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sabato, maggio 29, 2004

Il mercatino dell'antiquariato-artigianato
piu' grande dell'Alto Lazio
"Sotto il campanile"

CHE SI TENEVA A VITERBO, cacciato da Gabbianelli,
E' a VITORCHIANO,
Domenica 27 Giugno 2004
e ogni ''quarta'' domenica del mese

LA CITTA'

26 Maggio 2004
Anno XIV n° 10


Sarà, finalmente, il sindaco di tutti
Severo Bruno la pensa così
di Mauro Galeotti

Continuo a far conoscere il candidato sindaco di Viterbo Severo Bruno a
chi vuole che in Comune torni trasparenza e regole uguali per tutti.


Nella prima parte dell'intervista, Lei ha parlato di temi programmatici.
Anche gli altri candidati a Sindaco parlano di programmi, senza suscitare
però entusiasmo negli elettori, come invece succede a Lei ogni volta che
incontra la gente. Come spiega queste reazioni?


Se nasce entusiasmo intorno alle mie proposte, non credo sia soltanto merito mio. Forse è il metodo che incontra il favore della gente: io provo a farla parlare, per conoscerne i problemi e le necessità. Propongo poi soluzioni, valorizzando i suggerimenti che nascono dalla partecipazione dei presenti.
Credo di indovinare così il segreto desiderio di ciascuno di contribuire a cambiare le cose, e a progettare il futuro.


Non teme di spiegare troppe cose a vantaggio dei suoi concorrenti?

Non basta parlare delle stesse cose per apparire altrettanto credibile.
Il metodo in questo caso è essenziale- io non ''faccio'' il democratico, io ''sono'' democratico, credo nella libertà e sovranità dei cittadini.


Forse per questo ha voluto avere una sua lista civica?


I cittadini possono esprimersi attraverso i partiti, che sono essenziali alla vita democratica, ma se lo vogliono possono anche decidere di associarsi liberamente per partecipare alla vita politica.
Il mio tentativo consiste in un invito alla politica rivolta a tutti i Viterbesi: l'invito a prendere in mano le sorti della città senza condizionamenti ed apparentamenti.
La mia lista civica vuole interessarsi dei problemi concreti dei Viterbesi, dando voce a coloro che fino ad oggi hanno fatto da spettatori: mi oriento su Prodi, sulla sua lista unitaria per le elezioni europee, nel solco della migliore tradizione liberal democratica.


E' favorevole alla nostra permanenza in Iraq?


Sono del tutto contrario alla guerra e ricordo che su questo argomento solo Papa Giovanni Paolo II e pochi altri hanno avuto il coraggio di dire un no senza condizioni.
Penso al dramma dei ragazzi caduti laggiù, inviati alla guerra senza armi ed istruzioni adeguate, sacrificati alla retorica qualunquista. Voglio esprimere alle famiglie la mia commossa partecipazione.


Che ne pensa dell'Euro?


L'Euro ci ha sostenuto efficacemente nella crisi economica che la destra al governo ci ha regalato: senza la moneta unica avremmo dovuto svalutare più volte la lira, con effetti deleteri sull'inflazione.
Detto ciò, si deve però denunciare la pessima politica del governo attuale che ha omesso qualsiasi cautela nel passaggio tra le due monete. Forse perché distratto da altre misure legislative riguardanti il Presidente del Consiglio; il Governo non ha nemmeno prolungato il periodo della doppia indicazione dei prezzi, che sarebbe stato l'unico mezzo capace di avvertire i consumatori delle speculazioni in atto.


Che pensa di fare per l'economia viterbese?


Penso di intervenire con fantasia e coraggio per inventare, se necessario, il modo di rilanciare il turismo.
Il centro dovrà essere visitato da migliaia di turisti ogni giorno: i visitatori dovranno essere oggetto delle nostre cure, dovranno divertirsi a girare la città.
Insieme al turismo itinerante dovremo rilanciare o lanciare quello stanziale, cioè dovrà aumentare il numero di persone presenti in città per più giorni, per i fanghi termali, per le cure estetiche ecc...
Anche gli studenti universitari dovranno essere al centro della nostra attenzione: se possibile, cercherò di agevolare la crescita dell'Università della Tuscia, secondo i programmi del senato accademico e del Rettore.
Mauro Galeotti


Si trova nel dimenticato quartiere S.Lucia
Parco giochi abbandonato
di Agnese Galeotti

Per l'ennesima volta mi trovo a segnalare disagi nel quartiere di Santa Lucia. Ennesima perché già in passato su questo foglio ho trattato le degradate condizioni del giardino del quartiere. Beh, in una di quelle pagine rendevo nota l'esistenza di alcuni giochi per bambini pericolanti e pericolosi!
L'Amministrazione Comunale tolse quei giochi, da allora sono passati diversi mesi e non sono mai stati sostituiti da altri nuovi. Ancora una volta, sono qui a scrivere, a denunciare il degradato stato del giardino di Santa Lucia.
I pochi giochi rimasti sono assaliti dall'erbaccia! La stessa sbuca persino dalle fessure delle panchine, alcune addirittura rotte e mancanti di pezzi.
La staccionata è completamente sommersa tra erba e ortica. Era già in cattive condizioni e mancante per quasi tutto un lato del giardino, mette in costante pericolo i bambini che giocando possono raggiungere facilmente la strada ed essere investiti. Il cestino dell'immondizia anch'esso è disperso nei rovi. Le altalene sono rotte. Le condizioni dei giochi rimasti sono scarse.
Insomma è un'indecenza! Un giardino serve a far giocare i nostri bambini, a far assaporare agli anziani un po' di verde e di tranquillità. Io non manderei mai mio figlio in un posto sporco, trascurato e pericoloso come il giardino di Santa Lucia. L'erba potrebbe nascondere animali che potrebbero mordere i bimbi mentre corrono e giocano.
Ripeto ho scritto e riscritto su questo problema... magari l'avvento delle elezioni alla carica di nuovo sindaco della nostra bella Viterbo, spronerà l'amministrazione comunale a risolverlo definitivamente senza abbocchi né giochetti.
E se neanche le elezioni serviranno, beh... a giugno... Severo Bruno pensaci tu.
Agnese Galeotti


I soliti prepotenti
Manifesti abusivi

di Simone Galeotti

In questi giorni potete osservare le strade della nostra città ''invase'' dalla sempre più incombente campagna elettorale. Non tutti sanno che, in realtà, questa campagna pubblicitaria non può e non deve essere fatta al di fuori degli spazi preposti. Per questo motivo il Comune ha fatto installare decine di pannelli dedicati alla raccolta di tutti quei manifesti elettorali che, immancabili, caratterizzano ogni campagna elettorale. Purtroppo c'è qualcuno che ancora pone abusivamente i suoi bei manifesti al di fuori di questi luoghi, AN ne è un chiaro esempio.
La cosa più grave è che alcuni partiti oltre tutto, non rispettano nemmeno le suddivisioni degli spazi predisposti dal Comune. Infatti ogni pannello ha le sue suddivisioni con numerati gli spazi che spettano di diritto a questo o quel candidato. Ma, vista la noncuranza della nostra amministrazione, questi spazi non vengono quasi mai rispettati. Squadre di ''attaccatori'' incalliti tappezzano intere file di pannelli, coprendo immancabilmente gli spazi riservati ad altri candidati.
Questa è democrazia? Perché il Comune non fa qualcosa contro chi lede il diritto di un candidato a non doversi vedere coperti abusivamente i propri manifesti elettorali? Perché il candidato che si comporta correttamente si deve poi caricare di un'ulteriore spesa per ristampare quei manifesti che, altri, gli hanno coperto ingiustamente?
Il Comune non ha preso nessun provvedimento a riguardo? questo ci fa capire quanto, questa amministrazione, tenga alla democrazia. E' pure vero che molti dei manifesti ''abusivi'' sono proprio quelli di Alleanza Nazionale, proprio il partito del sindaco scadente Giancarlo Gabbianelli? Ma guarda il caso!
A me non resta che una considerazione? Ma quei candidati che già ora se ne sbattono della democrazia e degli altrui diritti, quando saranno al potere, allora, che combineranno?
Speriamo che chi illegittimamente invade gli spazi elettorali assegnati ad altri venga punito al più presto.
Io, dal canto mio, non darò il mio voto ad alcun candidato che, illecitamente, attacca i propri manifesti negli spazi riservati ad altri, e voi, fate lo stesso!
Simone Galeotti


Esponenti della società civile sostengono la candidatura
Carlo Galeotti candidato nella lista ''Bruno per Viterbo''

Antonello Ricci, Gino Roncaglia, Patrizia Prosperi e Marcello Baraghini a sostegno della candidatura di Galeotti

Esponenti della società civile sostengono la candidatura a consigliere comunale, nella lista ''Bruno per Viterbo'', del giornalista e saggista Carlo Galeotti.


Carlo Galeotti è uomo sincero. Di parte, certo, ma non fazioso. Sa bene che in democrazia la cosa più importante è rispettare, sempre e comunque, il proprio avversario.
Ed è giornalista bravo e coraggioso: in uno dei momenti più bui della vita democratica di questa città, è entrato nelle chiuse stanze del Palazzo per raccontare ai Viterbesi, denunciando, come da tempo non si faceva più, con rigore e passione, le cattive scelte e il precario stato di salute del Consiglio
Comunale uscente. Anche per questo nella prossima sindacatura potrà dare un contributo prezioso.
Antonello Ricci

Antonello Ricci, scrittore e poeta, ha dato vita al movimento ''Salviamo
l'Arcionello'' per la creazione di un vero parco in una delle aree più interessanti
della città.

Caro Carlo,
sapendoti direttamente impegnato nella ormai prossima competizione elettorale, e avendo avuto modo di apprezzare in tante occasioni il tuo impegno per la crescita culturale del viterbese e le battaglie condotte - anche attraverso la meritevole iniziativa di Tusciaweb - per la difesa e la valorizzazione del territorio, tengo a confermarti, e a confermare al candidato sindaco Severo Bruno, tutta la mia vicinanza e il mio appoggio.
Confido che la scadenza elettorale possa essere l'occasione per raccogliere i frutti dell'importante lavoro che avete condotto finora; pur non essendo iscritto, come sai, nelle liste elettorali viterbesi, seguirò l'esito delle elezioni comunali con forte partecipazione, e con l'augurio sincero che esse possano segnare una svolta positiva per la crescita culturale e politica di Viterbo.
Con affetto
Gino Roncaglia


Gino Roncaglia insegna all'Università della Tuscia ed è uno dei massimi esperti di Internet in Italia. E' coautore dei manuali su Internet pubblicati dalla Laterza, arrivati ormai alla quarta edizione e alla quattordicesima ristampa (Internet 2000 e Frontiere di rete: Internet 2001, che c'è di nuovo).
Fin dal primo ciclo, ha collaborato in qualità di autore testi alla trasmissione MediaMente di RAI Educational.

Appoggio e sostengo la candidatura di Carlo Galeotti a consigliere comunale per la città di Viterbo, perché lo ritengo persona da sempre fortemente caratterizzata per l'impegno sociale e civile.
Ha partecipato ed ha promosso numerose attività ed iniziative per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, per la tutela dei più deboli, per il raggiungimento delle pari opportunità, con profonda coerenza personale.
E' un uomo di cultura, ben inserito nella realtà, in particolare quella del territorio viterbese.
Penso che la sua presenza in consiglio comunale sarà significativa e di garanzia per la democrazia.
Patrizia Prosperi

Patrizia Prosperi è assistente sociale, responsabile di servizio sociale presso la ASL di Viterbo.

Caro Carlo,
come te sto combattendo le colate di cemento selvaggio nel paese in cui vivo. Credo, anche per questo, fermamente che una tua presenza in consiglio comunale possa segnare la differenza e per questo ritengo vada sostenuta la tua candidatura a consigliere comunale. Serve una ventata di impegno e cultura per far uscire definitivamente Viterbo da anni di oscurantismo e degrado. Un degrado sempre più evidente e aggravato dall'operato della amministrazione uscente.
Marcello Baraghini

Marcello Baraghini è uno degli editori più creativi e originali del panorama italiano ed europeo. E' famoso in tutto il mondo per l'invenzione dei Millelire e per la capacità di interpretare con la sua casa editrice, Stampa alternativa, le novità che emergono dalla società italiana.



Gabbianelli ci lascia una città desertificata
di Carlo Galeotti

''In cinque anni questa pessima amministrazione non è riuscita a risolvere un solo problema della città'', Carlo Galeotti, giornalista e saggista candidato nella lista Bruno per Viterbo, non lesina critiche alla giunta uscente guidata da Gabbianelli.
''Non un solo passo è stato fatto per collegare Viterbo a Roma in modo rapido - spiega Galeotti-. Il raddoppio della Cassia è diventato una sorta di mito per i Viterbesi. Grazie proprio al disimpegno della giunta Gabbianelli.
E dire che per la prima volta c'era una maggioranza omogenea a partire dal
Comune per arrivare al governo. E invece niente. Non un solo passo è stato fatto per rendere più facile la vita degli imprenditori viterbesi.
E questo comporta che i nostri giovani, per lavorare, sono costretti ad andare via dalla città. Il centro storico è stato letteralmente desertificato.
I commercianti del centro sono stati messi in difficoltà in continuazione.
Con la chiusura delle porte a seconda dell'umore dell'amministrazione, con la penalizzazione di chiunque si recasse al centro.
Per mettere due faretti sotto le porte della cinta muraria, Gabbianelli ha fatto impazzire per giorni e giorni il traffico. Questo inverno è bastato che nevicasse un'ora per mandare in tilt la città''.
E non basta.
''La cosa più grave è il disprezzo che questa amministrazione ha per i cittadini viterbesi. Basti vedere che cosa sta accadendo in questi giorni.
Per portare a termine una serie di lavoretti prima delle elezioni, la città è stata messa a soqquadro. Insomma Gabbianelli vuole tagliare qualche nastro sotto elezioni, e, per fare questo, ha reso la vita impossibile a tutti i cittadini. Domanda: l'amministrazione non poteva fare questi lavoretti prima e in modo razionale? Senza gettare la città nel caos. E la cosa è talmente vera che in ogni dove si leggono cartelli con le scuse dell'amministrazione per i gravissimi disagi che i cittadini debbono sopportare. Io credo che c'è un solo modo per evitare i disagi: mandare a casa questo sindaco, il peggiore dal dopoguerra ad oggi''.
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Carlo Galeotti candidato consigliere comunale Viterbo
Telefono 3387796471


Per cambiare basta un segno di croce
di Bruno Matteacci

Care lettrici, cari lettori, sarebbe facile, da parte mia, fare una lunga elencazione delle deficienze amministrative della Giunta del Centro Destra che per cinque anni ha occupato o meglio ha riscaldato le poltrone del Comune di Viterbo, senza fare quanto i cittadini si aspettavano.
Il comportamento di questo sindaco, che come ho scritto, non lo nomino se non indicandolo alla cittadinanza come ''il peggior sindaco dal dopo guerra ad oggi'', è stato la brutta copia di quello di certi tempi, da non ricordare.
Esteriorità, pavoneggiamenti, tante chiacchiere e pochi fatti: una aiuola, quattro fiori, quattro balli in piazza, molte cerimonie nelle quali c'è sempre lui, in varie pose che mostrano la sua arroganza, la sua immagine attorniato da qualche servo sciocco, come faceva a suo tempo la buonanima!
E' stato il sindaco del potere, è il sindaco antidemocratico per eccellenza e vorrebbe essere il sindaco del futuro senza alcun programma. E' pur vero che il programma che illustrò ai Viterbesi nel 1999 non ha visto la soluzione di nessuna delle idee proposte, quindi, in effetti, perché proporne un altro?
Si è preoccupato di far affiggere manifesti in tutta la città, ma non si è preoccupato di tracciare uno straccio di proposta per il futuro di Viterbo.
Non è gradito nemmeno da FI tanto è vero che non hanno preso alcun accordo tutto è rimandato a dopo le elezioni. Prova sacro santa di debolezza!
Si è visto rifiutato dagli alleati (FI) mentre lui chiedeva l'aumento degli assessorati da otto a dieci, si è visto sottovalutato alla presenza del leader di altri gruppi politici che dovrebbero assicurare voti ignorando di dire ai Viterbesi cosa intende fare...
Care lettrici e cari lettori che in questo momento diventate elettrici ed elettori, fate attenzione ai candidati ''saltimbanco'' che nella durata di una legislatura hanno cambiato posizione politica, fate attenzione ai ''camaleonti'', che per interessi personali hanno cambiato colore politico solo per avere incarichi che lui, il sindaco ''scadente'', ha elargito con facilità, certo che le leve del comando non le sarebbero state tolte.
Amici un piccolo segno di croce potrebbe essere veramente la ''croce'' che dovremmo portare per altri cinque anni. Negate il voto a chi in questi ultimi anni ha malgovernato Viterbo, a chi ha gestito il Palazzo Comunale ignorando che è la ''casa'' di tutti i Viterbesi. E pensare che ci sarebbe stato spazio per tutti usando la democrazia, il rispetto, l'educazione, l'amicizia, la fratellanza, al posto del ''me ne frego'', della prepotenza, della sete di potere, del ''qui comando io''. Viterbesi avete, grazie alla democrazia, la possibilità di scegliere, fatelo e non vi pentirete, non votate chi non cura i vostri interessi, la nostra Viterbo, il nostro futuro. Scegliete, scegliete, siamo in molti di fronte a Voi pronti ad ascoltarvi ed amministrare nell'esclusivo interesse della collettività con capacità, onestà, umiltà ed entusiasmo di fare un cammino insieme.
Io sono schierato come indipendente nella lista della Margherita, grazie
se sarò votato!
Bruno Matteacci

Cortigiani vil razza!
di Mauro Galeotti

Dieci novembre 2003: una delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, la CGIL, invia ai lavoratori del Comune di Viterbo un documento in cui si evidenziano una serie di problematiche riguardanti la gestione del personale dell'ente.
La situazione è di una gravità inaudita: di fronte ad una dotazione organica di 564 unità ben 93 persone esterne prestano servizio a tempo determinato con i compiti più disparati.
Come se gli organici del Comune fossero costituiti da persone prive d'ogni qualificazione professionale, ci sono consulenti per tutte le materie: per l'area di coordinamento, per l'applicazione delle norme contrattuali, per le materie fiscali, per i controlli della gestione, per il contenzioso legale e così via.
Si passa poi ad una serie di professionisti esterni che supportano le attività ordinarie degli uffici: c'è chi studia, chi progetta, chi collabora, chi pianifica in ogni campo, chi fornisce pareri nelle materie più disparate, ecc.
C'è infine una schiera di personale impiegato in attività riconducibili a mansioni prevalentemente amministrative.
Tale personale straordinario costa al Comune di Viterbo la bella cifra di circa 620.000 euro l'anno.
Cifra questa destinata a più che raddoppiarsi se si considerano le altre 50 persone, i tre dirigenti esterni nominati dal sindaco Giancarlo Gabbianelli, due in quota AN e uno in quota FI, e le 47 tra operai ed impiegati assunte con ogni forma di contratto possibile.
Quindi dell'intero organico comunale, lo scorso novembre, ben 143 unità, pari ad oltre il 25% del totale, erano costituite da personale straordinario.
Sorvolo sui criteri con cui tale personale è stato selezionato poiché ognuno di voi sarà in grado di immaginarseli. Faccio solo presente che, salvo pochissimi casi, per tali assunzioni non si è ricorso a selezione tramite bandi pubblici, ma a chiamata diretta.
Tutto ciò in presenza di leggi nazionali che bloccano le assunzioni e in barba al cosiddetto patto di stabilità, strumento con il quale il governo ha cercato, invano, di contenere il deficit pubblico.
C'è poi una fascia di personale, pochi eletti, che, con criteri discrezionali, basati più sull'incondizionata cieca disponibilità e affinità ideologica con il pensiero dominante che sulle effettive capacità, è stata gratificata affidando loro incarichi di grado superiore con relativi aumenti stipendiali.
Questa è la fascia in cui si rinviene la gran parte dei cortigiani (Cortigiani vil razza dannata! Giuseppe Verdi - Rigoletto, atto secondo) del regime del sindaco Gabbianelli, gente pronta in ogni momento a mettersi al servizio del potente di turno e a salire sul carro del vincitore, qualunque esso sia, per pura convenienza personale.
Un successivo documento della fine dello scorso gennaio della stessa organizzazione sindacale chiarisce ancor più drammaticamente la situazione del personale al Comune di Viterbo. Con l'avvento del nuovo anno e in vista delle prossime elezioni, si evidenzia un sempre maggiore ricorso ad incarichi a professionisti e consulenti esterni, senza i quali sembra sia diventato impossibile garantire un adeguato funzionamento della macchina comunale.


La cosa che più mi ha turbato è stata la denuncia del sindacato circa il ricorso a trasferimenti di personale, operati dall'amministrazione, senza fornire le dovute motivazioni, facendo pensare a provvedimenti dettati più da intenti punitivi nei confronti di qualche temerario non chino ai superiori voleri che da effettive necessità di servizio. All'interno del Comune esiste una struttura dal nome prestigioso, la ''Struttura di Consulenza, Studio ed Alta Specializzazione'', che in realtà nulla ha di prestigioso poiché non si sa bene a cosa serva e per tenerla in piedi si spendono svariati migliaia di euro al mese. In essa da oltre un anno sono esiliate due unità di personale colpevoli solo di non trovarsi allineate con i superiori voleri che richiederebbero dipendenti privi di personalità, degli yes man capaci di dire solo e sempre ''si'' senza porre domande o sollevare eccezioni. Le cronache cittadine hanno già fornito indicazioni sul ruolo di questa struttura, un eremo dove relegare persone scomode al regime che potevano rappresentare un ostacolo alla superficialità e improvvisazione con cui sono adottati certi provvedimenti amministrativi. I casi degli ingegneri Mario De Cesare e Giorgio Falcioni, dipendenti storici, hanno avuto ampia risonanza nelle cronache cittadine. Trovatisi da un giorno all'altro anch'essi esiliati, senza adeguata motivazione, nella suddetta struttura, sono riusciti, rivolgendosi alla magistratura, a ottenere l'annullamento degli illegittimi provvedimenti e il reintegro nelle loro funzioni, dando un sonoro metaforico schiaffo all'orgoglio, all'arroganza, alla protervia e alla presunzione del sindaco Gabbianelli che riteneva, senza alcun rispetto della dignità delle persone, di poter disporre a suo piacimento del personale e pretendeva addirittura di essere ringraziato dai dipendenti in questione per il trattamento loro riservato. Vorrò vedere chi pagherà gli eventuali danni che potrebbero essere riconosciuti dai giudici quando esamineranno i fatti nel merito. Se ci saranno risarcimenti, Gabbianelli e compagni questa volta dovranno mettere mano al portafoglio e pagare di tasca loro. E non provino, con qualche sotterfugio, a scaricare tali oneri sulle casse comunali! Una volta tanto, chi ha sbagliato dovrà pur pagare!
E che dire degli ultimi concorsi svoltisi sotto l'amministrazione Gabbianelli?
Senza voler fare della dietrologia essi, guarda caso, sono stati appannaggio di nomi sulla bocca di tutti. In Comune era di moda un totoscommesse sul loro esito e in molti sono riusciti ad azzeccare i risultati. Scriveva recentemente Sabino Cassese, uno dei massimi esperti di pubblica amministrazione, che l'accesso agli uffici con procedure selettive aperte a tutti è un mezzo essenziale per garantire l'eguaglianza. Solo se tutti potranno accedervi, secondo capacità e meriti, si potrà essere sicuri che non ci saranno favoritismi, raccomandazioni e altri comportamenti partigiani.
Ricorrere, come nel caso del Comune di Viterbo, a quei concorsi interni più volte bocciati dalla Corte di Cassazione, come pseudo-concorsi, ha significato solamente produrre la moltiplicazione di nomine politiche.
In questa maniera hanno finito per arrivare ai vertici persone prive di adeguati titoli, quali la laurea, magari entrate in servizio qualche decennio fa con leggi di favore, quali ad esempio quelle sull'occupazione giovanile e il principio del merito, che dovrebbe regolare le carriere, ha finito così per essere dimenticato. Ci sono dipendenti che sotto l'amministrazione Gabbianelli hanno fatto carriere folgoranti. E' il caso della stessa segretaria del sindaco. Giunta in Comune con una delle leggi a favore dell'occupazione giovanile, aveva per lungo tempo svolto modesti compiti esecutivi nell'ambito di segreterie di assessorato. Con l'avvento di Gabbianelli, giunta nella segreteria del sindaco, la sua carriera è letteralmente esplosa. In pochi anni è risultata vincitrice di ben due concorsi interni che l'hanno proiettata ai vertici della sottodirigenza. E siccome tali riconoscimenti non sembravano sufficientemente adeguati al suo valore, le si è addirittura affidato, vista l'esperienza nella materia (sic!), anche il prestigioso incarico di direttore del Teatro comunale dell'Unione. E l'ex segretaria del sindaco Meroi poteva essere da meno? Certamente no! E così ritroviamo anche lei a vertici della sottodirigenza.


I dirigenti di carriera del Comune invece sono stati resi precari e, se non asserviti, indeboliti nelle loro prerogative. E allora largo agli Armando Balducci e ai Romolo Rossetti nominati dirigenti senza aver mai in precedenza svolto alcun incarico dirigenziale, avanti il dottor Maurizio Guerrini seguace di quella finanza creativa cara al ministro Tremonti, largo al comandante Alfredo Matteucci diventato uno dei fedelissimi dopo la nomina a capo di un'area costituita da una sola struttura, quella a lui affidata, e infine largo anche al dottor Paolo Izzi venuto in Comune, nonostante la veneranda età, solo per far contento l'onorevole Nando Gigli che aveva la necessità di riequilibrare lo strapotere di AN all'interno del Comune. In ogni caso chiunque si è allineato, ha avuto i suoi vantaggi, piccoli e grandi che siano, mentre chi ha ostentato qualche riserva ha dovuto pagarne lo scotto.
In quest'ultimo periodo si è addirittura avuta una dilatazione a dismisura delle assunzioni straordinarie con una netta preferenza per i figli di dipendenti comunali, ovviamente i più fedeli. Ma si sa che il nepotismo è duro a morire al punto che uno finisce per chiedersi dove finiscano le esigenze di servizio e dove invece s'insinui il cosiddetto ''voto di scambio''. E in questo periodo una promessa di lavoro e, per i più fortunati, uno stipendio, anche per un breve periodo di servizio, raschiando il fondo del barile delle residue risorse disponibili, non si nega a nessuno.
Fatto sta che sono bastati cinque anni di amministrazione Gabbianelli per dare un colpo, forse mortale, agli assetti delle strutture burocratiche del Comune che rappresentavano un patrimonio di noi tutti, faticosamente costruito negli anni, garante di continuità amministrativa.
A te caro Severo Bruno l'arduo e difficile compito di riportare le cose alla normalità, di issare una bandiera di libertà a difesa di legittimità violate e di riaffermare quei principi e valori in cui i meriti e le qualità dell'individuo prevalgano sull'appartenenza e sugli schieramenti, per perseguire la strada dell'efficienza della pubblica amministrazione e di quell'uguaglianza di tutti i cittadini garantita dalla nostra Costituzione repubblicana.
So, per certo, che hai mezzi e grandi capacità per farvi adeguatamente fronte.
Avanti senza tentennamenti e con assoluta determinazione.
Altri cinque anni con Gabbianelli non li augurerei nemmeno al peggiore dei miei nemici.
Mauro Galeotti


La Chiesa di Santa Giacinta
di Riccardo Manca

La Chiesa di Santa Giacinta si erge attigua al Monastero di San Bernardino in Piazza della Morte. Anticamente la via attigua era detta ''della pescheria''.
A sinistra del portale del Monastero di San Bernardino è lo stemma in peperino del vescovo di Viterbo cardinale Urbano Sacchetti (1683-1699). L'emblema, in araldica, è ''d'argento a tre bande nere''.
Nel mese di Maggio del 1944, la Chiesa di San Bernardino fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il campanile antico era ''a torre'' e fu distrutto la notte tra il 27 ed il 28 Maggio 1944.
Il corpo di Santa Giacinta venne salvato grazie all'intervento delle suore.
Un lavoro silenzioso, ma efficace. Nel 1573, all'interno del Monastero di San Bernardino, erano presenti oltre cento religiose.
La nuova Chiesa, dedicata a Santa Giacinta, fu inaugurata il 21 Gennaio 1960. Quest'ultima venne disegnata dall'architetto Rodolfo Salcini. Tra gli artefici della ricostruzione va ricordato padre Celestino (Gerardo) Grassotti dei Frati Minori.
La cupola della chiesa di Santa Giacinta ha le costole disposte a raggiera con numerose vetrate. Quest'ultime sono state realizzate dalla ditta Giuliani della Capitale.
La pianta è del tipo basilicale, ovvero senza transetto. La facciata, in conci di peperino, è composta da tre principali elementi architettonici: il portale, il rosone ed il campanile a vela.
L'altare maggiore, in marmo bianco, è curvilineo e segue la linea dell'abside.
All'interno della chiesa si trovano le statue di San Bernardino e di Sant'Antonio da Padova col Bambino. La seconda, in cartapesta, è stata eseguita da Luigi Guacci di Lecce.
La transenna dell'altare è in marmo rosa così come i due inginocchiatoi della Cappella che ospita il corpo di Santa Giacinta.
Quest'ultima morì nel Monastero di San Bernardino alle ore due del 30 Gennaio 1640.
Nell'area dove sorge la Chiesa di Santa Giacinta erano le case della famiglia Cocco, venuta a stabilirsi nella Città dei Papi nel XII secolo. Sull'architrave dell'ingresso della Chiesa è scolpita, in rilievo, la dicitura: ''S. Hyacinthae de Mariscottis''.
Riccardo Manca
































































































































































































postato da: Spvit | 15:48 |

sabato, maggio 15, 2004

Il mercatino dell'antiquariato-artigianato
più grande dell'Alto Lazio
"Sotto il campanile"
CHE SI TENEVA A VITERBO,

cacciato dal sindaco di AN, Gabbianelli,
E' a VITORCHIANO,
Domenica 23 Maggio 2004
e ogni "quarta" domenica del mese


La Città
12 Maggio 2004

Anno XIV n° 9



Candidato Sindaco di Viterbo
Quattro chiacchiere con Severo Bruno

di Mauro Galeotti

Avvocato Severo Bruno che effetto le fa essere l'unico candidato ufficiale di una coalizione come quella di Centrosinistra?
''Il disaccordo manifestatosi nel Polo mi ha privato, in questi mesi, del piacere di avversare con un candidato della maggioranza uscente. Infatti, non può dirsi che l'attuale sindaco Gabbianelli, sia il candidato ''spontaneo'' della coalizione di Destra. Perché anche se oggi, 10 Maggio, si sono concluse le fitte, difficili e contrastate trattative tra i partiti che la compongono, Gabbianelli resta un candidato scomodo, ''sopportato'' da Forza Italia.
Veramente non so quale sia l'oggetto del contendere, salvo le indiscrezioni pubblicate dai giornali. Poiché però le indiscrezioni riguardano quasi esclusivamente la distribuzione degli assessorati tra gli alleati, presumo che l'argomento principale in discussione sia il nuovo Piano regolatore di Viterbo. Cioè'le linee dello sviluppo urbanistico della città nei prossimi venti anni.
Se questo è vero, sono sorpreso di non avere avuto notizia finora di progetti o linee programmatiche diverse tra loro o alternative a quelle dell'avversario.
Penso che si discuta perciò soltanto sui poteri di chi dovrà dettare quelle linee programmatiche e di quale partito dovrà esserne l'autore.
Mi chiedo pertanto: quale sarà l'interesse dei cittadini viterbesi ad affidare il nuovo Piano regolatore all'onorevole Rodolfo Gigli, già autore dell'attuale piano, o a Giancarlo Gabbianelli, autore di tutti piani i piani integrati e di edilizia popolare che tanto sconcerto hanno provocato in tutti i professionisti viterbesi. Come hanno spiegato gli ordini professionali. E poi se si parla solo di poltrone chi si occuperà dei veri problemi della città?''.

Si continua a parlare quasi solo di urbanistica in questa città. Non le sembra che vengano trascurate le altre questioni?
''Le soluzioni urbanistiche incidono nella soluzione di tanti problemi della città. Ma è innegabile che altrettanto importanti sono i problemi legati al mondo del lavoro, all'occupazione giovanile, alla stagnazione economica, alla formazione di nuove figure professionali internazionali ed alla integrazione tra città e università. In mancanza di una politica che affronti lo sviluppo culturale della società viterbese, si rischia di perdere definitivamente la grande occasione costituita dalla presenza della giovane e dinamica Università della Tuscia nella nostra città''.

Lei vede possibilità di contrastare e vincere il declino economico della Tuscia?
''Per quanto riguarda Viterbo, in questo periodo si sono profilati interessanti e molto concrete possibilità di sviluppo dell'economia cittadina. Venendo meno i militari infatti, l'università è diventata una realtà economica sempre più importante. La città potrà diventare veramente una città universitaria, con librerie, punti di aggregazione, per gli studenti, biblioteca e sale multimediali. E così via. Si potrà tentare di far restare in città i laureati delle singole facoltà offrendo loro occasioni di lavoro, utilizzandoli per una generale ripresa e per lo sfruttamento delle nostre risorse.
La trasversale Civitavecchia Ancona, il Centro merci di Orte e i programmi di potenziamento della rete ferroviaria potranno offrire a Viterbo l'occasione per lo sviluppo delle sue imprese. Il polo termale, ingrandito e arricchito da iniziative di privati e pubbliche, potrà costituire una offerta di richiamo turistico e termale per il bacino di utenza costituito principalmente da Roma e dintorni''.

Lei privilegia l'ambiente rispetto all'edificazione selvaggia?
''Ovviamente siamo tutti contro l'edificazione senza regole. Non sono per ciò contro lo sviluppo ordinato della città nel rispetto del verde e dell'equilibrio tra mondo del lavoro e vivibilità dell'ambiente. Del resto se una delle maggiori risorse del viterbese è costituita dall'ambiente non credo che possa iniziare una qualsiasi politica di sviluppo, dalla compromissione di questa risorsa fondamentale''.
Continua sul prossimo numero

Mauro Galeotti


Buche, fossati, dossi, segnaletica scarsa
Strada Ellera abbandonata
di Simone Galeotti

Ne ho già parlato. Ne ho già scritto. L'ho già denunciato. La Strada Ellera è pericolosa. E lo è per i mille motivi che ho già messo in evidenza in alcuni numeri scorsi di questo quindicinale. La pavimentazione della Strada Ellera, che essendo comunale spetta al Comune mantenere in buone condizioni, è assolutamente indegna. Le buche, più o meno grandi, ti aspettano dietro ogni curva. Il grave pericolo che qualcuno ci possa cadere con il motorino non può essere così sottovalutato. Senza contare i disagi per le autovetture.
Gli automobilisti devono sempre essere pronti ad una frenata brusca se vogliono salvare sospensioni e gomme.
In questi giorni è piovuto e la Strada Ellera si è trasformata in un lungo fiume in piena. Ma anche questo grave disagio viene sottovalutato dall'Amministrazione comunale, quest'ultima non fa nulla per canalizzare tutta quell'acqua che puntualmente rimane in strada e provvede ad allargare buche e buchette.


L'uscita della Strada Ellera che dà proprio sul quartiere omonimo, è pericolosissima.
Infatti, questa immissione, mette in condizione, a chi proviene dalla Strada Ellera, di doversi "buttare" obbligatoriamente contromano. Perché chi ha progettato la segnaletica stradale non ha tenuto conto delle ridotte dimensioni della carreggiata? Ridicolo. Pericoloso. Grave.
Purtroppo non finisce qui. Rimangono ancora inascoltate le nostre richieste riguardo il passaggio a livello che attraversa la Strada Ellera. Questo è ancora senza sbarre. Siamo nel 2004 e mi pare assurdo che si metta in pericolo così la vita di centinaia di persone che attraversano con la loro auto quel passaggio a livello del tutto incustodito. Ho già scritto che la sbarra che si abbassa (anche automatica) sarebbe molto più sicura dell'attuale segnale sonoro, questo si può sempre non sentire! Una sbarra automatica sarebbe anche più sicura del segnale luminoso che, con il sole, si può facilmente non vedere!


La sbarra che scende se la possono permettere tutti i condomini per ''proteggere'' i loro parcheggi, possibile che la società che gestisce la ferrovia non se la senta di proteggere meglio la vita di chi attraversa questo passaggio a livello? Diverse auto sono state già investite dal treno, possibile che questo non crei il ben che minimo dubbio? è evidente che un incidente può essere un caso, ma più incidenti segnalano una disfunzione. Cosa ancora più grave è che il passaggio a livello in questione, oltre a non avere le opportune sbarre di protezione, è anche mal segnalato! Incredibile! La segnaletica stradale è antica! Le croci di S.Andrea che, secondo il codice della strada, devono essere obbligatoriamente presenti e ben visibili, sono, invece, completamente nascoste dalla vegetazione e del tutto arrugginite, non si vede più nemmeno l'ombra dei colori, figuriamoci la catarifrangenza (obbligatoria per legge!).
Gravissimo. E manca anche un' opportuna segnalazione orizzontale! Chi percorre per la prima volta la Strada Ellera si trova di fronte, dietro una curva oltre tutto, un passaggio a livello incustodito e inaspettato. Possibile che nessuno voglia ascoltare i nostri appelli?

Il Comune invece di spendere soldi nell'effimero (vedi la nuova illuminazione delle mura cittadine... sarà pure bella, ma intanto crea altri buchi nelle strade e altri disagi al traffico) perché non spende soldi nella sicurezza di noi cittadini? La sicurezza è più importante di un faro affondato nell'asfalto. Meglio tappare una buca che crearne altre! Speriamo che dopo l'ennesimo richiamo, qualcuno, dalle comode poltrone della nostra amministrazione, si alzi e faccia sue le nostre preoccupazioni... grazie.
Simone Galeotti


La Strada Cuculo è un pericolo costante
di Agnese Galeotti

Una delle vie che in questi ultimi anni sono state prese di mira dagli automobilisti per evitare il disagevole e impossibile traffico a Viterbo è Strada Cuculo.
Si tratta di quella strada che mette in comunicazione il Quartiere Cappuccini, da Via I Maggio, a La Quercia.
Un raccordo pur esile ma di notevole transito, infatti grazie ad esso chi deve recarsi sulla Strada Ortana scorcia davvero molto.
Il problema è che, ormai, ad utilizzare la ''scorciatoia'', sono davvero in tanti e quindi il carico che la stessa deve sopportare è enorme. Ciò accade specialmente nelle ore di punta, quando i bambini vanno accompagnati a scuola, all'ora di pranzo o nella metà del pomeriggio.


Ebbene questa strada è abbandonata a se stessa. Il Comune di Viterbo la sta trascurando da tanto tempo, tanto che si sono formate, specialmente in questo periodo così piovoso, una infinità di buche. Buche sull'asfalto che a volte raggiungono vari centimetri di profondità con il conseguente pericolo per gli automobilisti e, ancor di più, per i poveri motociclisti.
Come se non bastasse, i cigli della strada, privi di cunetta, sono logori, pieni zeppi di buche e buchette, di avvallamenti, ''gioia'' di pneumatici e automobilisti costretti a percorrerli, anche a causa della strada troppo stretta.
Ma non è finita, i nostri amministratori comunali nulla hanno fatto per il budello, che consente il passaggio alternato delle auto, nel punto dove Strada Cuculo si immette sulla Strada Respoglio. E tanto per creare ancora disagi, Strada Respoglio, quando si congiunge con Viale Trieste, diventa ancora un ''impossibile'' passaggio per la difficile immissione sul viale stesso.
Chissà se la Giunta comunale, in questi pochi giorni che precedono le elezioni, oltre che sbrigarsi a illuminare la mura, che in più parti era meglio prima restaurare, si sbrigherà a rendere meno pericolose le Strade Cuculo e Respoglio?
Credici!
Agnese Galeotti


Quali sono i ''veri assessori''?
di Mauro Galeotti

Nella città di New York, subito dopo i fatti dell'undici Settembre 2001, i più orrendi attentati terroristici che la storia ricordi, che portarono alla distruzione delle torri gemelle del World Trade Center con circa tremila morti, rimosse le macerie, onorate le vittime, si cominciò a pensare alla ricostruzione e cosa fare di quell'enorme buca chiamata Graund Zero rimasta al loro posto.
Siccome gli Americani, si sa, sono pragmatici e per loro business is business, gli affari hanno primaria importanza, lo stato e la città di New York in breve tempo crearono un organismo, la LMDC - Lower Manhattan Development Corporation, per guidare la pianificazione e coordinare la ricostruzione della parte meridionale dell'isola di Manhattan ove erano localizzate le Twin Towers.
L'organismo negli ultimi due anni ha portato a termine due concorsi d'architettura: il primo, anche in ordine temporale, per la ricostruzione delle cosiddette Freedom Towers, un complesso di edifici a torre da insediare sull'isolato ove sorgevano quelle del World Trade Center e il secondo, recentemente conclusosi, a libera partecipazione, relativo al cosiddetto WTC Site Memorial per la realizzazione di un monumento a memoria degli attentati terroristici del Febbraio 1993 e del Settembre 2001, subìti dalle torri gemelle, da costruire per onorare i caduti e rivendicare i valori democratici calpestati dalla barbaria integralista.


Ultimamente, per temporanei problemi fisici che hanno limitato la mia capacità di movimento, ho avuto occasione di navigare a lungo in internet e di esplorare, tra gli altri, il sito www. wtcsitememorial.org ove ho appreso che per il secondo concorso sono pervenute ben 5201 proposte, tra le quali è stata scelta quella vincitrice, e poi stabilito di esibire virtualmente tutti i progetti pervenuti.
Ciò sul sito è possibile tramite il link exibition. Incuriosito ho scelto la selezione per nazione e, in un rigurgito nazionalista, ho esaminato per prime le 39 proposte inviate da progettisti italiani. Qui ho avuto la sorpresa di rinvenire tra i nomi dei competitori ''Balducci, Armando Civita Castellana (VT)''. Tanta è stata la mia meraviglia che, ancor più incuriosito, ho premuto il pulsante che mi consentiva di visionare il progetto. Sicuramente non capirò nulla di architettura, ma la proposta dell'architetto Balducci, massimo dirigente dell'area tecnica del Comune di Viterbo e plenipotenziario del sindaco Giancarlo Gabbianelli, mi ha sconcertato. Ho trovato l'idea progettuale priva di originalità e sconvolgente per quanto riguarda il contesto in cui si veniva a inserire.
Si tratta di un monolite, simile ad un display da stadio di calcio di dimensioni abnormi, circa 98 metri per 36 metri piantato nel terreno con un supporto centrale che lo innalza fino a circa 45 metri d'altezza. Il colore del monolite, conoscendo le preferenze dell'architetto, non poteva essere che il nero, il colore da lui preferito anche per il suo guardaroba. Il rivestimento è fatto di pannelli su cui sono riportati i nomi di battesimo delle vittime e sui quali sono presenti delle fessure da cui esce acqua, a ricordo delle lacrime versate per le vittime. Una proposta che ritengo poco felice per le caratteristiche, i materiali e i luoghi in cui si propone. Confrontandola con la delicatezza, l'equilibrio formale e la piacevolezza della soluzione vincitrice chiunque è in grado di capire la notevole differenza fra le due proposte. Ma, probabilmente, non erano importanti i contenuti, bastava solo partecipare per poter inserire nel proprio curriculum tale prestigiosa partecipazione.

Ho poi spostato lo sguardo sul lato destro dello schermo e ho notato che l'architetto Balducci ha avuto, nell'occasione, un team di collaboratori composto da Simona Brunelli, Andreina Carosi, la moglie, e Riccardo Bichara.
Bichara, Bichara, mi domandavo, questo nome non mi è sconosciuto, dov'è che l'ho sentito?
Per lungo tempo mi sono arrovellato per cercare inutilmente una risposta a questo interrogativo poi, come capita, all'improvviso ho avuto una folgorazione.


Ma si è il progettista del piano di recupero dell'area di Via Tedeschi!
Non può essere altri che lui! Riccardo Bichara l'architetto di origini libanesi che ha firmato il progetto recentemente approvato dal consiglio comunale per cui su un'area di 8900 metri quadrati saranno costruiti, tra interrati e fuori terra, oltre 56000 metri cubi a ridosso del complesso duecentesco di Santa Maria in Gradi.


Trattasi di una delle operazioni, un fiore all'occhiello a detta del sindaco Gabbianelli, più scandalose e vergognose della storia urbanistica della nostra città. Su un'area da salvaguardare gelosamente sotto il profilo ambientale per la vicinanza dell'ex convento, dove, secondo il piano regolatore, si sarebbe, al più, dovuta consentire una modestissima cubatura in gran parte interrata, verranno invece realizzati, con un'operazione priva di contenuti qualificanti se non quelli altamente speculativi ben presenti in tutta la loro evidenza, centinaia di piccoli alloggi, negozi e uffici ecc.
Perché il progetto, viaggiando su un binario preferenziale, in una sola settimana ha superato il vaglio delle varie commissioni preposte: urbanistica, ornato, edilizia e commissione consigliare unitamente ai pareri di tutti gli altri uffici e enti deputati, per approdare subito dopo felicemente in Consiglio comunale?
E nessuno si permetta più di parlare male delle lungaggini della burocrazia!
Immagino che per l'architetto Bachara, stante le comuni collaborazioni professionali, l'architetto Balducci abbia, per orgoglio, inteso in dovere di mostrare, per fare bella figura, di cosa siano capaci gli uffici comunali sotto la sua direzione. Bisognava dare una dimostrazione di efficienza e di alta professionalità. Così è stato!
Bravo e complimenti!
Purché da oggi in poi tutti i cittadini possano anche loro godere dello stesso trattamento. Ma so per certo che così non sarà e che il normale cittadino, a cui sono riservati tempi biblici, non potrà mai usufruire dei vantaggi riservati esclusivamente alle grandi operazioni del regime del sindaco Gabbianelli e della sua amministrazione, operazioni da spacciare come qualificanti, quando emerge chiaramente che nessun vantaggio arrecheranno alla città, ma solo a pochi eletti.
Onorevole Nando Gigli, ti stai giustamente battendo affinché il tuo partito, Forza Italia, abbia la rappresentanza che merita in ragione del suo consenso.
La tua battaglia è stata sterile, non ha portato alcun risultato se non quello di rinviare la resa dei conti a dopo le elezioni, poiché la decisione di ripresentare Giancarlo Gabbianelli, il peggior sindaco del dopoguerra, come candidato della Casa delle Libertà (quale libertà?) ti è passata sopra la testa, avendola altri, in vece tua, decisa in altra sede, e tu, come da tempo ti capita, ancora una volta hai dovuto ingoiare il rospo e fare buon viso a cattivo gioco.


Ricordati, il balletto degli assessori, se vincerete le elezioni, potrà volgere pure a tuo favore, ma non servirà a nulla sia perché, se fossi in te, non mi fiderei in alcuna maniera delle promesse di Gabbianelli, sia perché non avrai alcun effettivo potere se insieme alle poltrone assessorili non rivendicherai anche un ricambio nei vertici degli apparati amministrativi del Comune chiedendo, oltre il ridimensionamento di alcuni personaggi, anche l'allontanamento di due dei vertici del gotha burocratico, quali il dirigente dell'ufficio personale, il dottor Romolo Rossetti, e soprattutto, per l'enorme potere affidatogli, il dirigente dell'area tecnica, l'architetto Armando Balducci, che hanno consentito a Gabbianelli di poter disporre a suo piacimento del Comune.


I ''veri assessori'' all'urbanistica e ai lavori pubblici non sono Antonio Fracassini e Paolo Muroni. Chi veramente comanda è l'architetto Armando Balducci che, forte dell'appoggio del Sindaco, fa il bello e il cattivo tempo nella conduzione degli uffici. Fracassini e Muroni non hanno avuto, per non trovarsi ''dimissionati'' dall'oggi al domani, né la forza né la personalità per opporsi a tale personaggio.
Ma ciò è solo teoria perché la gente ha ormai le tasche piene di questa amministrazione, non ne può più dei giochi di potere sempre più palesi, del balletto delle poltrone, tre a me due a te e così via, cui sta assistendo e attende con impazienza di poter manifestare con il voto il proprio malcontento, dissenso e disgusto e di poter dare il proprio contributo al ricambio delle istituzioni locali per garantire alla città un governo degno di questo nome.
Forza Severo Bruno!
A te il difficile e arduo compito di riportare le cose alla normalità, di spazzare dal Comune gli attuali amministratori dimostratisi indegni di governarlo.

Mauro Galeotti


Un giornalista-saggista al Consiglio comunale di Viterbo
Carlo Galeotti candidato nella lista ''Bruno per Viterbo''
di Silvio Cappelli

Dal collega Silvio Cappelli ricevo questa intervista a mio fratello Carlo,
candidato con la lista civica ''Bruno per Viterbo'' e volentieri, mi pare ovvio, pubblico.

Le mani che vanno sulla tastiera del computer, come fosse un pianoforte.
Lo sguardo sempre alla ricerca di qualcosa da capire. Carlo Galeotti, giornalista e saggista, direttore del quotidiano on line Tusciaweb, ha deciso di candidarsi con la lista civica ''Bruno per Viterbo'' che sostiene la candidatura a sindaco dell'avvocato Severo Bruno.


Come mai questa scelta? Non le conveniva rimanere fuori dalla bagarre elettorale?
''Ci sono dei momenti in politica in cui bisogna essere in prima fila. Viterbo negli ultimi cinque anni ha vissuto il momento più basso della sua vita democratica. E' stata governata in modo dispotico da quello che a me sembra il peggior sindaco dal dopoguerra ad oggi. Per questo bisogna essere in prima fila, senza infingimenti. Poi saranno gli elettori a giudicare. Se ci voteranno, sanno che si tornerà a una vita democratica cittadina normale''.

Ma lei è prevenuto con il centrodestra?
''Direi proprio di no. Chi conosce la mia storia sa che, pur essendo sempre stato a Sinistra, ho sempre avuto buoni rapporti con la Destra. Senza pregiudizi.
Per capirci. Non ho mai parlato di emergenza democratica a Viterbo quando era sindaco Meroi. Perché Meroi rispettava le regole. E poi voglio ricordare che sono stato uno di coloro che hanno contribuito a sdoganare politicamente Alleanza nazionale a Viterbo.
Ricordo che nel '95 mi telefonò Michele Bonatesta e mi invitò ad un faccia a faccia con Marcello Veneziani, allora direttore di Italia settimanale.
Un incontro dibattito che doveva servire, negli intenti di tutti, a far passare dall'idea che a Destra ci fossero dei nemici, a quella che a Destra ci fossero degli avversari con i quali confrontarsi. Per questo era significativo un faccia a faccia con un giornalista chiaramente di Sinistra, come me.
Beh, quella iniziativa si tenne e, nel mio piccolo, contribuii a sdoganare An e Fronte della gioventù, che le organizzarono. Come vede non ho alcun pregiudizio. Gabbianelli è un caso a parte, sta facendo fare alla politica viterbese un salto indietro di settanta anni e sta facendo danni materiali alla città. Basti pensare al Centro storico deturpato con dissuasori e semaforini, luci inadatte, immondizia, fili e tubi dappertutto. Una vergogna''.

Non le sembra scorretto che un giornalista si schieri così apertamente?
''Guardi, potrei citarle milioni di precedenti. Ne ricordo solo due di Destra: Giuliano Ferrara e Gianni Letta. In Italia i giornali sono sempre stati schierati da una parte o dall'altra fin dal nome della testata. Ricorda il primo ''indipendente'' che voleva essere un giornale moderato stile inglese?
Ebbene fu un flop totale. Non è importante che i giornalisti siano schierati o meno, e importante che rispettino le regole deontologiche della professione.
Voglio dire: se intervisto un esponente di Destra che dice una cosa, questo può stare tranquillo che quello che dice non sarà mai travisato. Ma un giornalista può e deve esprimere le sue convinzioni. Ci mancherebbe altro''.


Ma lei cosa farà se diventerà consigliere comunale? ha un suo programma?
''Intanto credo che la mia presenza in Consiglio sarà una garanzia per quanto riguarda il ristabilimento delle regole. Potrebbe ridare la forza al Centrosinistra che negli ultimi anni non ha avuto, e non per colpa di chi sedeva nei banchi di Palazzo dei Priori. Ma anche per quella anomalia che ha visto il passaggio di molti consiglieri dai banchi del Centrosinistra a quelli del Centrodestra.
Ecco, una cosa che mi sento di dire ai Viterbesi è di non votare più i voltagabbana.
Per quanto riguarda il concreto penso che la giunta attuale abbia fatto danni enormi. Bisognerà letteralmente ricostruire il Centro storico, rendere vivibili quartieri come Santa Barbara o il Pilastro,ridare autonomia alle frazioni, realizzare un vero parco all'Arcionello, creare le condizioni per fare impresa a Viterbo ad iniziare dal Poggino. Questa ultima cosa mi preoccupa particolarmente. Chi vuole fare impresa a Viterbo deve trovare uno staff in Comune a sua disposizione che gli risolva tutti i problemi burocratici o meno ad iniziare dall?individuazione di un'area a costi credibili per impiantare l?impresa. Questo oggi accade a Terni, perché non può accadere a Viterbo. Vede, come coalizione non promettiamo posti di lavoro a questo o a quello. Ma promettiamo che faremo in modo che un posto di lavoro per i nostri giovani sia possibile trovarlo senza raccomandazioni. E questo si fa agevolando le imprese e non ostacolandole in tutti i modi come ha fatto Gabbianelli?.

Lei ha all'attivo una quindicina di libri. Pensa di fare qualcosa anche sul piano culturale per Viterbo?
''Questa Amministrazione comunale ha perso enormi occasioni in questo campo.
Certo se si affida la cultura a medici e dilettanti vari, le cose non possono che andare così. Ricordo per l'ennesima volta la vicenda Cattabiani. Alfredo era una risorsa enorme di cui il centrodestra non ha voluto usufruire. Cattabiani era quel tipo di intellettuale che ha nel sangue la capacità di organizzare l'attività di altri intellettuali. Per questo era prezioso. Ma l'attuale sindaco, quando Alfredo se ne andato a Santa Marinella, non ha avuto neppure la cortesia di salutarlo pubblicamente. Toccò a me salutarlo pubblicamente sui giornali. E dire che tutti sapevano che l'uomo stava già male. Neppure un pizzico di pietas.
Ecco noi faremo esattamente il contrario di questa giunta. Inizieremo a far emergere le enormi risorse che ci sono in città. Mi creda sono veramente enormi. Abbiamo Viterbesi in tutto il mondo che primeggiano in vari campi.
Lavorano in città personaggi di livello internazionale. Le faccio qualche esempio, evitando i soliti nomi. Ho incontrato, pochi giorni fa, un fotografo viterbese come Sandro Vannini, che si muove a livello internazionale con testate e agenzie importantissime. L'Università, poi, potrebbe essere una fonte inesauribile. Ci sono personaggi che si collocano negli snodi nevralgici della cultura. Penso ad esempio ad un Gino Roncaglia, uno dei massimi esperti italiani, e non solo, di Internet. Qualcuno a Viterbo si è accorto che esiste?
In città opera una importante casa editrice Stampa alternativa, perché non instaurare un rapporto fattivo con l'amministrazione. E poi grazie a queste risorse Viterbo deve riuscire a creare uno o due appuntamenti di livello nazionale e internazionale. L'attività culturale di piccolo cabotaggio da sola non ha nessun senso per la città''.


Il suo ultimo libro si intitola Libertà... c'è qualche riferimento politico a Viterbo?
''E' un libro sul concetto di libertà inteso in senso classico, liberale.
Un libro contro ogni forma di peronismo, contro quelli che Totò chiamava ''caporali''. I piccoli satrapi di provincia e i gradi imbonitori. Se c'è un rapporto con Viterbo, veda un po' lei...''.
Silvio Cappelli

 


Bruno Matteacci candidato con la ''Margherita''
di Bruno Matteacci

Care elettrici, cari elettori, matricole del voto, il vostro voto è determinante, il 12 e il 13 giugno potrete far pendere l'ago della bilancia dalla parte della speranza, della buona amministrazione, della trasparenza amministrativa, della soluzione dei problemi di Viterbo, del ristabilito rispetto tra i cittadini e gli amministratori. In poche parole siete voi, siamo noi, che dobbiamo voltare pagina, quella pagina ''nera'' da non ricordare, nella quale non abbiamo ''letto'' nulla.


Quella pagina nera, che ha oscurato il presente e oscura il nostro futuro, dobbiamo girarla per trovarne una bianca da dove proviene la luce, chiarezza e dove potremo scrivere i nostri programmi, i nostri desideri. Quello che vogliamo, quello che intendiamo lasciare ai nostri figli, dovremmo scriverlo con caratteri indelebili, su fogli chiari, per leggerli domani e vedere quello che è stato promesso e che è stato fatto e ciò che è in fase di programmazione e di soluzione. E' stato troppo comodo per la ''scadente'' amministrazione di Centrodestra inaugurare ciò che altri hanno ideato, progettato, finanziato, iniziato. E' troppo facile raccogliere il frutto senza averlo seminato e lavorato.
E' troppo facile ignorare le aspettative dei cittadini, fare poco e quel poco farlo male. Voi cittadini, che da anni vivete i problemi di Viterbo e che spesso, attraverso il nostro quindicinale, avete fatto sentire la vostra voce, potete fare un esame di coscienza e vedere quante volte le nostre segnalazioni sono state recepite e tantomeno risolte. Non è questa cattiva amministrazione? Non è questo menefreghismo? Basta, abbiamo sopportato troppo! Basta, dobbiamo ammettere di aver preso una grossa fregatura!
Ora giriamo quella pagina di cui dicevo all'inizio. Proprio a seguito del comportamento passivo di questa amministrazione scadente, mi sono candidato, quale consigliere al Comune di Viterbo nel gruppo della ''Margherita''. In quel gruppo politico che raccoglie intorno a sé tanti, tantissimi amici con i quali per anni abbiamo militato nella Democrazia Cristiana, della
quale sono stato segretario sezionale per oltre trent'anni.


Avevo pensato di aver dato quanto a me possibile nei trentasei anni di appartenenza alla D.C., ma dopo la triste esperienza della politica di Centrodestra dell'attuale sindaco, definito il peggior sindaco del dopoguerra, ho deciso, anche su calorose sollecitazioni di molti veri amici, di mettermi in lista allo scopo di poter dare la certezza alla generalità degli elettori di avere un ''comune amico al Comune di Viterbo'', sempre pronto a ricevere le loro segnalazioni, i loro suggerimenti in favore della collettività.


Quindi con animo sereno, certo di fare ancora gli interessi di tutti, mi metto a disposizione della collettività per un futuro migliore della nostra Viterbo. Se volete avere in Comune un interlocutore sempre disponibile e presente, non solo in fotografia, votate la lista ''Margherita'' dandomi la preferenza, ''Matteacci''. Grazie.
Bruno Matteacci



Scusate, ma parlo di me: Bruno Matteacci
di Bruno Matteacci

Chi mi conosce sa tutto di me. Per chi non mi conosce bene o non si ricorda, qui di seguito faccio una fotografia anagrafica e storica della mia persona.
Sono nato a Gubbio (PG) il 15 luglio 1936, da Giuseppe, calzolaio, e da Maria Ceccarelli, casalinga.
Nel 1937, mio padre, per esigenze di lavoro, immigrò a Viterbo dove, temporaneamente, prestò attività lavorativa nel costruendo aeroporto con la qualifica di guardiano notturno. Ho frequentato la scuola elementare ''E. De Amicis'' e la Scuola professionale ''F. Orioli'', conseguendo il diploma di Computista commerciale; successivamente ho frequentato l'Istituto Tecnico ''P. Savi'' dove ho conseguito il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale.


All'età dì diciassette anni mi iscrissi alla Democrazia Cristiana dove, ben presto, fui eletto delegato giovanile e poi Segretario politico della Sezione ''Luigi Sturzo'' dove sono rimasto per oltre trenta anni, vivendo i problemi della zona San Faustino - Piazza della Rocca - Pilastro - Palazzina - Villanova - Monterazzano - Castel d'Asso e zone confinanti con Marta e Montefiascone. Sono stato il direttore dell'Ufficio Tributi del Comune di Viterbo e, prima di essere andato volontariamente in pensione, dopo trentotto anni di servizio, ho fondato e diretto l'Ufficio rapporti con il Cittadino che ha riscosso vasta eco nella città. Nel settore politico amministrativo ho ricoperto vari incarichi tra i quali: Presidente provinciale dell'A.D.A.CA.P. (Associazione Democratica Assegnatari Case Popolari), incarico che mi ha consentito di partecipare, per molti anni, alla Commissione provinciale per l'assegnazione di alloggi popolari presso l'I.A.C. P.
Ho fatto parte del Consiglio di amministrazione del Conservatorio della
Presentazione prima e, successivamente, in quello dell'Istituto per l'Infanzia provinciale di Viterbo.
Per vari anni, sono stato revisore dei conti dell'Amministrazione provinciale di Viterbo; mentre in Comune, negli anni della gioventù ho fatto parte della Commissione elettorale mandamentale. Successivamente ho espresso il meglio di me quale Membro del Comitato Provinciale Assistenza Ospedaliera, organo che, a suo tempo, controllava gli atti amministrativi degli Ospedali di Viterbo e Provincia. Sono coniugato con Antonietta Egidi ed ho due figli, Patrizia e Giuseppe, che mi hanno reso nonno felicissimo con la nascita di tre perle di nipoti, Federica, Daniela e lacopo.
Per anni ho ricoperto l'incarico di Segretario della IV Circoscrizione dove ho potuto conoscere i problemi delle zone: Ellera - Paradiso - Capretta e Santa Barbara. Su proposta dell'onorevole Fanfani, il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, mi ha conferito l'onorificenza di Ufficiale della Repubblica, di cui sono orgoglioso.
Da anni collaboro con il quindicinale ''La Città'' sul quale ho affrontato i molti problemi che assillano il Centro storico, il traffico e, in generale i Viterbesi. Abito a Viterbo in via Monte Nevoso, n. 27 - zona Cappuccini - Murialdo - Barco dove conosco e vivo i problemi esistenti.
Il mio numero telefonico, a disposizione di chi ha speranza per la soluzione di qualche problema è: 0761.342400 - Cellulare 3384623477.
Bruno Matteacci


Nando Martellini addio!
di Riccardo Manca

Non dimenticheremo mai il tono di quelle parole ripetute per tre volte: "Campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo". Nando Martellini le ha pronunciate con una calma surreale, inverosimile se si pensa a quel che stava accadendo davanti ai suoi occhi quella sera dell'11 Luglio 1982, al "Santiago Bernabeu" di Madrid.
Gli azzurri che conquistavano un Mondiale in cui nessuno aveva osato nemmeno sperare né alla vigilia, né tanto meno dopo le prime partite. Quelli avevano appena coronato una delle più esaltanti imprese della storia dello sport italiano, tutti avevano già, fin da subito, ben chiaro che si trattava di
qualcosa che avrebbe ben presto trasceso gli ambiti sportivi per diventare un simbolo nella memoria collettiva di un paese. Lui, Nando Martellini, lui che doveva dare voce a quel trionfo riuscì a far vivere l'emozione senza trascendere in nessun modo. Non un'incrinatura, nessun urlo, il tono non si è alzato di un'ottava. In quella calma c'è tutto il personaggio, il suo equilibrio e la sua professionalità.
Nella Città dei Papi, trasformata per l'occasione in un tappeto di bandiere, i festeggiamenti durarono fino a notte inoltrata. Nei bar e nei ristoranti della Provincia era un brindisi generale alla vittoria dell'Italia ai mondiali di calcio. In un bar di Vetralla, al fischio di chiusura di Italia - Germania
(3 - 1), furono stappate quasi duecento bottiglie di spumante.


Nel centro storico di Viterbo alcuni giovani avevano eretto una forca dalla quale ondeggiava un manichino vestito con i colori della Germania. Lo sfogo alla fantasia ha accompagnato la gioia dei tifosi viterbesi che hanno inscenato numerosi cortei.
Degno di nota il comportamento sportivo tenuto dai sostenitori tedeschi presenti nei vari campeggi della Tuscia; dopo la partita hanno brindato insieme agli Italiani. Il senso sportivo ha prevalso sul fanatismo. Il contrario di quello che, purtroppo, accade oggi.
Due parole per concludere: arrivederci Nando. E' tutto, la linea può tornare allo studio.
Riccardo Manca


8 Maggio al Centro
di Pantaleo Spagna

Anche quest'anno, nella sala delle feste, del Centro Pilastro, come di consueto si è svolta la Festa della Mamma. La cerimonia si doveva svolgere nel bel giardino che l'Amministrazione Comunale, ha voluto dotare lo spazio verde della struttura che ospita il Centro Pilastro e il Progetto Giovani, ma la brutta stagione, ha impedito che la festa si potesse tenere all'aperto e la direzione del centro ha dovuto ripiegare alla sala delle feste la quale non è stata in grado di contenere tutti gli utenti che si erano iscritti per la ''Festa della Mamma''.
Sul palco, una bellissima statua della Madonna a ricordare il mese mariano, tante rose rosse predisposte dal Centro da distribuire a tutte le mamme presenti, cinque bellissime icone quali premi per la tombola, musiche in sottofondo, insomma il meglio che il Comitato di Gestione poteva predisporre per la buona riuscita della manifestazione.
Alle 15,20, don Flavio, parroco del Pilastro, dopo un breve canto e una breve preghiera, benediceva tutti gli astanti e formulava i suoi migliori auguri a tutte le mamme. Le istituzioni erano rappresentate, tra gli altri, dall'assessore Fosca Tasciotti, socia del Centro, sempre presente a tutte le manifestazioni organizzate dal Centro stesso. Alle ore 16 si procedeva alla estrazione della tombola quale parte ludica della manifestazione, con molto divertimento e allegria, poi si passava alla fase culturale tema principale della festa, alla parte più sentimentale, più sentita, più voluta da tutti al recital di poesie.
Le poesie, non erano scritte, ne recitate da fini dicitori o da poeti dialettali, ma come desiderato dal presidente Barozzi, il quale ha voluto impegnare i nostri utenti ad esprimere un loro pensiero, un ricordo della loro fanciullezza a riguardo della Madre. Tutto il recital e stato frutto di capacità intellettive di chi si è impegnato a scriverle. (tenendo conto che si tratta di persone molto avanti nell'età) dall'inizio alla fine del recital, nella sala gremita di persone, la commozione aleggiava nell'aria, gli autori recitavano pieni di commozione al ricordo dell'affetto per le loro Madri scomparse da molto tempo; frasi come ''del tuo ultimo abbraccio mi privai'' oppure ''guardavo le tue labbra che si muovevano silenziose, in una preghiera'' e tante altre belle parole scritte con il cuore. L'ambiente era saturo di ricordi e qualche occhio lacrimava, gli applausi scroscianti accompagnavano ogni brano e i protagonisti, i quali si schermivano per il loro sentimento esternato così con semplicità, sorridevano compiaciuti.
Terminato il recital, venivano premiati i vincitori della tombola ed a ognuno veniva consegnata una bellissima ''Icona della Madonna'' quindi gli amministratori presenti formulavano i loro auguri a tutti le mamme del Centro. In chiusura della festa della Mamma, mentre la segretaria chiamava per nome tutte le mamme iscritte a cui a nome del Centro, veniva offerta una magnifica confezione di rose rosse a ciascuna di loro. Con gli auguri alle Mamme presenti, si chiudeva la cerimonia organizzata dal Centro Pilastro.
Pantaleo Spagna



Madre
Le antiche civiltà; minoiche, elleniche, romane, veneravano la Dea Madre.
In Africa, nelle antiche civiltà di quel continente, si venerava la Madre Terra.
Madre è quella donna che dopo il concepimento, sente crescere dentro di lei, giorno per giorno, settimana dopo settimana, la creatura che con tanto amore aspetta, con felicità, con dolore, preoccupazione, ma dopo il travaglio ed il parto, quando potrà stringere infine tra le proprie braccia, il figlio tanto agognato, sarà ricompensata di tutte le sofferenze patite durante la gestazione.
Madre è colei che con amore e dedizione, segue la crescita dei propri figli.
Madre è quella donna snaturata che subito dopo il parto, si disfa della propria creatura, affidandola ad istituzioni od adozioni.
Madre e quella donna apprensiva che segue i figli morbosamente circondandoli con premure eccessive.
Madre è quella bastarda che per nascondere le proprie manchevolezze, butta il frutto del suo peccato nel cassonetto della spazzatura.
Madre è quella donna che sfoga la sua cattiveria con sadismo sui propri figli, con vessazioni, privazioni e maltrattamenti continui.
Madre è quella mamma che con terrore vede i propri figli, cadere nelle maglie della droga.
Madre è colei a cui tutti ci rivolgiamo nel momento del bisogno, è la Madre Santissima, la Vergine Immacolata, la Madonna Addolorata, la Madre che veneriamo, che invochiamo nell'ultimo momento della nostra vita, è la Madre Celeste, la Madre di Dio.
Riflessione sull'8 Maggio.
Pantaleo Spagna












































































































































































































postato da: Spvit | 17:10 |