*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

venerdì, agosto 27, 2004

25 Agosto 2004
Anno XIV n° 16

A VITORCHIANO SI SVOLGE OGNI QUARTA DOMENICA IL MERCATINO DI ANTIQUARIATO E ARTIGIANATO. VIENI A TROVARCI!

SE VUOI PARTECIPARE TELEFONA AL 3393337869 (Mauro)


Ancora un bluff!!! Prima la Fontana dei Leoni, ora Fontana Grande
Restaurata?

di Mauro Galeotti

Sono tante le chiacchiere che fanno gli amministratori, appollaiati giù pel Comune di Viterbo, per valorizzare la nostra città.
Litigano su chi deve organizzare i Grandi eventi.
Organizzano Summer Village e i giochi sulla sabbia.
Mettono palle di travertino dappertutto e dalle loro bocche non escono altro che parole, sopra le parole.
Sotto le parole.
Dietro le parole.
Parole nelle parole e intanto il monumento più rappresentativo della nostra bella città medievale, sta crollando a pezzi e subisce da mesi una violenza inaudita, sotto gli occhi dei Viterbesi e di chi ritiene di amministrarci. Ma vi siete accorti che Fontana Grande è in un degrado spaventoso?
Fino alla mattina del 20 Agosto, appena passato, è mancata l’acqua. Mancava ormai da mesi. La vasca, ovviamente vuota, è stata il ricettacolo delle immondizie e dei vetri rotti. Questo fatto ha spinto qualche sprovveduto ad entrare dentro la vasca a forma di croce, unica a Viterbo, e di attaccarsi, spostandola gravemente, ad una delle piramidi che la caratterizzano.
La piramide è quella rivolta verso Via Garibaldi. E’ stata divelta dalla base ed è stata pericolosamente in bilico, fino al 19 Agosto, quando qualche buon’anima l’ha riposizionata nel suo alloggio.
Poteva cadere da un momento all’altro! Ma, ora leggo che l’Amministrazione comunale l’ha fatta restaurare a tempo di record! Ma che brava! Peccato che è solo un altro bluff, come quello della Fontana dei Leoni, finita di restaurare prima delle elezioni e dopo quest’ultime, d’un colpo, di nuovo ricoperta con teli. Fontana Grande restaurata? Che ridere, che pena!
Ma le avete viste le gravi fessure ancora aperte in più parti della stessa? Crepe che con l’Inverno, a causa del ghiaccio, peggioreranno la situazione aprendosi ancora di più, con il conseguente deterioramento e sfaldamento della struttura architettonica di Fontana Grande.
La più bella fontana di Viterbo, commemorata anche con un francobollo delle Poste Italiane, ha trascorso l’Estate priva di vita, il cuore non gli batteva più. Gli è stato tolto il respiro e la sua pelle non era più umida, le sue membra erano asciutte, secche, aride.
Morte.
I turisti che hanno visitato la nostra città, si sono trovati dinanzi ad una fontana nuda.
Infatti, come può vivere una fontana senz’acqua? che senso ha la sua esistenza? e chiedo ai soloni, che stanno giù pel Comune, com’è mai che fino al 20 Agosto l’acqua non usciva dai cannelli e poi d’incanto... fu l’acqua! senza che, in questi mesi, sia stato eseguito alcun vero restauro?
Ma fresche cronache ci dicono che è stata restaurata in poche ore!!! Peccato però, c’è stata qualche svista!!!
La piramide, posta verso il numero civico 12, è ancora staccata dalla base, la vasca perde acqua da un parapetto, dalle scale fuoriescono vari inspiegabili rivoli, un cannello della vasca superiore getta acqua fuori misura e gli altri vanno un po’ per conto loro.
Ma tutto va bene Madama Dorè, la festa di santa Rosa si avvicina freneticamente, la città sarà piena zeppa di visitatori, la fontana, in quell’occasione, sarà aggredita, sommersa dalle persone, come avviene ogni anno, ma tutto va bene Madama Dorè.
Quello che più stupisce in questa città è che la massa dei Viterbesi se ne frega. Sta in silenzio. Pensa ad irrigare il suo orticello avanti casa, di quello del vicino, senza acqua, se ne frega, se ne frega alla grande... tanto qualcuno (leggi noi, de La Città) ci penserà, mettendo a rischio, come ormai è abitudine, il proprio culo.
Tradotto vuol dire: minacce per telefono; sms per sfotterci; i nostri giornali prelevati in massa, nei luoghi ove sono esposti, e gettati via; querele; ditte che interrompono la pubblicità sul giornale per paure varie; permessi, per partecipare a manifestazioni locali, non concessi, senza darne motivazione; interruzione del Mercatino dell’antiquariato Sotto il Campanile, unico rapporto, dell’editrice di questo quindicinale, col Comune di Viterbo...
La nostra è una lotta impari, lo sappiamo bene, ma quello che ci dà la forza di continuare è la possibilità di salvare la nostra città da chi la sta usando a suo piacimento e a suo favore.
I nostri figli hanno il sacrosanto diritto di vivere in una Viterbo dove il confronto con le altre opinioni e il rispetto delle idee altrui siano la base per un bel vivere quotidiano.

Mauro Galeotti


Un vero pugno nell’occhio

di Bruno Matteacci

Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire e, proprio perché ormai sono convinto che il mio interlocutore rientra nella categoria di chi non vuole sentire, mi limiterò a suggerire proposte, indicare deficienze o carenze, proporre soluzioni su problemi esistenti sul territorio della città di Viterbo.
Continuerò a scrivere, certo di essere letto da molti cittadini di questa Viterbo che sbuffa, borbotta, mormora che, con voce sommessa, si complimenta con noi della redazione con frasi come queste: bravi, avete coraggio, continuate così, ma che alla fine vota, vota democraticamente e liberamente come vuole, per chi vuole. Gente strana!
Questo però è il bello della democrazia, è il frutto dei sacrifici e delle lotte dei nostri genitori che si sono battuti contro la violenza, le prepotenze, le oppressioni. Forte del fatto che mi sento parte viva della Città continuerò, con lealtà, a fare la mia battaglia contro coloro che tentano di combatterci in vari modi; a volte anche con mezzi sleali. Ognuno deve stare al suo posto e nessuno può impedire, a chi vuole, di partecipare alla vita cittadina stando anche fuori del palazzo del potere.
Io scriverò, chi di dovere leggerà? Poi non me ne frega tanto, visto che anche se legge, spesso non agisce nel senso suggerito, se non nei casi eclatanti. Forse è una maniera come tante per non dare soddisfazione l’interlocutore? Lo spirito della legge che istituì, a suo tempo, l’ufficio per le relazioni con il pubblico (URP) è quello di aprire le porte del Comune a tutti e non di mettere le barriere e pretendere che, per entrare in Comune, si debbano dichiarare le generalità e lasciare, in visione, i documenti. Assurdo! Comunque si sta avvicinando la festa di Santa Rosa, vedremo le stesse persone escluse da certe manifestazioni, vedremo i soliti ignoti girare per le sale del Comune, solo perché portatori di voti. Per fortuna vedremo, comunque, una bella Macchina di Santa Rosa che già si è riproposta con la bellissima idea, avuta senz’altro dal dinamico Contaldo Cesarini, appaltatore per la costruzione della Macchina stessa, del pannello raffigurante la Macchina che troneggia a Porta Romana e che allieta l’occhio con la sua maestosità e i suoi bellissimi colori.
A proposito della Macchina di S.Rosa; a parte la grave omissione dell’esposizione dello stendardo, raffigurante la Macchina della signora Palazzetti Valeri, Spirale di fede, che è stato dimenticato a Piazzale Gramsci, proporrei di spostare, verso Porta Fiorentina, i primi tre stendardi in modo che siano più visibili a coloro che provengono dalla Cassia nord e continuare la esposizione degli altri oltre la curva in quanto, nella attuale posizione, gli stessi sono ignorati perché si trovano semi nascosti. Il Comune, nel senso di vita e attività amministrativa, lo si deve trovare ovunque: lungo le strade, nella segnaletica, nel traffico, nei servizi in genere. Invece più tempo passa e più deficienze si notano. Ad esempio in Via Vico Squarano, nel punto in cui si può svoltare in Via Salicicchia, strada a senso unico, è un segnale che vieta tale immissione, obbligando l’utente della strada ad andare diritto, sulla destra, verso la Cassia sud. E’ sufficiente togliere il segnale e tutto scorrerebbe normalmente.
Altro provvedimento che, a mio parere, merita una critica è la scelta dei nuovi contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani che per aprirli si devono usare le mani al posto dei piedi, come si faceva con quelli dismessi. Nuovamente domando, perché analoga osservazione la feci in occasione della messa in opera dei cassonetti al Cimitero: ma quando il Comune deve acquistare un prodotto, perché non tiene conto delle esigenze della cittadinanza nel rispetto delle norme igieniche? Quante mani sporche toccheranno quelle maniglie?
A me pare che si spenda danaro solo per svuotare qualche magazzino che ha prodotti poco funzionali, acquistati da amministratori poco oculati. Altro problema è la situazione in cui si trova il Cimitero di San Lazzaro a Viterbo. A suo tempo fu promessa la presenza delle Forze dell’ordine, all’interno del Cimitero, allo scopo di garantire una certa serenità. Per qualche giorno si sono vedute le auto in questione, poi tutto è tornato nel normale: autovetture di privati che transitano ad una certa velocità; furto di fiori; gruppi di gatti che scorrazzano per i viali, ciò in barba al cartello che vieta l’ingresso di animali; furto dentro alla Chiesa di San Lazzaro come quello avvenuto nella settimana di ferragosto, quando sono stati asportati alcuni capitelli di legno dai confessionali. Non sarebbe il caso di inviare una pattuglia di Vigili urbani che ogni tanto faccia capolino al Cimitero?
E’ vero che è terra dei morti, ma è anche vero che è il luogo più sereno e meta, sicura, di tutti. Si ricordi che la civiltà dei popoli si vede, soprattutto, attraverso il rispetto che si ha per chi ci ha preceduto. Per ultimo, sarebbe il caso di spostare la targa, messa a dimora sulla base della torre adibita a campanile della Chiesa di San Sisto, recante la pubblicità IAT, informazione e accoglienza turistica, è sproporzionata e fastidiosa, un vero pugno nell’occhio.

Bruno Matteacci


Immondizia in Via san Paolo

di Simone Galeotti


Una delle vie più frequentate in questi ultimi anni è senza dubbio Via San Paolo, sì quella che collega la rotonda davanti a Porta Faul con i Quartieri del Carmine e di Pianoscarano. Una via che consente di vedere anche un tratto di mura che un tempo era per lo più sconosciuto. Una via esterna alla città vera e propria, una via di scorrimento che collega le Terme, la stazione degli autobus al Riello e la Cassia.
Una via dove transita molta gente, insomma.
Ebbene in questa strada movimentata ed un po’ rappresentativa della città l’immondizia impera. Impera proprio davanti alle antiche grotte che si trovano a destra di chi scende la via. Grotte un tempo adibite ai più svariati usi e che oggi sono veri e propri cassonetti non svuotati però dal CEV.
E non è tutto.
Il giardino che si trova di fronte alle grotte, non protegge gli eventuali frequentatori, specialmente se si tratta di bambini, perché ha la staccionata sfasciata in vari punti.
Oh Dio! chiamare giardino la superficie che va dall’area già occupata dalle Case Minime fino a lambire la Torre detta della Bella Galiana è un vero e proprio eufemismo. Il titolo sarebbe appropriato solo se il verde fosse curato veramente e non per scusa, limitandosi a tagliare con la falce fienara il fieno che spontaneamente e costantemente vi nasce.

Simone Galeotti


E quando il 3 Settembre sarà di domenica?

di Agnese Galeotti

Da qualche giorno è in circolazione un volantino dell’A.N.V.A. Confesercenti Viterbo, che riporta letteralmente “gli operatori informano la gentile clientela che la tradizionale fiera di Santa Rosa di Viterbo si svolgerà domenica 5 settembre 2004”.
La tradizionale fiera (pure tradizionale ci scrivono!!) in onore della Santa è stata spostata dal 4 al 5 Settembre.

Di nuovo? Ancora?! Sotto quest’Amministrazione comunale, se ne devono vedere proprio di tutti i colori!
Sotto quest’amministrazione, si è riusciti a passare anche sopra i santi!
“Sono stati i commercianti a chiedere al sindaco di spostare la data della fiera”.
“E’ più comodo per i commercianti spostarla alla domenica”.
Queste le voci che girano sull’argomento, saranno poi vere? Possibile che l’interesse economico valga più di una tradizione secolare?!
Voglio dire, fra due anni il 3 Settembre sarà di domenica e la fiera del 4 Settembre, già spostata alla domenica successiva, quando si svolgerà una settimana dopo? Ossia dovremmo attendere sei giorni per andare alla fiera? Sai quanto saranno contenti i commercianti?
Scusate l’ignoranza, credevo che Santa Rosa fosse una festa religiosa, patronale e non che fosse diventata un business!!
Lo trovo riprovevole, infinitamente triste tale menefreghismo nei confronti della tradizione, dei sentimenti sinceri che la maggior parte dei Viterbesi prova per la nostra Santa.
Scherza coi fanti e lascia stare i Santi, dice un antico proverbio, lo ricordo a chi decide per tutti noi, amico mio, se continui così prima o poi Dio ti fulminerà le chiappe!

Agnese Galeotti


Hanno rotto le palle!

di Agnese Galeotti

Ma è mai possibile che, nella nostra città e nella nostra provincia, le cose debbano essere sempre fatte a metà? Molte strade fuori Viterbo, come ad esempio, quella per andare al mare e quella che conduce al lago sono state asfaltate da tempo, ma sono ancora prive della segnaletica orizzontale. Sono strade piene di curve pericolose e senza alcun tipo di segnaletica orizzontale, lo diventano ancora di più.
Anche a Viterbo in Piazzale Gramsci, ad esempio, la carreggiata è stata asfaltata, ma niente... la segnaletica orizzontale è... all’orizzonte.
In compenso hanno rimontato le due palle di travertino che qualcuno ha gettato in terra. Ma quanto ci costano e costeranno ancora ‘ste brutte palle pure antiestetiche?
Perché iniziato un lavoro non viene portato a termine come andrebbe fatto? Cosa aspettate?
Mi chiedo, se dovesse accadere un incidente, come si gestirebbe la ragione ed il torto senza un minimo di regolamentazione stradale visiva?!
Comune e Provincia provvedete a sistemare la situazione prima che ci scappi il possibile morto!

Agnese Galeotti


Viva il Verde: Alberi secchi, alberi tagliati

di Simone Galeotti

Numerose sono gli alberi posti lungo le vie della città che sono stati tagliati per vari motivi e non sono stati più sostituiti. A questi si aggiungono anche alberi secchi lasciati lì in memoria della trascuratezza.
Intendo riferirmi ad un grosso albero che si innalza in Viale Trieste, in prossimità di quello che una volta era l’Albergo Olimpia e ad altri quattro sempre sulla stessa via. Uno avanti alla Clinica Santa Teresa e gli altri tre avanti alle Scuole elementari. Un altro albero secco si trova, invece, sul ciglio della strada che conduce alle Terme dei papi, ad angolo con Strada Montarone ed un altro ancora si trova, solo soletto, secco secchetto, in via XXIV Maggio.
Piuttosto, avete visto in che stato di abbandono è Strada Bagni. Vicino all’ingresso delle Terme dei Papi e all’ingresso delle Terme INPS, l’immondizia impera, nessuno pulisce da giorni e giorni.
Gli alberi tagliati e mai sostituiti sono tanti, per ora i più urgenti mi sembrano i quattro alberi in Via Vicenza, posti sul marciapiedi che fiancheggia il giardino poco curato dove, fino al 21 Agosto, una arruffata siepe, piena di rovi, lo delimita con la ferrovia.
Ah, dimenticavo! e che dire del grande pino, tagliato a raso, che si trovava accanto al Monumento alle Vittime civili in Piazza dei Caduti?
Quando sarà sostituito?

Simone Galeotti


















































































































postato da: Spvit | 20:45 |