*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

giovedì, ottobre 26, 2006

25 Ottobre 2006
Anno XVI n° 20


Domenica
5 Novembre 2006
MERCATINO
DELLE CURIOSITA'

SUL  PARCHEGGIO  ESTERNO
DEL
CENTRO  COMMERCIALE  TUSCIA
per prenotazioni telefonare al 3393337869 (Mauro)




- Cosa è stato fatto dopo queste tristi immagini?
- Cosa ha fatto il dottor Giovanni Chiatti direttore della struttura veterinaria della ASL?
cane lupetto 2 vivocane lupetto primi ottobrecanile1-18.10.06giglia 1agosto2006soppressasett06Giglia 2Senza titolo-1Senza titolo-2Senza titolo-4Senza titolo-5Senza titolo-6Senza titolo-8Senza titolo-9Senza titolo-10












Senza titolo-7






- Come si giustificano queste morti?
- Chi cura i cani del canile di Viterbo, in località Novepani (Bagnaia)?
- Cosa ha fatto il dottor Giuseppe Clò direttore sanitario ASL del canile?
- Chi controlla la salute dei cani?
- I veterinari, con un po’ di cuore, non sentono ribollire le loro budella?

Noi Viterbesi attendiamo delle risposte.
Noi Viterbesi vogliamo i fatti.
Noi Viterbesi ci vergognamo di chiamarci "uomini".
E Tu cosa pensi di fare?

Se ti ribollono le budella,
chiedi informazioni alla Asl,
telefona allo 0761.3391 e chiedi del dottor Giovanni Chiatti, responsabile del Servizio veterinario.
La sua attività è descritta sul sito Asl www.asl.vt.it/Prevenzione/VeterinarioA/base.php.
"Profilassi obbligatoria istituzionale, profilassi antirabbica obbligatoria, istruttoria focolai malattie infettive, vigilanza su veterinari libero professionisti, istruttoria per scambi animali, vigilanza su trasporto animali vivi, autorizzazione su trasporto animali vivi, assistenza ambulatoriale clinica e chirurgica, sopralluoghi inconvenienti igienico-sanitari, accertamenti di Polizia Giudiziaria, vigilanza su arti, professioni, rivendite animali, su concentrazioni animali, anagrafe canina, adempimenti L/R 34/97, pareri progetti canili".


Se ti ribollono ancora le budella,
chiedi informazioni al Comune di Viterbo,
telefona allo 0761.3481 e chiedi dell'assessore Antonio Fracassini, ha promesso un canile nuovo ed efficiente, la buona volontà c'è, ma... intanto i cani malati muoiono!

Che pensa di fare il sindaco di Viterbo, Giancarlo Gabbianelli?
Che pensa di fare il senatore Giulio Marini?
Che pensa di fare il senatore Laura Allegrini?
Che pensa di fare l'assessore della Regione Lazio, Regino Brachetti?
Che pensa di fare il capogruppo dei DS in Regione, Giuseppe Parroncini?
Che pensano di fare i venti sindaci dei venti comuni che hanno i cani in "deposito" nel canile gestito dall'Enpa a Bagnaia (Viterbo)?

I cani non parlano, non protestano, soffrono e muoiono in silenzio... ma i Viterbesi e chi ama gli animali, alle prossime elezioni... VOTANO.


Un famoso astrologo, guaritore viterbese

e ‘Nunziato dove lo metti?
Mauro Galeotti


fotogaleottiSplinderL’altro giorno mi telefona un amico e mi dice: “Ma hai visto ch’hanno combinato? E n’ hanno messo ‘na targa co’ ‘na scritta che c’ha dell’incredibile!
L’hanno messa all’inizio di Via san Pellegrino, dalla parte delle Duchesse, angolo Via san Pietro.
In poche parole dice che il palazzo, dove è stata murata, non vale nulla, e per questo è ricordato dalla targa stessa.
Vacce un po’ a guarda’!”.
A dir la verità, in un primo momento non ho capito bene, tale era l’assurdità della notizia entrata nelle mie orecchie.
La cosa più semplice da fare era quella di verificare se era vero, anche se la persona che mi ha telefonato è credibile. Affidabile.
Vado in Via san Pellegrino e che ti trovo? una bella e grande targa in metallo con scritto, preceduto dallo stemma di Viterbo:
“Un Edificio Qualunque - Questo edificio, progettato da architetto sconosciuto in epoca irrilevante, mai appartenne a persona di spicco.
Il complesso non presenta originali soluzioni architettoniche né al suo interno sono conservate opere di rilievo.
Non si serba memoria di avvenimenti storicamente significativi verificatisi in questo luogo.
Nessun personaggio noto qui nacque, visse o morì, né tuttora vi opera alcun creatore mirabile o sommo poeta. - Città di Viterbo”.
Segue, più in basso, la stessa cosa in lingua inglese, della quale, ovviamente, ti risparmio la trascrizione.
Che dire?
Si tratta di uno scherzo?
è una provocazione?
Boh!
Certo è una stranezza, ma come può il Comune di Viterbo aver realizzato tale cazzata?
Come può aver gettato fango sulla propria città? sul proprio nome?
Mi sono interessato e pare che in Comune non sappiano nulla.
Cadono dalle nuvole!
E così deve essere... perché sarebbe come tagliarsi i zibidei da soli.
Se è uno scherzo o comunque una provocazione, chiunque l’abbia fatto ha toppato alla grande, perché lì un personaggio c’è stato eccome.
Qual è il personaggio?
Ma come l’avete dimenticato?
Nientepopodimenoche ‘Nunziato, sì Annunziato Sanna, un uomo particolarmente disponibile nell’aiutare chi ne aveva bisogno.
‘Nunziato era noto in tutto la provincia di Viterbo e pure oltre. Da lui andava, salendo le scale antiche di quello che viene definito “Un edificio qualunque”, un mare di gente.
Ognuno con un problema da risolvere e ‘Nunziato riceveva tutti.
Per tutti aveva il suo tempo da dedicare.
Per tutti aveva preziosi consigli da donare, tutto gratuitamente, solo se volevi potevi lasciare qualche spicciolo.
‘Nunziato, nella sua misteriosa semplicità, sapeva di anatomia, e con poche mosse delle sue mani, riusciva a alleviare i dolori per le storte alle caviglie, per gli strappi muscolari, per i polsi insaccati, per le braccia intorpidite. Era un eccellente pranoterapista, un vero e proprio mago dei muscoli e delle ossa.
Un mago sapiente, modesto, pulito. Toglieva il malocchio all’antica maniera, guariva chi c’era da guarire e dove non poteva arrivare con la forza delle sue mani, consigliava una visita dal medico.
Questo sì che era un personaggio, vissuto nell’Edificio qualunque.
Una targa quella in Via san Pellegrino, che offende la nostra città, una targa che offende me, mezzo sangue viterbese, mia madre era di Gubbio, che offende ‘Nunziato, indimenticabile personaggio viterbese.
Mi offende, consapevole del fatto, che una città è composta da mille case, casette, casupole sia pur anonime, sia pur insignificanti, sia pur senza architetto che le abbia progettate, sia pur senza personaggi che vi siano nati, ma che in ognuna di esse so che vi è nato un bambino.
Che ha respirato l’aria della mia città.
Che è diventato uomo lavorando nel silenzio del tempo, facendo cadere il sudore sulla terra della mia città.
Che ha dato la vita ai miei concittadini, per lo più anonimi.
Che è morto in quella anonima casetta, lasciando ai figli tutta la sua esperienza di vita.
Sono, altresì, fermamente convinto, che la storia di una città, della mia città, non la fa Garibaldi che la vive per un giorno e poi se ne va, ma la fa quell’uomo anonimo, nato e vissuto nell’anonima casa, quell’uomo è la vera storia della mia città niente affatto anonima: Viterbo.
Mauro Galeotti


Gli impasticcati
Claudio Santella


fotosantellaclaudioCredo che tutti gli Italiani di buon senso vogliano essere amministrati da gente capace di intendere e di volere.
Su questo ritengo non ci possano essere né ci siano dubbi.
Orbene, ditemi voi, cari concittadini, come si fa a ritenere capace di intendere e di volere chi fa uso di sostanze che influiscono sulle funzioni del cervello.
Mi riferisco a coloro che sono stati deputati a rappresentarci in Parlamento e che fanno uso di questa o di quella droga.
Smascherati attraverso un espediente del tutto innocente, codesti individui, anziché vergognarsi e precedere la loro cacciata a calci in culo dal Parlamento, hanno anche alzato la voce.
Hanno tirato fuori dal cilindro il solito coniglio della “privacy” e hanno fatto sì che coloro che li hanno smascherati fossero addirittura inquisiti. E’ stata violata la loro “privacy”.
Ma quale violata: i tamponi, raccolti in modo anonimo, sono stati gettati in un unico contenitore, mescolati gli uni con gli altri, senza nessuna possibilità che venissero identificati. Come si fa a sapere a chi appartiene questo o quel “corpo del reato”? solo firmando il capo d’accusa posso dire che uno di quelli è il mio. Si sono autodenunciati, altro che “privacy”.
Pensate: un cittadino qualsiasi, per accedere ad un pubblico ufficio deve dimostrare di essere esente da condanne penali e da procedimenti penali in corso, deve avere non solo la capacità giuridica, ma anche quella di agire: un deputato no. Eppure anche un deputato ricopre un ufficio pubblico.
Pensate ancora: se un cittadino qualsiasi viene sorpreso alla guida di un autoveicolo sotto l’effetto della droga, subisce, tra le altre sanzioni, anche quella del ritiro della patente, per modo che non possa più guidare e quindi fare danni a persone o cose: un deputato no. Un deputato può ancora svolgere sue funzioni.
Ed ancora: un cittadino per poter compiere azioni che ricadano sulla sfera giuridica sua o di altri deve avere oltre alla capacità giuridica anche la capacità di agire. Deve essere cioè presente a sé stesso, cosciente di quello che fa, di una coscienza supportata dall’esperienza dovuta all’età. Un deputato no.
E’ manifestamente riconosciuto, infatti, che l’uso della droga danneggia il cervello e quindi porta ad uno stato di incapacità naturale prima e giuridica poi: per i deputati al Parlamento questo non vale.
Signori cittadini, avete chiaro, ora, il perché l’indulto ha avuto la precedenza su ogni altro provvedimento da parte di chi annovera tra le sue fila gente che si ammanta sotto il marchio “Italia dei valori” e gente che non ha fatto che ripetere, e ripete: “La serietà al governo”. “Ma non si può ritenere che tutti abbiano fatto uso e facciano uso della droga – direte, e giustamente, voi – non si può fare di ogni erba un fascio”. Pienamente d’accordo, ma allora le cose sono due: o i parlamentari “sani” cacciano tutti questi “impasticcati”, oppure sono in commissum con loro. Tertium non datur.
Claudio Santella


Non è tempo perso...
Bruno Matteacci


Matteacci Bruno SplinderNon è tempo perso segnalare problemi, anche se piccoli, che esistono sul territorio della nostra Viterbo; in  particolare quando si vede che, chi di dovere, in questo caso l'Amministrazione comunale, recepisce tali suggerimenti.
Alla luce di tale spirito di collaborazione tenuto nella debita considerazione, mi sento spronato a continuare in tal senso.
Ritengo doveroso informare, chi mi legge, dello sviluppo che certi problemi trovano nel tempo, in quanto si sappia se quello che viene suggerito è stato recepito o meno.
Con piacere comunico che, con una sollecita decisione, sono stai avviati i lavori per la messa in funzione del semaforo lungo la tangenziale Ovest.
Nel punto in cui attraversa largo Giordano Bruno, onde consentire l'uscita degli autobus del CoTral dal piazzale  del capolinea, con il conseguente annullamento dello stop e quindi dell'obbligo di dare la precedenza a chi esce dal parcheggio. Ciò eviterà l'inutile rallentamento del traffico lungo la tangenziale.
Sono consapevole delle difficoltà  esistenti per gestire una amministrazione dove ho svolto la mia attività lavorativa per oltre trantacinque anni.
Proprio per questo ritengo che non siano da ignorare eventuali suggerimenti che un cittadino effettua verbalmente o a mezzo stampa.
Capisco che non esiste la bacchetta magica per la soluzione dei problemi, ma con un po’ di buona volontà, da parte dell'Amministrazione comunale, e più educazione dei cittadini, si può vivere meglio.
Dico questo a proposito di quanto ho veduto, di recente, in via Dora Riparia e vicinanze, relativamente all'atto di vandalismo effettuato demolendo la palizzata di legno che recingeva un'area verde dove giocano i bambini.
Poco distante, in prossimità dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti urbani, che avevano ancora capacità di contenere alcuni sacchetti di immondizia; cittadini non degni di tale appellativo, hanno gettato, fuori del cassonetto, immondizie varie, due antenne di televisione e un elettrodomestico che, grazie al tempestivo intervento del personale del CEV, sono stati portati via nell'arco di poco tempo.
Quindi non ci lamentiamo, se tutto non va per il verso giusto, specialmente quando il verso giusto siamo proprio noi a non seguirlo!
Bruno Matteacci


Villa Buon Respiro addio!!!
Arcionello addio!!
Entrambi per 116 mila metri cubi ciascuno


Si sta decidendo di dare l’assenso a 116mila metri cubi di nuove costruzioni, a tre piani, in un’area di pregio, in un’area storica, ove insistono: una villa del 1820, già della famiglia Zelli Pazzaglia, un parco naturale unico, una vasca con statue, una grotta immensa costituita da enormi blocchi di peperino sospesi l’uno sull’altro, un cimitero misterioso, un bosco ancora vergine.
Il tutto in assenza di un piano regolatore che definisca le zone per le strutture sanitarie. Nella impossibilità che la viabilità, supportata dalle sole, strette e niente affatto agevoli strade Filante e Fagiano, sia garantita in sicurezza, constatati i pericoli cui dovranno essere sottoposti i 500 nuovi ospiti e gli oltre 3000 nuovi visitatori.
Ma nessuna associazione ambientalista strilla, come è avvenuto per l’Arcionello. Eppure i metri cubi da costruire anche qui sono 116mila.
Che strana città Viterbo, dove uno non può costruire su zone C previste dal PRG, o almeno gli si allungano i tempi, ed invece ciò è favorito per zone F non previste.


Uso della Cannabis a Viterbo
Francesca Bruti

Bruti Francesca SplinderE’ notizia di questi giorni che la Commissione Sanità, legata al nostro Ministero della Salute, stia ultimando l’iter legislativo per l’approvazione dell’uso sperimentale della Cannabis, da somministrare ai pazienti come terapia del dolore. La Cannabis è una pianta erbacea a ciclo annuale, dalla cui resina e dalle cui infiorescenze si ricavano marijuana, hashish e sostanze medicinali. Se la legge di uso terapeutico passasse si tratterebbe di una svolta sia legislativa sia morale all’interno del nostro Paese, che andrebbe a seguire altri Stati; infatti, l’uso sperimentale, oltre che nel Lazio e in Liguria, avviene già in Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Svizzera, Canada, Usa, dove i derivati di questa sostanza sono venduti in farmacia dietro presentazione di ricetta medica.
Ma sappiamo tutti che conseguenze ci sono per l’uso negativo che viene fatto dei derivanti della Cannabis, soprattutto tra i giovani con l’uso dello spinello, ritenuto molto spesso (e a torto) una non droga. Quindi, attenzione a trattare l’argomento con leggerezza.
In ogni caso, sapete dove sono state fatte le prime richieste di sperimentazione? Proprio a Viterbo. Infatti, nei mesi scorsi il Consiglio Regionale del Lazio (CRL), in collaborazione con l’amministrazione provinciale di Viterbo, aveva avviato il progetto di una sperimentazione all’interno delle strutture mediche, come Asl e centri di recupero, che offrono assistenza a persone tossicodipendenti. Era stata data l’approvazione della mozione da parte del CRL, che indicava le procedure per la distribuzione del “Bedrocan”, presso le strutture sanitarie locali; si tratta di un farmaco derivante dall’infiorescenza della Cannabis, confezionata nel dosaggio stabilito e controllato, con la quota limitata di principio attivo. La particolarità è data dal fatto che sia stato approvato l’uso di un farmaco che rientra tra le sostanze con effetti psicoattivi, ma che può rivelarsi molto efficace nella cura di alcune malattie gravi; e tutto ciò proprio nello stesso anno in cui è entrata in vigore la Legge Fini-Giovanardi (49/06), che adotta una soluzione repressiva verso i consumatori e di non distinzione fra sostanze leggere e pesanti.
Ancora più importante è la sperimentazione della coltivazione della pianta della Canapa, già avviata da parte dell’Università della Tuscia di Viterbo, sempre per scopo di terapia medica.
Francesca Bruti


Le nostre strade, che disastro!!!
Patrizia Labellarte


fotopatrizialabellarte2“ Viterbesi tremate…le piogge son tornate”!
Ebbene si, con le piogge intense e frequenti tipiche delle stagioni autunnali ed invernali si preparano tempi duri per le strade della nostra città.
Di cosa sto parlando? Ma, naturalmente dei consueti allagamenti che le “ben fatte” strade di Viterbo presentano ogni qualvolta che scendono due gocce in più.
Strada Ellera, il sottopassaggio di Viale Raniero Capocci, la Tangenziale Ovest, il Poggino e il raccordino che da via Genova conduce in via Garbini e sulla Tuscanese, sono la testimonianza vivente del problema.
E quante altre strade ci sarebbero ancora da elencare!?
Insomma, basta un po’ di pioggia e queste diventano subito impraticabili, si trasformano in una sorta di piccoli laghetti artificiali che gli automobilisti per necessità si trovano costretti ad attraversare, procurando alle loro vetture un “lavaggio omaggio” dovuto al rialzarsi dell’acqua.
…per non parlare poi, della mancata visibilità di buche, visto che la pavimentazione delle strade viterbesi è nella maggior parte dei casi dissestata e piena di rattoppi… praticamente una mano santa per gli ammortizzatori!
Cara Amministrazione comunale, perché non prendere provvedimenti? Ad esempio, migliorando la pavimentazione stradale, l’efficienza degli scarichi per le acque piovane o l’inserimento di questi, qualora fossero inesistenti ed insufficienti?
Sto parlando di una costante manutenzione, al fine di avere una discreta condizione e qualità delle strade.
In conclusione: Comune, Provincia… Svegliaaa!!!
È ora di intervenire o volete pensarci ancora? Stiamo tutti aspettando…strade comprese!
Patrizia Labellarte


Immondizia per strada
Francesca Bruti

Nelle settimane scorse, ho raccolto le testimonianze di alcuni residenti di via Carlo Cattaneo; in particolare, di coloro che abitano nei palazzi di via Manin, adiacenti all’omonimo parcheggio (in realtà, il nome della via sta solo sulla carta, perché non esistono cartelli!).
Dire che sono indignati è veramente poco; ormai, nel parcheggio e lungo la via si è creato un clima da far west, a causa dell’iniziativa poco felice di togliere tutti i cassonetti disponibili vicino tali palazzi.
Così, tutti gli abitanti, e stiamo parlando di decine e decine di famiglie, sono stati costretti a portare ogni volta la loro immondizia dall’altra parte della strada, davanti le scuole elementari della Pila. Beh, che ci vuole ad attraversare la strada, direte voi. Il problema è che ci sono numerose persone anziane che non possono camminare ed ogni volta devono essere accompagnate; per non parlare del caos delle auto fuori la scuola e dei chili di “monnezza” accumulata accanto.
C’è stato anche qualche residente che, veramente arrabbiato, ha scritto “gentili” cartelli rivolti al Comune e al Cev, piazzandoli nel posto del parcheggio dove erano posizionati i cassonetti tolti.
Insieme alle scritte, sono state lasciate anche le buste di immondizia. Potete immaginare la puzza e lo scenario! Dopo numerose telefonate e richieste da parte dei condomini, verso il Comune, ora hanno anche messo il divieto di sosta lungo la via in questione, dove per la cronaca mi è stato raccontato che ci sono spesso episodi di parcheggio selvaggio a causa della mancanza di provvedimenti da parte dei vigili urbani.
Ora, i residenti sono in attesa di capire se il divieto sia dovuto all’immissione dei tanto sperati cassonetti o a causa dei parcheggi.
Si attendono sviluppi!
Francesca Bruti


XI Premio Città di Viterbo
Patrizia Labellarte


Lo scorso 13 Ottobre si è tenuta presso le sale del Palazzo dei Priori la conferenza stampa per l’inaugurazione dell’XI edizione del Festival Nazionale di Teatro Amatoriale, che ogni anno si svolge nella nostra città.
Il Festival è organizzato dalla sezione provinciale della “FITA Viterbo” (Federazione Italiana Teatro Amatori), sotto l’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La cornice che ospiterà come ogni anno le compagnie teatrali provenienti da tutta Italia sarà il Teatro San Leonardo, nel periodo da domenica 22 ottobre fino alla Serata di Gala del 26 novembre, occasione in cui sarà premiata la compagnia vincitrice della rassegna con il Premio Città di Viterbo.
Tutte le compagnie teatrali che partecipano presentano testi di alta qualità, con propri riadattamenti o con opere in versione originale, con altrettanta dimostrazione di qualità professionale. Ecco le parole del presidente provinciale FITA Viterbo, Bruno Mencarelli, nel presentare la nuova edizione del Festival: «Festival che, senza smentita si può affermare, ha dato una “scossa” alla cultura della città di Viterbo e che tuttora è una delle manifestazioni più seguite a carattere nazionale delle compagnie di prosa del bacino FITA; e l’ammissione alla fase finale è sempre per tutti motivo di orgoglio».
- Domenica 22 ottobre, ore 17,30: Compagnia Teatrale “Gli amici di Jacky” di Genova, con “Savuti Dreams”.
- Domenica 29 ottobre, ore 17,30: Compagnia Teatrale “Teatro Popolare Napoletano” di Brusciano (Na), con “Miseria e Nobiltà”.
- Domenica 5 novembre, ore 17,30: Compagnia Teatrale “Teatro degli Acerbi” di Asti, con “Giulietta e Romeo, molto rumore… per nulla”.
- Domenica 12 novembre, ore 17,30: Compagnia Teatrale “Teatro dell’Accadente” di Forte dei Marmi (Lu), con “Eva contro Eva”.
- Domenica 19 novembre, ore 17,30: Compagnia Teatrale “Il Mosaico” di Vigevano (Pv), con “Twist”.
- Sabato 25 novembre, ore 21: Compagnia Teatrale Vincitrice FITITALIA 2006 (proclamata a Sorrento tra il 27 e il 29 ottobre).
- Domenica 26 novembre, ore 16,30: Compagnia Teatrale “C. T. Sammartinese – Danilo Morucci” di Viterbo, con “Taxi a due piazze”; a seguire la Serata di Gala.
Francesca Bruti


Sotto ragazzi si ricomincia
Claudio Santella


Con il mese di ottobre sono iniziati, come ogni anno, i campionati di calcio a livello locale. Ci riferiamo al calcio dilettantistico giocato dai giovani delle varie squadre della nostra città, che andranno a misurarsi, oltre che tra loro, anche con altre squadre della nostra provincia. E sempre un piacere vedere questi ragazzi che si impegnano, tutti, per tenere alto il nome della loro società e la bandiera della loro squadra.
Diverse sono le società nella nostra città e tutte o quasi annoverano squadre di diverse categorie, da quelle dei bambini piccoli e dolcissimi, chiamate “Piccoli Amici”, o “Primi Calci” o “Pulcini”, a quelle degli “Esordienti”, dei “Giovanissimi” degli “Allievi” e via dicendo fino ai massimi livelli  locali
Non tutte hanno le medesime possibilità ed i medesimi mezzi, tutte però meritano di essere menzionate per l’impegno che mettono nell’attività sportiva, che, se fatta come deve essere fatta, senza fronzoli e senza mezzucci, non può che far bene a tutti i ragazzi, più o meno grandi che siano, e non solo a loro.
Ad una ad una proveremo a raccontarvi le loro storie, naturalmente con il loro consenso.
Cominciamo con la “Società Sportiva S. Barbara Calcio”, non perché sa la più importante, tutt’altro, ma perché, se non andiamo errati, è l’ultima nata. Sullo stemma della società campeggia il numero 2003, ad indicare l’anno di fondazione. Quel numero, infatti, sta ad indicare l’anno in cui la società è stata affiliata alla F.I.G.C.. In verità la società è nata nel 1999 e, da pochissimi elementi iniziali, conta oggi, tra le sue file, circa un centinaio tra ragazzi e ragazze. Il merito principale di questa “piccola impresa” va ascritto a Salvatore Sirio, che con la sua passione, la sua dedizione ed il suo spirito di sacrificio ha saputo fare da catalizzatore ed è riuscito a riunire in un unico ideale l’esuberanza giovanile, la spensieratezza e la giovialità di molti ragazzi. Esperto di calcio ha guidato le aspettative sportive di molti di loro e, coadiuvato da altri genitori, è riuscito a favorire una sana evoluzione nell’omonimo quartiere: il tutto con una scarsità di mezzi che ha dell’incredibile.
Ragazzi di tutte le età e di diverse estrazioni sociali lo hanno seguito e lo seguono al punto che, ormai da tempo, sono corsi in suo aiuto altre persone altrettanto disponibili, preparate e generose: i signori Biagio Settembre, Raffaele Palumbo, Filippo Aquilani e Ranieri Geronzi. Anche a loro va uguale merito e gratitudine. Forse i risultati agonistici raccolti sui campi di gara non sono stati dei migliori, almeno finora, ma l’aver saputo amalgamare, entusiasmare ed impegnare un numero così grande di ragazzi, che va sempre più crescendo, è, per la Società Sportiva S. Barbara Calcio, più che una vittoria dei singoli campionati cui le squadre partecipano.
Quest’anno, poi, le “quote rosa”non si limitano più alla collaborazione fattiva ed utilissima delle signore Giuseppina, Francesca e Rosella, ma sono state allargate a tante giovanissime signorine che hanno dato vita addirittura ad una squadra femminile. Il tutto, è giusto dirlo, non sarebbe stato possibile, se don Sergio non avesse messo a disposizione, oltre che la sua esperienza e la sua  attività spirituale, anche le strutture della parrocchia, in ciò coadiuvato adeguatamente e positivamente da don Emanuele. Brontolone il primo quanto gioviale il secondo: necessari tutti e due.
Dimenticavamo D’Artagnan, al secolo Franco Menicacci, così soprannominato affettuosamente per il suo pizzetto e per i suoi baffi. Dirigente accompagnatore oltre che silenzioso factotum onnipresente ed importante.
Claudio Santella


Una consolle anti abusi edilizi
Patrizia Labellarte


Una consolle anti abusi edilizi
La giunta regionale, presieduta da Piero Marrazzo ha approvato pochi giorni fa un provvedimento che dà il via alla realizzazione di una “consolle anti abusi edilizi” che tra 90 giorni costituirà per l’assessorato all’Urbanistica, un sistema informatizzato in grado di registrare e controllare tutte le denunce di abusi edilizi avvenuti nei Comuni del Lazio.
La delibera prevede il completamento del piano di realizzazione di una aerofotogrammetria dell’intero territorio laziale.
Secondo il presidente Marrazzo “in questo modo si introducono elementi di trasparenza nelle gestioni del territorio e si restringe lo spazio di manovra di tecnici furbetti e di amministrazioni comunali, se non compiacenti, certo distratte”.
Grazie ad un apposito sistema informatico contenente tutte le denunce di abusi edilizi della Regione, sarà semplicissimo visualizzare sulla schermata del computer il numero degli abusi totali, di quelli definiti e di quelli da definire.                       
Patrizia Labellarte


Il fumo fa male
Agnese Galeotti


AgneseSplinder“Nuoce gravemente alla salute”. Lo riportano gli stessi pacchetti di sigarette. Ma questo al fumatore non basta. Si pensa che la morte per tumore dovuta al fumo sia così lontana. “Sì, succede a qualcuno, ma non a me” questo è quello che si pensa. Ma purtroppo la verità è ben diversa.
Infatti, non tutti sanno o evitano di sapere che nel 1954, 34000 medici, si riunirono per studiare il rapporto fra il tabagismo e l'aumento dell'insorgenza di tumori. Dall’esaminazione delle loro relazioni venne stabilito che il decesso per tumore ai polmoni era 17 volte più frequente fra i fumatori. Ancora più precisamente, un fumatore su quattro muore a causa del fumo! Un’altra statistica dice che la gran parte delle morti tra i 40 e 70 anni è dovuta proprio all’assunzione di nicotina. Inoltre, uno dei più frequenti tumori dovuto al fumo è quello ai polmoni, ma questo non toglie che il tabagismo comporta anche casi di tumori ai reni, alla cervice all'utero, alla bocca e al pancreas. Purtroppo fumare tabacco porta all’assunzione di diversi componenti, la maggior parte dei quali sono cancerogeni.
Un dato molto interessante e che sicuramente darà da pensare a molti di voi, dipendenti da sigarette, è questo: si ritiene che 10 sigarette al giorno riducano la durata della vita di almeno 2 o 3 anni, mentre chi assume 20 sigarette in una giornata, vivrà dai 5 ai 7 anni in meno.
Per non parlare di chi ne abusa totalmente fumando circa 40 sigarette al giorno, gettando via dagli 8 ai 10 anni di vita da poter passare con i propri cari.
Molti rassegnati dal fatto che fumano da anni, pensano che sia troppo tardi per recuperare. Ma vi assicuro che non è così, infatti, studi medici hanno riscontrato che i rischi dell’insorgere di un tumore diminuiscono notevolmente quando si smette completamente di fumare.
In un periodo di 5 anni i rischi di tumore sono notevolmente inferiori.
Solo in Italia 80000 persone all’anno muoiono a causa del fumo, mentre in Europa, le vittime salgono a ben 800000. Da statistiche il fumo causa un numero di mortalità superiore di ben 10 volte a quello di incidenti stradali. Purtroppo spesso gli adolescenti iniziano a fumare già in giovanissima età, comportando conseguenze molto più gravi di quelle a cui è soggetto un adulto che inizia a fumare o che già lo fa da anni. Spero che questo vi farà riflettere e spero lo faccia soprattutto riguardo ai vostri figli.
Se avete il dubbio che fumino, non lasciate scivolare la cosa nel far finta di non sapere, perché è come se gli deste il permesso di uccidersi.
Il fumo fa male, il fumo fa morire. Il fumatore è egoista e saccente, crede di poter smettere quando vuole e non lo fa mai.
Decide sbagliando della sua vita e di quella dei suoi cari che saranno costretti a perderlo a causa di un vizio che viene spesso sottovalutato, ma che subdolamente e lentamente ti marcisce i polmoni facendoti morire!
Agnese Galeotti


Corchiano
Riccardo Manca


Manca Riccardo SplinderLa chiesa di S. Egidio è sita alla periferia di Corchiano. L’impianto della chiesa, rimaneggiata da rifacimenti del XVI sec., è senz’altro molto più antico, come attesta la tipologia delle sei finestrelle a feritoia con archetto a tutto sesto e strombo.
La pianta a navata unica, si sviluppa in senso longitudinale e si prolunga in una abside semicircolare sormontata da un campanile a vela. La chiesa reca nella muratura le tracce di una cappella laterale, ancora segnata in pianta sulle mappe del Catasto Gregoriano; è ancora visibile la porta con mostra in peperino, pertinente forse ad una entrata laterale probabilmente coeva al portale d’ingresso, successivamente murata. Inoltre sono visibili nel tessuto murario, molto rimaneggiato, le tracce di tre finestre, murate, con arco a sesto ribassato.
Una nota dei rendiconti delle ricognizioni effettuate dagli studiosi inglesi nella zona, afferma che la struttura della chiesa di S. Egidio è riconducibile per le forme architettoniche al XVII sec. e che probabilmente incorporava la struttura di un edificio più antico. Nella facciata a terminazione rettilinea si inserisce un portale in peperino formato da stipiti rettangolari modanati, sormontati da un architrave con cornice modanata aggettante; esso è decorato nella fascia mediana da due gigli araldici fiancheggianti l’iscrizione: “EX ELEMOSINIS 1576”. Sopra il portale si apre una monofora in peperino con arco a tutto sesto, decorata sugli stipiti con motivi a fuseruole ed ovuli e freccia e con l’archivolto composto da due cartigli affrontati recanti incisa l’iscrizione: “BEATI. QUI. ALDIV. VERBU. DEI. ECUS”.
Alla destra del portale si apre una finestra con semplice cornice in peperino. L’interno presenta a vista la copertura a capriate, ha il pavimento in cotto a spina di pesce, rialzato con due gradini in corrispondenza del presbiterio; quest’ultimo, l’abside e le pareti sono decorati da pitture ad affresco.
Nella conca absidale, è raffigurata una grande crocifissione e santi e nel registro inferiore un santo vescovo ed un santo in abiti sacerdotali con calice, ai lati di un’edicola in peperino contenente una tela con effigiato probabilmente Sant’Egidio. L’edicola ha la soglia aggettante con modanatura a gola dritta, i piedritti e l’architrave decorati con un motivo ad ovuli e freccia, nel fregio compare l’iscrizione “EX ELEMOSINIS MDX” ed è sormontato dallo stesso motivo ad ovuli e freccia e da cornice aggettante modanata.
A sinistra dell’abside, si conserva, all’interno di una cornice dipinta, un affresco raffigurante San Rocco. Su un’altra parete, una grande cornice dipinta include una nicchia rettangolare, sormontante un paliotto d’altare inserito nella muratura; in una seconda nicchia semicircolare sono raffigurati un santo francescano e probabilmente Sant’Antonio Abate. Gli affreschi sono attribuiti a Bartolomeo Torresani.
Riccardo Manca

postato da: Spvit | 11:28 |

venerdì, ottobre 13, 2006

11 Ottobre 2006
Anno XVI n° 19


Domenica
5 Novembre 2006
MERCATINO
DELLE CURIOSITA'

SUL  PARCHEGGIO  ESTERNO
DEL
CENTRO  COMMERCIALE  TUSCIA

per prenotazioni telefonare al 3393337869 (Mauro)



Tagli e togli i tigli... e gli altri alberi?
Fuori dal gregge pecorone
Mauro Galeotti


fotogaleottiSplinderQuello che mi dà più fastidio in certi Viterbesi è il gregge.
L’unirsi al “capo” mandria e seguirlo come un santone.
Quello che il profeta sentenzia è legge ed ecco, immancabilmente, l’ammasso dei cervelli.
La sostanza bianca e la sostanza grigia si mischiano, si assorbono, si annullano. Diventano poltiglia.
Il non ragionare, domina.
Gli occhi appannati, non vedono.
Aborrire l’evidenza, primeggia.
Li vedi lì tutti in fila, uno dietro all’altro, sempre gli stessi, pronti a dire sì o a dire no.
Per carità!… sono sempre disponibili, sempre disponibili a fare gruppo, a fare massa, a fare volume, volume di carne e di ossa.
Massa… mossa… messa in azione dal burattinaio che adopera solidi, invisibili, fili di nailon, per non correre il rischio che il filo si spezzi e che, di conseguenza, qualcuno si liberi e si muova usando il proprio cervello.
Tutto quanto sopra vale in politica, vale nelle associazioni, vale nella religione, vale nelle società.
Non l’ho mai capito!

Se sulla collina di là sono cento pecore bianche, raggiungibili attraverso un prato verde in leggero declivio, e su quella di qua ve n’è solo una, magari pure nera, irraggiungibile per gli scogli e le pareti scoscese, d’istinto mi arrampico, supero le difficili pietre e mi affianco alla pecora nera.
E’ questa che mi interessa.
E’ questa che ragiona con la sua testa.
E’ questa che affronta la massa di carne con le ossa.
E’ questa che mi lascia libero di agire secondo i miei principi.
E ringrazio l’unico individuo, anonimo, che mi ha telefonato e fatto i complimenti per la coraggiosa presa di posizione, fuori dal gregge pecorone, sul tanto discusso taglio dei tigli in Viale Raniero Capocci.
Ha detto che quel, comunque, doloroso taglio ha finalmente messo in luce un tratto di mura castellane che era sparito da decenni.
Un susseguirsi di cortine e di torri che è balzato fuori, prepotentemente, stanco dell’oppressione, dell’ombra, dell’anonimato.
A me è bastato questo breve contatto per capire che a telefonarmi era stata quella pecora nera, isolata sulla collina di qua.
Quella pecora esposta alle intemperie delle critiche.
Quella pecora che se ne fotte altamente di chi ha portato il cervello all’ammasso e che, comunque, pretende di avere sempre ragione e di essere sempre nella ragione, pur avendo persa la ragione.
Ma tutta questa gente, tutta questa gente che punta il dito, dove era quando altri alberi, ad un palmo dal loro naso, venivano sacrificati come agnelli sull’ara?
E mi riferisco ai numerosi pini tagliati sull’area della Stazione di Porta Fiorentina. Mozzati, come bestie assassine, e poi derisi, tanto da essere destinati a volgari, imperdonabili, assurdi sedili.
Sì, non ve ne siete accorti?
Sedili! sedili!! sedili!!!
ed ancora… sedili! sedili!! sedili!!!
Ma voi, gregge bianco, non c’eravate, eravate in attesa del comando, sulla collina di là.
Il capo mandria non se n’è accorto e, di conseguenza, quando mai potevate avvedervene voi?
Ma non solo i pini sono sfuggiti al burattinaio, anche altri alberi segati a pie’ pari, sono passati inosservati, e non sulla Palanzana, sapete!, badate!!, ma in Via Genova, vicino al pub, luogo di ritrovo di decine di voi.
Giace lì, infatti, il colletto e parte del fusto. Sono lì in attesa che qualche auto ci sbatta addosso o che qualche pedone vi incespichi.
E che dire degli alberi tagliati raso terra in Via XXIV Maggio?
Ma tutti questi alberi, forse avevano la sfortuna di non essere in prima vista, alla portata di occhi attenti e quindi non avrebbero fatto quel clamore che il santone desidera.
Amen
Mauro Galeotti,
la pecora nera arroccata
sulla collina di qua


A quando i premi?
Claudio Santella


fotosantellaclaudioPoco è mancato che gli dessero un premio. Dopo tutto quello che ha combinato, anziché prenderlo a calci, a due a due fino a quando fossero diventati dispari, lo hanno chiamato in televisione, nella TV di Stato, e, per di più, nella trasmissione dedicata al calcio. Mi riferisco a Luciano Moggi.
Quella trasmissione, già di per sé penosa, per la maniera volgare e sgraziata con cui viene portata avanti, non aveva certo bisogno di arricchire i suoi aspetti negativi con la comparsa di siffatto personaggio.

Non so, poi, se la contemporanea presenza del Ministro della Giustizia, sia stata una ulteriore presa in giro per tutti gli Italiani.
Questi due personaggi sembravano essere stati messi uno di fronte all’altro appositamente per sollecitare negli spettatori le più svariate considerazioni su un argomento penoso.
Il rappresentante della Giustizia nel governo nazionale che guarda colui che viene identificato come l’artefice massimo di calciopoli, e si esibisce in televisione insieme con lui.
Potevano almeno consigliare la visione ai soli spettatori adulti!
Vi faccio grazia delle espressioni negative che mi vengono in mente, perché ogni parola che mi viene da dire è sempre la penultima.
In un qualsiasi altro Paese civile ci sarebbe stata l’immediata e definitiva cacciata della conduttrice dalla trasmissione: e sarebbe stata una cacciata con applausi a scena aperta.
La sera il telegiornale avrebbe annunciato uguale sorte per il ministro e per i responsabili, a vario livello, della seconda rete RAI-TV.
Da noi no, niente di tutto questo.
Da noi questa scena si è ripetuta, poco dopo, in un’altra trasmissione televisiva condotta da un giornalista abbastanza conosciuto: non voglio fare i nomi né della trasmissione né del giornalista, perché certe cose meno risonanza hanno e minore è lo scandalo che si dà.
Da noi vogliamo far passare il diffondere tali fatti, riprovevoli per se stessi, come libertà di stampa.
Affermava  Roberto Gervaso, su una sua rubrica fissa che appare su uno dei maggiori quotidiani nazionali, che la libertà di stampa deve essere più una conquista che una concessione.
Orbene ditemi voi che conquista ci vedete nel dar voce a certi avvenimenti.
Ma noi siamo fatti così.
A quando i premi per costoro?
Claudio Santella


Suggerimenti e consigli...
Bruno Matteacci

Matteacci Bruno SplinderNon si creda che quanto scrivo è per polemica, ma è per amore della propria città; perché vivere dove le cose vanno bene o discretamente, piace a tutti e, a ragion del vero, in certe zone di Viterbo è veramente piacevole passeggiare, anche se in qualche via necessita una sistemata del fondo stradale, che lascia a desiderare.
Quello che sarebbe il caso di "nascondere", con due o tre lastre di peperino, per un totale di circa una ottantina di centimetri quadrati, è la cassetta dello scarico dell'acqua di un vecchio bagno, sita sulle mura castellane a pochi metri da Porta della Verità, che si vede, però, da viale Raniero Capocci; sarebbe poi il caso di eliminare la traccia bianca, di calcare, che l'acqua ha lasciato sul muro.
Trattasi di "un pugno nell'occhio" diretto a chi può ammirare, finalmente, le mura cittadine nella loro snellezza e nel loro splendore. 
A tale proposito vorrei far notare, a chi di dovere, che la targa con la scritta "IAT" di colore bianco, su fondo marrone, posta a ridosso delle mura, a pochi metri da Porta Romana, è antiestetica; sarebbe il caso di spostarla in prossimità dell'edicola dei giornali, esistente a pochi metri.
Altro suggerimento che vorrei dare è quello relativo all'area, che il Comune ha in via Monti Cimini, angolo via Monte Bianco, davanti all'Esattoria, dove sono piccole baracche, in lamiera e tavole, che a sua volta erano usate come rimessa per animali da cortile. Trattasi di una veduta veramente offensiva a chi, con tanti sacrifici, ha acquistato in loco un appartamento o ha iniziato una attività commerciale.
Sarebbero sufficienti due colpi di ruspa e di un camion per eliminare questo sconcio.
Si tenga poi, nella giusta considerazione, la vicinanza del palazzetto dello sport, della piscina  e della frequenza di forestieri che giungono a Viterbo in occasioni di incontri sportivi, senza avere la possibilità di una sufficiente area di parcheggio, che potrebbe essere individuata in loco.
Quindi, bonificando tale area, si raggiungerebbero tre scopi e... non mi sembra poco.
Bruno Matteacci


Lo scalino
Agnese Galeotti


AgneseSplinderAncora una volta mi ritrovo a scrivere sulle condizioni delle strade cittadine. In particolare, questa volta, vorrei far nota la disastrosa ed insostenibile situazione del pezzo di strada che unisce il quartiere Ellera alla Strada Ellera che, a sua volta, conduce alla Quercia parallelamente a Viale Trieste. Per capirci meglio, il ponte che attraversa il sottostante semianello.
È diventato veramente impraticabile. Si è formato un dislivello di alcuni centimetri di altezza che arreca gravi disagi alla circolazione e alle autovetture.
Sì, perché all’inizio il dislivello c’era, ma bastava andare piano e non era poi così disastroso. Ora invece la situazione è cambiata. O piano o forte l’effetto è sempre lo stesso, una gran botta alle ruote.
Quel dislivello è diventato un vero e proprio scalino!! Non se ne può proprio più!
Ma come sono stati fatti i lavori in quel tratto di strada?
Chi è quel genio che è riuscito a fare tanto danno in un pezzo di strada risistemata da così tanto tempo?
Ora sono diversi mesi che siamo costretti a sopportare tale situazione. Basta!
Non se ne può proprio più! Mi rivolgo all’Ufficio tecnico del Comune, affinché risolva finalmente il problema! Ma non con i soliti modi presciolosi che sanno solo di fumo e niente arrosto. Infatti, ogni tanto, si vedono operai lavorare in quel tratto, rappezzare, rattoppare, e così via ma senza risultati accettabili.
Ho paura che il lavoro da fare sia molto più sostanzioso di una rattoppata qua e là!
Agnese Galeotti


Sbandieratrici in Calabria
Francesca Bruti


Bruti Francesca SplinderCome già annunciato nel precedente numero, nei giorni 29, 30 settembre e 1 ottobre, alcuni componenti del Sodalizio dei Facchini ed il Gruppo Sbandieratrici e Gruppo Storico Musicale Città di Viterbo hanno avuto il piacere di rappresentare la propria città, partecipando al primo Raduno Nazionale delle città italiane, che hanno come festività locale il trasporto di una macchina, come la nostra amata Macchina di S. Rosa. La manifestazione si è svolta nell’accogliente cittadina di Palmi (RC), in Calabria, ed è stata organizzata dal Comune locale in collaborazione con gli altri Comuni partecipanti; nel nostro caso, si è fatto promotore dell’iniziativa l’Assessore ai Grandi Eventi Francesco Moltoni, il quale ha accompagnato la delegazione insieme agli altri due preziosi e simpatici collaboratori, Mauro Aiello ed Elena Capodaglio, in veste di rappresentanti dell’Ufficio Cultura del Comune.
Tra le Sbandieratrici presenti alla manifestazione vi era la sottoscritta, che insieme al resto del gruppo si è sentita onorata di esportare la cultura cittadina e conoscere le altre realtà locali. Infatti, è stata un’esperienza davvero interessante, che, grazie alla bella iniziativa partita dalla cittadina calabrese, ha dato modo a tutti i partecipanti di scambiarsi impressioni, confrontarsi e conoscere nei dettagli le rispettive festività, ed anche passare momenti di aggregazione comune, come le cene in piazza, i balli e i momenti musicali. Le città presenti erano: Palmi, con il trasporto della loro “Varia”, una macchina trascinata dai membri delle corporazioni locali in onore della Madonna della Lettera; Nola, che ha dato modo di ammirare uno degli otto “Gigli” trasportati a spalla per le loro vie; Gubbio, con la partecipazione del proprio gruppo Sbandieratori in onore del trasporto dei “Ceri”; infine, Sassari, con la conoscenza del trasporto dei loro “Candelieri”, anch’essi trascinati a spalla.
Nei tre giorni trascorsi insieme, ogni gruppo ha potuto “sfidarsi” nel trasporto a spalla della cosiddetta “trave”, una trave di legno che appartiene alla struttura della “Varia”. Dopo una prima prova di portata avvenuta nelle selezioni del sabato, con l’intento di misurare il tempo utilizzato per trasportare la trave in corsa per 800 metri, la domenica i nostri amati Facchini si sono distinti con onore piazzandosi al secondo posto, dietro una delle contrade locali, vincitrice della manifestazione. Come membro del gruppo Sbandieratrici e Musici, ringrazio il Comune per la partecipazione a questa bella festa e, naturalmente, i Facchini, con i quali abbiamo passato quattro giorni veramente eccezionali, che speriamo di ripetere l’anno prossimo in occasione della seconda edizione, che dovrebbe svolgersi a Sassari.
Francesca Bruti


Gironzolando...
Patrizia Labellarte


fotopatrizialabellarte2Da quando scrivo per questo giornale ho imparato ad osservare, apprezzare o il più delle volte a criticare con molta attenzione tutto ciò che mi circonda e tutto ciò che riguarda in particolare  modo la mia, anzi, la nostra città.
L’altro giorno, per esempio, passeggiavo nei pressi del sacrario, in direzione corso e sbirciando qua e là, il mio sguardo è finito sulle piccole aiuole che circondano i pini.
Aiuole… quanto sono brutte! Sembrano più cestini della spazzatura che piccoli spazi di verde.
Erbacce, pezzi di carta, lattine… insomma tutto tranne che fiori e piante che possano abbellire esteticamente una piazza così grande ed importante.
A rifinire il tutto, poi, un marciapiede che presenta rigonfiamenti, crepe dovute alle radici degli alberi… praticamente a prova di storte!
Situazione simile al sottopassaggio di Raniero Capocci. Sotto ai grandi cartelloni pubblicitari si intravede una aiuola con due o tre “sopravvissute” piantine di rosa e poi… beh, un mix di erbacce, mozziconi di sigarette, cartacce e quant'altro.
Di queste pseudo aiuole a Viterbo se ne vedono molte, come tanti sono gli spazi di verde e non, che sono completamente abbandonati, incolti, quando in realtà dovrebbero essere costantemente curati.
A proposito di erbacce… fermandovi con la vostra macchina, a causa del traffico, o attraversando a piedi il passaggio livello in prossimità di Piazzale Gramsci, avete mai fatto caso a quante ce ne sono tra le rotaie ed ai margini? Tante!
Secondo me ci scappa pure un bel mazzetto di cicoria selvatica!
Scherzi a parte, gironzolando si impara.
A riflettere, a capire che le cose da fare sono tante e se tante di queste non sono come dovrebbero essere è anche e soprattutto a causa nostra, del nostro menefreghismo che ci fa dimenticare quanto sia importante rispettare non solo se stessi ma anche ciò che ci circonda.
Patrizia Labellarte


“Quartieri dell’arte”
Francesca Bruti


La nostra città si fatta di nuovo protagonista della cultura teatrale; infatti, lo scorso 16 settembre ha dato il via all’edizione 2006 del Festival 'Quartieri dell'Arte', l'appuntamento che porta a Viterbo e provincia compagnie e nomi della drammaturgia internazionale di assoluto pregio. Si tratta di un’interessante occasione per intraprendere un viaggio metaforico tra i luoghi della storia e della tradizione della Tuscia, attraverso la modernità dei testi e degli allestimenti. Come si può leggere tra le notizie riportate sul sito www.tusciaweb.it, 'Quartieri dell'Arte' celebra quest’anno il primo decennale di ricerca nell'ambito della drammaturgia con una serie di prime mondiali curiose e spiazzanti, allestite in alcuni dei luoghi più significativi del capoluogo e della provincia. Alcuni di questi luoghi sono il Palazzo dei Priori, antica sede di spettacoli e incontri dell'Accademia degli Ardenti e sede attuale del Comune di Viterbo, le cui sale sono state riaperte al teatro dopo secoli, e del Cinema Genio, il teatro della Viterbo seicentesca. E ancora, l'antico Caffè Schenardi, il Ridotto del Teatro Unione, l'ex chiesa di Santa Maria delle Fortezze e le Terme dei Papi a Viterbo, o le scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola e la piazza dei Mascheroni ad Acquapendente, dove sarà messa in scena la prima assoluta de “L'uomo piegato” di Toni Negri. Tutto è spiegato in poche parole dal viterbese Gian Maria Cervo, ideatore de 'Quartieri dell'Arté, già autore in residenza della Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, ora impegnato nel progetto Melez per Essen capitale europea della cultura per il 2010: «Siamo partiti come un Festival di studio e, in dieci anni di attività, siamo diventati un Festival di 'intelligence', perché crediamo nell'informazione come valore in sé».
Dopo alcuni spettacoli allestiti nel mese di settembre, ecco i prossimi appuntamenti, che si concluderanno il 30 ottobre:
-11 ottobre, ore 21, Caprarola, scuderie Palazzo Farnese, ‘Storie di ordinaria follia' di Petr Zelenka, regia di Juan Diego Puerta;
-14 ottobre, ore 18, Acquapendente, Teatro Boni, incontro sul “commissioning avanzato”;
-14 ottobre, ore 20,30, Acquapendente, 'Recitando la vittima' dei fratelli Presnyakov, regia di Francesca Staasch; a seguire 'Viaggio all'interno di una stanza' di Michal Walczak, regia di Francesca Staasch;
-29 ottobre, Viterbo, luogo da definire, vari orari, ingresso su prenotazione telefonica per 5 spettatori a performance, prima assoluta di 'Wunderkammer soap', di Stefano Ricci e Gianni Forte, regia di Ricci, Forte e Angelosanto, con Paolo Angelosanto;
-30 ottobre, vari orari, Caprarola, cucina Scuola alberghiera, ingresso su prenotazione telefonica per 10 spettatori a performance, replica di 'Wunderkammer soap', gli autori e sceneggiatori Ricci e Forte e il performer Paolo Angelosanto compiono il primo esperimento di sit-com teatrale in Italia.
Francesca Bruti


Investire nella salute
Patrizia Labellarte


Lo scorso venerdì 6 ottobre il Presidente della regione Lazio è intervenuto al congresso organizzato dall’Unepsa (Union of National European Paediatric Societies and Association) che raccoglie società nazionali di pediatria di 38 paesi europei, più Israele.
L’obiettivo, secondo cui affrontare la tematica legata allo sviluppo del settore pediatrico, sostiene Marrazzo, è: “investire nella salute e nella crescita dei bambini per la futura salute della popolazione”. Il Presidente inoltre, ha voluto sottolineare gli investimenti sostenuti dalla Regione in dodici diversi interventi nel settore della sanità per un totale di circa 70 milioni di euro, tra i quali, la giunta ha individuato i 4,5 milioni di euro per il completamento e la messa a norma degli impianti dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina con la ristrutturazione del reparto di pediatria.
Ricordata inoltre, anche l’inaugurazione del nuovo “Pronto Soccorso pediatrico” del San Camillo. La pediatria con queste strutture e con il “Bambin Gesù di Roma” che figura tra i primi posti in Italia come Centro pediatrico d’eccellenza, è un settore considerato prioritario dal Lazio.
Patrizia Labellarte


Baccaionate d’Ottobre
Baccaione


PAR CONDICIO

Perché dobbiamo essere i primi, per tempi e per quantità di uomini, a partecipare alla forza militare da inviare nel Libano per decisione dell’ONU ed essere gli ultimi ad avere voce nella stessa ONU nella quale primeggiano USA, Francia, Inghilterra, Cina e Russia.
Questi Paesi quanti uomini manderanno nel Libano?

PAR CONDICIO
Non riesco a capire perché coloro che condannano Hitler per aver massacrato gli Ebrei, allora, durante l’ultima guerra mondiale, si schierano a favore di coloro che vogliono distruggere ed annientare, ora, tutto il popolo Ebraico.
Insomma mi sembra di capire che la distruzione di un Popolo è giusta o meno a secondo di chi la compie.

BERLUSCONI
Considerazioni e riflessioni: Berlusconi non è uno stinco di santo, ma non possono accusarlo coloro che lo accusano.
La cosa è troppo ovvia per essere spiegata.

PRODI
Considerazioni e Riflessioni: Prodi si deve mettere in testa di essere quello che è e non quello che crede di essere.
Se non ci riesce da solo bisogna che altri lo facciano per lui.

DI CANIO E ZIDANE
Un giornale, riportando il fatto, avvenuto a Viterbo, in cui è stato coinvolto Di Canio, così concludeva: “…dunque le cose sarebbero andate più o meno in questo modo e naturalmente Di Canio non ha colpe, è solo che dove si trova lui succedono sempre coincidenze e incomprensioni, disguidi e malintesi, un fardello  difficile da portarsi dietro”.
Siamo propensi a credere che per scrollarsi di dosso questo fardello Di Canio aspirasse ad essere proclamato il miglior giocatore del Torneo Yeir, disputato tra Cisco Roma, Sorianese e Viterbese. 
Per esserlo gli mancava la lite: ha rimediato subito. La lite, però, doveva  aver luogo sul campo di gioco e non fuori. Zidane insegna, ma Di Canio non impara, perché se vuole fare certe cose prima si deve cercare un nume protettore.
Ed allora anziché fare il saluto romano, saluti a pugno chiuso: vedrà che gli sarà concesso di fare le stesse cose che adesso gli sono vietate, e troverà non solo un nume protettore, ma anche degli avvocati difensori.
Baccaione


La domanda sorge spontanea
Sanclaudio


Ma, allora, i vigili ci sono?
La domanda sorge spontanea, direbbe Antonio Lubrano, nel vedere il nutrito schieramento di vigili urbani precedere la macchina di Santa Rosa durante il trasporto della stessa.
E, se ci sono, perché non vengono usati?
Vi sarete resi conto, cari concittadini, per averlo toccato con mano, che non si vede più un vigile urbano per tutta Viterbo nemmeno a pagarlo ora.
Eccezion fatta, naturalmente per piazza del Comune, dove, il vigile, poi, sta lì a mancare di rispetto, per il novanta per cento del suo tempo, alla divisa che indossa.
Questo personale del comune, che non ci azzardiamo a chiamare vigili urbani perché non solo non vigilano, ma anche perché spesso non si comportano urbanamente, viene palesemente usato male e/o addirittura non usato e dà l’impressione di reputarsi migliore di quello che è.
Prendiamo ad esempio il contingente che ha accompagnato il trasporto della Macchina e facciamo una riflessione.
Durante tutto il pomeriggio del 3 settembre le forze dell’ordine sono chiamate a svolgere un lavoro enorme, lo sappiamo tutti benissimo, il fatto non ha bisogno di spiegazioni.
Orbene, in questo frangente che cosa fanno i vigili urbani?
Anziché prodigarsi tutti nei compiti di istituto, con sgravio di lavoro reciproco, destinano molti di loro per sfilare davanti alla Macchina della Santa.
Per rappresentare chi poi?  Per rappresentare quel personale che sistematicamente non si riesce a vedere durante il resto dell’anno per le vie di Viterbo, e quando lo si vede lo si vede in tutt’altre faccende affaccendato, per usare un eufemismo che ci risparmia più dolenti note?
O i vigili rappresentano i vigili che ci sono, ed allora siano presenti sulle strade durante tutto l’arco dell’anno, oppure rappresentano chi non c’è, ed allora lo rappresentino in ugual maniera: cioè non ci siano neppure nelle cerimonie.
Per rappresentare i vigili, poi, non sono sufficienti tre di essi?
Si eviterebbe, oltretutto, l’increscioso spettacolo offerto dagli stessi al momento dell’ingresso a “piazza del teatro”: da incolonnati che erano lungo il corso si sono sparsi senza ordine non appena entrati nella piazza; ognuno andava per conto suo, in una maniera tutt’altro che militaresca.
C’è venuto il sospetto che il loro comandante, dopo aver assegnato a tutti i vigili a sua disposizione i compiti di istituto per le varie parti della città, abbia pensato di sostituire quanti destinati alla rappresentanza con altre persone mascherate da vigili.
Solo così si può spiegare il comportamento tenuto dagli stessi in quella occasione. 
Ora è vero che non c’è più il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, ma, mi sembra che la violenza sia rimasta.
E l’autoviolenza? 
Perché in quel frangente è stata fatta una vera e propria violenza alla divisa.
L’hanno spostata, spingendola qua e là, senza alcuna logica urbana o un concetto di disciplina.
Ma guardate voi, cari concittadini, che cosa mi tocca a fare, mi tocca a difendere il corpo dei Vigili Urbani dai comportamenti che lo sminuiscono e che sono messi in atto dai loro stessi componenti. - Fatemi grazia di altre affermazioni -.
Sanclaudio


L’IPSIA “G. Marconi” saluta i mini facchini


Come ogni anno il dirigente scolastico dell’IPSIA “G. Marconi” di Viterbo, Laura Menichini Di Marco, ha accolto con entusiasmo i mini-facchini di Santa Rosa offrendo loro la disponibilità dei locali scolastici per le necessità logistiche connesse al trasporto della Mini macchina nel rione San Giovanni.
Hanno favorito l’operazione alcuni collaboratori scolastici, accettando di buon grado la dilatazione dell’orario di servizio fino a tarda ora per garantire il buon esito dell’operazione.
Apprezzabile anche il contributo della professoressa Roselli e dell’assistente tecnico Fidenzio Sassara che hanno gestito l’accoglienza guidando la visita nei laboratori e informando i ragazzi sugli indirizzi di studio e sulle finalità dell’Istituto.
Una delegazione comunale guidata dal Sindaco, sempre presente nelle manifestazioni legate alla Patrona, è stata intrattenuta, nella tarda serata, dalla dirigente nell’Ufficio di presidenza dopo la partenza della Mini macchina.
Il dirigente scolastico preside
Laura Menichini Di Marco


Mossa astuta
Claudio Santella


Sono stati paragonati i primi cento giorni del governo Prodi con i primi cento giorni del governo Berlusconi.
Il paragone non regge: Berlusconi, se ricordate bene, ha subito dovuto affrontare il problema della riunione del G8 di Genova, dove erano stati catapultati ad arte centinaia di sobillatori che, copertisi di varie sigle ed ubbidienti ad ordini a loro imposti, per spirito servile più che per convinzione, hanno inscenato quel popò di casino, delirando frasi piene di parole che nemmeno conoscono, quali democrazia, libertà, diritti e simili. Prodi non ha dovuto affrontare nulla di tutto ciò, eppure Prodi si è messo a fare delle cose che se fatte da Berlusconi avrebbero sollevato nuovamente l’ira di Dio.
Impariamo a valutare obiettivamente le azioni altrui con il nostro cervello, senza cadere nell’errore di credere che solo la nostra opinione è quella esatta.
Qualcosa di utile, in verità, Prodi, nei primi cento giorni del suo governo, l’ha fatta: prima ha concesso l’indulto ai detenuti, poi la cittadinanza agli extracomunitari che possano vantare un soggiorno di cinque anni in Italia.
Lasciamo perdere la varie considerazioni di comodo che hanno giustificato questi provvedimenti; il motivo è uno solo: questi provvedimenti sono voti, altro che chiacchiere.
Qualcosa di utile Prodi, dunque, l’ha fatta: ma l’ha fatta per sé, non per gli altri. Perché ora saremo invasi dagli extracomunitari. Verranno da soli.
Li porterà la malavita organizzata. Non abbiamo né avremo una struttura per accoglierli. La mancanza di questa struttura farà sentire le conseguenze perché, bene o male, saremo costretti a metterli da qualche parte.
Le conseguenze le subirà quella parte di popolazione più debole, quella parte tanto cara a certa sinistra, tanto cara e tanto coltivata perché tanto utile, ma tanto falsamente difesa dalla stessa.
Tutti questi nuovi arrivati condizioneranno il mercato del lavoro, perché l’offerta supererà la domanda; il lavoro nero prolifererà, la privatizzazione lo accoglierà a braccia aperte, favorita anche dalla P.A., che non potrà soddisfare le richieste. Da questo pasticcio i pubblici amministratori  trarranno vantaggi enormi, non inferiori a quelli dei privati imprenditori.
Vi faccio grazia dei faccendieri e degli intermediari vari.
Vi sarà un lievitare della delinquenza spicciola e della malavita organizzata, collusa e non con chi gestisce i pubblici poteri. Rifioriranno le malattie quali il vaiolo, la lebbra, la poliomielite e quant’altro, che erano state debellate con costi, studi e sacrifici di anni ed anni.
Tutti questi nuovi arrivati, una volta insediatisi, cercheranno di condizionarci con i loro usi ed i loro costumi e quando si sentiranno in difficoltà  o si sentiranno più deboli tireranno fuori i loro diritti, il rispetto umano e, alla fine, la butteranno sulla religione.
Subiremo in virtù delle nostre leggi democratiche e saremo sconfitti dalle loro leggi non democratiche. Toglieranno il pane di bocca ai più deboli e rinforzeranno il potere dei più forti, dai quali saranno sempre usati e guardati dall’alto in basso con disprezzo e saranno contemporaneamente difesi per interesse. E non dico tutto.
Un provvedimento che, così stando le cose, non condivido. Un provvedimento che, inserito nella polis generale, così com’è, fatto da politicanti per interesse politico di parte e senza considerare le conseguenze, è dannoso Un provvedimento che ritengo sinistro e di matrice sinistra. Se è di ispirazione della sinistra proviene senza dubbio dalla parte più sinistra di essa. Non equivocatemi, e non equivocatemi ad arte. Non voglio dilungarmi oltre, ciascuno continui pure da solo. Non è difficile.
Claudio Santella


Caprarola
Riccardo Manca


Manca Riccardo SplinderCaprarola si trova nel versante sud dei Monti Cimini ad Est rispetto il Lago di Vico, arroccata su uno sperone tufaceo è posta tra le vie consolari, ora strade statali, Cassia e Flaminia.
Pur essendo immersa nell’antico territorio etrusco, Caprarola getta le sue radici in epoca molto più recente, in particolare, si hanno le prime notizie dell’esistenza di insediamenti stabili intorno al XI secolo, questo, come avvenne anche per Ronciglione, a causa dei Monti Cimini anticamente chiamati “selva Cimina” e considerati territorio impervio ed impenetrabile. Durante il medioevo fu contesa da diverse famiglie feudatarie, nel 1275 si hanno prove che fosse sotto gli Orsini, ma per poco tempo, il potere passò infatti in breve tempo ai Prefetti di Vico.
Dal 1370, iniziò una lotta per il controllo di queste zone tra i Prefetti di Vico e i Conti d’Anguillara.
Nel 1435 cadde sotto la giurisdizione della Santa Sede. Cinque anni più tardi, nel 1440, il feudo venne acquistato dal conte Everso dell’Anguillara ed a tale famiglia rimase fino al 1465, anno in cui il pontefice Paolo II confiscò tutti i loro beni.
Intorno alla fine del XV secolo, Caprarola venne affidata in vicariato ai Riario-Della Rovere, sotto il cui governo il paese cominciò a rifiorire ed a popolarsi.
Fu quindi nel XVI secolo che conobbe il massimo splendore, quando i Farnese, con la nomina a papa Paolo III del card. Alessandro Farnese e con la costituzione del Ducato di Castro, estesero notevolmente il proprio dominio costruendo fastose ville e castelli.
A Caprarola fu costruita la residenza più rappresentativa del livello di ricchezza e di potenza che questa nobile famiglia raggiunse, il Palazzo Farnese di Caprarola.
La complessa ricchezza culturale che ha caratterizzato Caprarola nel corso dei secoli deriva sia dalle origini del suo popolo e sia dalle varie dominazioni subite.
Potremmo definire quella caprolatta una cultura agricolo-pastorale; semplice ma con punti di eccellenza, forse derivata dal manierismo farnesiano ed a volte addirittura irruenta come le ataviche lotte tra gli Anguillara ed i di Vico; tirata, ma per lo più pacata, come era nello spirito dei Riario.
La cultura va quindi a braccetto con l’arte e Caprarola è veramente uno scrigno ricolmo in questo settore.
Il Borgo Vecchio con l'antica contrada Aquilone; le fontane con gli artistici stemmi e mascheroni, luogo d’incontro da cui sgorga la storia sociale delle varie epoche; la stessa via “Diritta”, con i suoi palazzetti cinquecenteschi è ricca d’arte, storia e mistero.  Anche quelle vie e quei palazzi che a prima vista non sembrano essere in collegamento con quello che già conosciamo, nascondono immagini, stemmi e storie di un valore culturale ed artistico immenso.
Riccardo Manca


I genitori del Murialdo


Ricevo e volentieri pubblico.

Siamo i genitori della scuola materna Murialdo.
Vi scriviamo per portarvi a conoscenza  una questione che da mesi ci preoccupa: il trasferimento dell'asilo dal Murialdo all'oratorio (cantiere) della Mazzetta dove sta sorgendo una nuova chiesa.
Nonostante i nostri ripetuti sforzi per trovare un punto d'intesa e un'alternativa al "cantiere" con l'assessore competente, la raccolta di firme,  l'articolo pubblicato il 24 settembre sul Corriere di Viterbo, secondo il sacerdote dell'oratorio e fonti del Comune, sarebbe ormai prossimo il trasferimento.
Siamo quindi intenzionati a portare alla ribalta attraverso qualsiasi mezzo d'informazione tale situazione al fine di tutelare la salute dei nostri figli che non possono respirare le polveri di un cantiere ed avere una gru a pochi metri con il suo carico che incombe sulle loro teste. 
Se non avessimo creato un po' di "scompiglio" il trasferimento sarebbe già avvenuto anche senza alcuna autorizzazione della ASL. (i bagni sono solo tre per 95 alunni più il corpo docente e non docente inoltre non  a  misura di bambino).
L'autorizzazione puntualmente è arrivata in questi giorni (nonostante le polveri, la gru e i bagni...).
Ci chiediamo come mai tanta fretta e nessuna alternativa disponibile cercata in tempo se non dopo le contestazioni di noi genitori (ma ormai era troppo tardi), alcune voci "maligne" sussurrano che  il Comune paghi 30.000 euro per l'affitto dell'oratorio fino alla prossima primavera, soldi che farebbero evidentemente comodo per la realizzazione della chiesa sovvenzionata da fondi caritatevoli.
Speriamo siano solo voci maligne.. non crediamo che chiunque metterebbe a repentaglio la salute di un centinaio di bambini solo per 30.000 euro!
Nel ringraziarvi per il tempo dedicatoci vi salutiamo cordialmente.
I genitori degli alunni del Murialdo

postato da: Spvit | 10:34 |