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sabato, giugno 16, 2007 13 Giugno 2007
Anno XVII n° 11 Domenica 1° Luglio 2007 MERCATINO DELLE CURIOSITA’ SUL PARCHEGGIO DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA per prenotazioni telefonare al 3393337869 Un monumento nelle mani di Dio Domus Dei, ma che bestia è?Mauro Galeotti Tutti di corsa in Via santa Maria in Gradi per raggiungere le destinazioni, ma quanti si sono accorti della Domus Dei, la Casa del Signore? Credo proprio pochi, eppure è lì dal Duecento, era stata donata ai frati Domenicani, che erano a Gradi, nel 1290 dai di Vico. I frati vi allestirono un ospedale grazie alla donazione di Visconte Gatti, ed ecco qua che nacque l’Ospedale Domus Dei.Altri lasciti consentirono ai frati di acquistare letti, lenzuola, materassi al fine di poter curare ed assistere gli infermi poveri. Sulla facciata era murato un bassorilievo marmoreo, ove era raffigurata la Madonna in trono col Bambino e con ai loro piedi i dedicatari in preghiera nelle persone di Visconte Gatti e di sua moglie Teodora Capocci. Le vicende dell’ospedale furono numerose e cariche di storia. La struttura versa in pessime condizioni, il tetto, addirittura, è coperto in buona parte in orribili lamiere. Quando piove l’acqua è padrona di entrare in ogni dove. Sì è vero la Domus Dei è di proprietà privata, ma ritengo ingiustificato il comportamento delle varie istituzioni locali, e non faccio nomi, perché per me sono tutte colpevoli di menefreghismo. Un monumento di tale portata, se fosse stato in un’altra città certamente avrebbe avuto il suo giusto valore, la sua giusta conservazione, il suo giusto riutilizzo. La sua sfortuna è che si trova a Viterbo dove Viterbesi e amministrazioni se ne infischiano altamente. Peccato! Mauro Galeotti I NAS a scuola Claudio Santella I NAS a scuola? Ma le SS debbono mandarci a scuola, altro che i NAS, e non solo per la droga che circola tra i ragazzi, ma soprattutto per certi professori, che in una scuola senza aggettivi non avrebbero trovato mai non solo cittadinanza, ma nemmeno asilo politico, perché hanno fatto e fanno della scuola uno strumento per il raggiungimento di fini altrui e di loro comodi personali, anche sovvertendo i fini istituzionali della scuola stessa. Mercenari e strumenti, nemmeno ciechi, d’occhiuta rapina! E poi chi è che vuole mandarci i NAS? E’ la Turco, cioè quel ministro che prima fa di tutto per raddoppiare il consumo consentito delle dosi di droga, e poi si mette a dare suggerimenti perché gli altri prendano provvedimenti contrari ai suoi. Ma a che gioco sta giocando questa Turco? Ma chi è questa Turco, che precedenti ha, che fini vuole perseguire? Perché si vuole servire dei nostri ragazzi e contemporaneamente vuol far credere di proteggerli? Si spieghi meglio questa Turco perché per molti di noi miseri mortali qualcosa non è chiaro. Cari genitori non drogati, cari professori non drogati, cari presidi non soggetti a dipendenza alcuna, che credo essere la stragrande maggioranza, non aspettiamoci che a risolvere questo sciagurato problema siano i nostri politici, perché anch’essi si drogano. Vi siete chiesti che fine hanno fatto i parlamentari sorpresi nell’aver fatto uso della droga? Che fine hanno fatto quei parlamentari che, sotto l’effetto della droga, legiferano? Vi siete mai chiesti qual è stata la posizione della Turco nei confronti di costoro? Avete mai considerato che la loro immunità è in funzione dei loro compiti istituzionali e non è per proteggerli da qualsiasi tipo di illecito o di reato. Ma vogliamo prendere a calci nel sedere, a due a due fino a che diventano dispari, questi nostri millantatori di credito, si o no? Turchi, Ottomani, Ottentotti che siano! Questi ragazzi, bacino d’utenza della droga, sono figli nostri, sono il nostro futuro, la nostra speranza: non possiamo contribuire con il nostro comportamento passivo al loro deterioramento. Facciamola finita. Ci sono le leggi per mettere con le spalle al muro i vari responsabili che per ignavia o per interesse si astengono dall’agire pur essendo pagati per questo: siano essi genitori, educatori, agenti dell’ordine, magistrati, e quant’altro. Mettiamo alla gogna tutti questi parassiti sociali. Smettiamo, poi, di accogliere al braccia aperte il fior fiore della delinquenza che proviene da altri Paesi, sia che appartengano all’Europa o meno. Facciamo bene attenzione a non lasciarci distrarre da avvenimenti gonfiati e buttati nella mischia ad arte per il vantaggio dei “soliti ignoti” ed a danno dei cittadini, di cui si cerca di sviare l’attenzione da altre cose. Proviamo a leggere tra le righe, dove non c’è scritto niente. Ne siamo capaci? Mettiamo ordine morale nel nostro agire quotidiano e non limitiamoci a protestare a parole. Organizziamoci per questo e non permettiamo che si faccia, tra l’altro per fini illeciti, uso ed abuso di ciò che abbiamo di più caro, cioè dei nostri figli. Ne troveremo giovamento sia come singoli che come società. Claudio Santella Pericolo inaudito Agnese Galeotti Qualche giorno fa sulla Strada Ellera una macchina è finita sotto al treno. Colpa dell'incoscienza o della sbadatagine del conducente? Oh dei segnalatori di pericolo che, forse, non hanno funzionato? Colpa qui, colpa là, secondo me la vera ed unica colpa è di chi permette che nel 2007 siano ancora presenti passaggi a livello non custoditi! Come si fa?! Non dovrebbero esistere queste situazioni. E se a passare invece di un automobilista con patente, fosse un ragazzino in bicicletta che i segnali non sa neanche dove stiano di casa? Come si può rischiare la vita di un bambino pur di non spendere danaro per mettere delle sbarre a protezione della ferrovia?! Già in passato, più di una volta, abbiamo reso noto il problema a chi di dovere, che se ne è altamente fregato! Possibile che in questo bellissimo e altrettanto issimo menefreghista Paese, per far fare qualcosa di buono e giusto a chi ha dovere e potere per farlo bisogna farci scappare il morto? Sempre che poi questo basti! Mi sono stancata di ripetere sempre le stesse cose e di mendicare una soluzione che non arriva! Spero di non dovermi ritrovare, tra qualche mese, di nuovo a scrivere di questo pericolo! Agnese Galeotti Parcheggio, un brutto sogno Bruno Matteacci Quello che, il 9 maggio scorso, trattando l'argomento parcheggi definimmo, nelle pagine di questo quindicinale: stato caotico in via Enrico Fermi, più precisamente, nel piazzale antistante la cittadella della salute, ormai lo possiamo definire, un brutto sogno. Infatti, basta fare un raffronto da come era il parcheggio della zona, con l'attuale situazione.L'amministrazione comunale di Viterbo ha fatto veramente un buon lavoro: ha diviso il piazzale con due linee di percorso nei due sensi creando, tra loro, dei parcheggi. A pagamento, a tariffa ridotta del 50% ed ha, giustamente, istituito altri parcheggi gratuiti, a tempo limitato ad un'ora. Con la gioia dei più bisognosi, sotto, l'aspetto "motorio", il Comune di Viterbo ha creato, a ridosso dello struttura sanitaria molti parcheggi per portatori di handicap. Questo fatto ci ha entusiasmato in quanto abbiamo vissuto il problema sentendo le doglianze degli automobilisti perché in loco era diventato impossibile parcheggiare ed avere la certezza di poter uscire a secondo le necessità in quanto il "caos" era indescrivibile. Da queste pagine vada al Sindaco e a chi di dovere, il ringraziamento per aver recepito la nostra segnalazione, nell'interesse della collettività. Bruno Matteacci Seminario di Viterbo Riccardo Manca Il seminario Viterbese venne fondato dal Card. Antonio Gabriele Severoli nel 1816, provvisto di una cospicua biblioteca. La costruzione dell’istituto fu attuabile in seguito alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi ed alla successiva restaurazione dello Stato Pontificio. Per iniziativa del clero locale era stata avanzata richiesta alla Santa Sede affinché la chiesa, il convento ed i beni già appartenenti agli Agostiniani fossero concessi per l’istituzione di un seminario. La domanda ebbe esito favorevole con un rescritto pontificio del 4 Novembre 1814, al quale seguì un breve di Pio VII, emesso il 29 Agosto 1815 e reso esecutorio con un decreto del card. Severoli del 15 Novembre 1816. I compiti di direzione e di insegnamento nel nuovo seminario rimasero affidati totalmente ai sacerdoti locali fino al 1861, quando il vescovo card. Gaetano Bedini conferì l’incarico di maestro di retorica ad un padre gesuita che nell’anno successivo fu nominato rettore. Il 15 Agosto 1863, i Gesuiti unirono al seminario un convitto che rimase aperto fino al 1868 quando i religiosi lasciarono Tuscania per trasferirsi nel seminario di Viterbo in seguito all’invito ricevuto dal vescovo card. Matteo Eustachio Gonella. Nel 1870 la Giunta municipale, arrogandosi diritti sovrani, decretò l’appartenenza al Comune di tutte le proprietà del seminario. Il vescovo Antonio Maria Grasselli fin dall’inizio del suo episcopato pose tutto l’impegno affinché fossero incrementati nel seminario lo studio, la formazione religiosa e la disciplina. Nella relazione inviata a Roma dopo al sua seconda visita pastorale egli annotava che nel seminario erano frequentate le classi elementari e ginnasiali ma mancavano gli studi filosofici e teologici. Tra le funzioni celebrate nella chiesa di Sant’Agostino, affidata al seminario, venivano annotati il triduo alla Madonna del Carmine e la messa con la benedizione delle vesti e del pane nel giorno di San Nicola. Nel 1928 il vescovo Emidio Trenta, dovendosi procedere ad una organizzazione unitaria dei piccoli seminari dell’Alto Lazio, soppresse il seminario di Tuscania e lo unì a quello di Viterbo. Riccardo Manca Fontane ed orologi Patrizia Labellarte Passeggiando qua e la per Viterbo ci si accorge di tante cose… Se, si osserva attentamente si può notare come tra le tante bellezze architettoniche, i giardini, le piazze ci sono un’immensità di brutture a dare un tocco di imperfezione e disordine.Qualche mattina fa, mi trovavo a Piazza della Rocca e un passante, fermandomi, mi ha chiesto cortesemente l’ora. Mi sono voltata, ho alzato gli occhi verso l’orologio presente sulla porta della piazza ma, come non detto! a metà mattina, l’orologio segnava le cinque del pomeriggio! Ed ho notato, in seguito, che non è il solo a presentare questo difettuccio…anzi… Soffrono dello stesso “male” un po’ tutti: quello di Piazza del Comune, quello di via Ascenzi e anche quello presente al lato della facciata della Chiesa nella frazione della Quercia.. Oggi, con orologi da polso, telefonini che segnano l’ora esatta viene sempre meno spontaneo alzare gli occhi e vedere queste enormi lancette che scandiscono il tempo nella nostra città. Purtroppo questo è un caso di pura e semplice trascuratezza, frequente a Viterbo e che, haimé, non riguarda solo gli orologi ma tocca da vicino molte altre cose. Un esempio?... le fontane prime protagoniste delle piazze viterbesi. Eh, si!...alcune avrebbero bisogno di un vero e proprio restauro, come si suol dire: “il tempo passa anche per loro”! altre sono poco funzionanti o del tutto prive di acqua… Lo so, è estate, incalza il problema siccità e bisogna risparmiare! Giusto! Bisognerebbe allora, incominciare dall’acqua utilizzata per irrigare le aiuole e che viceversa irriga l’asfalto per ore ed ore! Che grande spreco!!! Eppure nessuno se ne accorge e prende dei provvedimenti. Sicuramente fontane ed orologi poco funzionanti non sono problemi insormontabili, però, credo che siano un chiaro esempio di disattenzione o meglio di poca accuratezza nei confronti di ciò che abbellisce e contorna le piazze, porte ed edifici storici di Viterbo. Patrizia Labellarte BACCAIONATE NAPOLITANO E NAPOLI – Ma come si fa a prendere sul serio un Paese dove per risolvere una questione di rifiuti, seppure in una città come Napoli, debba intervenire il Presidente della Repubblica? Spiegatemelo, per favore, perché io non riesco a capacitarmi. Vi ringrazio fin da ora. CILIEGINA DI ORNAMENTO – Visco, padre degli oli visco-statici, in un modo o nell’altro deve aver unto moltissimi senatori. Il Senato, infatti, nella votazione in aula ha approvato l’inciucio Visco-Speciale di cui era protagonista. Non c’è spazio per i commenti. CONCLUDENDO – In un libricino intitolato “Democrazia moderna”, scritto da Sergio Hessen e pubblicato da Armano Armando Editore, riportata la seguente frase che, se la memoria non m’inganna, è da attribuirsi a Tommaso Hobbes, teorico dell’assolutismo. “Ius est id quod iussum est”. Ebbene, signor ministro Fioroni, dia disposizione di bocciare tutti quei ragazzi che tradurranno “E’ diritto ciò che viene comandato”, perché la traduzione esatta è la seguente. “Democrazia e serietà al governo”. ADEGUAMENTI ECONOMICI ADEGUAMENTI INTERNAZIONALI – Il presidente della Banca Mondiale si è dimesso perché non più gradito alla maggioranza dei Paesi membri. Si è dimesso perché accusato di aver favorito la carriere di una dipendente della medesima banca con la quale aveva avuto o aveva una relazione sentimentale. Come mai, i nostri pubblici amministratori, che spesso giustificano i loro provvedimenti dicendo che bisogna adeguarsi alla normativa europea non si adeguano anche in questo caso? Una bella occasione per fare pulizia. ADEGUAMENTI ITALIANI – Il vice ministro Visco viene accusato di ingerenze indebite da parte del comandante generale della Finanza, il quale viene sostenuto nelle sue accuse da altri tre generali. Che cosa fa Visco? Si dimette come il presidente della banca mondiale? Ma neanche a pensarci. Visco se ne sta zitto e riceve, addirittura, la solidarietà del presidente del consiglio Romano Prodi. Anzi, si dice che questi due signori, la sera stessa, siano andati a teatro a vedere una commedia di Plauto: quella intitolata “Il soldato millantatore”. Baccaione Fontana Grande... spenta!!! Agnese Galeotti Sono ormai diversi mesi che la duecentesca Fontana Grande è immersa in una sconfinata tristezza. Privata anche di poter versare lacrime... d'acqua. Infatti, difficile ricordarsi l'ultima volta che si è vista brillare tra zampilli e goccioloni! Perchè una bellissima fontana, storica e rara per la sua composizione su base a croce, viene tenuta spenta? Sembra quasi mutilata. Derubata del suo splendore ed, in qualche modo, del suo ruolo. E' un vero peccato, anche per la città stessa. Infatti, la splendida fontana, è la prima che incontrano i turisti entrando da Porta Romana. Forse è la più caratteristica e particolare fontana della nostra città. Sono già diverse volte che scriviamo riguardo a questo problema. Ma, per qualche ignaro motivo, mai si è raggiunta una soluzione. Speriamo che questa volta vada meglio!! Agnese Galeotti Tarquinia un “Game fair” Francesca Bruti Il cattivo tempo dei giorni scorsi sembrava aver allontanato la possibilità di iniziare a godere della stagione estiva; nonostante ciò, le varie iniziative che rientrano nel cartellone degli eventi per la bella stagione non sono tardate ad arrivare. Cornice di un appuntamento unico nel suo genere per l’Italia è stata proprio una località di mare nostrana, Tarquinia, che dall’8 al 10 giugno ha ospitato la XVII edizione del “Game Fair”: con oltre 40.000 visitatori previsti, 130 espositori e 50 diversi spettacoli in programma, l’affluenza di pubblico è stata alta.Si trattava di una mostra-evento che aveva l’intenzione di valorizzare l’arte del vivere all’aria aperta, con numerosi stand che presentavano attività e materiali utili per chi è amante della natura e delle varie forme con cui stare all’aria aperta: attrezzature per la natura, armi od oggetti da caccia e da tiro, pesca, addestramento cani, subacquea, country style, equitazione, ecc. Inoltre, era possibile ammirare l’esposizione di fucili sportivi, insieme ad un mercato che proponeva varie curiosità. E poi, spettacoli e iniziative con cani, cavalli, falconieri, tiro a volo, dove oltre ai campioni, anche il pubblico poteva essere protagonista, provando in prima persona; erano presenti percorsi di caccia, tiro ad aria compressa, pesca e molto altro ancora. Nello specifico, il luogo della manifestazione è stata la località Spinicci, una tenuta che arriva fino al mare. Da sottolineare che la Provincia di Viterbo, oltre ad essere presente con un apposito stand e ad aver patrocinato l’iniziativa, ha fornito il proprio contributo sia in termini economici, sia tecnici. Infatti, lo stesso Assessore alla Protezione Civile della Provincia, Mauro Mazzola, si è detto orgoglioso dell’evento, essendo la prima volta che il “Game Fair” veniva realizzato nella Tuscia; per questo, ha voluto seguire da vicino tutta l’organizzazione, con l’intenzione che nel futuro la manifestazione si stabilizzi proprio a Tarquinia. Francesca Bruti BACCAIONATE 2 ESEMPI DI SERIETA’ SERIETA’– Il Presidente Sarkozy in una quindicina di giorni è riuscito concedersi una vacanza, a nominare il primo ministro ed a prendere i primi contatti internazionali incontrando il cancelliere tedesco Angela Merk. Questo nuovo Presidente, poi, non solo ha ristretto i tempi d’azione, ma anche i ministri: non più di quindici. Altri modi di governare. Certo che se anche in questo caso ci adeguassimo a quanto avviene in altri Paesi europei con i risparmi che ne conseguirebbero manderemmo in attivo il bilancio dello Stato. SERIETA’?- Il presidente del consiglio Prodi, ostentando sicurezza, ha nominato una pletora di ministri, di vice-ministri, di sottosegretari, di portavoce, di porta borse… in buona sostanza di porta in giro. Prodi ignora il Parlamento, va avanti a colpi di forza, chiamandola fiducia, poi afferma che agisce in pena legalità, dice che è serio, dice che gli altri non sanno che cosa è la democrazia. Ce lo dice Prodi che cos’è la democrazia: la democrazia è quella cosa in cui è diritto ciò che viene comandato. SERIETA’ – Sono portato a credere che gli Italiani ritengano che il comportamento tenuto dal generale Roberto speciale nel caso Visco sia da annoverare fra i pochissimi e rarissimi esempi concreti di serietà, correttezza ed onestà. Roberto Speciale si è guadagnato il privilegio, riservato a pochi, di essere ricordato tra i galantuomini con il solo nome e cognome. Prodi, d’ora in avanti, se vorrà essere creduto quando parlerà di serietà al governo, dovrà allontanare Visco dallo stesso e sostituirlo con Roberto Speciale. SERIETA’? – Prodi rende omaggio alla Guardia di Finanza, Padoa Schioppa esterna fiducia alla medesima e le augura di lavorare serenamente…. Mi domando se ci stiano prendendo in giro o meno? Ed infatti come fa la Guardia di Finanza a lavorare serenamente se appena appena si azzarda a non fare quello che un vice ministro le chiede, e che non dovrebbe chiederle, sia ben chiaro, viene condannata a subire una deminutio capitis? Come fa la Guardia di Finanza a lavorare secondo le leggi se nel farle rispettare si vede colpita nel suo rappresentante più alto? Perché cari concittadini le cose sono due: o Visco ha ragione, ed allora va punito Speciale, oppure ha ragione Speciale ed allora va punito Visco. OLI PER MOTORI VISCO – SPECIALE - Anziché allontanare dall’ufficio ricoperto il comandate generale della Guardia di Finanza, generale Roberto Speciale, il governo avrebbe dovuto allontanare il ministro Visco e spedirlo in qualche fabbrica di oli per motori: Visco statico com’è avrebbe dato vita ad un olio davvero speciale! VISCO – PRIVILEGIATO – Ad un olio speciale il governo ha preferito un olio privilegiato e lo ha chiamato Visco-privilegiato. ART. 2909 c.c. – Detto articolo testualmente recita: “L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa”. Alla luce di questa norma ho motivo di credere che la controversia Visco-Speciale avrà un seguito, e temo che non sarà un seguito positivo. Che fine pensate che faranno gli alti ufficiali della Guardia di Finanza che Visco aveva chiesto a Speciale di trasferire? Staremo a vedere. A sommesso avviso di chi scrive il governo, ungendo qua e là con oli visco-statici, riuscirà a mandare le cose come vuole. VALORI E VALORI TUTTO QUESTO SARA’ TUO SE PROSTRATO MI ADORERAI – Antonio Di Pietro, fondatore ed esponente massimo del partito “Italia dei valori”, che cosa ti va a combinare nella ricerca e nell’esposizione dei suoi valori? Prima dà ragione a Speciale e fa varie affermazioni in tal senso, poi dice di accontentarsi della rimessione della delega sulla Guardia di Finanza da parte di Visco, infine, in aula, vota a favore di Visco nonostante l’inqualificabile relazione di Padoa Schioppa. La domanda sorge spontanea: “Che cosa ci ha guadagnato Di Pietro in questo suo voltafaccia”? Purtroppo in Italia ci sono anche i valori di Di Pietro. MONTEZEMOLO – Non bastava Montecitorio, adesso ci si è messo anche Montezemolo. Mi chiedo: ma costui dov’era quando coloro contro cui inveisce hanno preso il potere? Possibile che un esperto del suo calibro si sia lasciato impapocchiare dalle affermazioni di quattro sciacalli interessati? Ma a chi la vuole dare a bere? Comunque, ammesso che sia così, viene da credere che Montezemolo abbia creduto di poterli, in seguito, far fessi, oppure che sia della stessa pasta di costoro, che, poi, in fondo è la stessa cosa. Ma quando mai una teoria di sinistra poteva essere favorevole alle imprese, al capitalismo cioè, se non per un utile della nomenclatura. Come può aver creduto Montezemolo a questa assurdità? Questo nuovo monte del suolo italico mi ricorda tanto la Pentecoste del Manzoni, che al momento del bisogno degli altri stava sempre da un’altra parte. PANNELLA – Un altro che mi ricorda la Pentecoste del Manzoni è Pannella. E me la ricorda a proposito della droga. Questi benedetti ragazzi, e forse nemmeno tali, perché a quindici anni si è ragazzi si e ragazzi no, hanno preso il bruttissimo vizio di morire a quella età per sentirsi grandi o per far vedere che sono grandi. Per strumento usano lo spinello di cui Pannella è stato, è e continua ad essere sostenitore inde fesso. Se questi benedetti figli riflettessero un pochino, o meglio se qualcuno anziché sputare sentenze si mettesse a ragionare con loro e li educasse ad essere se stessi, si accorgerebbero che queste forme per farsi vedere grandi altro non rivelano che la loro immaturità, immaturità che è tanto più grande quanto più queste esternazioni sono appariscenti. Un ragazzo che ha ricevuto il naturale aiuto da parte delle persone a ciò preposte, non sente la necessità di queste manifestazioni, non ha bisogno di queste stampelle per mostrare la sua maturità, maturità che, tra l’altro, nessuno gli chiede. Un ragazzo è bello per quello che è: a nessuno piace vedere un ragazzo di quindici anni che si comporta come un uomo. Che si godano la loro giovinezza in modo sano ed in piena goliardia: susciteranno invidia e nostalgia; così facendo suscitano solo pena e commiserazione. In tutto questo baillamme mi chiedo: ma Pannella dov’è? Che fine ha fatto? Che fa, sciopera oppure ciurla nel manico, magari cercando di sollevare manifestazioni di massa … e Carrara? Baccaione Un e-book anche per i non vedenti Patrizia Labellarte La II D dell’Istituto magistrale di Viterbo, grazie ad un finanziamento della Provincia ha realizzato un libro elettronico anche per non vedenti. Un e-book con lo scopo di unire intorno al tema dell’adolescenza ragazzi normodotati e compagni meno fortunati. I protagonisti di questo programma sono un team interdisciplinare di docenti e ventuno alunni, di cui una non vedente. Altro obiettivo del progetto è la costruzione di una biblioteca virtuale formata da una serie di e-book, accessibile a tutte le classi di alunni, anche non vedenti, grazie al sistema della sintesi vocale. Quindi una biblioteca digitale consultabile anche on-line, contenente materiali didattici utili alle classi frequentate da alunni non vedenti o ipovedenti anche in collegamento con il Centro territoriale di supporto alle tecnologie per la disabilità dell’ufficio scolastico provinciale di Viterbo (Cts). Un progetto encomiabile”- afferma Ugo Gigli - un lavoro che segna l’inizio di una collaborazione con gli esperti dell’Unione Italiana Ciechi, l’Istituto magistrale Santa Rosa e la Provincia di Viterbo. Patrizia Labellarte Premio della Bontà Bruno Matteacci Non è che avevo qualche dubbio sulla magnifica riuscita dello spettacolo, organizzato dall' Associazione "don Armando Marini", nel Cinema azzurro. Il merito della riuscita, oltre che attribuirlo alla fattiva attività di alcuni componenti l'Associazione, sotto la guida del presidente, il dinamico don Bruno Marini, a mio parere, deve essere attribuito alla continua presenza, nel ricordo, che si ha della figura di don Armando che "aleggia" sulla città di Viterbo e dintorni. Basta una piccola azione, o manifestazione, fatta nel nome di don Armando per chiamare a raccolta molti, moltissimi Viterbesi. Sono anni che l'Associazione mantiene vivo il ricordo di tante manifestazioni volute, a suo tempo, dal caro don Armando, fra le quali "Il premio, della Bontà" manifestazioni che si ha intenzione di continuarle nel tempo con lo scopo di ricordare e premiare; nel caso di quest'ultima, una persona che durante l'anno si è distinta. Penso che mai, per ora, come quest'anno l'Associazione ha individuato la persona giusta per attribuire il "Premio della Bontà"; manifestazione che vuole mettere in risalto atti d'amore, gesti di bontà, opere di carità e di socialità verso il prossimo. Colui che in sè ha tutte queste qualità non poteva essere che don Giosy Cento per il quale ritengo superfluo soffermarmi, stante la sua notorietà pastorale e musicale, non solo in provincia di Viterbo, ma per ogni luogo ove è l'amore e la presenza di Dio. In sintesi il tutto è racchiuso nella motivazione che ha giustificato la concessione del premio a don Giosy: "Per noi stessi; Per il prossimo; Per Dio!". Bruno Matteacci Consiglio nazionale esoterici di Viterbo Riceviamo e volentieri pubblichiamo Dopo una lunga pausa di ritiro spirituale in Brasile dove nel frattempo Enrico Perelli è diventato il Pay Do Santo della cultura Candoblè Ubanda e Macumba nel territorio di Itaborai, non lontano da Rio de Janeiro, il tanto aspettato e gradito ritorno del Fratello Enrico, questo è infatti il nuovo pseudonimo del Perelli, quasi a sottolineare una acuita umiltà acquisita in quasi dieci anni di esercizi spirituali e pratica della meditazione che lo hanno profondamente provato e cambiato. Chi Vi scrive è l’addetto stampa del C.N.E.I. e Vi assicuro che ho impiegato del tempo a entrare nella nuova personalità del fratello Enrico, molto più silenzioso, riflessivo con un sorriso largo e comprensivo che contrasta con il rumoroso Maestro Enrico che raggiunse il Pay Do Santo al capezzale del suo letto in Brasile e lo ha accompagnato al di là della soglia umana. Da quel lontano 1998, in terra Brasiliana, Enrico Perelli si è sobbarcato l’impegno del suo predecessore e, naturalmente, ha potuto accedere alle tradizioni gelosamente custodite in quelle forti culture compreso il conforto spirituale e non solo di un Lebbrosario alle porte di Rio, ebbene sì ho detto un Lebbrosario, realtà documentata dal Fratello Enrico con dei video che muovono l’umana pietà a chiunque passino davanti anche se ci trovano troppo spesso impegnati nello scegliere lussuosi abiti o potenti automobili… Il primo passo del risvegliato C.N.E.I., sarà il progetto Il Cammino della Spirito, che sarà discusso e ampliato da chi lo vorrà sul sito internet che sarà pubblicato prima dell’estate: web.tiscali.it/assocnei/ e illustrato da Fratello Enrico in alcune trasmissioni televisive su emittenti locali, ci aspettiamo anche qualcuno dei numerosi appassionati che faccia domande o si rivolga ad Enrico per imparare e seguire la strada lunga e tortuosa che passa per Il Cammino dello Spirito sulla casella di posta elettronica cnei@tiscali.it o direttamente al presidente Enrico Perelli al numero telefonico 3400587717. Eroi veri ed eroi di comodo Un nostro conterraneo, di Civita Castellana, Ivan Rossi, ha sacrificato la propria vita per portare in salvo cinque persone in difficoltà, a lui sconosciute. Nessun rappresentante istituzionale del Popolo italiano, ad eccezione di quelli locali, ha sentito il dovere di dirgli grazie, di partecipare ai suoi funerali. Nessuno gli ha conferito uno straccio di medaglia. Questo insigne cittadino che ha avuto un eroico comportamento, che è andato incontro ai pericoli senza esserne stato richiesto, che pur sapendo a che cosa andava incontro ha rischiato gratis la sua giovane e sana vita, viene dimenticato. Altri no, altri che i rischi sono andati a cercarseli inutilmente, altri che si sono comportati in maniera assurda, altri che hanno pagato per errori non loro, che ricevevano un lauto compenso per quello che facevano, altri sono stati insigniti di medaglie d’oro con una tempestività inconsueta e quasi interessata, sono stati onorati con cerimonie in cui si è fatto a gara per mettersi in mostra, sono stati osannati sulle pagine dei giornali a dismisura. Ivan Rossi, eroe vero, era, al contrario di tutti costoro, un cittadino come tanti altri, Ivan Rossi non aveva la copertura di una divisa, di un blasone o di quant’altro: non aveva niente. Ivan Rossi, illustre sconosciuto, può essere, quindi, tranquillamente dimenticato: il caso è chiuso il fatto non ha seguito, non vi sono rischi. Viva l’Italia dei valori! “La Città”, che dei valori per cui Ivan si è sacrificato è e sarà sempre sostenitrice, si fa promotrice nei confronti del Prefetto di Viterbo e del Sindaco di Civita Castellana, affinché si adoperino perché ad Ivan Rossi venga conferita la medaglia d’oro al valore civile. postato da: Spvit | 14:04 | |