*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

giovedì, settembre 13, 2007

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Ti aspetto su
www.viterbotv.it
il sito delle vecchie foto
di Viterbo e provincia
e dei video d'attualità e non solo

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Domenica 7 Ottobre 2007
MERCATINO DELLE CURIOSITA’
SUL PARCHEGGIO
DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA
per prenotazioni telefonare al 3393337869



Il videogiornale on line e le foto d’epoca
www.viterbotv.it
Mauro Galeotti

fotogaleottiSplinderMancava a Viterbo un videogiornale online, un sito su internet dove ascoltare le notizie senza la necessità di doverle leggere.
Non si tratta di un telegiornale vero e proprio dove ammazzamenti, furti, stupri la fanno da padrone, la vita, per fortuna, non è tutta lì, sarà, anzi è, un tipo di informazione “tranquilla”.
Ti informerà sugli avvenimenti che accadranno in città, lo farà facendo parlare dal vivo i protagonisti, coloro che saranno gli attori di manifestazioni, di dichiarazioni politiche, di messaggi, di comunicazioni varie.
Insomma il cuore pulsante della città sarà da te raggiungibile in ogni istante ed in ogni luogo.
Dimenticavo di dirti, sono proprio sbadato, il nome del sito, che tra l’altro è facilissimo: www.viterbotv.it, un nome che ti accompagnerà per tutta la tua giornata.
Ti terrà compagnia, riempirà il tuo tempo libero, sì, perché oltre ai video di avvenimenti attuali, potrai godere nel vedere filmati ormai con un po’ di polvere sulle spalle.
Basterà cercare in archivio e chissà può darsi che ti vedrai, tu stesso, in qualche ripresa video che ti è sfuggita.
Infatti, tra i video, sono inserite manifestazioni che segnano la storia della nostra Viterbo.
Sono presenti anche video con gradevoli sequenze di vecchie foto.
A proposito!
Una parte del sito www.viterbotv.it è dedicato alle vecchie immagini di Viterbo e dei paesi della provincia.
E, come per i video, basterà cliccare sull’icona di presentazione per visionarne il contenuto.
Importante! per vedere i video devi aver caricato sul tuo computer il programma Quicktime 6.0 o superiore. Si scarica da internet gratuitamente: www.apple.com/quicktime/download.
Fallo e ti divertirai un sacco!
Il sito è diretto dalla collega giornalista videoreporter Patrizia Coppa, insieme alla quale, ormai da vari anni, stiamo riprendendo a destra e a sinistra, sopra e sotto.
Abbiamo un archivio di immagini non indifferente, che man mano inseriremo sul nostro sito in memoria del passato.
E’ nostra intenzione non rendere chiuso su noi stessi, Patrizia e Mauro, il sito, ma ci piace aprire l’accesso e l’uso anche a te.
Ed ecco come.
Se vuoi far vedere dove sei stato in vacanza quest’estate, oppure ti piace pubblicizzare un particolare avvenimento che hai vissuto, se hai riprese particolari con cose curiose che ti sono accadute, tipo “paperissima”, le puoi inviare alla nostra mail, spvit@tin.it, e le rivedrai assieme ai tuoi amici, inoltre potrai farle vedere ai tuoi parenti che magari abitano in un’altra città.
Pensaci! l’idea non mi pare proprio da buttare via!
Ed ora, che stai aspettando, corri a casa accendi il tuo computer e digita www.viterbotv.it... e Buon divertimento!
Mauro Galeotti


Verso una dittatura
Claudio Santella


fotosantellaclaudioL’uscita quindicinale de La Città ed il limitato spazio a nostra disposizione non ci consentono di affrontare con la dovuta tempestività e con l’altrettanto dovuta maniera alcuni argomenti che pure meritano attenzione e considerazioni da parte di tutti.
Ci limiteremo quindi, per forza di cose, a muovere, qua e là, qualche osservazione di carattere generale che riteniamo possa rendere ugualmente l’idea  o che possa attagliarsi meglio a qualche avvenimento più o meno recente.

Esaminate attentamente, ad esempio, le seguenti osservazioni che Platone fa nel libro VII della sua opera La Repubblica; non vi sembra che esse non si attaglino perfettamente al caso nostro, alla situazione, cioè, in cui siamo costretti a vivere?
“Quando un Popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governati resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni.
E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato; che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui; che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi per non parere toppo severi, danno ragione ai giovani.
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia”
Commenti?
Mi sembrano superflui: ognuno può fare facilmente, agiatamente, con comodità il suo.
Claudio Santella


Gli Ernesti di Piazza delle Erbe

Egregio signor Mauro Galeotti, come le ho anticipato nel corso della cordiale conversazione telefonica, pur avendo trascorso la giovinezza a Viterbo vivo da quarant'anni a Bologna, ma ho conservato stretti legami con la  mia città natale nella quale spesso ritorno quando sono libero da impegni professionali.
Naturalmente nella mia biblioteca non mancano i suoi libri di immagini su Viterbo e consulto la sua monumentale opera "L'illustrissima città di Viterbo" ogni qual volta voglio approfondire argomenti o chiarire aspetti della storia della città.
Il mio affetto per Viterbo ho cercato di manifestarlo in occasione del trasporto della Macchina di Santa Rosa in quanto per alcuni anni sulla facciata della casa di Piazza delle Erbe ho affisso lo striscione con la frase "Facchine Dateje" seguito, poi, da altre frasi in dialetto viterbese che venivano modificate ogni anno.
Sono anche l'autore di quel manifesto scritto con sentimento e sincerità in occasione della chiusura della Tabaccheria di Signorelli e non sfuggito all'attenzione del giornalista Riccardo Manca che lo riportò su "la mia Viterbo".

Mio nonno Giuseppe e il fratello Sabatino Ernesti fondarono agli inizi del 1900 la Pizzicheria Romana di Piazza delle Erbe che compare su numerose cartoline nel corso degli anni per quasi tutto il secolo scorso.
La bottega era il tempio dei buongustai e punto di riferimento di quanti volevano trovare prodotti genuini, tipici e anche raffinati.
Signor Galeotti in una foto che la ritrae seduto nello studio, tra gli oggetti alle sue spalle ho notato i vasi di ceramica dove venivano conservate le squisite carote di Viterbo.
Il vasetto veniva chiuso con un tappo di sughero sul quale veniva colata la ceralacca e apposto il sigillo che naturalmente conservo nel quale figura lo stemma di Viterbo e nella circonferenza la scritta "Carote viterbesi Fratelli Ernesti".
I vasetti venivano venduti nella bottega di Piazza delle Erbe e costituivano un allettante richiamo per gli estimatori italiani e anche stranieri.
Dopo questa premessa passo al motivo della mia lettera, vorrei chiederle la cortesia di pubblicare un ricordo del mio prozio Sabatino in occasione dei 130 anni dalla nascita (era nato a Norcia il 22 Settembre 1877).

Il passato non è costituito solo da personaggi famosi e illustri, ma dalle innumerevoli persone che hanno vissuto onestamente e con sacrificio hanno realizzato qualcosa in ogni campo delle molteplici attività lavorative. Lo zio Sabatino giovanissimo lasciò la natia Umbria per trasferirsi a Roma e imparare il mestiere e approdare poi a Viterbo, agli inizi del secolo scorso, continuando l'attività di commerciante.
Alla prematura morte del fratello Giuseppe si addossò l'onere della famiglia di questi che lasciava la moglie e cinque figli in età giovanissima. Lavorando con competenza riuscì a costituire una ragguardevole fortuna che con estrema generosità lasciò poi ai nipoti per i quali era stato un vero padre.
La cecità e l'ingordigia di alcuno ha poi disperso  quello che lo zio Sabatino era riuscito a costruire. Ho avuto la fortuna di trascorrere i primi 25 anni della mia vita insieme a lui e conservo il ricordo di persona premurosa e saggia. Lo vedo ancora agli inizi anni  '50 all'uscita dalla scuola elementare ex Principe di Napoli eretto nella sua figura longilinea e distinta con i capelli bianchi e l'inappuntabile abito scuro; mi riaccompagnava a casa, ma prima facevamo la sosta in Via Saffi nel negozio torrefazione - bar del signor Alfredo Selvaggini, dove con gli amici gustava l'aperitivo e per me c'era sempre un dolcetto. Le persone che lo conobbero lo giudicavano un uomo straordinario perché riusciva a rapportarsi con tutti con pacatezza ed educazione, svolgeva la solidarietà per il prossimo in modo concreto, ma riservato, come tutte le persone sagge conosceva l'arte di tacere e interveniva solo dopo aver riflettuto e ponderato. Era un lettore accanito e si interessava di molti argomenti, per diletto si dedicava alla falegnameria, al giardinaggio e alla cucina (non ho mai più mangiato la galantina di pollo come la faceva lui). Fino agli ultimi giorni di vita fu attivo nella villa di San Martino dove ormai risiedeva la mia famiglia.

Nella mia vita , nei momenti difficili ho cercato di ispirarmi al suo insegnamento e il mio comportamento è stato influenzato dal suo ricordo. Questa vuol essere la mia  sincera manifestazione di affetto e riconoscenza.
Le sono grato per l'attenzione che vorrà riservarmi e mi è gradita l'occasione per inviarle i migliori saluti.
Fabio Ernesti da Bologna

Gentilissimo signor Fabio, mi ha fatto davvero piacere pubblicare un altro pezzetto di storia viterbese, grazie alla sua preziosa memoria.
Sono convinto che la storia, quella con la “esse” maiuscola, l’hanno fatta i vari Garibaldi, Napoleone, Giulio Cesare, ma quella che davvero conta è quella con la “esse” minuscola.
Quella della gente di tutti i giorni, quella che ha scavato con solchi profondi e inalterabili, col sudore e col lavoro, le strade delle nostre città, della nostra Viterbo.
Grazie a loro abbiamo un patrimonio culturale popolare che dobbiamo difendere, preservare, continuare.
Fabio grazie!
Mauro Galeotti


Baccaionate
Baccaione


LUCIANO PAVAROTTI
– Luciano Pavarotti  è morto: siamo, e giustamente, tutti dispiaciuti. Pavarotti è stato un grande nel suo genere, non si discute. Strano però che di questa sua grandezza ci si sia accorti solo dopo la sua morte. Pavarotti ha illustrato veramente la patria come pochi, ma a nessuno è venuto in mente di nominarlo, per questo, senatore a vita: a quanti politici per molto meno è stato concesso il laticlavio?

FERRARI E MAC LAREN 
– Montezemolo non è Montezuma, e nemmeno il Marchese del Grillo, altrimenti certe sentenze non sarebbero mai state emesse. Ad Enzo Ferrari non voglio minimamente paragonarlo, anche se ne occupa il posto, perché Enzo Ferrari  Ci dava rispetto ed altra considerazione. Montezemolo è il rappresentante, nell’ambito della “Formula 1”, di noi Italiani: e come tale è stato trattato. Speriamo bene per il futuro.

FERRARI E MAC LAREN
- Non riesco a capire come noi italiani ci  possiamo meravigliare di una sentenza come quella emessa dalla FIA sul caso Ferrari- Mac Laren, quando siamo stati capaci di partorire sentenze come quelle sullo scandalo del calcio. E’ proprio vero: vediamo la pagliuzza nell’occhio del vicino e non vediamo la trave che è nel nostro, o, per chi propugna la laicità dello Stato, ricordo le due bisacce di cui ci fece dono Giove: quella che abbiamo davanti è piena dei difetti degli altri, quella che portiamo dietro è invece piena dei nostri difetti.

UNA VERA E PROPRIA AZIONE PRODITORIA
– Romano Prodi, nonostante non faccia che affermare che la serietà è al governo, che l’economia va migliorando, che l’Italia è in ripresa, che dispone di un tesoretto accumulato, e tutto ciò in virtù del suo encomiabile agire, alla fine se ne esce non solo con la necessità di prelevare oro dai fondi della Banca d’Italia, ma chiama anche il discutere su ciò una cosa seria. Bella serietà, sia al governo che in Prodi. Sinceramente oltre che capirlo è difficile starlo a sentire.

IL TESORETTO
-  Tutti si domandano come verrà usato il tesoretto da parte del governo: ognuno, naturalmente propone una ricetta, chi vuole una cosa, chi ne vuole un’altra. Tranquilli! Il tesoretto è già stato tutto impegnato: hanno aumentato le retribuzioni ai parlamentari e giù a scendere anche a politici e politicanti vari.

DROGA E DROGHIERI – Chi s’ubriaca e chi si droga non può guidare; sono previste sanzioni più rigide: i trasgressori vengono presi, portati nella questura più vicina, trattenuti giusto il tempo di fare merenda e poi subito rilasciati. Ma perché, si dirà, si è così magnanimi verso costoro?  presto detto: Se a questi vandali della strada (e di se stessi) garantissero un adeguato soggiorno nelle patrie galere, accompagnato da un altrettanto equo risarcimento dei danni a favore delle loro vittime, che cosa dovrebbero fare a chi, dopo essersi drogato, va in Parlamento per legiferare? Comunque state tranquilli cari concittadini, a tutti costoro faranno le foto con l’autovelox e poi le pubblicheranno, naturalmente offuscate in modo da salvaguardare la privacy, cosicché tutti potremo non riconoscere i malfattori né ora né quando qualcuno di costoro si presenterà tra i candidai alle prossime elezioni!

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
– Per contro si riscontrano, sempre più frequenti, episodi di vero eroismo, peraltro sistematicamente ignorati da chi sta al governo: mi riferisco a quei cittadini che sacrificano la loro vita per soccorrere altri cittadini che si trovano in imminente pericolo della stessa, cittadini il più delle volte a loro sconosciuti. I nostri governanti non si curano di queste eroiche persone, non danno risalto a questi episodi di eroismo, probabilmente perché per loro sono gesti incomprensibili e moralmente sconosciuti; i nostri governanti si occupano di concedere indulti e grazie a delinquenti e, quando va bene, onorificenze a chi eroe non è e che viene contrabbandato per tale soltanto perché si è trovato a perdere la vita per un qualche comportamento scriteriato: a costoro elargiscono medaglie ad occhi chiusi. Ma si sa, ogni simile ama il suo simile, e hai visto mai che tra un comportamento scriteriato e l’altro ci scappi, laticlavio a parte, un qualche riconoscimento anche per loro.

SERIETA’ AL GOVERNO
– Ma Vi pare serio che il Fisco, accortosi che ha bisogno di far cassa, se la prende con chi, in maniera pienamente legittima, va a risiedere all’estero e  non  paga le tasse. Naturalmente non se la prende con il cittadino comune, ma con chi guadagna fior di danari ed i cui mancati versamenti fiscali, specialmente se complessivamente considerati, vanno a costituire una bella sommetta. Mi domando, perché questi “agiatissimi benestanti” si rifugiano all’estero? Ci sarà pure un motivo che li attrae. Gli altri Paesi avranno anch’essi un sistema fiscale, altrimenti come camperebbero? Ebbene i nostri governanti, seri per autodefinizione, (non ho ancora sentito altri apostrofarli di serietà), i nostri governanti, dicevo, fino a ieri tutti presi a gozzovigliare, accortisi che le cibarie stanno per finire a causa della loro ingordigia, anziché preoccuparsi di tirar fuori un sistema fiscale adeguato, che cosa ti vanno a fare? Si lasciano prendere dall’invidia verso questi “emigranti” e comminano loro multe su multe. Le giustificazioni poi sono ridicole: “ …non pagano le tasse né in Italia né nel Paese dove vanno a stare…”. Ma che gli frega la governo italiano di cosa fanno i governi degli altri Paesi, sarà un problema di Londra, di Montecarlo, di San Marino e quant’altro, ma non certo del governo Italiano se Londra, Montecarlo, San Marino e via dicendo non percepiscono da vari “emigrati” quanto il governo italiano, per loro conto, ritiene giusto: sta bene a loro, sta bene a tutti. Il governo italiano pensi ad agire, in materia, più oculatamente, onde eliminare queste fonti di invidia, queste migrazioni, e, soprattutto diano, i nostri governanti, l’esempio: loro e qualche loro consorte, che, esportando denaro all’estero, sottrae allo Stato molto più di questi presunti evasori.

SEMPRE SULLA SERIETA – Ma vi sembra  serio che contro i lavavetri sono stati presi provvedimenti “per direttissima” invocando a sproposito e con l’autorità dell’ignoranza (tanto è vero che la Procura della Repubblica ha archiviato il caso) questo e quell’altro articolo di questo o di quel codice, mentre contro coloro che, guidando ubriachi o drogati, ammazzano persone come fossero birilli, non sono stati adottati provvedimenti concreti di sorta? Viene il dubbio che mentre punendo i lavavetri non si va a nuocere nessun protettore che possano avere alle spalle,  punendo gli altri si vanno a ledere gli interessi di chi spaccia droga e quant’altro e che, sorge il dubbio, finanzi anche più di una campagna elettorale.

MA LO STATO E’ LAICO O NO? – Romano Prodi, dimenticando che a Benedetto XVI, venuto a suo tempo in Italia in visita ufficiale, il Presidente della Repubblica aveva chiaramente detto che lo Stato Italiano è libero e laico, lasciando ad intendere che la Chiesa non doveva intromettersi in tutto ciò che dallo stesso Stato veniva deciso, dimenticando, ancora, le invettive lanciate contro il cardinale Ruini e contro i vescovi della CEI, che cosa ti va a fare: invita i parroci ad esortare, nelle loro prediche domenicali, i cittadini a pagare le tasse. Ci chiediamo: se l’economia tira e se l’Italia è in ripresa questo nuovo tipo di questua è completamente fuori luogo. Prodi non solo non  sa più dove andare a prendere i soldi per soddisfare la fame dei suoi “plauditores” ai quali contestualmente aumenta le prebende, ma non sa più nemmeno a quale santo voltarsi. A Prodi non passa nemmeno lontanamente per la testa che deve ridurre drasticamente le spese? Le sue spese, quelle dei suoi amici, fratelli, compagni,  fratagni…. o chi volete, ma non quelle dei cittadini, ai quali non è rimasto più niente da spendere.
Baccaione


Angelino Contena, poeta sardo


Che la seconda generazione dei Sardi emigrati in terra di Tuscia sia devota a santa Rosa non stupisce, vedi Riccardo Manca, conoscitore della storia della santa e Martino Manca, facchino, ma che questo attaccamento alla Santa sia molto diffuso anche nella prima generazione che nel tempo libero dall’accudimento delle greggi trovi il tempo e l’ispirazione per dedicare dei versi alla beatitudine della Santa, sì questo stupisce.

VENERANDO SANTA ROSA

Nell’Etruria meridionale
ai piedi stesa del Monte Cimino
eco Viterbo città medievale
    lungo la storia, lungo il suo cammino
    con pace santa e laboriosità
    segue il percorso che gli dà il destino
votata alla bravura all’onestà
merita la tua gente tanto onore
perché dal suo lavoro molto dà.
    Nel laziale giardino tu sei fiore
    di buona qualità e assai vistoso
    con petali ch’inebriano all’odore
nel tuo ridente monte assai boscoso
ove la selva di querce e castagni
dà a flora e fauna riparo prezioso.
    Non ti mancano i salutari bagni
    d’acqua calda nel tuo magico loco
    se t’immergi in salute ci guadagni
Bagnaccio e Bullicame non è poco
mandando schizzi di acqua bollente
segnan che sottoterra v’arde fuoco.
    Ti conoscono in tutto il Continente
    come Città dei Papi perché prima
    il successor di Pietro era presente.
E nel tempo ti favorisce il clima
ove sembra un’eterna primavera
per l'abbondanza di matera prima
    nei tuoi campi vicini dove impera
    il fare dell’onesto contadino
    dalla prima mattina fino a sera.
E credente alla legge del Divino
sei sempre stata da tempi lontani,
da quando ancora era in fresco cammino
    e non mancano i tuoi popolani
    di venerare questa santitudine
    perché la Fede stringon nelle mani
immersi sempre nella beatitudine
tanto che il 3 settembre d’ogni annata,
pare c’abbiano preso l’abitudine
    di venir Santa Rosa venerata
    patrona di Viterbo tanto altera
    dagli angeli celesti incoronata
verso le 9 al fresco della sera
comincia della Macchina il trasporto
nella quale dall’alto Rosa impera.
    Circostanza grandiosa, e non a torto
    dato che al Viterbese l’emozione
    lo coglie ma lo riempie di conforto.
Con quanta gioia e con quant’emozione
insieme a tanta forza ed al coraggio
i facchini si impegnano in unione
    dalla partenza e per l’intero viaggio
    stanno sotto compatti ad un sol passo
    e la folla s’incanta al lor passaggio.
Guardando questa Macchina dal basso
sembra che Rosa arrivi fino al cielo
per dire a Dio, guarda quanto spasso
    in questa gente, unita, in tanto zelo
    m’onoran con affetto e con amore
    vestiti solo di cristiano velo,
il trasporto che dura un paio d’ore
con varie tappe durante il tragitto
e tutto nell’assenza del chiarore.
    E’ stato questo evento definito
    unico per la sua maestosità
    nel mondo non si trova il altro sito.
Dal primo dì che questa festa va
da secoli lontani tien tuttora
un carico d’orgoglio e santità.
    Chi per voto o per curiosità ancora
    quest’occasione mistica richiama
    gente da ogni terrena dimora
dappertutto s’è sparsa ormai la fama
conoscono Viterbo in ogni zona
perché di Rosa conoscono il drama.
    E il 3 settembre la campana suona
    chiama i fedeli per veder sfilare
    Santa Rosa, la mite, umile, e buona
vedendo questa Macchina passare
la folla nella strada ad ambo i lati
veramente incantata la fa stare
    i facchini con passi ritmati
    alla voce del capo, uno... due...
    scendon con passi giusti ed ordinati
son tutti scelti, forti come un bue
e volentieri ognuno usa e dispone
per il trasporto le risorse sue
    a dura prova lo sforzo li pone
    il peso di ben cinque tonnellate
    diviso un centinaio di persone.
Sotto la base vengon sistemate
per sostener la Macchina, credette,
queste persone d’umiltà dotate
    si chiamano una parte, le spallette,
    bianco vestiti, in vita un rosso drapo
    i ciuffi son più forti, e le stanghette.
Quando son pronti alla voce del Capo
che dice, sollevate e fermi, uniti
tirano su la Santa in un sol strapo
    l'applausi della folla ben uditi
    sono, ma il Capo dice ad ogni facchino,
    per Santa Rosa avanti, e tiran driti
e tapa dopo tapa nel cammino
la Santa arriva ai piedi del Santuario
benedetto dal gran Padre Divino
    quando termina quest’itinerario
    e la Macchina a terra vien posata
    tutti si fanno l’augurio bonario.
Si dicon, molto bene quest’è andata
e così vada per l’anno futuro
sempre a quest’ora ed alla stessa data.
    la prima volta ch’io l’ho vista, giuro
    ch’ero ferto d’incanto, e mai notato
    ho una simile cosa, son sicuro.
Dunque l’augurio mio che vi va dato
è che continui per secoli ancora
questo solenne trasporto fatato.
    Della mattina non passi Aurora
    che Rosa mandi la benedizione
    al Viterbese che tanto l’onora
se ha precaria salute una persone
Rosa ci meta la sua volontà
e lo rimetta in buona condizione.
    Sono passati otto secoli già
    da quando i diciott’anni evi compiuto
    e sei volata Santa all’aldilà
ancor giovane hai consumato tutto
l’essere bella come un fior di pesco
lasciando in terra tutti i cuori in lutto
    ed il tuo corpo ancora intatto e fresco
    era, dopo sett’anni di riposo,
    Rosa, vissuta un po’ dopo Francesco.
Tu ch'animo possiedi generoso
a questa gente che osanna t’intona
del cielo fiore misericordioso
    proteggi con Viterbo la sua zona
    tu che godi questa facoltà
    già che t’han scelto come lor patrona
perché t'abbiano sempre fedeltà.
Angelino Contena


Professore Gabriello CURRO'

Matteacci Bruno SplinderQuando vari organi d'informazione hanno diffuso la  triste notizia della dipartita del professore Gabriello Currò, molti, moltissimi cittadini di Viterbo e della provincia hanno pianto tale scomparsa lamentando il fatto che la quasi totalità degli amici del professore, e ne aveva tanti, è venuta a conoscenza del  decesso a funerale effettuato.
E' pur vero che tutto è accaduto in un momento particolare dell'anno: le ferie estive; il tornado che ha colpito Viterbo, abbattendo parzialmente la struttura che ricopriva la Macchina di Santa Rosa, con la conseguente inagibilità, temporanea, della Chiesa di San Sisto, parrocchia del professore e il trasferimento della celebrazione del funerale nella Chiesa di San Pietro.
Sono pervenute telefonate di amici e conoscenti per avere notizie in merito.  
A tale proposito, tramite questo quindicinale, comunico che la celebrazione della santa Messa, in occasione del trigesimo, del ritorno alla casa del Padre, dell'amico Gabriello Currò, si terrà sabato 22 settembre 2007, alle ore 19, nella Chiesa di San Sisto.
Bruno Matteacci


Corso per tecnico
Patrizia Labellarte


fotopatrizialabellarte2Il Corso per tecnico in rifugi per donne che hanno subito violenza, sta per scadere, infatti, venerdì 14 settembre scadranno i termini per partecipare al corso di formazione professionale “Tecnico per gestione d’impresa”, che mira ad educare 18 donne al fine di lavorare all’interno di rifugi per vittime di violenza, case famiglia e strutture simili.
Il bando è rivolto esclusivamente a donne, inoccupate o disoccupate da 12  a 13 mesi, occupati con contratti a causa mista, in possesso di diploma media superiore e di età compresa tra i 25 e i 49 anni.

Le domande di ammissione redatte in carta semplice e con allegata la documentazione che attesta i requisiti richiesti, vanno consegnate entro il 14 settembre 2007 al Centro Provinciale in via Richiello n. 8 a Viterbo che ospiterà le lezioni, oppure all’Assessorato alla Formazione Professionale in via Saffi n. 49.
Il corso sarà della durata di 200 ore formative, in aula, per poi concludersi con 400 ore di stage all’interno delle associazioni di volontariato predisposte all’accoglienza delle vittime di violenza, negli uffici della Consigliera di Parità e presidi socio-sanitari, al fine di favorire al termine del percorso una forma di cooperazione volta all’auto-impiego.

L’assessore alla formazione Professionale, Giuseppe Picchiarelli afferma che: “ Il corso è stato creato per formare figure professionali preparate a gestire strutture antiviolenza. La violenza alle donne, aggiunge, è uno dei mali sociali più nascosti e difficili da combattere”.
Un grazie alle volontarie del centro antiviolenza Erinna dal cui contributo è scaturito il progetto.
Patrizia Labellarte


Risparmio energetico
Patrizia Labellarte


I prezzi delle bollette sono alle stelle??? Non disperare e…cogli al volo ciò che sto per dirti…
La Confartigianato ha siglato un accordo con l’Enel per bloccare i costi, contenere così le spese, rinforzando al tempo stesso la competitività sul mercato.
La convenzione prevede 3 differenti offerte per tutti i soci Confartigianato.
La prima: “GiorniLeggeri” riguarda la “corrente elettrica, permettendo a tutti gli aderenti di contare su un bonus di 14  giorni annui di fornitura gratuita.
Le condizioni per aderire a questa offerta sono: un consumo annuo inferiore a 50.000 Kwh ed un contratto in bassa tensione.

La seconda, “AnnoSicuroExtra” ha le stesse condizioni della precedente ma, prevede la possibilità di bloccare il prezzo dell’energia elettrica per due anni, evitando rincari della bolletta.
L’ultima offerta “AnnoSicuroGas” permette di bloccarne il prezzo a chi consuma un massimo di 50.000 metri cubi all’anno per un intero biennio.
Per ulteriori informazioni contattare la sede degli uffici della  Confartigianato di Viterbo al numero: 0761/337937, oppure collegandosi al sito internet: www.confartigianato.it.
Patrizia Labellarte


Vetriolo
Riccardo Manca


Manca Riccardo SplinderVetriolo: storia di un paese semplice, senza orpelli. Una storia con la “s” minuscola. Signori, principi, conti e re qui non ha mai soggiornato. Questo che sto descrivendo è un paese di poche anime, qualche manciata in tutto. Vetriolo è una frazione del Comune di Bagnoregio.
Il paese fu fondato intorno al Cinquecento, per opera di alcune centinaia di minatori di origine romagnola, giunti in questa zona per estrarre i solfati di ferro che, dopo un’accurata lavorazione, diventava appunto Vetriolo; un materiale diffusamente utilizzato nel Medioevo, che diede anche il nome al paese.

La durata di questa importante industria Alto-Medievale fu relativamente breve (circa settanta anni) e quindi i minatori iniziarono a sfruttare le argille, di ottima qualità, che caratterizzano le valli i questo territorio, grazie anche all’intuizione di una mastro fornaciaro, proveniente da Deruta, certo Francesco Burla.
Ancora oggi due fornaci di laterizi producono i manufatti secondo le tecniche tramandate di padre in figlio.
Il paese, anche se piccolo, risulta essere uno tra i più intraprendenti della Teverina, grazie ad una associazione culturale che si occupa, oltre che della ricostruzione e documentazione della storia locale, anche del recupero, la salvaguardia, la divulgazione del patrimonio culturale del paese e delle campagne attraverso attività di ricerca, collaborazioni con esperti, pubblicazioni, mostre, conferenze e iniziative di carattere artistico, teatrale, musicale e gastronomico.

Per quanto riguarda il lato religioso, un comitato organizza la rappresentazione della “Passione di Gesù” la sera del Venerdì Santo, si tratta di una delle migliori realizzazioni di questo genere che attrae un folto pubblico che puntualmente, ogni anno, si emoziona davanti alla drammatica e suggestiva scena della crocifissione. Sulla facciata principale della Chiesa di San Donato è la scritta: “DIVO DONATO EP. ET M. DICATUM”.
Riccardo Manca


A tu per tu con?!
Patrizia Labellarte


Solitamente i ringraziamenti si fanno alla fine…bene io stravolgo tutte le regole e comincio col dire  un grazie a Nicoletta per essersi gentilmente “prestata” a fare questa piccola intervista…
Laureata in Scienze della Comunicazione, Nicoletta Di Luigi è una giovane viterbese di 24 anni alle prese con una realtà che come un po’ a noi tutti “le sta stretta”…scopriamo insieme perché?!...
Vedo la sua faccia un po’ perplessa…credo di aver intuito il motivo…le ho appena detto che questa è la mia prima intervista!!!

“Sei la mia “cavia”, ripensamenti, dubbi a riguardo…sei ancora in tempo per scappare”!
-“No, sono prontissima”!
Allora si comincia…”Visto che sei nata e vivi a Viterbo, cosa ne pensi della tua città”?
-“Se ti dicessi che vorrei vivere in un’altra nazione, cosa penseresti?...A te la risposta”!
“Deduco che non ti trovi benissimo… posso domandarti perché”?
- Certo! Forse ho esagerato un po’, vorrei sottolineare che non disprezzo assolutamente la mia città, ma nutro una sorta di ‘amore/odio’! ti spiego meglio…Dal punto di vista artistico la adoro, ma come stile di vita e modi di agire sotto tutti i punti di vista, vorrei che si svegliasse un po’”!
In che senso, scusa?...immagino, ti riferisca al mondo lavorativo…
-“Si, a partire dall’offerta lavorativa, all’offerta culturale, per finire alla gestione comunale”.
Insomma, denunci maggiormente la mancanza di lavoro presente a Viterbo, unita alla “pigrizia” delle istituzioni?

-“Si, e forse aggiungerei anche la poca disponibilità ad investire risorse adeguate per incrementare l’offerta di lavoro ed agevolare così, noi giovani neo-laureati e non”.
Cosa suggeriresti?
-“Prima di tutto, maggiore attenzione e trasparenza da parte delle nostre istituzioni nei confronti di questa realtà precaria. Inviterei, inoltre, a non sottovalutare tale problematiche solamente per mantenere i propri interessi. Di concreto, non sto suggerendo niente, capisco che non è così  semplice poter cambiare la realtà viterbese ferma da troppo tempo”.
Immagina di aver qui davanti la lampada di Aladino…hai tre desideri, cosa esprimeresti?
-“Sicuramente, chiederei di cambiare la mentalità, a mio avviso, poco ‘curiosa’, obsoleta e per niente aperta alle innovazioni, di conseguenza, chiederei una maggiore disponibilità di lavoro ed infine una migliore qualità e servizio dei locali pubblici”.
Mi soffermerei su questo ultimo tuo desiderio…stai parlando per caso di tutto ciò che riguarda lo svago, cioè, pub, discoteche…?

-“Sì, mi piacerebbe, come penso a tutti i miei coetanei che, i locali di Viterbo ‘colorassero’, nel vero senso della parola, il ‘medioevo’ di questa città e che ampliassero l’offerta e la varietà di divertimento. Non c’è musica dal vivo, neanche per le strade o nelle piazze, non ci sono cinema adeguati, non ci sono iniziative che possano coinvolgere in maniera divertente tutti. Ma…un quarto desideri, me lo concedi”?
Ok, facciamo uno strappo alla regola…cosa desidereresti ancora?
-“Desidererei una crescita maggiore della Città Universitaria, attraverso l’apertura di nuovi corsi di laurea, corsi di formazione mirati al mercato del lavoro.
Mi auguro, inoltre, che da queste mie critiche, peraltro sostenute un po’ da tutti, si abbia finalmente il coraggio di passare ai fatti, per cominciare a vedere qualche risultato concreto”.
Parole sante!!! Chissà, se attraverso la nostra intervista, siamo riuscite a mettere ancora più in luce alcuni ‘difettucci’ radicati da troppo tempo, ormai, a Viterbo?
Bene, l’intervista è terminata…puoi finalmente rilassarti! Un grazie di cuore, ancora ed in bocca al lupo per tutto!
-“Crepi”!!!
Patrizia Labellarte

postato da: Spvit | 23:34 |