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mercoledì, luglio 13, 2005
Il Mercatino del Viandante
ad ORTE (VT)
il 24 Luglio 2005
e ogni quarta domenica del mese
di fronte all'Uscita dell'Autostrada del Sole
Antiquariato, Artigianato, Collezionismo
Info Cellulare 3393337869
13 Luglio 2005
Anno XV n° 13
Marco Sensi... la rivelazione per Viterbo
Ferento: una stagione da sballo
di Mauro Galeotti
Il viterbese Marco Sensi vedrà suonare le sue opere dal maestro Stelvio Cipriani, il 29 luglio, durante la stagione teatrale di Ferento.
Il giovane imprenditore, che gestisce, assieme alla sua famiglia, la società Terme dei Papi, è stato scoperto dal direttore dell'orchestra di Santa Cecilia.
E' stato presentato nei locali del Gran Caffè Schenardi, il programma della stagione teatrale estiva, che si terrà nel teatro romano di Ferento, dal 14 luglio al 6 agosto 2005.
Alla presenza del presidente della provincia, Alessandro Mazzoli, del sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli, degli assessori alla cultura, Marco Bracaglia, del Comune e Angelo Cappelli, della Provincia, il direttore dell'APT, Vincenzo Ceniti, ha illustrato i vari appuntamenti che caratterizzeranno l'evento.
''Questa manifestazione - ha affermato Ceniti - ha la capacità di valicare i confini della Tuscia, e nonostante il cambio degli amministratori sia in Provincia che al vertice dell'APT, con Alessandro Mazzoli nominato commissario dell'ente turistico, i lavori per l'organizzazione della manifestazione sono andati avanti senza tentennamenti. E' merito dell'assessore Bracaglia - continua Ceniti - se Ferento è divenuto anche il palcoscenico per la stagione estiva operistica del Comune di Viterbo, infatti, per i restauri del Teatro dell'Unione, l'importante appuntamento con gli appassionati della lirica, ha trovato questa ottima collocazione''.
L'organizzazione è affidata a Patrizia Natale, veterana in simili attività culturali, da anni coordina attori ed artisti ed è riuscita a portare a Ferento il fior fiore italiano. ?Saranno presenti il grande varietà, la danza, il teatro classico, la prosa, i comici - ha detto Patrizia Natale - addirittura Lando Buzzanca festeggerà i suoi 45 anni di carriera qui a Ferento, è un regalo che ha voluto dedicare al nostro ed al suo pubblico.
Massimo Lopez debutta anche lui qui a Ferento come cantante assieme ad un'orchestra composta da 20 elementi. Non lo crederete - continua l'organizzatrice - ma Lopez è splendido anche quando canta''.
''Ma le sorprese non sono terminate, addirittura Norma di Vincenzo Bellini,
sarà in prima nazionale a Ferento e, - conclude Patrizia Natale - non abbiamo variato i prezzi dei biglietti al pubblico''.
Hanno preso poi la parola Alessandro Mazzoli, il sindaco Gabbianelli, e i due assessori alla cultura Cappelli e Bracaglia.
Tutti hanno lodato l'iniziativa che porterà e già ha portato il nome di Ferento e della Tuscia oltre confine. Come ha, infatti, affermato Gabbianelli, addirittura a Bruxelles, in un incontro con amministratori stranieri, è stato fatto il nome di Ferento, noto anche oltralpe.
Una programmazione di assoluta grandezza come dimostra il cartellone e che sarà la soddisfazione per gli spettatori più attenti.
Le due opere in programma, Norma e La Boheme, sono state messe in piedi da Ermanno Fasano, organizzatore artistico, che da ben 14 anni è presente, con la professionalità che lo ha sempre distinto, a Viterbo.
Il direttore dell'orchestra di Santa Cecilia di Roma, Stelvio Cipriani ha voluto inserire nel suo programma, dove si fa omaggio a noti film e registi, una suite intitolandola ''Ecologia'' all'interno della quale sono tre brani composti da Marco Sensi. Sensi, sin da ragazzo, si è avvicinato alla musica e finalmente vede coronato un sogno, che si avvera a fianco ad importanti e qualificati personaggi dello spettacolo.
Sostenitori della manifestazione sono: l'APT di Viterbo, il Ministero dei beni e attività culturali, la Regione Lazio, la Provincia ed il Comune di Viterbo. Sponsor la Fondazione Carivit e la Camera di Commercio di Viterbo.
I biglietti sono in vendita a Viterbo presso: Underground in Piazza della Rocca Tel. 0761342987 - Centro Unico Info: in via Ascenzi - piazza dei Caduti 0761325992 - Camillo sound in via Cavour 0761304795.
Mauro Galeotti
PROGRAMMA, con inizio spettacoli alle 21,15:
14 luglio
Raffaele Paganini
Sirtaki - Omaggio a Zorba
18 luglio
Norma di Vincenzo Bellini
per la Stagione lirica del Comune di Viterbo
19 luglio
La Bohème di Giacomo Puccini
per la Stagione lirica del Comune di Viterbo
20 luglio
Mvula Sungani
Mediterraneo
22 luglio
Pino Insegno
Buonasera buonasera!
23 luglio
Balletto de Cuba
Noche en l'Avana
24 luglio
Lando Buzzanca
Don Giovanni di Molière
25 luglio
Pino Micol
Anfitrione di Plauto
26 luglio
Andrè De La Roche
Don Chisciotte
28 luglio
Giorgio Albertazzi
Memorie di Adriano
30 luglio
Massimo Lopez
Ciao Frankie (tributo a Sinatra)
1 agosto
Vanessa Gravina e Edoardo Siravo
Rudens di Plauto
4 agosto
Enrico Brignano
A briglia sciolta
6 agosto
Corinne Clery e Enzo Garinei
L'eunuco di Terenzio
Il lido di Viterbo
Agnese Galeotti
Il 10 luglio è stato inaugurato il "lido di Viterbo". Sì, hai letto bene, da qualche giorno, infatti, sono presenti presso Porta Faul la bellezza di tre piscine, decine di sdraio, una palestra, un campo da beach volley, tennis da tavolo, biliardini, un bar, un ristorante con cibi freddi ed una gelateria.
L'insolita ''spiaggia cittadina'', addirittura completa di sabbia, è aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 9.30 alle 19.30. Il costo per una sdraio, un ombrellone e di conseguenza l'ingresso alle piscine, è di 5 euro.
Una delle piscine è dedicata ai bambini, in onore dei quali l'entrata è gratuita. Per la tranquillità dei genitori, inoltre, sempre presente sul posto è un bagnino pronto ad intervenire ad ogni imprevisto.
Questa volta l'amministrazione comunale, bisogna riconoscerlo, ha avuto veramente una bella idea che darà ai cittadini più svantaggiati negli spostamenti, l'occasione di respirare ''l'aria da spiaggia'' e, nello stesso tempo, vivere la nostra città anche nel periodo estivo.
Agnese Galeotti
La Tuscia nella TV tedesca
di Simone Galeotti
Prosegue l'attività promozionale dell'Apt di Viterbo. Nei prossimi giorni inizieranno le riprese di un documentario televisivo sulla Tuscia da parte della Bayrische Rundfunk di Monaco di Baviera per la regia di Dietrich Leube.
Il filmato fa parte di un rubrica dal titolo ''Ritratto di un paesaggio''.
L'operazione si è resa possibile grazie ai contatti presi dall'Aziende di Promozione Turistica in occasione della fiera turistica di Monaco (CBR) di tre anni fa.
Da non perdere il Teatro bei casali.
I casali sono quelli della valle del Tevere nella zona orientale della Tuscia Viterbese con platee in parte al chiuso e in parte all'aperto a diretto contatto con la campagna. Il teatro è quello proposto dall'attore-regista Gianni Abbate. Il prossimo appuntamento (16 luglio con replica il 22 luglio), legato alla magia del mondo delle Mille e una notte, ha un titolo emblematico ''Le notti delle fiabe''. Si ascoltano racconti con sottofondi musicali (Apo Zuveric) e si gustano prelibatezze in stile orientale presentate da Maria Malleier. Podere Porcino Casenuove nel comune di Civitella d'Agliano. Inizio ore 21, ingresso compreso cena euro 21,00; prenotazione obbligatoria tel. 0761.948963 cell. 347.1103270.
Simone Galeotti
Da quale pulpito
di Augusto Vito
Giorni or sono un esponente della politica locale, appartenente al centro destra e già assessore provinciale, ha pensato bene di sollevare il polverone sulla gestione amministrativa della Provincia di Viterbo, dopo il cambio di guida successivo all'esito elettorale favorevole al centrosinistra.
Il censore si è doluto che il nuovo presidente Alessandro Mazzoli ha nominato
direttore generale della burocrazia provinciale Luciano Dottarelli, il quale, a suo dire, non avrebbe i titoli per adeguatamente svolgere il ruolo, data la sua preparazione di professore di filosofia, e non di esperto di diritto.
Il nostro ex amministratore ha dimostrato però di avere corta memoria, poiché non gli è sovvenuto che il suo amico e compagni di partito (anzi di cordata), "ineffabile sindaco" di questa città, appena pochi mesi prima, aveva nominato direttore generale della burocrazia comunale niente meno che un architetto, i cui meriti, a quanto se ne sa, non sono molti.
Un architetto non pare dotato di spiccate conoscenze di diritto, salvo prova contraria, che ci auguriamo di riscontrare nei fatti e nelle decisioni assunte: ma, ci si perdoni lo scetticismo, non ne siamo sicuri! Ed allora, donde viene tanto puritanesimo? Si passino una mano sulla coscienza gli esponenti politici della destra viterbese, per non incorrere nel difetto, molto diffuso negli esseri umani, di vedere il fuscello... negli occhi altrui, e di non vedere la trave... nei propri.
Augusto Vito
PIU' SICUREZZA
SULL'AURELIA VITERBESE
di Simona De Santis
Un vertice per discutere sui provvedimenti necessari a rendere più sicuro il tratto della Strada Statale Aurelia che taglia la Provincia Viterbese.
È quanto accaduto l'ultima settimana di giugno presso la Prefettura di Viterbo. A convocare la riunione lo stesso Prefetto, Carlo Alfiero, presenti i rappresentanti della Provincia, le Forze dell'Ordine e alcuni dirigenti dell'Anas.
Sono intervenuti inoltre anche i rappresentanti dei Comuni di Tarquinia e Montalto di Castro, in quanto nel tratto dell'Aurelia antistante i loro territori di competenza, si sono verificati negli ultimi due mesi gravissimi incidenti stradali, in cui purtroppo hanno perso la vita molte persone. Ultimi i quattro ragazzi, tre di Civitavecchia ed una di Capalbio, in un assurdo scontro frontale accaduto sabato scorso. E non sono gli unici casi, ce ne sono stati altri pur con conseguenze meno drammatiche. Certo è, che un segnale da parte delle autorità era men che meno necessario.
Durante la riunione si è discusso della possibilità di eliminare gli attraversamenti a raso e di completare, in un secondo momento, le barriere spartitraffico.
Provvedimenti quest'ultimi che probabilmente non risolvono in toto il problema della sicurezza sul tratto stradale dell'Aurelia Viterbese, ma se effettuati in tempi brevi, concorrerebbero a migliorare, almeno in parte, la situazione.
Senza contare che, con l'intensificazione della circolazione di automobili prevista, come di consueto, nei mesi estivi le strade diventano statisticamente più pericolose.
Prudenza da parte degli automobilisti ed anche una migliore manutenzione del manto stradale, sono indispensabili per diminuire i rischi di incidenti su questo, come su molte altre tratte stradali della Provincia. La sicurezza è un diritto di tutti.
Simona de Santis
Perché... Perché...
di Bruno Matteacci
... non si provvede, con sollecitudine, a regolarizzare la segnaletica stradale in via Ramacci, dove per errore (!) è stato segnalato il tratto di via, da strada Tuscanese, con il segnale di obbligo di direzione, verso destra (!). In tale punto necessita il segnale che indichi che il tratto di via è a senso unico in direzione della tangenziale.
... non si provvede, con urgenza, a far sistemare quei venti metri di fondo stradale per consentire l'accesso, in via Sant'Antonio, da Porta di Valle?
Ci sono vistose buche che hanno arrecato seri danni a più autovetture che hanno riportato la rottura del sotto-coppa; del paraurti e delle modanature, basse, sotto gli sportelli. Passarci per crederci....
... non si provvede ad eliminare quel cattivo odore (puzza) che si sente passando sul tratto della Cassia Nord all'altezza del distributore? È un cattivo biglietto da visita e un cattivo ricordo sia per chi viene a Viterbo che per chi transita e va verso il nord.
...il politico, che è stato eletto con i voti di un certo elettorato, per personale convenienza, cambia schieramento politico? Forse gli viene data la possibilità di vedere che il 'piatto' che gli viene offerto è più abbondante dell'altro? Vergogna!
...non si tiene conto delle necessità di chi ha più bisogno, in particolare quando la malattia impera sul soggetto? Sarebbe più bello e cristianamente parlando, più umano consentire un parcheggio, di qualche minuto, in piazza San Lorenzo, zona immediatamente prossima ai luoghi di dolore e cura, piuttosto che lasciare una piazza interamente libera solo per saziare lo sguardo di qualcuno. Sarebbe il caso che il divieto di parcheggio non sia per tutte le 24 ore, ma solo nelle ore successive alle 14, fino alle ore 7 del giorno successivo.
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Una breve nota
Non è edificante sentirsi dire da un assessore: "quando leggo una notizia sul giornale, non ne tengo conto, anzi cestino il giornale stesso".
Questo è grave! Sappia questo assessore, che ha parlato in presenza di un dirigente, che i media sono le basi del dialogo tra i popoli.
Sappia questo giovane assessore che lui deve essere al servizio dei cittadini ed ha, dal sIndaco, la delega per trattare determinati argomenti.
Caro Giancarlo Gabbianelli cerca di guardarti intorno, perché il vino buono, stando a contatto con l'aceto, prende d'aceto.
Bruno Matteacci
Via Sebastiano del Piombo
R.B.
Nel quartiere Pilastro ormai da molto tempo, è stato costruito, ai margini del viale Bruno Buozzi, un nuovo insediamento urbano.
Gli abitanti degli stabili, in attesa che l'Amministrazione comunale si decidesse a mettere la targa che indicava il nome della via, hanno pensato bene di scrivere su un cartone ''Via Sebastiano del Piombo''.
Dopo tanto tempo e dopo tante richieste, finalmente è arrivata la tanto sospirata targa della toponomastica cittadina. Ebbene quella targa, è la banderuola del quartiere Pilastro. Tutti gli abitanti del quartiere, quando passano sul viale Buozzi, si regolano per l'andamento del vento, in quanto la targa di che trattasi, non è stata fissata dagli addetti ai lavori e ad ogni colpo di vento, ruota in tutte le direzioni, secondo l?andamento del vento, se tira da tramontana, marino o scirocco.
Del fatto sono stati messi a conoscenza gli uffici comunali, sia quelli di via Garbini, sia quelli di via Monte Cervino, dove sta la Polizia locale, ma a tutt'oggi, la banderuola continua a girare ad ogni colpo di vento.
Basterebbe solo un operaio dell'ufficio di via Monte Cervino, con una chiave inglese per fissare i due dadi che sono lenti.
Quello che mi sorprende, sono gli abitanti degli stabili sopra nominati, che non si lamentano e per loro tutto va bene, forse perché così possono rendersi conto di come tira il vento. La classica fava per due piccioni.
R.B.
Lettera aperta a Zucchi
R.B.
Signor Assessore, con il presente scritto, la porto a conoscenza di un increscioso inconveniente che giornalmente si verifica sulla via S. M. in Volturno all'angolo di via Magliatori. Lo segnalo su questo quindicinale perché evidentemente gli agenti preposti alla vigilanza del traffico, non glielo hanno segnalano.
Premetto che la sosta sulla via Magliatori, è regolata con parcheggio limitato con disco orario per un'ora, entro le strisce bianche e segnalato da paline verticali indicanti la tipologia del parcheggio.
Parcheggio ubicato sul lato sinistro della carreggiata, che va dall'angolo di via Giacomo da Viterbo (arco), sino a via Sant'Agostino, sosta parallela all'asse di marcia. Sino qui è tutto regolare.
Dall'angolo di via Santa Maria in Volturno sino a via Giacomo da Viterbo, in quel largo, la sosta non è regolata da nessuna segnalazione, sia orizzontale che verticale e quindi la sosta stessa è selvaggia, in doppia, terza e quarta fila.
Sul lato dove è ubicato il salone da barbiere, addirittura, normalmente, tutti i giorni, la sosta è effettuata a pettine, rendendo molto pericolosa l'uscita dei veicoli che provengono da via Giacomo da Viterbo (da sotto l'arco) e che non possono vedere la corrente di traffico, che viene da piazza del Sacrario, diretta in via Maria SS. Liberatrice.
Assessore, un giorno di questi faccia un sopralluogo sull'incrocio in questione e si renderà conto della pericolosità della zona.
Gli operatori della Polizia locale, che tutti i giorni, mattina e sera, controllano auto per auto in sosta se hanno il permesso dei residenti e contravvenzionano con molta facilità i malcapitati che si fermano magari per poco tempo, perché non elevano violazioni al Codice della strada ai proprietari dei veicoli che sostano a pettine? Sanno che commettono ''omissione di servizio''?
Assessore Zucchi, sono sicuro che prenderà quanto prima un provvedimento per ovviare all'inconveniente sopra citato, e farà apporre una segnaletica per regolare la sosta dei veicoli ed eliminare il pericolo che giornalmente incombe sulla zona.
R.B.
Via Marconi, Via Garbini, i parcheggi
di Francesca Bruti
Si sa, il troppo caldo può dare alla testa e confondere le idee. E' quello che sta accadendo a me in questo periodo: ho la testa piena di domande, che non riescono a trovare risposta! C'è qualcuno che saprebbe rispondermi?
Non sono rivolte ad un destinatario preciso, ma qualcuno ai vertici della città potrebbe avere la soluzione.
Innanzitutto, mi chiedo, perché con tutti i lavori davvero urgenti da fare sulle strade e alle mura che crollano, si è pensato di utilizzare i soldi per rifare una strada - la maestosa 'boulevard Marconi' - che andava già bene così com'era? Ad esempio, perché non dedicare un po' di tempo a via Garbini, che dopo averla percorsa tutta bisogna rifare gli ammortizzatori alla macchina? Inoltre, molti cittadini lamentano la mancanza di segnaletica proprio lungo questa via; in particolare, le strisce pedonali avrebbero bisogno di una bella ritoccata, visto che per andare da una parte all'altra della strada bisogna sperare di non essere investiti dalle macchine.
Seconda questione: perché non esiste più un parcheggio gratuito, dove sia i residenti, sia chiunque venga a Viterbo, possa parcheggiare. Anche solo per 10 minuti di sosta, o peggio per lasciare l'auto tutto il giorno per andare a lavorare, esistono solo parcheggi a pagamento; tranne quello dentro Porta Faul e quello fuori Porta Romana (alle Fortezze, per capirci), che più che parcheggi sono delle grandi aree sterrate.
Riguardo a questo punto, era proprio necessario togliere anche la fila di posti auto in discesa e salita fuori Porta della Verità? I nostri amministratori dove pensano che la gente debba parcheggiare, per poi andare a piedi nel Centro Storico, quando questo ultimo è chiuso al traffico? Il problema si pone anche per i residenti, visto che dentro la Porta, sotto casa, non c'è mai posto!
Tornando alla ''maestosa'' via Marconi, vorrei sapere a chi è venuta la brillante idea di chiudere la via, mettendo le transenne subito accanto al parcheggio del Sacrario. Ci voleva tanto a lasciare libero almeno l'accesso a via Maria in Volturno e via Magliatori? Immagino quanto siano contenti i residenti del quartiere! Per non parlare del traffico e del tempo che si perde per raggiungere piazza del Teatro, se ci si trova al Sacrario. E comunque, non so quanto serva tenere sempre chiusa via Marconi, che fa da raccordo per il centro, dato che sia di notte che di giorno non c'è tutto questo via vai pedonale. Oltre ad essere un disagio per tutti, sono anche i residenti a rimetterci.
Francesca Bruti
Il palazzo dell'economia
di Riccardo Manca
Il palazzo della Camera di Commercio Industria ed Artigianato, ubicato in Via Fratelli Rosselli, era nominato ''Palazzo delle Corporazioni''.
Il suddetto edificio venne edificato su un terreno donato dal Comune di Viterbo. Il disegno progettuale del palazzo risale al 1931 e porta la firma dell'ingegnere Cesare Bazzani; l'impresa costruttrice era dei fratelli Calabresi. Via Fratelli Rosselli, all'epoca, era chiamata ''Via XXVIII Ottobre''. La via venne aperta il 30 Ottobre 1927 in occasione della celebrazione del V anniversario della Marcia su Roma.
Il palazzo della Camera di Commercio venne inaugurato il 28 Ottobre 1933 alla presenza di Giuseppe Bottai, componente del Gran Consiglio del Fascismo.
Lo stabile, chiamato per praticità dai Viterbesi ''palazzo dell'economia'', ricopre una superficie coperta di settecento metri quadrati ed è costruito in peperino.
La torre che lo sovrasta presenta merli guelfi, che portano scolpiti i simboli delle varie corporazioni; sull'angolo del palazzo è una raffigurazione bronzea dello stemma della Città dei Papi.
L'edificio presenta un porticato sotto il quale si erge fiera una statua bronzea raffigurante l'Economia Corporativa.
L'opera venne realizzata dallo scultore Publio Morbiducci.
Anticamente la statua era sistemata sopra l'arco del portico che guarda Piazza Giuseppe Verdi ed in parete, verso l'alto era la dicitura: Consiglio / provinciale / delle / Corporazioni; in seguito, la statua venne spostata dove si trova ancora oggi e nella parete venne aperto un balcone.
Le finestre del primo piano sono a quadrifora e trovano ispirazione dalle finestre del Palazzo dei Priori; singolare è il finestrone a trifora della facciata su Via Fratelli Rosselli.
Una curiosità da sottolineare.
Le colonne del portico vennero ben presto sostituite da altre in granito, poiché le stesse non erano in grado di sopportare il peso dell'intero edificio.
Riccardo Manca
La cuntentezza de li Viterbesi
Marconi l'hanno fatto Bouleva'
nun ce credete? l'hanno anche innagurato,
'l Viterbese staveno millì a guarda',
il Sindico ch'adera innamorato.
Le malelingue diceveno veggarai,
costoro adesso chiuderanno tutto,
l'automobilisti passeranno guai,
'l traffico normale sarà distrutto.
Venenno da Fontana Granne,
da Porta Romana o dal Comune,
pe' uscì da Porta Fiorentina,
adesso te ce vole la cartina.
Pe' 'nduvinà la strada da pija'
nun sai proprio quello c'hai da fa',
tra svorte, curve e le biulle,
pe' uscì te tocca anna' a Faùlle.
L'improperi, li corpi e imprecazioni,
nun li pijno però costoro capoccioni,
se trovino 'ntramezzo fra le peste,
'l pizzardoni pure quelle assunte fresche.
Te ordinino de fermatte... resta lì!
da qui 'n se passa! li guardi con stupore,
chi te l'ha dato st'ordine, me lo voi di'?
è presto detto: 'l Sindico, 'l Menager e l'Assessore.
Allora tu je risponni pe' st'evento:
so' Viterbese e "Quanto so' contento"!!!
Nino
Benedetto XVI - Ciampi: 1 - 0
di Claudio Santella
Questo, secondo certi giornalisti, il risultato dell'incontro appena avvenuto tra Papa Benedetto XVI ed il nostro Presidente Ciampi.Papa Benedetto XVI, nel suo primo viaggio fuori del Vaticano si è recato al Quirinale. Vi si è recato in visita ufficiale. E' venuto, quale capo temporale del piccolissimo Stato Città del Vaticano e quale capo spirituale della Chiesa cattolica, a fare visita allo Stato Italiano, che territorialmente è lo Stato più vicino al Vaticano stesso, lo Stato in cui, possiamo dire, il Vaticano insiste. E' venuto anche, crediamo, per mantenere l'impegno preso dal suo predecessore Giovanni Paolo II. Impegno che il nostro Presidente Ciampi, spirito finissimo e sensibile, aveva voluto ricordare attraverso la sua visita in Vaticano avvenuta, non a caso, nel giorno in cui l'incontro medesimo avrebbe dovuto aver luogo.
Nell'occasione dell'incontro avuto con il Presidente Ciampi i due capi di Stato hanno pronunciato i consueti discorsi attraverso i quali ciascuno di loro ha sottolineato alcuni concetti base di rispettiva pertinenza.
Orbene, da questi discorsi, la maggior parte dei giornalisti italiani, ha saputo sottolineare, a gran voce, soltanto che il Presidente Ciampi aveva rivendicato la laicità dello Stato Italiano nei confronti della Chiesa.
Ma così facendo non hanno pensato che se le loro affermazioni fossero state vere ed uniche il nostro Presidente non avrebbe certo fatto una bella figura nei riguardi dell'illustre ospite. Rivendicare significa asserire nei confronti di altri un concetto che gli altri stessi hanno messo in dubbio o hanno inquinato: e quando mai, di grazia, la Chiesa cattolica ed il suo capo hanno fatto questo? Se sbagliamo diteci quando.
Non è possibile non pensare che il Papa è venuto a far visita all'Italia non solo quale capo di un minuscolo Stato temporale, ma soprattutto nella sua veste di Capo spirituale della Chiesa cattolica.
Non è possibile pensare che tutta quella miriade di personalità politiche sia stata solamente attenta a mettersi in mostra ricevendo prima a braccia aperte Benedetto XVI per poi dirgli, in termini concisi, attraverso il nostro più alto rappresentante: ''Caro Papa, benvenuto tra noi, sei gradito ospite, ma qui comandiamo noi e non vogliamo interferenze''. Questo sottolineare, da parte dei giornali, la laicità dello Stato, attraverso una sola espressione di tutto un discorso del Presidente Ciampi dimostra miopia e faziosità.
Per nostra fortuna, per fortuna di noi Italiani, il discorso del nostro Presidente era pieno anche di altri ed alti contenuti; così come lo era il discorso di Benedetto XVI.
Ci punge vaghezza che una buona lettura del San Bernardo dantesco non guasterebbe a certa stampa.
Che cosa si è voluto far credere? Che il Papa era venuto in Italia a dettare legge? Che il Papa era venuto in Italia per minare lo Stato italiano o la laicità dello Stato italiano? Ma non siamo ridicoli! Il Papa sapeva e sa benissimo che ''Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani''
Il Papa sapeva e sa benissimo che ''I loro rapporti sono regolati dai Patti
Lateranensi'' e che ''Le modifiche dei Patti, accettati dalle parti, non richiedono procedimenti di revisione costituzionale''. Lo dice la nostra stessa Costituzione.
Il Papa lo sapeva e lo sa meglio di tanti giornalisti. Il Papa sa meglio di tutti quei giornalisti messi insieme che cosa è la laicità di uno Stato.
Il Papa sa che il significato di laicità del Presidente Ciampi non coincide con il significato datole da quei giornalisti.
Quello che tanti giornalisti hanno fatto finta di non sapere è che il Papa è venuto soprattutto come capo della Chiesa cattolica, come padre spirituale, come ancora di sicurezza per quella parte dell'uomo che non è materia. Qui il concetto di Stato è superato. Il concetto di Stato diventa egoistico, piccolo, ormai inutile. Questo concetto è alle spalle di Benedetto XVI, perché è pericoloso, antico, medioevale. Attenzione, non vogliamo essere fraintesi ad arte. Benedetto XVI non ha negato lo Stato temporale, non lo ha toccato, oserei dire che non lo ha preso in considerazione. Benedetto XVI, con la sua presenza, ha voluto sottolineare quella parte dell'uomo che accomuna tutti gli uomini perché è comune a tutti gli uomini, perché è in tutti gli uomini. Questa parte dell'uomo trascende lo Stato, non perché non lo considera, non perché non gli dà il suo valore nello Spazio e nel tempo, ma perché, in questa prospettiva, lo supera.
Benedetto XVI ha voluto, con l'esempio, dimostrare che occorre superare se stessi, che occorre farsi niente di niente. Ha voluto dirci che non dobbiamo più sentirci limitati dai nostri interessi materiali, che dobbiamo aprirci agli altri, precipitare nel nulla in cui siamo. Solo Dio è fuori dal nulla, dal tempo, dallo spazio; noi, per quanto possiamo, dobbiamo astrarci, superare i concetti che ci limitano, superarci di continuo, cercando, per questo, la forza dentro di noi, la forza che la fede in Dio riesce a darci. La forza di quel Dio al quale ricorriamo nei momenti di bisogno. Benedetto XVI è venuto a ricordarci che l'Uomo non è solo materia. A Benedetto XVI non interessa il potere temporale,
lo ha detto in mille modi, non solo non gli interessa, ma lo riconosce agli altri, negli altri. ''Date a Cesare quello che è di Cesare e date a Dio quello che è di Dio''
Né è altrettanto credibile e nemmeno pensabile che il Presidente Ciampi non conoscesse altrettanto bene quanto il Papa i dettami della nostra Costituzione.
Il Presidente Ciampi i dettami della nostra Costituzione, la nostra Costituzione, la conosce, la rispetta, la addita. Non si può accettare che certi giornalisti, sottolineando solo un passo del suo discorso possano far credere che egli se ne sia dimenticato. Altro che di libertà di stampa, di serietà di stampa, abbiamo bisogno.
Claudio Santella
postato da: Spvit | 23:51
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