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Da Agosto del 2003 lo Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. organizza nella splendida cittadina della nostra terra, mi riferisco a Vitorchiano, il mercatino dell'antiquariato ed artigianato ''Sotto il Campanile'' ogni terza domenica del mese. Da questo mese l'appuntamento con la manifestazione, che ha ottenuto un considerevole successo, viene spostata dalla terza alla quarta domenica. Ossia il mercatino si farà a Vitorchiano domenica prossima, il 25 Aprile 2004. Si svolgerà in Piazza Umberto I e in Via Cavour dalle 8 alle 20. Un appuntamento che i Viterbesi non possono perdere!
Se vuoi partecipare col tuo banchetto al Mercatino "Sotto il Campanile" devi telefonare a Mauro Galeotti cellulare 3393337869. Non si paga nulla!
La Città del 24 Marzo 2004 Anno XIV n° 6
Quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia
Direttore responsabile Mauro Galeotti
Cellulare 3393337869
Severo BRUNO, sindaco di Viterbo La Città che vogliamo
di Mauro Galeotti
Quello che si terrà lunedì 29 Marzo sarà un incontro con un Amico con la A maiuscola. L'appuntamento è alle ore 17 al Teatro San Leonardo in Via Cavour, con l'amico Severo Bruno, candidato sindaco della Città di Viterbo, in rappresentanza delle forze politico-culturali di Centro sinistra. Severo Bruno sarà il sindaco della ''Città che vogliamo''. Sono ormai alcuni mesi che vari illustri personaggi della cultura si sono schierati in favore della candidatura dell'avvocato Bruno. Non voglio dimenticare: Aurelio Rizzacasa, docente di filosofia morale, tra i massimi esperti di esistenzialismo e personalismo. Il geniale editore Marcello Baraghini, direttore editoriale di quella straordinaria casa editrice che è Stampa alternativa. Una casa editrice famosa in tutto il mondo per l'invenzione degli inimitabili ''Millelire''. Ed ancora ricordo, messi alla rinfusa: Antonello Ricci, Massimo Onofri, Ovidio Cusi, Valerio De Nardo, Fabio Scalzini, Giancarlo Marino, Enrico Mezzetti, Oreste Massolo, Angelo Allegrini, Letizia Mancusi, Teresa Blasi, Massimo Poleggi, Paolo Henrici De Angelis, Augusto Vito, Bruno Matteacci, Lidia Signoriello, Patrizia Coppa, Tommaso Mascioli, Linda Natalini, Anna Fiorini, Anna Maria Eramo, Sandro De Amicis. Carlo Galeotti direttore del portale on line ''Tusciaweb'', Silvio Cappelli per ''Salviamo Viterbo'', l'Associazione ''Viterbo Nostra'', l'Associazione ''LiberaMente'', Pietro Pacelli per ''Centovoci'', il sottoscritto direttore del quindicinale ''La Città'', l'Associazione ''Don Chisciotte'', Giancarlo Bandini per l'Associazione con ''Prodi per l'Ulivo'', Renzo Benedetti del ''Circolo della Margherita arte ed economia'', l'Associazione culturale ''Take off'', Giulia Arcangeli e Sandro Mancinelli consiglieri comunali Ds, Angelo Bellucci consigliere comunale Rc, Aldo Fabbrini capogruppo consiliare Margherita, Giancarlo Tancredi per ''Il Circolo Margherita Sviluppo di Viterbo'', Romano Scriboni presidente dell'Associazione ''Piazzaderba'', Tiziana Pagnanelli fotografa, l'Associazione culturale ''Frisigello'', Cristina Comodi, Mauro Goletti, l'Associazione ''Itinera'', l'Associazione ''Itinerando'', l'Associazione ''Achille Poleggi'', Maria Patrizia Annavini per ''L'Umana Compagnia''. Questa volta mettiamoci la faccia, diciamo chiaramente che sosteniamo la candidatura di Severo Bruno. Inviami la tua adesione. A sostegno del prestigioso avvocato Bruno si sono schierati i Democratici di Sinistra, i Socialisti democratici Italiani, la Margherita, i Verdi, Italia dei Valori, i Comunisti italiani, Rifondazione comunista. Un cattolico, insomma, contro Gabbianelli, per ''mettere fine all'attuale giunta che ha creato un enorme scontento nella stessa area di Centro sinistra. Una giunta che sta portando l'economia della città al collasso, che sta degradando il centro storico, che sta emarginando i cittadini liberi''.
Mauro Galeotti
Viterbo ''Città di cultura'' ed i cartelli? Università! ma dove sei?
di Simone Galeotti
Siamo a Viterbo, città di cultura, come ama definirla questa Amministrazione. Città di cultura... Ma dov'è questa ''cultura'' a Viterbo? Nelle università c'è sicuramente cultura e nella nostra città ne abbiamo diverse, e tutte di grande interesse: Beni culturali, Economia, Lingue, Scienze, Agraria, Scienze politiche. Quindi, la cultura è nelle università e le università a Viterbo ci sono. Ma dove sono? Per noi Viterbesi è facile rispondere a questa domanda, anche se magari ad alcuni la risposta non ''nasce spontanea''. E allora, quella che nasce spontanea, è la domanda: ma chi viene da fuori Viterbo, può rintracciare le nostre università? Vi rispondo subito: no che non può. Le varie facoltà non sono rintracciabili. Non lo sono perché la nostra Amministrazione comunale, nonostante si bei nel definire Viterbo città di cultura, non segnala con le giuste indicazioni stradali, come raggiungere le varie sedi universitarie. Per un ''nuovo studente'' che dovesse raggiungere per la prima volta una delle nostre facoltà, sarà sicuramente un'impresa. Dovrà fermarsi più volte per le vie di Viterbo e chiedere ad ogni incrocio: Scusi per la facoltà di ...? Inevitabile. Fateci caso, per le vie di Viterbo sono segnalate le cose più assurde, ma non c'è traccia delle università. Importante è che siamo a Viterbo, città di cultura. Cercando bene, una traccia delle sedi universitarie c'è: se con la vostra auto, partendo dalla rotonda nei pressi del Centro commerciale Tuscia, vi recate oltre il distributore ''Pesci'' e voltate a sinistra, lì, vi troverete di fronte un cartello stradale indicante: ''università''. Il cartello vi segnala la direzione giusta per le facoltà che sono al Riello. La cosa ridicola è che il cartello, porta soltanto la dicitura generale ''università'', come se al Riello ci fossero tutte le nostre università, cosa naturalmente non veritiera (vedi Economia al Paradiso, per esempio). Senza contare che l'indicazione in questione, aiuta colui che ''non sa'' a superare soltanto un primo incrocio, perché poi al secondo e fatidico incrocio, dove bisogna svoltare a destra attraversando la Strada Tuscanese, nessun cartello segnala più l'università. Un qualsiasi forestiero, ma anche un nostro concittadino che non sapesse dove sono collocate le facoltà viterbesi, tirerebbe dritto con la sua auto, e si ritroverebbe, di nuovo, alla rotonda. Lì, di assurdità in assurdità, non troverebbe nessuna, e sottolineo nessuna, indicazione per le nostre università. Incredibile, in un punto così importante, di arrivo e di transito, come la rotonda vicino la Tangenziale Ovest, non c'è alcuna indicazione di direzione per le varie facoltà. Siamo nel ridicolo. Una città di cultura che non sa segnalare ai forestieri dove, questa cultura, sia veramente. Inutile dire che noi tutti puntiamo molto sullo sviluppo di ''Viterbo città universitaria''. Vedere che l'Amministrazione comunale non si degna nemmeno di segnalarne le sedi, con appropriati cartelli stradali, mi fa solo rattristare. Le indicazioni stradali di ogni facoltà, oltre tutto, permetterebbero un'implicita e gratuita pubblicità nei confronti di ogni turista in visita a Viterbo. Questi, trovandone le segnalazioni, non potrebbe non notare la presenza di ben sei diverse facoltà di studi e magari potrebbe fare un pensierino su una di esse... Magari potrebbe fare di Viterbo la sua città di studi. Magari... perché, per ora, nessuno si prende la briga di farglielo sapere che è una città di studi. Mah sì... l'importante è che la nostra Amministrazione comunale si preoccupi di far sapere a noi, che siamo una città di cultura... Che poi lo sappiano anche gli altri... è un altro discorso.
Simone Galeotti
Severo BRUNO? Basta solo ascoltarlo!
di Patrizia Coppa
Si avvicinano le elezioni ed i cittadini viterbesi cercano di capire quali siano i programmi dei vari candidati per valutare i migliori e non trovarsi impreparati al momento del voto. Di solito si vota il personaggio che viene presentato dal partito politico al quale ci si sente più vicini, oppure se ne sceglie uno perché il suo programma è più interessante degli altri, magari perché tocca argomenti e problemi che si vivono in prima persona. Ad ascoltarli però, sembrano tutti bravi, tante promesse e tanti progetti, una Viterbo sempre più bella e servizi all'avanguardia. Durante il periodo pre elettorale si vivono i sogni e le favole più belle, strade, ferrovie, porti e aeroporti, ristrutturazioni, rivalutazioni e costruzioni, aiuti, contributi ed accesso ai fondi europei finalmente raggiungibili, soluzioni per tutti i problemi, dallo smaltimento dei rifiuti ai servizi della città e così via. In questo oceano di parole e visioni fiabesche si rischia di annegare per riemergere fra cinque anni e ricominciare tutto da capo. Perfino l'attuale sindaco uscente, scadente, a suo tempo, sembrava tanto una persona all?altezza del posto che occupa, poi però... la delusione ha assalito i Viterbesi che lhanno votato. Quest'anno c'è un candidato che si presenta con una lista civica, che rappresenta la nuova realtà per Viterbo. Basta ascoltarlo per rendersene conto. La scorsa settimana ha incontrato i commercianti ed è stato un successo. Un successo perché non è iscritto a nessun partito. Si presenta con una lista civica e parla direttamente alla gente dei problemi della gente. Il suo programma non è fiabesco, ma realizzabile, non fa comizi, ma al contrario ascolta e risponde alla gente. Ascoltatelo e ve ne convincerete! Non ha bisogno di essere sostenuto da belle parole, si presenta da solo. Il suo nome e cognome? Ma è Severo Bruno!
Patrizia Coppa
AN e i suoi manifesti abusivi Il sindaco Gabbianelli farà "multare il suo partito"?
di Bruno Matteacci
Vasta eco ha avuto l'articolo pubblicato il 25 scorso allorquando fu affrontato il problema della sosta delle autovetture, per un periodo di tempo limitato a 30 minuti, lungo via Garibaldi e via Cavour. Molti esercenti le attività commerciali delle predette vie hanno manifestato la loro soddisfazione per l'interessamento che il nostro quindicinale ha riservato al problema che, per loro, è diventato vitale. Ora compete al Sindaco di Viterbo vedere di recepire quanto segnalato, nell'interesse di quegli operatori; cioè di coloro che sono parte della colonna portante dell'economia viterbese. Di quell'economia che è rimasta, dopo lo strapotere dei supermercati rionali. Certo, se tanto ci dà tanto pensiamo che, per fare un dispetto al nostro giornale e di riflesso a noi, che abbiamo perorato la causa, la segnalazione non verrà recepita, forse non tanto perché al Comune non sono convinti che quanto scritto è veramente un problema che merita di essere accolto, ma soltanto per presa di posizione nei confronti di chi non è ''servo sciocco''. E' inutile dire, con manifesti, che a loro interessano solo i problemi dei cittadini italiani, ma di quali cittadini parlano? Se quando un Viterbese rivendica la possibilità di godere di un diritto, di lavorare; quando chiede di essere messo in condizione di tenere un negozio operativo, per poter soddisfare i desiderata dei propri clienti, allo stesso gli vengono tarpate le ali e messo in condizione di dover chiudere la propria attività commerciale o artigianale, solo per uno strapotere e ''menefreghismo'' di chi comanda?
Speriamo ancora per poco, le elezioni sono alla porta è giunto, grazie alla democrazia, il giorno della resa dei conti, è arrivato il momento di non vedere più quaranta manifesti di Alleanza Nazionale affissi abusivamente fuori degli spazi consentiti e senza pagare l'imposta comunale sulle affissioni. E' veramente uno sconcio vedere lungo la Tangenziale Ovest, all'altezza del piazzale dove partono gli autobus per la provincia, tre grandi spazi di muro pubblico coperti rispettivamente da 23,11 e 6 manifesti reclamizzanti l'interesse di Alleanza Nazionale. Per ora si è veduto, con questa abusiva affissione, solo l'interesse del partito che governa il Comune con il suo sindaco Gabbianelli al quale chiediamo: ''Sindaco ha fatto o farà elevare sanzione amministrativa a carico del suo partito per imbrattamento di area pubblica e per evasione dei diritti di affissione?''. Vorremmo tanto sapere cosa farà. Le riserviamo uno spazio, su questo quindicinale, per trascrivere quello che lei ci farà sapere in merito. Attendiamo fiduciosi visto che ha un solo interesse: ''difendere gli Italiani"; intanto cominci a difendere i diritti dei Viterbesi, che sono stati ''gabbati''.
Bruno Matteacci
"Parola di sindaco"
Ma che disperazione!
di Agnese Galeotti
Ancora una volta mi trovo a valutare la rubrica del Corriere di Viterbo ''Parola di Sindaco'' di due domeniche fa, curata, appunto, da Giancarlo Gabbianelli, sindaco di Viterbo. L'articolo ha inizio con parole di riconoscenza del sindaco Gabbianelli, nei confronti dell'attrice Ottavia Piccolo, ospite della nostra città per uno spettacolo teatrale, per aver definito ''bellissima'' la nostra città. L'articolo prosegue: ''...In questo Ottavia Piccolo si è iscritta di diritto nella nutrita squadra di coloro che, visitando Viterbo, ne magnificano la storia, il suo patrimonio architettonico ed ambientale'' e fin qui concordo, ''...e la maniera in cui questo patrimonio viene gestito e valorizzato dall'amministrazione''. Non so perché, ma ho il dubbio che l'ultima parte del discorso, sia frutto della fantasia egocentrica di Gabbianelli... Difatti, l'interesse per le strutture architettoniche e il patrimonio ambientale della nostra città, è poco più che nullo da parte dell'Amministrazione comunale ''comandata'' da Gabbianelli! Monumenti deturpati da scritte che non vengono ripuliti, antichi pezzi di Porta Romana abbandonati a Prato Giardino, Fontana Grande perennemente senza acqua e addirittura monumenti storici completamente ignorati, dimenticati come le antiche rovine del Palazzo di Federico II in Viale Raniero Capocci, vicino al Crocifisso, l'unico rimasto a curarsene! Per non parlare della sconsiderata gestione del patrimonio ambientale. Mi riferisco alle attuali vicende relative all'attacco edilizio all'Arcionello, alla Mazzetta, al Respoglio, nell'area della ex Ceramica Tedeschi... Giancarlo hai portato la signora Piccolo a visitare, ad esempio, il degrado della Valle di Faul? ...scommetto di no! L'hai accompagnata a fare una passeggiata a Prato Giardino? riscommetto di no! Sarebbe scappata a gambe levate! Ma proseguo con l'articolo di Gabbianelli. Come dal suo solito gratuito vittimismo, si trova a recitare la parte del buono contro i cattivi nel controbattere la Stampa che critica il suo operato, scrivendo ''...sono talmente alla disperazione che non potendo contestare al Comune quello che di sua competenza sta facendo in modo riconosciuto valido da tutte le coscienze obiettive, si deve addebitargli compiti che altri debbono svolgere e che sono il risultato negativo di gestioni a presidenza di sinistra''.''Disperazione''. A Gabbianelli questa parola piace molto dato che l'ha usata anche per il titolo dell'articolo ''Certe accuse infondate sono solo frutto della disperazione''. Io credo che a sembrare disperato sia proprio lui, un sindaco che ogni volta si fa vittima della Stampa e delle critiche. Un sindaco che comincia ad aver paura di ''andare a casa'' alle prossime elezioni e quindi inizia, quasi alla fine del suo mandato, a risolvere qualche ''problemuccio in primo piano'' tanto per recuperare qualche sporadico voto. Un sindaco che si fa grande per una pista di pattinaggio provvisoria. Un sindaco che ha bisogno di elencare spesso quelle poche cose che ha fatto per questa città perché la gente se ne accorga. Un uomo innamorato di se stesso che cerca in tutti i modi, dal vittimismo all'illusione di essere un buon sindaco, di farsi amare dai Viterbesi, che però, suo malgrado, stupidi non sono e hanno imparato a conoscerlo! Preparati Gianca' che Giugno si avvicina e l'unica poltrona in cui ti siederai sarà quella di casa tua!
Agnese Galeotti
Perché? Perché?
di Bruno Matteacci
- in via Filippo Ascenzi, a fianco dell'Ufficio turistico del Comune di Viterbo, tra i numeri civici 4 e 5, da tempo una fioriera ostacola il passaggio ai pedoni ed in particolare ai portatori di handicap? Ivi è, inoltre, un residuato di materiale edilizio come marmi e pezzi di peperino che, da molto tempo, fanno bella mostra di loro evidenziando come funzionano le cose anche a pochi metri dalla sede comunale dove chi ci amministra (?) passa tutti i giorni.
- al termine del tratto di svincolo che proviene dalla zona Teverina e termina sulla Strada Cassia, all'altezza del Cimitero di San Lazzaro, le autovetture che devono girare per recarsi a sud, direzione Viterbo, si trovano nella impossibilità di fare manovra tranquillamente in quanto le stesse, al centro della Cassia, trovano la doppia striscia continua che, a norma del Codice della Strada, è vietato oltrepassare? E' possibile che nessuno, delle persone preposte alla segnaletica ed al traffico, si sia accorto di tale assurdità?
- non vengono fatti passaggi pedonali, con le apposite strisce bianche, per coloro che devono andare a piedi lungo la Cassia sul lato destro, verso Viterbo, alla altezza degli svincoli? I pedoni devono fare acrobazie per evitare il flusso delle auto. Chi di dovere tenga presente che molte persone, anziane, percorrono detta strada e, non meno, sono i ragazzi che la frequentano per andare e ritornare dalla Scuola ''Orioli''.
- sotto il cavalcavia del tratto di strada, che collega la Cassia con la zona ''Ellera-Teverina'', sotto via Garbini, sono stati fatti solo due caditoie per la raccolta di acqua piovana? L'acqua ristagna al centro del sottopasso fino al punto in cui sono state fatte le caditoie. Non sarebbe stato più logico farne una grossa nel punto più basso dove attualmente ristagna molta acqua? Avremmo avuto meno inconvenienti!
- sono stati spesi centinaia di milioni per fare, sulla Strada Tuscanese, un ponte che serve solo alla ''inversione di marcia''? Si doveva tener conto che quel ponte si trova a circa 850 metri dal bivio dove è possibile effettuare l'inversione di marcia a raso. Ciò, all'occhio del cittadino, è apparsa una spesa inutile, pari ad una cattiva amministrazione del danaro pubblico.
- la segnaletica, in prossimità delle isole pedonali o spartitraffico, nelle vie Donizetti, Puccini e Rossini non viene adeguata alle esigenze del traffico? E' la stessa ''musica'': al Comune di Viterbo le cose si fanno male o a metà!
- il Comune di Viterbo non provvede a far effettuare una adeguata derattizzazione in Via cardinal La Fontaine dove, secondo un certo assessore, a quanto mi è stato riferito, ha detto che ''le sorche sono più furbe dell'uomo e quindi tale prestazione sarebbe inutile.''
Bruno Matteacci
Riprendiamoci la Città per costruire la Viterbo che vogliamo Gabbianelli: ''il guerriero della luce''
di Mauro Galeotti
Nel settembre scorso venni a conoscenza del fatto che la Giunta comunale aveva prorogato alla società Datamedia Ricerche S.p.A. di Milano per l'anno 2003, con riserva anche per i semestri successivi, l'incarico di realizzare un sondaggio-ricerca tra la popolazione viterbese finalizzato a verificare il grado di soddisfazione dell'utenza nei rapporti con i vari settori del Comune. Ciò al fine dichiarato di valutare l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa, ma in realtà anche con altre finalità. Infatti, il sondaggio, chiamato ''City Monitor Viterbo'', aveva l'intento di interpellare la popolazione sulla ''Fiducia nel Sindaco e nel suo operato'' sul ''Livello di soddisfacimento in merito all'operato della Giunta'' e sulla ''Immagine del Sindaco''. Poiché tali sondaggi dal secondo semestre 2002 erano stati finanziati con i soldi dei cittadini per 22.825,50 Euro (sono oltre 44 milioni delle vecchie lirette) denunciavo la circostanza e chiedevo: ''Mai sondaggi sulla persona del sindaco chi li paga? Il Comune?''. A tutt'oggi non sono pervenute né smentite, né chiarimenti al riguardo. Trovo scandaloso non il fatto che il sindaco faccia sondaggi sulla sua persona, trattandosi di una pratica cui apertamente ricorrono molti sindaci delle città più importanti, ma che ciò avvenga, a spese del contribuente, mascherandone addirittura le finalità e soprattutto che, nell'ambito delle strutture amministrative del Comune, ci siano dirigenti che avallano tale modo d'operare. In merito mi sa dare qualche chiarimento il responsabile del procedimento, l'avvocato Romolo Massimo Rossetti, che nulla ha avuto da eccepire riguardo alla procedura seguita? Trattandosi d'indagini pagate con i soldi dei cittadini ritengo che i risultati quantomeno dovrebbero essere resi pubblici non appena noti. Invece il sindaco Gabbianelli li tiene celati in qualche cassetto della sua scrivania. Perché? Forse non sono di piena soddisfazione? Mi è stato riferito che durante una cena svoltasi a Bagnaia dopo il Consiglio Comunale di fine 2003 con i rappresentanti di quasi tutti i partiti, Gabbianelli si sia lasciato andare a qualche indiscrezione sui risultati dei sondaggi affermando che circa il 60% della popolazione è con lui. Tale dato dovrebbe farlo riflettere se considerasse il calo di consensi subìto dal giugno 2002 al dicembre 2003, quasi un'emorragia di oltre il 12%, e tenesse conto dell?aleatorietà d?indagini svolte telefonicamente su un campione non si sa con quali criteri scelto e, data la scarsa validità scientifica, non rappresentativo dell'intero elettorato. Vista la tendenza poi, tale calo dovrebbe rappresentare per lui un segnale d'allarme poiché destinato ad accentuarsi ulteriormente nel successivo semestre che separa l'ultima rilevazione dalle elezioni. Ma l'uomo è fatto così, vive di certezze senza essere mai sfiorato da dubbio alcuno. Ritengo che nel suo essere onnipotente, convinto delle sue grandi capacità e bravura, come ogni domenica prova a farci credere nella rubrica ''Parola di sindaco'' (a forza di ripetere ''Quanto sono bravo!'', uno finisce pure per crederci), sia fermamente persuaso che le prossime elezioni saranno per lui una passeggiata, una formalità di cui si potrebbe fare volentieri a meno in quanto, per meriti acquisiti (!), potrebbe essere eletto direttamente dal popolo per acclamazione plebiscitaria. E di ciò è talmente convinto da affermare che potrebbe fare il sindaco anche senza il Polo con l'appoggio del solo suo partito e d'ambienti della Sinistra estrema che, a suo dire, sarebbero addirittura disposti a votare per lui (sic!). E quando ''il guerriero della luce'', è così che ama definirsi, ha deciso, poi va avanti senza guardare in faccia nessuno! Se fossi in lui invece diverse domande comincerei a pormele. Ad esempio non sottovaluterei il dissenso che di giorno in giorno in misura sempre maggiore monta all'interno del suo stesso partito, Alleanza Nazionale, dove ha preso corpo una lista dissidente capeggiata dall'ex senatore Ferdinando Signorelli, in cui si riconoscono, e non sono pochi, tutti gli elettori della Destra scontenti del modo con cui ha gestito per cinque anni questa città. Anche i suoi vecchi amici della Destra estrema, la Fiamma tricolore, si presenteranno con un proprio candidato e hanno già affermato che qualora si andasse al ballottaggio non riverserebbero mai i loro voti su di lui. Prenderei poi in considerazione anche gli effetti che potrebbero derivare dai forti contrasti che scuotono le due anime di Forza Italia, quella rappresentata dal presidente della Provincia Giulio Marini, strumentalmente favorevole a Gabbianelli e quella dell'onorevole Nando Gigli, che dopo gli ultimi avvenimenti riguardanti il congresso provinciale è da ritenere, salvo ripensamenti sempre possibili in politica, di fatto fuori da Forza Italia insieme a numerosi rappresentanti di spicco. E la posizione di Gigli è ben nota: nessuna riserva per alcuno, ma nessuna candidatura potrà essere imposta dall'alto e accettata senza preventiva discussione da parte delle rappresentanze locali. Tutti sanno che, senza adeguate contropartite politiche, Gigli non accetterà mai una ricandidatura dell'attuale sindaco, personaggio a lui da sempre sgradito. E se in tale situazione decidesse addirittura di presentare una lista civica con un proprio candidato? A questo punto le cose potrebbero veramente prendere una brutta piega!. E non sottovaluterei il candidato del Centrosinistra, l'avvocato Severo Bruno, una figura prestigiosa e di spicco un uomo onesto e svincolato da ogni lobby di potere, in cui si riconoscono, escluso l'Udeur, non solo tutti i partiti del Centro sinistra (Margherita, Italia dei Valori, Socialisti Democratici, Verdi, Democratici di Sinistra, Rifondazione e Comunisti Italiani) ma anche le associazioni e i movimenti che rappresentano la cosiddetta Società civile. E anche l'Udeur ha fatto già sapere che se si andrà al secondo turno, cosa di cui sono certo, farà convergere i propri voti sul candidato del Centro sinistra. Credo che sia uno dei pochi casi a livello nazionale in cui una coalizione di Centro sinistra, schieramento normalmente caratterizzato da divisioni e contrasti interni, vada alle elezioni compatta a sostenere ad oltranza il proprio candidato e ben determinata a provocare un cambiamento nel modo di gestire la città con un rinnovamento del governo cittadino, per affermare un diverso modello di sviluppo della città che vada incontro ai reali bisogni di tutti i cittadini e non di pochi eletti e dei loro affari. Lo slogan è ''Riprendiamoci la città per costruire la città che tutti vogliamo''. Sono molto ottimista e fiducioso per il risultato elettorale poiché, dopo lungo tempo, ho visto finalmente tornare ad interessarsi attivamente di politica persone per bene, che per il disgusto per trascorse vicende se ne erano allontanate e che oggi, con rinnovato entusiasmo, si riconoscono e credono nella candidatura di Severo Bruno. E il mio ottimismo e gli accadimenti suddetti dovrebbero, caro Giancarlo, farti precipitare nel pessimismo più nero. Se fossi in te comincerei veramente ad essere preoccupato! La situazione ogni giorno che passa si deteriora sempre di più e la prospettiva di una tua riconferma diventa sempre più evanescente e lontana. Quando prenderai coscienza della tua sconfitta abbi il coraggio di ammettere che dovrai imputarla solo a te stesso, al tuo pessimo carattere e al modo disastroso con cui hai gestito la città che ha provocato il dilapidamento di quel largo patrimonio di consensi accordato da chi, in buona fede, aveva incautamente riposto fiducia in te, il peggior sindaco del dopoguerra. Ma nella vita spesso si sbaglia. Importante è prendere atto degli errori e non.
Mauro Galeotti
Facchini di Santa Rosa
Roberto Capoccioni presidente
di Riccardo Manca
Lo scorso 13 Marzo alle ore 17 e trenta, si sono svolte presso l'ex Chiesa di Santa Maria della Pace, le elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo del Sodalizio Facchini di Santa Rosa. Ovvero una serata da ricordare. Poco prima di iniziare, il vice presidente uscente Guido Politini ha fatto osservare un minuto di raccoglimento per le vittime di Madrid. Poi alla spicciolata i primi facchini hanno iniziano a votare. Sono duecento gli aventi diritto al voto. L'aria che si respira è quella di uno dei giorni più significativi della vita del Sodalizio. Intorno alle 20 e trenta sono iniziate le operazioni di spoglio. Dopo tre quarti d'ora circa, sono arrivati i primi risultati relativi al nuovo consiglio. Ecco come hanno votato i Facchini: Ubertini Roberto (97 voti), Tavani Silvano (87 voti), Ricciardi Roberto (86 voti), Grassotti Bruno (82 voti) e Piergentili Claudio (76 voti). Strette di mano ed abbracci. I primi cellulari hanno iniziato a squillare. In seguito è stata la volta dell'elezione del vice presidente. Per questa carica è stato confermato Guido Politini con 99 voti all'attivo, contro gli 89 di Massimo Mecarini. La girandola delle cariche ha proseguito con l'elezione del capo-facchino. Altra conferma. ''Sollevate e Fermi!'' sarà gridato ancora, meritatamente, da Giovanni Adami. Quest'ultimo ha avuto la meglio su Sandro Rossi con 105 preferenze contro 80. L'attesa si è fatta vibrante quando è stato iniziato lo spoglio per l'elezione del presidente. I Facchini, in ordine sparso, sono rimasti attenti ad ascoltare i risultati. Sono le ore 22 e 17: il nuovo presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa è Roberto Capoccioni che ha collezionato 104 consensi, dall?altra parte Lorenzo Celestini ne ha catturati 83. Il sipario delle elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo è calato qui, mentre alcuni Facchini, freschi di carica, hanno gioito. Strette di mano ed abbracci, perché in fondo il Sodalizio è una grande famiglia.
Riccardo Manca
Vivisezione
La parola ''vivisezione'', significa ''sezionare da vivo'', bestioline innocenti che vengono squartate vive e torturate per esperimenti scientifici. Tutto questo riportato nelle foto che seguono. Foto crudeli, violente, tristi come la realtà che accomuna ognuno degli animali in esse immortalati... realtà di uomini malvagi, spietati, senza cuore, di esseri privi di ogni pietà verso i più deboli ed indifesi. Forse in pochi saranno d'accordo con la mia decisione di pubblicare su questo foglio delle foto tanto brutali, ma tutti, lo spero, sono concordi con me che gli ''errori e orrori'' umani vengano resi noti in modo da evitare di commetterne ancora!
Agnese Galeotti
Centro storico
di Giuseppe Bracchi
Ricevo e volentieri pubblico.
Egregio direttore, a Viterbo, gli abitanti del Centro storico sono considerati gente di serie Z. A queste conclusioni, chiunque potrà giungere facilmente solo passeggiando fugacemente (nel vero senso della parola fuga), per la strada che da Via San Lorenzo sale verso via La Fontaine, passando poi per Piazza S. Maria Nuova con annesse e connesse vie e viuzze, un tempo famose per la loro caratteristica ubicazione, oggi meta preferita dei cani che portano al guinzaglio i rispettivi padroni. L'ignaro e sventurato visitatore, infatti, si accorgerebbe della sporcizia e del cattivo odore, delle strade dissestate, della scarsa illuminazione (qualora la passeggiata avvenisse nelle ore serali), della Chiesa di Santa Maria Nuova transennata perché cade a pezzi, del traffico caotico, delle autovetture parcheggiate in doppia e tripla fila e qui mi fermo, perché nella cartolina illustrata mi pare di non aver dimenticato nulla. Il tutto naturalmente condito con la solita atavica apatia, col menefreghismo e con l'incuria di coloro i quali dovrebbero avere del Centro storico ben altra considerazione. Ricordo che anni or sono, il compianto scrittore Alfredo Cattabiani, illustre concittadino, ebbe a scrivere sulla città di Viterbo un'amara lettera di addio, nella quale, tra le altre cose, denunciava il triste stato di degrado in cui versava il Centro storico. Ma la sua voce - come del resto la nostra, oggi - restò inascoltata. Alzando, allora la navicella dell?ingegno, per dirla con il sommo Dante, lasciando dietro di sé mar sì crudele, l'augurio che, come viterbese, intendo rivolgere ai Viterbesi, in modo particolare agli abitanti del Centro storico, è che la nuova Giunta che si insedierà la prossima estate a Palazzo dei Priori (di destra o di sinistra, poco importa; oggi, forse, in politica c'è molto più bisogno di ''altezze'' e di ''profondità''), si occupi finalmente, e sottolineo finalmente, del Centro storico. Naturalmente più di quanto fino ad oggi sia stato fatto dalle passate e presenti amministrazioni. Praticamente, nulla. Grazie per la cortese attenzione. Cordiali saluti.
Giuseppe Bracchi
Si paga un botto e spesso si è trattati male
Discoteche: il mondo della notte
di Kate SCM
Ricevo e volentieri pubblico.
In un vostro articolo uscito nello scorso numero, un lettore si lamentava delle discriminazioni di ''sesso'' per ciò che concerne il trattamento e il prezzo all'ingresso nelle discoteche viterbesi. Tutti coloro che frequentano le disco sanno già che le donne pagano meno degli uomini (per lo più 10 euro rispetto a 15 euro per i secondi). Questo fatto è ormai considerato normale, sebbene tutti se ne lamentino. L'autore dell'articolo sopraccitato parla di ingiustizia e addirittura di razzismo. Effettivamente le discriminazioni ci sono e questo è ben visibile anche dalle ragazze, nonostante accettino senza batter ciglio i privilegi loro offerti. In realtà, più che parlare di discriminazioni, si potrebbe parlare di ''logica di mercato''. Perché? I gestori di ogni discoteca fanno in modo che i clienti scelgano il loro servizio e ne rimangano soddisfatti, che ci sia un buon numero di clienti fissi su cui contare e successivamente da aumentare. Intanto i ragazzi pagano sempre di più. Entriamo nel merito dicendo subito che i sondaggi fatti al popolo della notte parlano chiaro: il 95% dei maschi che frequentano le discoteche, lo fa per ''rimorchiare''. Certamente vanno in discoteca per ballare, per ascoltare musica, per divertirsi, per uscire con gli amici, ecc., ma il motivo principale è quello di conoscere ragazze. Anche alcune ragazze vanno in discoteca per ''fare amicizie'', ma questo non è il loro primo motivo. Questi tipi di sondaggi che cercano di catalogare i bisogni dei clienti fanno sì che i gestori delle disco tentino di soddisfarli. Se nelle discoteche ci fossero poche ragazze, e questo non è difficile che accada, i ragazzi non si divertirebbero, non rimarrebbero fino alla chiusura (e quindi non consumerebbero quanto in una notte intera) e non ci andrebbero più una seconda volta, e probabilmente col passaparola diverrebbero killer della buona fama di una discoteca. Per il locale questo significherebbe perdita di clienti e quindi di guadagno. Come appena asserito, è alquanto probabile che in una discoteca ci siano poche ragazze: 1. sia perché la clientela delle discoteche è per lo più maschile; 2. sia perché le ragazze nonostante gli orari oramai quasi del tutto flessibili, sono sempre più controllati degli orari dei maschietti; 3. sia perché le donne a parità d'età e di livello di studio o lavoro ha un budget inferiore a quello maschile. Il reddito delle donne è nettamente inferiore a parità d'età, di posizione e di capacità rispetto a quello dei maschi (il tema è ampiamente trattato questo mese a Viterbo nei convegni della rassegna ''Donna Femminile Singolare''). Per quanto riguarda la paghetta nella maggior parte dei casi equa per entrambi i sessi, viene integrata dai maschi con lavoretti pomeridiani o nel tempo libero, che le ragazze affrontano più tardi. Considerati tutti questi punti, privilegiare le donne nel prezzo e nella fila all'entrata delle discoteche porta solo ad aumentare la clientela femminile e di conseguenza quella maschile. Non bisogna quindi incolpare i buttafuori per le selezioni all'entrata tra maschi e femmine, perché seguono le direttive dei gestori delle disco. Sono in effetti questi ultimi accusabili perché approfittano della clientela senza offrire un servizio adeguato al prezzo pagato. Questo dipende anche dalla mancanza di concorrenza: le discoteche di Viterbo sono poche e si dividono la clientela. Tre discoteche, il Vitty, il Festival e l'Istinto, (ci sono anche i Disco Pub, ma il servizio è leggermente diverso ''migliore in alcuni casi'' e hanno una tipologia differente) sono troppo poche per la domanda. Nonostante le previsioni parlino di un cambiamento di gusto dei giovani, nel senso che questi sceglieranno sempre meno la discoteca per il divertimento di venerdì e sabato ''staremo a vedere'' tanti ragazzi e ragazze vanno usualmente in discoteca. Questo oligopolio collusivo dei gestori delle disco danno poche garanzie alla clientela, che anche scegliendo di non andare in una discoteca, si ritrova con lo stesso servizio nelle altre due, se non peggiore. Pensiamo al prezzo dell'ingresso: con l'avvento dell'euro si è praticamente raddoppiato; ma mentre in questo periodo i prezzi (si pensi a quelli degli alimenti) tendono a rientrare nella normalità, l'ingresso nelle disco resta invariato. Negli altri paesi dell'Unione Europea la situazione è ben diversa. In Germania ad esempio l'entrata in discoteca supera raramente 7 euro e in molte c'è lo sconto per gli studenti, che mostrando la student card pagano soltanto 2 euro o poco più. Il guardaroba nelle discoteche viterbesi e italiane costa 3 euro, e le bevande ben 5 euro ciascuna, a prescindere da quello che si prende. Un autentico furto. Per non parlare della ''gentilezza'' dei buttafuori, i peggiori, i più maleducati, i meno rispettosi sono senza ombra di dubbio quelli del Festival. Forse non hanno ben capito che devono mantenere l'ordine e impedire le risse, non certo trattar male le persone all'entrata della disco. Parliamo anche dell'affollamento che le discoteche permettono e anzi lo ricercano a discapito del cliente, che non riesce a ballare, a respirare, a muoversi, se non a spintoni e a gomitate. Vince la legge della giungla, del più forte sul più debole. Questo fortunatamente non accade spesso, ma proprio quando meno ci vuole: per i grandi eventi festivi, come per es. il martedì grasso, quando tutte le discoteche erano stracolme, con un numero di persone doppio rispetto alla capienza effettiva dei locali. Non ne parliamo del Capodanno per chi lo ha trascorso in discoteca e per il prezzo esorbitante che ha pagato per un servizio totalmente insoddisfacente. Una vergogna per i gestori delle disco, che almeno si saranno consolati con gli incassi. Fortunatamente il tempo più clemente sta arrivando e non si soffrirà più così tanto ad aspettare all'entrata delle discoteche, in fila nel gelo invernale, che i buttafuori facciano entrare due per volta dopo dieci minuti (nei casi più fortunati) di congelamento, in attesa che le due sole cassiere, tanto lente, diano il resto. Questo articolo vuole prendere atto della situazione esistente e portare a conoscenza di chi sa meno o sa nulla del mondo della notte nella città di Viterbo. Per quanto riguarda i temi attuali, il fatto che ad una certa ora non vengano più venduti alcolici mi sembra una buona idea, non certamente che le discoteche chiudano alle tre, inaccettabile. Ma poi perché deve essere deciso dalle autorità parlamentari fino a che ora voglio e posso ballare io? Fino a dove arriveranno con le leggi? Questo per me si chiama eccesso di potere ed eccesso d'uso del potere.