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venerdì, gennaio 14, 2005

Il mercatino dell'antiquariato-artigianato
piu' grande dell'Alto Lazio
"Sotto il campanile"
E' a VITORCHIANO,
Domenica 23 Gennaio 2005
e ogni "quarta"
domenica del mese
per informazioni: 3393337869

12 Gennaio 2005
Anno XV n° 1


Prefetto, Comandante dei Vigili urbani...
La legge è uguale per tutti?
di Mauro Galeotti

Se un qualsiasi cittadino commette un'infrazione al Codice della Strada ciò è, ovviamente, motivo di punizione.
Se invece il mancato rispetto è da parte del sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli, tutto tace!
Mi riferisco all'evidente e palese mancata osservanza da parte di quello che, ahimé!, lo indicano come primo cittadino, dell'articolo 179 del Codice
della Strada, in merito ai rallentatori di velocità.
In poche parole dei dossi artificiali che tanto piacciono a Giancarlo Gabbianelli, l'uomo che vanta di avere un caratteraccio, come amò apostrofarsi in campagna elettorale che, ancora ahimé e ahinoi, lo ha visto di nuovo eletto.
I dossi artificiali piantati in Via Belluno, in Via santa Maria della Grotticella, in Via Po, in Strada Ellera e in Strada Cuculo sono abusivi e pertanto vanno rimossi.
L'articolo del Codice della Strada sopra indicato parla chiaro.
Al comma 5 leggo: I dossi artificiali possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, ecc.; possono essere installati in serie e devono essere presegnalati. Ne è vietato l'impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento. Le strade che ho citato non sono state dichiarate dal Comune come strade residenziali, anche perché non possono esserlo, infatti sono strade di collegamento bello e buono, ossia non muoiono in un quartiere o in una zona circoscritta.
Circoscritto, ad esempio, è il quartiere Santa Lucia, circoscritto è un parco come Prato Giardino o un residence inteso come un complesso di piccole
abitazioni arredate in cui i servizi sono organizzati centralmente,
così lo definisce il dizionario Devoto-Oli. E' chiaro l'abuso dell'installazione
dei dossi. Ma non basta.
Le strade sopra elencate sono, come ho scritto, di importante collegamento. Via Belluno, a monte della quale è una rotonda motivo che c'è notevole circolazione di veicoli, collega il Quartiere Cappuccini, la Palanzana e La Quercia (attraverso la Strada Cuculo) con il centro di Viterbo (Via Genova). La stessa Via Belluno si collega con il Semianello.
Può essere considerata questa una strada residenziale, un parco pubblico o privato, un residence?
Via santa Maria della Grotticella
collega la nuova strada che conduce all'Ospedale di Belcolle e poi a San Martino al Cimino, con il centro di Viterbo (Porta Romana), il Quartiere San Biele, il Quartiere Grotticella e la Strada Cimina che conduce a vari paesi della provincia (Canepina, Caprarola, Ronciglione).
Può essere considerata questa una strada residenziale, un parco pubblico o privato, un residence?
Via Po
si immette su Viale Trieste, che collega Viterbo a La Quercia e Bagnaia, con il Quartiere Ellera e il Semianello.
Può essere considerata questa una strada residenziale, un parco pubblico o privato, un residence?
Strada Ellera
collega La Quercia e Vitorchiano con il Semianello e il Quartiere Ellera.
Può essere considerata questa una strada residenziale, un parco pubblico o privato, un residence?
Strada Cuculo
collega La Quercia con la Palanzana, il Quartiere Cappuccini e il centro di Viterbo (Via Belluno poi Via Genova).
Può essere considerata questa una strada residenziale, un parco pubblico o privato, un residence?
Inoltre, chi se la prende la responsabilità di decidere se queste strade non costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati
per servizi di soccorso o di pronto intervento, come previsto dal comma 5 dell'articolo 179 del C.d.S.? Gabbianelli col suo noto pessimo carattere?
Ma fatemi il piacere!
Come può pensare il padrone del Palazzo dei Priori che non sia necessario il passaggio da Via Belluno di un mezzo di soccorso (pompieri, ambulanze) se dovesse accadere un incidente in Via Monte Cervino. In Via I Maggio.
Alla Palanzana?
Chi abita lungo le Strade Ellera, Cuculo, Grotticella, Belluno, Po se ha necessità di essere trasportato con urgenza all'ospedale o gli va a fuoco la casa, come può avere lo stesso celere soccorso o pronto intervento di cui possono vantare altri cittadini che non hanno lo sbarramento causato dai dossi?
E se nevica? come potranno fare gli sgombraneve a individuare i dossi per evitarli?
Quanto sopra è evidente a tutti, ma nessuno interviene. Stanno tutti zitti!
Manco se Gabbianelli fosse l'Onnipotente.
E non è finita.
Il comma 6 dello stesso articolo 179 del C.d.S. ad un certo punto specifica:
Nella zona interessata dai dossi devono essere adottate idonee misure per l'allontanamento delle acque. Sulla Strada Ellera e sulla Strada Cuculo nulla di ciò è stato eseguito, tanto che le stesse sono state invase dalle acque piovane creando enormi pozze d'acqua che, oltre tutto, hanno contribuito a sfaldare il manto stradale, creando pericolose buche.
Un altro abuso commesso dal sindaco Gabbianelli, e tutti stanno zitti, è quello di aver fatto collocare i dossi su strade (Via Belluno, Via santa Maria della Grotticella, Via Po) dove era in atto una regolare linea urbana per il trasporto dei cittadini che serviva gli abitanti di quelle vie. In loco sono ancora i pali che indicano le fermate dei bus pubblici. Al riguardo così dispongono gli ultimi due commi del paragrafo 5.6 della Direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici del 24 Ottobre 2000, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n° 301 del 28 Dicembre 2000:
I dossi prefabbricati devono essere approvati; quelli eventualmente collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati, lungo le strade più frequentemente percorse dai veicoli di soccorso, di polizia o di emergenza, o lungo le linee di trasporto pubblico, devono essere rimossi.
Si rammenta che il loro permanere in opera, in caso di incidenti riconducibili alla loro collocazione, può dar luogo a responsabilità in capo a chi ne ha disposto la collocazione o a chi non ne ha disposto la rimozione.
Quindi se accadesse qualche incidente a risponderne sarebbe Gabbianelli?
Una responsabilità non da poco!!!
Ma pur di non ammettere la frescaccia fatta e di tornare indietro sulle decisioni che contravvengono le disposizioni della Direttiva di cui sopra, ho saputo che quelle linee sono state cancellate. Ma allora se non servono più perché a suo tempo furono adottate? Si è pertanto sprecato denaro pubblico per un servizio che non era necessario?
Ma tutti stanno zitti!
Tanto per ridere e verificare quanto sono sconclusionati tra Comune di Viterbo e Francigena, la società fortemente voluta da Gabbianelli per la gestione dei trasporti urbani, se apri il sito www.francigena.vt.it e clicchi sugli orari delle linee e clicchi sui numeri 13, 11, 11 F e 4 trovi ancora ad oggi che le Vie Belluno, santa Maria della Grotticella e Po sono servite dai bus pubblici...
E' proprio un gran bailamme!
Per finire, mi riferiscono, fonti non ufficiali, che questo giochetto ci è costato almeno 40.000 euro, 77 milioni e mezzo di lire, e che non si sa se è stata fatta un'ordinanza dal sindaco, opportunamente motivata. Tanto è vero che dietro ai cartelli indicatori dei dossi, a tutt'oggi, non leggo il numero dell'ordinanza e la data a cui dovrebbero fare riferimento i Vigili urbani in caso di contravvenzione verso chi non rispetta i segnali.
Possibile che questo sindaco commette atti che sono vietati dal Codice della Strada, sono vietati da una Direttiva ministeriale e nessuno interviene?

Mi pare che questa giunta comunale, con a capo Giancarlo Gabbianelli, faccia come gli pare e piace.
E non ha sbagliato Rodolfo Gigli rivolgendosi a Gabbianelli quando nell'Ottobre scorso gli ha detto: Il Comune non è casa tua!
Prefetto, Procura, Comandante dei Vigili urbani, Polizia stradale, assessori comunali e chi altro ha funzioni di controllo... che ne pensate?
Se nessuno risponde questa città non fa per me, non fa per i miei figli... per i nostri figli, che dovranno viverla dopo di me, dopo di noi.
Mauro Galeotti


"Una via a livello europeo"
di Simone Galeotti

Una Via a livello europeo. Queste sono le testuali parole con cui il nostro sindaco Gabbianelli ha definito la futura Via Marconi.
E sì, per chi non lo sapesse, questa amministrazione ha intenzione di cambiare faccia all'attuale Via Marconi trasformandola in una via a livello europeo.
Quale sia poi questo livello europeo, magari bisognerebbe chiederlo al sindaco.
Quello che mi chiedo io, invece, è se a Viterbo, questa via a livello europeo, sia proprio quello che ci manca.
Strano che il Comune preferisca spendere soldi, molti soldi, per realizzare la nuova Via Marconi e continui ad ignorare da anni la disastrosa situazione in cui versano le strade nella zona del Poggino. Strano che il sindaco Gabbianelli non si preoccupi di far cacciare alla nostra amministrazione la grande quantità di soldi pubblici che serviranno ad alberare, come da progetto, tutta la nuova Via Marconi ed invece solo qualche settimana fa la sua Amministrazione ha fatto provvedere a segare di netto e senza pensarci su, gli alberi in Viale Raniero Capocci. Quel verde pubblico gratuito e già presente non andava bene?

Bisogna per forza che si spendano altri soldi per un, del tutto nuovo, verde pubblico? Perché l'Amministrazione prevede di poter spendere tanti soldoni che serviranno per alberare Via Marconi e non prevede di spendere quelli già necessari per sostituire gli alberi mancanti in viale Trieste?
Ci sono forse vie di serie A e di serie B? Strano che il nostro sindaco non badi a spese nel prevedere di ripavimentare completamente Via Marconi e invece non provvede a rifare l'asfalto disastrato in molte zone della nostra città. Basti pensare oltre che al già citato Poggino, a Via Genova tutta bucherellata, a Viale Trento interamente costeggiato dal dislivello creato dai continui lavori di scavo, Via Vico Squarano, Via sant'Antonio... e questi sono solo alcuni esempi.
Si potrebbe tranquillamente continuare. Ma di queste vie, il Comune, non si preoccupa e piuttosto che spendere i soldi pubblici dove servirebbe, preferisce autorizzare costosi progetti per rinnovare una delle poche vie che non necessitano di rinnovamento! Incredibile! Voglio precisare che non ritengo che il progetto della nuova Via Marconi sia un brutto progetto, ma prima di spendere i soldi per questo lavoro sarebbe opportuno che il Comune tirasse fuori quelli necessari per aggiustare la Viterbo che non solo non è a livello europeo, ma nemmeno a livello paesano.
Chissà se i turisti non si accontenteranno di svegliarsi in via Marconi, di fare colazione in Via Marconi, di passeggiare in Via Marconi, di pranzare, cenare ed acquistare solo ed esclusivamente in Via Marconi, unica via a livello europeo in una città che, di europeo, non avrà altro?
Simone Galeotti


Sfilze di contravvenzioni
di Bruno Matteacci

Cose strane si vedono in questa povera Italia, ma ancora più strane si vedono, a colpo d'occhio, in questa sonnolente Viterbo che vedo trascorrere i giorni, tutti uguali, tra caos del traffico, fra abusi a danno dei più deboli, a sfilze di contravvenzioni per divieto di sosta in una città priva di parcheggi liberi o a tempo.
C'è una corsa alla contravvenzione dell'auto lasciata, anche per l'attimo dell'acquisto di un medicinale.
Dicono che il Comune ha bisogno di danaro, dicono che una buona percentuale dei proventi, derivanti dalle contravvenzioni, viene usata per l'acquisto di auto mezzi per il Corpo dei Vigili Urbani.
Assurda è questa destinazione di danaro pubblico in quanto i mezzi di trasporto, a disposizione dei VV.UU., sono quasi una a persona, se si tiene conto delle motorette, delle motociclette, delle fiammanti auto a disposizione degli ufficiali, dell'assessore e delle varie vetture, di piccola cilindrata, di tutte le marche, oltre logicamente ai mezzi atti alla rilevazione degli incidenti stradali.
Oggi si vede che il vigile, che è in servizio al determinato incrocio, raggiunge il posto di lavoro in auto; se si deve spostare, anche di pochi metri, usa l'auto.
Basta vedere a Piazza dei Caduti dove continuamente sostano auto dei VV.UU. come del resto capita in Piazza del Plebiscito. Veramente siamo diventati stanchi, non ci si muove più a piedi, ma questo può accadere al libero cittadino che paga il carburante, l'olio, la manutenzione, il bollo, l'assicurazione della propria autovettura e non è tollerabile che in una città, che per attraversarla da un capo all'altro ci vogliono circa 13 minuti, un vigile urbano, stipendiato, professione scelta, decorosamente presentabile, sia per la bella divisa che per il prestigio derivante dall'essere un vigile urbano del Comune di Viterbo, debba avere a disposizione una autovettura.
Poi se calcoliamo che gli stessi non si vedono quasi mai nei nuovi quartieri come Santa Barbara, Villanova, Pilastro, Pianoscarano.
Si salva il quartiere Cappuccini perché in loco è la sede del Corpo dei Vigili Urbani, allora sì che si vedono i vigili, ma si vedono che sfrecciano a bordo dei loro mezzi alimentati con il carburante che paghiamo noi e con tutto quello che ne consegue. Quindi la conclusione dovrebbe essere quella di limitare le spese e, se possibile, evitare la caccia alle auto in sosta, anzi da queste colonne si segnala l'opportunità di consentire il parcheggio temporaneo lungo Via Garibaldi e Via Cavour allo scopo di trattare gli utenti della strada e i commercianti alla stessa stregua di altri luoghi dove è consentita la sosta in un lato della strada.
Bruno Matteacci


Ancora cemento in Via Ricci
di Agnese Galeotti

Pare che dove è la rotonda sulla Cassia Sud in quello spicchietto di verde, unico rimasto, verso Via Ricci, sarà incementato.
Cosa hai capito, non ci faranno una pista di pattinaggio, a quella ci pensa l'assessore Mauro Rotelli al Sacrario, dove ogni anno si scrocia qualche ragazzino scivolando sulla pista di ghiaccio. Dicevo in quell'area ci costruiranno un altro bel palazzone a dispetto del verde pubblico, di cui è assessore il delfino di Gabbianelli, ari tal Mauro Rotelli.
Non ho visto mai un'amministrazione comunale così solerte e attenta... basta che vede un buchetto colorato di verde... che tacchette, con la bacchetta magica, ti ci costruisce un bel monumento in cemento armato con ascensori, finestre, portoni e balconi.
Come sta per accadere a sinistra di Via san Bonaventura per chi entra Porta Murata. Anzi lì l'erba è timida, fa capolino appena appena, infatti sa già che avrà vita breve.
Agnese Galeotti


Settimo anno al Centro sociale del Pilastro
di Pantaleo Spagna

Il giorno 19 Dicembre, il Centro Sociale Pilastro,concludeva il settimo anno della sua esistenza. L'anno è trascorso pieno di avvenimenti, ludico-culturali, i quali hanno interessato un numero considerevole di utenti.
La giornata del 19 u.s., si è conclusa con la partecipazione del Sindaco
Gabbianelli, con l'assessore Rotelli e l'assessore Tasciotti. Con l'occasione è stata consegnata al Sindaco, la tessera di socio del nostro Centro. Il Sindaco aderendo alle aspirazioni del Centro Sociale Pilastro, di poter accedere ai piani superiori della struttura di via Minciotti attualmente occupati dal Progetto Giovani, di prendere nel corso dell'anno 2005, la delibera di assegnazione dei locali di che trattasi, al nostro Centro. La festa di chiusura dei festeggiamenti, si è svolta, presso la palestra della Parrocchia del Sacro Cuore, gremitissima di persone (trecento circa) con un programma pieno di sorprese, predisposte dal Presidente Barozzi e dal Comitato di Gestione. poesie, musiche, canti, esibizione di una scuola di ballo latino-americano che ha suscitato l'entusiasmo dei presenti, l'estrazione di una favolosa tombola ed è culminata con un grandioso rinfresco e brindisi finale. Il gioco della tombola, nel nostro Centro è una vera istituzione, tutti i giorni, la sala dedicata a questo passatempo, è sempre gremita di accaniti giocatori, ma il Centro, ogni tanto esula dalla normalità e sbalordisce i nostri utenti con estrazioni di tombole eccezionali: per le varie ricorrenze che si succedono, nel corso dell'anno, (vedi; festa della donna, festa della mamma, Pasqua, Natale ecc.) il Centro esordisce con estrazioni fuori del normale.
Tombola pastaiola: con premi esclusivamente con prodotti di pasta di vari formati e di marche eccezionali. Tombola marinara: con i premi tutti a base di confezione di pesce. Tombola rosa: in occasione della festa della donna, i premi erano tutti di indumenti intimi e ad ogni signora, il Centro donava una rosa. Tombola mariana: in occasione della festa della mamma i premi erano delle magnifiche icone sacre e la cerimonia si è conclusa con offerte devolute ai bambini del terzo mondo. Tombolovone: i premi della tombola consistevano in grossi uova di cioccolato da 500 grammi a 10 chili di peso e seconda delle vincite. Tombola natalina: premi con panettoni, spumanti e per il premio finale, un babbo Natale di circa 10 chili di peso. Nel corso
di quest'ultimo anno, non sono mancate conferenze, recital di poesie, concerti, adesioni a manifestazioni culturali e raduni conviviali.
Si concludeva il settimo anno, con gli auguri del Presidente per un nuovo anno pieno di concordia, amicizia e solidarietà con i più bisognosi di affetto e d'amicizia
Pantaleo Spagna


Ho vinto la lotteria
di Riccardo Manca

Vi ricordate Paolo Villaggio nel film Ho vinto la lotteria di Capodanno alle prese con il biglietto serie Z 01717? La Tuscia, per una serata, si è immersa in quel film comico. Il biglietto della serie P 042411 si è aggiudicato il primo premio della Lotteria Italia. E' stato venduto a Gorizia e vince cinque milioni di euro. Ok, ma anche nella Tuscia la befana è stata benevola, recapitando un premio di prima ed uno di terza categoria.
Il biglietto della Lotteria Italia serie R 250005 è stato venduto, i primi giorni di Ottobre, in una tabaccheria di Via Roma, a Ronciglione. Nulla di strano, tranne il fatto che questo tagliando risulta vincitore di una cifra come 550 milioni di euro. Facendo un rapido conto, si tratta di un miliardo e cento milioni del vecchio conio.
I Monopoli di Stato hanno comunicato i premi attribuiti alle rivendite presso cui sono stati venduti i biglietti vincenti della Lotteria Italia. Al rivenditore del biglietto spetterà un premio di euro 1.500.
Altro tagliando, altro regalo. La befana, quest'anno, ha deciso di sostare anche in una rivendita di Civitella d'Agliano e la Tuscia è da serie A. In questo piccolo centro, infatti, è stato venduto il biglietto serie A 928245 vincitore di un premio di terza categoria (quindici mila euro). Per gli ottanta premi di terza categoria, il compenso alla rivendita è di 400 euro. Impossibile tracciare gli identikit dei probabili milionari, anche se per il tagliando di Ronciglione affiora qualche indizio in più. In questo caso, a sentire qualche indiscrezione, il possibile milionario potrebbe nascondersi in una persona del luogo. Un nota di colore. Nella mattinata successiva l'estrazione, si è presentato nella tabaccheria di Via Roma il possessore del biglietto serie R 250006, quello venduto subito dopo quello vincente. Chi sarà il milionario di Ronciglione? Domanda da decimo premio della Lotteria Italia.
Riccardo Manca


La festa è finita ognuno a casa sua
di Francesca Bruti

Il periodo natalizio è appena passato e come per magia (ed io aggiungerei, anche con un po' di malinconia) ognuno di noi è stato ricatapultato nella dura e quotidiana realtà. Si spengono le luci colorate, si mangiano gli ultimi dolci avanzati, e tra un regalo desiderato ed un altro che non sappiamo dove mettere, si pensa già alla prossima festa comandata. Questa è un'espressione che non sopporto, ma che è usata da molti: festa comandata. Ma comandata da chi?

Nessuno ti obbliga ad essere per forza felice; anzi, sono convinta che il Natale sia la miglior occasione per pensare a ciò che di sbagliato abbiamo fatto agli altri e a noi stessi durante l'anno trascorso.
E invece no; pensiamo a quanti regali fare, quanti ne riceveremo (perché tutti noi ci aspettiamo il regalo da certe persone, vero?) e alla fine delle feste siamo stressati perché abbiamo mangiato troppo e dormito poco! Addirittura, il giorno della Befana, o meglio dell'Epifania; ho sentito qualche mio amico dire, in mezzo alle bancarelle del Sacrario: - Basta con tutta questa confusione, troppa festa!.
- Ma come troppa festa; hai solo vent'anni e ti lamenti di questo. E a sessant'anni che dirai!?
E' vero che a Viterbo non ci sono molte occasioni di svago, e spesso ci si lamenta che non si fa o che non c'è niente, quindi almeno a Natale è giusto che le persone escano di casa e occupino le strade.
Diciamo la verità: ogni occasione è buona per lamentarsi.
Ho come l'impressione che spesso questo periodo sia vissuto come una parentesi, per infilarci dentro tutti i buoni sentimenti che durante l'anno non possiamo permetterci di avere, perché semplicemente non ci interessa averli o perché non prestiamo attenzione, come essere buoni, generosi, affettuosi, ecc.
Finite le feste, chiusa la parentesi. Tutti a casa propria.
Ci sarà stato qualcuno che quando i parenti sono partiti avrà detto: Finalmente la casa è libera, oggi non devo cucinare!. Io amo il Natale. Da cattolica praticante che sono, lo amo soprattutto per il significato religioso che porta. E mi piace andare in giro per negozi o bancarelle a cercare quel certo regalo per quella certa persona.
Penso che le strade debbano essere piene di luci; mi piace fare l'albero e il presepio in famiglia.

Tutto questo mette allegria. E poi, si ha qualche giorno di vacanza. Pensandoci, mi dico che sarebbe bello cercare le piccole cose che ci uniscono agli altri, anche durante tutti gli altri mesi dell'anno.
Me se a qualcuno tutto ciò non interessa, va bene, perfetto; non faccia finta di essere buono solo perché è Natale. Viviamo come meglio crediamo questo momento, ma viviamolo e non lamentiamoci anche in vacanza!
Ed ora che siamo tornati alla normalità, sarebbe meglio ricordarci di questo la prossima volta che ci lamenteremo del tanto lavoro, del troppo studio, e faremo il conto alla rovescia per le vacanze della prossima ''festa comandata''!
Buon anno a tutti!
Francesca Bruti 

postato da: Spvit | 14:43 |