| |
|
giovedì, agosto 04, 2005
Il Mercatino
del Viandante
ORTE (VT)
il 28 Agosto 2005
e ogni quarta domenica del mese
di fronte all’Uscita
dell’Autostrada del Sole
Info: 3393337869 (Mauro)
3 Agosto 2005
Anno XV n° 15
Caso Elvia Viglino: hanno proprio toccato il fondo
Bau bauu bauuu, grrrr
di Mauro Galeotti
"Il maltrattamento di animali - ha affermato Elvia Viglino - è un atto vile e spregevole, assolutamente disumano".
E chiedo come la mettiamo con chi maltratta le persone della portata di Elvia Viglino?
Non sto ad entrare nel merito della decisione del presidente dell'Enpa nazionale, tale Paolo Manzi.
Non me ne frega niente.
So solo che non conosco tale Paolo Manzi, ma conosco bene Elvia Viglino,
so il coraggio che ha,
so il mazzo che ha fatto per portare il canile di Viterbo, gestito dall'Enpa, allo stato ottimo in cui si trova,
so quanti ostacoli ha dovuto superare,
so quanto amore ha sempre dato agli animali,
so quanto poca stima ha di certi amministratori e politici,
so quante inimicizie si è procurata,
so molto, tanto, troppo...
ma non accetto da Viterbese, che un individuo qualsiasi si permetta di emanare sentenze, non vivendo affatto la realtà locale.
Questo signor Paolo Manzi ha addirittura deciso di allontanare Elvia Viglino definitivamente dall'Enpa.
Che ne sa il presidente nazionale Paolo Manzi, delle sofferenze vissute da Elvia, in prima linea, in questi lunghi, lunghi, lunghi anni di gestione del canile a Viterbo?
Ma che ne sai, caro Paoletto!!! tu, che da dietro una scrivania, con una bella penna color oro, detti la sentenza: Via la Viglino dall'Enpa di Viterbo!
Ma con quale faccia?
Ma come ti permetti...
Ma sulla base di cosa, di chi, di come...
Vieni a Viterbo, caro il mio Manzi, nome appropriato sì, per un presidente che difende gli animali, ma non certo manzo per mansueto, vieni a parlare con i cani ospitati dell'Enpa viterbese.
Te lo diranno loro com'è Elvia. Com'è amorevole.
Com'è preziosa per la loro salvaguardia.
Com'è indispensabile. Unica!
Ma forse è meglio che non vieni... perché penso che appena apparirai, quei cani che alla mattina leggono il giornale che gli porta Elvia, sapendo che tu sei il responsabile dell'allontanamento della loro amica, ti morderanno una delle tue belle bianche, saporite, chiappe.
E non la lasceranno.
Stanne certo, perché sanno distinguere, grazie al loro innato fiuto, chi sta dalla loro parte.
Intanto sul sito dell'Enpa nazionale appare ancora la Viglino, presidente dell'Enpa viterbese, evidentemente all'Enpa italiano non siete così veloci a sostituire un nome come di fatto hai voluto fare tu, in quattro e quattr'otto.
Vergogna! a chi fa comodo tale decisione?
e Vergogna lo gridano tutti i cani del canile dell'Enpa di Viterbo. Vergogna bau bauuu bauuuu!
e dire che solo due mesi fa sul sito dell'Enpa di Viterbo veniva pubblicata la notizia che riporto appresso, mentre tu e i tuoi, lo stesso giorno, sentenziavate contro la presidentessa dell’Enpa di Viterbo, bella coerenza:
"Il 7 maggio 2005, presso l'auditorium San Leonardo, l'associazione culturale musicale "Grandi eventi" ha presentato Viterbo premia, riconoscimento riservato a tutti coloro che si sono distinti nell'imprenditoria, professionalità, sociale, arte e cultura.
In questa occasione Elvia Viglino, presidente dell'E.N.P.A sez. provinciale di Viterbo ha ricevuto il premio Leone d'oro con la seguente motivazione: per l'impegno costante e protratto nel tempo nel difendere i diritti degli animali e per aver tenuto in vita a tale scopo e fra mille difficoltà, il canile E.N.P.A di Viterbo".
Ma contro la tua decisione, caro il mio Manzi, si è alzato un enorme vespaio:
da Tusciaweb.it, quotidiano on line
Allontanata la storica presidentessa della protezione animali
Destituita Elvia Viglino dall’Enpa
Viterbo 27 luglio 2005 – ore 9 – Elvia Viglino, la storica presidentessa dell’Enpa viterbese, l’associazione per la protezione degli animali, è stata sostituita dal commissario Raffaello Federighi.
A decretare la sostituzione è stato il presidente nazionale dell’Enpa Paolo Manzi.
Da oltre vent’anni Elvia Viglino ha guidato l’Enpa locale, quando ancora quello che è riuscita a realizzare oggi era solo un sogno.
Manzi ha comunicato il commissariamento della sezione di Viterbo appellandosi “al mandato conferito dal consiglio nazionale in data 7 maggio 2005 e a seguito di quanto comunicato dall’organismo di vigilanza di cui all’articolo 31 dello statuto”.
Ma non si limita a questo il presidente nazionale, addirittura contro Elvia Viglino scrive “qualsiasi attività gestionale, organizzativa, amministrativa, contabile relativa all’attività della sezione dovrà cessare immediatamente, se non per il trasferimento delle stesse nelle mani del commissario”.
Ed ancora “è stata disposta l’avocazione di qualsiasi attività relativa alla gestione del canile dell’ente, sito in località Bagnaia, - continua la presidenza nazionale – pertanto ogni attività a tale impianto dovrà fare riferimento al coordinatore regionale Enpa Lazio, il quale si avvarrà in loco dell’attività del socio Guido Vezzali”.
Non si conoscono i motivi dell’allontanamento di Elvia Viglino, che con tanto sacrificio, serietà ed amore ha soccorso ed assistito per decenni gli animali randagi. Qualcuno dovrà spiegare la causa di un provvedimento che appare assurdo.
da Tusciaweb.it, quotidiano on line
Provincia - La commissione ambiente chiede spiegazioni sul commissariamento dell'Enpa
Ancora solidarietà con la Viglino
Viterbo 30 luglio 2005 – ore 0,10 – Riceviamo e pubblichiamo l'ordine del giorno votato all'unanimità dalla commissione ambiente della Provincia.
La Commissione Ambiente della Provincia di Viterbo esprime solidarietà ad Elvia Viglino storica presenza dell’ENPA Provinciale .
Fondatrice e da 25 anni protagonista della insostituibile esperienza del canile è stata rimossa dalla Presidenza dell’ENPA locale senza spiegazioni.
Riteniamo opportuno chiedere spiegazioni dell’avvenuto Commissariamento impegnando il Presidente a farsi portavoce della richiesta.
da Tusciaweb.it, quotidiano on line
Commissariamento Enpa
Verdi e Legambiente solidali con la Viglino
Viterbo 27 luglio 2005 – ore 15 – Senza Filtro - La federazione provinciale dei Verdi di Viterbo esprime tutta la sua stima e grande solidarietà alla signora Elvia Viglino in merito al commissariamento dell'Enpa viterbese e all'allontanamento di chi da sempre, e troppo spesso da sola, ha pensato e provveduto egregiamente per tantissimi anni a migliaia di cani e gatti abbandonati.
I Verdi riconoscono altresì la qualità raggiunta dal canile dell'Enpa sotto la gestione della signora Viglino e si impegnano a vigilare nelle sedi competenti che questa qualità non venga meno in un momento così delicato .
Federazione provinciale Verdi Viterbo
In relazione al commissariamento dell’ENPA di Viterbo ed al relativo allontanamento della presidente Elvia Viglino, esprimiamo il nostro vivo rammarico.
Pur rispettando nel merito una decisione che è maturata nell’ambito delle dinamiche interne di una importante associazione come l’ENPA, non possiamo non esprimere piena solidarietà alla signora Elvia Viglino per le modalità con le quali questa decisione è stata presa e comunicata.
Una personalità ed una esperienza riconosciuti da tutti i viterbesi, una sensibilità non comune, una costanza in questi 20 anni che deve riscuotere solo rispetto e gratitudine.
Noti a noi, che abbiamo conosciuto da vicino il lavoro di Elvia, il sacrificio di tempo e denaro profuso per la protezione degli animali che le venivano affidati. Una perdita per l’associazionismo non solo ambientalista.
Tutto questo meritava ben altro trattamento dai responsabili dell’ENPA.
A chi di dovere chiederemo ragione di un atteggiamento che ferisce tutti i Viterbesi, in un momento in cui l’ENPA sarà oggetto di cospicui finanziamenti pubblici per la realizzazione e gestione del nuovo canile municipale di Viterbo, per non parlare degli oltre 25.000 euro mensili gestiti attualmente dall’Associazione nella provincia.
Ci auguriamo, per il bene degli animali affidati all’ENPA, che non abbiano influito altri interessi, considerando che il servizio che Elvia ha svolto in questi anni è sempre stato al di sopra delle parti.
Per Legambiente: Pieranna Falasca - Umberto Cinalli
da Tusciaweb.it, quotidiano on line
Commissariamento Enpa - Interviene il segretario della Margherita comunale, Allegrini
"Siamo riconoscenti alla Viglino"
Viterbo 28 luglio 2005 – ore 15 - Non conosco di persona la signora Viglino e non posso dunque entrare troppo nel merito della vicenda del suo allontanamento di fatto dall’ ENPA.
Sono sempre stato tuttavia un amante degli animali, possessore di cani ed attualmente – come si dice soprattutto a Roma – “gattaro” e per questo particolarmente attento alle notizie che riguardano i miei amici a quattro zampe.
E’ così che ho sempre sentito parlare dell’impegno profuso dalla Viglino, degli sforzi e dei sacrifici, anche economici, da lei e dai suoi benemeriti collaboratori compiuti e sopportati per amore degli animali.
Per questo sento oggi il dovere di rappresentare, a nome mio e del partito che rappresento, la riconoscenza sincera per l’opera di questa donna che attraverso tanti anni di lavoro segnati da contrattempi e difficoltà numerose ha saputo mantenere in vita una struttura di qualità che rende onore alla nostra città.
In tempi come questi, dove spesso si sceglie di “possedere” un cane o un esemplare di altre specie soltanto per moda, prezzo, pedigree, ferocia o esoticità, l’amore, la tutela e il rispetto per gli animali sono caratteristiche che connotano il grado di civiltà di un popolo ed anche di una piccola comunità locale come può essere Viterbo.
Non basta pertanto nominare, come avvenuto in un recente passato, un Consigliere delegato agli animali per poi ricordarsi di loro solo quando si tratta di discutere di materie urbanistiche o per lamentare il problema degli escrementi e richiedere maggiori controlli da parte della Polizia Municipale: credo per questo che, oltre a quello di continuare a permetterle di rendersi utile, nell’ENPA o altrove, nel modo che le è più propenso e gradito, il miglior augurio che si possa rivolgere oggi alla signora Viglino, sia quello di vivere in una città attenta e sensibile, dove il rispetto degli animali venga promosso e sostenuto anche dalle autorità, al pari di quello dovuto all’ambiente e come tratto saliente della nostra vera umanità.
Angelo Allegrini presidente Margherita comunale
...e non finirà qui!
Mauro Galeotti
Comodo... quando fa comodo
di Sanclaudio
Il fatto del giorno, a Viterbo, è senza ombra di dubbio il passaggio dell’on. Rodolfo Gigli dalle file di Forza Italia a quelle dell’ U.d.C.
Non v’è giornale che non abbia riportato la notizia.
Sulle pagine del Corriere di Viterbo di martedì 26 luglio u.s. l’onorevole Gigli ha espresso, da esperienza consumata, in maniera chiara e concisa, le motivazioni che lo hanno indotto a questo gesto politico.
Ora, tralasciando i plauditores, pro e contro, che non mancano mai, ogni politico locale, forse risentito dalle parole del parlamentare quando afferma che “la politica anche a Viterbo è in mano a mediocri, gente che si propone, baratta, scambia, chiede e sulla base di quello che ottiene decide se restare o scegliere altre strade” ha espresso la sua.
In linea di massima espressioni pro Gigli da parte degli esponenti della corrente politica in cui il medesimo va ad approdare, espressioni contra Gigli da parte degli esponenti di quella corrente politica che lo stesso abbandona.
Dimenticano costoro che diverse e diametralmente opposte furono le loro opinioni nel momento in cui il medesimo Nando Gigli decise di chiedere cittadinanza nel partito da cui è appena uscito. A questi signori diciamo che a noi non sembra che l’on. Gigli abbia avuto un comportamento diverso dal solito da giustificare l’ostracismo da parte di chi, a suo tempo, lo ha accolto a braccia aperte! Un poco di coerenza!
I cittadini di Viterbo conoscono il nostro pensiero sulle transumanze politiche; pensiero che esprimemmo ancor prima dell’avverarsi di questo fatto, in tempi non sospetti. La nostra opinione quindi non è legata alla fattispecie relativa all’on. Gigli, è una opinione legata al concetto di rappresentanza puro e semplice, l’abbiamo riportata nel numero 11 de La Città dell’ 8 giugno 2005, nell’articolo intitolato Amenità in cui proponevamo di promuovere un referendum per abrogare le norme che svicolano l’eletto dal mandato elettorale.
Sostenemmo, in quella occasione, che al momento di partecipare ad una elezione, un partito, una lista, un candidato, debbono presentare, come presentano, un programma elettorale; l’eletto per quel partito, per quella lista, deve osservare, rispettare, cercare di attuare il programma per la cui realizzazione ha ricevuto voti ed è stato eletto. Deve attenersi al mandato ricevuto. Se non lo fa decade automaticamente, perché viene interrotto il rapporto di rappresentanza. Proponemmo addirittura l’ostracizzazione verso quegli eletti che più degli altri avevano tradito la fiducia ricevuta dagli elettori, in modo che tutti cercassero di attivarsi il più possibile.
Per ciò che attiene la fattispecie relativa all’onorevole Gigli, ed ai commenti che essa ha suscitato, ci permettiamo questa riflessione: siamo in un Paese dove, fortunatamente, ognuno ha non solo il diritto di parlare, ma anche quello di essere ascoltato; il diritto di essere preso sul serio dipende, però, da quello che dice.
E quest’ultimo diritto, è bene ricordarlo, non va mai da solo, ma viene sempre coniugato con il passato dell’oratore e dà, immancabilmente, la dovuta credibilità alle sue parole.
Sanclaudio
Ma dove metto le ruote
di Agnese Galeotti
Vita difficile per i motorini nella nostra città. Eh sì! Vi capita mai di percorrere le strade cittadine con il motorino? Beh, vi assicuro che è veramente pericoloso. Molte delle nostre vie, infatti, sono malmesse.
Il pavimento stradale è pieno di crepe, buche, rattoppi di precedenti lavori, tutto questo mette in serio pericolo l'incolumità di ragazzi e adulti che, soprattutto in estate, fanno uso di ciclomotori per spostarsi all'interno della città. Alcune vie più disastrose sono, Via Genova, Viale Trento, Via Garbini interamente degradata, ma ultimamente riasfaltata solo per un pezzo.
Perché, mi chiedo, una strada completamente massacrata dalle buche e quant'altro, viene risistemata solo per un quarto della sua lunghezza? a che pro? e per di più senza rifare l'essenziale segnaletica orizzontale? Tanto per non smentire il fatto che a Viterbo le cose vengono fatte a metà, troppo spesso!! Ma non finisce qui. Voi direte, cosa c'è di peggio per la viabilità di buche, crepe sull'asfalto, rattoppi alla meno peggio? Beh, immaginate una strada con tutto questo e in più i dossi. Sì, lo so che poco c'è da immaginare, basta percorrere Via Genova perché tutto questo diventi realtà. I famigerati e tanto discussi dossi che l'amministrazione comunale ha coltivato per la città.
Sì sì, hai letto bene, coltivato!
Infatti, spuntano fuori dal terreno per tutta la città come zucchine in un orto. Sono fastidiosi per le macchine e pericolosi per i motorini, costretti a rallentare quasi fino a fermarsi per non cadere passandoci sopra.
L'amministrazione deve fare qualcosa per le nostre strade e per i cittadini che le percorrono. Ma perché sono stati spesi migliaia di euro per abbellire (questione di gusti) una sola strada, quando le altre, di certo non pretendono di essere boulevard, ma hanno l'estremo bisogno di essere percorribili senza pericoli per tutti noi? Mah! Sono sempre più convinta che i cervelloni di quest'amministrazione sono peggio delle donne... non si sa mai che gli passa per la testa!
Agnese Galeotti
Non vendiamo fumo
di Claudio Santella
Sulle pagine del Corriere di Viterbo del 12 luglio appena trascorso, veniva riportato un articolo secondo il quale il vice coordinatore comunale di An, Gianluca Mantuano, riportando le lamentele di artigiani e ditte individuali, chiedeva maggior trasparenza da parte del Comune, e un maggior ricorso alle gare pubbliche, per l’affidamento dei lavori che spaziano dall’edilizia pubblica e privata, alla manutenzione.
L’articolo, intitolato Società comunali pigliatutto, occorre maggiore trasparenza, evidenziava il malcontento di quanti non riuscivano più ad avere rapporti di lavoro con il Comune e ritenevano che la causa fosse da imputare all’indiscriminato affidamento diretto della maggior parte dei lavori alle società miste di diretta gestione comunale, ed in particolare al Cev.
Mantuano si rivolgeva quindi al city manager pregandolo di verificare l’ortodossia dei vari iter di affidamento dei vari lavori, nonché di tenere presente la tutela delle piccole e medie aziende locali ed i criteri di economicità e risparmio nella gestione del denaro pubblico. Si augurava, il coordinatore comunale di An, che per rimpinguare le casse di alcune società, non si finisse per danneggiare il tessuto imprenditoriale locale a beneficio soltanto di poche aziende private, interne alle multiutility comunali.
L’argomento era economico, e come tale non poteva non sollevare reazioni. A una risposta d’ufficio dell’assessore Fracassini seguivano, di lì a poco, altre opinioni appartenenti ad altre espressioni politiche.
Il piatto era ghiotto, gli interessi toccati erano diversi ed appartenenti a diverse categorie di lavoratori, la quantità di voti in gioco considerevole: non si poteva far cadere nel nulla un fatto del genere.
Le espressioni del coordinatore comunale di An e di quanti lo hanno seguito nella trattazione dell’interessante argomento, non ci convincono. Non ci convincono perché amiamo credere che per ovviare, almeno parzialmente e per quanto possibile a situazioni simili a quella sopra descritta, il legislatore si è messo a scrivere una legge che ha chiamato: Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Questa legge, del 7 agosto 1990 n. 241, successivamente rivisitata, consente al cittadino di mettere il dito negli affari delle amministrazioni pubbliche costringendole a manifestare i propri intenti. Questa legge, nel capitolo dedicato alla semplificazione amministrativa, all’articolo 14 e seguenti, prevede, qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici, l’indizione da parte dell’Amministrazione o, ove ne ricorrano gli interessi, anche su richiesta dei privati, della cosiddetta conferenza dei servizi.
Questo articolo, se coordinato con gli articoli 1 e 2 della stessa legge, che prevedono l’obbligo da parte dell’Amministrazione di dare una risposta espressa entro breve termine senza aggravare il procedimento, rafforza i nostri dubbi.
Non vogliamo metterci qui a fare una dissertazione dottrinaria sulla conferenza dei sevizi, non è questo il luogo e riteniamo di non averne le qualità, ci è sufficiente dire, semplificando al massimo, affinché tutti i cittadini lo sappiano, che la conferenza dei servizi è stata creata dal legislatore in primo luogo per evitare lungaggini burocratiche: ci si riunisce intorno ad un tavolo, si rappresentano in quella sede le proprie necessità, si evidenziano le difficoltà, si pone ad esse contestualmente rimedio, si evita di menare il can per l’aia e si raggiunge il risultato voluto in un tempo infinitamente più breve di quello richiesto dal compimento dei medesimi atti in uno dopo l’altro, passando da un ufficio all’altro. V’è di più, nella conferenza di servizi gli argomenti pro e contro vengono trattati nello stesso tempo e davanti a tutti i partecipanti, le possibilità di agevolare o di ostacolare illecitamente questa o quell’altra cosa, magari attraverso sottomano o quant’altro, vengono meno, almeno considerevolmente e comunque possono essere agevolmente smascherate.
Non possiamo pretendere che il signor Mantuano ed altri siano a conoscenza dell’esistenza di queste norme che tutelano il cittadino nei riguardi dell’azione amministrativa, possiamo però pretendere, che il signor Mantuano, coordinatore comunale di An, e gli altri si rivolgano agli uffici dell’Amministrazione comunale e chieda spiegazioni in merito. Il signor Mantuano sa, come lo sanno gli altri interventori, che esiste nel seno dell’Amministrazione comunale di Viterbo, un settore denominato “Assistenza agli organi istituzionali” che queste cose le sa, o quantomeno deve saperle. I cittadini è bene che sappiano che sia il sig. Mantuano, quale coordinatore comunale di An, sia i vari operatori economici, politici e sociali interessati, hanno sempre avuto ed hanno la facoltà di chiedere che una simile conferenza venga indetta. Si rivolgano al dirigente del settore sopra richiamato, potranno avere tutte le delucidazioni gratis. Altrimenti si rischia di fare la figura dei venditori di fumo. Non divaghiamo: ci sono dei mezzi concreti e diretti per affrontare una cosa, seguiamoli. Non lasciamo che la nostra bella Viterbo venga espugnata mentre noi ci dilettiamo in riflessioni sterili, altrimenti nello stemma, al posto del leone, dovremmo metterci una terrina.
Ci vengono in mente, in proposito, le parole di un eminente amministrativista, maestro di chiara fama e già ministro della Repubblica: il professor Massimo Severo Giannini. Affermava il professore che “Le Amministrazioni pubbliche sono una delle cose più imperfette che esistono per la loro essenziale contraddizione: sono spaventose di potenza e insieme inermi, sopraffanno ma si lasciano puerilmente gabbare, hanno risorse immense e vivono lesinando, sono concepite secondo ordine e vivono in disordine. In questo è il dramma dello Stato contemporaneo…” (M. S. Giannini: Diritto Amministrativo, 1970, pag. 59).
Ci punge vaghezza che, forse, non è male attraverso questo quindicinale, portare in qualche modo i cittadini a conoscenza delle possibilità che questa legge concede loro. Si, forse non è male.
Claudio Santella
postato da: Spvit | 12:35
|
|