*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

giovedì, aprile 28, 2005

Il 22 MAGGIO 2005

E OGNI QUARTA DOMENICA DEL MESE

SEI INVITATO AL

MERCATINO

DEL VIANDANTE

ad  ORTE

di fronte all'Uscita dell'Autostrada del Sole (A1)

Antiquariato - Artigianato

Collezionismo

Oggettistica

Modernariato - Curiosità

Libri - Arte - Mobili

Rigatteria - Dischi

Artigianato etnico

Il mercatino si terrà

ogni QUARTA domenica

del mese

compresi i mesi estivi.

Per informazioni: Cell. 3393337869 ( Mauro)

 

 

 

27 Aprile 2005           Anno XV n° 8           
           

Per l’occupazione della casa al Carmine         

L’assessore Rotelli fa acqua          
di Mauro Galeotti
   
        
           
E’ disastrosa, ormai lo sanno tutti, la politica sulla casa portata avanti, o meglio portata in dietro, dall’assessore al ramo secco, Mauro Rotelli, che, come arisanno tutti, se ne intende di più nella gestione di discoteche e organizzazione di spettacoli, assieme ai suoi amici, con palchi nelle aree pubbliche o private, misti a salsicce, braciole, pizza napoletana e birra.  La prova? vedi quello che combina ogni anno a Prato Giardino e alla Fiera di Viterbo!  A dirlo questa volta però non sono solo io, ma anche Angelo Bellucci, capogruppo e consigliere comunale di Rifondazione comunista. Ecco la dichiarazione che ci ha inviato e per questo lo ringraziamo.     

“Le risposte che l’assessore Rotelli, ha dato al Consiglio comunale alle interrogazioni dei gruppi di minoranza sul comportamento dell’Amministrazione rispetto all’episodio d’occupazione della casa malsana al Carmine, sono state molto evasive, sia nella fase del Consiglio comunale aperto al pubblico, che in quella a porte chiuse, chiesta al presidente del Consiglio per difendere la privacy della signora occupante. Parlando di strumentalizzazione dell’episodio da parte delle opposizioni, ha evitato di rispondere per far conoscere quali sono stati i costi economici che la comunità viterbese ha dovuto affrontare per soddisfare la sua volontà di mostrare i muscoli nei confronti del mondo del disagio sociale.            
Così come ha evitato di aprire un dibattito sulla disastrosa politica della casa, portata avanti da questa Amministrazione comunale. L’assessore si è fatto alfiere della privacy, subito dopo averla infranta con alcune risposte parlando del disagio famigliare della signora occupante, e ancora prima facendo piantonare quella casa, come se fosse occupata da una delinquente, piuttosto che da una donna incinta.   

Quanto è disastrosa la politica della casa di questa Amministrazione è dimostrato dalle decine d’occupazioni di case Ater e del Comune, che si sono susseguite in quest’ultimi tempi, costringendo le famiglie in difficoltà a fare atti fuorilegge o a far diventare pubbliche le proprie difficoltà e disagi. - continua Angelo Bellucci - L’ultima conferma è quella apparsa sul Corriere di Viterbo, in cui una famiglia di quattro persone deve dormire sulla propria auto perché non ha risorse economiche per pagare l’affitto, e a nulla sono valse le continue richieste d’aiuto di quellafamiglia ai servizi sociale di cui proprio quel Rotelli è a capo.  L’assessore Rotelli non pensa che avrebbero meglio protetto la privacy di quella famiglia se avesse dato ascolto a quel disagio, piuttosto che costringerli a chiedere aiuto pubblico attraverso i giornali?           
Forse anche quella famiglia avrebbe voluto difendere la propria privacy!!!     

Firmato           
Angelo Bellucci           
Capogruppo di Rifondazione Comunista al Consiglio comunale”.      

Poverino Rotelli! la tua politica sulla casa fa acqua da tutte le parti... e ne sentirai di belle sul verde pubblico... visto che sei assessore anche qui al ramo... secco.
E' proprio il caso di dirlo!
Mauro Galeotti  
           


ORTE: Successo del Mercatino del Viandante
di Simone Galeotti

Si è svolta, con notevole successo, la prima edizione del Mercatino del Viandante di fronte al casello autostradale (A1) di Orte.
Domenica 24 Aprile, ha preso il via una nuova manifestazione organizzata dal Comune di Orte. Si tratta di un incontro tra i visitatori e le cose antiche. Si è trattato di un appuntamento ben organizzato dagli amministratori comunali ortani, i quali hanno in animo di rivitalizzare la Località Caldare, che si trova a due passi da Orte, proprio di fronte al casello dell'Autostrada del Sole, più nota come A1.
Il sindaco, Dino Primieri, il vicesindaco, Giuseppe Picchiarelli, l’assessore alla cultura e turismo, Maurizio Bernardini, quello al commercio, Mauro Primieri unitamente agli altri colleghi di giunta Angelo Ciocchetti e Francesco Galli, hanno fortemente voluto la realizzazione di una manifestazione che avesse un fine non solo turistico, ma anche con solide basi culturali e qual è cosa migliore che riportare in luce le nostre tradizioni?
“E’ nostro desiderio riportare alla conoscenza di tutti, gli oggetti che usavano i nostri nonni, i nostri antenati.
Far conoscere ai nostri ragazzi, - dice il vicesindaco Picchiarelli - strumenti di lavoro o di svago ormai caduti nel dimenticatoio, dimenticati nelle soffitte o nelle cantine.
Oggetti esposti al pubblico che è pure possibile portare a casa, esporli nelle proprie vetrine, sui tavoli delle nostre abitazioni e mostrarli con orgoglio, quasi fosse un cimelio, a chi viene a farci visita. Sarà nostro intento, - conclude Giuseppe Picchiarelli - constatato l’enorme successo di domenica scorsa, di ampliare il mercatino rendendolo sempre più importante e di notevole qualità, contattando e invitando importanti antiquari che operano su Roma, Perugia, Terni, Spoleto e, perché no, nel resto d’Italia”.
“Dobbiamo e vogliamo rendere ancora più accogliente il neonato Mercatino del Viandante - ha affermato l’assessore alla cultura e turismo, Maurizio Bernardini - sulla base dell’importante esperienza di domenica scorsa, cercando di dare un supporto di ricezione e di intrattenimento ai numerosi visitatori che amano il mondo dell’antiquariato.
Faremo in modo che gli appassionati delle cose antiche, una volta fatta visita al Mercatino, vengano ad ammirare i particolari ed unici monumenti che caratterizzano Orte e a gustare i nostri prodotti, che tanto sapientemente i ristoratori ortani sanno proporre a chi è amante della buona e genuina cucina locale.


Il Mercatino del Viandante - ha concluso Bernardini - è stato un successo inaspettato, perché era alla sua prima edizione, specialmente per i numerosi espositori di cose antiche, quest’ultimi si sono visti ammassare avanti al proprio banco decine e decine di curiosi. Espositori che si sono sentiti protagonisti per le numerose domande circa la funzione dei molti oggetti ‘misteriosi’ del vivere quotidiano dei tempi perduti”.Piatti, ceramiche, brocche, posate, mobili, soprammobili, orologi, libri vecchi, stampe antiche, cartoline, monete, minerali, ferri vecchi, merletti e chi più ne ha più ne metta… c’era di tutto al Mercatino del Viandante che si tiene ogni quarta domenica del mese.
Oggetti che ormai non si usano più e verso i quali i ragazzi restano stupefatti, come la conoscenza del pitale, in ceramica per i più facoltosi e in smalto per i più modesti. Lo scaldaletto, detto pure prete, lo scaldino in terracotta, che toglieva un po’ di freddo se poggiato sulle ginocchia.
Ai banchi di antiquariato, hanno fatto cornice anche i banchi di artigianato che hanno presentato ai visitatori le idee messe in atto da chi ha estro e voglia di creare.
Ecco allora collane e ciondoli, realizzati da valenti artisti, venuti dalle regioni confinanti con la Provincia di Viterbo. Ecco oggetti abbelliti con l’arte, niente affatto facile, del decoupage. Oggetti realizzati con la pasta di sale, oggetti scolpiti nel legno da artigiani che grazie alle loro sapienti ed esperte mani, da un inerte pezzo di legno, fanno nascere un animale, un vaso, un portacenere.


Il prossimo mercatino si svolgerà, sempre dinanzi al casello di Orte dell’Autostrada del Sole, il 22 Maggio 2005. E’ certa la presenza delle bancarelle che hanno dato la loro prima adesione alla manifestazione e quella di altre, che già si sono prenotate per la seconda edizione che si prevede possa raggiungere gli oltre cento banchi.
In effetti il successo di pubblico è stato constatato da tutti, assieme alla qualità dei prodotti, ciò farà sì che il Mercatino del Viandante sia destinato a diventare il mercatino di antiquariato e artigianato più grande del Centro Italia. Per informazioni e partecipazione: cellulare 3393337869 (Mauro)
Simone Galeotti


Proprio un bell’esempio!

di Agnese Galeotti

Ancora disagi per i cittadini. Ancora intralci al commercio del centro storico viterbese.
La decisione delle autorità di chiudere al traffico l’accesso dentro le mura ha causato non pochi malcontenti tra i commercianti e notevoli sono state anche le polemiche di cittadini che nel centro storico si recano per lavorare. Infatti, quest’ultimi si sono trovati costretti a parcheggiare le auto a notevole distanza dal luogo in cui lavorano.
Aperti i parcheggi a pagamento, tra i quali quello di Piazza Martiri d’Ungheria al Sacrario, ma la convenienza di pagare un parcheggio per ore ed ore non va di pari passo con il guadagnarsi il pane quotidiano. Rimane il parcheggio sterrato e gratuito nella Valle di Faul, sì, ma, sinceramente, io come tante altre ragazze, mi sento abbastanza restia nel parcheggiare in quella zona, soprattutto perché non è sicuro dover andare a riprendere la macchina a tarda sera, dopo il lavoro.
I commercianti del centro sono veramente adirati, questa volta, e sì, perché non è favorito affatto il commercio nel centro storico, anzi viene sempre più penalizzato. Chiudere il traffico significa danneggiare fortemente i negozi del Corso e adiacenti. I cittadini vogliono la comodità di giungere un luogo e fare compere senza troppi disagi. Soprattutto in una zona dove la circolazione è già pesantemente intralciata dai lavori di via Marconi, di Via Matteotti.
Certo è facile prendere la decisione di chiudere il traffico da parte di chi ci amministra, tanto al lavoro ci vanno accompagnati dall’autista ed hanno il perenne permesso di valicare le transenne ed ogni frontiera. Loro possono!
Bella democrazia! Bell’esempio!
Agnese Galeotti


Bello bello...
di Bruno Matteacci

Di bello ci sono varie specie: il bello; il bello utile; il bello indispensabile; il bello soggettivo; il bello di convenienza; il bello brutto e il bello bello.
Questa volta, obiettivamente, voglio parlare di un bello bello! Giorni addietro mi trovavo al bullicame per fare delle abluzioni e, tra uno sciacquo ed un risciacquo, ho sentito dei commenti fatti da vari frequentatori, veramente da due persone, che tra loro parlavano della sorgente solfurea delle Masse di San Sisto.


Dicevano che era uno sconcio il fatto che per accedere alle vasche fosse fatto l'obbligo di pagare una determinata cifra, anzi mi pare che la quantificassero a dieci euro a volta. Nel sentire questa discussione ho teso l’orecchio e, incidentalmente, mi hanno coinvolto nella discussione, che poi più che discussione sembrava un voler lapidare qualcuno in particolare, persone che gestiscono la cosa pubblica. Io, che normalmente mi interesso di problemi della Città nell’interesse della collettività operando, nel mio piccolo, su questo quindicinale che mi concede la possibilità di giungere, disinteressatamente, nelle case di molti Viterbesi, mi sono fatto parte diligente allo scopo di accertare la veridicità di quanto dicevano i due signori. A questo punto mi sono recato in località Le Masse d dove con piacere ho notato che ivi è una bellissima vasca, dei servizi igienici, la doccia, delle sedie a poltroncina, cosa molto importante; luoghi riservati a spogliatoi, possibilità di avere una bevanda fresca e, credete, c’è tanta, tanta ospitalità ,cordialità e quello che maggiormente conta tantissima igiene. Per non parlare poi dell’agevole accesso, creato con la sistemazione del fondo stradale, che permette l’uso di un vasto parcheggio. Preso atto, con un attento esame della situazione mi sono informato sul modo di gestione della struttura.


E’ risultato che la sorgente Le Masse di San Sisto è gestita da una Associazione culturale di volontariato che ha preso il nome della sorgente e che per la partecipazione all’associazione stesa, è dovuta, per una sola volta, la somma di euro dieci oltre ad un contributo annuo di euro dieci per spese di gestione, assicurazione, e quant’altro necessario ed utile per una buona funzionalità della struttura, che come ripeto è soddisfacente e gradita dalla collettività.Speriamo che altre strutture analoghe, possano sorgere nel territorio comunale di Viterbo, perché quello che ho visto è ‘bello bello’! Con l’occasione vorrei richiamare l’attenzione della Sovrintendenza alle belle arti per la tutela delle strutture murarie, esistenti, che minacciano di cadere; stante la loro età e il divieto ad effettuare lavori di consolidamente. Altresì sarebbe gradito che il Corpo Forestale di Viterbo dia le dovute disposizione atte a far tagliare quanto spontaneamente nasce intorno alle predette, storiche, strutture murarie.
Bruno Matteacci


Dove sono i fiori?

di Francesca Bruti

Anche quest’anno la primavera torna a Viterbo; nonostante il brutto tempo degli ultimi giorni. Come ogni anno, il quartiere medievale di San Pellegrino farà da sfondo alla manifestazione San Pellegrino in Fiore, giunta alla XVIII edizione. E’ sicuramente un’ottima occasione per passeggiare per le antiche vie della città ed apprezzare la ricchezza artistica del nostro centro storico.
Ma… mi sorge una domanda: ci saranno i fiori? Devo dire la verità: le edizioni degli ultimi anni non si sono rivelate molto interessanti. Ogni volta tornavo a casa in po’ delusa. Certo, erano presenti molti stand per la vendita; ma in realtà, appartenevano a pochi vivai che avevano quasi il monopolio. Un po’ di decorazioni intorno alle belle fontane del quartiere; ma perlopiù costituite da foglie e piante verdi. Qualche composizione lungo le vie; ma niente di eccezionale. Infine, una serie di piante e piantine per abbellire la piazza del Duomo; ma i fiori dov’erano?
Spero proprio che quest’anno la partecipazione dei venditori alla manifestazione sia più numerosa e offra uno spettacolo migliore, degno della cornice medievale che la ospita.
Francesca Bruti


Piazza Verdi, Chiesa di San Marco
Il Comune ha posizionato un contenitore per la raccolta dei vestiti, proprio al margine della gradinata che conduce alla Chiesa di San Marco in Piazza Verdi.
Ciò impedisce ai fedeli ed al parroco di appoggiarsi allo scorrimano ivi esistente, recando notevole difficoltà specialmente alle persone anziane. Sarebbe proprio il caso che il Comune facesse arretrare di un metro il contenitore, permettendo così un'agevole salita e discesa della scalinata.

 

Contestazione di cattivo gusto nei confronti del sindaco Gabbianelli

Ricevo e volentieri pubblico.
Nonostante che tra il Sindaco Gabbianelli e questo periodico ci siano discordanze di opinioni, mi associo con coloro che, come Angelo Allegrini, hanno trovato riprovevole il comportamento di alcuni personaggi, nei confronti del Sindaco stesso, durante la sua relazione in occasione del 25 Aprile. Difendere lo spirito della Costituzione, difendere la Costituzione, significa anche celebrare il 25 aprile nella maniera adeguata. Nel 60° anniversario della liberazione dall’invasore il ricordo dell’epopea della Resistenza non può non coniugarsi infatti con la celebrazione dei valori che i nostri padri costituenti seppero imprimere indelebilmente nella Carta fondamentale della Repubblica.
Dall’incontro del meglio che veniva espresso da tutte le forze politiche democratiche e antifasciste il nostro Paese è stato capace di inscrivere nel proprio DNA le condizioni irrinunciabili per la sua stessa esistenza; condizioni che, tutte insieme, vennero compendiate in una sola parola che, più di ogni altra, fu la vera connotazione della nuova identità italiana: libertà.


Oltre alla libertà economica, alle libertà religiose e a quelle sociali e morali, ciò che contraddistinse il nuovo stato e lo rese diverso da quello che era stato durante il ventennio di dittatura fascista fu dunque la libertà di credere, propagandare e professare senza timore le proprie idee.Questi valori – come molto bene ha ricordato il presidente Mazzoli nel suo lucido intervento – permisero all’Italia di risorgere dalle rovine, crescere e consolidarsi democraticamente e, ancora oggi, rimangono validi e insostituibili.Non vi possono essere deroghe; o ci si crede, sempre, o ci si pone sullo stesso identico piano di chi ci oppresse.


Per questo, come Margherita, ci dissociamo dal comportamento dei quattro esagitati che hanno oggi tentato di impedire al Sindaco di pronunciare il suo discorso, disturbando una manifestazione che aveva saputo anche suscitare emozione tra tutti i partecipanti e tra un gruppo di turisti capitati per caso. Legalità significa rispetto delle regole e, soprattutto, delle istituzioni, che sono patrimonio di tutti e di cui non ci si può appropriare per farne uso di parte. Mi pare che questo sia stato uno dei motivi ricorrenti dei nostri discorsi nell’appena conclusa campagna elettorale che ci ha permesso di vincere sia la Regione che la Provincia: sarà nostro personale compito rassicurare i cittadini che questo impegno manterremo, isolando politicamente le posizioni facinorose.
Per un’Italia veramente di tutti, nessuno escluso.
Angelo Allegrini


Centro chiuso

di Francesca Bruti

I giorni 23 e 24 Aprile, forse avrete notato che il centro di Viterbo era chiuso alla circolazione delle auto. Questa disposizione non è nuova ai cittadini, perché in vari momenti dell’anno può capitare che le aree dentro le mura rimangano chiuse, per permettere la circolazione pedonale. Ora, lo stop alle auto diverrà routine; tutte le settimane dalle 15 del sabato alle 20 della domenica si ripeterà.


L’iniziativa nasce per una buona causa. Infatti, anche a Viterbo stiamo superando i valori massimi di polveri sottili. Aumenta l’inquinamento ed è giusto che si pensi a migliorare la qualità dell’aria.Ma, come capita spesso nella nostra città, è mancata la comunicazione tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza. Risultato? I commercianti del centro si sono molto arrabbiati, perché nessuno li aveva informati sulla nuova disposizione. Come era già avvenuto in passato per la chiusura di Porta Faul causa lavori. E a loro dire, la chiusura del centro comporterebbe un taglio pesante sui guadagni. Allora, sono d’accordo sulle iniziative volte a migliorare la vivibilità della città. La salute prima di tutto. Però, una città si basa sul buon lavoro dei cittadini e sul loro rapporto con le amministrazioni.
Quindi, la prossima volta sarebbe il caso di parlarne anche con loro!

Francesca Bruti

 

Santa Maria della Quercia

di Ricardo Manca

Percorrendo la Strada Statale 204 Ortana da Viterbo si transita in un ampio e perpendicolare viale alberato e dopo circa due chilometri si giunge al centro abitato de La Quercia, dove è situata un’importante basilica rinascimentale intitolata a Santa Maria della Quercia. La Chiesa fu eretta su progetto di Giuliano da Sangallo tra il 1470 ed il 1525 per accogliere un’immagine miracolosa della Madonna. Si racconta, infatti, che questa sia apparsa nei pressi di un albero di quercia sul quale era stata collocata una tegola dipinta con un’immagine della Madonna con il Bambino. Un’ampia gradinata conduce al sagrato dove si ergono due colonne e due pilastri. 

La facciata risale al 1509 ed è in bugnato smussato opera di Carlo di Mariotto e Domenico di Jacopo da Fiorenzuola: in essa si aprono tre portali ornati con lunette in terracotta vetriata di Andrea Della Robbia. Il fronte è coronato da un timpano in cui sono scolpiti un possente albero di quercia e due leoni opposti. Sulla destra dell’edificio si erge un maestoso campanile a tre ordini decorato da nicchie, forse opera dell’architetto Ambrogio da Milano. Una curiosità, le due monumentali campane hanno il loro nome. La prima, denominata Maria, è stata costruita nel 1578 e pesa 48 quintali. La seconda Agata, costruita nel 1655, raggiunge i 35 quintali. L’interno, a tre navate, è in purissimo stile rinascimentale ed è diviso da colonne. Il soffitto in lacunari dorati sfoggia al centro lo stemma pontificio di Paolo III Farnese: la storia narra che la sua doratura sia stata effettuata utilizzando l’oro che Cristoforo Colombo portò in Europa dal nuovo continente.


Sull’altare maggiore vi è un imponente tabernacolo in marmo bianco, eretto nel 1490 da Andrea Bregno. Il tempietto custodisce la tegola con l’immagine della Vergine con Bambino e parte del tronco di quercia su cui era posta. Dietro l’altare maggiore, nella zona absidale, si trova un notevole coro ligneo completamente intarsiato ed un imponente leggìo attribuito a Feliziano da Viterbo. Tele ed affreschi cinquecenteschi adornano le cappelle e le parti presbiterali della Basilica. Il chiostro gotico fu eretto nel 1487 da Daniele da Viterbo. Nella sagrestia della chiesa sono conservati pregevoli corali cinquecenteschi ed una raccolta di ex voto del secolo successivo. Vorrei aprire una parentesi. Questo è il mio centesimo articolo su queste colonne. Tra le righe ci sono stati anche i giudizi. Il più significativo? E’ uno di quelli che fanno drizzare i peli sulla pelle. La Santa Sede ha espresso gratitudine per la capacità dimostrata per la scomparsa di Giovanni Paolo II.
Questo mi onora, in maniera indescrivibile. Questo Aprile me lo ricorderò per tutta la vita.
Riccardo Manca


Finalmente riaperta Porta Faul
di Sanclaudio

Da qualche giorno Porta Faul è stata riaperta al traffico. Finalmente, dopo tanto tempo, gli automobilisti possono nuovamente fruire di quel passo per entrare in città. Il transito, però, non è ancora agevole data la presenza in loco dei lavori che riguardano la deviazione del fosso Urcionio.
Con un po’ di attenzione e con molta cautela, tuttavia, è possibile passare. Speriamo che i lavori ancora in corso siano portati a termine quanto prima per modo da dare respiro al traffico locale e sollievo ai vari automobilisti che sono costretti a transitare di lì.


Sarebbe auspicabile comunque che l’amministrazione comunale provvedesse a sistemare adeguatamente tutta l’area a ridosso di porta Faul, area che, ora come ora, non dà una bella impressione di sé a chi vi getta appena appena lo sguardo. Non è sufficiente ripulire alla meno peggio un pezzo di strada che attraversa la valle per riqualificare quei luoghi che, per il fatto stesso di trovarsi entro le mura cittadine, meriterebbero ben altra e più consona considerazione. Non è necessario entrare in particolari, ma va da sé che lo spettacolo offerto da una parte dall’ex mattatoio e dall’altra dall’ex gazometro non è certo piacevole. E neppure piacevole è la sistemazione del terreno e dell’ambiente loro circostante. Le soluzioni, utili e contemporaneamente gradevoli a vedersi possono essere diverse, non ultima quella di un parcheggio a terrazze che venga ad essere la naturale continuazione di quel boulevard attualmente in corso d’opera nella vicina via Marconi. Signori architetti, fateci vedere la vostra maestria, non crediamo ci sia bisogno di scomodare i vostri colleghi di Babilonia. Vi ringraziamo fin da ora.
Sanclaudio  

postato da: Spvit | 00:34 |