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sabato, giugno 26, 2004

Il numero 12 della Città datato 23 Giugno 2004 non riporta articoli, ma solo foto dello stato pietoso di svariate zone di Viterbo.

Il titolo che ho voluto dare alla ricca sequenza di foto è:

17856 Viterbesi non hanno votato Gabbianelli perché non vogliono questa Viterbo

di seguito sono le foto che ora in parte descriverò, non avendo la possibilità di inserirle.

Ovviamente non mancano le gratuite affermazioni del sindaco Giancarlo Gabbianelli, riconfermato alla guida del Comune di Viterbo, che riporto di seguito: "Ancora con Gabbianelli, ancora meglio!" - "Ascolto tutti, poi decido io!" (Un politico molto molto democratico, che se lo tenghino pure i 23000 Viterbesi che l'hanno votato! ndd) - "Viterbo è migliorata, è cresciuta!" - "Pretendo il meglio per Viterbo e i Viterbesi" - "In 5 anni abbiamo fatto bene" - "Viterbo 1999+2004, 5 anni spesi bene!" - ed infine la più raccapricciante, esilarante "Viterbesi Vi amo!".

E beato chi gli ci ha creduto, votandolo di nuovo! La sua arroganza, infatti, si è manifestata subito sia nei confronti dei Viterbesi che dei suoi alleati i quali gli hanno consentito di essere rieletto. Gabbianelli deve accendere mille ceri davanti al suo beneffatore San Rodolfo Gigli, altrimenti con Alleanza Nazionale, che ha perduto consensi, rimaneva come il famoso don Falcuccio, una mano davanti e una di dietro. Ma la indisponente figura di sindaco - padrone della città, Gabbianelli non se la vuole togliere e ha deciso di salvare il suo pupillo Armando Balducci, l'insostituibile... chissà poi perché? O forse lo so. Il super Balducci ringraziato pubblicamente, su invito di Gabbianelli, in Piazza del Gesù, assieme all'atro amico di Gabbianelli, Guerrini è intoccabile e anche se Forza Italia ha vinto le elezioni e vuole dirigere l'assessorato all'urbanistica, Gabbianelli, il peggior sindaco dal dopo guerra ad oggi, non dimentichiamolo, non cede, la avoca addirittura a sé, di far rimanare a cavallo i suoi alfieri.

Ma non ha capito, Gabbianelli, che sulla strada questa volta ha trovato Nando Gigli e voi lettori sapete bene "come balla Nando" e come fa ballare un personaggio povero di democrazia come ha dimostrato, dimostra e dimostrerà Giancarlo Gabbianelli nel suo percorso politico.

Ma ritorno al quindicinale La Città con la descrizione delle foto che dimostrano come è ridotta Viterbo. Le foto parlano più delle parole di certi "amici" di Gabbianelli, che non vogliono far vedere agli oltre 23mila che lo hanno votato il vero stato di una delle più belle città medievali italiane. Città che presto vedrà il cemento gabbianelliano all'Arcionello e sull'area della Ceramica Tedeschi. Intanto la zona verde intorno alla Chiesa di Santa Maria della Grotticella è già sparita, strade, ville, villette, case e casette l'hanno fatta da padrone, mangiando ancora una volta un pezzo di polmone verde di Viterbo. Ma che gli fa, in 23000 hanno detto W Gabbianelli... e allora che se lo tenghino pure. Viterbesi con gli occhi foderati di prosciutto!

La foto più eclatante che ho pubblicato è quella che riproduce tre cassonetti dell'immondizia, posti davanti alle mura etrusche, prima di entrare in Piazza San Lorenzo. Bell'apprezzamento del sindaco Gabbianelli nei confronti di quella che lui stesso sbandiera come "viterbesità".

Un'altra fa vedere la loggia papale, verso Via san Clemente, stretta da un groviglio di fili elettrici misti alla famosa erbaccia che i Viterbesi chiamano "panatara". Una vergogna classica viterbese.

Via san Clemente manca di una tratto di staccionata proprio in curva, chi per sventura vi cadesse farebbe un salto di almeno trenta metri.

Le mura sopra alla Valle di Paradosso sono cadute.

La Fontana Grande è senza acqua.

La Chiesa di santa Croce a Faul sta crollando ogni giorno di più. "Ancora con Gabbianelli, ancora meglio!"

La Chiesa di san Lazzaro con gli affreschi del viterbese Pietro Vanni che si stanno sbriciolando per le infiltrazioni dell'acqua.

Il marciapiede in Via I Maggio non esiste, ma in compenso i pali dell'illuminazione elettrica sono pericolosi per le auto ed i passanti..., infatti te li trovi davanti senza accorgerti.

La torre del Bacarozzo, sulle mura poste verso la Valle di Paradosso, presenta allarmanti crepe e distacchi dei muri, con pericolo immediato di crollo.

Le lapidi antiche al Cimitero di Viterbo sono lorde e miseramente abbandonate.

Il complesso della fine dell'800, i Gazometro nella Valle di Faul, è abbandonato a se stesso, è uno dei pochi resti industriali rimasti.

Palazzo Arcangeli in Via san Lorenzo, in restauro, si presenta ora con brutali abbaini sul tetto, mai esistiti.

La scala vecchia dell'Ospedale, in Via san Clemente, è pienza zeppa di "panatara". "Pretendo il meglio per Viterbo e i Viterbesi"

Un gioco per i bambini in Via della Fiera, a La Quercia, è pericoloso per chi vuole giocarci, infatti, non ha né la scaletta per salire, né lo scivolo per scendere!

Le porte del Palazzo papale in Via san Clemente sono in volgare ferro e se non bastasse si presentano anche con scritte in arabo e italiano.

In Via san Clemente una cantina ha la porta sfondata, rifugio di animali e chissà cos'altro.

La fontanella in ghisa in Piazza Martiri d'Ungheria è da mesi e mesi priva del rubinetto.

I lampioni a lanterna lungo Via san Clemente, attaccati ai muri del Palazzo papale, del campanile della Chiesa di santa Maria della Cella e limitrofi, hanno i vetri rotti. "Ascolto tutti, poi decido io!"

Lungo Via san Clemente è un recinto in rete metallica con grotte prive di porte, possibile rifugio di vipere e altri animali.

Il parcheggio alle Fortezze, vanto di Gabbianelli, è ancora sterrato.

Lungo la Strada Bagni c'è una discarica di rifiuti.

I cartelli turistici in Via san Pietro angolo Via san Pellegrino, sono piegati scacati dai piccioni.

La strada che porta a Castel d'Asso, vicino al parcheggio delle auto per le Terme, è piena di voragini che peggiorano lungo la strada.

Via san Pellegrino, strada medievale per eccellenza ha il dissuasore col semaforo rosso, bell'esempio di rispetto dell'ambiente medievale.

Il cancello del gazometro nella Valle di Faul è cadente e variopinto da scritte e simboli. "Viterbo è migliorata, è cresciuta!"

I cassonetti dietro a Mc Donald, in Via delle Fortezze, sono ignobili, lordi, sporchi, anti igienici...

La Chiesa di sant'Andrea è ancora chiusa al culto.

In Piazza dei Castelli la pensilina per l'attesa del bus è sfasciata.

Il cassonetto vicino a Porta Faul è troppo spesso affiancato da lavatrici, frigoriferi e stufe che stanno lì per giorni.

I gabinetti removibili nel Parco del Bullicame, a due passi dalle pozze, sono privi di porte, sporchi, sfasciati anti igienici.

Il Mattatoio nella Valle di Faul è abbandonato a se stesso, è covo di sorche condite con olezzi dell'Urcionio. E dire che il Mattatoio doveva essere sede di musei, di mostre...

Fontanasfera è senza acqua e con scritte ignobili e simboli assurdi. "Pretendo il meglio per Viterbo e i Viterbesi"

I giardini in Via san Paolo sono pieni d'erba alta e i marciapiedi si perdono tra l'erba.

Il tetto delle antiche Conce in Via san Tommaso, non è coperto con tegole ma con volgare materiale plastico.

A fianco dell'ingresso dell'Ospedale Grande degli Infermi, in Via sant'Antonio, è una discarica di materiale edilizio. Attaccata è una colonnina cinquecentesca con lo stemma di Viterbo.

Le panchine di vari giardini sono anti uomo. Ad esempio vedi quella in Via Vetralla vicino alla cabina telefonica, presenta dei chiodi spacca didietro, quelle davanti alla Torre della Bella Galiana o in Via della Fiera sono prive di stecche di ferro...

Le Terme Carletti, sulla Tuscanese, vanto di Gabbianelli, che le ha definite il "mare" dei Viterbesi, (ma per favore piantala e vacci tu in quel tipo di "mare"), hanno accessi proibitivi per normali auto, mancano i gabinetti pubblici, manca un punto di ristoro, manca l'acqua potabile, se piove il terreno è una fanghiglia e se c'è il sole la polvere ti porta via. Questo è il "mare" che concede Gabbianelli ai Viterbesi... vergogna!

In molti marciapiedi la salita per le carrozzine degli handicappati è spesso troppo stretta e una volta superata, con varie acrobazie, sono ad attenderli alberi o pali dell'illuminazione che impediscono il passaggio. Vedi Via di Piano Scarano vicino alla scuola, Via Gorizia all'Ellera... "In 5 anni abbiamo fatto bene"

La Chiesa di santa Maria delle Fortezze, che secondo Gabbianelli è restaurata, ha ancora le gabbie protettive del cantiere in atto, gli affreschi cinquecenteschi sono da restaurare e sono in balia di balordi che li distaccano. Il pavimento della chiesa è pieno d'erbaccia, sembra un campo di calcio.

Il Parco Robinson al Pilastro è abbandonato, l'erba la fa da padrona, le panchine sono rotte, i giochi tra gli sterpi.

In Via Capocci, vicino ai resti del Palazzo di Federico II, il marciapiede e sterrato, e all'altezza della strada, grave pericolo per i passanti.

In Via Menni la rete che dovrebbe proteggere i passanti dal cadere sulla vicina ferrovia della Roma nord è in più punti rotta e pericolosa.

Via Baracca a destra ha il marciapiede all'altezza della strada e a sinistra, verso la Stazione di P.F. sterrato e con l'erbaccia.

Nel giardino a Santa Lucia il terreno adibito ad area per i giochi dei ragazzi in prossimità del semianello è impraticabile per l'erba alta, pronta per il fieno.

Via Cavour ha i marciapiedi troppo bassi, pericolo per i pedoni, e in più punti ad altezza della carreggiata. "Viterbo 1999+2004, 5 anni speso bene!"

I cassonetti in Piazza Dante Alighieri coprono la visuale della fontana ducentesca a fuso.

Al Poggino mancano i marciapiedi, i cartelli indicatori delle ditte sono una giungla e quando piove le strade diventano fiumi.

I portafiori in città, quelli attaccati ai palazzi lungo le vie sono ricettacolo di immondizia perché privi di fiori. Vedi Via Cairoli, Via Niccolò della Tuccia.

In varie vie dell'Ellera mancano i marciapiedi ed i pedoni sono costretti a passare ove transitano le auto. Vedi, ad esempio, Via Istria e Via Postumia.

Di fronte al Pulpito di san Tommaso è un groviglio di tubi del metano che sono un orrido esempio di menefreghismo in merito al rispetto del Centro storico. "Viterbesi Vi amo!"

Le mura civiche più antiche della nostra città sono nel parcheggio a monte della Valle di Faul, sotto Via sant'Antonio. Si stanno sgretolando giorno dopo giorno sotto l'indifferenza del sindaco Gabbianelli.

In Via I Maggio, presso la Strada Cuculo, il marciapiede è invaso dai rovi e dall'erbaccia che impedisce ai passanti di transitare sul marciapiede stesso.

La staccionata nel Giardino del Palazzo dei Priori, a due passi dall'ufficio del sindaco Gabbianelli, è in più punti divelta e sfasciata.

Chi si affaccia dalla balaustra del Giardino dei Priori, a fianco della fontana, potrà ammirare giù in basso sterro, residui vari e immondizie. A pochi metri è l'ufficio del sindaco Gabbianelli.

In Via sant'Antonio la strada è piena di buche. "Ancora con Gabbianelli, ancora meglio!"

Una canna fumaria in acciaio, in Via sant'Antonio, caratterizza il vicino Palazzo del Drago, nel quale è l'ufficio dell'ex assessore Mauro Rotelli, l'essere più votato dai Viterbesi, ben 966 voti, complimenti ai 966...

I drappi esposti sulle finestre e sul balcone dei palazzi comunali sono fatiscenti, scoloriti, una vergogna... non possono rappresentare la nostra città.

Altre foto seguiranno pubblicate su La Città il quindicinale che sta sulle balle a Gabbianelli & Co.

Mauro Galeotti

postato da: Spvit | 20:04 |