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giovedì, aprile 10, 2008 Ti aspetto su
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il portale delle vecchie foto di Viterbo e provincia (oltre 2000 immagini) delle news quotidiane e dei video d'attualità e non solo (oltre 250 video) Domenica 4 Maggio 2008 ED OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE MERCATINO DELLE CURIOSITA’ SUL PARCHEGGIO ESTERNO DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA per prenotazioni telefonare al 3393337869 ===================== 9 Aprile 2008
Anno XVIII n° 7 Si fa presto a promettere, ma cosa si è fatto prima? La Forza della penna Mauro Galeotti Ormai lo sai che sono candidato con la Lista civica Viterbo vola, la lista che vuole l’aeroporto a Viterbo e non solo.Ormai sai pure quanto stanno promettendo la miriade di candidati. Promettono, programmano, si ammazzano coi volantini, coi manifesti, coi megafoni, coi comunicati, con le porchette, con le cene, con le inaugurazioni. Non si sono mai viste tante inaugurazioni nei dieci giorni prima delle elezioni. Non si è mai visto tanto affollamento di politici, nella nostra città, in questi giorni, prima delle elezioni. Gente che poi sparisce, regolarmente, inesorabilmente. Gente che una volta succhiati i voti, se ne fregherà altamente di Viterbo, dei Viterbesi, dei nostri monumenti, della nostra vita cittadina. E noi lì come boccaloni a credere a tutto quello che ci iniettano nelle vene. Tolgo l’ICI, aumento gli stipendi, diminuisco l’immigrazione, aumento le pensioni, abbasso l’aliquota Iva, aumento la sicurezza, diminuisco le morti bianche, aumento l’occupazione e bla e bla e bla e bla e bla... Ma non è finita sono tutti diventati programmatori, ma non di computer, ma del nostro futuro. E giù programmi, su programmi, specialmente a Viterbo dove ci riempiono le balle con il ridaje delle terme, ridaje della Cassia, ridaje della ferrovia... Basta! per favore. Tutti dicono quello che vorranno fare, io invece credo sia il caso di dire quello che si è fatto per la nostra città. Ed allora eccomi qua a parlare di quello che sono riuscito a fare con la forza della mia penna, della mia caparbietà e di questo pezzo di carta che hai sulle mani. Anche perché la mente dimentica, ma il nero sul bianco resta per sempre!!! Ho scritto più volte in merito alla necessità di restaurare la fontana più bella e rappresentativa di Viterbo, Fontana Grande, e se passi lungo la piazza in cui si trova questo insigne monumento, vedrai che è in restauro (questi i numeri de La Città che sollecitano l’intervento: n° 16 del 25.8.2004, n° 19 del 13.10.2004, n° 18 del 28.9.2005, n° 22 del 22.11.2006, n° 12 del 27.6.2007, n° 1 del 16.1.2008 e n° 3 del 13.2.2008). I vari richiami per curare il verde pubblico sono stati sentiti in varie zone della città (n° 8 del 26.4.2007). Alcune cabine del telefono in disuso sono state eliminate (n° 6 del 28.3.2007). Le antiche mura castellane, sul parcheggio a ridosso di Via sant’Antonio, sono state ripristinate (n° 12 del 28.6.2006). Sventato l’ennesimo attacco alle mura a Porta Murata contestando una costruzione da realizzarsi scendendo la via a sinistra (n° 2 del 25.1.2006). Rifatto il manto stradale di Via Genova (n° 24 del 22.12.2004), eccetera. Ma quello che più mi rompe è che ci sono problemi che non sono riuscito a risolvere, neppure con la penna ed allora ci vorrà una presenza più forte e quella me la puoi dare tu, se vorrai, dandomi voce in Consiglio comunale. Ad esempio orecchie da mercante sono state per la riparazione dell’orologio sulla Torre dei Priori, e per gli orologi del Teatro dell’Unione e delle Scuole Rosse (n° 2 del 30.1.2008). Nulla ho potuto fare se non denunciare la vergogna della costruzione in Via Matteotti, che ho chiamato propriamente “palazzo-torre” per l’inaudita e antiestetica altezza e per la vergognosa ignobile facciata (n° 24 del 27.12.2007). Ho proposto invano di far rivivere le torri, consentendo di poterle salire, gustando il panorama tutt’intorno che esse stesse ci regalano (n° 23 del 12.12.2007). Nulla si è mosso per il recupero dell’ex stallone del papa meglio conosciuto come Sallupara (n° 19 del 10.10.2007). Nulla si è stato fatto per ristabilire dignitosamente le facciate dei nostri storici palazzi, in gran parte privi di tinteggiatura e pieni zeppi di crepe, di tubi, di fili e intonaci caduti (n° 15 del 4.8.2004, n° 15 del 1°.8.2007). Dimenticata la Domus Dei dinanzi a Gradi (n° 11 del 13.6.2007). Perduta Via del Colle, tra erbacce e porte chiuse (n° 10 del 23.5.2007). Abbandonato il Casaletto del Padre eterno alla Capretta ( (n° 14 del 26.7.2006, n° 9 del 9.5.2007). La Fiera della Quercia ormai perduta per sempre (n° 5 del 14.3.2007). I passi carrabili abusivi, sulle porte delle autorimesse, rimasti impuniti (n° 15 del 2.8.2006). I graffiti sul Palazzo Nini in Via Annio cadono a pezzi e tutto tace (n° 5 dell’8 3.2006). La Commissione dell’Ornato è inesistente, non ha voce, basta vedere come sono trattate le facciate dei nostri palazzi (n° 19 del 12.10.2005, n° 20 del 26.10.2005, n° 21 del 9.11.2005, n° 24 del 28.12.2005). Le parabole e le antenne sono in ogni dove, nessuno protesta (n° 23 del 14.12.2005). L’ex Mattatoio è ancora uno sconcio (n° 18 del 29.9.2004). E qui la pianto. Denuncio, scrivo, denuncio, scrivo, ma se non c’è un po’ di forza anche in politica, i problemi locali chi li risolve? Ci vuole un controllo dentro al Palazzo dei Priori. Ci vuole che qualcuno osservi e porti al di fuori di quelle quattro mura, decisioni sospette, poco in linea con le aspettative della gente. Quelle iniziative dettate da teste calde, che hanno i piedi al caldo, che colpiscono gli interessi dei commercianti, degli artigiani, dei cittadini residenti nel centro storico, con decisioni avventate, senza scrupoli, che mettono in ginocchio qualsiasi attività imprenditoriale. Che allontanano la nostra vita quotidiana... dalla città quotidiana. E ci spingono verso la periferia, facendoci abbandonare le case della Viterbo antica, della Viterbo vera, della Viterbo di peperino. L’ho scritto sull’altro numero, tutti “scendono in campo” io ci sono sempre stato ed ho pagato del mio. Ho pagato quando ho dovuto sostenere cause contro i politici. Ho pagato quando gli inserzionisti hanno tolto dal giornale le loro pubblicità per paura di essere ricattati da quei politici. Ho pagato l’allontanamento dei “servi” che per non perdere i loro “vantaggi” elargiti dai politici facevano finta di non conoscermi. Ma ogni mattina, quando mi faccio la barba e sono obbligato a guardare il mio volto da vicino, so che mi sono rispettato, ho rispettato i miei figli, che ho rispettato anche te, che mi stai leggendo. Sì, ti ho rispettato, perché le mie contestazioni, le mie denunce, le mie lotte escono dalla mia penna con quelle parole, a volte dure e colorite, che solo il cuore può comandare per la Viterbo nostra! Mauro Galeotti Stato di diritto o legge del padrone? Claudio Santella Sulla televisione di Stato sarebbe dovuta andare in onda, in vista delle prossime consultazioni elettorali, una trasmissione in cui Veltroni e Berlusconi avrebbero dovuto incontrarsi faccia a faccia, per esprimere ciascuno le proprie idee e manifestare i propri programmi. Sennonché, secondo quanto comunicato dagli organi di stampa e di informazione, Veltroni ha rinunciato a questo “duello all’americana”.Orbene, che cosa ti va a fare la televisione di Stato, di uno Stato di diritto, si badi bene, in conseguenza della rinuncia di uno dei due contendenti? Nega all’altro contendente la facoltà di apparire in televisione; motivo: il rispetto della par condicio. Altro che par condicio, in realtà si è commesso un sopruso, un sopruso aggravato dal fatto che, davanti ad un comportamento del genere, tutti sono stati zitti: gli organi di informazione si sono limitati a riportare il fatto senza sottolinearne la gravità. Quale sopruso? Quale gravità? Potrebbe chiedersi qualcuno. Il sopruso sta nel fatto che lo Stato stesso, attraverso il suo organo massimo di comunicazione, ha leso un diritto di un suo cittadino solo perché un altro cittadino aveva rinunciato, spontaneamente, senza costrizione alcuna, in piena capacità di intendere, di volere e di agire, ad esercitare il suo. La gravità è che il fatto è stato volutamente sottaciuto da parte di chi avrebbe dovuto evidenziarlo e condannarlo. La Rai non aveva il compito di risolvere la controversia tra Veltroni e Berlusconi, aveva il compito di garantire ad entrambi lo stesso diritto: non lo ha fatto. Tutto ciò è assurdo, assurdo e di una gravità inaudita. Per chiarire meglio l’assurdità e la gravità del comportamento tenuto dalla Rai di Stato è bene precisare, in modo chiaro ed inequivocabile, che compito dello Stato non è la decisione o la risoluzione delle controversie tra i cittadini, ma la tutela dei diritti dei cittadini stessi: questo è bene che si sappia, e la Rai lo sa, e se non lo sa lo deve sapere. C’è da osservare che i cittadini possono sempre rivendicare la loro autonomia negoziale, la libera disponibilità dei loro diritti, ma non possono essere costretti a subire limitazioni ai loro diritti medesimi in conseguenza di decisioni liberamente prese da parte di altri. E’ bene precisare, onde evitare equivoci, che il discorso sarebbe stato lo stesso a parti invertite, perché non è stato violato un diritto a Veltroni o a Berlusconi, ma è stato violato un diritto ad un cittadino italiano, e tanto basta. La televisione di Stato aveva dato facoltà sia a Veltroni sia a Berlusconi di esercitare il diritto di manifestare ciascuno il proprio pensiero: la par condicio era stata rispettata. Se uno dei due, in piena capacità di intendere, di volere e di agire, ha rinunciato spontaneamente, liberamente, senza costrizione alcuna, ad esercitare questa facoltà, l’altro non può, per ciò stesso, subire limitazioni di sorta. La Rai non aveva il diritto di rifiutare all’altro la facoltà di esercitare il suo diritto, però lo ha fatto. La par condicio non sarebbe stata violata se Berlusconi fosse apparso in televisione per esternare le sue idee ed i suoi propositi elettorali, perché nessuno aveva impedito a Veltroni di fare altrettanto. Il diritto di Berlusconi di apparire in televisione è stato condizionato dal comportamento di Veltroni: e ciò, dal punto di vista giuridico, è inammissibile, perché la situazione in cui si è venuto a trovare Berlusconi era, ed è, una situazione giuridica protetta, essendo egli rimasto titolare del diritto di esprimere liberamente il suo pensiero. Ma la Rai di Stato, dicendo di tutelarsi dietro la par condicio, ha, di fatto, esercitato una disparità di trattamento e violato un diritto. Opportuna sarebbe stata, da parte di Veltroni, che vuole ergersi a novello Giustiniano, un’affermazione liberatoria nei confronti del suo avversario, ma questa non c’è stata. Stato di diritto o legge del padrone dunque? Cari cittadini, riflettete al momento del voto. Claudio Santella Una vergogna alle nostre porte Agnese Galeotti Sono anni che il vecchio distributore di benzina è diroccato. Scrivo riguardo a quello che si trova sulla strada che da Porta Romana conduce verso Roma. Più giù del McDonald's per capirsi, esattamente all'angolo dove si trova il semaforo. E' quella grande costruzione blu di una forma un po’ spiovente. Ricordo che da bambina un giorno andai a mangiare nella tavola calda all'interno del distributore, con mio padre e mio fratello, ricordo anche il signore che ci servì. Nel ripensarci la ricordo come una bella giornata. E' un peccato che sia finito tutto in malora. Considerando che ero solo una ragazzina e ora ho 27 anni suonati, beh, devo dire che ne è passato di tempo! Così tanto che passando di lì quasi mi sono abituata al fatto che sia tutto in quella condizione. Ma, il turista che passa in una strada principale come quella in cui è locata la carcassa del vecchio distributore, la penserebbe allo stesso modo? E' andato tutto a scatafascio. E la cosa peggiore è che il disordine e il degrado, portano altri disordini e altri degradi. Infatti, tutto intorno alla costruzione è pieno di erbacce, immondizia e, come se non bastasse, la grata di ferro che circondava l'area abbandonata, è oramai aperta. Potevo entrarvi all'interno. Non l'ho fatto perché ho ritenuto potesse essere pericoloso. La zona non è sicura. Ma un gruppo di ragazzini in cerca di avventura si farebbe fermare dalla razionalità nel riscontrare il pericolo? O entrerebbe ugualmente rischiando di farsi male seriamente? Dopo gli ultimi episodi in cui hanno perso la vita i bambini di Gravina, beh, credo che non ci si debba dare modo neanche di porsela una domanda del genere! Credo che l'area sia privata e che il Comune non c’entri molto. Ma credo anche lo scarica barile non porti da nessuna parte e che sia un diritto e un dovere del Comune stesso, imporre al proprietario, chiunque egli sia, di porre rimedio a tale scempio, brutto agli occhi e anche pericoloso. Anche Vittorio Sgarbi qualche tempo fa, dedicò una critica proprio all'esistenza dei distributori di benzina posizionati troppo vicino alle antiche mura cittadine, figuriamoci in questo orrido stato! Sono sicura che in tempo di elezioni, il messaggio arrivi chiaro e spero che venga sistemato tale degrado, che sfregia la nostra Viterbo. Agnese Galeotti Giovani: facciamoci sentire! Patrizia Labellarte Dopo l'approvazione della legge regionale su "Promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani" e del "Programma triennale degli interventi in favore dei giovani per gli anni 2007-2009" che ha attribuito alle Province nuove funzioni nel campo delle politiche giovanili, l’assessore competente, Renzo Trappolini, insieme agli assessorati all'Istruzione, alle Politiche sociali, alla Formazione Professionale e alle Politiche del lavoro consentirà ai soggetti che operano sul territorio di esprimere la propria opinione e proporre idee da valutare.Ciò sarà presto reso possibile grazie a dei finanziamenti, destinati alla nostra Provincia, pari a 320.000 euro l'anno per tre anni, che la impegneranno nell'istituzione di un tavolo permanente interassessorile e nella costituzione di istituti di partecipazione come i consigli dei giovani, le consulte provinciali, i forum delle aggregazioni giovanili e i servizi informagiovani, insieme a progetti di ambito intercomunale e comunale. "Al fine di avere una visione il più possibile ampia delle problematiche giovanili della Provincia, attraverso l'esperienza di chi quotidianamente opera nel campo esaminando problemi e possibili soluzioni - dice Renzo Trappolini – abbiamo deciso di promuovere la partecipazione ai processi decisionali di associazioni e organismi, con struttura almeno a livello provinciale, che tra i propri fini istituzionali presentano attività in favore dei giovani". C’è tempo fino a martedì 15 aprile per aderire al bando. È necessario inviare i propri dati con i propri recapiti (denominazione, indirizzo, nome del rappresentante legale, telefono, fax, e-mail) insieme al curriculum dell'associazione con la descrizione delle iniziative organizzate in materia di politiche giovanili, alla documentazione relativa all'assetto organizzativo da cui risulti il livello provinciale. Il tutto da inviare per e-mail (t.urbani@provincia.vt.it) o da consegnare a mano all'ufficio posta in arrivo della Provincia, in via Saffi 49. Patrizia Labellarte Giorgio Mattioli, il fotografo Riccardo Manca Il fotografo viterbese Giorgio Mattioli per cinquant’anni ha raccontato, attraverso le immagini, lo scorrere del tempo nella Città dei Papi.Alcuni giorni fa, Giorgio Mattioli è entrato in quel silenzio che, in un punto dell’eternità, scorge la luce immensa del Paradiso. È salito in cielo, lasciando a noi Viterbesi il ricordo inesauribile delle sue splendide fotografie. Lasciando la sua impareggiabile maestria nella bravura di suo figlio, Mauro, che continua, con rimarcata professionalità, il cammino intrapreso dal padre nel lontano 1948. Voglio salutarti così, carissimo Giorgio senza fastosi addii, perché questo è stato solo un arrivederci. Voglio salutarti così. Riccardo Manca Scienze politiche Silvia Ciccioni Come studentessa e nonché laureanda in scienze e tecniche della comunicazione nella facoltà di Scienze Politiche a Viterbo, posso dire che sono molto soddisfatta di aver scelto questa università, che grazie alle numerose iniziative, in primis del preside Massimo Ferrari Zumbini, ma poi anche di tutte le persone e gli studenti che lavorano e frequentano l’ateneo, riesce ogni anno sempre di più a farsi conoscere e apprezzare da numerosi studenti di tutta Italia.La facoltà di Scienze Politiche “San Carlo” è la più giovane facoltà di Scienze politiche del sistema universitario italiano, è nata nel 2002 eh ha la sua sede nel quartiere medievale di Viterbo, con circa 1700 studenti. Si sa che le iscrizioni dell’anno accademico sono state numerosissime, tanto da pensare addirittura di fare un test d’ingresso per le matricole, in modo da non saturare l’ateneo e le strutture disponibili per l’attività didattica. Il 30% delle persone frequentanti sono in piena attività lavorativa e professionale, altri hanno già conseguito il titolo di laurea quadriennale; questi dati testimoniano la possibilità di accesso e di libera partecipazione alle lezioni di gran parte degli studenti in grado di conciliare i propri impegni con lo studio, ricordo inoltre che la frequenza non è obbligatoria. Si rilasciano due titoli di laurea: Scienze della Comunicazione divisa i scienze e tecniche della comunicazione e Scienze della Pubblica Amministrazione. L’università ha accordi di scambio con diversi enti e aziende che permettono agli studenti di poter svolgere degli stage finalizzati anche per l’attività lavorativa di un futuro laureato. Ci sarebbe molto altro da dire, ma concludo ringraziando tutto l’ateneo che mi ha aiutato a conoscere delle risorse intellettive, fino a poco tempo fa da me inesplorate. Silvia Ciccioni Celiachia, verso il nuovo male del secolo Silvia Ciccioni Eccomi qui di nuovo ad affrontare un problema che mi riguarda in prima persona:la celiachia. Ho scoperto questa mia allergia all’età di 26 anni… questa estate durante un mio viaggio all’estero,i continui crampi allo stomaco e il mio improvviso dimagrimento sono stati un campanello di allarme verso esami più approfonditi che mi hanno dato la certezza di esserne affetta. Improvvisamente mi sono trovata di fronte ad una nuova realtà, piena di persone nella mia stessa posizione che spesso così quasi per caso, scoprono di essere celiaci e di avere questa allergia o intolleranza al glutine,contenuto nella pasta, pane, pizza dolci e suoi derivati. Con l’aiuto della dottoressa Cristina Luiso responsabile AIC di Viterbo,ho iniziato a frequentare congressi, cene, ed eventi correlati ed ho capito che poi avere questa allergia non è poi così drammatico come sembra nei primi mesi dopo la prima diagnosi. Certo non fa piacere a nessuno rinunciare alla pasta,alla pizza ed in particolare ai dolci ma per fortuna Viterbo si sta adeguando con farmacie sempre più ricche di prodotti senza glutine tra cui anche la mia amata pizza margherita. Spero vivamente, che venga attuato il progetto, in corso dall’associazione celiaci per il rifornimento di snack, con macchinette contenenti anche prodotti senza glutine,questo di certo sarebbe un buon passo verso un adeguamento necessario e volto a migliorare la condizione dei numerosi celiaci viterbesi. Silvia Ciccioni Teatro regionale Francesca Bruti Si è svolta con successo la Festa del Teatro Regionale organizzata a Capodimonte lo scorso weekend (5-6 aprile), presso la Domus “Holidays House”. Alla manifestazione, che è stata promossa dalla FITA regionale, in collaborazione con la presidenza nazionale dell’associazione, hanno partecipato un elevato numero di persone, circa 180, ed è stata un’occasione piacevole di incontro per le numerose compagnie teatrali provenienti dalle città del Lazio.Nel pomeriggio del sabato i partecipanti hanno avuto la possibilità di scegliere tra diverse attività: laboratorio di mimo, di doppiaggio e di illuminotecnica, tenuti da esperti maestri dei tre settori, o una visita guidata del centro medievale di Viterbo. Dopo cena, la serata ha visto prima la premiazione delle diverse compagnie presenti per gli spettacoli portati in scena nei mesi prima, poi è stata animata dalla Compagnia Favl, padrona di casa, che ha portato in scena il divertente “Cupido, scherza e spazza”; a seguire, un nutrito gruppo di persone ha scelto di andarsi a rilassare alle “Terme dei Papi”, che per l’occasione ha aperto la piscina termale per un piacevole bagno notturno. Gli altri sono rimasti a godersi il piano bar presso la Domus. La domenica mattina i partecipanti quasi al completo hanno usufruito del piacevole servizio del Tour del lago su battello, offerto dal Comune di Capodimonte. Inutile dire che questo della Festa del Teatro è stato un evento che, oltre ai partecipanti aderenti all’associazione, ha dato modo di trasmettere la passione del teatro a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione e ai semplici “simpatizzanti”… offrendo la possibilità di scoprire modi diversi ed interessanti per passare delle ore in serenità. Francesca Bruti Baccaionata singola Baccaionata singola perché è così grossa che non v’è spazio per le altre VELTRONI - Veltroni merita una baccaionata a parte quando afferma che annienterà la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta. Una considerazione breve, perché i discorsi di verità sono semplici. Veltroni che, Sindaco di Roma, non è stato capace di far tacere quattro professori scriteriati, supportati da altrettanti studenti, interessati più a superare l’esame che alle idee dei loro insegnati, costringendo, così, il papa a rinunciare alla sua visita alla Sapienza, vuole farci credere di voler annientare addirittura tutta la delinquenza organizzata …. Prendiamola a ridere, altrimenti ci vengono in mente anche i vari Bassolino, le varie Jervolino, le varie mozzarelle e tutte le altre “bufale” che ci onorano della loro presenza e delle quali, guarda caso, Veltroni non parla. Baccaione L’osservazione sorge spontanea Q.d.P. In prossimità delle elezioni leggiamo, sulle pagine dei giornali, alcuni titoli che ci ispirano osservazioni spontanee quanto immediate, che, è bene dirlo, non hanno nessun secondo fine né vogliono essere di offesa a qualcuno; come si dice: “absit iniuria verbis”. Tuttavia, quantunque non sia alcun malanimo nelle nostre osservazioni, un consiglio ai nostri concittadini ed a tutti gli elettori italiani desideriamo darlo: Attenzione, tutti costoro dicono quello che faranno e faranno quello che non dicono. Appello di Maurizio Federici: “I candidati vadano a donare il sangue” – Sarebbe stato meglio avesse detto “…vadano a restituire il maltolto”. Sposetti: “La giunta Gabbianelli ha lasciato tante incompiute” – Considerate quelle compiute non è da credere che sia un male. Fracassini: “Sposetti parla senza conoscere lo stato dei lavori e le situazioni” – E meno male, perché se lo conoscesse e lo dicesse, a parte i cittadini, non so chi ci guadagnerebbe. “La Provincia finanzia il CEV” - Perché i soldi del Comune non bastano? E poi finanziare le società da parte degli Enti Pubblici non è vietato dalla normativa europea? “Elezioni, istituito un servizio di trasporto per i disabili”- Bene! E adesso nominiamo un presidente, un vice presidente, un consiglio di amministrazione e quant’altro; dopo, naturalmente, aver aumentato le tasse per la relativa copertura finanziaria nonché per coprire il futuro e certo deficit. “Disagio e povertà nella Tuscia – Giovedi l’ultimo seminario del ciclo di conferenze” - Se parteciperanno tutti gli interessati bisognerà replicare questo ciclo per diverse volte allo stadio Rocchi. E poi viene da chiedersi: chi terrà le conferenze, i faganes dietnis? “Illuminazione pubblica ad intermittenza” – Si, ma le tasse per la manutenzione della stessa ed il mantenimento dei relativi amministratori sono a getto continuo. “Alitalia: nessuno resta a casa” – Tutti sfrattati. Ah l’Italia! Ugo Sposetti: “Riqualificazione della città e sicurezza sul lavoro” – Forse farebbe prima a farla nuova la città. - Sicurezza sul lavoro, ma sul lavoro di chi? Antonio Mercanti: “I pedoni sono una specie in estinzione nella nostra città” – Tanto vero che i marciapiedi sono pieni di automobili in sosta. Fosca Mauri Tasciotti : “Più presenza delle donne nella politica” – Foemina imputet sibi. Paolo Barbieri: “Al servizio dei cittadini”- Di tutti o soltanto di una élite? Proposta di legge sugli immigrati – Abbiamo ancora molto da fare per gli Italiani: procediamo per gradi. Strisce pedonali: tema poco affrontato – Vaghe strisce per terra io non credea tornare ancor per uso a contemplarvi… Cosa rimane del chiasso pre elettorale: “Le bucie”. Q.d.P. Pensiamo ad altri Claudio Santella La mancanza di idee e la mediocrità dei propositi che le persone ed i personaggi attualmente alla ribalta delle cronache, in virtù delle prossime consultazioni elettorali, ci manifestano, ci inducono a rivolgere altrove le nostre attenzioni ed i nostri pensieri. L’insistenza ed i modi con cui tali mediocrità ci vengono sottoposte rafforza i nostri propositi. E’ naturale che, in questi frangenti, riaffiorino nella nostra memoria fatti positivamente eccezionali e figure di persone altrettanto eccezionali, specialmente quando il loro ricordo occupa ancora l’attualità della nostra vita quotidiana. Un esempio per tutti: Giovanni Paolo II, del quale, ricorre il terzo anniversario della scomparsa. Approfitto di questa ricorrenza per ricordare la sua figura che, quantunque uscita dalla esistenza terrena, continua ad essere presente nella nostra memoria come se fosse ancora tra noi: il suo pensiero, la sua azione, i suoi modi, lo stesso desiderio di lui che è in noi, ce lo fanno idealmente raffigurare come se fosse risorto. Perché tutto questo? Perché quella figura, quella voce, quelle idee, quei sentimenti espressi nelle sue parole continuano a vivere in noi? Benedetto XVI, nel ricordarlo in occasione del terzo anniversario della sua scomparsa, ha attribuito a Giovanni Paolo II qualità soprannaturali. Pur accettando questa interpretazione dell’operato di Giovanni Paolo II sono più portato a credere che la sua figura sia rimasta impressa in noi non tanto per le sue qualità soprannaturali, che ne sminuirebbero il valore, quanto dal suo comportamento quale persona umana normale, comportamento permeato dall’amore cristiano, da quell’amore che egli metteva nel suo operare quotidiano, nel suo stesso essere. A mio sommesso avviso Giovanni Paolo II voleva dimostrare, e c’è riuscito benissimo, che operando con l’amore di Cristo, vivendo ad imitazione di Cristo e confidando nel Suo aiuto, che egli invocava attraverso la Madonna, ad ognuno di noi è possibile una vita non solo socialmente irreprensibile, ma addirittura straordinaria, da santi. Le beatificazioni e le santificazioni da lui poste in essere ne sono una prova. Giovanni Paolo II era a conoscenza delle difficoltà terrene, sapeva delle sue debolezze e si rivolgeva alla Vergine per superarle, chiedendo il Suo aiuto attraverso la totale dedizione di se stesso. Il risultato raggiunto da questo grande papa è davanti agli occhi di tutti, sia che si ponga mente alla sua biografia umana, sia che si consideri la sua missione sacerdotale. Intellettuale, studioso, artista, operaio, studente, cittadino partecipe delle vicende de suo popolo e della sua patria, certamente non liberi, si è sempre levato come segnale di speranza e come esempio. I fatti gli hanno dato ragione: nessuno può negare, né potrà, che egli è stato protagonista morale di eventi che nessuna altra forza politica e materiale, che nessun intervento militare, avrebbe potuto determinare in ugual maniera. Parimenti affascinante la sua figura di religioso: da subito. “Non abbiate paura di aprire, anzi di spalancare le porte a Cristo”. Non una paura di qualcuno o di qualche cosa, ma un invito a credere in Cristo, nella Sua dottrina, nella Sua resurrezione. Un invito che disse, che scrisse, che attuò. Disse nei suoi discorsi, scrisse nelle sue encicliche, attuò nei suoi viaggi. Viaggi che resero visibili le moltitudini dei credenti, che resero visibile l’universalità della Chiesa non confinata in alcuna teoria politica, in alcuna civiltà, in alcuna cultura: katà oloi, da cui cattolici, cioè verso tutti. Sempre, sia in salute che da malato, Giovanni Paolo II si è eretto a baluardo dell’amore di Cristo, perché sempre è possibile vivere in Cristo, con Cristo e per Cristo. Perché la dottrina di Cristo, anche a chi non crede nell'altra vita, insegna a vivere, in questa, in pace con noi stessi e con il nostro prossimo. E insegna anche a morire. Sempre. Giovanni Paolo II lo ha fatto sempre: andando insegnava, insegnando andava. Come dimenticarlo? Non possiamo. Ma possiamo ricordarlo.Come? Andando insegniamo quella dottrina: con l’esempio, come lui, perché proprio lui ci ha insegnato che ciò è possibile ad ognuno di noi. Pensiamo a persone di siffatto tipo, dunque, e, guardando a costoro riflettiamo nel nostro intimo. Claudio Santella Pasquetta Pantaleo Spagna Negli anni 50, la pasquetta, giornata della famosa rottura della scarsella si festeggiava in altra maniera. Non vi erano i mezzi tecnologici di oggi, non vi erano i mezzi di trasporto che vi sono ora, ma tutti chi in una maniera o chi in un’altra, non mancavano mai a tale appuntamento. Oggi in particolar modo la ricorrenza si vive diversamente, i giovani partono con tutti i mezzi a loro disposizione, le famiglie si riuniscono al ristorante o in agriturismo, le comitive preferiscono luoghi di divertimento, ma allora era tutto diverso. La domanda era una sola “dove vai a rompere la scarsella?”.La risposta a questa domanda per i Viterbesi era sempre quella “a Bagnaia alla Villa Lante”. Si perché il parco della villa si prestava magnificamente per merende al sacco, pizze di Pasqua, salumi da accompagnare alle pizze, uova sode, fiaschi di vino e, infine, si giungeva alla rottura della scarsella che consisteva ad un dolce pasquale rappresentato come una borsetta con un uovo (simbolo delle donne perché i maschietti avevano il bracone), poi si finiva con giochi vari, canti, stornelli conditi con abbondanti libagioni. Le famiglie di allora: genitori, figli, nipoti, nonni, affrontavano la pasquetta con un altro spirito. Anche se la guerra era finita da poco, la festività della Santa Pasqua come era conseutidine, oltre quella religiosa, si festeggiava con quella culinaria che oltre le fettuccine, l’agnello, la coratella, i carciofi dorati e fritti e tante altre cose, che evidentemente non si riusciva a terminare tutto il desinare che si era preparato. Quindi si pensava alla pasquetta. Ricordo che oltre la mia famiglia, si aggregavano altri nuclei familiari del vicinato. Non avendo mezzi di locomozione a disposizione, dato che eravamo un bel mucchio di persone, si andava alla stazione Roma Nord, si prendeva, con grande allegria dei più piccoli, il trenino per andare a Bagnaia. Arrivati a Bagnaia, ci avvicinavamo all’ingresso della villa e qui era il dramma. Bisognava pagare il biglietto d’ingresso. Dato che il mostro gruppo era molto numeroso, non volevamo spendere quella cifra e di conseguenza aggiravamo l’ostacolo, prendevamo la via della “fontana del bacio” dove si arrivava al muro di cinta che recintava la villa. Qui si presentava un secondo problema: il muro era alto un paio di metri. Noi avevamo alcune persone anziane e dovevamo farle salire sul muro. Per noi giovani non era un problema: le pietre del muro erano vecchie e fatiscenti, non presentavano più il malto che con il tempo si era sgretolato e quindi tra una pietra e l’altra era molto agevole arrampicarsi. Quattro cinque o sei giovani ci arrampicavamo sul muro, ci mettevamo a cavalcioni sullo stesso e da lassù pretendevamo le braccia pronti a raccogliere le persone anziane. Sotto il muro altri giovani aiutavano le anziane a salire spingendole dal basso. Con grande ilarità e giocosità, le tre persone anziane tra l’altro molto robuste e pesanti, arrivavano alla sommità del muro e il problema era risolto. Da allora avevamo tutto il pomeriggio a disposizione per festeggiare la pasquetta con grande allegria, tra una moltitudine di persone che come noi erano sul prato della villa, si,sentivano canti, suoni di fisarmoniche, di chitarre con tanti stornelli e sino al tramonto era una grande armonia di persone felici e contenti. Al termine della festa, si usciva dalla villa, questa volta dal cancello senza rifare lo scavalcamento del muro, si riprendeva il trenino della Nord per tornare a Viterbo, dove ognuno tornava alle proprie case, con tanti ricordi, stanchi, ma tanto contenti Pantaleo Spagna postato da: Spvit | 16:35 | |