*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

mercoledì, giugno 09, 2004

Per smuovere il torpore di Gabbianelli ci dovrebbero essere le elezioni ogni due mesi!!

Il sindaco di Viterbo Giancarlo GABBIANELLI SI E' ACCORTO DEI PROBLEMI DELLA CITTA' SOLO A DUE MESI DALLE ELEZIONI! ... E...addirittura strafà... quanto è INDAFFARATO: TAGLI DI NASTRI DI OPERE INCOMPIUTE (AEROPORTO-TRIBUNALE); ASFALTATURA DI STRADE A MACCHIA DI LEOPARDO; ILLUMINAZIONE di un tratto di MURA (e quelle CROLLATE? e quelle che crollano?); spartitraffico e strisce per terra nati come funghi; cambio dei pali della luce in viale Capocci (ignorato, nel lato delle mura, il marciapiede inesistente). questi due mesi sono stati l'ossessione per i cittadini a causa dei numerosi inopportuni ''cantieri aperti''

a Gianca'... ma va a casa!


La Città
9 Giugno 2004
Anno XIV n° 11


NON TUTTI SANNO CHE...
Se non gradisci il sindaco Giancarlo Gabbianelli, e Se non puoi fare a meno
di votare un candidato del partito che lo sostiene (A.N.-UDC-Forza Italia-Partito
socialista nuovo psi), puoi esprimere il tuo voto così: fai una croce sul
simbolo di uno dei quattro partiti che sostengono Gabbianelli, scrivi a fianco il nome del candidato a cui tieni, poi, scegli un altro candidato a sindaco, facendo una croce "solo" sul rettangolo dov'è scritto il nome, ad esempio ''SEVERO BRUNO''.

Se non farai così il voto andrà automaticamente a Gabbianelli, anche senza
fare la croce sul rettangolo che contiene il nome ''Giancarlo Gabbianelli''


La città va restituita ai cittadini
Votiamo Severo Bruno per riprendere Viterbo
di Mauro Galeotti

Il candidato a sindaco di Viterbo per il Centrosinistra e non solo, infatti tra i partiti della coalizione (Democratici di Sinistra - Margherita - Verdi sole che ride - Rifondazione comunista - Comunisti italiani - Lista Di Pietro Occhetto) è anche la lista civica ''Bruno per Viterbo'', è stato indicato a gran voce l'avvocato Severo Bruno, un cattolico di 54 anni, vedovo e padre di tre deliziosi figli. Un personaggio dal volto rilassante, buono, disponibile, gradevole, determinato.
Ma sentiamo cosa ha da dirci.

''Per me candidarmi a sindaco della Città di Viterbo, ha il significato di adempiere ad un dovere civico che ogni cittadino, nell'arco della sua vita, dovrebbe dedicare per il miglioramento dell'amministrazione pubblica.
E' chiaro che se mi sono candidato l'ho fatto perché non condivido l'attività svolta dall'attuale amministrazione di Centrodestra, la quale ha dedicato più attenzione alle cose, alla facciata, che ai cittadini. Come si può tollerare la costruzione di un'autostrada con guard rail sulla Tuscanese, piazzare un viadotto sopra il cimitero, programmare cemento armato nei giardini dei privati o nelle verdi valli, unici polmoni della città?
E' nostro dovere conservare l'ambiente, diventato ormai, un bene prezioso!
Per ogni costruzione che si fa, si dovrà programmare più verde. L'Arcionello dovrà essere un parco sul serio e non contornato o distrutto delle palazzine.
La Valle di Paradosso dovrà mantenere le sue caratteristiche e gli interventi su di essa dovranno essere fatti nel rispetto del verde già esistente, magari migliorato con intelligenza.
Non si può costruire con semplicità, a caso, o dove fa comodo a qualcuno, abbiamo visto tutti quali sono le difficoltà per chi abita quartieri come quello di Santa Barbara. Non è possibile limitare il tutto alla scelta del lotto successivo. All'ultima casa ne seguirà una ancora ''più ultima'' e così via come gli anelli di una catena. E' questo un meccanismo di proliferazione, non di crescita. Intendo perciò rivolgermi agli specialisti del settore, urbanisti, architetti, ad esperti del mondo del lavoro, per cercare nuove opportunità per i nostri giovani, per i laureati dell'Università della Tuscia.
D'altronde una amministrazione che dimentica le esigenze ed ostacola il vivere quotidiano degli abitanti del centro storico con antiestetici, pericolosi ed inopportuni dissuasori, come può essere in linea coi tempi? Non ci possono essere barriere per entrare ed uscire dal luogo in cui si vive!
Viterbo è ricca nella storia, nei monumenti, nella cultura, non a caso i papi la scelsero per i loro conclavi e per la loro sede. A tal proposito ho avviato lo studio per la presentazione all'Unesco del riconoscimento di Viterbo ''patrimonio dell'umanità''. Con questo potrebbe attivarsi un circolo virtuoso di finanziamenti europei, lavori per le nostre ditte e la riscoperta dei vecchi mestieri come gli scalpellini, i funari, i facocchi, gli scotolatori.
Tutto questo animerebbe la vita cittadina dentro le mura, specialmente se il centro degli affari, della finanza e dell'amministrazione pubblica tornasse a vivere dove si trovava da secoli.
Il Comune, in Via Garbini, è una deriva senza criterio, guidata solo dai costruttori e dai proprietari dei lotti.
Solo l'Università è stata in grado di rivitalizzare luoghi, monumenti e
palazzi prima abbandonati. L'Università è una grande occasione per un arricchimento culturale della città e non solo, perché può essere momento di crescita complessiva del territorio.
Io ho intenzione di essere il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi voteranno, poiché condizione primaria della democrazia che conosco è il rispetto di chi non la pensa come me.
Il sindaco deve avere la capacità di ascoltare, di consigliare, di aiutare e tutto ciò lo deve fare con umiltà e in silenzio. Deve dedicare il proprio tempo alle persone deboli, agli anziani, ai non abili, ai giovani, alle coppie, insomma a tutti coloro che hanno bisogno di sapere che non sono soli. A tutti coloro che chiedono aiuto, sostegno, umanità.
Per questo è incredibile come l'amministrazione di Centrodestra sia riuscita ad allontanare i cittadini dalla casa di tutti, appunto il Comune in via Ascenzi, con barriere e guardiani ai portoni.
La città va restituita ai suoi cittadini e a quelli che l'amano come l'amo io!''.


Gabbianelli non ha mantenuto le promesse fatte nel 1999
di Agnese Galeotti

Mancano pochi giorni alle elezioni e finalmente la città scrollerà di dosso manifesti e slogan elettorali.
Tutti cercano battute e battutine, per convincere il cittadino di ciò che è meglio per lui. Bei sorrisi, sguardi rassicuranti e promesse... tante promesse! Ma il vero nocciolo della questione è che tutto questo buonismo non serve a niente. Quello che conta si basa sul passato e non sul presente o futuro.
Mi spiego meglio.
Non a caso mi è capitato tra le mani il pieghevole elettorale del 1999 di Giancarlo Gabbianelli che si promuoveva a sindaco di Viterbo. Ho dato un'occhiata al programma che avrebbe adottato nel caso in cui fosse stato eletto.
Promesse, promesse, solo promesse... e i fatti dove sono? Gianca', lo sanno tutti che le promesse sono facili da fare e non costano niente, ma... solo se passa inosservato il fatto che rimangano come tali! Beh... peccato... peccato per te!
Infatti, io e tanti altri cittadini, non intendiamo proprio far passare inosservata la tua cattiva gestione della cosa pubblica! Né tanto meno il tuo operato, il più delle volte, discutibile ed inopportuno. Guarda quanti tagli di nastri stai facendo in questi ultimi due mesi del tuo mandato!
Hai consumato le forbici! Comodo non esistere per anni, poi, a poche settimane dalle elezioni, sfoderare un sorriso tanto così, stringere mani più a destra che a sinistra, scendere per le vie sbracciandoti, manco fossi la Madonna.
Eh no! caro Gabbianelli! Tu promettesti già a suo tempo e noi pretendiamo!
E poiché non sei stato in grado di portare avanti il tuo programma, allora è giusto che te ne torni a casa!
Ecco di seguito, le promesse non mantenute che hanno fatto di Gabbianelli, ''il peggior sindaco dal dopoguerra ad oggi!''.

- Sviluppo e miglioramento dei collegamenti stradali e ferroviari da e per Roma collegamento con la direttissima Roma/Firenze;
- completamento della trasversale Orte-Viterbo-Civitavecchia;
- parziale utilizzo dell?aeroporto militare del Cae a fini turistici con creazione di spazi per gli appassionati di sport aeronautici;
- riqualificazione dell'asse ferroviario Viterbo-Attigliano-Orte, per promuovere lo sviluppo socio-economico della città di Viterbo e per il suo hinterland e per diminuire il traffico veicolare giornaliero di lavoratori pendolari;
- recuperare e valorizzare le tradizioni viterbesi più peculiari; (sì come no! Poi nel 2003 ha fatto slittare di alcuni giorni la Fiera di Santa Rosa che, come da tradizione, avviene il 4 Settembre! ndr)
- creazione di infrastrutture urbane polivalenti a ridosso delle aree ferroviarie di Porta Romana e Porta Fiorentina per favorire lo sviluppo socio-economico della città di Viterbo, riqualificando ambienti urbani degradati;
- realizzazione del nuovo stadio comunale;
- creazione di un centro sportivo polivalente nell'immediata periferia della città, per le formazioni calcistiche minori e per le altre discipline sportive;
- realizzazione del completamento dell'Ospedale di Belcolle; (beh, questo completamento non si è ancora visto, l'unica cosa che veramente si è fatta notare è la presenza di numerosi letti nei corridoi dell'Ospedale di Belcolle, specialmente in ortopedia, a causa della mancanza di posti, che privano il malato sia della privacy che di un minimo di rispetto! ndr)
- completare la sistemazione della Valle di Faul; (ma se è un degrado rattristante di terra e buche! ndr)
- monitoraggio dello stato di conservazione delle Mura Urbane: ricerca finanziamenti per il loro integrale restauro, recuperando anche alcuni progetti che prevedevano una loro fruibilità attraverso camminamenti aerei, forte veicolo turistico.
- ulteriore potenziamento del verde cittadino, attrezzato e non, sia al centro che in periferia, anche per creare luoghi di aggregazione alternativi al vuoto giovanile del ''bar o muretto''; (a Gianca' proprio tu parli di verde? tu? il re del cemento! Ma va a casa ... a bbelloo! ndr)
- recupero totale del parco comunale di Prato Giardino, storico polmone verde della città; (''storico polmone verde della città...'', ma fammi il favore! è tutto un abbandono! Te ne sei infischiato per anni, l'unico tuo interesse verso il parco c'è stato per la manifestazione ''Summer Village'', che ha fatto calare paurosamente il lavoro dei locali notturni della città, per il vantaggio di pochi. Per salvare l'apparenza ti sei pure messo a dipingere di verde gli alberi secchi fuori l'ingresso! Poi con la realizzazione della cancellata, al posto del muro di cinta, hai tolto la quiete e la riservatezza di chi frequenta Prato Giardino! Hai rifatto la ''facciata'' di Prato Giardino, perché era l'unica cosa che saltava all'occhio immediatamente, poi, se all'interno il parco è un degrado totale, chi se ne frega! Non ci sottovalutare Gianca', i Viterbesi non sono stupidi! ndr)
- maggiore controllo sui comportamenti di tutti gli utenti della strada: soprattutto lungo la Via Cassia, principale arteria di scorrimento del traffico extraurbano, predisponendo, al fine di agevolare l'attraversamento pedonale, una serie di impianti luminosi per la salvaguardia del pedone e per la sicurezza stradale;
- nuova regolamentazione degli accessi degli autoveicoli nel centro storico:
(hai creato un disordine incredibile con dissuasori e semaforini, più di una volta i primi hanno ostacolato l'intervento di autoambulanze e pompieri che dovevano passare lungo il Corso Italia, ndr) più parcheggi per i residenti, (ma dove sono? Il parcheggio che mi salta all'occhio è quello che ti sei fatto davanti all'ingresso del Comune, in Via Ascenzi, e in curva pericolosa, per unico tuo comodo! anzi, addirittura te ne sei fatti due di posti. ndr);
- realizzazione di un passante viario, un percorso alternativo all'interno del perimetro urbano e/o immediatamente a ridosso della città per la razionalizzazione della mobilità urbana basata su diversi tipi di organizzazione: pubblica su gomma, pubblica su ferro, pedonale e pedonale meccanizzata;
- realizzazione di un parcheggio sotterraneo in piazza della Rocca della superficie complessiva di 8000 mq per risolvere il problema del parcheggio per i residenti e per l'intenso traffico veicolare che grava sulla zona (quel parcheggio sotterraneo è talmente in profondità che per cercarlo dovrai far installare degli ascensori! ndr)

E dopo tutto questo, Giancarlo Gabbianelli ha la faccia di scrivere sui nuovi volantini elettorali ''Viterbo 1999-2004: 5 anni spesi bene'', ma ti sei guardato intorno?
Giancarlo sei un pessimo sindaco! I cittadini sono scontenti di te! Scontenti di quello che non hai fatto per questa città e insoddisfatti per quello in cui, purtroppo, hai messo le mani!
Gianca' hai sbagliato lavoro, dovevi fare il venditore di fumo. Basta leggere i tuoi slogan elettorali e i manifesti per farsi due risate:
''2004: ancora con Gabbianelli, ancora meglio!'', mi spiace deluderti, ma non ci vuole poi molto a fare meglio di quel che hai fatto! ''I giovani viterbesi hanno già scelto 100% Gabbianelli'', nel gergo giovanile si direbbe ''a Gianca' ma che film hai visto?!'' ...guarda che non basta scriverle le cose perché si avverino... e stai tranquillo che i giovani viterbesi che ti voteranno si conteranno sulle dita di una mano!
A Gabbiane' raccatta tutte le tue cose e prepara la valigia che Severo Bruno bussa alla porta.
Fai spazio a chi la città l'ama davvero!!
Agnese Galeotti


In Consiglio comunale ci vuole un uomo coraggioso come Carlo Galeotti
di Osvaldo Ercoli

Il cittadino non troppo distratto e sensibile ai problemi seri dell'ambiente e della società in cui è immerso e vive, rimane perplesso, incredulo e preoccupato davanti a tanti spot dell'amministrazione uscente del tipo: ''In cinque anni abbiamo fatto bene e ci proponiamo di fare ancora meglio''.
Sembra sentire il nostro capo del governo Silvio Berlusconi, (l'accostamento non dovrebbe inorgoglire).
Al di là di paludate e risonanti manifestazioni, di sventolio incessante di popolari promesse, di accattivante presenzialismo, di opere di esteriorità che saltano all'occhio rimane chiaro, concreto e visibile solo quanto segue:

1. Un consiglio comunale quasi sempre sciatto, assente, distratto e ''già discusso'', con la scontata consequenziale operatività decisionale.
2. Rimane ancora più visibile, come opera significativa e qualificante dell'amministrazione uscente, la cattedrale del cemento eretta in onore del dio mattone, sulla quale troneggia una croce simbolizzata con ''palestra degli amici'' (operazione di solo un miliardo e mezzo di lire di danaro pubblico ma pregna di significati e risvolti) e sorretta dalla ''lottizzazione di via Tedeschi'' (altro gioiello di rilievo).
3. Rimangono anche tristemente visibili le devastanti conseguenze immediate e future che questo modo di amministrare imperniato sul profitto di pochi, produce e produrrà a danno di tutti.
I cittadini che hanno avuto sentore in cosa consiste il suo ''operare bene'' lo supplicano di esserne esonerati; e qualora abbia qualche minuto libero le consigliano a riflettere, e quindi confrontare quanto diceva una volta dai banchi dell'opposizione amministrativa e dell'opposizione politica, con quanto ha realizzato e concretizzato da quando ha avuto il potere fra le mani.
La meraviglia, la vergogna e lo sconcerto dovrebbe essere tanto, in caso contrario si dovrebbe pensare ad un profondo mutamento genetico.
Per cambiare modo di amministrare dobbiamo sperare in un risveglio dei cittadini, in una loro presa di coscienza, in un loro coraggioso superamento di egoismi e personalismi.
La candidatura di Severo Bruno è un punto di riferimento solido che merita fiducia e sostegno, fiducia e sostegno che mi auguro sia condiviso anche da quella folta schiera di astenuti e delusi della politica che sino ad ora hanno pericolosamente lasciato ad altri le proprie decisioni.
Formulo un sincero augurio ed un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono esposti in prima persona nell?agone elettorale, sacrificando tempo e denaro. Penso che un ringraziamento particolare lo meriti Carlo Galeotti, sia per la meritevole disponibilità del suo sito www.tusciaweb.it a sostegno di Severo Bruno, sia per le sue preziose doti di combattente coraggioso necessarie ad ogni consigliere sia che sieda sui banchi della maggioranza e maggiormente quando siede sui banchi della minoranza.
Osvaldo Ercoli


Nel segreto dell'urna Dio ti vede, Gabbianelli no!

Intervista a Carlo Galeotti candidato nella lista civica "Bruno per Viterbo"

Trafelato. Con la borsa arancione a tracolla. Carlo Galeotti arriva in redazione quasi di corsa. Come chi, appena uscito da uno scontro con l'avversario, ha fretta di riprendere la battaglia... elettorale. Candidato nella lista ''Bruno per Viterbo'', gli arancioni, il direttore di Tusciaweb è senza dubbio uno dei protagonisti di questa campagna elettorale.

Come sta andando la campagna elettorale?


''Bene. Il Centrodestra è in caduta libera. Forza Italia sta letteralmente crollando. An va male. Grazie anche all'opera di Gabbianelli, la Casa delle libertà ha perso il vantaggio che aveva e ha enormi problemi. Ogni giorno che passa il vasto schieramento che sostiene Severo Bruno acquista consensi.
Insomma, vinceremo questa tornata elettorale. Ormai appare chiaro che la città ha individuato in Severo Bruno il nuovo sindaco''.

Lei si occupa di comunicazione politica anche a livello professionale.
Come giudica, da questo punto di vista, questa campagna elettorale?


''Tutto il materiale creato dagli uomini della comunicazione di Gabbianelli mi sembra avere un effetto negativo per la Casa della libertà. Il caso più eclatante è quell'opuscolo che è stato fatto arrivare nelle case dei Viterbesi.
Ne esce fuori l'immagine di un Gabbianelli assediato dalla sua stessa città.
Un Gabbianelli che deve spiegare che non ha sete di potere, che non vuole prevalere. Un Gabbianelli che deve giustificare il suo caratteraccio. Insomma chiaramente ci troviamo di fronte a un uomo in difesa. Che deve farsi perdonare cinque anni di cattivo governo della città. Che tenta di recuperare un dialogo con i Viterbesi che per cinque anni sono stati ignorati e inascoltati. E poi se uno non ha la coda di paglia, non si vede perché si debba giustificare.
Quell'opuscolo rende anche chiara quale sia l'idea di città che ha Gabbianelli.
Nelle foto non compaiono mai persone, ma solo cose. Una città desertificata che non tiene conto delle esigenze dei cittadini. Credo che quell'opuscolo abbia fatto un danno enorme all'immagine di Gabbianelli''.

E la comunicazione del Centrosinistra...

''Non vorrei proprio io darne un giudizio. Ma posso spiegare che va nel senso di mettere in luce le caratteristiche del futuro sindaco: Severo Bruno.
Certo noi abbiamo il compito facilitato, non dobbiamo nascondere le caratteristiche del nostro candidato, come fa la destra. Dobbiamo solo illustrarle. E poi abbiamo innovato i canoni stessi della comunicazione. Non si tratta di puntare sulla quantità ma sulla qualità. Si tratta di dare segnali positivi alla città. Le faccio un esempio per capire. Dopo mesi gli uomini della comunicazione di Gabbianelli sono riusciti a realizzare una foto del candidato appena appena sufficiente. Ma quello che ne viene fuori non è un uomo che sorride ma che finge di sorridere. Gli occhi lo tradiscono. L'espressione ne tradisce i sentimenti. E' un sorriso tirato, di plastica quello di Gabbianelli. Ecco, nelle foto di Severo Bruno si vede che tutto è vero. Non c'è nessuna finzione.
Sia nelle foto del sito e dei volantini, realizzate da Tiziana Pagnanelli, che in quella del manifesto, eseguita da Sandro Vannini, emerge la straripante umanità di Severo. Insomma noi partiamo avvantaggiati perché partiamo da una persona vera, vincente, capace, cordiale. In grado di comunicare naturalmente, senza forzature. Abbiamo puntato poi su elementi identificativi forti come il colore arancione, che mi sembra abbiano funzionato alla perfezione. L'altro giorno allo stadio c'è stata una esplosione di arancione. Al corso e nelle strade del centro l'arancione la fa da padrone. E' un segno forte di egemonia''.

Ma la campagna elettorale non è solo comunicazione.

''Certo, i nostri avversari hanno tirato fuori tutti i vecchi armamentari.
Basti pensare alle promesse di posti di lavoro, alle pressioni che vengono fatte su ogni singolo cittadino. E' stata creata una atmosfera sgradevole.
Ma io credo che i Viterbesi comprendano che c'è un modo corretto di chiedere il consenso e un modo moralmente riprovevole. Quando qualcuno mi fa capire che teme possibili risvolti personali negativi, se non voterà per i nostri avversari, di solito mi piace rispondere rielaborando un vecchio slogan del '48: ''Nel segreto dell'urna Dio ti vede Gabbianelli no''. Come dire che il voto, per ora in Italia, è segreto e non controllabile, e quindi ognuno può esprimersi liberamente. Ecco la differenza tra noi e loro è proprio questa: con noi nessuno deve temere di essere discriminato per le sue scelte.
Per noi ogni cittadino ha gli stessi identici diritti, comunque intenda votare''.

Lei collabora strettamente non solo con Severo Bruno ma anche con i partiti della sua coalizione. Un lavoro complesso soprattutto per una persona che fino a ieri si occupava di scrivere libri e articoli. Come giudica questa esperienza?


''Straordinaria. Severo Bruno si sta rivelando un leader naturale. Una vera e propria forza tranquilla che è il motore di tutta la campagna elettorale.
Pensavamo di aver individuato un buon candidato a sindaco, ma Severo ha superato ogni più rosea aspettativa. Mi verrebbe da dire che abbiamo alla guida della coalizione un vero e proprio 'cavallo di razza' della politica, con capacità di leadership non immaginabili all?inizio della campagna elettorale.
E poi il futuro sindaco ha un rapporto travolgente con chiunque incontri.
Ha acceso l'entusiasmo in molti cittadini che da anni si erano allontanati dalla politica. Qui non si tratta solo di essere bravi, onesti, intelligenti, come è Severo, ma di avere stoffa da politico raffinato. Le ripeto un leader emergente. Insomma, il ragazzo farà strada, vedrete come trasformerà la città nella prossima sindacatura''.

E i rapporti con i partiti sono stati difficili?


''La politica è una cosa più complessa di quanto si possa immaginare. Ma il Centrosinistra, in questo momento, può far conto su leader politici dei diversi partiti di grande qualità. Non avevo visto mai gruppi dirigenti di diversi partiti collaborare strettamente e ragionare in termini di coalizione, come hanno fatto in questi mesi. Penso che persone come Angelo Allegrini, Giancarlo Marino, Walter Mancini, per citare i responsabili dei partiti maggiori, abbiano dato il meglio di sé in questa vicenda politica. Ed hanno rivelato doti di leadership politica, di autonomia di giudizio notevoli.
Queste persone sono una vera e propria risorsa della politica viterbese.
Sono stati loro i veri protagonisti di questa battaglia. La stessa cosa va detta per Verdi, Italia dei valori, Comunisti Italiani. Insomma la qualità umana mi sembra elevata. E si badi bene che appena un anno fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo che questa battaglia ci sarebbe stata. La battaglia ora è in atto e tutti sono intenzionati a vincere''.

Ma lei ce l'ha proprio con Gabbianelli?


''No, guardi. Non si tratta di un fatto personale. Anzi debbo ringraziare il sindaco uscente. Dopo anni in cui non mi sono occupato più di politica locale, mi ha dato la spinta per riprendere le fila di un discorso. E' stata proprio l'incapacità amministrativa di Gabbianelli, i suoi limiti culturali che lo portano a danneggiare la città e i cittadini, che mi hanno spinto a occuparmi di nuovo di politica locale. Gabbianelli è una risorsa, nel senso che ha fatto capire a molti, che come me stavano alla finestra, che lo stato di diritto, la democrazia può essere intaccata anche da un miracolato dalla politica che si trova a fare il sindaco, senza averne le capacità umane e amministrative''.

Ma la sua è una sfida diretta?


''La vera sfida l'ho lanciata un anno fa circa, parlando con alcuni amici del Centrodestra, avevo detto, non senza un pizzico di spavalderia di troppo, che questa tornata elettorale per loro non sarebbe stata una passeggiata perché avrei lavorato per rendere loro la vita difficile. Debbo dire che grazie a Severo Bruno e a tutti i partiti del Centrosinistra, quella battuta si sta trasformando in realtà. Stiamo veramente per mandarli a casa, basterà un ultimo sforzo dei Viterbesi e il sogno diventerà realtà. D'altra parte la città, l'economia viterbese non potrebbero sopportare altri cinque anni di Gabbianelli''.

Un'ultima questione. Lei si è candidato come consigliere comunale. Si è messo in gioco totalmente. Non teme di aver azzardato troppo?


''Mah, la vita va vissuta senza rete. Senza timore di un possibile insuccesso.
E anche questa scelta di essere in prima linea è una conseguenza di un modo
autentico di vivere la vita''.

Ma perché i Viterbesi dovrebbero scegliere lei come consigliere?

''Perché, al di là di ogni ipocrita modestia, credo di poter fare la differenza. E poi, è così triste sentire persone che voteranno questo o quel candidato solo perché è un parente, perché è il proprio medico di famiglia, perché è della stessa corrente politica, perché ci si aspetta un favore un domani, perché Grotte o Bagnaia debbono avere un loro rappresentante.
Io credo che si debba votare chi ha capacità da mettere a disposizione della città. Ripeto senza falsa modestia: credo di poter fare un buon lavoro per la città''.


























































































































































postato da: Spvit | 23:59 |