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il portale delle vecchie foto di Viterbo e provincia (oltre 2000 immagini) delle news quotidiane e dei video d'attualità e non solo (oltre 250 video) Domenica 4 Maggio 2008 ED OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE MERCATINO DELLE CURIOSITA’ SUL PARCHEGGIO ESTERNO DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA per prenotazioni telefonare al 3393337869 ===================== 23 Aprile 2008
Anno XVIII n° 8 Il sindaco della gente: Marini Il mio amico Giulio Mauro Galeotti Una vittoria così importante per la lista Viterbo Vola, collegata con il candidato sindaco Giulio Marini, non se l'aspettava proprio nessuno, ben 2341 voti, pari ad una percentuale del 5,70. Questa percentuale sta a significare che il programma della lista stessa è stato ben accetto sia dai Viterbesi che dai sostenitori. La situazione che potrebbe venirsi a creare in Consiglio comunale è tale che alla lista Viterbo Vola dovrebbero andare tre seggi, e precisamente a Giovanni Bartoletti, Alfiero Spadoni e Umberto Fusco. Se Bartoletti andrà ad occupare un assessorato, e pare di sì, il quarto della lista entrerebbe tra i consiglieri comunali, il quarto è Maria Antonietta Russo. Una vera soddisfazione per chi ci ha creduto! Tutto dipende se Giulio Marini, al ballottaggio, vince, anche se le premesse ci sono. E’ stata, comunque, una campagna elettorale senza esclusione di colpi da parte di tutti verso tutti, d'altronde era prevedibile, ma la cosa più importante, che poi alla fine vale più di tutto, è il rispetto della volontà degli cittadini. Cittadini che promettono il voto, troppo spesso, a più candidati, poiché non hanno il coraggio di negare la preferenza richiesta. E vale, a questo punto, quella simpatica, ironica, battuta: “Mi dai il tuo voto?”, risposta: “E perché no, lo do a tutti ti pare che non lo do a te!”. Ora attendiamo il ballottaggio e se pure faccio parte della cordata di Giulio Marini, ho comunque stima per Ugo Sposetti, quello che importa è che colui che vincerà rispetti il programma che ha presentato agli elettori. Io e la lista in cui ho partecipato auspichiamo un avvenire importante per Viterbo. Un avvenire che possa far salire la nostra città a “città europea”, proprio grazie al nuovo aeroporto che la vedrà centro di attrazione turistica, polo commeciale, punto di incontro per fiere e mercati internazionali e nazionali, espressione, finalmente, di quella viterbesità tanto sbandierata e poco attecchita nei vari rapporti sociali. Dopo il ballottaggio, ossia dopo il 28 Aprile, chi vincerà dovrà essere il perno inamovibile perché si metta immediatamente mano alla costruzione dell’aeroporto. E Bartoletti sarà la nostra garanzia, il nostro punto di riferimento. Un riferimento che avrà al suo fianco un supporto stabile, efficiente ed efficace da individuare in tutti coloro che hanno formato la lista Viterbo Vola, uniti ancora più che mai, ognuno pronto a contribuire offrendo le singole capacità nel proprio specifico settore. Tutto ciò perché non sia l'ennesimo sogno che andrà ad affievolire o smorsare le speranze di tanti giovani, che nell'aeroporto vedono un futuro economico importante. Viterbo Vola, con i suoi rappresentanti in Consiglio comunale e con la coalizione che ha sostenuto Marini, è chiaro che non starà lì a guardare, a scaldare lo scranno occupato, ma lotterà o collaborerà con tutti e verso tutti per mantenere fede all’impegno preso coi Viterbesi, che molto chiaramente hanno espresso il loro desiderio per una Viterbo che assurga al ruolo, insperato fino a qualche tempo fa, di area aeroportuale di Roma. Di città pronta ad affrontare un palcoscenico internazionale che plauderà le sue caratteristiche monumentali, storiche, flolcloristiche, produttive, all’insegna della forza di volontà che ha sempre caratterizzato la nostra terra dagli Etruschi fino a noi. Mauro Galeotti Mi sorge un dubbio Claudio Santella Benedetto XVI è appena tornato dal suo viaggio in America. Viaggio durante il quale non si è limitato a far visita agli Stati Uniti, ma ha anche allargato i suoi orizzonti pastorali attraverso una breve quanto significativa “scappatella” alle Nazioni Unite, meglio conosciute come ONU.A riceverlo le più alte autorità americane ed internazionali: il presidente degli Stati Uniti è andato personalmente a riceverlo all’aeroporto. Il fatto è stato notato e messo nella giusta rilevanza, perché Busch, ormai alla fine del suo secondo mandato e quindi senza più interessi e fini politici, ha voluto dare rilievo alla figura carismatica del Papa, figura che istituzionalmente si pone al di sopra delle parti e che predica continuamente pace, amore, fratellanza richiamando, in maniera affabile quanto ferma e decisa, tutti noi al rispetto di noi stessi e degli altri. Accolto ovunque da applausi e da manifestazioni di giubilo Benedetto XVI non ha mancato di rispondere alle aspettative di quanti erano accorsi per sentire la sua parola, parola che ha potuto, ovunque, pronunciare senza costrizioni o limitazioni di sorta. Mi sorge un dubbio: fra le varie autorità presenti in rappresentanza dei vari Paesi, sia negli Stati Uniti sia all’ONU, sarà stato presente anche l’ambasciatore dell’Italia. La domanda è legittima, tenuto conto dell’atteggiamento assunto dalle nostre autorità istituzionali nell’episodio del “rifiuto della Sapienza”. Certamente vestire io panni dell’ambasciatore italiano non sarà stata cosa facile: da un parte l’Italia, di cui era il rappresentante, che davanti alla richiesta di visitare “La Sapienza” si era comportata come si era comportata; dall’altra parte il resto del mondo che accoglieva a braccia aperte quello stesso Papa che le autorità istituzionali italiane avevano rifiutato. E l’ambasciatore italiano era, di fatto, in quel momento, insieme al resto del mondo, non in Italia. Che fare? Ratificare la posizione ufficiale delle autorità istituzionali italiane, allontanandosi, magari alla chetichella, dalle varie manifestazioni ufficiali, oppure presenziare alle stesse? Nel primo caso avrebbe sottolineato e reiterato la pessima figura dell’Italia davanti a tutti, nel secondo caso si sarebbe dimostrato dissenziente con il suo governo: un bell’impiccio, non c’è che dire. Ma l’ambasciatore dell’Italia, da buon politico italiano, avrà trovato senz’altro il modo di cavarsela. Peccato che la stampa nostrana non ci abbia infornati al riguardo, quella internazionale, giustamente, non ci ha nemmeno presi in considerazione. Dei docenti ribelli de “La Sapienza” non mi sembra vi sia stata, né in America né all’ONU, alcuna voce. Di quei giovani contestatori, dodici su milioni e milioni che hanno accolto ovunque il Papa nelle varie “Giornate della gioventù” nemmeno un esponente. Eppure scommetterei che quei giovani studenti universitari hanno superato i loro esami brillantemente, in Italia, naturalmente. Claudio Santella Intervista a Bruno Mencarelli Francesca Bruti Dopo la felice manifestazione della Festa Regionale del Teatro, svoltasi a Capodimonte all’inizio del mese di aprile, è stato pubblicato il libretto “Compagnie in Vetrina”, dove troviamo descritte tutte le Compagnie teatrali della provincia di Viterbo, aderenti alla Federazione Italiana Teatro Amatoriale (FITA). Ecco di seguito la chiacchierata avuta con il presidente provinciale Bruno Mencarelli: - Ci parli della pubblicazione “Compagnie in vetrina”… - Si tratta di uno strumento con il quale i gruppi teatrali si presentano... possono trasmettere le doti che distinguono le associazioni che, con orgoglio, rappresentano il vessillo della FITA, ossia qualità, serietà e professionalità. - Professionalità che deriva da un’attività amatoriale, fatta solo per passione, giusto? - Il nostro è un amore per il teatro che va al di là delle logiche di mercato. Però, ultimamente, come Federazione FITA siamo stati chiamati a far parte della Consulta Provinciale, insieme ad altre realtà del territorio; si tratta di un segnale importante, in quanto all’unisono con le istituzioni si è iniziato a parlare di qualità e collaborazione, argomenti fondamentali per l’attività teatrale. - Anche quest’anno vi state preparando ad organizzare il Festival Nazionale di Teatro Amatoriale? - Certo, da anni Viterbo ospita il Festival, punto di riferimento per tutte le compagnie affiliate, nonché fiore all’occhiello della Federazione Nazionale. E’ un grande evento che ha visto negli anni moltiplicare sul territorio il numero dei gruppi teatrali, che sempre rimangono affascinati dalla nostra città; ed oltre ad aver ricominciato ad affollare il Teatro San Leonardo, dove si svolge il Festival, con un elevato pubblico, la manifestazione rappresenta un grande evento per la vita socio-culturale di tutto il viterbese. - Concludendo, è importante far circolare sempre più informazione intorno ad un arte così bella come il teatro… - Abbiamo ritenuto necessario ed importante, con la pubblicazione “Compagnie in Vetrina”, dare un’informazione relativa alle attività di ogni singola compagnia; che si tratti di un evento particolare che l’ha avuta come protagonista, oppure della proposta dei loro spettacoli. Infine, l’intento di questa “vetrina” è di dare informazioni essenziali e chiare, così da farci conoscere e riconoscere sempre più come organizzazione capace di “fare”, di produrre e realizzare progetti, il tutto nel segno della qualità artistica ed organizzativa. Buon teatro a tutti! Francesca Bruti Viterbo Vola festeggia la vittoria Mauro Galeotti I candidati della lista civica Viterbo Vola si sono incontrati mercoledì sera, 16 Aprile alle ore 19,30, al Caffè Grandori di Piazza della Rocca, a Viterbo, per festeggiare l'eccezionale evento: la lista Viterbo Vola ha riportato 2341 voti. Un evento storico voluto dai Viterbesi che si sentono vicini alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo terzo scalo del Lazio. Grazie al nuovo aeroporto, Viterbo salirà in passerella e si mostrerà in tutte le città europee quale punto di arrivo per sostare e visitare la città. Per questo importante fine dobbiamo prepararci, dobbiamo eleggere sindaco Giulio Marini, aperto e pieno di propositi, di voglia di lavorare, seriamente, perché Viterbo, finalmente, possa mostrare a tutti il valore che ha oggi e che ha avuto nel passato. Una città che batteva moneta, una città che ha cinque chilometri di mura, una città sede dei pontefici, una città, insomma, carica zeppa di storia. Una città con la manifestazione più emozionante ed unica al mondo: la Macchina di santa Rosa. Un evento questo che ancora pochi conoscono, tanto è vero che la "romana" Sabrina Ferilli, alla mia richiesta se conosceva la nostra Macchina, ha risposto che non sapeva della sua esistenza... e dire che Fiano Romano, dove la splendida attrice è nata, è a pochi chilometri da Viterbo. Durante la serata il brindisi è stato il momento più gradevole per i presenti, spronati come sempre dal copolista Giovanni Bartoletti, il quale oltre che complimentarsi per l'impegno di tutti i 40 iscritti nella lista, ha anche sostenuto il gruppo ad essere ancora più unito, perché ora viene il vero lavoro, l'autentico impegno che vedrà coinvolti tutti, e solo se uniti la forza sarà davvero forza!! Mauro Galeotti Via Garbini = caos Agnese Galeotti E’ diventata insopportabile la situazione in Via Garbini.Scrivo riguardo il pezzo di strada che passato il ponte del raccordo raggiunge la rotatoria all’altezza dell’ipermercato E. Leclerc. Chi è costretto a percorrere quella via tutti i giorni converrà con me sul fatto che è diventato stressante. Infatti, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio si creano delle file lunghissime, interminabili per chi dal Poggino cerca di arrivare verso Viterbo. Il problema è che non c’è strada alternativa per raggiungere la città da quella zona. Infatti, è vietato passare dalla via che dal Poggino porta al cimitero. Capisco quali siano le difficoltà nel rendere agibile tale via per gli automobilisti che provengono dal Poggino. Dovrebbero attraversare l’intera strada e di conseguenza l’uscita dalla superstrada. E’ sicuramente pericoloso. Però forse si dovrebbe cercare una soluzione che salvi capra e cavoli. Anche per agevolare i commercianti di quella zona che sicuramente vengono penalizzati da così elevato traffico. Quante volte si sceglie un ipermercato al posto di un altro proprio per non doversi trovare imbottigliati nel traffico!? Speriamo che la cosa in qualche modo venga risolta e che il transito in Via Garbini torni ad essere fruibile. Agnese Galeotti Ferrovie: al via i lavori Patrizia Labellarte È stato approvato dalla Giunta Regionale il programma di interventi su “Infrastrutture ferroviarie e centri merci”, previsto nell’Accordo di programma quadro 2 “Trasporti e centri intermodali”. I lavori riguardano la linea Roma – Civita Castellana – Viterbo e prevedono l’eliminazione di 8 passaggi a livello e nuove opere alternative per migliorare i servizi pubblici extraurbani.Il programma prevede, inoltre, la riattivazione della linea ferroviaria Formia – Gaeta. Piero Marrazzo - Presidente della Regione si ritiene entusiasta dell’iniziativa e commenta: “ Gli interventi per la modernizzazione di queste linee sono il segno di un’amministrazione sensibile alle richieste che vengono dal territorio e che lavora per la sua crescita”. Finalmente, mi permetto di aggiungere io, l’amministrazione si è data una mossa! Era ora di intervenire già da tempo per cambiare e soprattutto migliorare il sistema infrastrutturale rendendo così meno pesanti gli spostamenti dei pendolari. E visto che si è in tema di cambiamenti…io suggerirei anche di “buttare un occhio” sullo stato di abbandono in cui riversano tute le stazioni di Viterbo e provincia. Qualche tempo fa ho scritto proprio un articolo in cui ho più volte evidenziato la mancata manutenzione e sporcizia che regna sovrana in queste. Non voglio essere ripetitiva ma, mi dispiace ammetterlo, il problema continua a sussistere e nessuno se ne preoccupa. Sarà, forse, giunto il momento di farci un pensierino???? Patrizia Labellarte BACCAIONATE BENEDETTO XVI – Ogniqualvolta il Papa ha messo piede, per un motivo o per un altro, sul suolo italiano, non abbiamo mai mancato di far rilevare la laicità dello Stato nei confronti della Chiesa Cattolica. Come se il Papa non lo sapesse. Il Papa non ha mai replicato: una volta che lo ha fatto, però, lo ha fatto in maniera secca, decisa, elegante. E lo ha fatto non in Italia. “Libertà religiosa in piena laicità” ha affermato il Papa durante il suo viaggio in America ed all’ONU. Lorsignori sono serviti. FRANCESCO TOTTI – Francesco Totti si è nuovamente infortunato: auguri a Totti. Ma non è l’infortunio di Totti che la stampa ha evidenziato, bensì il “vaffa…” che il medesimo giocatore ha rivolto all’arbitro che lo aveva visibilmente ostacolato in una azione di gioco. A metterci il carico da undici alcuni allenatori, capeggiati da Mancini dell’Inter. A nostro sommesso avviso i mezzi di comunicazione di massa, con la televisione in testa, meglio avrebbero fatto a non dare eccessivo rilievo all’avvenimento, lasciando il fatto alla competenza dei giudici sportivi, per non dare cattivo esempio ai giovani che sono portati ad imitare, per natura, i campioni dello sport. Del resto così avevano fatto quando un giocatore della Juventus “sgrullò” come un albero di pere l’arbitro che si era “azzardato” a concedere un calcio di rigore alla squadra avversaria per un altrettanto vistoso fallo in area di un altro giocatore juventino. Quella volta tutti zitti; quella volta, Mancini dell’Inter, tacendo, dette un encomiabile esempio di riflessione. CASINI – Pierferdinando Casini, sebbene abbia ripetutamente manifestato che non avrebbe mai appoggiato la sinistra, alla prima occasione si contraddice. Nel voto da attribuire ad Alemanno o a Rutelli, Casini lascia piena libertà ai suoi elettori di esprimersi secondo coscienza, e ciò nonostante l’UDC abbia manifestato di preferire il candidato del Pdl. Considerate le affinità di Casini viene da chiedersi se il suo atteggiamento non sia da ritenersi un voto di scambio, per una qualche contropartita in ambito parapolitico, ottenuta, magari sottobanco o in via indiretta, prima delle elezioni. Il quesito sorge spontaneo unitamente alla seguente esclamazione: che casino! Baccaione Quanta ipocrisia Silvia Ciccioni Mi trovo spesso a parlare con le persone che conosco di molteplici argomenti, quali primo tra tutti l’attualità, la politica, il sociale e chi più ne ha più ne metta…Constatando a volte nella gente, una certa reticenza nel manifestare liberamente e senza pregiudizio il proprio punto di vista, proprio per paura di esporsi troppo. Come ragazza ventisettenne, studentessa in procinto di laurearsi, lavoratrice occasionale, amica e conoscente della maggior parte dei giovani, miei coetanei di Viterbo… posso dire che cerco il più delle volte di spronare le persone a dire la verità, rischiando anche di essere troppo diretti, ma sicuramente leali e sinceri. Vengo spesso criticata per questo e a volte mi viene attribuito come un difetto, proprio perché io non ho paura di mettermi in prima linea e di difendere le mie idee in qualsiasi occasione, rischiando in prima persona. Posso riassumere il tutto con un simpatico detto: non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire… non vorrei essere troppo drastica, non è sempre così per fortuna... ma reduce da una mia esperienza nella quale io credevo molto e credevo molto anche nelle persone, che falsamente mi hanno promesso solo illusioni, sono diventata un po’ più reticente verso gli altri. Ciò non vuol dire che non vi siano persone schiette e sincere, nelle quali credo e crederò sempre; ma questo mi ha aiutata ad essere più selettiva e pronta a non meravigliarsi di questa difficile realtà sociale che ci circonda. Silvia Ciccioni La fontana di san Faustino Pantaleo Spagna Fontane trecentesche a fuso, orgoglio e vanto della città di Viterbo.Le fontane della nostra città ce le invidiano un po’ tutti i forestieri, esse fanno mostra ai passanti della loro bellezza, ma non tutti conoscono il loro valore artistico e la loro centenaria storia e in particolar modo i forestieri rimangono stupiti per la loro forma. Il tipo di fontana a fuso, è il più antico e caratteristico detto “viterbese”, perché a Viterbo è rappresentato sia per numero che per bellezza. L’origine di un impianto così caratteristico è, quasi certamente nelle “fontes salientes” a cui appartenevano le “mete”, fontane dell’antica Roma, sono a bacino circolare e saliente centrale, sormontate da una pigna che ha dato il nome della tipologia “fontana a fuso” per la somiglianza alla “Meta Sudante” dell’antica Roma, che ebbe tale denominazione perché “trasudava” acqua dall’elemento centrale, percorso in tutta la sua larghezza da un tubo di adduzione che consentiva la fuoriuscita dall’alto di alcuni zampilli d’acqua. Le fontane a fuso, risalgono al XIII secolo. Quella di Pianoscarano ha forme più elaborate, che di fatto perviene dal rifacimento della fine del XIV secolo. La struttura è la stessa caratterizzata in tutte le fontane; un basamento con uno o più gradini, un bacino circolare con al centro una colonna circolare, un fuso o pilastro terminante con una cuspide o piramide e quindi l’acroterio. Il raccordo tra la cuspide e l’acroterio, se così si può definire, è l’elemento decorato che rifinisce la sommità del fuso, ed è costituito da un anello merlato o da un collarino a foglie lanceolate di acanto, delimitate da una cornice a dentelli (fontana di San Faustino). Gli acroteri, proprio perché collocati alla sommità della fontana e quindi più facilmente deteriorabili, furono spesso rifatti nel corso dei secoli. L’acroterio termina con una “pigna”. Gli artisti mediovali diedero una nuova vita ad una antica tradizione. Tale argomento era presente già nel mondo etrusco e anche in quello dell’antica Roma; per indicare tomba o fontana. La pigna simbolo di fertilità, ben si accordava con la funzione dell’acqua, alimentatrice di vita. La contrada di San Faustino, popolatosi nel 1172 dopo la distruzione di Ferento, fu inclusa nella cerchia delle mura urbane intorno al 1210. Dallo statuto comunale di Viterbo del 1251, si ha notizia di un permesso accordato agli abitanti della contrada suddetta, di costruire a loro spese una fontana. Fu fatta una fontana a fuso, come tutte le altre, con una vasca circolare, avente per base cinque gradini concentrici, circondati da una recinzione di sbarre sostenute da blocchi di peperino. La vasca è delimitata da un parapetto decorato a specchiature rettangolari. Al centro si erge il fuso composto da tre parti; quello inferiore da una colonna, quella centrale ovoidale dove nelle teste di leone sono inseriti dei bocchettoni da cui scaturisce l’acqua. Il fuso è sormontato da un elemento terminale costituito da quattro foglie d’acanto con le punte arricciate, disposte a formare un bocciolo, sulle quali poggia la pigna. Tutti questi componenti, formano la fontana trecentesca a fuso di San Faustino. Alcuni decenni orsono, ad opera di vandali rimasti sconosciuti, la fontana di che trattasi, subì un oltraggio a causa di persone che si arrampicarono su di essa, sino a raggiungere l’acroterio e per una bravata ruppero la cuspide. Per tanto tempo l’acroterio spezzato rimase in quella maniera. L’amministrazione comunale di allora, per inerzia e non so per quale altro motivo, lasciò quello stato di cose per molto tempo. Un giorno, un cittadino viterbese, un maestro nell’arte della scultura della pietra, ormai anziano ed in pensione, un mio vecchio amico, stanco di vedere la fontana mutilata, mi avvicinò e mi disse che sarebbe stato disposto a ricostruire l’acroterio mutilato, se gli amministratori glielo avessero permesso. Lo scrivente si rivolse ad un amministratore il quale prese in considerazione la proposta che contattò l’artista e quindi l’Amministrazione Comunale diede il benestare per il rifacimento della parte mutilata della fontana. Una volta autorizzato, il maestro scultore in poco tempo rifece un nuovo acroterio e la fontana di san Faustino riebbe il suo acroterio integro che è quello che ancora oggi possiamo ammirare. L’anziano cittadino viterbese, amante della sua Viterbo che fece il lavoro a proprie spese si chiamava Pietro Morelli. Pantaleo Spagna Cellere Riccardo Manca Opera dell’illustre architetto fiorentino Antonio da Sangallo il Giovane, la Chiesa di Sant’Egidio a Cellere rappresenta una splendida espressione del primo rinascimento, che va ad impreziosire un’area già ricca di suggestioni storiche, artistiche ed ambientali. Le origini di Cellere risalgono, infatti, all’epoca della civiltà etrusca. Lo testimonia la sua posizione su una sporgenza di roccia tufacea. L’intero paese viene dominato dalla “severa” struttura della rocca Farnese. La Chiesa di Sant’Egidio fu edificata, con tutta probabilità, nel periodo a cavallo tra il 1510 ed il 1513; appena fuori del borgo di Cellere. Proprio qui sgorgava una fonte che, nel corso dei secoli, costituì per tutti i celleresi il principale luogo di provvista di acqua potabile. Nelle vicinanze, come dimostrano documenti d’archivio, esisteva un’antica chiesa sempre dedicata a Sant’Egidio. La nuova costruzione fu affidata all’architetto Sangallo dal Cardinale Alessandro Farnese Seniore, il quale divenne Pontefice con il nome di Paolo III. La chiesa è stata parzialmente restaurata nel 1984. La strutture dell’edificio presenta delle analogie con la Chiesa di San Gelso a Roma, attribuita al Bramante ed al cui progettò lavorò, forse, anche il Sangallo. Sono state sottolineate somiglianze anche con la Chiesa Santa Maria di Loreto sempre nella Capitale. La facciata della suddetta chiesa presenta delle coppe di paraste tuscaniche binate e le caratteristiche del gioco luce- ombra, determinato dallo scarso rilievo degli elementi decorativi. Riccardo Manca Il 27 e 28 tutti a votare Silvia Ciccioni Verso il nuovo sindaco di Viterbo… Eccomi di nuovo qui, reduce da due intense settimane di impegni politici. Infatti, voglio ricordare che la città di Viterbo si è trovata a votare anche alle comunali per l’elezione del nuovo sindaco. In lizza i nomi del senatore Giulio Marini esponente di spicco del Pdl di Viterbo ed Ugo Sposetti, che è riuscito a portare a casa la possibilità del ballottaggio. Cari cittadini domenica 27 aprile ci ritroveremo a votare di nuovo per l’elezione del sindaco di Viterbo, dato che Giulio Marini con la sua maggioranza del 49,1% non ce l’ha fatta per un pugno di voti, infatti il PD, con Ugo Sposetti, ha raggiunto il 38.3%. L’affluenza alle urne è stata notevole e speriamo che in questa seconda tornata non sia da meno, certo c’è il rischio, con la festività di venerdì 25 aprile, che la gente approfitti per un ponte lungo, ma come elettrice e cittadina di Viterbo invito il popolo viterbese a fare questo ultimo passo verso l’elezione del nuovo sindaco, che di sicuro è l’espressione della gente comune, per una Viterbo sempre in continua evoluzione. Intanto numerosi sono i gazebo organizzati da Giulio Marini, nelle piazze viterbesi, per dare l’opportunità alle persone di esprimere il loro parere riguardo l’apparentamento con gli altri partiti, la Destra storica, l'UDC, oppure continuare questa corsa da solo… nel frattempo Ugo Sposetti ha accolto il ministro degli esteri Massimo D’Alema al Pianeta Benessere, facendo il tutto esaurito, non ci resta altro che stare ad aspettare i risultati del ballottaggio. Silvia Ciccioni Servizio Civile Pantaleo Spagna Ospedale Santa Rosa da Viterbo. Il 19 Febbraio u.s., presso la sala Conferenze della Provincia di Viterbo, si è tenuto un convegno del Servizio Civile Nazionale. Diverse personalità hanno sviscerato i problemi della sanità. Molto interessante è stato l’argomento che il dott. Quintarelli, dirigente amministrativo ASL di Viterbo, ha illustrato: La sanità viterbese dal Medioevo ad oggi” e della volontaria SNC Alice Egidi: “Servizio Civile… Il giorno dopo”. Molto chiarificante è stato il commento di mons. Lorenzo Chiarinelli analogamente a quello del teologo prof. P. Ephrem Roscil. Il convegno era per presentare ai più, l’organizzazione onlus “Tempi Nuovi Fraternità” brillantemente condotto e coordinato dalla fondatrice signora Maria Paola Angelini. Nella sala molte volontarie nella loro divisa candita da infermiere, accompagnavano i convenuti, cercando di agevolare la ricerca di posti a sedere. Seguito il convegno con molta attenzione, mi ha incuriosito la realtà del servizio civile, nuovo per me, e presso la Breve Accoglienza dell’ospedale Santa Rosa da Viterbo, ho saputo che effettivamente presso quel reparto, opera tale servizio di volontariato che ha curato e coordinato il progetto di “Servizio Civile”. Personalmente ho potuto constatare che diverse unità di personale volontario, prestano la loro opera di volontariato a favore dei ricoverati, collaborando con gli operatori professionisti preposti: medici e infermieri, allievi infermieri ecc. Nell’ambito del Servizio Nazionali Civile, l’associazione Tempi Nuovi Fraternità, tenendo conto della realtà socio sanitarie nel nostro territorio, riassume nel loro servizio, il senso di rispetto per i malati, operando con molta fraternità, cercando di alleviare la sofferenza, la solitudine, cercando di accogliere le persone sole bisognose di aiuto che una volta ricoverate, si trovano smarrite in un ambiente ospedaliero e cercano una persona caritatevole che volge loro una mano, un sorriso, mettendole così a loro agio. Questo servizio civile, non solo aiuta i degenti, ma dà un grande aiuto a ricoverati stranieri, in difficoltà finanziarie, procurando loro oltre l’assistenza, anche un aiuto morale e materiale; con vestiario, assistenza amministrativa per documenti, posti di lavoro e quant’altro possa loro bisognare per farli rientrare nel loro paese d’origine specie se impossibilitati a viaggiare soli, accompagnandoli personalmente e a proprie spese quando si trovano a spostarsi fuori d’Italia. Gli associati offrono il loro servizio completamente gratuito e purtroppo mancano a loro fondi per poter svolgere il loro servizio di assistenza e quindi necessitano di un aiuto materiale da parte della collettività, magari con il 5 per mille I.R.P.F. nella prossima denuncia dei redditi di tutti noi. Le persone che volessero collaborare con l’“Associazione onlus Tempi Nuovi Fraternità”, con il 5 per mille dell’ I.R.P.F., possono citare il codice fiscale dell’associazione stessa: 90069420561” Pantaleo Spagna Con uno sguardo al futuro Claudio Santella I vari campionati volgono ormai al termine, alcuni sono addirittura terminati, ma l’attività sportiva, per molti ragazzi, continua, e continua con uno sguardo al futuro. Nel pomeriggio di lunedì 21 aprile, infatti, sul terreno di gioco del campo sportivo del Barco Murialdina e sotto l’occhio vigile degli osservatori dell’A.S.Roma, molti ragazzi di alcune società sportive del Viterbese, nati negli anni 1993, nel 1994 e nel 1995, attraverso incontri ben organizzati dai vari tecnici presenti, si sono esibiti, con impegno, serietà e correttezza, con l’intento di superarsi a vicenda e di mettere in mostra il meglio di se stessi. Hanno onorato la manifestazione le squadre del Calcio Tuscia, del Corneto Tarquinia, della Foglianese, del Pilastro, del Ronciglione, della Sorianese e naturalmente del Barco Murialdina, che ha fatto gli onori di casa. A rappresentare i nati nell’anno 1993 sono stati: Antonio Bassano Svizz e Daniele Costanzi per il Vasanello; Stefano Caciola e Alessandro Mattei per il Pilastro; Leonardo Dell’Otto e Francesco Toni per la Sorianese; Massimo Perello e Simone Alberti per il Calcio Tuscia nonché Cima, Manini, Yoseff, Proietti, Tascio, Refolo, Ferretti, Cutigni, Giusti, Paolini, Peruzzi, De La Rosa, Bernardini, Paccosi e Costabile per il Barco Murialdina. L’anno 1994 era invece rappresentato da Francesco Cerasa e Antonio Ferrara per il Pilastro; Manuel Polessi e Mauro Ariza per il Vasanello; Enrico Maria Lodi e Matteo Pentolini per il Corneto Tarquina; Alessandro Tatti, Luca Fratoni e Luca Luccica per il Ronciglione; Iacopo De Carlo per la Foglianese; Manuel Caliri, Francesco Veneri, Federico Moretti, Andrea Chiodo, Roberto Bisti, Luca Perlorca, Alessio Ribeca, Matteo Tombolino, Andrea Lupattelli, Armando Ricci, Stefano Bandoni, Damiano Brunori, Bruno Forzini, Riccardo Gusti, Sabatino Di Benedetto, Andrea Ferretti per il Barco Murialdina. Per il 1995 hanno dato il meglio di se stessi: Riccardo Ercoli, Andrea Pollastrelli, Manuel Morucci, Andrea Scorzoso, Olivieri e Luca Paglialunga, tutti del BarcoMurialdina. L’osservatore della A.S. Roma, signor Giancarlo Barigelli ha avuto parole di stima e di encomio per tutti i ragazzi ad ognuno dei quali, alla fine della manifestazione, ha rivolto il ringraziamento suo personale e della A.S. Roma. Parole di incoraggiamento e di sprone a continuare l’attività sportiva con impegno e serietà sono state altresì indirizzate ai ragazzi dal presidente del Barco Murialdina, sen. Sergio Pollastrelli, e dai vari tecnici presenti. Un particolare ringraziamento va rivolto al pubblico presente, che, numeroso, ha seguito le evoluzioni di questi giovani promesse calcistiche con passione ed affetto indiscusso. Forza ragazzi, è con l’impegno serio e continuo che si ottiene ciò che ci si preposti: auguri. Claudio Santella postato da: Spvit | 21:50 | |