*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

venerdì, marzo 24, 2006


22 Marzo 2006
Anno XVI n° 6

Il Mercatino del Viandante
Antiquariato - Artigianato
è ad ORTE (VT)
di fronte all’Uscita
dell’Autostrada del Sole

il 26 Marzo 2006
e ogni quarta domenica del mese
Info: 3393337869 (Mauro)



Andando avanti, siamo tornati indietro
... e ritornò polvere!
di Mauro Galeotti


fotogaleottiSplinderNon dimenticherò mai quel giorno fantastico. Fantastico perché accanto a me, ancora ragazzo, era mio padre.
Un giorno fantastico, sì, per quello che mi disse.
Vicino ad una padrona quercia, tenendomi stretto per mano, mi disse: Il mio desiderio, dopo morto, è quello di essere sepolto qui sotto, protetto dalle radici di questa figlia della Terra!
A distanza di tanti anni, ogni tanto, quando poggio i piedi sul prato che protegge le radici sicure della quercia di mio padre, penso a lui. Spero che lui sia lì sotto e che da lì sotto accarezzi i miei piedi, li guidi sicuro verso di lui, per vivere ancora insieme, lì sotto.
All’infinito.
E’ forse il mistero della morte, della vita, del... passaggio, che ad un certo punto della vita, ho già 55 anni, mi porta a riflettere, a capire dove vado, dove andrò.
Ed ha stimolato in me la riflessione su questo mistero, l’apertura, a Viterbo, del Tempio crematorio.
Un termine che fa paura, che fa spavento, ma che rispolvera il pensiero, il perché. La cremazione del corpo ora è attuabile anche nella nostra città. Un rito diffuso per lo più nelle città del nord Italia e saranno, credo, tre o quattro le città del sud che hanno installato tale opportunità.
Sì, ho detto proprio, opportunità, perché siamo tornati indietro, andando avanti. Siamo di nuovo dentro le usanze della civiltà etrusca, quella dei nostri padri.
Indietro, perché le civiltà che ci hanno preceduto hanno cremato i corpi perché l’uomo potesse ritornare quella polvere che lo compone in vita.
Un bene prezioso per Viterbo, per coloro che desiderano rivivere in mezzo all’aria, ai prati, ai fiumi. E tutto ciò per l’interessamento del sindaco Giancarlo Gabbianelli che ha fortemente impegnato l’assessore Mauro Rotelli, il quale, ha fatto sua la volontà del sindaco e con determinazione ha seguito costantemente le operazioni per il buon fine del progetto.
E’ dall’8 Marzo che presso il nostro Cimitero funziona il Tempio crematorio, e quello che più stupisce è il contenimento della spesa a carico di chi vive, appena 150 euro per i residenti.
Una vampata!!! per cattolici, musulmani, credenti o no, e tutto il mistero si conclude in una urnetta o, secondo la volontà, nell’aria, per posarsi adagio adagio sui fili d’erba dei prati.
Mauro Galeotti


Difendiamo ciò che ci è più caro
di Claudio Santella


fotosantellaclaudioSulla famiglia v'è una miriade di millantatori che, per interessi di bottega, calpestando valori naturali, vuole far passare per normale ciò che normale non è ed accusa di trasformismo quanti non la pensano allo stesso modo.
Non c'è trasformismo nel riaffermare quei valori che esistono da sempre ed in cui si è sempre ed ovunque creduto.
C'è trasformismo nell'affermare il contrario.
Trasformisti sono coloro che, per un pugno di voti, vogliono contrabbandare per conversioni alcuni giochi di prestigio.
Prendiamo, ad esempio, i voti dell'elettorato cattolico: questi voti fanno comodo a tutti, è assodato: ecco allora che i vari trasformisti fanno a questo elettorato gli occhi dolci, si atteggiano verso lo stesso a sirene ammaliatrici, fingono di essere disponibili ad avvicinarsi ai valori cristiani e contemporaneamente si scagliano contro di essi nelle decisioni che detti valori investono e che sono propri del popolo italiano e naturali alla specie umana.
Alla specie umana, attenzione, perché certi valori sono valori naturali, non sono prerogativa dei cattolici, esistono da sempre ed ovunque, anche in chi li nega.
Del resto in ognuno di noi ci sono due verità: una che va bene per gli altri,che è scritta sulla fronte di ciascuno, a chiare lettere, in modo che tutti la possano vedere bene; un'altra, invece, che va bene per noi, che è riposta nel cervelletto, nella parte posteriore della testa, in quella zona ricoperta dai capelli anche nelle teste più calve, la dove nessuna la vede.
In ossequio a questa duplice verità questi millantatori adeguano il loro agire.
Il concetto di famiglia fondata sul vincolo del matrimonio, istituto concepito, per diritto naturale, come l'unione coram populo tra un uomo ed una donna con il fine primario della procreazione, cui la società civile riconosce un particolare status, perché la vede come mezzo naturale e civile per la continuazione della specie, non può e non deve avere lo stesso senso e significato sociale di una convivenza tra persone che non solo nulla hanno a che fare con esso, ma che sono l'esatto opposto del concetto naturale dello stesso
La famiglia è fondata sull'amore. La famiglia è espressione naturale dell'amore. Le altre unioni No. Si basano sull'io di ognuno dei componenti.
Ed appena quest'io si sente minacciato dall'io dell'altro, ecco che ognuno di questi componenti se ne va per la sua strada. Occhio per occhio tutto il mondo diventa cieco.
La famiglia è un atto d'amore, di altruismo. I figli nati nella famiglia sono l'espressione di questo amore, di questo altruismo: sono altre persone cui si è data la vita per ed attraverso un atto d'amore; sono altre persone per i quali si è disposti a ogni sacrificio, anche estremo, in qualsiasi momento. Simbolo universale di amore verso gli altri e non verso se stessi.
La famiglia è vita comune, non  vita in comune. Non è l'unione di più persone che fanno vita in comune per soddisfare le proprie esigenze, le proprie voglie, il proprio egoismo.
La famiglia richiede comportamenti coerenti e continui che non tutti sono capaci di avere, che erroneamente e con leggerezza vengono chiamati sacrifici, ma che sacrifici non sono, perché nella famiglia, ogni atto è un atto d'amore, e l'amore non è sacrificio: è gioia. Solo coloro che sono ricchi di spirito contravvengono a questi comportamenti innati, spontanei, naturali. Non vengano costoro a dare lezioni, perché il loro agire è inversamente proporzionale al loro essere sociale.
Il grande Eduardo de Filippo, in una delle sue mirabili commedie, diceva: “Bisogna usare le parole giuste, cà se no 'm' ambroglie”. Chiamiamo allora famiglia ciò che è famiglia e riconosciamo ai componenti della stessa quei diritti che  le sono propri, che sono solo della famiglia, che vanno attribuiti solo alla famiglia.
Deorum manium iura sancta sunto - le leggi  che riguardano la famiglia sono sacre - ed i delitti contro di esse meritano la dissecratio capitis.
Questi propagatori dell'effimero, questi illusionisti che, per appropriarsi del potere e pur di appropriarsi del potere, hanno cercato e cercano di abbassare il livello etico sociale medio del popolo italiano, che hanno cercato e cercano di far passare come conquiste sociali ciò che poi per natura si rigurgita, non si rendono conto che gli italiani sanno benissimo che i giochi di prestigio nascondono sempre qualche trucco.
Sembrano, costoro, il gatto e la volpe che tentano di convincere Pinocchio ad eludere, addirittura per il suo stesso bene, gli insegnamenti di Geppetto.
Non si rendono conto che il popolo italiano, pur con tutti i suoi difetti, non ha la testa di legno, ma sa venir fuori come nessun altro popolo dalle difficoltà, proprio perché di un popolo ha i pregi e questi pregi sa far riemergere come nessun altro. Non si rendono conto che il popolo italiano non solo è intelligente, ma che, per una sua peculiare caratteristica, sa far precedere alla propria intelligenza l'intuito che gli è proprio..
Attenzione, cari concittadini e cari cittadini italiani a coloro che, da popolo ragionante, vogliono farci passare per folla, per moltitudine, per massa da trasportare a piacimento.
Attenzione a supportare coloro che sostengono idee che non rispettano la persona e le leggi naturali. Attenzione, perché una volta insediati costoro ai posti di comando, se non la si pensa come loro, bene che ci vada, ci aspetta la deportatio in insulam.
Claudio Santella


Niente preferenze
di Bruno Matteacci


Matteacci Bruno SplinderE' Veramente vergognoso  che altri debbano decidere chi dovrà essere il mio, il vostro rappresentante al Parlamento della Repubblica italiana.
Sì, noi come pecore, il prossimo 9 aprile ci dovremmo presentare ai seggi elettorali per esprimere il voto, per il rinnovo del Parlamento, senza avere la possibilità di scegliere il candidato  per il quale si ha "apprezzamento delle sue capacità", "riconoscimento della sua onestà", "soddisfazione di essere da lui rappresentato".
In poche parole, come non acquisto quello che gli altri m'impongono, in queste elezioni non vorrei votare, a scatola chiusa, chi non conosco.

Veramente ci sono dei candidati che conosco, che hanno inserito in varie liste, persone oneste e capaci, che hanno già dato dimostrazione di voler fare, di saper fare e di rappresentarci degnamente, ma che i soliti maneggioni di Roma li hanno inclusi nelle liste elettorali in posizioni con l’impossibilità di essere eletti.
Ci sono candidati che saranno sicuramente eletti, solo perché collocati ai primi posti delle liste, ma che non sono di gradimento di molte persone, come non lo sono per me, quindi siamo al punto di partenza.
Sono molto indeciso.
Questo mio stato d'animo non è altro che la rappresentazione dello stato d'animo di molti cittadini, con i quali tra un caffè ed una passeggiata ho avuto scambio di opinioni.
Poi se tanto mi dà tanto, come poco ci ha dato il dibattito politico (?) tra Berlusconi e Prodi, dovremmo stare tutti a casa e vergognarci di aver votato simili personaggi, per chi lo ha fatto nel passato.
Troppo presto c'è chi si è dimenticato delle lotte fatte e dei sacrifici altrui per avere oggi la libertà e la democrazia.
Una volta fare politica era veramente un servizio in favore del cittadino.
Era come dire che l'eletto svolgeva una missione, mentre ora appare chiaro l'interesse di alcuni che fanno politica, solo se è presente il dio quattrino, sì perché, come diceva un santo uomo: Per alcuni Dio non è trino, ma quatrino.
Allora se dobbiamo andare a votare, cerchiamo almeno di essere stimolati e convinti da coloro che hanno osteggiato e si sono battuti, contro tale sistema di votazione, che offende la libertà, con la speranza che queste siano le ultime elezioni nelle quali altri scelgono, per conto nostro, il parlamentare plurimilionario e superpensionato, dopo pochi anni di riscaldamento delle poltrone della Camera dei deputati o del Senato, fatte salve alcune rare eccezioni.
Bruno Matteacci


RIMEDI E CONSIGLI
di Baccaione


RIMEDI BOOMERANG - Quando uno è a corto di argomenti e sa che il suo avversario, per contro, ne ha, e ne ha di validi, per evitare che questi possa farne uso, che cosa fa? Attacca. Attacca senza discernimento. Non si rende conto che, dal di fuori, la gente se ne accorge.

VITE PARALLELE - Plutarco, nell'antichità, si “divertì” a scrivere le vite di personaggi illustri che, per varie vicissitudini e quant'altro, ebbero a compiere delle azioni similari che caratterizzarono le loro esistenze. Chiamò questa sua opera “Vite Parallele”. Emuli di siffatti personaggi, Mao e Prodi hanno voluto assimilare le loro esistenze in qualcosa che li accomuna: Mao si è cimentato in una incredibile nuotata, Prodi in una altrettanto incredibile corsa.
Tralasciando l'impresa di Mao, ormai superata per interesse, non vorremmo credere all'impresa di Prodi. Non vorremmo crederci, perché, altrimenti, dovremmo essere disposti a credere che Prodi imiterà Mao anche nel suo modo, tutt'altro che democratico, di governare. Se, poi, Prodi la sua impresa l'ha compiuta… non ci rimane che sperare…!

CONSIGLI - Cari concittadini, ecco a Voi tre consigli, fatene l'uso che credete: Primo: non mettetevi mai davanti al cannone che spara, perché quando spara non avete scampo. Secondo: non mettetevi mai dietro ad un mulo, perché quando scalcia non guarda in faccia a nessuno. Terzo: state lontani dalle autorità, perché l'autorità ha bisogno di Voi, e se si sente sola Vi cerca.

LA PROTESTA DEI MAGISTRATI - Basta attacchi politici alle toghe. L'Associazione Nazionale Magistrati protesta. “Basta con l'oltraggio continuo, con le denigrazioni e le accuse false di faziosità rivolte dai politici ai singoli magistrati”. Secondo l'Associazione Nazionale Magistrati ”bisogna smettere di coinvolgere la magistratura nella campagna elettorale o alla fine, sul campo, potrebbero restare solo le macerie delle istituzioni di garanzia”.  RIMEDIO - Un lupo disse a Giove: - Qualche pecora / dice ch'io rubbo troppo… ce vo un freno / per impedì che inventino ste chiacchiere…- / E Giove je rispose: - Rubba meno-.
BACCAIONE


TRIBU’: UN GRANDE FRATELLO VITERBESE
di Francesca Bruti


Bruti Francesca SplinderQuando sono venuta a conoscenza di questa nuova iniziativa ho subito pensato che ormai l'influenza dei media, in particolare della tv, è riuscita ad entrare anche nel modo di gestire la vita cittadina di casa nostra. Poi, riflettendoci bene, ho pensato che non è una brutta idea, ma un modo diverso di avvicinare i giovani al proprio territorio. Sto parlando della nuova iniziativa promossa dal Centro di Documentazione del Progetto Giovani della nostra città, che dopo sei edizioni del concorso «Raccontagiovani», ha elaborato un nuovo progetto chiamato «Tribù», ideato dall'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Viterbo e dalla Uoc di Psicologia della Asl. 
Alcuni ragazzi tra i 16 ed i 23 anni, appartenenti alle diverse «tribù» cittadine, avranno l'occasione di sperimentare direttamente, durante brevi periodi di stretta convivenza tra loro, le difficoltà legate a differenti culture e modi di pensare e soprattutto avranno il compito di progettare soluzioni possibili al superamento dei conflitti, partendo dalla loro esperienza e dalla condivisione di fattori comuni. Le soluzioni trovate saranno offerte ai loro coetanei e costituiranno una tipologia di azione da seguire nei momenti di difficoltà.
Chi vorrà diventare protagonista di questa particolare esperienza, dovrà riempire una scheda scaricabile dal sito www.informagiovani.vt.it, che sarà anche distribuita da alcuni ragazzi presso i punti di raccolta nelle scuole, oltre che presso la Consulta Studentesca, dal 20 marzo al 17 aprile, ed in diversi punti della città, dal 21 al 23 aprile. Il termine ultimo per la presentazione delle schede d'adesione è il 30 aprile.
Le selezioni avverranno proprio come se si dovesse partecipare ad un reality televisivo, anche se poi non ci sarà nessuna telecamera a riprendere la vita di questi ragazzi! Infatti, entro il 30 maggio, un gruppo di tecnici comunali e della Asl, selezioneranno 50 giovani, che parteciperanno ad un colloquio dal quale usciranno i quindici che faranno parte della Tribù. Questi ragazzi soggiorneranno per tre brevi periodi alle Case Rosse di San Martino al Cimino e saranno guidati con discrezione da uno psicologo ed da un educatore sociale, garanti del rispetto delle regole stabilite per un corretto svolgimento dell'iniziativa.
I partecipanti scelti non torneranno a casa a mani vuote, perché in cambio di questo impegno saranno ricompensati con un viaggio che loro stessi dovranno progettare. Alla «Tribù» spetterà il compito di elaborare un progetto d'interesse culturale comune per i giovani di Viterbo, condividere la meta del viaggio, restituire ai loro coetanei l'esperienza della «Tribù». Beh, direi che se il progetto andrà a buon fine, si tratterà di un vero e proprio esperimento sociale, che spero possa giovare alla vita culturale della nostra città.
Francesca Bruti


CORSI E CONCORSI
di Patrizia Labellarte


fotopatrizialabellarte2News su concorsi, corsi della Regione Lazio e della Tuscia
“Corso triennale di formazione in medicina generale”
La Giunta Regionale, presieduta da Piero Marrazzo, ha approvato, su proposta dell’ assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, la delibera per un bando di concorso pubblico per laureati in medicina e chirurgia finalizzato all’ammissione al corso di medicina generale.
I posti a disposizione per il corso sono 85 e diventeranno, alla fine del triennio, un lavoro non precario, visto che il numero è stato stabilito in base alle necessità previste.
Le domande di ammissione, redatte in carta semplice, secondo lo schema disponibile sul sito internet http://www.regione.lazio.it/web/sanita/sito_ist/, potranno essere presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Protezione civile, al via i nuovi corsi
La seconda segnalazione che, faccio, riguarda il campo del volontariato.
Sono iniziati a febbraio i corsi di primo livello per i volontari e gli operatori della protezione civile.
Questi, sono completamente gratuiti ed aperti a tutti coloro che vogliono avvicinarsi per la prima volta al mondo del volontariato.
I corsi diretti dal manager della Provincia, Gaetano Bastoni si sono tenuti e si terranno in diverse sedi sul territorio, tra le quali: Vallerano, Gradoli, Castiglione in Teverina e Bomarzo.
Un ulteriore incontro è previsto per il 28 e 30 marzo a Monte Romano e un corso antincendio, entro la fine del mese a Ronciglione.
Ad aprile partirà il corso di secondo livello, avanzato, per la gestione delle sale operative.
Sede delle lezioni gli stessi locali della sala operativa unificata di protezione civile della Provincia, sulla strada Tuscanese al km 4,8, per le iscrizioni rivolgersi al 0761/270037.

Corsi di lingue per imprenditori e… non solo
L’ultima segnalazione riguarda il settore delle lingue straniere. Per tutti coloro che necessitano o che semplicemente desiderano apprendere una nuova lingua, il Cefas, azienda speciale della Camera di Commercio di Viterbo, ha aperto le iscrizioni ai Corsi di Formazione di base intensivi in lingua inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese e russo. L’iniziativa è organizzata con la collaborazione della sede di Viterbo di “The British Institut of Rome”, con l’obiettivo di assicurare ai partecipanti l’apprendimento dell’ortografia, la lettura dei testi, la capacità di sostenere delle semplici conversazioni-. Al corso possono accedere imprenditori, professionisti, studenti, diplomati e laureati.
Ciascun corso ha una durata di 70 ore, è articolato in due incontri bisettimanali dalle 18 alle 20 per 50 ore complessive e autodistruzioni su test predisposti a cura del docente per 20 ore complessive. Iniziano ad aprile e si concludono entro i primi di luglio 2006.
I corsi si terranno presso la sede del Cefas in “Villa Tedeschi”, viale Trieste n.127, Viterbo. Le domande di ammissione devono pervenire entro il 31 marzo e possono essere ritirate presso la sede del Cefas o scaricate dal sito www.cefas.org
Per ulteriori informazioni, contattare il numero 0761/324196, oppure il fax 0761/345974, o l’e-mail formazione@cefas.org.
Patrizia Labellarte


Orecchie da mercante
di Bruno Matteacci


Il cittadino a Viterbo è troppo bistrattato e le autorità preposte alla tutela dei diritti dello stesso, troppo spesso, fanno orecchie da mercante. Non ci vuole molto per evidenziare certi fatti che veramente, in questi ultimi giorni sono, accaduti a Viterbo. Molti cittadini, a suo tempo, prenotarono delle prestazioni sanitarie per le quali il CUP  rilasciò l'autorizzazione a che dette prestazioni si effettuassero, a varie scadenze, nell'Ospedale Grande degli Infermi; fra i tanti cittadini c'ero pure io.
Giunta la tanto attesa data, per la prestazione richiesta, mi sono recato all'ospedale e dopo aver atteso, inutilmente, mi sono sentito dire che la struttura, preposta all'esecuzione dell'esame richiesto, si era trasferita all'ospedale Belcolle.
Perché non è stato provveduto di avvisare il cittadino?
Sarebbe stato sufficiente che, chi di dovere, avesse esaminato le prenotazioni fatte per avvisare, poi, il "povero" utente della ASL, dell'avvenuto trasferimento della struttura sanitaria. Ma chi se ne frega del cittadino? Basti pensare che con tutti gli uffici della ASL esistenti sul territorio viterbese, per pagare il ticket si deve andare o a Belcolle o a via Santa Lucia, a Villa Benedetta.
Altro neo che voglio far notare è l'aver chiuso al traffico automobilistico il tratto di strada che per anni ha congiunto via dell'ospedale con Piazza san Lorenzo. Sarebbe stato troppo comodo, per coloro che devono recarsi a fare le analisi nel laboratorio dell'ASL, poter giungere davanti allo stesso e poi uscire, verso piazza San Lorenzo, invece di creare l'intasamento di traffico che, puntualmente, avviene tutte le mattine? A chi giova o ha giovato detto provvedimento?
Altra domanda che mi pongo e chi vuole la faccia sua è: "In piazza San Lorenzo è vietata, drasticamente, la sosta di autovetture, anche nei confronti di persone malate ed anziani; mentre per certe manifestazioni, gioiose, viene esplicitamente detto per iscritto che: "Sono consentiti l'accesso e la sosta delle auto in Piazza San Lorenzo".
Grazie, a nome di chi, per motivi di salute, deve frequentare quella zona e gli uffici ASL.
Bruno Matteacci


ESCURSIONE A MONTECASOLI MALANO CORVIANO


ESCURSIONE LIPU Sezione di Viterbo, domenica 2 aprile:  Montecasoli-Malano-Corviano.
Dal pianoro di Montecasoli, attraverso la Selva di Malano, risalendo il torrente Vezza fino a Corviano. Luoghi ricchi di emergenze storiche.
Dalle abitazioni rupestri di origine preistorica, ai massi dell’Aruspicina  ed alle Are pagane d’epoca Romana. Dai ruderi di un castello medievale e di una chiesa con annesse una serie di tombe a fossa. Lungo il corso del Vezza e nel fitto dei boschi, una vegetazione lussureggiante, riparo per istrici volpi e tassi. In alto, sopra le radure, è facile avvistare il volo della poiana. Lunghezza del percorso: 15 km circa. Dislivello massimo: 100 metri Grado di difficoltà complessivo: medio-facile. L’escursione sarà aperta a tutti i soci LIPU. Il tesseramento, valido 12 mesi e la copertura assicurativa, valida per tutta la stagione escursionistica 2006, potranno essere attivate anche il giorno stesso prima della partenza rivolgendosi ad uno dei nostri attivisti.
Teniamo in modo particolare a sottolineare l’importanza del tesseramento che costituisce la più importante risorsa per il sostentamento dell’associazione. Null’altro sarà dovuto per la partecipazione all uscita, organizzata dai soci attivi della Sezione LIPU di Viterbo che non percepiscono per questa attività, né per altre, alcuna remunerazione. Il raduno per la partenza è fissato per le ore 9,30 da Viterbo, in piazza della Rocca, vicino ai portici, con auto propria e provviste per il pranzo. Per ulteriori informazioni potete contattare il nostro sito internet: www.lipuviterbo.org oppure chiamare Enzo al n° 3332932811, e-mail: lipuviterbo@yahoo.it


Par condicio e baccaionate
di Baccaione

IL BRACIERE OLIMPICO - Mi sembra di aver sentito dire che il braciere olimpico delle ultime olimpiadi invernali, tenutesi a Torino, sia stato disegnato da Pininfarina: pittoresco il voler far passare per “farinaceo” ciò cha a tutti è apparso di metallo!

PAR CONDICIO  E PARCO IN DICIO - L'affermazione non è grammaticalmente corretta, ma rende l'idea: parità di fatto e prudenza nel parlare. Mi chiedo: perché si deve dare addosso al centro destra per il fatto che esso ospita nelle sue file elementi di estrema destra, definiti fascisti, o come tali più o meno ufficiosamente etichettati, e non si deve dare addosso al centro sinistra che, ufficialmente, ospita tra le sue file elementi, altrettanto ufficialmente etichettati, come comunisti? Forse ci si dimentica che i comunisti hanno insanguinato oltre mezzo secolo di storia più e meglio dei fascisti.  Ci si dimentica che non basta autodefinirsi democratici per esserlo di fatto. Di fatto c'è che i comunisti ed i fascisti sono portatori di regimi assoluti, che nulla hanno a che vedere con la democrazia. L'unica cosa che li differenzia è che gli uni hanno vinto la guerra, gli altri l' hanno perduta; e non soltanto per merito o demerito loro, sia ben chiaro, ma soprattutto per l'intervento di un Paese che è simbolo della democrazia. Altro che chiacchiere. Ed allora vogliamo attuare o no questa tanto invocata par condicio e vogliamo o no definitivamente distinguere la democrazia da questi due regimi assoluti smentendo, anche con le parole, ciò che i fatti hanno smentito e smentiscono. Democratici non sono stati né i fascisti né i comunisti, non lo sano stati, non lo sono e non  lo saranno mai: per DNA.

PAR CONDICIO E QUOTE ROSA - Secondo le statistiche le donne hanno una durata media della vita superiore di dieci anni rispetto a quella dell'uomo. Però vanno in pensione cinque anni prima. Considerazioni e riflessioni: Le donne son venute in eccellenza / in ciascun arte ove hanno posto cura. (L.Ariosto - Orlando Furioso XX,2)

PAR CONDICIO E SERVILISMO - Berlusconi ha parlato al Congresso degli Stati Uniti d'America e Canale 5 ha trasmesso, in diretta e per intero, il suo intervento. Apriti cielo: dalli all'untore.
Si è subito accusato Canale 5 di parzialità; non solo, ma si è addirittura insinuato che Canale 5 abbia trasmesso con troppa enfasi una cosa che, tutto sommato, non doveva avere una così ampia rilevanza. Ma siamo pazzi! Un Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, una figura istituzionale, che, per la seconda volta dopo oltre cinquant'anni, parla al Congresso degli Stati Uniti d'America, deve essere sottaciuto! Ogni commento è superfluo, è sprecato, dà importanza ad opinioni da idioti. Da emeriti idioti.
Piuttosto mi chiedo: Visto che a parlare era il Presidente del Consiglio dei ministri, e non il capo di questa o di quella coalizione politica e quant'altro, perché l'avvenimento non è stato trasmesso, in diretta e per intero, dalla RAI di Stato? Ma quale Stato e stato; se la Rai ha uno Stato, ebbene, con questo comportamento, ha dimostrato di avere uno stato servile, e, per di più, lautamente pagato. Mi piacerebbe avere una risposta. Annunziatemela!

PAR CONDICIO E SANITA' PUBBLICA - Quantunque sia stato tutto messo frettolosamente a tacere, e, comunque, non messo nel dovuto rilievo, nemmeno da parte dell'opposizione, - per un voto si passa sopra a tutto - è bene ricordare che, in un recente passato, si sono verificati diversi episodi di malsanità in alcuni ospedali pubblici. Guarda caso tutti questi fatti si sono verificati a Palermo, o in Sicilia, e, comunque, nel meridione.
La cosa fa riflettere e merita attenzione da parte di più di una autorità. Tuttavia, poiché non si può sempre aspettare la manna dal cielo, non sarebbe male che tutti i cittadini che risiedono in quella parte d'Italia rivedessero il loro modo di pensare e di agire, per modo che, rimboccatisi le maniche, possano raggiungere, in re et in loco, uno status pari a quello del resto del Paese. E' pacifico che ciò non è facile e richiede tempo, ma sarebbe bello che, in futuro, il Sud del nostro Paese non venisse ricordato solo per il sole, per il mare e per qualche altra cosa che non merita menzione. Signor ministro Pisanu, Lei che chiede la collaborazione dei cittadini onesti, che certamente sono, e numerosi, anche nelle zone geografiche di cui stiamo parlando, si schieri, realmente, di fatto, accanto a questi cittadini come Ministro, fino ad ottenere dei risultati, dei risultati permanenti.

QUALCOSA NON E' CHIARO - Non capisco come certe donne possano scagliarsi contro alcuni principi cristiani unicamente per poter soddisfare impunemente qualche loro solletico. Dimenticano costoro che il Cristianesimo è l'unica religione che ha elevato la donna al concetto di madre. Il resto sono chiacchiere.

SE INSISTI E RESISTI  RAGGIUNGI E CONQUISTI - Sembra essere la parola d'ordine di certa attuale campagna elettorale. Parola d'ordine volta unicamente a demonizzare l'avversario. E questo avviene, dispiace dirlo, soprattutto da parte dell'opposizione. Quest' ultima, sebbene abbia annunciato di voler esporre i suoi  programmi da attuare in caso di vittoria, di fatto non fa che continuare a scagliare i suoi strali verso l'avversario, senza proporre nulla di concreto.
Non saranno per caso questi i programmi annunciati? Speriamo di no, anche se, dando ascolto a quanto dalla stessa affermato, sembra proprio di si. Se è così Dio ci scampi da simili governanti, perché l'odio genera odio, il rancore genera rancore, e comunque mai buongoverno. Un siffatto modo di agire offende il popolo italiano, il quale sa vedere, giudicare e valutare da sé il comportamento di chi governa.
Dicano piuttosto lorsignori, espressamente, cioè senza equivoci, che cosa ci ammanniranno in caso di vittoria, perché a noi cittadini, in fondo, è ciò che interessa.
Baccaione


L’unità d’Italia
di Riccardo Manca


Manca Riccardo SplinderDurante l’Unità d’Italia, l’esistenza di Viterbo, dopo varie vicissitudini, si riscuote dal plurisecolare letargo quando, nel quadro degli sconvolgimenti politici, seguiti alla discesa in Italia delle armate rivoluzionarie francesi, alla struttura tradizionale dello Stato Pontificio, subentrano ordinamenti repubblicani.
Viterbo diviene il capoluogo del dipartimento del Cimino ed in seguito, sotto l’impero Napoleonico, perde per la prima volta l’autonomia provinciale e viene declassata al più modesto ruolo di capoluogo di circondario. Torna ad essere il centro amministrativo del Patrimonio di San Pietro in Tuscia, ricostituito dopo il Congresso di Vienna e conserva la qualifica di capoluogo della provincia anche nel breve periodo della Repubblica Romana del 1849.
Reparti di garibaldini liberavano la città nel 1860 e nel 1867, ma si trattò di due parentesi di pochi giorni, seguite dalla restaurazione del potere Pontificio.
L’unione all’Italia divenne realtà solo il 12 Settembre 1870, ad opera di una colonna del corpo di spedizione che otto giorni dopo sarebbe entrato nella Capitale attraverso la breccia di Porta Pia.
Il primo sindaco della Viterbo italiana, fu Angelo Mangani, in carica dal 18 Novembre 1870 al 25 Aprile 1871.
In data 15 Ottobre 1870, con l’aggregazione di quasi tutto il territorio del Lazio alla provincia di Roma, la Città dei Papi perdette la qualifica di capoluogo e per riacquistarlo, dovette attendere il 2 Gennaio 1927.
L’ultima pagina drammatica della sua storia è stata scritta dagli anni dell’ultimo conflitto mondiale e segnatamente dal periodo compreso tra l’estate del 1943 e l’arrivo delle truppe anglo - americane l’otto giugno del 1944: un periodo caratterizzato da massicci bombardamenti.
Le perdite umane e le distruzioni subite le valsero nel 1959 il riconoscimento di città mutilata dalla guerra.
Riccardo Manca


ASCOLTO ASSISTENZA
Patrizia Labellarte


Ascolto, assistenza. Questi sono gli obiettivi che si prefigge il numero telefonico “1522”, attivato, dall’8 marzo 2006, dal Ministero per le Pari Opportunità, a sostegno delle donne vittime di violenza familiare ed extra familiare.
A darne notizia è la Consigliera di Parità della Provincia, Maria Antonietta Russo. Il servizio di call center è attivo 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno e fornisce informazioni utili ed accompagnamento verso le strutture pubbliche e private presenti nel territorio, in raccordo diretto con i mezzi di emergenza delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari.
Patrizia Labellarte


MOVIMENTO INTERNAZIONALE GIOVANI PER UN MONDO UNITO

Movimento Internazionale Giovani per un Mondo Unito - Sez. giovanile del Mov. dei Focolari, presentano: AFRICA & Co. “immagini, musica, cucina: ingredienti per un mondo unito” 2006 - VI Edizione 1 - 2 - 3 aprile - Viterbo. Manifestazione patrocinata dalla Provincia di Viterbo e dal Comune di Viterbo.
“La realtà dell'interdipendenza richiama nell'animo di molti l'urgenza e la necessità di quell'Ideale, per il quale persone di buona volontà, sparse in tutto il mondo, hanno deciso di spendere la loro vita: concorrere a realizzare la fraternità universale, per la quale si attua l'unità della famiglia umana.” (C. Lubich, Cit. in II a giornata dell'Interdipendenza, 2004)
Programma
DOMENICA 2 APRILE ore 20
Cena multietnica …e spettacolo. Alla scoperta di suoni, colori e sapori di culture diverse, presso Festival Dinner Disco Club Strada Tuscanese Km 4,500 - Viterbo
SABATO 1 - DOMENICA 2 - LUNEDì 3 APRILE dalle ore 9 alle ore 18: “World in progress”. Dai una mano … anche due. Presso Oratorio “Don Alceste” Loc. Mazzetta - Viterbo.
Giovani per un Mondo Unito - Viterbo Tel. 338.8384144 - Fax 0761.250647.
Cena multietnica… e spettacolo: La serata, che ha come obiettivi di realizzare l'integrazione tra i popoli presenti sul territorio e sostenere un progetto di sviluppo in Africa, è composta da più momenti:
Cena con piatti tipici, tanto semplici quanto antichi, provenienti da paesi di tutti i continenti: Brasile, Colombia, Congo, Costa d'Avorio, Indonesia, Mali, Sry Lanka, Italia
Momenti artistici: attraverso le immagini e le diverse espressioni artistiche si aprono gli orizzonti verso culture nuove e lontane.

World in progress
Nei tre giorni che fanno da cornice alla serata multietnica, ci sarà la possibilità, presso l'oratorio della Mazzetta, per chi vuole, viterbesi e non, di collaborare alla realizzazione della serata. La cena multietnica non vuole essere solo uno “spettacolo”, ma l'incontro tra culture, le più diverse e le più disparate che insieme dimostrano la possibilità di poter realizzare un futuro migliore, “dove ogni uomo ami la patria altrui come la propria”. Questo concetto dell'interdipendenza sarà sottolineato e sperimentato concretamente durante i giorni che accompagneranno la preparazione della serata.

Gli Stati partecipanti
Durante i vari appuntamenti della sesta edizione di “AFRICA & Co.”, popoli di varie nazionalità s'incontrano per dialogare e dimostrare la ricchezza della diversità. Dalle prime edizioni ad oggi, sempre più numerose sono le persone di varie culture che hanno collaborato e collaborano alla realizzazione dell'evento: ANGOLA, BRASILE, CONGO, COSTA D'AVORIO, COLOMBIA, INDONESIA, MALI, MAROCCO, NIGERIA, SEYCHELLES, SOMALIA, SRY LANKA, ITALIA
Patrocini: L'iniziativa ha ricevuto numerose adesioni e consensi. Tra di essi: Amministrazione Provinciale di Viterbo; Comune di Viterbo.

Giovani per un mondo unito
Noi, giovani per un mondo unito, siamo giovani di tutto il mondo, di diverse razze, nazionalità, culture, religioni o di convinzioni non religiose, con un unico desiderio: realizzare il mondo unito.
Siamo presenti in oltre 180 nazioni dei cinque continenti: dal Giappone alla Nigeria, dalla Nuova Zelanda all'Alaska, dalla Russia alla Terra del Fuoco.
Siamo espressione giovanile del Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich. Crediamo che costruire il mondo unito sia possibile e lo sperimentiamo ogni giorno cercando di andare al di là delle diversità.
Crediamo nella fratellanza universale che cerchiamo di realizzare con ogni persona che incontriamo. Per questo, percorriamo tutte le vie che servono a costruire l'unità e a far crollare ogni barriera tra popoli, fra gruppi etnici, tra generazioni, tra chi ha e chi non ha…, a costruire l'unità con chi soffre, a ristabilire l'unità tra l'uomo e la natura.

Progetto AFRICA
Ogni anno la manifestazione ha contribuito alla realizzazione di progetti di sviluppo in varie realtà dell'Africa.
La sesta edizione di “AFRICA”, come la quinta, vuole contribuire alla realizzazione di un progetto socio sanitario e di sviluppo delle attività produttive nella Repubblica Democratica del Congo.
Il progetto è direttamente gestito dall'associazione “Azione per un mondo unito - Onlus” (AMU), organizzazione non governativa (ONG) di cooperazione internazionale, che si ispira alla spiritualità del Movimento dei Focolari e che è riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.
Fra i numerosi problemi che affliggono il Congo, l'AIDS è certamente uno dei più gravi; le condizioni sociali ed economiche delle popolazioni favoriscono comportamenti che amplificano la trasmissione dell'infezione ed è ormai un dato acquisito che l'avanzare dell'infezione progredisce proporzionalmente con il livello di povertà ed ignoranza.
Le principali cause che riguardano la diffusione dell'infezione e delle sue conseguenze sono:
1. La mancanza di una seria ed efficace prevenzione per tutti gli strati sociali della popolazione;
2. Mancanza di un efficace sistema di cure sanitarie e sociali per le persone affette da HIV e per le loro famiglie;
3. Povertà economica e marginalizzazione sociale in continua crescita, che provoca conseguenze negative sulle condizioni di vita e sulle capacità di risposta alla diffusione e cura dell'infezione da parte di una vastissima fascia della popolazione, per la quale i costi delle cure risultano proibitivi.
Il Progetto, che si svolgerà nella capitale del Paese Kinshasa, prevede di raggiungere direttamente circa 84.300 persone, in particolare:
Bambini che necessitano di assistenza e di istruzione;
Persone infette e persone malate di SIDA;
Persone che subiscono le conseguenze dell'infezione: orfani o famiglie con orfani a carico;
Formatori ed animatori sociali;
Abitanti dei quartieri periferici di Kinshasa.
L'obiettivo generale che persegue il progetto è contribuire alla lotta contro l'infezione del Sida in RDC; nello specifico, la prevenzione e la presa di carico globale dell'infezione da VIH/SIDA in un contesto di crisi ed in alcuni quartieri poveri di Kinshasa. Per raggiungere questo obiettivo specifico, il progetto è incentrato su quattro componenti di azioni prioritari:
1.Informare la popolazione di Kinshasa, ed in particolare gli abitanti dei quartieri a rischio, sull'infezione, i suoi rischi, la sua diffusione, al fine di ridurre i comportamenti che favoriscono la propagazione della SIDA;
2.Offrire cure mediche alle persone affette da SIDA e sollevare il loro livello psico - sociale;
3.Sollevare il livello sociale delle persone infette e delle loro famiglie ed educare i bambini del centro di formazione e di recupero già operativo nel Comune di Barumbu;
4.Creare delle attività produttive nel campo della nutrizione. CONTATTI: -Aniello IOVINO Cell. 338.8384144
-Sergio CAPARRELLI Cell. 339.3785704 Fax 0761.250647; e-mail: info@mondounitovt.net.
Per informazioni sui Giovani per un Mondo Unito: www.mondounito.net: Per informazioni sul Progetto in Congo: www.azionemondounito.org.

postato da: Spvit | 20:25 |

giovedì, marzo 09, 2006

8 Marzo 2006
Anno XVI n° 5

Il Mercatino del Viandante
Antiquariato - Artigianato
è ad ORTE (VT)
di fronte all’Uscita
dell’Autostrada del Sole
il 26 Marzo 2005
e ogni quarta domenica del mese
Info: 3393337869 (Mauro)



Vanno recuperati quelli in Via Annio
Graffiti in malora
di Mauro Galeotti

Che l'ornato in questa città sia trascurato è fuori dubbio, fili che soffocano le case, tubi che avvinghiano le facciate, luci moderne ovunque miste alle vecchie, finestre in anodizzato, portoni in alluminio, stanno ad offendere una bella città medievale come Viterbo. Sono ormai entrati nel nostro vivere quotidiano e quasi quasi non ci facciamo più caso.
Ed è proprio dal momento in cui non ci si fa più caso che l'aspetto della città cade sempre più.
L'anormale ci risulta normale. Ad esempio, alcune caratteristiche che hanno certe facciate di edifici viterbesi, sono abbandonate a se stesse, intendo riferirmi ai graffiti.
Viterbo ha un palazzo molto interessante in Via Annio, che mostra con fierezza una serie di importanti e gradevoli graffiti che stanno cadendo a pezzi. Il palazzo è quello dei Nini la cui facciata è elegantemente graffita (1605 c.), tra le figure primeggiano le rose dello stemma dei Nini.  Nella parte alta del palazzo, sotto la gronda, sono graffite le figure femminili rappresentanti i cinque sensi.
E precisamente, iniziando da sinistra, è, o meglio, era la Vista, infatti, l'immagine è scomparsa quasi totalmente. A seguire sono l'“Auditus” affiancata da un cervo, il “Gustus”, l'“Olfactus” col cane e, naturalmente, il Tatto, anche questa figura è alquanto rovinata.
In una fascia più in basso sono rappresentate le quattro Virtù cardinali, sempre con sembianze femminili. Nel primo degli ovali, sempre da sinistra, è raffigurata la “Iustitia” con la bilancia, segue la “Fortitudo” con la colonna in mano, vengono poi la Temperanza, assai rovinata per la perdita di buona parte dell'intonaco, e la Fedeltà.
E' un crimine lasciare che questo esempio di graffito viterbese scivoli piano piano sulla strada e scompaia.
Ma altri graffiti hanno interessato Viterbo.
Nel contratto stilato dai conservatori del popolo con lo scultore Domenico Duranti, il 2 Agosto 1704, per ultimare Porta Romana “più riccamente decorata” in base al disegno eseguito dal pittore viterbese Giovan Francesco Romanelli, tra le disposizioni a carico dello scultore è “Che debba arricciare et incollare tutto il muro della fascia segnata D sino a terra e sopra d'esso farvi le sue righe a mattoni di graffito”.
Ad esempio, sempre in merito ai graffiti, Francesco Cristofori riferisce che, nella parte interna di Porta Romana, in un graffito già abbastanza deteriorato nel 1887, vi erano raffigurati: i martiri san Valentino ed Ilario, decapitati il 3 Novembre 306; san Lorenzo e papa Sisto II. Oggi non se ne ha più traccia.
Una memoria perduta. Peccato!
Non va dimenticato, poi, il Casaletto del Padre eterno, che si trova abbandonato sulla Strada Capretta.
Sull'architrave dell'ingresso è inciso I.N. [croce] R.I. con al centro una croce biforcata, le lettere ovviamente stanno per Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum.
Sulla facciata è una edicola caratterizzata da una larga cornice in peperino, con scolpita sulla chiave dell'arco una croce affiancata dalle parole, a sinistra, Ave e, a destra, Mar / ia.
All'interno della stessa è un affresco in grave degrado con raffigurata la Madonna con Bambino, deturpata ignobilmente da qualche imbecille di passaggio.
Sopra è un graffito a pittura monocroma raffigurante il Padre eterno benedicente col globo terracqueo tenuto con la mano sinistra e due angeli portaceri.
Sotto alla gronda del tetto è ancora ben visibile un fregio, costituito da pennacchi e bandelle, che si alternano con decorazioni di gigli dei Farnese e rose degli Orsini.
Un intervento per il recupero è indispensabile.
Ben tenuta è, invece, la facciata del Palazzo Mancini, poi Calabresi, è in Via Calabresi con lo stemma Mancini graffito sulla facciata. Interessanti e di particolare armonia sono i graffiti sulla facciata stessa che sono stati restaurati in due anni di lavoro e sono stati inaugurati il 5 Novembre 1999.
Non antico, ma comunque d'effetto i graffiti sulla facciata del Palazzo Blasi, in Viale Trieste, sede dei Magazzini generali ortofrutticoli, costruito nel 1930, come dice l'iscrizione a graffito sulla facciata “Anno 1930”, vi era la Ditta R. & G. Blasi Fratelli. I graffiti sono sgretolati, abbandonati, semidistrutti.
Sul Vicolo Celsi, il quale non ha neppure la targa che indica il nome, ed è quello che si apre a sinistra di chi sale Via Fontanella del Suffragio, dalla lettera M in poi si sviluppa il retro del Palazzo Lunensi, con la parete in parte a graffiti, graffiti che si notano anche sulla loggia del palazzo stesso, entrando da Via del Giglio.
Al numero civico 1 del Corso Italia, è la Casa della Pace del 1503, con intonaco graffito in decadimento eseguito, come si vede in alcune foto che ho, intorno al 1895, e recante sull'architrave della grande finestra a croce la scritta “Concordia civium instaurata MDIII”, ciò in occasione della pace avvenuta tra le opposte fazioni cittadine.
Neppure la Torre dei Priori è stata trascurata dall'essere graffita, infatti, nel 1489, i priori avevano incaricato Matteo di mastro Paulo «per coprire la torre del nostro palazzo e per tirar su la campana», inoltre per rendere la torre più bella fu deciso anche di far eseguire, sulla facciata che guarda la piazza, una pittura a graffito. Nel 1984 la torre è stata restaurata dalla ditta Alberto Ciorba, che ha tolto l'intonaco ormai rovinato in cui si vedeva ancora qualche segno di un “muro a mattoni” riprodotto in graffito.
In una foto che ho, del 1860 circa, pubblicata sul mio ultimo libro “L'illustrissima città di Viterbo”, si vede bene il leone con la palma al di sotto della mostra dell'orologio e al di sopra si intravede uno stemma papale. Tutto sparito già alla fine dell'800.
Ancora un bell'esempio di graffito è nel cortile del Palazzo Chigi, già Caetani, ove è una bella aerea loggia, la facciata, che guarda il portico, era graffita e colorata, tracce sono ancora visibili in alto sotto la gronda del tetto.
In Via Faul, numero 10 è ancora quello che fu il “Mulino di farina e di olio di Casa Chigi”, il quale era attivato dal Torrente Urcionio. Porta graffito sulla facciata lo stemma Chigi, i monti sovrastati dalla stella, con l'anno “1712”, sempre graffito. Sta piano piano scomparendo.
In Piazza san Carluccio, all'interno dell'ingresso al numero 8, è un cortile cinquecentesco, già appartenuto al Monastero di san Bernardino, con gradevoli graffiti rinascimentali eseguiti su merli alla ghibellina che hanno sostituito altri merli alla guelfa, poco più in basso ed ancora ben visibili, rimasti incorporati nel muro. Questi sono discretamente conservati.
In Via san Leonardo è la casa posta al numero 25 in cui è ancora ben visibile la facciata con l'intonaco graffito, con rappresentati a colori teste di persone e fregi floreali vari. Tra quest'ultimi emergono disegni a quadri, il lavoro risale al XV - XVI secolo e richiederebbe un immediato restauro, per una duratura conservazione. Credo sia unico esempio a Viterbo di graffito esterno così antico.
In Via Romanelli, scrive Andrea Scriattoli (1920) che all'interno della Casa Falcioni-Checchi “alcuni restauri ancora in corso, hanno rimesso in luce una graziosa decorazione graffita, a ninfe e tritoni, con l'impresa gentilizia Albani- Degli Atti”.
In Via Saffi all'84, la facciata della casa era abbellita da intonaco graffito a colori con scolpita in marmo una mitra. La casa è stata semidistrutta dallo scoppio di una bombola avvenuto nel 1980, in quel triste evento sono andati perduti i graffiti.
Perduti anche i graffiti sul palazzo al numero 7 di Piazza Luigi Concetti, sulla facciata erano visibili fino a qualche anno fa tracce di graffiti con uno stemma: partito, al 1° una croce, al 2° al capo privo di segni, una fascia e in punta tre bande.
Ed in fine sono andati perduti i graffiti sul Palazzo Cristofori, in Via dell'Orologio vecchio, di essi restano alcuni disegni eseguiti da Andrea Scriattoli nel 1920 che li riprodusse.
Ho voluto elencare i graffiti viterbesi con la speranza che qualcuno si sensibilizzi e faccia qualcosa per evitare ulteriori danni all'immagine della nostra città.
E mi rivolgo a tutti i politici locali, di centrodestra e di centrosinistra, lo schieramento non conta se si vuole bene alla propria città.
Vediamo chi ha la sensibilità di impegnarsi a salvare una parte del patrimonio cittadino, che se ne va giorno dopo giorno.
Mauro Galeotti


Il C.E.V. e la raccolta differenziata dei rifiuti
di Bruno Matteacci


La domanda che ci dobbiamo porre più volte al giorno è la seguente: "Esiste veramente il disservizio della pubblica amministrazione per la tutela della nostra salute e dell'ambiente, o siamo noi, cittadini poco rispettosi delle disposizioni che, opportunamente, ci vengono suggerite dal Comune di Viterbo e per esso dal C.E.V.?". Oppure questa ricercata responsabilità deve essere attribuita, in parte, al cittadino ed in parte alla pubblica amministrazione?
E' sufficiente un piccolo esame di coscienza per dare una risposta!
Io, per primo, debbo dire che ho avuto il piacere di conoscere, oltre il presidente del Centro Energia Viterbo, il professor Attilio Moretti, i dirigenti del C.E.V. stesso, il dottor Maurizio Mariani e il dottor Fulvio Santini, con i quali ho avuto un cordiale scambio di vedute e di opinioni sul servizio che gli stessi stanno organizzando per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, "porta a porta", nel centro storico di Viterbo. La raccomandazione primaria che viene rivolta ai cittadini è che gli stessi utilizzino i sacchi forniti dal C.E.V., lasciandoli ben chiusi, dalle ore 6 alle ore 8, vicino all'uscio della propria abitazione o fuori della sede commerciale.
C'è da fare un piccolo distinguo: i sacchi che vengono dati, in dotazione, al cittadino sono di quattro colori e più precisamente:
- nero, per i rifiuti domestici come scarti di cucina, stoffe, plastiche non riciclabili, che verranno ritirati tutti i giorni;
- giallo, da adibire per la raccolta di carta, cartone e tetrapak, che verranno ritirati il lunedì;
- blu, da utilizzare per la raccolta di contenitori in plastica per liquidi, che saranno ritirati il mercoledì;
- verde, da utilizzare per la raccolta di vetro e lattine, che saranno ritirati il venerdì.
Allo scopo di evitare quanto, poco civilmente, accade in quasi tutti i punti della città, dove spesso vengono lasciati, a fianco dei cassonetti, materiali ingombranti come: frigoriferi, stufe, reti e vecchi mobili, il Comune, prima, e il C.E.V., poi, hanno sempre garantito il servizio, gratuito, per il prelievo ed il trasporto di ciò che il cittadino intende disfarsi. Infatti, è sufficiente telefonare al numero 0761.3038, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle 13 e dalle ore 14 alle 17,30 per concordare le modalità di consegna del materiale che si intende far portare via.
Allo scopo di informare più dettagliatamente l'utente del servizio di "raccolta porta a porta" il C.E.V. ha predisposto degli opuscoli, molto dettagliati, che verranno consegnati agli utenti del servizio, rendendo così facile il rispetto delle norme che regolano il servizio stesso.
Ora, siamo noi che dobbiamo rispondere all'appello dell'Ente cittadino e, se così faremo, veramente potremo dire di rispettare la nostra Città.
Bruno Matteacci


Civiltà e senso del sociale
di Claudio Santella


Perché l'opposizione tace?
Recentemente tutta l'Europa è stata stretta da una morsa di freddo eccezionale.
A sentire i vari mezzi di comunicazione di massa sembrava chissà che cosa sarebbe dovuto accadere.
Si paventavano chissà quali sacrifici. Alcuni di noi, soprattutto i meno giovani, tornando indietro nel tempo ricorderanno certamente quando non si doveva andare per il sottile e certi sacrifici erano normali.
Oggi, ciò che era naturale e normale è diventato eccezione, e le cose cui si faceva fronte con naturalezza ci spaventano e ci mettono in crisi.
Un po' di freddo in più, rivelatosi poi inferiore al previsto, ha evidenziato la nostra vulnerabilità, sia fisica che intellettuale.

Secondo quanto riportato dai suddetti mezzi di comunicazione l'Italia ha ricevuto, da parte della Russia, molto meno gas di quanto era stato convenuto, e, sempre secondo i medesimi mezzi, questa diminuzione sarebbe stata da ascrivere al freddo intenso che ha colpito tutta l'Europa e che ha costretto i Paesi erogatori di gas ad un giro di vite nella distribuzione dello stesso, con conseguente riduzione della quantità disponibile da parte dei Paesi ricevitori.
Di fronte ad un simile stato di necessità il governo ha imposto una riduzione dei consumi, dettando delle norme in materia a discapito dell'utente. Non ha, per contro, adottato nessun provvedimento nei confronti di chi, a seguito di una politica all'intesa del Cicero pro domo sua ha messo in essere, nel nostro Paese l'attuale stato di cose, per cui questi non dovrà rispondere del suo operato e si avrà il perdurare delle stesse cose poste in essere.
Conseguenze per i cittadini: aumento delle bollette del gas e dell'elettricità; conseguenze per chi da ciò ha lucrato: nessuna.
V'è di più: queste norme restrittive emanate dal governo, che si sostanziano nella riduzione, seppure temporanea, dell'orario di riscaldamento e nella diminuzione di un grado della sua intensità, sembrano essere state ascritte fra le leges imperfectae dello Stato, cioè tra quelle leggi che non contengono alcuna sanzione.
In buona sostanza queste disposizioni si sono rivelate chiacchiere. Risulta, infatti, difficile credere che nelle varie abitazioni i cittadini abbiano ulteriormente diminuito, per tempo e per intensità, il riscaldamento domestico, soprattutto se si considera che chi lo aveva già fatto lo aveva fatto per ragioni economiche e non certo per ragioni sociali.
Risulta facile constatare, invece, che nei pubblici uffici - eccezion fatta per gli ospedali, intendendo per ospedali soltanto i luoghi di degenza e di cura e non anche i rispettivi locali amministrativi - non si sia provveduto di conseguenza.
Magari si sono aperte le finestre, ma la temperatura del riscaldamento non è stata ridotta e stufe e stufette varie sono rimaste accese, in aiuto dei riscaldamenti centrali, alla faccia delle disposizioni governative. I motivi sono facilmente intuibili: temperatura ridotta uguale meno consumo, meno consumo uguale meno guadagno per i fornitori, meno guadagno uguale meno denaro disponibile e distribuibile…con tutte le conseguenze del caso.
E l'opposizione? Silenzio! L'opposizione, che spesso starnazza senza motivo e senza mai dare suggerimenti di sorta, è rimasta in silenzio, perché “i furbi” di turno sono stati creati, cresciuti, educati, assunti e mantenuti sotto la sua giurisdizione e secondo i suoi principi. Furbi che sembrano essere inamovibili, immutabili, eterni. Guai a chi li tocca.
E pensare che sarebbe bastato fissare la temperatura dei vari riscaldamenti pubblici, sigillare i vari termostati, attribuire la responsabilità dell'osservanza del tutto ai vari dirigenti, prevedere delle sanzioni, controllare i consumi, non in generale, ma singolarmente, applicare le sanzioni, coinvolgere l'ENI, o chi per essa, in funzione delle sue responsabilità, ridistribuire le risorse. Tutto ciò non è stato fatto. Nessuno ha strillato. La norma di carattere generale è stata sopraffatta dai vari privilegi di cui ogni singolo “furbo”, pur in assenza di un provvedimento specifico, si è sentito assegnatario, dimenticando che il privilegio era introdotto da una fonte di produzione, dalle quali era esclusa la consuetudine, e che, originariamente, indicava un trattamento sfavorevole a carico di determinate persone.
Originariamente purtroppo, perché oggi la fonte della norma singolare è stata estesa anche alla consuetudine, e tutti, trasgressori per primi, ci sentiamo innocenti.
Dobbiamo constatare che si va facendo strada uno strano concetto: la norma vale per gli altri, e solo per i deboli.
Abbiamo avuto meno gas, sarebbe bastato metterci un giacchettino in più, non sarebbe stata, come non è poi stata, la fine del mondo. Unica conseguenza, inspiegabilmente rimasta anche ad emergenza passata, l'aumento, a carico dei cittadini, delle bollette elettriche  del gas.
A carico dei responsabili: niente. Piove sul bagnato. E se avessimo avuto veramente una stagione fredda? Che al buon Dio non venga in mente di metterci alla prova!
Claudio Santella


Malasanità
di Francesca Bruti


Vorrei raccontare un fatto avvenuto circa un mese fa; fatto che porta in sé dei risvolti a mio avviso molto gravi dal punto di vista sia umano sia giuridico.
Una giovane signora di mia conoscenza si è recata una mattina presso la sede vecchia dell'Ospedale di Viterbo in piazza San Lorenzo, chiamato Ospedale Grande degli Infermi, dove si trovano ancora alcuni ambulatori ed uffici. La signora si è recata presso l'ufficio apposito per richiedere una visita pediatrica per il figlio di quattro anni.
Infatti, il bambino non è ancora seguito da un proprio pediatra di fiducia; così era necessario fare una visita di controllo presso uno dei dottori a disposizione negli ambulatori.
La prima risposta che ha ricevuto è stata che sarebbero stati necessari molti incartamenti e documenti. Alcuni giorni dopo, si è recata di nuovo presso l'ufficio con le documentazioni necessarie, e poi si è recata lì ancora una terza volta per un'ulteriore carta; ma si è vista nuovamente negare la possibilità di far visitare il figlio. Perché?
Secondo la loquace risposta di chi in quel momento l'ha ricevuta, non c'erano dottori disponibili e chissà quando ci sarebbero stati.
La signora ha insistito, ma non c'è stato niente da fare. Alla fine, se n'è dovuta andare via, con il bambino che avrebbe avuto bisogno della visita di un dottore e che una settimana dopo è stato portato al pronto soccorso, a causa della febbre alta e della mancanza di un proprio pediatra.
Premettendo che chiunque si presenti in ospedale con la richiesta di essere visitato, qualsiasi sia il tipo di controllo di cui necessita, ha il sacrosanto diritto di essere assegnato ad un medico; vi chiederete per quale motivo proprio a lei è stata negata l'assistenza pediatrica per il figlio.
Dovete sapere che madre e bambino provengono dalla Romania; anche se il piccolo ha iniziato a frequentare l'asilo in Italia ed entrambi i suoi genitori lavorano ormai da diversi anni nella nostra città, con regolari permessi. Mi sorge spontaneo il dubbio che questa diversa nazionalità possa aver influenzato gli impiegati dell'ospedale al momento della richiesta della visita; richiesta che forse sarebbe stata esaudita senza problemi per qualsiasi altro cittadino nostrano.
E' inutile citare nomi e cognomi dei protagonisti della vicenda, perché la gravità del fatto sussiste a prescindere. Infatti, sapete come è andata a finire?
Dopo numerose telefonate della nostra signora-mamma, è bastato l'intervento di un'altra signora, questa volta viterbese doc, a procurare senza problemi un pediatra disponibile!
Al riguardo, riporto di seguito gli estremi legislativi come prova del fatto che a tutti i cittadini nazionali, comunitari ed extracomunitari deve essere assicurata l'assistenza sanitaria, come diritto per legge e soprattutto come diritto umano:
- il Decreto 18 maggio 2004 del Ministero dell'Economia e Finanze di concerto con il Ministero della Salute (pubblicato nel supplemento ordinario alla G.U. n. 251 del 25 ottobre 2004) ha introdotto il nuovo ricettario del Servizio Sanitario Nazionale.
Tale ricettario è entrato in vigore a partire dalla regione Abruzzo, il 1° novembre 2004, e per le rimanenti regioni, al più tardi dal 1° gennaio 2005. Ai sensi dell'art. 1 comma 2 del citato decreto, il ricettario è altresì utilizzato per “ le prescrizioni delle prestazioni sanitarie agli assicurati, cittadini italiani o stranieri, residenti o in temporaneo soggiorno in Italia, il cui onere è a carico di istituzioni estere in base alle norme comunitarie o altri accordi bilaterali di sicurezza sociale”.
Pertanto, a partire dal 1° novembre per la regione Abruzzo, e dal 1° gennaio 2005 per le rimanenti regioni, i medici dovranno utilizzare la nuova ricetta per tutte le prestazioni per le quali era in uso il carnet della salute:
o visita ambulatoriale (medico-generica e pediatrica);
o prestazioni extra (sono le prestazioni aggiuntive indicate nell'allegato D del DPR 28 luglio 2000, n. 270 “Regolamento di esecuzione dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale”.
Francesca Bruti


Fortuna che c’è la legge
di Patrizia Labellarte


È un anno o poco più che, finalmente, si è tornati a respirare all’interno dei locali pubblici.
Ciò è stato possibile, grazie all’introduzione della legge sul divieto di fumo nei locali, i quali si sono adeguati creando degli spazi interni o esterni adibiti esclusivamente ai fumatori.
L’impegno da parte dei gestori  dunque c’è stato, ma l’impegno da parte dei clienti? beh, quello, in alcuni casi un po’ meno.
Il caso lampante? Sicuramente le discoteche! Certo, non tutte, ma in alcune di esse il problema fumo sembra non cessare! Nonostante l’impiego di alcune uscite di sicurezza a sala fumatori, con tanto di tendoni per ripararsi dalle intemperie,  non c’è niente da fare: la maggior parte dei giovani preferisce consumare la sigarettuccia altrove. ed indovinate dove? nell’anticamera del bagno dove, il più delle volte per la mancanza di finestre, si trasforma in una nuvola di nicotina, il che comporta una situazione inevitabile: aria irrespirabile e vestiti impregnati di fumo!
Allora mi chiedo: dov’è il rispetto per chi non fuma? E, del rispetto della legge, ne vogliamo parlare?
È possibile che nessuno della sicurezza non si sia mai accorto di questo, oppure non ha mai voluto accorgersene?
Quindi se ancora non è chiaro, mi rivolgo a voi, cari gestori, nella speranza che possiate aprire gli occhi e prendere seri provvedimenti!
Patrizia Labellarte


Baccaionate
di Baccaione

C'è doping  e doping - Nelle recenti olimpiadi di Torino, ad una campionessa olimpica trovata positiva al controllo  antidoping è stata tolta la medaglia d'argento che aveva “vinto” e le è stato comminato un periodo di squalifica dalle attività sportive.
Visto che si trovava a Torino avrebbe potuto rivolgersi, per tutelare la sua buona fede, agli avvocati della Juventus, che hanno difeso, con successo e contro ogni previsione, quella società da analoghe accuse. E' sempre in tempo a farlo.

Abbonamenti - E' mai possibile che per fare l'abbonamento di una qualsiasi corsa di un qualsiasi autobus urbano, un qualsiasi cittadino debba sospendere la propria attività lavorativa per circa un'ora? Cari concittadini, in tutta Viterbo c'è una sola rivendita di abbonamenti per il servizio del trasporto pubblico urbano offerto dalla società Francigena (ex SAUV), che si trova in piazza dei Caduti, e questa rivendita è aperta solo di mattina.
Non sarebbe il caso che si desse la possibilità ai cittadini di fare l'abbonamento anche nel pomeriggio, magari presso gli uffici della società Francigena, in via san Biele?
Quali sono le difficoltà'? E' dato conoscerle?

Quote rosa - Questa forma di garantire, in misura percentuale, la presenza delle donne in questa o quella attività, in questa o quella elezione, è illegittima.
Del resto, a conferma della illegittimità basta ricordare che già in passato venne promulgata una legge del genere, che fu dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale.
Le donne hanno gli stessi diritti degli uomini: punto e  basta. Nel caso in specie possono avere anche il 100% delle quote. Il trattamento deve essere uguale. Non perdiamoci in discorsi sterili e soprattutto non prendiamo direzioni sbagliate ed illegittime.

Mutanda - Sì mutanda e non mutande; cioè a dire cose da cambiare, perché di cose da cambiare ce ne sono molte. Alcune di esse sfuggono, ma sono ugualmente importanti, tanto importanti che il più delle volte vengono artatamente messe in secondo piano o addirittura nascoste.
Vi faccio un esempio: in linea di massima ciascuno di noi, per poter maturare il diritto a pensione deve lavorare, più o meno quaranta anni, e, sembra che questo limite tenda progressivamente ad aumentare per vari motivi.
Vanno fatte le dovute eccezioni di comodo, naturalmente, perché vi sono delle categorie cui è consentito derogare a questo limite da provvedimenti che sono stati adottati non nell'interesse della collettività,  ma nell'interesse delle categorie beneficiarie. E ciò anche se la collettività ne debba subire, per conseguenza, degli svantaggi, se non addirittura dei danni. Esempio principe: i parlamentari.
Questi rappresentanti del popolo, questi onorevoli, come amano essere definiti, hanno stabilito, da se stessi, che, per loro stessi, ed unicamente per loro, sono sufficienti  due legislature, che poi, attraverso altri provvedimenti di pertinenza, si riducono ad un tempo minore, per maturare il diritto a pensione.
Nessuno, nemmeno la cosiddetta, inesistente, “opposizione”, si è mai sognato di proporre un referendum per abrogare queste norme, nemmeno chi di questo strumento abrogativo ne ha fatto, ne fa e sembra intenzionato a farne, uso ed abuso. Altro esempio: al prossimo numero.

Tutto è relativo - Nostro Signore Gesù Cristo, con cinque pani e tre pesci sfamò cinquemila persone. Sono portato a credere che se nostro Signore anziché nel deserto si fosse trovato nel bel mezzo di un qualsiasi agone politico della nostra Italia, con cinquemila pani  e tremila pesci sarebbe riuscito a sfamare, si e no, tre persone. Mistero della fede (politica).

Piscina comunale - A settembre il primo tuffo. Calma ragazzi: settembre c'è tutti gli anni.
Aviaria - Il ritrovamento dei cigni morti, avvenuto nell'Italia meridionale ed insulare, ha provocato scompiglio e gravi ripercussioni economiche. Per evitare il panico e l'aggravarsi dei danni  economici  i vari responsabili del settore, coadiuvati dai nostri politici, si sono subito adoperati a dimostrare ed a dire che non c’era pericolo a mangiare i polli.
Cari rappresentanti, più o meno interessati,  e cari politici Vi chiediamo: se non fosse stato per il ritrovamento dei cigni morti sarebbe stato scoperto l'allevamento irregolare in  loco? Certo che se la scoperta di questo allevamento “in nero” fossa stata fatta prima e non dopo il ritrovamento dei cigni morti per aviaria i cittadini si darebbero fidati di più. I danni economici sarebbero stati minori.
Così, è difficile  pretendere fiducia. I polli sono buoni,  ci dite, non c'è pericolo… benissimo,  mangiateli, anzi facciamo così: Voi ci chiedete di fidarci? ed allora noi Vi portiamo i polli: mangiateli Voi,  quelli che Vi portiamo noi,  però,  e non quelli che ci fate vedere e ci ammannite Voi. E  questi nostri polli da dove provengono? Vi chiederete. Fidatevi.  Ponetevi Voi questi dubbi,  signori custodi.
Ponetevi Voi quei dubbi che ora come ora è costretto a porsi il povero cittadino comune,  il quale,  non sapendo più come difendersi,  che cosa fa? Non compera.
Non compera perché non si fida,  perché ha paura. E la paura si vince con la fiducia, fiducia che si conquista con la stima, stima che si acquista con il ben operare e non con le chiacchiere.
Ed in caso di malattia curateVi attraverso la struttura sanitaria pubblica, come il povero cittadino comune,  facendo la fila,  senza usare corsie preferenziali, magari passano a miglior vita nell'attesa. Mi viene da ridere.
Baccaione


Viterbese in serie D
di Riccardo Manca


Nel campionato 1977/78, la Viterbese disputò la serie D.
La compagine gialloblù aveva tutte le possibilità per giungere, alla fine dei giochi, nella griglia delle prime tre o quattro posizioni.
L’inizio del campionato, sette punti in dieci gare, non prometteva bene. Il derby di andata, Tuscania - Viterbese, disputatosi di fronte a circa cinquemila spettatori finì in parità.
La dirigenza gialloblù tentò di rinforzare la compagine con il ritorno di Manlio Morera. La Viterbese vinse, battendo rispettivamente Almas e Quartu, le due partite successive al reinserimento in squadra di Manlio Morera. In seguito, la sconfitta rimediata contro il Cisterna ed il pari interno (zero a zero) a cospetto della Romulea. A questo punto la situazione in classifica si fece davvero pesante: la Viterbese quartultima con dodici punti; il Tuscania leader del campionato ne aveva solo sette in più. Ecco la crisi, ecco le dimissioni di massa. La società passò nelle mani del sindaco. I giocatori risposero alla crisi pareggiando ad Iglesias, aggiudicandosi la gara contro il Calangianus e battendo anche il Tor Sapienza, ultimo in classifica. Poi, a Nuoro, tutto da rifare quando la Viterbese perse con tre gol di scarto. Una sconfitta davvero pesante, ormai il capitolo C/2 era chiuso; scopo della squadra restare in serie D.
Nel derby contro il Frosinone, l’indomito Manlio Morera si rese protagonista di due gol da cineteca e scacciò, per quel momento, i fantasmi. Fu l’ultimo guizzo della stella Morera. Il giovane calciatore, dopo appena un mese, rimase vittima di un incidente stradale che gli costò la vita. La speranza, a questo punto, era che la stagione finisse presto.
Per la riforma del campionato, la Viterbese venne accorpata ad un girone di molte squadre toscane. I calciatori Boi, Mapelli, Testorio, Sala, Palmieri, Cuccuini e Carlucci erano i pilastri dove poggiare la Viterbese di fine stagione.
Alla resa dei conti, i cannonieri gialloblù furono Boi, Sala e Patacca.
Così, come nel finale di una favola, la Viterbese rimase in serie D.
Riccardo Manca


La nostra Camera di Commercio a Monaco


I prodotti tipici della Tuscia viterbese sono stati presentati in Germania, per il Salone internazionale del turismo e tempo libero, dalla Camera di Commercio di Viterbo dal 18 al 22 febbraio al CBR 2006 di Monaco di Baviera.
Si è felicemente e positivamente conclusa il 22 febbraio, a Monaco di Baviera, in Germania, la 37a edizione del CBR, il Salone internazionale del caravan, delle attività nautiche e del turismo, considerato nel settore, uno degli appuntamenti fieristici più importanti, con oltre 1200 espositori provenienti da 65 Paesi.
Alla manifestazione anche quest'anno, come detto, è stata presente la Camera di Commercio di Viterbo all'interno del padiglione della Regione Lazio, con l'intento di promuovere le bellezze ambientali, artistiche e culturali della Tuscia, che tanto fascino suscitano tra i turisti tedeschi.
Punto di forza della provincia di Viterbo sono stati, ancora una volta, i prodotti tipici che durante l'appuntamento fieristico si sono fatti apprezzare grazie all'organizzazione di specifiche degustazioni e cene a tema.
Ampio spazio è stato dato ai prodotti col marchio “Tuscia viterbese” tra cui il formaggio, l'olio extravergine di oliva Dop Canino, il miele e le ceramiche artistiche; come anche i vini con marchio di qualità Doc e Igt, nonché i salumi. “Il nostro ritorno a questa manifestazione - ha detto Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo -,prima tappa all'estero del ricco programma fieristico 2006, è stata seguita con molto interesse dagli operatori economici viterbesi, in quanto i turisti tedeschi ogni anno fanno registrare il maggior numero di presenze tra gli stranieri in alberghi, agriturismi e campeggi della Tuscia”.


Ed i prodotti della Tuscia... divennero famosi!
di Patrizia Labellarte


Grande successo a Mosca per i prodotti gastronomici made in Tuscia.
Prosciutto e salumi, olive e vino sono stati, la scorsa settimana i protagonisti della “Pro dexpo”, la più importante fiera di enogastronomia organizzata in Russia.
L’iniziativa promossa dalla Confartigianato ha visto la partecipazione di alcune aziende leader nel settore, nonché la presenza di un ospite d’eccezione, l’ambasciatore italiano.
Grande affluenza nello stand italiano e tanti gli apprezzamenti ricevuti.
La confartigianato soddisfatta per i risultati ottenuti, non mancherà di certo all’appuntamento del prossimo anno.
Patrizia Labellarte


Giancarlo Bandini presidente


L'Associazione culturale - ricreativa “Santa Maria dell'Edera” ha proceduto al rinnovo delle cariche statutarie.
Dopo la relazione del presidente uscente, il quale ha messo in rilievo l'attività svolta nel decorso anno 2005 (Rassegna delle Corali, Nutella Party, Concorso dei Presepi in famiglia, ecc.), l'assemblea dei soci ha eletto il nuovo direttivo nelle persone di Giancarlo Bandini, presidente, Anna Maria Grani vice presidente, Enio Peverini, Gianfranco Piazzola ed Eugenio Rastrelli.
Il professor Bruno Barbini è stato confermato direttore responsabile del periodico “Camminiamo Insieme”, con il colonnello Stefano Torrisi a capo del comitato di redazione.
L'Associazione, si propone di operare per la elevazione della vita sociale e di relazione della comunità dei cittadini dei quartieri dell'Ellera e di Santa Lucia.
A tal fine, in stretta collaborazione con la Parrocchia, la Circoscrizione, il 3° Circolo didattico, la Scuola Media “Pietro Egidi”, ed ogni altra realtà sociale presente nel territorio di competenza, intende mettere a punto una serie di iniziative culturali, ricreative, sportive e di solidarietà.


60° di sacerdozio di don Frare

Viterbo 16 Marzo 1946 - 2006

PROGRAMMA
Sabato 18 Marzo ore 16,30 nel Santuario di Santa Rosa dove don Frare è stato consacrato sacerdote nel 1946.
Domenica 19 Marzo ore 10,30 nella Chiesa di San Sisto, parrocchia di don Frare dal 1929.
Domenica 26 Marzo ore 10 nella Chiesa di Sant’Andrea apostolo nella quale da 50 anni don Frare svolge il suo mistero.
Don Pietro Fare con tanta amicizia invita confratelli, parenti, amici e quanti lo ricordano:
Scouts, Azione Cattolica, Unitalsi, alunni dell’Istituto Paolo Savi e delle altre scuole, Gavac, Carceri dove ha svolto il ministero di cappellano e tutti quelli che ha incontrato in tanti altri servizi sacerdotali a ringraziare con lui il Signore partecipando con Fede a una delle tre Celebrazioni Eucaristiche in programma, o almeno con la preghiera personale.

postato da: Spvit | 09:21 |