso della cinta muraria al fine di meglio regolamentare ed incentivare le attività di riuso e di recupero del centro storico già previste nell’attuale Piano dell’Ornato approvato con Delibera di C.C. n. 96 del 19.03.1999.
Scopo del nuovo strumento, già elaborato, ma non ancora adottato, è agevolare e favorire l’azione di recupero e di salvaguardia dei centri storici.
Il nuovo Piano - improntato ad esigenze di rigorosa tutela e conservazione che, tuttavia, non si traducono in rigidi e vessatori divieti per gli abitanti e per quanti operano nella città storica - è uno strumento agile, di facile consultazione ed interpretazione, le cui norme sono corredate da una poderosa ed accurata documentazione storica e cartografica.
Sono ancora da approfondire con i gestori delle società erogatici di servizi pubblici (enel, gas, telecom, …), le modalità e le forme di intervento nei centri storici.
Il Piano non sarà approvato prima di averne reso partecipi, nelle forme e nei contenuti, gli abitanti della città di Viterbo.
L’idea è quella di presentare il Piano nella cornice dei vari quartieri storici, in forma di mostra itinerante (saranno esposti e discussi gli elaborati e le norme del Piano in un pubblico confronto tra i progettisti del Piano stesso, i responsabili degli uffici ed i cittadini interessati!), nella convinzione che la politica dei vincoli e dei divieti imposti dal legislatore, ma non condivisi e compresi dai cittadini, non favorisce la conservazione.
Gli abitanti sono i principali e consapevoli custodi del patrimonio storico ed architettonico della città di Viterbo.

Convenzione per il recupero, la valorizzazione e la trasformazione sostenibile dei centri storici di Viterbo
L’Amministrazione Comunale ha proposto all’Università della Tuscia ed all’Università di Roma la sottoscrizione di una convenzione per il recupero, la valorizzazione e la trasformazione sostenibile dei centri storici di Viterbo con l’intento di continuare la strategia per la rivitalizzazione dei centri storici;
di prestare un livello alto di attenzione ai bisogni e ai “diritti” degli abitanti e dei fruitori della città antica, sia nella fase di stesura di un piano di salvaguardia che in quella di attuazione mediante:
l’analisi dei processi intervenuti e dei risultati prodotti dagli stessi sul tessuto sociale degli abitanti e dei fruitori degli spazi urbani recuperati;
il recupero patrimoniale ed ambientale previa analisi e rilettura critica delle esperienze già effettuate (diagnostica).

Regolamento per la concessione di contributi in conto interessi sui mutui per il recupero e risanamento di immobili nei centri storici
Il Comune di Viterbo concede finanziamenti in conto interessi ai proprietari di immobili ubicati nei centri storici che provvedono alla loro ristrutturazione tramite acquisizione di mutui presso istituti di credito viterbesi.
Con apposito atto di Consiglio comunale è stato già da tempo deliberato il regolamento e lo schema di convenzione da stipulare tra Comune e gli istituti bancari aderenti all’iniziativa.
Attualmente gli istituti bancari con cui l’Amministrazione ha stipulato apposite convenzioni sono tre: CARIVIT, Banca di Credito Cooperativo, Banco di Brescia.
In esito a tale sottoscrizione il Comune eroga ai privati che ristrutturano nel centro storico contributi in conto interessi in ragione del 4% annuo per la durata del finanziamento.
Considerati gli attuali tassi di interesse praticati dalle banche, l’Amministrazione con il suddetto contributo copre totalmente, o quasi, le spese bancarie a carico dei proprietari che recuperano immobili posti nel centro storico.

Operazione “facciate pulite”
Il Comune, con il tramite degli uffici interessati, ha predisposto un progetto di massima per il recupero delle facciate del centro storico deturpate da fili e condutture varie.
Due le problematiche da affrontare per rendere realizzabile l’operazione “facciate pulite”:
concordare e coinvolgere nel progetto le società erogatrici dei servizi che attualmente operano in regime di concorrenza e non più in regime pubblico;
recuperare le risorse necessarie all’attuazione del progetto.

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E qui termina la nota dell’architetto Annunziata Lanzillotta, che ringrazio per la professionalità e la chiarezza.
Ma contestualmente alle attività che l’Amministrazione comunale ha avviato per il recupero e la valorizzazione dei centri storici occorre, da un lato, accrescere l’attenzione, il rispetto e la conoscenza consapevole dei cittadini verso il patrimonio storico-architettonico dei centri storici con una politica di educazione ambientale da promuoversi con il contributo di scuole, associazioni, università; dall’altro una costante attività della politica per reperire le risorse necessarie presso le istituzioni competenti, in particolare presso la Regione Lazio.
Occorre, quindi, che i buoni propositi non restino sulla carta, come troppo spesso avviene, pertanto mi pare opportuno sollecitare i nostri politici, come il senatore Michele Bonatesta, gli onorevoli Giuseppe Fioroni e Marcello Meroi, l’assessore regionale Regino Brachetti, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli, il sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli, i quali ci leggono perché invio loro questo quindicinale, e... tutti i politici di buona volontà, ad unirsi per fare in modo di sollecitare la Regione Lazio e chi ne ha la competenza a realizzare il sogno di vedere la nostra città degna degli abitanti che ci vivono.
Mauro Galeotti



Giotto Giotto stavolta la O ti è venuta... ovale
di Simone Galeotti

Sono già passate alcune settimane da quando il nuovo Centro Giotto, sito a Viterbo sulla Tangenziale ovest, ha aperto i battenti. Sono passate alcune settimane anche dal caos che lo stesso Centro ha contribuito a creare con la discutibile promessa fatta a molti clienti di rifornirsi di alcune decine di cellulari in promozione per la domenica successiva all’apertura.
Promessa non mantenuta.
Quel giorno sono dovuti intervenire perfino i carabinieri per evitare che la folla, indispettita da tale atteggiamento poco chiaro, potesse creare qualche danno. Per questo motivo mi sembra strano che, nonostante questo increscioso precedente, campeggi ancora a pochi metri dal negozio un cartellone pubblicitario, gigante, promettente un cellulare Nokia 6600 al prezzo sbalorditivo di 99 euro.
Perché il Centro Giotto si ostina ancora a pubblicizzare un’offerta che non esiste?
Sappiamo tutti che i cellulari Nokia 6600 riservati a quella promozione sono terminati già pochi giorni dopo l’apertura del Centro stesso. Sono evidenti i “benefici” che il Centro può trarre da quella pubblicità relativa ad una vantaggiosa offerta oramai scaduta da tempo! ma chi amministra quell’esercizio dovrebbe sapere che, come prima regola, in una qualsiasi attività commerciale, c’è il rispetto del cliente… non la sua presa in giro con offerte ormai scadute.
Mi aspetto che tale pubblicità, oramai ingannevole, venga rimossa al più presto, grazie.
Simone Galeotti



Erba al Palazzo di Giustizia
di Cludio Santella

Siete mai capitati dalle parti del nuovo Palazzo di giustizia? Se ci siete capitati non vi sarà sfuggito che da qualche mese il piazzale ad esso antistante è stato ricoperto d’asfalto.
Benissimo.
Ci chiediamo, però, come mai, in così poco tempo, si sia data la possibilità a varie piantine di erba e ad altre piante selvatiche di crescere addirittura sulla terra accumulatasi ai bordi dei marciapiedi.
Non parliamo, poi, di quelle piante che crescono su quelli che avrebbero dovuto essere dei marciapiedi centrali al piazzale stesso.
Questi passaggi pedonali non sono stati asfaltati e in essi trovano cittadinanza non solo le più svariate specie di piante, ma anche l’insegna del palazzo di giustizia.

E’ la giustizia che, a modo suo, tutela la natura da vicino, oppure è la Giustizia che è stata buttata tra le erbacce?!
Non v’è cenno di pulizia: una scatola di cartone, buttata lì da qualche ben educato, da un paio di mesi, giace ancora in loco nonostante le varie forme di pioggia, cadute su di essa, abbiano tentato di scoraggiarla a restare sul posto.
Ad essa fanno compagnia pacchetti vuoti di sigarette, bucce di arance, bottigliette di plastica di ogni genere, montini di cicche dislocati qua e là e quant’altro possiate immaginare.
Al limitare di questo piazzale, in posizione che impediva la visuale a chi usciva dallo stesso, nel bel mezzo di un incrocio, fino a pochi giorni fa, regnavano sovrani due cassonetti per la raccolta delle immondizie stesse.
Stavano lì come palazzo del governo delle immondizie varie disseminate su tutto il piazzale vicino: finalmente sono stati rimossi e posti in una posizione che non dà fastidio.
Auguriamoci che questa opera di ricollocazione si allarghi a macchia d’olio anche agli altri cassonetti disseminati per tutta la città, perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, la maggior parte di essi sono posizionati in un modo che lascia molto, molto a desiderare.
Claudio Santella



Viterbo città dormiente
di Dario Bertollini

La situazione di Viterbo per quanto riguarda lo svago dei giovani è a mio avviso piuttosto preoccupante. Il costante afflusso di studenti da altre città non ha fatto altro che evidenziarne il problema: è infatti abbastanza evidente la mancanza di locali alternativi alle solite discoteche o ai classici pub.
Difficile trovare luoghi di ristorazione aperti tutta la notte, altrettanto arduo è trovare manifestazioni o eventi dedicati ai giovani, per non parlare di locali dove sia possibile ascoltare della buona musica dal vivo (pur sopravvivendo ancora alcune mosche bianche).
Inoltre, per quanto concerne la scena musicale, sarebbe accolta trionfalmente una sala prove per i gruppi aperta anche di notte (utopia, visto che scarseggiano persino quelle aperte di giorno), così come una maggiore presenza di concerti e di locali che se ne occupino.
Onestamente non so per quale motivo nessuno faccia qualcosa per risvegliare la piccola città dal torpore nel quale si trova da diversi anni a questa parte e dubito anche che i nostri giovani siano così ottusi da non rendersi conto della situazione piuttosto grigia nella quale si sono trovati loro malgrado a vivere. Ben diverso (e permettetemi di dire, decisamente triste) sarebbe se, pur individuando il problema, i ragazzi di Viterbo non se ne interessassero minimamente, continuando a lasciare tutto quanto immutato: dalle lamentele che ascolto continuamente dai giovani che conosco però, non sembrerebbe questo il caso.
Se realmente Viterbo intende diventare una città universitaria, come sembra stia facendo, sarà oppurtuno che si aggiorni e che metta a disposizione ben più di qualche pub e di assordanti discoteche per intrattenere i suoi studenti, che a quanto pare stanno diventando sempre più esigenti su come spendere il loro tempo libero (e di conseguenza i loro preziosi soldi).
Dario Bertollini



Cantonieri, stradini, appalti
di Bruno Matteacci

A pagina 382 del dizionario della lingua italiana De Voto-Oli, alla voce "cantoniere" si legge: "operaio cui è affidata la cura di un tratto di strada"; mentre a pagina 2373, alla voce "stradino" è scritto: "addetto alla manutenzione delle strade".
E' pur vero, che molto prima, a pagina 138 è il termine "appalto" che è così spiegato: "contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un'opera o di un servizio dietro un corrispettivo in denaro".
Si vede che qualche amministratore, per non perdere tempo, si è limitato a leggere il dizionario solo nelle prime pagine, senza tenere conto che in quelle successive esistono delle soluzioni diverse dall'appalto.
Mi auguro che qualcuno sfogli più a lungo il dizionario e prenda atto che i "vecchi" amministratori, non a sproposito, utilizzavano "cantonieri" e "stradini" con ottimi risultati.
Il piacere di consultare il dizionario è scaturito dall'assurda situazione che si è venuta a creare in occasione delle ultime pioggie che hanno causato seri allagamenti in molte vie della città.
Non si venga a dire che in questi giorni sono cadute piogge fuori del normale, perché la situazione di allagamenti di piazze e vie è recidiva.
Il conforto di quanto scrivo scaturisce anche da un osservazione che facemmo giorni antecedenti alla pioggia, quando con il mio carissimo amico, ragionier Mario Paternesi, passeggiavamo lungo Via della Capretta dove notammo che tutti i tombini erano letteralmente occlusi da erbacce e terra; oltre al cattivo stato di manutenzione del  fondo stradale e dei marciapiedi impraticabili. Ecco la necessità di avere in servizio dei "cantonieri" o degli "stradini" e fare a meno di "appalti" che, a quanto si vede, eccezione fatta per il verde pubblico, danno cattivi risultati.
Tante sono le vie non curate, nella gestione del fondo stradale, troppe sono le buche che assillano gli automobilisti, pochissimi sono i marciapiedi praticabili.
Bruno Matteacci


Sul modo di gestire le cose
di Claudio Santella

Abbiamo detto e ridetto più volte che Pubblica Amministrazione significa cura concreta dei pubblici interessi; lo abbiamo detto e scritto tante di quelle volte, accettando anche il rischio di diventare noiosi, con la speranza che la nostra Amministrazione civica, quantunque spesso dura di orecchie, potesse assimilare questo concetto fino a farlo proprio ed attuarlo nelle sue varie manifestazioni di volontà. Così spesso non è stato. Così non è stato nel provvedere a che gli automobilisti possano esercitare il loro libero diritto di parcheggio. Ci riferiamo, in particolare, all’imposizione dei balzelli nelle aree prospicienti Santa Maria delle Fortezze ed antistanti il Nuovo Palazzo di Giustizia. Possibile, ci chiediamo, che riesca difficile capire che oramai l’automobile non è più l’espressione di uno status symbol, ma è divenuta un mezzo, se non addirittura uno strumento di lavoro, di cui il cittadino è costretto a servirsi, dati costi ed il cattivo funzionamento dei mezzi pubblici, per adeguarsi alle varie esigenze della vita quotidiana.
Non si accorge l’Amministrazione che per stare dietro alle necessità quotidiane,necessità, si badi bene, si è costretti a muoversi con una rapidità sempre maggiore?
Dove può, allora, parcheggiare la propria autovettura quel cittadino, compreso quello che viene dai paesi vicini, che è costretto ad usare il mezzo proprio, magari controvoglia, se si impongono balzelli anche in quelle aree situate fuori le mura, le quali, per la loro stessa posizione, dovrebbero essere lasciate libere ed a disposizione di tutti.
Certo che fino a quando coloro cui è stata demandata la potestà di decidere continueranno ad affrancare se stessi dall’obbligo di dare l’esempio, esponendo questo o quel contrassegno di salvaguardia, difficilmente verremo a capo del problema. Fino a quando lorsignori non riusciranno a calarsi nei panni del cittadino comune ed a capire le esigenze di quanti, non certo lorsignori stessi, rebus sic stantibus, non possono permettersi di spendere sei o più euro al giorno per posteggiare la macchina, ogni speranza è destinata a svanire. Ed allora assistiamo ai comportamenti selvaggi di una miriade di automobilisti che parcheggiano l’auto in ogni luogo senza curarsi se recano o meno fastidio agli altri. Prima ci si vanta, ed a ragione, di aver dotato Viterbo di strade urbane che non si sognava di avere, poi si cerca di impedire la sosta, anche fuori le mura, a chi di quelle stesse strade fa uso. Forse che si può credere che una macchina debba girare all’infinito sulle nuove strade cittadine senza mai fermarsi?! Se uno deve andare in un qualsiasi posto, prima o poi dovrà pure fermarsi, mi sembra ovvio. Mi viene in mente la frase che un professore era solito dirci quando le sparavamo grosse; dopo averci guardato con affetto ci diceva: “Figliuolo, io sono molto intelligente, tuttavia non ti capisco”.
In mezzo a tutto questo marasma, poi, non v’è traccia di vigile urbano.
I Signori vigili, dotati tutti di automobile, circolano continuamente senza fermarsi e senza mai intervenire davanti a casi macroscopici di infrazioni al codice della strada. Così facendo, non solo dimostrano ai quattro venti la loro inutilità ed il loro costo, ma ingenerano la convinzione, soprattutto nei giovani, che certi comportamenti sono leciti. Non parliamo, poi, di coloro che, vestiti da vigile, rispondono alle varie richieste dei cittadini che loro sono ausiliari del traffico e che non possono essere di aiuto perché il loro compito è soltanto quello di controllare i contrassegni che rendono lecito il parcheggio delle varie auto. Questi signori fanno contravvenzione a chi ha ritardato nel ritirare la propria auto da un parcheggio a pagamento, ma consentono a chi parcheggia vicino alle fermate degli autobus di sostare indisturbato.
Altrettanto dicasi per chi parcheggia sui marciapiedi, sulle strisce pedonali, in prossimità di incroci quando non sugli incroci stessi, a chi parcheggia contromano, di traverso e quant’altro.
Solo un accenno alle figure di salvaguardia, rappresentate da quei soggetti cui è sempre ed ovunque consentito farla franca, qualunque sia il loro modo di depositare la macchina. Meglio sorvolare, infine, sugli esempi di correttezza dati da quegli stessi tutori di quell’ordine che sembra si adoperino a divulgare la conoscenza delle cose attraverso l’attuazione del loro contrario; teoria, questa, per certe altre cose valida. Per certe altre, però, attenzione! Dimenticavo :
Buon Anno!
Claudio Santella



Al Paradiso serpeggia un certo malumore
di Bruno Matteacci

Nella zona Paradiso serpeggia un certo malumore per quanto concerne il parcheggio di auto effettuato dagli studenti della Università, che non utilizzano il grande spazio per loro ricavato ed a loro riservato, nella struttura dell'Ateneo.
Da tempo, i pochissimi spazi esistenti, a disposizione nelle immediate vicinanze della chiesa di Santa Maria del Paradiso, vengono occupati, per lunghi tempi, dalle auto degli studenti a scapito dei residenti, che si trovano nella impossibilità di trovare un parcheggio libero.
Per non parlare, poi, dello stato di disagio che si prova in occasione delle celebrazioni dei funerali. Delle volte è capitato che nemmeno il carro funebre è potuto giungere ai piedi della scalinata della chiesa, stante il selvaggio parcheggio esistente.
Nostro tramite, i residenti della zona si rivolgono all'Amministrazione comunale allo scopo di poter ottenere l’istituzione di un parcheggio riservato ai residenti, e altri spazi con sosta limitata, costringendo così i frequentatori dell'università ad utilizzare lo spazio, a loro destinato, che è quasi sempre senza autovetture.
Bruno Matteacci



NASSIRIYA?
di Periscopio

E’ trascorso un anno dalla strage di Nassiriya e, come temevamo, nel ricordare quel disgraziato evento non abbiamo dimenticato di suonare le trombe in modo stonato. Facciamola finita di usare la memoria di quei caduti per altri fini, gratificandoli con attributi che presuppongono ben altri requisiti; parole dette e non sentite, pronunciate solo per accattivarci delle simpatie e per non crearci delle inimicizie; manifestazioni che altro non sono che espressioni dei nostri malcelati interessi.
Abbiamo fatto, addirittura, tra loro, distinzioni per classi di appartenenza. Ricordiamoli, ci mancherebbe altro, ma nei modi dovuti. Ricordiamoli, ma rispettiamoli.
Da parte nostra, il ricordo, il  profondo rispetto, dovuto loro, desideriamo esprimerlo con i versi di un grande poeta, Giuseppe Ungaretti, nella piena convinzione di onorarli più e meglio di tanti altri:
Non gridate più Cessate d’uccidere i morti, / Non gridate più, non gridate. / Se li volete ancora udire, / Se sperate di non perire. // Hanno l’impercettibile sussurro, / Non fanno più rumore / Del crescere dell’erba / Lieta dove non passa l’uomo.
Periscopio


postato da: Spvit | 13:04 |