*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

venerdì, dicembre 28, 2007

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Domenica 6 Gennaio 2008
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27 Dicembre 2007
Anno XVII n° 24

Eppure al suo posto era uno storico palazzo
La torre di Via Matteotti!!!
Mauro Galeotti

fotogaleottiSplinderSul numero passato ho auspicato la realizzazione di interventi tali che potessero far utilizzare le nostre torri medievali, al fine di sfruttare la loro altezza e interessare i turisti ad ammirare la città vista dall'alto.
Ma non ho ricordato che un’altra torre è in costruzione in Via Matteotti, pronta per essere sfruttata per lo stesso scopo!?!
Mi riferisco al palazzo-torre in costruzione a metà via, salendo a sinistra, sì proprio quello dove, fino al 1944, era il Palazzo Pocci.
I lavori, leggo un cartello semicoperto posto sul fronte della costruzione, hanno avuto inizio l’11 Ottobre del 2004 e, leggo sempre lo stesso cartello, dovevano terminare dopo 630 giorni.
via matteotti 3Ora non conosco come vengono conteggiati i 630 dì, e non mi interessa saperlo, certo è però che sono passati ben oltre tre anni e il palazzo-torre è ancora in costruzione e non mi pare ci manchi poco al termine.
Ma quello che più inquieta è il vergognoso aspetto che piano piano si è delineato e va delineandosi, col passare dei mesi, degli anni.
In un primo momento, tutta la struttura in cemento armato, non mi aveva reso chiare le idee in merito a ciò che stava per nascere nel Centrostorico di Viterbo.
In una delle più antiche vie cittadine e, in più in sostituzione di un bell’edificio.

Ieri, passavo in Via Vicenza e d’un tratto, alzando lo sguardo verso la città, ho visto qualcosa che turbava il mio vedere quotidiano.
Qualcosa disturbava la visione abituale del panorama che si può ammirare da quella via. Ebbene, nel cielo si stagliava la parte terminale del palazzo-torre di Via Matteotti.
Una vera oscenità!
Una vergogna per Viterbo!!
palazzo_pocci E non comprendo come possa essere stato dato l’ok per tale costruzione.
Ma la cosa incredibile non è solo la spudorata altezza raggiunta, come se non bastasse, la facciata non si allinea ai prospetti dei palazzi accanto, ma esce fuori prepotentemente.
Solo a vederla ti ribolle il sangue, ti vergogni di essere viterbese, ti senti preso per il didietro da chi non è di questa nostra città.
Ma tu che mi leggi, pensi che a Siena, a Gubbio, a Todi tale sconcio sarebbe potuto essere realizzato nel centro storico?
Sono sicuro che non solo non sarebbe stata autorizzata la costruzione, ma non sarebbe neppure passato dalla testa dell’architetto o dell’ingegnere proporla in un contesto di alta risonanza storica. Specialmente in sostituzione di un palazzo come era quello dei Pocci.via matteotti 1
Già la via è brutta, se si guardano i palazzi costruiti dopo la guerra, ma si può pure capire la fretta di allora per la realizzazione degli stessi, constatato che molte famiglie erano senza casa.
Ma oggi, quale fretta c’era?
Perché si è concepita una tale schifezza?
E quello che più mi rammarica è che sul cartellone in cui sono i nomi dei progettisti, di chi dirige i lavori, di chi li commissiona, dei responsabili a vario titolo, leggo nomi di amici, gente che stimo, personaggi viterbesi che amano Viterbo... ma qui si sono persi!
Hanno dato alla città l’ennesimo brutto esempio di architettura che non si amalgama con l’ambiente, ma grida!!!
Come se non bastasse, sono affiorate, nel palazzo-torre, lunghe colonne cilindriche che terminano con una specie di fungo, simile a quei comignoli in lamiera, sferici, che girando su se stessi evitando il ritorno del fumo nel camino.
Una cosa aberrante!
Bruttura sulla bruttura!
Oscenità inaudita, senza alcun riferimento storico all’architettura cittadina.
Inspiegabile!via matteotti 2
Eppure il palazzo-torre è lì,e inesorabilmente stravolge, giorno dopo giorno, l’ambiente che lo circonda e mostra il suo pessimo aspetto.
Peccato che i Viterbesi, non protestino! ci massacrano la città e stanno tutti zitti, tutti menefreghisti, tutti con la testa bassa... a subire la vergogna di un edificio che dovrebbe essere concepito nei quartieri recenti.
Una sola voce sanguinante, in verità, ho sentito, quella dell’etruscologo Paolo Giannini, poi l’abisso!
Mi consola, se così posso dire, un solo fatto, che il cartellone esposto al pubblico, sulla facciata del palazzo-torre, è stato coperto da un telo bianco.
Telo che copre i nomi dei professionisti che hanno realizzato e contribuito a realizzare tale scempio!
Chissà forse anche loro si sono accorti della enorme oscena pugno allo stomaco che si sta perpetrando in Via Matteotti e si sono coperti, giustamente, perché si vergognano!
Buon Natale e felice anno nuovo, mentre un altro pezzo di Viterbo è caduto in rovina!
Mauro Galeotti


Buon Natale a tutti?
Agnese Galeotti

AgneseSplinderIl barlume si accende in un secondo, lunghissimo e denso, per poi scomparire in un lampo. Sono le luci di Natale.
E le palle colorate son fiere di vestire un grande abete.
Fili d'oro arricchiscono gli aghi sempre verdi.
Fiocchi d'argento colpiscono lo sguardo, raggiungono il cuore dolcissimi canzoni su un bambino di nome Gesù.
Buon Natale a tutti...
Le strade sono colme di persone e le vetrine dei negozi gareggiano per il migliore addobbo.
Sempre nello stesso paese, lo stesso giorno, alla stessa ora, Iole Tassitani viene rapita, uccisa e fatta a pezzi!

Buttata in un sacco dell'immondizia solo perché, i soldi accecano più delle luci di Natale...
A mia mamma comprerò un profumo dal tappo color oro, quando lo aprirà le brilleranno gli occhi perché da tanto voleva sentire la pelle inebriata da tale fragranza.
Sto incartando il mio regalo con un bel fioccone rosso.
Nel momento in cui il nastro scivola tra le mie mani il corpo di una donna, viene martoriato a colpi di accetta.
Il marito ha deciso che quello sarebbe stato un Natale da non festeggiare.
Ha sgozzato il proprio cane e, alla fine si è impiccato alla ringhiera delle scale.
La famiglia si riunisce, quest'anno sarà la mia casa ad ospitare tutti i parenti.
I regali spuntano da sotto un abete, finto, orgoglioso di esserlo.
Chissà se piacerà al mio ragazzo il regalo che ho scelto per lui.
Chissà che regalo aspettava da Babbo Natale quella bambina che ieri è caduta dalla finestra perché il padre l'aveva lasciata sola in casa, forse le sarebbe piaciuto lo stesso regalo che ha chiesto mia cugina? o forse il suo unico desiderio era di non esser lasciata sola da un padre che per il rimorso, poi, ha tentato di uccidersi.
I colori delle palle di Natale si confondono tra quelli di coccarde e coccardine che abbelliscono i pacchi nella casa di un uomo, d’Assago. 
Quell'uomo oggi ha ucciso a colpi di pistola la moglie ed il suocero perché non ne poteva più di litigare.
Poi si è ucciso ed il suo cadavere cadendo è finito tra i pacchi di Natale sotto l'albero che il giorno prima i figli, ormai orfani, avevano addobbato con tanti colori e lucine.
In che mondo viviamo?
In che modo viviamo?
Neanche più il Natale riesce a distrarre i cuori dalla violenza, dalla cattiveria, dalla malvagità e dalla pazzia omicida che tutti i giorni riempono le notizie dei giornali, dei telegiornali.
Il Natale è un giorno di festa perché un Bambino, nato tanti anni fa, pensava di poter cambiare il mondo. Invece, il mondo è riuscito a cambiare il giorno di festa per eccellenza, in uno dei tanti altri giorni dell'anno.
Agnese Galeotti


Chiediamo scusa!
Claudio Santella

fotosantellaclaudioChi di noi non ricorda la vecchia filastrocca che da bambino, alla fine di ogni anno, recitava, davanti a tutta la famiglia riunita, promettendo all’anno nuovo di essere più buono?
Quella filastrocca diceva così: L’anno vecchio se ne va / e mai più ritornerà / io gli ho dato una valigia / piena di bugie e disobbedienze / di capricci e impertinenze/ e di cose fatte male / e gli ho detto: “porta via, questa è tutta roba mia”.
Anno nuovo avanti avanti / ti fan festa tutti quanti / tu la gioia e la salute doni ai cari genitori, / ai parenti ed agli amici rendi lieti tutti i cuori/ d’esser buono ti prometto /  anno nuovo benedetto.

Dopo di che si ricevevano baci ed abbracci da tutto il parentado ed ognuno si complimentava con noi e ci elargiva doni di vario genere.
Anche noi vogliamo dare all’anno vecchio, che se ne va, la nostra valigia piena di “disobbedienze, di capricci e impertinenze” chiedendogli di portar via tutte le cose più o meno “cattive” che abbiamo combinato.
E si che ne abbiamo combinate tante, a volte a bella posta per vedere la reazione della gente di fronte a delle provocazioni, a volte eccessive, ma mai immotivate.
Ma erano delle provocazioni fatte appositamente ed eravamo pronti a subire le reazioni delle persone, qualunque fossero state, ed a chiarire ogni  malinteso qualora la cosa fosse degenerata, perché mai v’è stata intenzione di offendere. Del resto la “vittima” predestinata deve credere che uno fa sul serio, altrimenti tutto è inutile.
Raramente “il colpevole” ammetteva di aver sbagliato, il più delle volte la gente riteneva o pretendeva di essere nel giusto giustificando le proprie “stranezze” nei modi più assurdi ed incredibili.
Ricordo ancora una signora che tentava di far entrare il suo cagnolino in un supermercato mettendoselo sotto il cappotto e che, smascherata “spudoratamente” cercò addirittura rientrare “contromano” da una delle casse costringendo un addetto, allertato dal sottoscritto, ad intervenire decisamente.
La gentildonna me ne disse di tutti i colori senza rendersi conto che tutti i presenti non condividevano il suo comportamento: per lei era giusto che il suo cagnolino entrasse. Naturalmente me ne andai per evitare che la situazione degenerasse, ma sotto sotto mi veniva da ridere.
Quante volte abbiamo invitato, più o meno apertamente, questo o quell’addetto ad un determinato servizio, ad intervenire nell’esercizio delle sue funzioni, per risolvere delle situazioni spiacevoli e siamo stati fulminati  dal suo sguardo?
I pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni sono stati il nostro bersaglio preferito, i vigili urbani i più bersagliati: purtroppo non tutti hanno reagito da vigili o quantomeno urbanamente.
E’ vero, però, che ce le andavamo a cercare.
Il fatto è che volevamo mettere in evidenza sia il continuo, egoistico e scorretto comportamento di molti di noi nei confronti del nostro prossimo in determinate situazioni, sia l’inurbano modo di reagire verso chi per solito ci fa notare le nostre mancanze.
Chiediamo scusa a tutti, soprattutto a chi “se l’è presa”: non v’è stata mai intenzione di offendere.
Le conclusioni, purtroppo, non sono state positive: siamo una massa di furbi e di maleducati che supplisce alle proprie mancanze non proprio elegantemente. Rarissimamente si ammette l’errore.
Liberiamoci allora, con l’anno vecchio, della nostra valigia contenente i nostri difetti e le nostre deficienze; cerchiamo di migliorare i nostri rapporti con il prossimo: ne trarremo certamente notevoli vantaggi.
Cerchiamo di tenere in mente il vecchio detto che recita “omnia munda mundis”, magari  senza dimenticare di completarlo con il “et similiter immundis”. Però ricordiamo, nel completarlo, di usare garbo.
Buon anno a tutti.
Claudio Santella


Centro di aiuto alla vita
Francesca Bruti

Bruti Francesca SplinderCon la fine dell’anno, si è soliti fare bilanci sui mesi appena trascorsi e fare propositi per quelli nuovi che verranno… e non capita solo alle singole persone, ma anche alle associazioni che durante l’anno operano per un bene sociale.
E’ il caso del Centro di Aiuto alla Vita (CAV) di Viterbo, che in 25 anni di presenza sul nostro territorio ha aiutato a nascere 347 bambini. Proprio a conclusione di questo anno, lo scorso 6 dicembre si è svolto presso la Prefettura un incontro sul tema “L’accoglienza della vita nascente: attualità e priorità nella nostra realtà sociale”; in tale occasione, organizzata dal Lions Club di Viterbo, la Presidente del CAV, Maria Fanti, che si occupa anche della Casa di Accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” per mamme in difficoltà, ha illustrato le grandi problematiche della nostra realtà locale legate a questo tema.
Nel fare un bilancio dell’anno che si sta concludendo, sono state descritte anche le numerose iniziative svolte a livello nazionale e locale dai Movimenti per la Vita e dai CAV che raggiungono oltre 600 punti di riferimento in tutta Italia.
Ed è bello finire l’anno con la notizia che, oltre ai bambini già citati di cui si è preso cura il CAV di Viterbo, ci sono state anche ben ventisei nascite nella Casa di Accoglienza, che nei suoi sei anni di attività ha accolto sessantadue mamme e settantadue bambini. Inoltre, a termine dell’incontro in Prefettura, è stato annunciato che le offerte raccolte in occasione del Concerto e dell’incontro conviviale di Natale saranno devolute a favore della Casa di Accoglienza.
Francesca Bruti


Giornata mondiale della Pace
Francesca Bruti

In occasione del Mese della Pace, indetto tradizionalmente dal Papa per il mese di Gennaio, si svolgerà quest’anno a Viterbo una mostra sul tema “Famiglia umana, Comunità di pace”, dal messaggio di sua Santità Benedetto XIV per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace.
La mostra sarà allestita presso la Chiesa di Sant’Egidio in via del Corso Italia nei giorni 27 (dalle 16 alle 20) e 28 dicembre (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18).
Inoltre, nel pomeriggio del 28 partirà alle ore 18,30, dalla sede della mostra, una piccola processione di persone che si recheranno alla Chiesa di Santa Rosa per un incontro di preghiera, presieduto dal Vescovo Lorenzo Chiarinelli, al quale interverranno con la loro testimonianza i rappresentanti di diverse esperienze religiose e sociali.
La partecipazione è aperta a tutta la cittadinanza.
Francesca Bruti


Magnifici i Carabinieri a Cavallo a Viterbo
Agnese Galeotti

I Carabinieri a Cavallo, sono ospiti di Viterbo dal 20 Dicembre 2007, in occasione delle festività natalizie.
E' stato suggestivo vedere l'eleganza e l'imponenza dei cavalli. Sarebbe un vanto per noi poter essere suggestionati e coinvolti ancora ed ancora.
Sarebbe unico per la nostra città che uno squadrone di Cavalleria fosse permanente ed entrasse in forza a controllare e proteggere i cittadini per le vie del centro storico.
carabinieri_cavallo_4Sarebbe un'interessante incontro, lungo le vie medievali, per i turisti e anche un'iniziativa utile per la sicurezza delle persone.
Folclore sì, ma anche un vero e proprio servizio per la città.
Per chi in questi giorni fosse impossibilitato ad assistere al grazioso e particolare evento, potrà trovare la videonew sul sito www.viterbotv.it, dove è ripresa la giornata del 20 scorso, con la sfilata dei Carabinieri a Cavallo nelle vie antiche del Quartiere di san Pellegrino.
Inoltre vi sono le riprese della messa nella Chiesa di sant’Angelo in Spatha; la visita al presepe del ‘700 allestito in Prefettura per volontà di S.E. il prefetto Alessandro Giacchetti e il saluto ai Carabinieri a Cavallo del Comandante dei Carabinieri della Provincia di Viterbo, colonnello Giorgio Dino Guida, al quale rinnovo la richiesta, non solo mia, di portare uno squadrone di cavalleria dell’Arma, a Viterbo, come d’altronde c’era anni fa nella Caserma di Via della Pace, attualmente riabilitata al servizio svolto da anni.
Agnese Galeotti


Il Presepe
Riccardo Manca

Manca Riccardo SplinderÈ un grande e suggestivo palcoscenico, su cui ogni anno immancabilmente si recita il commovente spettacolo della Natività, mentre accanto i personaggi vengono ritratti intenti nei loro lavori.
È proprio questa mirabile fusione tra umano e divino, che rende unico ed inimitabile il presepe. La primissima testimonianza in assoluto dell’arte presepiale nel Lazio, si ha con le statue di legno scolpite nel 1289 da Arnolfo di Cambio.
Nel Seicento, la nobiltà laziale inizia ad esporre presepi nei propri palazzi; opere sontuose in linea con lo stile barocco dell’epoca. Anche il Settecento mantiene viva la tradizione dei presepi all’interno delle case patrizie, ma anche nelle Chiese e nei Monasteri.
Nell’Ottocento, la realizzazione dei presepi si diffonde a livello popolare grazie alla produzione, a basso costo, di innumerevoli serie di statuine in terracotta modellate dagli artigiani locali. Sono tuttavia le famiglie più importanti per censo e ceto sociale a realizzare i presepi più imponenti, ricostruzioni di paesaggi biblici o di scorci della campagna laziale, da mostrare a parenti ed amici.
Nel presepe più usuale, il paesaggio agreste fa da sfondo alla grotta in sughero, sovrastata da un tripudio di angeli in volo sulle nuvole, disposti in nove cerchi concentrici che pongono la Natività al centro della scena. Una scena povera sia nella rappresentazione dei personaggi, pastori con le greggi e contadini al lavoro con i loro animali, sia nelle architetture, locande di campagna tra i resti di acquedotti antichi, tipici dei luoghi rappresentati.
Pastori e pastorelle, mercanti ed artigiani, viandanti e pellegrini affollano lo spazio attorno al gruppo scultoreo della Natività sormontato dall’Angelo annunciante. In attesa dell’arrivo dei Re Magi, il 6 Gennaio successivo. A partire dalla seconda metà del Novecento, l’ambientazione cambia e vengono proposte zone caratteristiche scomparse, ma conservate ancora nel ricordo dei nostri nonni, che fotografano la Viterbo medioevale e le sue eccezionali atmosfere natalizie.
Riccardo Manca


Dimenticare...mai!!!
Patrizia Labellarte

fotopatrizialabellarte2“Per non dimenticare il terrorismo e le stragi” è il titolo dell’iniziativa promossa a livello nazionale che mira a far conoscere alle giovani generazioni la storia di Aldo Moro.
Il progetto, infatti, coincide con il trentennale dell’uccisione dello statista per mano delle Brigate Rosse e con la successiva approvazione della legge 4 maggio 2007 che ha istituito il 9 maggio come “giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice”.
Presentato nella sala conferenze di Palazzo Gentili dal presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, da Ilaria Moroni del centro di documentazione Archivio Flamigni, da Miranda Perinelli della Cgil di Viterbo, dal direttore dell'Ufficio scolastico provinciale Romolo Bozzo e da Augusto Goletti dell'Archivio di Stato provinciale, il concorso si avvale anche dell’appoggio degli Archivi storici della rete “per non dimenticare”, dalla presidenza della Camera e del Senato e finanziato dal ministero per i Beni culturali.
Il bando a cui parteciperanno scuole, insegnanti e studenti sarà pubblicato a gennaio e i progetti dovranno essere consegnati entro aprile. La casa editrice "Settecittà" pubblicherà i migliori elaborati, mentre l'Archivio di Stato conserverà tutti i lavori. In oltre il 14 e 15 marzo 2008 (ingresso gratuito) sarà in scena al teatro San Leonardo lo spettacolo "Se ci fosse luce: i misteri del caso Moro" per la regia di Gianfranco Loffarelli.
Mentre il pomeriggio del 15 marzo, alla vigilia della strage di via Fani (16 marzo 1978) e del rapimento di Aldo Moro sarà organizzata una tavola rotonda alla Provincia di Viterbo a cui parteciperanno anche Agnese Moro, Benedetta Tobagi e Sergio Flamini.
All'interno del progetto c'è spazio anche per l'Università.
A gennaio ci sarà anche un bando per una tesi di laurea sull'argomento. La migliore sarà pubblicata dalla casa editrice "Settecittà".
"E' un iniziativa – afferma il presidente Mazzoli – che ha come punto d'origine il giorno della memoria delle vittime del terrorismo.
Un pezzo di storia, quella si Aldo Moro, che non può essere cancellato perché è radicato nell'essenza della democrazia italiana.
Ovviamente bisogna ripetere questo progetto anche nei prossimi anni perché non diventi solo una giornata di commemorazione.
Ma al contrario perché tramite lo studio e l'approfondimento di questa storia si possa continuare a far luce e a cogliere gli aspetti della nostra democrazia.
Siamo convinti che su questo caso non sia stato ancora detto e scritto tutto".
Patrizia Labellarte

postato da: Spvit | 08:54 |