*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

giovedì, settembre 28, 2006

27 Settembre 2006
Anno XVI n° 18


Domeniche
8 Ottobre
e 5 Novembre 2006
MERCATINO
DELLE CURIOSITA'

SUL  PARCHEGGIO  ESTERNO
DEL
CENTRO  COMMERCIALE  TUSCIA
per prenotazioni telefonare al 3393337869 (Mauro)



Un provocatore a fin di bene, ma perché non...
Restano solo quisquilie
Mauro Galeotti


fotogaleottiSplinderSono bastati un po’ di ampi pezzi di carta appiccicati sui muri, alla meno peggio e in fretta e furia, per far accorgere la città dell’infamante deturpazione avvenuta, del brutto aspetto assunto dai palazzi colpiti.
Dello sporco, del fastidioso, dell’inopportuno scempio.
E giù a tirar fuori sette sataniche, movimenti politici e chi più ne ha più ne metta.
E invece non era niente altro che un artista della Street art, un certo Oliver D’Auria, in arte Abbominevole, sì con due bi. Un giovane esuberante, estroso ed anche, direi, coraggioso, nato nel 1979.
Un talento, si direbbe oggi.
Un provocatore a fin di bene. C’è voluto il suo ingegno, la sua mano, la sua prepotenza per far notare a Viterbo, ai Viterbesi, a chi ci governa, una “bruttura”, un “fastidio”, un “disturbo” allo sguardo, un qualcosa che offende la città.
Un’usurpazione che comunque è rimovibile, tanto che prontamente il CEV ha provveduto, con tanta pazienza e buona volontà, a strappare via. Si trattava di foto di facce un po’ sfocate, di volti con un più sulla fronte, di una lapide al cardinal La Fontaine, di un facchino bianco bianco.
Ma tutto ciò ora è sparito, cancellato, inesistente, restano solo, e solamente, e non li ha “incollati” Abbominevole, i fili elettrici e telefonici, spesso penzolanti, che soffocano le case ed i palazzi del 200, del ‘300, del ‘400, del ‘500, del ‘600, del ‘700, dell’800.
Restano solamente i centinaia di bei, dismessi, lampioni Liberty, in ghisa, della vecchia illuminazione, quella del 1905, che andrebbero recuperati e riutilizzati.
Restano solamente i tubi del metano che “rinforzano” e avvinghiano le strutture delle nostre abitazioni.
Restano solamente le facciate delle case del centro storico, slavate, abrase, scalcinate, consumate, scolorite.
Restano solamente le finestre e i portoni nel quartiere medievale, in metallo anodizzato o legno fatiscente.
Restano solamente le scritte naziste, fasciste, comuniste, porche, offensive, amorose, minacciose, pubblicitarie, lorde in ogni dove.
Resta il tetto di Porta Faul con le tegole divelte...
Resta il Casaletto del Padre Eterno, alla Capretta, pieno zeppo di immondizia... e qui mi fermo, se no non mi fermo più, ma prego Oliver D’Auria di fare ancora l’Abbominevole artista delle facciate, se è un vero artista di strada, come vedo dal sito internet, invece di sporcare e imbrattare le facciate di Viterbo, che non hanno certo bisogno di aiuto in tal senso, prenda una squadra di artisti della Street art e si metta a pitturare le facciate stesse di bei colori: nocciola, giallo paglierino, marrone chiaro, verde chiaro, celeste, rosa pallido.
Farebbe un bene alla città, al suo aspetto e darebbe veramente uno schiaffo morale a coloro che fanno finta di non accorgersi dello stato deprimente, opprimente, disumano in cui versano gran parte degli storici edifici della nostra città.
Sarebbe allora davvero uno stimolo, un insegnamento e non rimarrebbe una provocazione temporanea.
Ma credo che Abbominevole non ci stia alla mia proposta, preferendo la sua classica toccata e fuga e tanta... tanta... pubblicità.
Peccato!
Mauro Galeotti


Fioroni al liceo Buratti
Claudio Santella


fotosantellaclaudioLunedì 18 settembre il ministro Giuseppe Fioroni è venuto al Liceo Classico Mariano Buratti di Viterbo per inaugurare il nuovo anno scolastico.
Approfittando dell’invito rivoltogli dalla locale sezione della Società Filosofica Italiana, promotrice ed organizzatrice del 2° Festival del filosofi della Tuscia, cui il liceo Buratti ha dato ospitalità, il ministro Fioroni ha colto l’occasione per inaugurare l’anno scolastico 2006/2007 nella sua città.
All’appropriata e pregevole introduzione, correttamente ed elegantemente formulata dalla preside del liceo, professoressa Maria Teresa Ubertini, hanno fatto seguito gli interventi sobri e concisi del professor Pasquale Picone, che ha invitato il ministro ad adoperarsi affinché la scuola viterbese possa diventare centro di iniziative e di attività culturali, e del prefetto di Viterbo, dottor Alessandro Giacchetti, il quale dopo aver rivolto un saluto agli intervenuti ed in particolare ai giovani presenti, ha letto il messaggio augurale inviato dal Segretario della Presidenza della Repubblica in occasione della manifestazione.
Grazie alla brevità degli interventi iniziali Fioroni ha avuto tempo e modo di illustrare alcuni punti salienti del suo programma ministeriale. Dopo aver ringraziato per l’invito alla manifestazione ed assicurato alla preside, professoressa Ubertini, una sua visita futura per approfondire e migliorare i rapporti scuola-istituzioni, il nostro ministro ha sottolineato  che “la forza della scuola è in se stessa “ e che “gli studenti vanno avanti nonostante i politici”.
Ha quindi affermato, con convinzione, di voler dare alla scuola quella serenità, quella concretezza e quella tranquillità che da tempo le mancano.
Giuseppe Fioroni non procederà ad alcuna riforma della scuola: alla  mania di riformismo, di cui si sono resi protagonisti tutti i ministri della Pubblica Istruzione da quindici anni a questa parte, Fioroni porrà la dovuta attenzione sulla autonomia scolastica, “principio costituzionale che va applicato e non enunciato”, “ma autonomia, - ha sottolineato il ministro - non può significare autarchia né anarchia”.
“La scuola è di tutti e per tutti, soprattutto di chi ne ha bisogno, - ha affermato Fioroni - ed è necessario costruire qualità nell’alunno. Fondamentale per questo la presenza delle materie umanistiche.  La scuola deve anche recuperare efficienza ed efficacia, con autorevolezza e senza cadere nell’autoritarismo”.
Attraverso circolari rivolte ai docenti cercherà di dare iniezioni di personalità e di capacità, soprattutto ai docenti, perché i docenti si devono assumere la scommessa di educare e di istruire i nostri ragazzi. Niente regole, però, perché la scuola va declinata attraverso l’autonomia scolastica e con gli studenti, non in astratto, ma nell’ambiente in cui vivono.
Il ministro non ha mancato di porre l’accento sulla liberalizzazione del sistema scolastico, sulla sicurezza delle strutture scolastiche, sul problema dei precari: problemi prioriari a cui sta cercando di dare soluzione.
“Non chiedetemi tutto e subito – ha detto il ministro – perché così come non è possibile promettere tutto e subito è altrettanto non corretto chiederlo”.
Ricco di contenuti l’intervento del ministro ha colpito per il fatto di non aver messo in evidenza ideologie,  mutabili ed opinabili, ma per aver posto le sue fondamenta su alcuni principi, ricevendo per questo espressioni unanimi di approvazione e di consenso.
Il ministro ha evidenziato anche l’importanza dei genitori nell’educazione dei ragazzi ed ha auspicato una concreta e fattiva collaborazione tra scuola e famiglia.
Riportiamo qui a fianco, ritenendola importante, la circolare che Fioroni, nella sua veste di ministro della Pubblica Istruzione, ha inviato a tutti i genitori italiani.
Con l’augurio di un buon anno scolastico a tutti, il ministro si è congedato per raggiungere Roma, dove, nel pomeriggio era atteso al Quirinale per l’inaugurazione dell’anno scolastico da parte del Presidente della Repubblica.
Presenti alla manifestazione, oltre al prefetto Giacchetti, anche il vescovo di Viterbo, monsignor Lorenzo Chiarinelli, il cui intervento pastorale e appropriato è stato particolarmente apprezzato, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli accompagnato da alcuni assessori e dal direttore generale.
Tra i vari eminenti professori universitari, il concittadino Aurelio Rizzacasa.
Presenti anche alcuni capi di istituto di tutta la Provincia.
Ha particolarmente colpito che nessuno era presente per il Comune: per una città d’arte e di cultura l’assenza del sindaco, o di un suo rappresentante, è stata particolarmente notata.
Claudio Santella


Telecom...bino di tutti i colori
Agnese Galeotti


AgneseSplinderFacendo un giro per Viterbo ho notato lo stato di assoluto degrado delle cabine telefoniche della Telecom.
È veramente vergognoso, ve lo assicuro!
Come, del resto, si può notare facendo un giretto in città.
Alcune sono rimaste semplicemente scheletri di se stesse. Allora mi chiedo, perché non cambiare il giro degli autobus e posizionare le fermate proprio all’altezza delle stesse cabine?
Così facendo risparmieremo i soldi per la realizzazione di altre panchine per l’attesa dei bus. Sì, magari si starebbe un po’ più stretti, ma l’inverno sarebbe ottimo! …. Ma per favore… Possibile che nel 2006 si debbano vedere ancora queste sconcezze? Ma che figura ci facciamo con i turisti che si fermano per telefonare? Ad essere sincera la mia reazione sarebbe di disprezzo.
Cabine telefoniche rotte, senza porte, senza vetri che riparano dal freddo o dalla pioggia, ragnatele e varie schifezze a go go, trascurate nei dettagli, come la scritta Telecom spezzata a metà che dà visibilità alla sottostante scritta Sip. Ma questo è il meglio del peggio!
Eh sì, infatti puoi anche incappare in alcune cabine che, addirittura, non hanno il telefono…
Sì, lo so è pazzesco, ma vi assicuro che è vero. Allora mi chiedo, di nuovo, se la Telecom  offre un servizio ai cittadini, è ovvio che non lo rende gratuitamente. Questo vuol dire che da ogni cabina del telefono, la ditta guadagna soldi.
Allora, che guadagno ci può essere dalle cabine prive di telefono? Forse è una di quelle strategie commerciali di alta finanza che una persona normale come me non può arrivare a comprendere?
Oppure, molto più plausibile e semplice. Si tratta di pura disorganizzazione nel controllo e manutenzione delle cabine telefoniche? Chi lo sa…
Mi auguro, comunque, che vengano risolti i problemi e non siano più ignorati.
Intanto, mi raccomando, armatevi di un fido cellulare!!
Agnese Galeotti


Preferenze contro il Codice della Strada
Bruno Matteacci


Matteacci Bruno SplinderStop dare la precedenza! A me pare assurdo il dover rallentare il traffico lungo la Tangenziale Ovest, nel punto in cui la stessa oltrepassa Largo Giordano Bruno; ciò causa uno stato di intralcio al traffico della zona.
Cos’è successo?
Al fine di consentire la “tranquilla” uscita dal parcheggio degli autobus del CoTral, che fanno capolinea in tale piazzale, l’Amministrazione comunale ha aderito alla richiesta di mettere a dimora la segnaletica che obbliga l’automobilista, che transita lungo la tangenziale, di fermarsi e dare la precedenza ai mezzi che escono dal parcheggio. Ciò contrariamente a quanto stabilisce il codice della strada che obbliga colui che si immette sulla via a dare la precedenza.
Qualora il CoTral abbia questa necessità allo scopo di snellire il flusso dell’uscita dei mezzi del servizio pubblico, può fare richiesta di mettere in uso un semaforo che, manualmente, dovrebbe essere messo in funzione nell’attimo in cui il pullman deve uscire dal parcheggio.
Questo sarebbe a mio avviso il modo migliore per regolare il traffico e rispettare il codice della strada e i diritti degli automobilisti.
Bruno Matteacci


Parcheggio a 3 euro
Bruno Matteacci


A Viterbo, parcheggiare il 3 settembre è un problema.
È pur vero che l’amministrazione comunale, sensibile alle esigenze degli automobilisti, nel giorno del trasporto della Macchina di Santa Rosa, tollera il parcheggio selvaggio su tutte le vie vicino alle mura castellane e sulle altre aree adiacenti Viterbo.
Ciò fa onore ai nostri amministratori che così facendo consentono un maggior afflusso di persone in città.
Ogni medaglia ha, però, il suo rovescio, in via Genova era possibile parcheggiare in un’area privata, con il pagamento di 3 euro all’ora ed euro 1,50 per trenta minuti.
È pur vero che trattasi di un parcheggio privato, ma è anche vero che, di solito, il costo di un’ora di parcheggio, durante l’anno, è di un euro.
A me pare una esagerazione l’aver triplicato il prezzo. Certo non abbiamo fatto, come Viterbesi, una bella figura con chi è stato costretto a sborsare tale somma oraria.
Al Comune di Viterbo che ne pensano?
Bruno Matteacci


Cavi e tubi in Via Valle Cupa
Bruno Matteacci


È bello, distensivo e gradevole passeggiare per il quartiere medioevale, come è bello vedere quei palazzetti di peperino che fanno sfoggio della loro bellezza e della loro età.
Ma anche in questa occasione devo far notare a chi di dovere, che a ridosso ai bellissimi caseggiati siti in via Valle Cupa dal numero 49 al 75 sono presenti molti cavi di luce, telefono a tubi di gas che fanno cattiva presenza ed azzerano la bellezza della zona.
Il tutto è di facile eliminazione, basta un’ordinanza del sindaco, diretta ai proprietari delle case che con poca spesa possono “nascondere” quelle brutture.
Bruno Matteacci


15 Ottobre: Rosa Venerini Santa!
Francesca Bruti


Bruti Francesca SplinderIn occasione della festa annuale del quartiere San Giovanni, nello scorso mese di Giugno, avevamo fatto cenno alla notizia che la Beata Rosa Venerini, fondatrice delle Maestre Pie, sarebbe stata proclamata Santa entro questo anno.
Ora la Santificazione è finalmente imminente; infatti, la Beata diverrà Santa il prossimo 15 Ottobre, tramite una cerimonia celebrata presso la Basilica di San Pietro in Roma da Papa Benedetto XVI. Si tratta di un evento molto importante, perché coinvolgerà la città di Viterbo e vedrà protagonista l’Istituto “Maestre Pie Venerini” di via Mazzini.
Come ben sapete, Rosa Venerini è una nostra concittadina, che nacque a Viterbo il 9 Febbraio 1656 e, proprio per le vie della città, iniziò a dare forma al suo progetto religioso di insegnare e fondare delle scuole, in cui potessero studiare anche ragazze meno abbienti. Rosa morì a Roma il 7 Maggio 1728 e il suo corpo è ora custodito nella cappella della Casa Madre di Roma; ella fu proclamata Beata nel 1952 da Papa Pio XII Pacelli.
Dopo una serie di festeggiamenti avvenuti a Giugno, in ricordo del 350° anniversario della nascita di Rosa, l’Istituto di San Giovanni sta organizzando tutto il necessario per essere presenti nel giorno della Canonizzazione.
L’invito a partecipare è esteso a tutti, in particolare agli alunni dell’Istituto, ai loro genitori, agli amici e agli ex alunni. La volontà di partecipazione deve essere comunicata entro il 30 Settembre presso il Collegio San Giovanni di Viterbo, poiché l’Istituto sta mettendo a disposizione mezzi di trasporto per chi non volesse utilizzare mezzi propri per recarsi a Roma; l’importo del viaggio ancora non può essere definito. In ogni caso, anche chi utilizzerà mezzi propri deve comunicare la partecipazione, perché è necessario richiedere il KIT (zaino contenente foulard ed oggetti vari) ed il biglietto di ingresso (costo totale ? 15), che verranno consegnati nella prima settimana di Ottobre all’Istituto.
I partecipanti devono arrivare in Piazza San Pietro tra le 7,30 e le 9,25 ed il servizio d’ordine del Vaticano segnalerà ad ogni gruppo il settore dove recarsi, mediante l’identificazione con il KIT. La cerimonia inizierà alle 9,30, per concludersi entro la mattinata. Per chi volesse, sono inoltre organizzati altri momenti di preghiera nel pomeriggio, presso Santa Maria in Ara Coeli, e una manifestazione bandistica in Piazza del Campidoglio.
Rivolgiamo il nostro miglior augurio all’Istituto “Maestre Pie Venerini” per questo evento, che rappresenta forse la tappa più significativa della loro storia, in onore della loro fondatrice.
Francesca Bruti


E’ arrivato l’Autunno
Patrizia Labellarte


fotopatrizialabellarte2Con gran dispiacere… “Addio estate e ben venuto autunno!”
Addio mare, sole, serate estive in piazza, al Summer Village, manifestazioni e tutto ciò che ha caratterizzato l’estate viterbese 2006.
Insomma, un’estate ricca di eventi per i giovani della Tuscia e questo autunno cosa ci riserverà?!
Pensate, ad esempio, a quelle domeniche di pioggia, fredde, in poche parole noiose e alla scontatissima domanda che tutti ci poniamo: “e adesso, con questo tempo, cosa si fa?”
Dunque, vediamo…pomeriggio casalingo davanti la tv oppure sfidiamo il tempo e ci avventuriamo per la nostra città alla ricerca di qualcosa che possa colmare il nostro tempo libero?
 Beh, la scelta si fa molto difficile visto la molteplicità delle opzioni che offre il programma viterbese autunno/inverno: caffetterie, pub che si trasformano in sale da thè, bowling e cinema…non so voi, ma io non saprei proprio cosa scegliere…che tristezza infinita!
In particolare, mi soffermerei, qui, sull’argomento cinema…tasto dolente per Viterbo!
Perché?! Ecco, senza nulla togliere a paesi come Montefiascone o Vetralla che contano pochi abitanti e che dispongono di un cinema multisala, perché la nostra città che conta all’incirca 60.000 abitanti dispone di sei vecchi cinema (ex teatri o sale parrocchiali), tenuti peraltro in condizioni pessime?
Poltrone cigolanti, rotte, sporche e scomode, qualità audio scadente, bagni in condizioni igieniche atroci. Il tutto poi, ad un modico costo di 6.00 euro…praticamente un ladrocinio, visto la qualità del servizio offerto! E poi i gestori si lamentano che la gente non va più al cinema!? Beh, troppo poco!
Dato che Viterbo sta man mano adeguandosi, anche se talvolta con qualche difficoltà, agli stili, alla vita e agli eventi delle grandi città, perchè allora non fare qualcosa anche in materia di cinema?
Basterebbe uno, ma fatto veramente come si deve e allora sì, che tornerebbe la voglia di cinema!
Patrizia Labellarte


Sbandieratrici viterbesi al Campionato nazionale in Calabria
Francesca Bruti


Anche quest’anno il Gruppo Sbandieratrici e Gruppo Storico Musicale Città di Viterbo hanno avuto il piacere di partecipare alla Parata nazionale della Bandiera, svoltasi nei giorni 15, 16 e 17 Settembre, presso la località di Sant’Elpidio a Mare (AP).
Si è trattato della XXV edizione del Campionato Italiano degli Sbandieratori, organizzato come ogni anno dalla Lega Italiana Sbandieratori (LIS), di cui fanno parte numerosi gruppi provenienti da ogni parte d’Italia.
Il gruppo di Viterbo si è sentito onorato di essere l’unico gruppo proveniente dal Lazio e di rappresentare così la propria regione; inoltre, questo è ancora l’unico gruppo interamente femminile che partecipa alla competizione.
Sono solo tre anni che le sbandieratrici e i musici fanno parte della LIS, ma il rapporto che è nato con tutti gli altri gruppi rivela un grande spirito competitivo e una reciproca voglia di passare dei giorni insieme, in cui ci si confronta, ci si aiuta, ci si diverte e si gareggia, al di là dei risultati finali delle gare.
Dopo questa esperienza, tra i prossimi appuntamenti ci sarà la partecipazione al Raduno nazionale delle città italiane, che hanno come festività locale il trasporto di una macchina, come la nostra amata Macchina di Santa Rosa.
La manifestazione si svolgerà a Palmi in Calabria nei giorni 29, 30 Settembre e 1° Ottobre, ed è organizzata dal Comune locale in collaborazione con gli altri Comuni partecipanti; nel nostro caso, si è fatto promotore dell’iniziativa l’assessore ai Grandi Eventi, Francesco Moltoni.
Anche questa è un’ulteriore fonte di orgoglio per le Sbandieratrici, di cui partirà solo una rappresentanza e che accompagnerà proprio alcuni componenti del Sodalizio dei Facchini di Viterbo.
Francesca Bruti


Provincia: Spazio Donna
Patrizia Labellarte

L’assessorato alle Politiche del Lavoro di Palazzo Gentili ha appena attivato un nuovo servizio on-line “Spazio Donna”, dedicato interamente alle donne, per fornire loro tutte le informazioni, notizie indispensabili per aiutarle a trovare lavoro e consigli su come far convivere senza attriti i diritti e doveri di lavoratrici con quelli di mamme e mogli.
Il servizio offre inoltre, specifiche aree dedicate alle varie tipologie di contratto e di impiego previsti dalle normative vigenti (contatto di inserimento, lavoro a chiamata, a domicilio, interinale, part-time, ripartito, a progetto), ma anche una guida alla stesura del curriculum vitae e della lettera di accompagnamento. Infine, anche i testi in versione integrale delle leggi più importanti che riguardano l’universo del lavoro femminile.
Per accedervi basta collegarsi al sito della Provincia (www.provincia.vt.it), ciccare su “Lavoro”, tra le voci sotto “Aree tematiche” e aprire il riquadro intitolato “Sportello Donna”.
Patrizia Labellarte


Aboliamo la privacy
Claudio Santella


Normalmente, in una buona società, le norme che la regolano mirano a far si che il comportamento dei cittadini sia coretto, per modo che la vita in comune dei cittadini stessi possa scorrere ordinata e serena. Non a caso l’insieme delle leggi che la regolano prende il nome di Ordinamento Giuridico. Se così non fosse prevarrebbe il più forte.
In una buona società i cittadini, educati secondo le sue leggi, non debbono aver timore delle proprie azioni e non debbono aver timore che le stesse vengano a conoscenza degli altri cittadini.
In una buona società leggi sulla riservatezza, o come “intellettualoidamente” si dice, sulla “privacy”, non debbono esistere. In una buona società a nessuno viene in mente, infatti, di rendersi indiscreto nei confronti di un suo simile e parimenti a nessuno viene in mente di nascondere ciò che fa, perché sa che nessun altro andrà vedere. Il rispetto reciproco regola naturalmente i comportamenti umani.
In Italia questo non accade. Abbiamo una legge sulla “privacy” che non finisce più. Tutti la citano, pochi la conoscono. E’ una legge infinita, oggetto di interessati aggiornamenti.
Ultimo esempio il caso Telecom. Io so che tu sai cose sul mio conto che non devi sapere; che non devi sapere non perché sei indiscreto, ma perché sono cose illecite, che io non dovevo fare,  cose che vanno anche a tu danno. Questo però non importa, tu non le devi sapere. E siccome io sono il più forte, adesso, con due leggi cotte e mangiate, ti faccio vedere io… perché io, e quelli come me, dobbiamo poter continuare a fare quello che ci pare, e ciò ci deve essere consentito, perché siamo i più forti….
Cari concittadini, mi viene in mente un’idea niente male, che va naturalmente approfondita: aboliamo la legge sulla “privacy”. Tutti sono liberi di dire e di fare ciò che vogliono e tutti possono sapere quello che gli altri fanno: nessuno può nascondere più nulla. Se nessuno fa niente di male, nessuno ha niente da temere; ma se qualcuno fa qualcosa di male è giusto che si sappia. Se non vuole che si sappia sia onesto. Una buona società non può consentire che un cittadino millantatore sia contrabbandato per un cittadino onesto, e ,comunque un cittadino onesto deve sapere chi sono i suoi simili.
Lo so… non ditemi nulla!
Claudio Santella


La nostra sentenza
Claudio Santella

Prima di ogni altra considerazione su calciopoli ci sembra corretto dire che noi avremmo ritenuta giusta la seguente sentenza:
Juventus:  serie C/1  - Revoca scudetto 2004/2005 – Interdizione dalla manifestazioni internazionali per anni dieci.
Milan : serie B - 30 punti di penalizzazione – Interdizione dalla manifestazioni internazionali per anni dieci.
Fiorentina : serie B – 20 punti di penalizzazione – Interdizione dalla manifestazioni internazionali per anni cinque.
Lazio: serie B – 10 punti di penalizzazione – Interdizione dalla manifestazioni internazionali per anni cinque.
Carraro: Squalificato a vita e radiazione perpetua dal mondo del calcio. Divieto assoluto e perenne di frequentare tutti gli stadi ed i campi di calcio. Trasmissione atti alla UEFA ed alla FIFA per i provvedimenti conseguenti.
Mazzini: idem come Carraro
Galliani: idem come Carraro
Moggi e Girando: Squalificati a vita  e radiazione perpetua. Divieto assoluto e perenne dal frequentare tutti gli stadi ed i campi di calcio.
Diego ed Andrea Della Valle:10 anni di squalifica e di radiazione,
Lotito: 10 anni di squalifica e radiazione.
Meani e Mencucci –  10 anni di squalifica e radiazione.
Designatori arbitrali – Squalifica e radiazione a vita. Divieto assoluto e perenne di frequentare tutti gli stadi ed i campi di calcio.
Arbitri – Idem come per i designatori. Divieto di frequentare tutti gli stadi ed i campi di calcio per anni dieci.
Pene pecuniarie accessorie per tutti per un importo superiore ai benefici ricevuti.
Trasmissione all’UEFA ed alla FIFA degli atti di tutti coloro che avessero adito la giustizia ordinaria in violazione della clausola di salvaguardia, per i provvedimenti del caso
Tutto ciò in considerazione del fatto che il comportamento dei vari imputati ha leso altamente l’onorabilità dello sport, del calcio e delle varie categorie di appartenenza ed ha dato scandalo a tutti i giovani che si sono avvicinati allo sport in genere e del calcio in specie.
Invio alla Procura Federale di tutti gli atti  per la prosecuzione a ritroso degli indagini per almeno dieci anni a questa parte, fatta salva la possibilità di accertare ulteriori e più vecchi illeciti eventualmente scoperti,  perché è di per sé un illecito credere che è stato creato una simile struttura e beneficiare del suo operato soltanto per uno o due anni.
Claudio Santella


La lettera del ministro Fioroni ai genitori

Ministero della Pubblica Istruzione
Il Ministro
Cari genitori,
all’inizio del nuovo anno scolastico e del mio mandato ministeriale, desidero rivolgermi a voi per condividere le vostre emozioni e le vostre aspettative nei confronti della scuola come luogo di crescita e di formazione.
In qualità di Ministro e di genitore vi assicuro che il benessere dei nostri ragazzi ed il loro futuro mi stanno molto a cuore e che con il massimo impegno sto utilizzando ogni risorsa ed ogni competenza disponibile affinché la scuola sia messa in grado di assolvere nel miglior modo possibile il suo compito insostituibile e fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese.
Voglio dirvi che mi adopererò perché i nostri figli, i nostri ragazzi, trovino risposte adeguate ai loro bisogni formativi, ai loro interessi, allo sviluppo delle loro attitudini e della loro personalità. Mi impegnerò per una scuola che sia democratica e competente, che aiuti gli studenti meno fortunati a superare le difficoltà legate al disagio familiare, alle nuove povertà economiche e culturali, alle minori opportunità, che offra loro particolari attenzioni affinché acquisiscano competenze aggiornate ed adeguate al mondo di oggi e di domani; ma anche per una scuola capace di orientare e di valorizzare le doti individuali curando l’eccellenza e spingendo i giovani a dare il meglio di sé, una scuola insomma di tutti e di ciascuno.
Con il Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori, un organismo che intendo valorizzare con convinzione, stiamo elaborando diverse iniziative che vedano le famiglie protagoniste di percorsi progettuali innovativi all’interno della scuola dell’autonomia anche attraverso la realizzazione sul territorio di reti fra le diverse forme di rappresentanza dei genitori. Il dieci ottobre, durante la quinta giornata europea dei Genitori e della Scuola, presenterò il progetto “Teleduchiamoci” realizzato in collaborazione con il Ministero della Comunicazione al fine di promuovere il Codice di regolamentazione “Tv e Minori” e il programma nazionale di “Istruzione continua per la famiglia” a cui ho designato già risorse specifiche. Questo progetto, che prevede percorsi di formazione continua a supporto del ruolo genitoriale nei diversi contesti territoriali, ha come obiettivo principale quello di agevolare la famiglia nell’opera di educazione globale dei figli e vede parimenti coinvolti i genitori ed i figli come protagonisti attivi di percorsi paralleli e convergenti al fine di poter costruire interventi efficaci do prevenzione e di disagio psico-sociale e di integrazione culturale. (www.istruzione.it - area genitori)
Perché tutto questo avvenga ritengo che sia indispensabile la vostra collaborazione: è indispensabile che i genitori condividano con il sistema scuola l’assoluta necessità per i propri figli di conseguire un adeguato livello di istruzione per poter vivere da cittadini consapevoli e socialmente integrati nella società
Infine, permettetemi di chiedere il vostro aiuto di educatori nel rafforzare nei nostri ragazzi la fiducia in se stessi e nelle istituzioni. La famiglia svolge un ruolo fondamentale nell’insegnare loro i grandi sentimenti, nell’aiutarli a stendere lo sguardo su ampi orizzonti, ad accorgersi dell’altro che esiste accanto a loro, sia esso un genitore, un amico, un estraneo; nell’insegnare la solidarietà ed il rispetto delle regole come tessuto indispensabile al vivere civile, I nostri giovani hanno cuore generosi: aiutiamoli ad esprimerlo.
Conto sulla vostra collaborazione, sulla fiducia che vorrete accordare ai docenti, sull’0attenzione e sul conforto con cui sosterrete i nostri figli durante il percorso scolastico, sui suggerimenti che vorrete rivolgermi. Soprattutto vi sono grato di lavorare con me, con i dirigenti scolastici, i docenti, il personale non docente, attraverso la partecipazione attiva alla vita della comunità scolastica, per i nostri giovani che sono quanto di più prezioso ci è stato affidato.
Lavoriamo insieme per il futuro…perché “nessuno cresce se non è sognato”.
Auguro a voi tutti un sereno anno scolastico.
Roma, 6 settembre 2006
Giuseppe Fioroni



Canepina
Manca Riccardo Splinder Riccardo Manca

Determinare con estrema precisione l’origine del paese di Canepina, è un compito molto difficile che rimane oscuro ancora in parte. Comunque grazie al ritrovamento di numerosi reperti etrusco-romani, situati nelle zone limitrofe al paese, è possibile far risalire la presenza umana fin dai tempi degli antichi etruschi.
Il nome Canepina e successivamente Canepina, non deriva da Capena come si era soliti credere nei secoli XVII-XIX, ma sembra essere strettamente legato alla lavorazione della canapa che nel passato rappresentava una fonte di ricchezza per gli abitanti del paese. La sua fondazione risale al 1058 ad opera della potente famiglia dei prefetti di Vico il quale per imporre la loro presenza, fecero costruire un castello intorno l’anno mille. Tale castello insieme ad altri fu acquistato da Adriano IV ed esso grazie a tale vendita poté diventare territorio del Patrimonio di San Pietro. Tutto questo risale al 1154, ma le varie tappe successive che occorrono per ricostruire la storia del paese sono riportate nei vari documenti che lo storico viterbese Giuseppe Signorelli ha scoperto ed ampliato.
Ecco i dati più importanti.
Dal XII secolo si ha la testimonianza dell’esistenza di Canepina da una pergamena del 1174 in cui Cristiano di Magonza, accerta e conferma a Viterbo l’esistenza del castello di Canepina. Inoltre nel 1207 Canepina è citata in una nota di possedimenti del monastero di S. Martino al Cimino. A seguire nella storia del Duecento Canepina instaurò una serie di rapporti con Viterbo attraverso dei Podestà, nominati dallo stesso Comune di Viterbo.
È da segnalare nel 1365 la ribellione che vide come protagonista la popolazione di Canepina contro i viterbesi che terminò con la vittoria di quest’ultimi i quali recuperarono il castello, imponendo agli abitanti l’obbligo di fornire cereali, frutti e cerchi per le botti. Altro evento di estrema importanza, riguarda gli ultimi giorni del mese di settembre del 1460, in cui il papa Pio II ritornando da un congresso di Mantova, si fermò per alcuni giorni nel paese.
Il pontefice dormì in una stanza non più grande di un letto e per rimanere in camera senza fumo durante la notte non accese il fuoco.
Il secolo XV termina in malo modo a causa di una pestilenza e la successiva carestia che colpi Canepina ed inoltre i danni provocati dall’avanzata dell’esercito degli Orsini che saccheggiò il paese. Dal 1507 vi fu un periodo di forti tensioni fra Soriano, da una parte e Viterbo e Canepina dall’altra, per il dominio sulla conquista dei rispettivi territori confinanti.
L’intervento di un intermediario inviato da Giulio II, mise fine a tale contesa: i confini furono situati al Guado dell’Oriolo, distante due miglia sia da Canepina sia da Soriano.
Riccardo Manca


Baccaionate sparse
Baccaione


C’ERA UNA VOLTA…. - Ve lo immaginate che cosa sarebbe successo se l’ultimo  referendum avesse avuto il risultato opposto!?
Se cioè le riforme costituzionali,  proposte dalla precedente legislatura e sottoposte al giudizio popolare fossero state approvate!
Oggi avremmo un Presidente del Consiglio con i poteri che gli aveva attribuito Berlusconi. - Pensateci un attimo -.
Oggi Prodi, senza quei poteri, si permette di comportarsi impunemente come si comporta, esautorando cioè il Parlamento dei suoi poteri istituzionali.
Oggi  Prodi, senza quei poteri, si permette di sfidare il Presidente della Repubblica, facendo orecchie da mercante ai richiami che gli vengono espressamente e pubblicamente indirizzati dal medesimo.
Oggi che cosa sarebbe successo se Prodi avesse avuto in dono quei poteri?
Ecco cosa sarebbe successo: sarebbe successo che nel raccontare le favole ai nostri ragazzi non avremmo iniziato col dire “C’era una volta un Re…”, ma avremmo iniziato col dire :”C’era una volta il povero Adolfo, che era un moderato…”
Non c’è dubbio!
CORSI DI FORMAZIONE – Corre voce che l’Enpa, viste le ultime costruzioni edilizie sulla Palanzana, abbia intenzione di istituire dei corsi di formazione per i vari animali domestici.
Le galline saranno istruite  mangiare la cicoria condita con il limone, sedute sul sofà;  le vacche saranno educate ad intrattenersi nella stalla, trasformata in taverna, mangiando paia e fieno conditi con succulenti sughetti, preparati da esperti e bravi cuochi, magari di Canepina; le viti dovranno essere coltivate a pergolato per modo che possano dare ombra agli animali da cortile, i quali, a loro volta, dovranno abituarsi a dissetarsi in abbeveratoi più simili ad eleganti fontane che a vasche informi. Insomma dei corsi di formazione per essere a la page.
L’iniziativa è stata presa dopo che il Comune ha concesso di rivedere la forma estetica dei rifugi agricoli sulla Palanzana…..forse in ossequio all’ultima riforma del diritto societario che amplia anche la figura dell’imprenditore agricolo.
LA PROVINCIA INSEGNA – A proposito di corsi di formazione la provincia di Viterbo, o meglio l’Amministrazione provinciale di Viterbo è, in ciò, maestra indiscussa.
Non solo ha promosso dei corsi di formazione di vario tipo, al fine di agevolare le risposte alle richieste del mercato del lavoro, ma ha anche indetto dei corsi sul modo di stare al governo senza governare.
E, questi ultimi, li fa addirittura dando l’esempio.
E’ infatti più di un anno che gli amministratori di quell’ente sono stati eletti e da allora non hanno fatto altro che litigare, scambiarsi i posti, dividersi e ricompattarsi, percepire soldi come se adempissero al loro mandato, circondarsi di persone per essere supportate nel difficile disbrigo del non fare niente. Il governo centrale s’è messo sulla stessa strada. Sono tre mesi che è stato eletto ed è ancora a carissimo amico.
Che abbia frequentato detti corsi di aggiornamento?!….
MOSSA PASTICCIONA – Mossa pasticciona, invece, quella di D’Alema. Ci riferiamo alla mossa fatta con il suo yocht, l’Ikarus, per uscire dal porto ove era ormeggiato.
Ha urtato a desta ed a manca una infinità di barche: sembrava impazzito, fuori di sé, in preda all’ira. Forse D’Alema farebbe bene a cambiare il nome alla sua barca e chiamarla, anziché Ikarus, Irakus, Irak permettendo, naturalmente.
Sarebbe il Massimo!
SPEDIZIONE IN LIBANO –  Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, è andato a salutare personalmente i militari che sono stati inviati nel Libano. Nel discorso di circostanza il presidente Prodi ha rivolto il suo pensiero anche agli altri militari impegnati  a svolgere attività varie nelle altre parti del mondo.
Non a tutti, però, perché non ha fatto menzione di quelli che sono stati inviati in Irak, né di coloro che sono colà caduti. Che dire? Avanti miei prodi!
Anche se il primo dei prodi è rimasto in Italia. Avanti miei prodi, armiamoci e partite, e quando tornerete saremo vincitori.
Noi, che di quei ragazzi abbiamo un’altra considerazione, non possiamo che pregare per loro.
ANGELO ROVATI  ha abbandonato Palazzo Chigi per non danneggiare il Professore: così Rovati di errori ne ha commessi due, anziché uno solo.
L’INDULTO – Considerazioni e riflessioni: Ogni simile ama il suo simile.
Baccaione

postato da: Spvit | 09:39 |

giovedì, settembre 14, 2006

13 Settembre 2006
Anno XVI n° 17


Domeniche
24 Settembre
8 Ottobre
e 5 Novembre 2006
MERCATINO
DELLE CURIOSITA'

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Altro che CEV, troppo CEVole e CEVorrà
Zozzi Viterbesi
Mauro Galeotti


fotogaleottiSplinderE quando mai impareremo a comportarci civilmente? A non fare ciò che non vorremmo sia fatto a noi stessi.
Mi riferisco alla mondezza, quella che ogni sacro, santo giorno, ogni sacra, santa ora riversiamo nei cassonetti della città.
E mi rivolgo a voi tre, zozzi Viterbesi, tutti gli altri sono esclusi.
A voi tre, che non avete rispetto del lavoro del prossimo, dell’ambiente in cui vivete, del vivere insieme.
Ciaffete ciaffete… e giù in terra, la carta del panino!
Ploffete ploffete… e giù in terra, la cacca del cane!
Sciaffe sciaffe… e giù in terra, la busta vuota della spesa!
Cloppete cloppete… e giù in terra, la bottiglia di plastica!
Bluffete bluffete… e giù in terra, lo scatolone di cartone!
E la città è un luridume, colpa di voi tre maleducati!
Troppe volte vedo vicino ai cassonetti, cartoni, scatole, sacchetti di immondizia, parti di mobili, pezzi di elettrodomestici abbandonati, tutti immancabilmente attorno al cassonetto vuoto o semivuoto.
Ma è proprio faticoso sollevare il coperchio del cassone e buttare i rifiuti al suo interno?
Poi, voi tre, ve la prendete con l’operatore ecologico, con il Cev, che ha in carico la pulizia della città, con il Comune, con cristo e santamaria, invece di prenderla con voi stessi.
Hai voglia tu mio caro Cev a sensibilizzare la gente, perché impari la raccolta differenziata dei rifiuti!
Hai voglia a spiegare sul tuo sito, www.cevspa.it/informazione.php, come separare giornali e riviste dai loro involucri di cellophane, a dire di schiacciare le scatole di cartone, ad invitare a togliere i tappi metallici dei vasetti di vetro, ad avvertire che presso l’Ecocentro del Poggino, ossia l’ex inceneritore, vanno confluiti i contenitori per colle, vernici, sacchetti di cemento, piccoli e grandi elettrodomestici.
Tutto tempo perso, i tre zozzi Viterbesi se ne fregano delle tue parole, e spargono come piscia al vento la loro immondizia.
Immondizia che puzza, immondizia che sporca, immondizia che imbratta, immondizia che infastidisce il resto dei Viterbesi, quelli puliti.
Lo sforzo e la spesa per mettere lungo le strade cittadine le campane, o i cassonetti, di differenti colori per dividere i rifiuti riciclabili, per i nostri tre zozzoni è quasi un fastidio, tanto che se ne fottono alla grande.
Ma, forse, non sanno che maltrattare la città, è come lanciare un boomerang che inesorabilmente ritorna al destinatario e lo colpisce sulle palle, perché è da degni coglioni tenere sporca la propria casa, o meglio la propria città.
E’ come andare in giro ben vestiti, ma con le mutande sporche.
Chi viene a Viterbo, giudica i suoi abitanti dall’ambiente, li giudica dalla pulizia.
Prova a fare un salto a Siena, a Gubbio, non troverai certo una bottiglia lasciata in terra, lì sono molto più civili dei nostri tre zozzoni Viterbesi.
La città sporca cadrà sempre più in degrado, sarà sempre additata, e con esso diminuirà la voglia di viverci, ma quello che più mi rompe, è che a pagare tutto ciò saranno i nostri figli, i quali rimprovereranno il nostro... sporco... comportamento.
Mauro Galeotti


Buon anno scolastico
Claudio Santella


fotosantellaclaudioIl nuovo anno scolastico è appena cominciato.
I nostri ragazzi hanno intrapreso, ognuno con la propria apprensione, con i propri sogni, con la i propri propositi, come ogni anno, un altro breve e significativo percorso della loro formazione.
Uguali desideri, uguali sogni, uguali apprensioni sono emerse e riemerse in ogni genitore.
Ognuno coltiva un progetto. Auguri a tutti.
Forza ragazzi, credete soprattutto e prima di tutto in voi stessi.
Sappiate che è da adesso che si comincia a lottare per raggiungere ciò che vi siete proposti e ciò che desiderate. Più vi impegnerete più facile sarà il raggiungimento dell’obiettivo, più agevole il cammino per raggiungerlo, minori le difficoltà.
Occorre però impegnarsi, ed impegnarsi da subito, perché è da qui che si comincia, è da qui che si passa, e da qui che si arriva alla meta. E ci si arriva con il sudore, con i sacrifici, con le privazioni.
E’ bene dirvelo subito e senza mezzi termini. In questo vi saranno vicini i vostri genitori ed i vostri insegnanti. Chiedete pure a loro.  Pretendete da loro. Se offrirete loro impegno saranno lì con voi, dovranno essere lì con voi. Vedrete che lo faranno con piacere, con entusiasmo, con affetto.
Noi Viterbesi quest’anno abbiamo un elemento in più da considerare nell’ottica del nuovo anno scolastico: Giuseppe Fioroni, ministro della Pubblica Istruzione, viterbese d.o.c..
Tutti, chi più chi meno, chi in un modo chi in un altro, ci aspettiamo qualcosa da lui, tutti ci auguriamo e speriamo da lui qualcosa di positivo. E qualcosa di positivo Peppino ha cominciato a farlo.
Senza addentrarci in questo o in quel particolare, ma considerando il suo operato in generale, operato che è sul nascere ed in fieri per forza di cose e per intelligenza nell’azione, possiamo concretamente affermare che Peppino sta agendo positivamente, sotto ogni punto di vista.
Sta cercando di dare alla scuola una serietà, una concretezza, una tranquillità, che da tempo le manca. Non avrà vita facile, in questo, il ministro Fioroni, perché l’agire corretto e positivo incontra sempre ostacoli. In questo, o meglio anche in questo, dobbiamo essere vicini al nostro ministro; dobbiamo mostrare ed avere lo stesso impegno che chiediamo ai nostri ragazzi.
Dobbiamo sostenerlo e fargli sentire che non è solo; che siamo in molti.
Dobbiamo farlo sentire a lui ed agli altri. 
Claudio Santella


11 Settembre, mai più!
Agnese Galeotti


AgneseSplinderDue giorni fa è stata la ricorrenza di uno dei più gravi e vili attentati terroristici.
Come dimenticare quel maledetto 11 Settembre 2001.
Ancora nei nostri occhi le immagini crude e dannatamente reali di gente intrappolata in un inferno di fuoco e di distruzione.
Impotenti allora, impotenti ancora oggi e possiamo solo ricordare quelle vittime innocenti. Tante teorie e supposizioni hanno preso vita dopo l’attentato. Addirittura qualcuno ha insinuato che gli stessi USA avessero organizzato il tutto per giustificare l’invasione dell’Afghanistan e successivamente dell’Iraq.
Tanti misteri irrisolti riguardanti il caso, come le scatole nere degli aerei schiantatisi sulle torri, reperti ufficialmente mai rinvenuti, ma che del ritrovamento si dice testimone uno dei vigili del fuoco che aiutò le autorità nella ricerca.
Tante domande senza risposta, tante risposte censurate… grandi polveroni si sono sollevati riguardo l’11 settembre 2001, ma l’unica cosa che veramente conta è che migliaia di persone hanno perso la vita e che i loro cari non li rivedranno mai più. Colpa di un folle con ideali sanguinari? Colpa di un governo subdolo?
Chissà… ma il vero dramma è che dei bambini cresceranno senza madri, padri, che tanti genitori hanno visto morire figli troppo giovani per farsene una ragione e in un modo troppo violento da poter dimenticare anche solo per un attimo. Speriamo che non si verifichino più azioni come questa e che a badare a noi sia l’unica vera giustizia uguale per tutti… quella Divina!
Agnese Galeotti


ASL: servizi aperti a tutti
Francesca Bruti


Bruti Francesca SplinderVorrei sottolineare l’importanza di alcuni nuovi servizi messi in atto dall’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di Viterbo, riguardo all’intervento nei confronti di persone che vivono la dipendenza da alcol e da sostanze stupefacenti. Da molti anni è attivo uno stretto rapporto di collaborazione tra tali strutture e gli operatori del Ce.I.S. S. Crispino, per quanto riguarda il recupero di persone tossicodipendenti. In particolare, diventa fondamentale il ruolo svolto dal Servizio per le Tossicodipendenze e l’Alcolismo (Ser.T.), il cui Direttore è la dott.ssa Anna Rita Giaccone. Gli operatori del Ser.T. appartengono a diverse categorie professionali: medici infermieri, assistenti sociali, psicologi e sociologi, i quali sono a disposizione per la consulenza e l’assistenza per tutti coloro che si recano presso gli sportelli della ASL, offrendo prestazioni gratuite e ad accesso diretto, per le quali non è necessaria la prescrizione del medico di base o dello specialista. In seguito, se necessario, gli operatori si mettono in contatto con le strutture del Centro di recupero di Viterbo, segnalando i soggetti per i quali è stato previsto l’inserimento in un programma terapeutico.
Un ulteriore servizio introdotto negli ultimi anni dal Ser.T. locale sono i Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA), avviati nel 2002 grazie alla collaborazione tra la ASL e l’Assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Viterbo; esso è un efficace strumento terapeutico per cambiare i comportamenti di abuso di sostanze alcoliche. Concretamente, un gruppo di AMA è formato da persone accomunate dal fatto di avere tutte uno stesso problema, da affrontare aiutandosi reciprocamente. Il servizio è integrato con gli interventi medici, sociali e psicologici del Ser.T, ed ogni insieme di persone utilizza le dinamiche psico-sociali della mutualità relazionale, secondo cui ogni partecipante può affrontare le sue difficoltà legate al bere parlandone e confrontandosi con altre persone che vivono lo stesso disagio. Oltre all’intervento dell’Assessorato Servizi Sociali, il servizio è gestito in collaborazione con l’Associazione di volontariato Camminando insieme e la Cooperativa Peter Pan.
Recentemente, la Provincia di Viterbo e l’ASL hanno deciso di introdurre un nuovo strumento, per contrastare l’alcolismo e cercare di attirare tutti coloro che hanno deciso di smettere di bere e vogliono tentare le terapie di gruppo: si tratta della nuova casella di posta elettronica - incerchio@provincia.vt.it. Questo vuole essere un modo per andare incontro ai giovani, utilizzando gli avanzati mezzi della comunicazione, cioè Internet e la posta elettronica. Lo stesso assessore alle Politiche Sociali, Giuseppe Picchiarelli, afferma: Riuscire a contrastare la dipendenza con un giusto metodo è la nostra parola d’ordine. La collaborazione tra Provincia e ASL assicura da questo punto di vista professionalità medica e sociale a tutti coloro che hanno deciso di provare a smettere di bere. L’utilizzo di Internet è fondamentale per il raggiungimento di tutti, per questo, sono convinto, che aver puntato sulla tecnologia sia di vitale importanza.
Per approfondire l’argomento o per reperire tutte le informazioni necessarie, rivolgersi alla Direzione del Ser.T in via dell’Ospedale 1, Vt (email: sert@asl.vt.it); o contattare i siti www.asl.vt.it e www.provincia.vt.it.
Francesca Bruti


Canile a Bagnaia
Patrizia Labellarte

fotopatrizialabellarte2Ho letto, nei giorni scorsi, nelle pagine di alcuni quotidiani locali, gli articoli riguardanti le indagini svolte presso il canile  di Bagnaia. Con gran dispiacere sono venuta a conoscenza, come credo la maggior parte di voi, della  tremenda situazione in cui si trovano queste creature.
Cani sgozzati, carogne surgelate, cuccioli lasciati morire di dissenteria al rifugio Enpa di Novepani e ancora, animali vilipesi, mantenuti in condizione di sofferenza e di vita indecente. Si, questo è lo scenario che si presenta in una struttura nata apposta per accudire i nostri amici a quattro zampe che non hanno una famiglia.
Ed il merito di tutto ciò a chi va? Ma naturalmente all’Enpa, l’ente per la protezione degli animali. .. e per fortuna! Vergogna !!!
L’inchiesta condotta dalla Procura di Viterbo e coordinata  dal pm Franco Pacifici, avviata su denuncia di privati, sta cercando di fare luce su questa vicenda che ha dell’inverosimile.
Come si può, a questo punto credere in una onlus che per anni ha rappresentato la coscienza della società civile, la sua parte migliore, quella di dare assistenza ai nostri amici indifesi, se ora è la prima ad abbandonarli nell’indifferenza più totale?
Sono degli essere viventi  anche loro e come noi hanno il diritto di vivere nel miglior modo possibile, hanno il diritto ancora, di avere un posto adeguato dove mangiare, dormire e giocare e cure mediche necessarie.
Ma la cosa più importante se ancora non vi è del tutto chiara, è che hanno bisogno di noi, del nostro affetto e delle nostre attenzioni.
Perciò, amanti dei cani rimbocchiamoci le maniche, loro ci stanno aspettando!
Patrizia Labellarte


La Tuscia e la scuola
Patrizia Labellarte


4 milioni e 400.000 euro, è questo lo stanziamento previsto dalla Regione Lazio per la ristrutturazione delle scuole viterbesi.
A beneficiarne saranno i Comuni di Capranica, Montalto di Castro, Montefiascone, Nepi, Orte, Vetralla, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bomarzo, Canapina, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano, Gradoli, Graffignano, Onano, e Villa San Giovanni in Tuscia.
A darne notizia è il capogruppo dei Ds Giuseppe Parroncini.
Lo stanziamento prevede una valorizzazione, messa a norma e sicurezza degli edifici scolastici.
“Risanamento e riqualificazione sono le parole d’ordine”, sostiene Parroncini ed aggiunge: “le strutture scolastiche rappresentano un fattore di primaria importanza per la modernizzazione e il rilancio del sistema”.
L’obiettivo della Regione è dunque investire nella formazione delle nuove generazioni, garantendo diritti e sicurezza.
Patrizia Labellarte

Quanto sono vive queste lingue morte
Claudio Santella

Le parole riportate nel titolo mi sono venute in mente non appena ho letto, sulla stampa locale, le affermazioni rivolte al sindaco Gabbianelli per aver egli negato l’accredito stampa, ad un giornalista, in occasione del trasporto della Macchina di santa Rosa.
Io non so, né voglio sapere, chi è il giornalista in questione, non fa differenza che sia uno oppure un altro, così come non fa differenza che a negare l’accredito sia stato Gabbianelli od altri: questo sia ben chiaro. Quello che non posso essere accettare è la parzialità e la faziosità delle affermazioni.
In nessun caso mai dirai giustizia prima di aver sentito tutte e due le storie, dicevano i Greci, padri della democrazia; e la frase è riportata oggi, non a caso, nelle aule dei loro tribunali. Ebbene sulla stampa locale non ho avuto modo di leggere la storia del Sindaco.
Tutti si sono schierati dalla parte del malcapitato collega giornalista, alcuni addirittura si sono schierati pur affermando di non conoscere la cosa: nessuno si è peritato di riportare anche la storia del Sindaco.
Dimentica la stampa locale che il diritto di libertà di stampa è un derivato del diritto di informazione dei cittadini; diritto ad una informazione vera, oggettiva, completa, e non ad una informazione parziale e faziosa.
Quel diritto è espressione di democrazia, di cui si appalesa, nella fattispecie, la scarsa conoscenza e la ancor meno scarsa attuazione.
Non voglio dire che abbia ragione il Sindaco e torto il giornalista: non mi passa nemmeno per la testa.
Voglio dire che a me cittadino, titolare del diritto di essere oggettivamente e completamente informato, non viene data la possibilità di conoscere le motivazioni del Sindaco, cioè il fatto nella sua interezza, e mi vengono propinate soltanto notizie incomplete e di parte.
Voglio dire che si deve riportare il fatto per intero, con le sue motivazioni, ed in maniera oggettiva, non una parte di esso.
Il Sindaco non ha negato l’accredito alla Stampa, lo ha negato ad un solo giornalista; avrà pure avuto i suoi motivi: sentiamoli.
Se il Sindaco ha sbagliato o meno, i lettori lo giudicheranno da soli, ma ai lettori bisogna raccontare tutte e due le storie, e bisogna raccontarle semplicemente ed in spirito di verità, senza tante parole e tanti fronzoli, che, ad arte, mettono in luce o in ombra questo o quell’elemento del fatto stesso.
Dicevano ancora i Greci: i discorsi di verità sono semplici.
E’ proprio vero, quanto sono vive queste lingue morte!
Claudio Santella


Progetto transnazionale per la Francigena
Francesca Bruti


Presso le sale di Palazzo Gentili, lo scorso 8 settembre si è svolto un incontro per la valorizzazione del territorio viterbese.
Alla presenza del presidente della Provincia Alessandro Mazzoli, del presidente della Camera di Commercio Palombella, dei presidenti dei due Gal e delle Associazioni di categoria, l’assessore al Turismo di Viterbo Angelo Cappelli ha voluto convocare questa riunione per discutere del tema “I cammini d’Europa”, un progetto presentato dal Gal dei Cimini e da quello degli Etruschi alla Regione Lazio per l’implementazione della via Francigena.
Il tutto è stato progettato da un punto di vista transnazionale, che abbraccia oltre venti Gruppi di azione locale di Spagna, Francia e Italia allo scopo di valorizzare, ciascuno sul proprio territorio, ma con una visione d’insieme comunitaria, l’antico cammino che i pellegrini percorrevano da Santiago de Compostela, attraverso la Francia, fino a Roma.
Lo stesso Mazzoli ha affermato che “quella della valorizzazione della via Francigena è una opportunità che non potevamo lasciarci sfuggire e che, se non ci fossimo attivati celermente e congiuntamente con gli altri enti locali, ci sarebbe sfuggita a favore della provincia di Rieti”. Il progetto deve essere approvato dalla Regione alla fine di settembre, per poter iniziare i lavori entro la fine dell’anno, e si prevede un co-finanziamento di 90.000? da parte della nostra Provincia.
Credo si tratti di un progetto veramente importante, seppur costoso, perché si attui uno sviluppo economico e culturale della Tuscia sempre maggiore, tramite il rilancio dell’antico tragitto dei fedeli. Infatti, ogni anno, sono sempre più numerosi i gruppi di persone che, soprattutto durante i mesi estivi, affrontano a piedi il lungo tragitto che lega Santiago di Compostela a Roma, e viceversa. In particolare, l’ultimo tratto di strada verso la nostra capitale, che vede i pellegrini incontrare Viterbo, è percorso ogni anno da circa 1 milione 400 mila persone, e proprio nella Tuscia corrono i 100 chilometri finali della via Francigena.
Lasciando che degli accordi economici se ne occupino gli addetti ai lavori della Provincia di Viterbo e della Regione Lazio, proviamo a calarci nei panni di tutti quei pellegrini che decidono di mettersi in viaggio per così tanti chilometri, e immaginiamo di fare lo stesso.
Magari, viene anche a noi la voglia di intraprendere il cammino, attraverso i bei paesaggi che collegano la Tuscia alle terre spagnole.
Francesca Bruti


Baccaionate di fine stagione
Baccaione


TUTTI ZITTI - Il governo Prodi, per ridurre il deficit ha deciso di tagliare i fondi alla cultura e, più precisamente ai beni culturali. La stessa cosa fece, a suo tempo, il governo Berlusconi, il quale, alle prese con gli stessi problemi economici, decise di tagliare i fondi allo spettacolo ed alla cultura. Allora si scatenò un vespaio: attori, registi, responsabili di musei ed altri ancora cominciarono a rumoreggiare ed a protestare in varie forme ed espressioni tutte più o meno “artistiche”.
Oggi, per gli stessi motivi, le stesse persone si sono appecoronate: tutti zitti, nemmeno un carosello. Maschere!

CULTURA  E COLTURA – Il fatto sopra riportato mi fa venire in mente che c’è cultura e coltura. Il primo termine, cultura, indica, in genere, le cognizioni che uno possiede in un determinato campo o anche il complesso della vita intellettuale di un popolo in una determinata epoca; il secondo termine, coltura, indica la coltivazione, il complesso dei lavori campestri.
I due termini possono essere scambiati, e sembra che gli acculturati che protestarono contro il governo Berlusconi lo abbiano fatto.
Considerato il significato del verbo turare, non è da escludere che a forza di appecoronarsi, qualche loro amico faccia intendere, a costoro, il termine cul…tura in senso erotico. Forse non se ne rendono conto: la loro cultura è stata accolturata molto bene, direi anche troppo.
Baccaione


Valentano
Riccardo Manca

Manca Riccardo SplinderValentano ha tutte le caratteristiche di un luogo “alto, ventoso e freddo” dall’aria “soavissima, buona e delicata”, tanto decantata fin dai secoli passati.
Sono state fatte molte ipotesi sull’origine del nome, alcune delle quali legate all’identificazione dell’antica città etrusca di Verentum.
Un’altra ipotesi è quella legata alla presenza sul territorio, in tempi ormai piuttosto lontani, di numerosi alberi di Ontano, situati nella valle alle pendici del Monte Starnina: valle di ontani, Valentano. Il territorio di Valentano è stato sicuramente abitato fin dalla Preistoria.
I più importanti ritrovamenti sono quelli dei villaggi palafitticoli dell’età del bronzo posti nel Lago di Mezzano, che costituiscono una conferma all’interpretazione degli storici, che vi hanno individuato il Lacus Statoniensis dei Romani descritto da Seneca nelle Naturales Quaestiones e da Plinio il Vecchio nel trattato Naturalis Historia.
Altre testimonianze preistoriche sono state individuate in molte parti del territorio comunale, come Vallone, Monte Saliette, Poggi del Mulino e Monte Starnina. Si rinvengono solo poche tracce della presenza etrusca, anche se la tradizione vorrebbe che il paese derivi da “Verentum”, una città mai identificata.
Si conservano invece cospicui resti della civiltà romana, come strade (diverticolo della Via Clodia) e ville rustiche. Il primo manoscritto con un riferimento al paese nella sua denominazione attuale, è dell’813 (Regesto di Farfa) mentre “Balentanu” appare in altri documenti dell’Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata, a partire dall’844.
Si registra la presenza del castello di Mezzano nell’827 e del villaggio di Villa delle Fontane nel 839.
Qui sorse poi una sede Templare con la sua Chiesa dedicata a Santa Maria del Tempio. Dal 1354 il paese è posto sotto la signoria dei Farnese, che hanno lasciato molte tracce indelebili, monumenti insigni come la Rocca con il Castello e le numerose Chiese.
Fra i personaggi rilevanti che hanno abitato a Valentano, vanno ricordati Alessandro Farnese, poi divenuto Papa Paolo III e sua sorella Giulia, detta “la bella”, Angelo Farnese, Pier Luigi Farnese.
Vi nacquero il “gran Cardinale” Alessandro, i duchi Ottavio ed Orazio, il cardinal Ranuccio e Vittoria duchessa di Urbino.
Riccardo Manca


Concittadini che ci fanno onore
Claudio Santella

Alcuni giorni indietro, all’isola di Giannutri, una imbarcazione a vela di dodici metri si è incagliata tra gli scogli durante una tempesta e poi è colata a picco.
A bordo si trovavano sei persone, di cui tre bambini, che sono state tratte in salvo grazie all’opera di alcuni nostri concittadini che risiedono ormai da tempo in quell’isola.
L’imbarcazione non ce l’ha fatta a resistere alla forza del mare ed è finita sugli scogli incagliandosi prima e poi inabissandosi.
Per fortuna gli occupanti, un uomo, due donne e tre bambini, sono riusciti miracolosamente a trovare rifugio su uno scoglio da dove hanno chiesto aiuto.
La chiamata di soccorso è stata raccolta alla Taverna del Granduca da Pino Morbidelli, che, resosi conto della situazione, l’ha immediatamente rilanciata all’autorità competente dell’isola.
Inutili sono stati i tentativi di avvicinamento da parte della motovedetta della Guardia costiera, che, a causa del mare grosso, della pioggia battente, del vento e del buio non è riuscita a portare in salvo i malcapitati.
Si sono così subito messi in moto via terra i nostri concittadini Costante Morbidelli, titolare della Taverna del Granduca, con il figlio Pino ed i nipoti Martin e Cristopher, che dell’isola conoscono ogni palmo, i quali, oltre che prestare la propria opera personale, hanno messo a disposizione anche il loro fuoristrada, rivelatosi utilissimo, nonché la stessa Taverna del Granduca che ha funzionato da base logistica interna.
I nostri concittadini hanno costituito una squadra di soccorso via terra la quale, con il coordinamento radio della Capitaneria, l’ausilio del microfono di Costante Morbidelli, la collaborazione della Croce Rossa locale, a dispetto delle avversità meteorologiche, è riuscita a raggiungere, in piena notte, i naufraghi, ormai infreddoliti, impauriti ed in precarie condizioni di sicurezza.
Non facili si sono rivelate le operazioni di soccorso per la particolare violenza degli elementi, che rendeva difficile, anche via terra, l’avvicinamento allo scoglio su cui avevano trovato rifugio i naufraghi, ma alla fine i malcapitati, portati alla Taverna del Granduca, sono stati rifocillati e provvisti di abiti asciutti.
Tutto è bene quel che finisce bene e se poi il merito della buona riuscita va ascritto anche e soprattutto a dei nostri concittadini possiamo andarne orgogliosi e siamo doppiamente contenti.
Claudio Santella


Ferento
Pantaleo Spagna


Ogni tanto, leggo brevi notizie sul teatro di Ferento, avendo a mia disposizione un bellissimo testo sul teatro in questione, con una dovizia di notizie sullo stesso, con questo scritto voglio far conoscere a chi ne ha voglia, qualcosa di interessante che possa far conoscere meglio il teatro di Ferento.
Il teatro di Ferento si trova nella zona occidentale del colle di Pianicara, su cui sorse la citta romana quando a causa della guerra tra Volsini e Roma, fu abbandonato l’antico centro etrusco posto sul colle di San Francesco.
La foto aerea ha accertato che per la nuova città fu tracciato un assetto urbanistico regolare con isolati rettangolari disposti per strigas, mentre il decumano massimo, che attraversava la città in senso Est-Ovest, era costituito dalla via Ferentiensis, che si staccava dalla via Cassia presso le Acque Passeris.
Le tracce di tale impianto sono più evidenti nell’area centrale del pianoro, che fu abbandonata in età mediovale, ma ancora possibile constatare come il teatro, si inseriva in tale assetto. Esso sorge, infatti, al centro della parte occidentale dell’abitato, nello stretto spazio disponibile tra le mura e il decumano, sul quale si inseriva il muro esterno della cavea, con gli accessi al teatro.
Non si tratta quindi di un luogo estraneo alla vita della città, dove ci si reca solo in occasione degli spettacoli, ma al contrario di un luogo di comune passaggio. Del resto, questa posizione centrale si riscontra per la maggior parte degli edifici teatrali costruiti, come il teatro di Ferento, in età augustea e se ne trae conferma anche da Vitruvio (De Arch. V. 3.1.), nell’elencare gli edifici civili più importanti, subito dopo il Foro, nomina il teatro.
I resti del teatro non furono mai completamente interrati e con la loro imponenza attrassero l’attenzione di famosi architetti della fine del 400 – 500. Baldassare Petruzzi, Antonio da Sangallo il giovane e Sebastiano Serlio bolognese visitarono il teatro e fissarono i loro ricordi con disegni della pianta e dell’alzato, conservati ora agli Uffizi. Questi architetti, fecero piante abbastanza accurate nel descrivere quello che poterono osservare, ma furono imprecise nel narrare le strutture della cavea e delle sue costruzioni, essi pensavano che il teatro di Ferento poggiasse su costruzioni artificiali.
Dopo un lungo periodo di silenzio, nell’800 si rinnova l’interesse per il teatro.
Il nostro concittadino Francesco Orioli studia gli avanzi del teatro e ne disegna una pianta e alcune vedute dell’alzato.
Anche George Denis cita il teatro di Ferento nella sua descrizione dell’ Etruria.
I primi scavi, diretti dall’ing. Rossi Danielli, vengono eseguiti nel 1901 e venero ritrovate le sculture di marmo che oggi sono al museo Albornoz.
Nel 1925, un mecenate inglese, il capitano A. Hardcastle, decise di finanziare una nuova campagna di scavi, per dissotterrare completamente il teatro.
Le statue ritrovate dal Rossi Danielli sono un gruppo di otto statue rappresentati le Muse con chitone altocinto e gli oggetti che tenevano in mano costituiscono i loro attributi caratteristici: Melpomene con la maschera tragica in mano, Talia, con la maschera comica, Clio con il dittico, Tersicore con la lira, Urania con la sfera e il radium e probabilmente Calliope di cui resta solo il rotolo. Della nona musa Olimpia non ci sono tracce sicure per l’identificazione.
Il teatro di Ferento, si presenta in parte addossato al pendio naturale del terreno, in parte costruito per mezzo di due corridoi semicircolari e una serie di ambienti radiali. L’ambulacro esterno e i vani radiali sono pienamente praticabili e posti in comunicazione tra loro, sono le strutture necessarie per assicurare un movimento scorrevole degli spettatori.
Lo studioso Frezolus considera queste esigenze come elementi portanti della trasformazione del teatro romano a partire dal II secolo a.C., si riscontrano naturalmente anche in altri edifici teatrali, ad esempio il teatro di Fiesole che risale all’età repubblicana, si presenta quasi appoggiato al pendio naturale, il teatro di Volterra datato con certezza di età augustea, ha un ambulacro che correva alle spalle della cavea integrandolo con sistema di gradinate di accesso dall’alto della collina.
Anche a Verona, dove il teatro è più tardo datato con certezza al I secolo d.C., la parte superiore dell’ambulacro correva alle spalle della cavea.. Una soluzione analoga è adottata al teatro di Gubbio, datato con incertezza all’età cesariana o augustea
Sotto questo aspetto, i confronti vengono dai teatri di Roma. In particolare quello di Marcello che mostra anch’esso la combinazione di due corridoi semicircolari.
Lo stesso Frezouls, osserva che è proprio il teatro di Ferento a presentare per la prima volta fuori Roma, un sistema di costruzioni che unisca elementi radiali e semicircolari.
Molti teatri provinciali, presentano costruzioni molto somiglianti a quello di Ferento, per esempio; Fiesole, Gubbio,Volterra, Ercolano, Trieste o quelli di Arles, di Merida, Orange, Vienne, Vaison e Cesarea di Palestina, i quali hanno analogie con il frontescena del teatro di Ferento.
Vetruvio nel De Architettura, descrivendo le caratteristiche proprie del teatro greco e del teatro romano, indica per ciascuno di essi lo schema geometrico, che sta alla base dei due tipi architettonici. Per l’argomento che qui ci interessa, cioè il teatro romano, Vetruvio ne determina in questo modo la pianta. In primo luogo si traccia la circonferenza dell’orchestra e si inscrivono in essa quattro triangoli equilateri, con i vertici equamente distanti tra loro e determinanti portando i vertici stessi a un dodecagono regolare. La base di uno dei triangoli stabilisce la posizione del frontescena. Una linea parallela a questa, passante per il centro della circonferenza, determina la separazione dell’orchestra dal pulpito e el proscenio. I vertici dei triangoli, posti dalla parte della cavea rispetto al diametro, coincidono con le scalette che delimitano i cunei della cavea.
Gli altri vertici indicano invece la posizione delle porte che danno sulla scena.
Alla luce di recenti studi può essere interessante riesaminare la planimetria del teatro di Ferento che viene generalmente considerato come corrispondente ai canoni vitruviani.
Già il Sangallo sovrappose nella sua pianta lo schema di Vitruvio alle murature del teatro, mettendo cosi in evidenza le numerose coincidenze tra i due elementi.
Tale opinione venne genericamente ripetuta anche degli studiosi che, all’inizio del ‘900, per primi, esaminarono gli scavi e gli studi di questo edificio.
Loro analizzarono le strutture del teatro stesso; i gradini inferiori della gradinata addossati alla roccia tufacea, la galleria interna, le scalette della cavea, le camere radiali, la galleria esterna (cripta), le rampe delle scale esterne al fronte esterno della cavea, il pulpito, il palcoscenico, la fossa scenica, la struttura muraria del frontescena, la decorazione architettonica della stessa, ecc., analizzarono quindi quello che attraverso le rovine rimaste, potevano dare l’idea della grandezza e bellezza del teatro di Ferento.
Grazie ai restauri effettuati dalla Soprintendenza, oggi il teatro romano di Ferento è quello che tutti possano ammirare, con la speranza che ci possa essere un orario di visita al monumento.
Spero di aver portato un contributo sulle notizie del teatro di che trattasi.
Pantaleo Spagna


Festa nella parrocchia del Sacro Cuore
Pantaleo Spagna


Alcuni giovani della parrocchia del Sacro Cuore al Pilastro, hanno manifestato al parroco don Flavio, l’intenzione di voler preparare un lavoro teatrale in maniera di divertirsi e far divertire, insomma hanno chiesto di allestire e mettere in scena un recital musicale.
Questo gruppo di giovani, si sono preparati sottraendo al loro tempo libero lo spazio dedicato allo svago ed al divertimento, sacrificando le loro vacanze, sono riusciti a preparare una bel recital musicale: “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei & Giovannini, che è andato in scena il giorno 10 Settembre, alle ore 17, nella palestra della parrocchia.
I parrocchiani hanno risposto all’invito del parroco e numerosi hanno assistito allo spettacolo; bambini, giovani e anziani (i quali molti erano i nonni dei protagonisti).
Il frutto del lavoro dei giovani attori, sarà devoluto a favore dell’associazione “Maria Madre della Vita”, che opera nella casa di accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” presente nella nostra città e nella quale sono nati molti bambini da mamme che hanno preferito la “vita al cassonetto”.
Gli attori si sono superati in bravura, in entusiasmo ed lo spettacolo ha elettrizzato tutti i presenti che hanno goduto per ben due ore e non sono mancati numerosi applausi. Alla fine dello spettacolo, mentre gli attori erano alla ribalta per i ringraziamenti verso il pubblico plaudente, due bambini, Azzurra e Luca, sono saliti sul palco, sorreggendo un cesto dove era adagiata una bellissima colomba bianca in segno della pace tra i popoli.
Nella sala erano presenti il presidente della suddetta associazione e la madre superiora della casa di accoglienza.
Lo spettacolo si è svolto nel miglior dei modi e grande è stato il divertimento di tutti i presenti: giovani, anziani e bambini compreso il compiacimento del parroco per lo scherzo che gli attori gli hanno riservato: una serie di poster che lo riguardavano, molto apprezzati da tutti i presenti nella sala.
Pantaleo Spagna


Giovanni Faperdue:
“Ferento la Cartagine dei Viterbesi”


“Ferento, la Cartagine dei Viterbesi”, è un romanzo storico, che racconta un brano del passato di Viterbo, scritto da Giovanni Faperdue.
Ancora un libro che ha l’aggettivo “viterbesi”. Perché l’autore ama la sua città, e perché Viterbo è un Comune, con una grande storia. Nel Medioevo ha avuto la forza e la potenza, per rivaleggiare con Roma. Nel XIII secolo, c’è stato un momento in cui Viterbo, che era sede papale, contava circa sessantamila abitanti, mentre Roma appena quindicimila.
Un letterato straniero, passando da qui scrisse testualmente: Viterbium tandem deveni et ibidem Romam inveni! (finalmente arrivai a Viterbo e trovai Roma).
Successivamente i Viterbesi sbagliarono solo in un “piccolo” particolare: sobillati da Carlo d’Angiò, maltrattarono i porporati riuniti in conclave, per spingerli ad eleggere presto un nuovo pontefice. Non considerarono che uno di quei cardinali strapazzati, sarebbe poi diventato papa. Questa dimenticanza “veniale”, costò alla città, una scomunica con i fiocchi, che allontanerà definitivamente, il papato da Viterbo, e la condannerà all’inevitabile declino. Ferento, la Splendidissima Civitas romana, sorge in un luogo incantevole, ad appena nove chilometri ad ovest, dal posto dove sarà fondata Viterbo: due galli in un pollaio erano troppi.
La narrazione inizia dal primo pago rinaldoniano, per arrivare a Ferentium, fiorente municipio romano, passando per la Ferento etrusca e poi etrusca-romana. In quei luoghi, lambiti dai torrenti dell’Acquarossa e della Guzzarella, sorsero vari villaggi. La Ferento romana acquista importanza nel 157 a.C., in virtù di una legge Sempronia, per la quale più di tremila persone, si trasferirono in quel municipio. Durante l’impero di Nerone, uno dei congiurati di Pisone, tale Flavio Scevino, venne fino a Ferento per prelevare dal tempio delle dea Fortuna, un pugnale votivo, che doveva essere usato per uccidere quel tiranno.
Sempre qui, ebbero i natali personaggi illustri come Salvio Otone, imperatore di Roma dal 15 gennaio al 16 aprile dell’anno 69, e la bella Flavia Domitilla, moglie dell’imperatore Vespasiano e, madre del grande Tito e del suo successore Domiziano.
Nel 1095 un gruppo di case e qualche castello, decidono di raggrupparsi ed innalzare un muro di comune difesa: nasce così Viterbo.
La distanza tra i due Comuni, è minima: Solo nove chilometri e tale vicinanza dà luogo a scontri continui, tra ferentani e viterbesi.
Viterbo e Ferento sembra siano condannati a lottare a lungo per la supremazia territoriale, quando accade un grave atto di tradimento. I ferentani, prima allontanano l’esercito da Viterbo, con una trappola bene architettata, e poi lo attaccano e lo saccheggiano violentemente.
Quest’episodio infiammerà la rivalità tra i due insediamenti, e darà il via a due attacchi mortali, verso la città nemica. Nel 1172, infatti, quella che era la splendidissima civitas di Ferento, sarà completamente distrutta dall’esercito dei Viterbesi, come Cartagine lo fu dai Romani. E’ la prima volta, che tutta la bella storia di Ferento, è descritta cronologicamente, in un libro, con il respiro del romanzo.
I tanti episodi di cui s’arricchisce il volume, catturano tutta l’attenzione del lettore, che è tentato di leggerlo tutto d’un fiato. 108 pagine in quadricromia, euro 10,00.
In vendita a Viterbo, nelle edicole, nelle librerie e al supermercato Leclerc.

postato da: Spvit | 13:35 |