*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

giovedì, gennaio 17, 2008

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Domenica 3 Febbraio 2008
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MERCATINO DELLE CURIOSITA’
SUL PARCHEGGIO
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16 Gennaio 2008
Anno XVIII n° 1


Fontana Grande attende l’umido vestito!
MA LA VOLEMO AMMAZZA’?
Mauro Galeotti

fotogaleottiSplinderIl 27 Giugno dell’altr’anno mi ero illuso e tutto gasato. Infatti, avevo scritto che “finalmente” Fontana Grande era stata oggetto di un restauro necessario e indispensabile per la sua sopravvivenza.
In effetti feci le foto, in quel mese, alla fontana più bella della nostra città, quando il suo robusto fusto, era circondato da impalcature e da palanche, necessarie per il restauro del monumento.
Lì per lì c’avevo creduto così tanto, che... neppure ci credevo!
Passavo in Piazza Fontana Grande e gli operai sull’impalcatura la montavano, montavano... fino a raggiungere l’estremità.
Poi, il giorno dopo, nessun operaio!
Poi, il giorno dopo, dopo, nessun operaio!!
Poi, il giorno, dopo, dopo, dopo, nessun operaio!!!
Che strano!?
Telefonai all’assessore Antonio Fracassini e mi disse che il restauro appena iniziato era stato subito interrotto per il passaggio della fontana grande  1895 c.Macchina di santa Rosa e che sarebbe stato ripreso subito dopo l’evento più bello di Viterbo.
In realtà era pericoloso lasciare le impalcature la sera del 3 Settembre, lì sulla fontana.
Potevano essere utilizzate da coloro che avrebbero assistito al trasporto della Macchina, per arrampicarsi su di esse, col rischio di danneggiare la fontana e di fare del male a loro stessi.
E’ passato Settembre!
E’ passato Ottobre!!
E’ passato Novembre!!!
E’ passato Dicembre!!!!
E’ entrato il 2008!!!!!
Sta passando Gennaio!!!!!!
Fontana Grande non parla più, non si sente più il gocciolio dell’acqua, la sua voce è muta, il suo silenzio strilla aiuto e lo grida maggiormente ad alta voce quando vede un turista avvicinarsi ad essa con la macchina fotografica.
In quel momento si vergogna, si vergogna perché non è vestita, l’abito d’acqua che l’avvolge per sua natura non c’è più.
Il sarto che lei attende è l’assessore Antonio Fracassini, che coi Lavori Pubblici c’ha a che fare e può cucire un abitino trasparente ed umido umido per ridare vita a Fontana Grande.
Allora assessore che di fracasso hai solo il cognome, conoscendoti come persona equilibrata e disponibile, ma che aspetti a prendere ‘sto ago co’ ‘sto filo e dare inizio a ridare lustro e lustrini alla Fontana Grande?
Non ti pare che sia giunta l’ora dopo tutti questi mesi?
Metti un po’ di buona volontà e ordina il restauro, ma non far intervenite la Sovrintendenza alle belle arti o altre Sovrintendenze di cose del genere, non vorrei che facessero il “bel servizio” alla nostra città, come è stato fatto per le mura a Porta Fiorita.
Una vergogna, quel tratto di mura castellane, ricostruito dopo il crollo, che infastidisce l’occhio, il cuore, l’anima di me Viterbese... e non solo.
Non ti far fregare, chiama il muratoretto dietro l’angolo di casa tua, capisce più lui di restauro, che tanti architettoni, ingegneroni e soloni di una Soprintendenza qualsiasi.
E scusa lo sfogo, ma il peperino di quel tratto di mura mi è rimasto sullo stomaco... e non mi va giù!
Anto’, fammi sapere qualcosa, fammi una telefonata al 3393337869, scrivimi in Via Tommaso Carletti n° 35, mandami una email a spvit@tin.it, inviami un fax allo 0761323049.
Insomma fa’ un po’ di fracasso, Fracassi’... confido sul tuo amore per Fontana Grande e per Viterbo!
tuo Mauro Galeotti


MARTA PER SASSARA
Claudio Santella

fotosantellaclaudioCon una cerimonia particolarmente significativa e commovente il Comune di Marta, sabato12 gennaio corrente, a voluto rendere onore al suo illustre cittadino Richelmo Sassara, recentemente scomparso.
A rendere onore al compianto professore è stata in realtà tutta Marta, perché tanta è stata la partecipazione dei Martani alla cerimonia che la stessa, prevista in un primo tempo nella sala consiliare, è stata spostata nel vicino Oratorio proprio per consentirne la partecipazione a quanti hanno voluto manifestare il proprio affetto al “loro professore”.
Il sindaco di Marta, Lucia Catanesi, ha dapprima ricordato brevemente la figura del professore Sassara, poi, dicendosi dispiaciuta di non averlo conosciuto personalmente ha dato la parola a monsignor Salvatore Del Ciuco per modo che l’illustre concittadino potesse essere ricordato in modo migliore da chi ebbe la fortuna di conoscerlo personalmente.
Appropriate, semplici e toccanti le parole di monsignor Del Ciuco che nel ricordare l’amico, il professore, lo scienziato, ha sottolineato le doti di semplicità e di umanità, di questo gigante di bontà e di altruismo attraverso la narrazione di fatti di cui il professor Sassara si è reso protagonista.
Alle espressioni di monsignor Del Ciuco hanno fatto seguito le parole del professor Giovanni Izzo che ha messo in luce in modo particolare la figura dello scienziato, citando episodi particolarmente significativi della vita di scienziato del professor Sassara.
Agli interventi dei due illustri amici del compianto professore non hanno mancato di fare  seguito altre parole di altrettanti concittadini ed amici e tutti, ciascuno evidenziandone le spiccate qualità, hanno sottolineato le doti di scienza, di umanità, di buon senso e di semplicità.
L’assessore alla cultura del Comune di Marta, al termine della cerimonia, ha consegnato alla moglie del professor Richelmo, signora Maria, una targa commemorativa contenente parole particolarmente significative e commoventi.
Claudio  Santella

La redazione de “La Città” si unisce a quanti hanno voluto ricordare il professore e l’amico Richelmo Sassara ed è ben lieta di riportare le parole scritte in Sua memoria, che lo ritraggono nella vita terrena.
“E’ duro rinunciare ai tuoi consigli, alla tua presenza sempre rassicurante, a te che per anni sei stato punto di riferimento, a te che hai trasmesso affetto e amore, a te che hai basato la tua vita sull’onestà, sulla fedeltà e sull’aiuto verso gli altri.
E’ bello sapere che sarai sempre al nostro fianco, che i tuoi insegnamenti guideranno sempre la nostra vita, che potremo trasmettere agli altri anche solo una parte dell’amore che ci hai dato.
E’ bello sapere che adesso stai insieme con i tuoi cari che per mano ti guidano in questa nuova e bellissima esperienza”.



AMMAZZA CHE BOTTA!!!
Agnese Galeotti

AgneseSplinderAbbiamo ricevuto lamentele da alcune persone per quanto riguarda la rampa al Cimitero nuovo, che porta al piano superiore.
Qualche giorno fa una signora si trovava al Campo Santo Nuovo e per poco non ci è rimasta!
Era una giornata piovosa, tirava vento e come tante altre volte la signora si era recata a curare la tomba dei genitori ornandola con fiori e ceri.
Cercando di sbrigarsi per il freddo e il brutto tempo che imperversavano, si è scontrata con la trave della rampa, che conduce al piano superiore, sbattendo la testa violentemente sul ferro.
La botta è stata così violenta che la signora è caduta a terra e per qualche secondo ha perso conoscenza, dopo di che si è rialzata e ancora un po' rintronata, si è recata a casa dove, guardandosi allo specchio, si è accorta di quanto fosse stata forte la botta presa.
Infatti, nel frattempo, gli si era formata una ficozza sulla fronte così grande che sembravano due.
Come si può vedere dalle foto, il piano inclinato che porta nel piano superiore del Cimitero Nuovo, rimane molto basso e benché ai lati siano state messe piante nei vasi per delineare il percorso e per evitare che la gente passi sotto, sul davanti è assolutamente possibile imboccare all’interno del sotto rampa, dove nell’uscire può accadere quello che è successo alla signora in questione.
Cosa costa mettere due o tre vasi a chiudere anche quella parte di sotto rampa?
O ancora meglio, perché non murare quel possibile pericoloso accesso?!
Prima che qualcuno si faccia seriamente male, sarebbe opportuno porre rimedio!
Agnese Galeotti


MANCO LE CANNONATE
Giovanni Bartoletti

Sembra che nel DNA di alcuni Viterbesi, le radiazioni del “radon” presente nel peperino, abbiano prodotto, nel tempo, delle mutazioni genetiche che hanno annientato quelle sfere cerebrali deputate alla sensazione dell'ottimismo.
Se tali soggetti fossero nati sotto il Vesuvio, avrebbero fatto la fortuna di chi campa vendendo amuleti scaramantici; da noi, sotto il Cimino, contribuiscono solo, come gli untori di manzoniana memoria, a diffondere inutili e dannose incertezze: adatte solo a provocare poco eleganti gesti di scongiuro, da parte dei loro interlocutori.
Questi parolai, maghi del negativismo, hanno però sempre pronta una ricetta per far “decollare” l'economia della Tuscia: sanno tutto di turismo, di termalismo, arte, cultura, aeroporti, strade e ferrovie, e quando si parla di neuroscienze o di ingegneria spaziale, non disdegnano di dare il loro “autorevole” parere.
Questi tuttologi saputoni autoreferenziati, fino ad oggi sono stati capaci solo di bloccare lo sviluppo di una provincia dalle potenzialità straordinarie. Ma guai a contraddirli. Potrebbero lanciarti qualche anatema. Spesso, questi cupi personaggi, sono inviati speciali di qualche potentato, o di qualche politico influente che vede, come il fumo negli occhi, ogni forma di sviluppo che possa metterlo nell’ombra. Recentemente molti dei suddetti individui, a malincuore, hanno dovuto prendere atto, del fallimento delle loro previsioni, scardinate dalla decisione del Ministro Bianchi: “Sull'aeroporto a Viterbo neanche le cannonate mi faranno cambiare idea”.
Confidando nel veto di Marrazzo, questi illustri concittadini subivano altro incolmabile dispiacere, allorquando, il presidente regionale benediva la scelta ministeriale, con la sua inconfutabile presa di posizione che qualche giorno dopo l'intera nomenclatura dell'aviazione civile italiana, avrebbe confermato come la scelta ottimale.
Questi malati di pessimismo soffrono molto quando vedono gente sorridere o sperare in un futuro migliore del loro.
Noi del Comitato saremo i “Ghostbusters” dei nemici di se stessi. Per questo vi invitiamo a sostenerci e a testare gli effetti del nostro stupefacente antidoto contro il “radon”.
Il Presidente del Comitato per l’aeroporto
di Viterbo e le Opere della Tuscia
Giovanni Bartoletti


MA CHE PUZZA!!!

Agnese Galeotti

Per lavoro, spesso mi capita di passare per il quartiere di Villanova. Ogni qual volta questo accade non posso non notare il cattivo odore che regna sovrano in quel luogo.
Puzza di fogna. Un termine che renda meglio l'idea non esiste.
All'inizio pensavo fosse puro caso. Può capitare. Ma giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, tutte le volte che capitavo in quella zona l'odore era inconfondibilmente sempre lo stesso.
Non ci vergognamo a tenere in queste condizioni un quartiere? Se passasse di lì un turista cosa penserebbe della nostra città?
Soprattutto chi ci vive come può accettare una situazione tale? mah...
Non so da cosa dipenda il problema, forse proprio dalla situazione fognaria della città che non è delle migliori o da qualcos'altro di cui non sono a conoscenza, ma la situazione è davvero indecorosa.
Spero che si risolva questo disagio per il bene delle nostre narici e a guadagno della città.
Agnese Galeotti


PRONTO SOCCORSO

Pantaleo Spagna

Spagna foto cittaDiverse volte ho avuto l’occasione di accompagnare; amici, familiari al Pronto soccorso dell’Ospedale di Belcolle di Viterbo, mi sono sempre fermato nell’atrio del locale suddetto, senza mai aver potuto accedere nel locale di che trattasi, quindi, senza immaginare il lavoro che veniva svolto all’interno di esso.
Prima delle feste di Natale, purtroppo, sono stato condotto al Pronto soccorso per un malore improvviso, ho così potuto vedere quello che è effettivamente una unità operativa dell’Ospedale di Belcolle.
L’efficienza dei medici e del personale infermieristico e ausiliario, mi è subito apparsa nel pieno dello svolgimento del loro lavoro; giovani medici di ambo i sessi, affrontavano codici gialli, codici rossi con una vera sicurezza e dedizione, fra le loro mani passavano persone giovani, anziani, bambini con una serie varia di infortuni, stati febbrili, fratture e patologie di ogni genere.
Ma la mia sorpresa e stata grande quando ho potuto constatare quello che era alle spalle del Pronto soccorso, vi era una propria divisione medica, denominata : Breve osservazione. Essa consta di solo quattro stanze con undici letti a disposizione, tutto qui, ma ogni letto di quelle camere era attrezzato di monitor e se necessario, gli stessi, venivano subito applicati ai degenti.
Posso assicurare che in quelle poche stanze, giorno e notte è un susseguirsi di malati, quelli che arrivano dal Pronto soccorso e quelli che dalla Breve osservazione, vanno ai reparti delle varie specialità riguardanti le loro patologie.
Quando un malato dal Pronto soccorso veniva inviato alla Breve osservazione, subito un medico si occupava di lui, nel corridoio del reparto, era un viavai di medici, di infermieri pronti a prelievi, personale che trasportava i malati ai vari reparti per visite specialistiche; radiografie, Tac, oculistica, risonanze, ecc. ecc., il corridoio della Breve osservazione, sembrava una stazione ferroviaria; lettini, barelle, sedie a rotelle, tutto era un incrociarsi, e ogni malato era accompagnato dal personale paramedico.
Nel contempo transitavano carrelli, con addetti alle pulizie dei locali che venivano effettuate due volte al giorno e le stanze sono sempre linde e pulite.
Ogni giorno mattina e pomeriggio, veniva effettuata la visita medica e ogni ricoverato veniva seguito da medici, infermieri, volontari, tutti pronti ad eseguire le disposizioni impartite dai sanitari.
Alle 12,30 e alle 18,30 arrivava puntualmente l’addetta alla distribuzione del cibo a tutti i pazienti. I malati che non erano in grado di mangiare da soli, venivano amorevolmente aiutati da infermieri e volontari.
Tutto quanto sopra descritto, giornalmente, veniva coordinato dal direttore del reparto dottor Calano (sempre sorridente con tutti) e seguito personalmente dal primario dottor  Cuzzoli perché tutto il reparto funzionasse nel migliore dei modi.
Tutto il personale è degno di lode per la professionalità, ma non posso non citare la cortesia e la gentilezza dell’infermiera signora Daniela, debbo citare, altresì, la professionalità dei due militari che stanno facendo pratica nel reparto, Simone e Pierfranco.
Da ultimo debbo ricordare la caposala signora Antonietta, per come gestisce il suo lavoro con grande competenza, nel tenere in ordine tutte le cartelle mediche dei malati, sottoponendole ai medici di turno per le loro diagnosi.
Il manager della ASL VT3, dottor Aloisio, penso, che possa essere soddisfatto di come il reparto Breve osservazione, compia il suo lavoro.
Sono sicuro anche, che la maggior parte dei cittadini viterbesi, non conosca l’esistenza della Breve osservazione.
Pantaleo Spagna


LA TELEFONIA PROMUOVE LA TUSCIA
Francesca Bruti

Bruti Francesca SplinderUna scheda telefonica da collezione per cabine.
E' la nuova frontiera della promozione della Tuscia. Presentata a Palazzo Gentili l'ultima iniziativa ideata nell'ambito dei festeggiamenti per l'80° anniversario della fondazione della Provincia di Viterbo. Alla presentazione ufficiale erano presenti l'Assessore alla Cultura, Renzo Trappolini, il responsabile dell'Area vendita per il centro Italia della Telecom, che ha realizzato il progetto, e gli account del centro Italia e di Viterbo.
Trappolini ha commentato così l'iniziativa: "Da una parte l'amministrazione è vicina ai cittadini, dall'altra siamo impegnati a guardare avanti, ad aprirci alla valorizzazione del territorio in modo da non essere colonizzati dalla realizzazione dell'aeroporto".
Le schede telefoniche sono state messe in vendita dai primi di gennaio in tutta la provincia, con una tiratura pari a 15.000 unità; e la provincia si augura che le schede in distribuzione siano acquistate dai cittadini anche a fini collezionistici.
La scheda telefonica rimane comunque un prodotto di consumo di ampio raggio: nella Tuscia esistono 1000 cabine telefoniche, di cui la metà all'interno di esercizi pubblici.
Ma la scheda telefonica è anche un efficace mezzo per fare pubblicità del territorio, attraverso cui, aggiunge l'Assessore "vogliamo mandare un messaggio preciso: chiudiamo 80 anni di Provincia ed entriamo in pieno nel post-industriale, grazie all'aeroporto che cambierà il nostro modo di rapportarci con gli altri, spingendoci ad aprirci alla contemporaneità".
Francesca Bruti


BAGNAIA NON MOLLA!!!

Patrizia Labellarte

fotopatrizialabellarte2Lo scorso venerdì, 11 gennaio, presso la sala da the del Ristorante “Il Borgo” di Bagnaia si è tenuta la presentazione del Movimento per il Rinnovamento Bagnaiolo (M.A.R.B.).
Apolitico ed autonomo il M.A.R.B. nasce dalla volontà dei cittadini bagnaioli di far fronte alle problematiche che riguardano Bagnaia, mirando, nello specifico, ad una crescita economica e socio-culturale, in virtù del patrimonio di risorse territoriali e tradizioni storiche che essa stessa detiene.
Obiettivo cardine di questa associazione è cercare di far diventare Comune Bagnaia.
Al grido:” Siamo un paese, non un quartiere”, il comitato ha messo in discussione la stesura della legge Bersani, tramutata in legge finanziaria 2008, che evidenzia la soppressione di enti inutili quali le Circoscrizioni Comunali, per i Comuni sotto ai 250.000 abitanti ed il rischio inevitabile per Bagnaia di diventare quartiere di Viterbo.
Proprio per questo il comitato ha preso una posizione e appellandosi all’amministrazione Provinciale ha chiesto l’intervento del Consiglio Provinciale al fine di sollecitare quello Regionale, per ammettere un provvedimento amministrativo in merito alla costituzione di un nuovo Comune formato dalle tre circoscrizioni di Bagnaia, la Quercia e San Martino con un numero di abitanti di poco superiore alle 11.000 unità.
All’iniziativa coordinata da Massimo Fiaschi ed affiancato dal relatore Vincenzo Centini, hanno partecipato : Pietro Cencioni, Emanuela Moroni, Fabrizio Burla, Bruno Vannini ed Alessandro Gatto, sostenendo, ognuno con delle proprie relazioni ad hoc, la proposta di un Comune che permetta la gestione del territorio da parte dei residenti, in particolar modo del centro storico, visto il degrado in cui riversa.
Il M.A.R.B. come sottolinea Alessandro Gatto-“è anche un’occasione di svolta per i giovani bagnaioli, per offrire loro la possibilità di organizzare eventi autonomi, attraverso la creazione di una sala teatrale, una sala lettura o magari, un centro informazioni per coinvolgerli e dar così sfogo alla loro creatività. I giovani per i giovani, questo dovrebbe essere lo spirito di guida”.
Patrizia Labellarte


CAMPIONATO PROVINCIALE ALLIEVI:
COMPLIMENTI RAGAZZI!

Claudio Santella

VIRTUS PILASTRO - BARCOMURIALDINA:  0 - 3

VIRTUS PILASTRO: Giannini, La Perna, Valentini, Cristofari, Ravalli, Brachini, Rossetti, Marini, Bianco, Pasquini, Aquilani, Rastrello, Vecchiarino, Cano, Rempicci, Fucito. All.: Francesco Bozzini.

BARCOMURIALDINA: Villani, Ercoli, Presti, Avincola, Serafini, Vincenti, Sanna, Tofani, Faperdue, Agosti, Morelli,  Santella, De Simone, Cutrupi, Guerrini, Bossi, Prestininzi. All.: Renato Cerasa
Arbitro: signor Renato Mazzi, di Viterbo.
Marcatori: al 10’ p.t. Fabio Morelli; al 25’ s.t. Matteo Fapperdue; al 42’ s.t. Flavio Santella.

Complimenti ragazzi, complimenti a tutti, vincitori e vinti, soprattutto per la correttezza e per la lealtà sportiva dimostrata in campo. Una correttezza ed una lealtà che sono state accompagnate da un impegno encomiabile profuso per tutta la gara. Una correttezza ed una lealtà che assumono un particolare ed ulteriore positivo significato se si considera che si è trattato del derby cittadino della categoria. Va da sé che il merito va anche ai dirigenti delle squadre, agli allenatori, alle famiglie, che i ragazzi, con il loro comportamento, hanno onorato ed onorano. Bravi!
Ci riferiamo all’incontro di calcio del campionato provinciale allievi disputatasi domenica tredici gennaio tra le squadre della Virtus Pilastro e del BarcoMurialdina, e terminata 0 – 3 per il BarcoMurialdina, su un campo reso pesante dall’abbondante pioggia, che, fortunatamente, non ha accompagnato la partita.
Un bell’inizio del girone di ritorno per il Barco, non c’è che dire, anche se la Virtus Pilastro non ha per nulla sfigurato ed è apparsa una squadra agile, spigliata e meritevole di altra classifica.
La partita, piacevole a vedersi, ha dato modo a ciascuna delle due squadre di mettere in mostra le proprie qualità: pregevoli le azioni dall’una e dall’altra parte, alcune, pericolose, non concluse positivamente per un soffio.
Partiva alla grande il BarcoMurialdina che costringeva la squadra di casa nella propria metà campo. La pressione degli ospiti dava i suoi frutti ed al 10’ il BarcoMurialdina passava in vantaggio con una bella azione corale che Fabio Morelli concludeva in rete con un tiro che sfiorava il palo alla sinistra del pur bravo portiere della Virtus.
Non è che la Virtus Pilastro stesse a guardare, per carità, ma le sue azioni non hanno mai impensierito più di tanto la difesa avversaria ed il BarcoMurialdina mostrava per tutta la prima parte della gara una discreta superiorità territoriale.
AL 5’ del secondo tempo la Virus Pilastro mandava in campo Federico Rempicci al posto di Emanuele Aquilani, mentre, sempre al 5’ del secondo  tempo, per il BarcoMurialdina, faceva il suo rientro in campo Flavio Santella, assente da oltre due mesi per infortunio: un rientro significativo per  il Barco, perché lo sfortunato giocatore si è fatto sentire in campo con azioni pericolose e firmando addirittura il terzo goal per la sua squadra.
Al 7’il Barco Murialdina effettuava la sua seconda sostituzione facendo entrare Jacopo Prestininzi in sostituzione di Lorenzo Avincola
In questa seconda parte della gara la Virtus Pilastro si rendeva più pericolosa e per circa venti minuti pressava il Barco quasi ininterrottamente lasciandogli solo qualche azione di rimessa. Questo rendeva la partita più interessante dato l’esiguo vantaggio della squadra ospite. Poi il BarcoMurialdina si scuoteva ed al 25’, proprio nel momento di maggior pressione della Virtus Pilastro, con una azione di contropiede, raddoppiava il punteggio a proprio favore con un tiro di Matteo Faperdue su assist di Flavio Santella.
Un brutto colpo per la squadra di casa, che tuttavia non si arrendeva e mostrava particolare impegno senza mai cadere nella scorrettezza volontaria.
Subito dopo la seconda rete il Barco mandava in campo Manuele Bossi in sostituzione di Paolo Presti e successivamente Giuseppe Cutrupi prendeva il posto di Matteo Faperdue.
Al 42’ il Barco Murialdina portava a tre le reti a proprio vantaggio con una bella azione di Flavio Santella, che, opportunamente lanciato attraverso una azione corale, faceva valere la propria velocità ed aggirava il portiere avversario con una freddezza encomiabile.
La partita finiva con l’esultanza dei giocatori del Barco che si stringevano attorno al loro compagno festeggiandone così il rientro in squadra.
Complimenti anche all’arbitro, signor Renato Massi, di Viterbo, sempre vicino all’azione e sempre tempestivo negli interventi.
Attento, vigile, autorevole ha distribuito giustamente le poche ammonizioni, dovute peraltro alla foga del gioco e non a falli volontari, senza mai suscitare le proteste, anche minime, del malcapitato di turno.
Pittoresco e simpatico il goliardico tifo  di un gruppo di ragazzi che, sugli spalti inneggiava ai propri beniamini.
Questi ragazzi, forse anche per la loro età, venivano guardati con simpatia anche dai tifosi avversari, segno che la correttezza e lo spirito sportivo non sono stati presenti soltanto in campo.
Claudio Santella


IL COMANDANTE
Riccardo Manca

Manca Riccardo SplinderScrivo queste righe con la tristezza nel cuore. Apprendo la notizia della morte di Giorgio Mazzini, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e vice capo del dipartimento del soccorso pubblico e della difesa civile, in una fredda giornata di Gennaio, mentre ascolto il Tg1.
Una notizia che mi entra, profonda e violenta, nei pori della pelle. È difficile scrivere il ricordo di un amico, mentre ti sudano le mani e la commozione è viva nel cuore. Conosco Mazzini da sempre, da quando avevo dieci anni e mi recavo con la mia bicicletta blu in caserma. C’era “Il Comandante” che mi guardava con simpatia, alimentando una passione che mi porto dietro da quando indossavo i calzoncini corti. Mi piaceva, quand’ero piccolo, quella sua divisa piena zeppa di lustrini.
Giorgio Mazzini arrivò a Viterbo nel 1981 e dal 15 Novembre di quell’anno, gli venne affidata la direzione del Comando Provinciale “Paolo Garofolo” incarico che mantenne fino al 14 Gennaio 1992, quando fu sostituito dal nuovo comandante Ing. Fabio Amoni. Ma per me è sempre rimasto “Il Comandante”, appellativo che nei suoi confronti ho sempre utilizzato. Perché “Comandante”, con la C maiuscola, Giorgio Mazzini lo era davvero. Anche e soprattutto come esempio di vita. Era comandante anche per la sua impareggiabile professionalità che gli ha permesso di scalare una carriera inimitabile. Una carriera iniziata nel 1968 come ispettore del ruolo tecnico antincendio del Corpo nella Capitale, dove rimase in servizio per tredici anni. Poi, nel 1981, venne nominato dirigente ed arrivò a Viterbo. Diversi gli incarichi ricoperti fino a quel Primo Gennaio 2006, quando è diventato il numero uno del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Nel corso degli anni, Mazzini è stato capo dell’ispettorato, dirigente del Servizio tecnico centrale, ispettore generale capo e direttore centrale per le risorse logistiche. Prima di essere “Il Comandante”, Giorgio Mazzini era un uomo. Un uomo vero.
“Il Comandante”, in una fredda mattinata di Gennaio, troppo presto è salito sul quel treno che non fa più ritorno. Partecipo al lutto dei Vigili del Fuoco e dei familiari di Giorgio Mazzini, consegnando a tutti questo mio pensiero di profonda stima, nei confronti di una persona straordinaria.
Riccardo Manca


FORME E COLORI
Patrizia Labellarte

Al via la mostra concorso “Forme e colori della Terra di Tuscia”
Dal 24 aprile al 1 maggio 2008 si terrà a Viterbo, presso il Museo della Ceramica della Tuscia (Palazzo Brugiotti), la seconda edizione della mostra concorso: “Forme e colori della Terra di Tuscia” proposta dal Cna Artistico e Tradizionale in collaborazione con la Cooperativa Girolamo Fabrizio e con il patrocinio della Fondazione Carivit.
Obiettivo di questo evento è la valorizzazione dei mestieri d’arte e di tradizione e la promozione del loro sviluppo.
Le sezioni riguardanti tale mostra sono tre: “artigianato artistico tradizionale”, “artigianato artistico innovativo”, “artigianato artistico quale terreno di ricerca e di sperimentazione per la scuola”.
Le prime due sono riservate agli addetti delle imprese artigiane iscritte nell’Albo della provincia di Viterbo; la terza è aperta agli studenti degli istituti superiori con indirizzo artistico.
Le opere realizzate in qualsiasi materiale, composte anche da più elementi senza limiti di dimensione saranno valutate da un’apposita giuria di esperti.
Le attività interessate alla mostra concorso spaziano dalla lavorazione dei metalli preziosi, del legno e del ferro battuto alla scultura della pietra, dalle produzioni in ceramica al restauro di mobili e di opere d’arte.
La promotrice della mostra Daniela Lai sottolinea l’importanza di questa iniziativa -  “non solo per l’entusiasmo suscitato dal successo partecipativo dello scorso anno, ma perché si è ormai creata una significativa aggregazione di imprese dei settori artistici e tradizionali che si stanno intensamente impegnando sia nella promozione del made in Tuscia, sia nella qualificazione di un tessuto produttivo che concorre a determinare l’identità culturale del nostro territorio”.
L’iscrizione, gratuita, chiuderà il 31 di questo mese.
Il regolamento e la domanda di iscrizione possono essere consultati sul sito www.cnaviterbo.it oppure contattare la segreteria della mostra concorso presso il Cna Artistico e Tradizionale a Viterbo, in via I Maggio 3.
Telefono 0761/2291 oppure numero verde 800-437744
Patrizia Labellarte


NATALE

Il cielo è nero, la terra è bianca,
le campane suonano con gioia,
Egli è nato.
La Vergine il suo viso china,
soave con il suo sorriso.

Nessun tendaggio ornato
ripara dal freddo Gesù,
solo grosse tele di ragno
dal soffitto, pendono giù.

Sulla nuda paglia a lettiera
tremante di freddo, Egli giace
solo l’asino e il bue, in preghiera
gli donano con l’alito, pace.

La neve ricama di frange
le gelide frasche,
sale alle stelle un coro di Angeli
che annunzia ai pastori;
“E’ Natale … è Natale”.

Libera traduzione di “Noel”
di Theophile Gautier”.  1872.


IL VALORE DEL TEMPO
Il valore del tempo non è il minuto che scorre, l’ora che scocca,
non è un appuntamento mancato.
Il valore del tempo non è vedere l’incalzar della sera,
non è la premura che senti nell’affacciarti al mattino seguente.
Il valore del tempo non è l’arrivo di un altro compleanno.
Non è la ruga che scopri allo specchio che riflette il tuo viso,
non è l’affanno che improvvisamente attanaglia il tuo corpo.
Il valore del tempo è qualcosa di molto di più.
E’ un grazie sussurrato da tuo figlio, diventato uomo.
E’ il bacio di tua madre che ti ha coccolato da bambino
e del quale senti nostalgia, ora che sei cresciuto.
E’ la riconoscenza che ti dimostra un amico
che sa che può contare sul tuo appoggio.
Il valore del tempo è la parola amore che pronunci
con la speranza che sia per sempre.
Lorena Paris

postato da: Spvit | 21:43 |