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giovedì, marzo 13, 2008

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Domenica 6 Aprile 2008

ED OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE

MERCATINO DELLE CURIOSITA’
SUL PARCHEGGIO ESTERNO
DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA
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Dichiarazione di Giovanni Bartoletti
della Lista civica VITERBO VOLA
Viterbo 13 Marzo 2008

Sono giorni che ci incontriamo tutti insieme, candidati e amici, per decidere il nostro futuro, relativamente al turno elettorale del 13 e 14 aprile.
Partiamo dal presupposto che era tutto pronto, dal candidato sindaco ai 40 coraggiosi per il consiglio comunale. Andava però valutato attentamente il comportamento giusto da seguire, quello che tutti avremmo condiviso. Come portavoce della lista civica “Viterbo Vola” ho incontrato tutti i candidati a sindaco al comune di Viterbo, ascoltando le loro proposte e analizzando la loro visione sulla Viterbo che verrà.

Solo questo ci interessa, sapere chi avrebbe potuto condividere con noi lo sviluppo della città, quello che nei prossimi anni la cambierà radicalmente, molto più di quanto fino d’ora si riesca ad immaginare. Noi vogliamo che l’aeroporto sia il volano per lanciare il turismo, l’arte e la cultura viterbese, ma vogliamo anche la realizzazione di uno scalo che abbia il minimo impatto con l’ecosistema. Per questo ci sarà bisogno di una pianificazione specifica. E noi faremo la nostra parte.
Chiunque di noi avrà l’onore di sedere tra i banchi della Sala d’Ercole di Palazzo dei Priori saprà difendere le idee e i principi di tutti i candidati della lista “Viterbo Vola”, e lo farà con enorme orgoglio.
Per fare questo al meglio abbiamo effettuato una scelta, che si è avvicinata molto alla figura dell’uomo più che a quella del politico. Se c’è stata, in questo anno e mezzo di battaglia per l’ottenimento dell’aeroporto, una persona che ci è stata sempre vicino, quella persona è Giulio Marini, candidato a sindaco per il Popolo della Libertà.

Al di là della scelta politica, la decisione è stata portata, per così dire, dal cuore. Con Giulio Marini è ormai facile capirsi al volo, e sappiamo che la sua attività amministrativa sarebbe, anzi, … sarà orientata verso le priorità che definiamo anche nostre.
Da oggi, lavoriamo insieme con lo scopo comune di vincere le prossime amministrative, per operare dal giorno seguente per il bene della città.

E da quel momento i rappresentanti di “Viterbo Vola” porteranno le proprie idee all’interno del Consiglio Comunale, e lavoreranno ogni giorno per ricordare al Sindaco e alla Giunta che è arrivato il momento di fare.

Giovanni Bartoletti
Lista Civica Viterbo Vola



12 Aprile 2008
Anno XVIII n° 5




Quaranta volti freschi di giornata
“Viterbo vola”, la lista civica
Mauro Galeotti

fotogaleottiSplinderDecolla in città una nuova lista civica che non poteva avere altro nome se non “Viterbo vola”.
Una lista particolare perché è composta di quaranta nomi acqua e sapone, sì gente che si avvicina alla politica senza retaggi pregressi di ambizioni politiche non riuscite.
Il traino è l’avvocato Giovanni Bartoletti, presidente del Comitato per l’Aeroporto, che ha dedicato il suo tempo a delineare un filo conduttore che distingua “Viterbo vola”, dalle altre liste per il consiglio comunale.
Una delle caratteristiche dei neo candidati è quella di non criticare gli altri concorrenti, di non denigrare nessuno, di avere il massimo rispetto per le idee altrui. Cosa che non fanno i politici incalliti; i politici abbarbicati alle poltrone del potere; i politici di cuja, ossia quelli che hanno ereditato il potere dal genitore o dal protettore.

Invece di proporre programmi seri, stanno lì ad accusarsi a vicenda.
Che pena mi fanno, mamma mia!
La lista “Viterbo vola” si fonda sul patrimonio intellettuale e morale, di cultura e tradizioni ereditate dal passato, dal tempo, quel tempo che ha segnato le nostre pietre di peperino, le nostre pietre di tufo, che ha segnato con solchi profondi le fronti dei nostri antenati.
Non si può perdere tempo accusando l’ipotetico avversario di non aver fatto e se ha fatto di averlo fatto male.
Viterbo_vola_simboloW“Viterbo vola” vuole essere assolutamente propositiva iniziando dalle facce nuove della lista dei quaranta candidati.
Sono talmente tante le cose da proporre quando si è puliti dentro che l’ambizione principe è quella di agire con onestà nei confronti dei Viterbesi e nei confronti della storica nostra città.
“Viterbo vola” ha spuntato le ali con il Comitato per l’aeroporto e le opere della Tuscia, un organismo tutto viterbese che si è battuto con i fucili della ragione, con i pugnali delle parole, con i bazooka delle leggi e con i cannoni del dialogo.
Armi tutte efficacissime, tanto che non appena sparate in piazza, una miriade di amici, di simpatizzanti si sono uniti per un unico fine, elevare Viterbo a porta dell’Europa.
Chi non ha conosciuto nel corso dell'attività del Comitato l'incessante impegno, la determinazione e la passione manifestata per il territorio e per i suoi giovani, dal segretario Maurizio Pinna? Altro esempio di spirito costruttivo e propositivo del Comitato, sempre equilibrato nella sua comunicazione.
Un uomo che agisce dietro le quinte, per la modestia che lo distingue, ma pilastro portante del Comitato stesso.
E non va dimenticato, il vice presidente del Comitato, Stefano Caporossi, sempre disponibile ad offrire se stesso in ogni occasione, con lo spirito altruista che lo distingue. Affabile e sincero, mette a disposizione del Comitato le risorse personali che lo caratterizzano.
E’ necessario che a Palazzo dei Priori entrino nuove idee, portate da gente motivata, basta col rimuginare le solite vecchie idee.
Sono cresciuto in questa città e sin da ragazzo ho sempre sentito parlare di sviluppo termale, di sviluppo della Cassia, di sviluppo della ferrovia, di sviluppo industriale, di sviluppo economico, turistico, archeologico. Ad ogni elezione la stessa zunna ha riempito le mie orecchie, la mia testa, fino a gonfiare, gonfiare, gonfiare... ed hai capito cosa.
Un aeroporto, anzi un eco-aeroporto, come “Viterbo vola” vuole sostenere, ossia una infrastruttura che abbia il minimo impatto con l’ecosistema, sia acustico che ambientale, porta enormi vantaggi a chi ha la fortuna di viverlo.
Tu che mi leggi forse non ci hai pensato, ma in un aeroporto è necessaria la sede dei pompieri, della polizia, dei carabinieri, della finanza, un pronto soccorso, negozi di ogni genere sia artigianale che commerciale.
L’aeroporto è una città nella città.
Attenzione particolare, quindi, si dovrà avere per il Piano regolatore cittadino, che con la nuova infrastruttura, dovrà avere tutti quei requisiti necessari per una facile fruizione dei servizi, dei beni e delle strutture culturali, delle opere d’arte, del magnifico territorio etrusco ricco di castelli medievali, di giardini rinascimentali, di laghi, fiumi e monti dalla magnifica unicità.
La nostra città sarà il centro europeo di congressi, avvenimenti, fiere, convegni di primaria importanza.
Dobbiamo non farci scippare l’enorme opportunità che ci offre l’aeroporto, da coloro che sono legati a quegli schemi politici che vedono i nostri governanti cittadini guidati dell’onorevole romano di turno, o da coloro che muovono i fili dall’alto.
Viterbo deve essere restituita ai Viterbesi.
Per garantire tutto ciò “Viterbo vola” è in contatto con tecnici di livello internazionale per acquisire consigli per un aeroporto d’avanguardia e con geologi di fama mondiale, per studi al fine di realizzare un aeroporto ecologico.
Non va dimenticata la vicinanza con il porto di Civitavecchia che apre la porta alla realizzazione della ferrovia veloce per Roma e all’autostrada verso uno dei porti più importanti in Europa.
L’aeroporto porterà turismo e un polo d’attrazione per le imprese che si occupano di logistica, di trasformazione dei prodotti e di servizi.
E’ ora di finirla di essere sudditi, di portare l’acqua al mulino degli altri.
“Viterbo vola” lavorerà per i Viterbesi, per la loro occupazione, in una struttura che sarà il fulcro di ogni futuro benessere cittadino.
La motivazione che deve stimolare i Viterbesi a votare per i candidati della lista civica “Viterbo vola”, come ama dire Giovanni Bartoletti, capofila della fresca cordata, è che “Noi siamo loro”.
Mauro Galeotti


Campagna elettorale
Claudio Santella

fotosantellaclaudioQuesta classe politica, ormai non più classe, ma casta di benestanti con una intelligenza inversamente proporzionale ai loro redditi, piena zeppa di parolai rissosi ed inconcludenti, usa a dire cose che non stanno né in cielo né in terra, e a dirle, per di più, con ostentazione, a volte con piglio scuro, quasi pontificasse, ci chiede il nostro voto: mi auguro che non convinca più nessuno.
Questa classe politica che ci ha ridotti, fatti salvi i disonesti e quant’altro, ad uno stato di bisogno, che così seguitando, ci condurrà ad uno Stato bisogno, non sa più cosa inventarsi e cosa ammannirci pur di conservare i propri privilegi.
Questa classe politica che sputa continuamente sentenze, che sa solo parlar male dei propri avversari, che ci ha tolto ogni dignità a livello internazionale, ci riempie di bugie di ogni sorta per farci credere, addirittura, che opera per il bene del Paese: ognuno si sente il novello Mosè e mostra il suo decalogo.
Ebbene a questa classe politica io auguro volentieri di andare a quel Paese, fatto ed amministrato così come, per essa , è bene; senza gestirne il potere, beninteso, ma subendolo.
Ho paura che non siamo meritevoli di una democrazia, con tutte le conseguenze che ciò comporta: la nostra, purtroppo, è una democrazia dove regna la delinquenza, dove chi è più forte ha sempre ragione, dove pochi gozzovigliano alle spalle di molti, dove è diritto ciò che viene comandato: tutte caratteristiche, queste, di un regime assoluto.
Questa classe politica, che ha fatto danni su danni, che ha la forte vocazione a farne altri, si è rinchiusa in un fortino ed è precipitata nel pozzo nero del medesimo fortino in cui si era rinchiusa, dopo aver dilapidato un patrimonio di civiltà.
A questa classe politica, che blatera continuamente quando si tratta di concretizzare gli interessi pubblici e che, per contro, agisce concretamente e nel silenzio allorquando di tratta di curare gli interessi propri, io non credo più. Né credo più alle riforme che questa classe politica sbandiera allo spirare di ogni vento, perché non si possono sanare i mali attraverso le stesse persone che li hanno causati.
La diagnosi è facile, alla portata anche di un medico laureatosi nel sessantotto, quando bastava dire nome e cognome per prendere trenta e indovinare la matricola per avere la lode, ma terapie efficaci non ne vedo.
Ho paura, purtroppo, che un qualche medico castigamatti, per rimanere nel tema, impugni un bisturi e, proclamandosi salvatore della Patria, incida il bubbone putrido della condizione in cui ci troviamo, della condizione in cui questa classe politica, con il nostro consenso, ci ha portati. Ho paura perché se ciò accadesse dovremmo dire addio anche a quella libertà che ancora godiamo, anche se in maniera più o meno virtuale. Praeterita docet: il passato insegna.
Questa Destra che ha tutti i difetti della Destra senza averne i pregi, questa Sinistra che non sa più come nascondere il sangue versato e nascosto solo perché tra i vincitori della guerra, questo Centro che vuole rinascere senza avere una spina dorsale, non ci porteranno lontano.
Claudio Santella


Uno spot per l’Aeroporto
Agnese Galeotti

AgneseSplinderPresente sul sito della Provincia di Viterbo (http://www.provincia.vt.it) il nuovo video pubblicitario del nuovo Aeroporto di Viterbo in costruzione.
L'Agenzia Sviluppo Lazio in collaborazione con l’Assessorato Regionale allo Sviluppo economico e al Turismo, hanno elaborato un video che pubblicizza l'avvento dell'aeroporto viterbese.
Un benvenuto ad una forma di sviluppo enorme per la nostra città. A Viterbo un nuovo valore, come punto turistico e città di merito. Sì perchè è stata scelta come città più idonea per l'evento.
Lo scopo principale del video è mirare all'Europa.

Presentare il futuro scalo low cost ai grandi e piccoli paesi esteri, infatti, è stato l'obbiettivo dei due Enti che, come ha riferito il presidente Alessandro Mazzoli, uniti l'uno all'altro hanno spesso giocato una parte fondamentale nel valorizzare il turismo nella nostra città.
Valorizzati nel video gli aspetti per l’ottimo punto di collegamento dell'aeroporto. Posizionato nel centro della nostra nazione, facilità i traffici commerciali e di collegamento con il resto dell'Italia. In più si evidenzia nel video pubblicitario, la vicinanza al porto di Civitavecchia e anche la vicinanza alla Capitale, distante poco più di 90 km. Lo spot in onda in anteprima sul sito della Provincia di Viterbo verrà proiettato in occasione del Greater Rome and Lazio Regione, padiglione delle istituzioni di Roma e del Lazio. Proprio per arrivare in maniera semplice e efficace ai paesi stranieri, il video è stato realizzato in lingua inglese, buon auspicio per il futuro turistico della nostra città.
Agnese Galeotti


Attenti a costoro
Quidam de Populo, immo vero, de Populino

L’ultima che hanno combinato è un’altra azione proditoria. Mentre la gente continua morire sui posti di lavoro, per portare a casa un tozzo di pane, il Governo, forse tutto preso per la realizzazione degli interessi privati di questo e di quel politico, che cosa ti va a combinare?
Emana un decreto con il quale inasprisce le sanzioni per chi non osserva le norme di sicurezza sui posti di lavoro!
Evviva: siamo salvi! Attenzione, perché sono tutte chiacchiere.
Sono chiacchiere perché a chi lavora poco importa che i datori di lavoro inadempienti siano sottoposti a sanzioni; a chi lavora interessa che i datori di lavoro osservino le norme di sicurezza per la loro tutela; a chi lavora interessa che chi è chiamato a far osservare tali norme le faccia osservare.
Perché l’emanazione di un nuovo decreto? Forse che non esistevano norme in merito? Certo che esistevano; esistevano ed esistono, solo che nessuno le osserva e nessuno, dei preposti ai controlli, le fa osservare: e tutto questo non solo impunemente, ma anche con un torna conto economico.
Che a morire siano, poi, gli altri sembra poco importare. Così è stato in passato, così è, e, purtroppo, credo, così sarà.
Il discorso è più semplice di quanto si voglia far credere.
Ricordo ancora, come se le avessi udite ieri, le parole che il professor Michele Giorgianni pronunciò durante una sua lezione nell’aula prima della facoltà di Giurisprudenza della università “La Sapienza” di Roma. Era,  l’anno accademico 1966/67, ed il professore, per chiarire meglio a noi studenti alcuni concetti giuridici, che sono espressi tra le righe del diritto, portò questo esempio: “Supponiamo che il furto di galline, punito, ad esempio, con un mese di carcere, abbia raggiunto livelli non più tollerabili; il legislatore per mettere un freno ai furti di galline decide di elevare la pena da un mese a sei mesi di carcere.
Emana la legge, ma i furti di galline non accennano a diminuire. Come mai? Il fatto è che su cento furti di galline solamente di due vengono scoperti i colpevoli ed i ladri vengono arrestati, per gli altri novantotto furti i ladri riescono a farla franca.
Orbene se su cento furti di galline solamente in  due casi i ladri riuscissero a farla franca e per gli altri novantotto venissero arrestati, state  pur sicuri che i furti diminuirebbero in maniera considerevole, anche se la pena da scontare fosse stabilita  non in un mese, ma in una settimana di carcere.
Questo perché?  Perché il ladro, nel compiere il furto, non si preoccupa di quella che è la pena prevista, ma spera sempre di farla franca, spera di non essere preso: se ciò avviene il ladro ruba, se ciò non avviene non ruba, Non si chiede il ladro se dovrà scontare  un mese o sei mesi di carcere, si preoccupa solo se la farà o meno franca”, e, se vede che la fa franca, ruba.
L’esempio del professor Giorgianni mi sembra si attagli perfettamente al caso dei morti sui posti di lavoro.
Se il governo Prodi, anziché emanare un nuovo decreto in merito, avesse provveduto a far osservare le norme di sicurezza già esistenti, le morti sui posti di lavoro sarebbero sensibilmente diminuite: su questo non credo possano esservi dubbi.
Perché allora il governo Prodi non ha provveduto in tal senso? Le risposte possono essere molte e di vario genere, e tra queste risposte non credo possa ritenersi completamente fuori luogo comprendervi anche il supporre che una maggior serietà di comportamento dei controllori, serietà che avrebbe fatto concretamente gli interessi dei prestatori di lavoro più deboli, si sarebbe scontrata con gli interessi dei controllori stessi.
In altre parole è lecito supporre che chi deve osservare le norme di sicurezza preferisca rischiare e magari corrompere i controllori, che non sopportare i costi di attuazione delle misure di sicurezza così come prescritte dalla legge: è più conveniente sia per chi è controllato sia per chi controlla.
L’ipotesi non è né astratta né manifestamente infondata.
Orbene, è lecito altresì supporre che il governo Prodi, nella sua serietà più volte autoconclamata, ma mai realizzata, abbia fatto due calcoli: i datori di lavoro sono più forti sia economicamente sia politicamente dei prestatori di lavoro e, all’atto pratico, hanno più incidenza sul risultato elettorale di quanta ne abbiano i poveri disgraziati che vivono del loro lavoro prestato alle dipendenze di costoro e che, per la loro stessa condizione, sono costretti  a chiedere; che, in una parola, sono innocui e manovrabili.
V’è, poi, un altro vantaggio: aumentando le sanzioni aumenta, per logica conseguenza, anche il costo delle corruzioni, cosicché chi prende le bustarelle per chiudere un occhio, e spesso tutti e due, ci guadagna ancora di più. Non a caso Indro Montanelli affermava che le leggi rigide servono ad ingrossare le bustarelle.
C’è stata, è vero, una protesta da parte dei datori di lavoro, degli imprenditori, ma è stata una protesta “di rito”, una questione formale, un atto dovuto e nient’altro.
Ognuno ha fatto i suoi calcoli ed a rimetterci sarà, come al solito, il più debole, cioè indovinate chi…?
Nessuno ha sentito il bisogno, la necessità, il dovere, ma che dico, il desiderio di solidarizzare con i più deboli: non vi sono stati girotondi di sorta, né tavole rotonde; solo tavole imbandite per procacciarsi voti alle prossime elezioni per le quali hanno pure la faccia tosta di riproporsi.
Bella serietà, non c’è che dire…del resto s’era già visto.
Quidam de Populo, immo vero, de Populino


Faul va in scena
Francesca Bruti


Bruti Francesca SplinderDopo la prima rappresentazione in apertura della stagione teatrale lo scorso 31 gennaio presso il teatro comunale di Rieti, la Compagnia FAVL di Viterbo continua con successo le repliche della commedia di Titina e Peppino De Filippo “Quaranta ma non li dimostra”, sempre più richiesta nei maggiori teatri d’Italia.
Gli appuntamenti sono i seguenti: mercoledì 12 marzo, presso il Teatro San Leonardo di Viterbo, alle ore 21,15; giovedì 22 maggio alle ore 16,30, al Teatro Comunale di Caserta; fino ad approdare venerdì 26 settembre alle ore 21,00 addirittura a Napoli, presso il famoso Teatro Plaza.
La FAVL è una delle più autorevoli compagnie esistenti sul territorio della provincia di Viterbo, diretta da Bruno Mencarelli, e si vedrà impegnata già fino alla fine del 2008, grazie anche alle variegate e molteplici opere in cartellone che la compagnia è in grado di proporre, frutto del serio e costante lavoro di tutti i componenti del gruppo.
Tra le rappresentazioni già eseguite, sabato 23 febbraio, alle ore 21,15 al Teatro San Francesco di Bolsena, è andato in scena uno spettacolo in due atti separati: la simpatica commedia “Si fa presto a dire ciao” di Sandra Conti e l’esilarante “Pericolosamente” di Peppino De Filippo. Invece, segnaliamo le performance che prossimamente saranno allestite dalla Compagnia, tutti appuntamenti importanti sia per la qualità delle opere sia per i prestigiosi teatri che la compagnia è chiamata a calcare, dove con successo ancora una volta porterà alto in nome della cultura la città di Viterbo:
- “Chi è più felice di me” di Edoardo  De Filippo si porterà in scena sabato 3 maggio alle ore 17,00 ed alle ore 21,15 presso il Teatro Orione di Roma; si replicherà sia sabato 28 giugno al Teatro Ghione di Roma alle ore 21,15 sia sabato 12 luglio al Teatro Comunale Moderno di Rieti sempre alle ore 21,15.
- “Francesca da Rimini” di Antonio Petito sarà allestita mercoledì 18 giugno alle ore 21,15 al Teatro San Leonardo di Viterbo.
Francesca Bruti



Scritte sui muri? no grazie!
Silvia Ciccioni


Silvia_CiccioniWCome ex allieva dell’Istituto magistrale Santa Rosa di Viterbo, non posso non far altro che notare le incessanti scritte sui muri dell’Istituto, di tutte le tipologie… dichiarazioni amorose, scritte politiche, parole poco “pulite”, diciamo che c’è di tutto.
Non molto tempo fa il Comune di Viterbo è intervenuto facendo cancellare le scritte e cercando di ripulire i muri, ma a mio parere è stato un tentativo utile, purtroppo vano, infatti, in continuazione la notte qualcuno agisce divertendosi ad imbrattare i muri, proprio a dispetto di quanti si impegnano costantemente contro tale tipo di fenomeno.
Piccoli problemi come questo sono all’ordine del giorno, in una città come Viterbo, sempre di più popolata da giovani studenti, ammiratori del grande regista Federico Moccia, questo lo deduco dalle frequenti scritte: “io e te tre metri sopra il cielo”. Intendiamoci posso anche sorridere quando le vedo in giro per strada, però non debbo di certo dimenticare, che colui che le fa commette sempre un atto poco civile, nei confronti della collettività e di quella amministrazione che si impegna a dimostrare alla gente, una Viterbo pulita, nuova e libera da ogni contaminazione.
Soprattutto ora che si avvicinano le elezioni amministrative comunali, noi che facciamo parte in primis del popolo viterbese dobbiamo dal canto nostro muovere piccoli passi verso un miglioramento tangibile per la nostra città, che in questi ultimi anni ha avviato un forte e speriamo inarrestabile processo di sviluppo.
Infatti, noto sempre più attenzione riguardo i problemi urbani, quali l’ordine pubblico, il decoro, la viabilità, la sicurezza; elementi molto importanti per un netto miglioramento della nostra Viterbo.
Silvia Ciccioni


Barco Murialdina - Faleria: 4 -3
Claudio Santella

Campionato  Provinciale Allievi  - girone B

Il Barco Murialdina supera agevolmente il Faleria sul proprio campo al termine di una partita dominata  e controllata al di là di quanto possa lasciare intendere il risultato.
I padroni di casa, infatti, ad un quarto d’ora dalla fine conducevano per 4 ad 1 e solo un rigore inesistente, concesso dall’arbitro signor Allegrucci, di Viterbo, consentiva al Faleria di accorciare inopinatamente le distanze al 30’ del secondo tempo.
Fortunoso, poi, il terzo goal degli ospiti, arrivato in pieno recupero quando i giocatori del Barco Muriadina, oramai, più che imbastire azioni incisive, cercavano di andare al goal ciascuno in maniera personale, convinti ormai di aver portato a casa la partita.
L’arbitro fischiava ad ogni accenno di fallo mostrando eccessiva severità per un incontro che per tutta la sua durata non ha fatto che scorrere via in modo estremamente corretto. Pregevole, comunque, la sua direzione di gara.
Al 5’ il Barco andava subito in rete con Flavio Santella e successivamente, al 20’ ed al 30’ consolidava il proprio vantaggio prima con Edoardo Ruggiero e poi con Luca De La Rosa, che veniva ammonito perché dopo aver segnato si toglieva la maglietta per mostrare la scritta con la quale dedicava il goal agli “aficionados” che dagli spalti esultavano nei suoi confronti.
Al 35’ il Faleria, dopo aver colpito un palo, andava in goal con Alessio Marinelli su tiro da calcio d’angolo.
Il primo tempo terminava con il risultato di 3 a 1  per i padroni di casa.
Nella ripresa sostanzialmente il gioco non mutava: il Faleria non riusciva mai a rendersi veramente pericoloso ed il Barco controllava, quasi pago del risultato, senza però rinunciare a qualche puntata offensiva, tanto che, al 13’ su azione di contropiede, Edoardo Ruggiero portava a quattro le reti per la sua squadra.
Mister Renato Cerasa, attraverso un giro di sostituzioni, mandava in campo tutti i ragazzi a sua disposizione distribuendo, giustamente, a ciascuno la sua fetta di gloria; Cristian Amori, allenatore del Fabbrica, invece, si limitava a mandare in campo Matteo Guidarelli al posto di Vincenzo De Angelis e lo schierava sulla fascia sinistra.
Da sottolineare la prestazione dei due portieri. Daniele Proietti, del Barco Murialdina, sebbene poco impegnato, mostrava nei rari interventi, sicurezza, tempestività ed efficacia, senza mai apparire plateale; Emanuele Conti, del Faleria, a sua volta, mostrava in un paio d’occasioni l’agilità di un gatto ed evitava alla sua squadra un passivo ben più pesante. Veramente impressionante il suo scatto reni che gli consentiva di volare a prendere il pallone, che stava per infilarsi a mezza altezza, subito dopo aver effettuato una parata a terra e senza aver avuto il tempo di rialzarsi. 
Ugualmente pregevole la partita di Luca  De La Rosa, del Barco Murialdina, che, assunta la posizione di centravanti arretrato, andava a cercare la palla nella zona di sua pertinenza, lottava su ogni palla e la distribuiva ai suoi compagni con sapiente maestria. Altrettanto faceva Cesare De Simone, mentre gli altri giocatori, a risultato acquisito, sfruttavano le palle loro offerte da suddetti compagni tentando la sorte ciascuno a sua volta.
Pittoresco e corretto il tifo degli  “Aficionados” che questa volta erano supportati anche dalla presenza del piccolo Filippo, di sette anni, munito di tamburo ed eletto a “mascotte” all’unanimità.

BARCO MURIALDINA: Proietti, Ercoli, Bossi, Tofani, Guerrini, Giusti, Santella, De Simone, De La Rosa, Avincola, Ruggiero – Fabbri, Vincenti, Perfetto, Tamantini,  Sanna. -  All. Renato Cerasa.

FALERIA: Conti, Gigli, Mariani, Iachitto, Giuliani, Marini, Marinelli, Masci, Conte, Antinori, Mangia – Guidarelli, De Angelis. – All. Cristian Amori

Arbitro: signor Massimiliano Allegrucci, di Viterbo

Marcatori: 5’ p.t. Santella (BM), 20’ p.t. Ruggiero (BM), 30’ p.t. De La Rosa (BM), 37’p.t. Marinelli (F), 13’ s.t. Ruggiero  (BM), 30’ s.t. Conte – rig. (F), 1’ rec. Conte (F).

Ammoniti: De La Rosa  (BM), Conti (F)
Claudio Santella


E’ tempo di preparativi
Patrizia Labellarte


patrizia_Labellarte_2008WViterbo ultimamente, è una città toppo impegnata e con essa anche tutta l’Amministrazione: dimissioni del sindaco, preparazione in vista delle ultime elezioni: Destra - Sinistra…chi spunterà la meglio?
Insomma, non si fa altro che parlare di politica dalla mattina alla sera! Viterbo è letteralmente  “bombardata” da cartelloni pubblicitari, volantini, propagande di ogni genere. - “Vota qui”, No: - “Vota lì”…e intanto il tempo passa ed i provvedimenti che dovrebbero essere presi, qua e la in giro per la città vengono persi di vista.
Ad esempio, caro Comune, come la vedi una “riparatina” alla pavimentazione del corso? Cioè, mi spiego meglio: vuoi una volta per tutte riempire i “crateri” formatisi tra una sampietrino e l’altro?
Vuoi provvedere al rifacimento della staccionata presente al Sacrario? Quella, per intenderci che dal parcheggio si affaccia sulla Valle di Faul?
O bisogna aspettare che qualcuno distrattamente appoggiandosi ruzzoli giù per la valle?
Vuoi rendere accessibile via Genova ai pedoni? Entro nello specifico: creare marciapiedi, attualmente inagibili, migliorare il manto stradale, che, oggi si presenta cosparso di buche. Il “bello”, poi, è quando piove: le buche si trasformano in pozze! E così,  succede l’inevitabile: traffico + pozze = doccia per i pedoni! E se non ci credi…beh, io ne sono la testimone vivente!
“Vuoi, vuoi, vuoi”…quanti, direte voi!?
Eppure di fronte a tutto ciò che dovrebbe essere rivisto, corretto e migliorato nella nostra città, non sono niente.
Sarò polemica, ripetitiva nei miei concetti e nelle mie critiche, sicuramente, ma ciò che chiedo è una maggiore attenzione da parte di tutti verso la nostra città.
Non solo il Comune, ma anche noi dobbiamo agire affinché Viterbo migliori!
Vogliamo dimostrare o no questo “affetto” per la nostra città?
Bene…è giunto il momento!
Patrizia Labellarte


Le mura civiche
Riccardo Manca


Manca Riccardo SplinderL’imponenza delle mura che proteggono il centro storico di Viterbo fornisce un’idea dell’importanza storica e politica che la Città dei Papi aveva nel Medioevo.
Edificate in più fasi, nell’arco di circa duecento anni, dall’XI al XIII secolo, ancora oggi le mura che cingono Viterbo sono caratterizzate da molteplici torri. Torri innalzate anche all’interno della città, in cui proteggevano le abitazioni della nobiltà cittadina.
Oltre dalle torri, la struttura difensiva era composta dai fossati o “Carbonaje” e dall’antemurale o “barbacane” che andava a difendere il piede delle mura.
In caso d’assedio, la difesa dall’alto della merlatura permetteva di spaziare su un vasto campo di tiro, fornendo condizioni favorevoli di avvistamenti e consentendo di rovesciare pietrame, calce viva, acqua, olio bollente, pece o piombo fuso sopra all’avversario che si accingeva, in qualsiasi maniera, a scalare le mura.
La tradizionale difesa “piombante” dall’alto forniva quindi enormi vantaggi, tanto più che quasi sempre le torri inglobate nelle mura avevano il lato “di gola”. Il lato di “gola” era quello rivolto all’interno verso la città, aperto e sezionato in vari ordini di assi e travature sulle quali si accumulavano provviste e munizioni. Queste strutture venivano date alle fiamme nel caso gli attacchi riuscivano a superare le mura ed a penetrare all’interno delle torri.
Quest’ultime, oltre che rispondere ad un’ovvia funzione statica di unione e di rinforzo, comandavano dall’alto le cortine murarie frontali verso cui si indirizzava la scalata nemica, poiché le superavano in altezza.
La collocazione di torri molto ravvicinate permetteva la copertura del tratto di mura ivi incluso, mediante il tiro incrociato degli archi.
Il lato orientale delle mura di Viterbo, difeso con questo sistema di torri, venne raramente attaccato e mai con esito positivo.
Con il passare del tempo, per rallentare i danni dell’impatto dei proiettili, deviandoli contro le mura a velocità ridotta, progressivamente la parte anteriore delle torri si fece appuntita oppure tondeggiante.
Attualmente si posso ancora ammirare tre torri di pianta pentagonale: una è ubicata nel tratto di mura a fianco della Chiesa di Santa Maria delle Fortezze, una su Piazzale Gramsci e un’altra si trova a sinistra di Porta della Verità.
Riccardo Manca


QUISQUILIE,
BAZZECOLE,
PINZILLACCHERE


CHE CURIOSO!
In una Italia, dove fino a ieri tutti sapevano quello che gli altri dovevano fare, oggi, in piena campagna elettorale, tutti sanno quello che debbono fare e promettono che lo faranno.
Ogni capopopolo si sente il novello Mosè e mostra il suo decalogo di rimedi: anche Montezuma, Montezemolo voglio dire, ha tirato fuori il suo decalogo. Nessuno, però, ricorda quello che ha fatto.

SIAMO SALVI!
Meno male che a breve ci saranno le elezioni. Tutti ci promettono toccasana e cose meravigliose: evviva siamo salvi!
Peccato che a prometterci tutte queste cose siano gli stessi soggetti che ci hanno ridotti in questo stato. Attenzione a non affondare al grido di “Siamo salvi!”.

L’ARCOBALENO
Avete notato quanti sono i partiti che nel loro simbolo hanno raffigurato l’arcobaleno? A parte che ce ne hanno già fatti vedere di tutti i colori senza far uso di tale allegoria, mi chiedo: costoro, che fanno uso di questo simbolo, hanno mai pensato che l’arcobaleno appare dopo una tempesta e che dura per un tempo oltremodo breve?
Credo di no, e ciò e sintomatico del fatto che costoro, troppo presi a curare gli affari propri, non riescono a vedere le realtà delle cose, nemmeno delle più semplici; figuriamoci a pensarle.

NOVITA’ - Prodi abbandona la politica. A questa notizia, veramente nuova sotto ogni aspetto, sia gli amici che gli avversari di Prodi hanno invitato a far pervenire considerazioni e riflessioni sul fatto. Ne abbiamo selezionate alcune:
- Peccato che non possa farlo con effetto retroattivo.
- Prodi è un professore, speriamo che il suo esempio venga seguito dai suoi allievi e dai suoi estimatori.
- Prodi non è mai stato un politico; è stato preso in prestito ed usato dalla politica: forse si tratta di una crisi di rigetto.

ANCORA TOTTI? – Totti è stato deferito alla disciplinare per le affermazioni fatte in merito alla partita Inter – Roma, terminata 1-1. Lo stesso Totti fu punito, in passato, per aver messo le mani addosso all’arbitro, in un’altra occasione.  Ebbene, guardate che cosa ha fatto all’arbitro, due o tre domeniche fa, il giocatore della Juventus, Legrottaglie, per aver questi fischiato un rigore a favore degli avversari, per un pericolosissimo fallo in area di un suo compagno di squadra: lo ha letteralmente e ripetutamente “sgrullato” come un albero di pere. Aspetto ancora la sanzione da comminare a Legrottaglie, e credo che l’aspetterò invano.

SERIETA’ DI  STAMPA – Sempre parlando della “sgrullata” subita dall’arbitro da parte del giocatore della Juventus, come mai, mi chiedo, la stampa, di ogni ordine e grado, non ne ha fatto menzione alcuna? Il fatto è che la Juventus ha molti sostenitori in ogni parte d’Italia e non è conveniente affermare qualcosa che può dispiacere ai più: anche qui va tutelato l’interesse del giornale a vendere e non quello del lettore ad essere informato. Ulteriore prova della serietà di  stampa.
Baccaione


Ma quando riapre il Dulcas?
Silvia Ciccioni


Mi trovo di nuovo ad affrontare un argomento già trattato dal nostro quindicinale, mi riferisco all'articolo: Un tetto per il Dulcas.
Il locale storico della cosiddetta "Viterbo bene" ha chiuso i battenti ormai da un po' di mesi, lasciando privati i giovani viterbesi di un posto valido per il tempo libero e il divertimento; dove passare un buon venerdì sera, all'interno di un locale che nel suo piccolo faceva rivivere le mura di Viterbo, nel segno della cultura e dell'aggregazione giovanile.
Ci sono state varie polemiche al riguardo, ma superando ogni scoglio si è arrivati poi, dopo aver vinto il ricorso al tribunale di Viterbo, alla decisione a mio parere molto valida, di riaprire il locale Dulcas in via Sant'Antonio, all'interno delle mura accanto alla torre della Bella Galiana, nel cuore antico della città.
In questi mesi lo stabile è stato sfruttato abilmente da giovani ristoratori, che ormai quasi da un anno hanno avviato una brillante e piacevole attività di ristorazione, che accoglie non solo la gente del posto, ma anche il turista attratto da uno dei pochi  locali aperti la domenica a pranzo.
L'imminente riapertura del locale porta molta gioia e voglia di divertimento, fra noi giovani, che viviamo e cresciamo in una città di non grandi dimensioni, come Viterbo, vicina, ma anche un po' distante dalla Capitale, sede di molteplici attrattive.
Spero di vederci presto magari perché no?
Forse proprio al Dulcas.
Silvia Ciccioni

postato da: Spvit | 09:59 |