*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

mercoledì, aprile 28, 2004

Il mercatino dell'antiquariato artigianato
più grande dell'Alto Lazio
"Sotto il Campanile"

E' a VITORCHIANO,
Domenica 23 Maggio 2004
e ogni "quarta" domenica del mese

Un appuntamento che i Viterbesi non possono perdere! Se vuoi partecipare col tuo banchetto al Mercatino "Sotto il Campanile" devi telefonare a Mauro Galeotti, cellulare 3393337869.

Non si paga nulla!

La Città
del 28 Aprile 2004
Anno XIV n° 8

Gabbianelli ha ancora la faccia di promettere
1000 posti auto a Faul e 600 alle Fortezze!?!

di Mauro Galeotti

La dice lunga il tira e molla, anzi non molla per niente, di Forza Italia nei confronti di Alleanza Nazionale.
Scoglio insormontabile, ma guarda un pò, è ancora ''il guerriero della luce'', alias Giancarlo Gabbianelli, che fa pure, ormai per poco, il sindaco a Viterbo.
Un sindaco scomodo per Forza Italia. Un sindaco inaffidabile, perché ha dimostrato di fare bello e cattivo tempo. Un sindaco che non merita di essere riconfermato perché, come ho scritto la volta scorsa, ha disatteso le promesse che fece nel 1999, nel proporre ai Viterbesi il suo programma elettorale.
Un sindaco che ha la faccia di lasciar affiggere un manifesto ove si afferma ''1999: i viterbesi (magari io l'avrei scritto maiuscolo visto che è il nome proprio di abitanti di una città, ndd) scelsero il sindaco giusto'' e scusate la modestia! Un sindaco che approva la battuta ''Con Giancarlo Gabbianelli Viterbo è migliorata'', niente di più falso! Basta chiederlo ai commercianti incazzati neri per il caotico traffico e per i divieti di sosta posti ovunque, privi di ogni regolamentazione, e che dire degli artigiani che non vedono miglioramenti nel loro settore nonostante le promesse.
Lasciamo stare gli abitanti di Santa Barbara, il quartiere abbandonato a se stesso, niente affatto riconosciuto da Gabbianelli tanto che al Comitato, che difende i diritti di quel popoloso quartiere, ebbe a dire ''Non siete nessuno''.


Ma quel "Nessuno", con tanto di striscione, lo è andato a trovare in una seduta del Consiglio comunale, riempiendo la sala consiliare e quelle vicine di cittadini imbestialiti. Ma tutto va bene madama la marchesa, tanto che su un manifesto si legge, incredibile ma vero, ''2004: ancora con Gabbianelli ancora meglio!''. ''Ancora con Gabbianelli'', Gianca' prova a dirlo agli abitanti del Quartiere della Mazzetta, col semianello che passa loro tra i denti.
Che dire, poi, della strada al Respoglio che ha mandato su tutte le furie gli abitanti di quella zona? Non parlo del Quartiere Carmine, basta fare un giretto per le vie del quartiere stesso per uscirne desolati, affranti, è niente altro che un dormitorio. Peggio stanno i paesini del nostro comune. Grotte Santo Stefano in testa con le strade colabrodo, San Martino con la strada di collegamento con Viterbo ancora piena zeppa di pericolose curve, con Bagnaia che chiede da tempo di fare comune per conto suo, tanto è stata dimenticata da Gabbianelli & C. Un sindaco, Gabbianelli, che ha pensato in modo particolare a gettare cemento sul verde, vedi l'Arcionello, le ceramiche Tedeschi, i cinque piani (Peep) di edilizia economica popolare (Santa Barbara, Sbarri, Acquabianca, Ponte dell'Elce e comprensorio C4), ignorando completamente il recupero del centro storico con un mirato progetto.


Un esempio raccapricciante si sta attuando sotto gli occhi di tutti. Intendo riferirmi al restauro dello storico secentesco Palazzo Arcangeli, già Zelli Pazzaglia, in Via San Lorenzo. Ebbene sono stati costruiti addirittura quattordici, e dico quattordici!!!, abbaini sul tetto. Non esistevano! a chi fanno comodo? a che cosa servono? forse sono necessari per qualche bella mansardina? magari per qualche studentello? D'altronde a Gabbianelli piacciono gli abbaini, vi ricordate quello che aveva fatto tirare su sul tetto del Palazzo dei Priori? E dire che nel palazzo, tra gli altri, trovarono ospitalità il re di Spagna Carlo IV con la moglie Maria Luisa di Borbone, l'imperatore d'Austria Francesco I (1819) con la consorte Carlotta Augusta di Baviera e la figlia Maria Carolina. Vi alloggiarono, inoltre, anche la regina d'Etruria, Maria Luisa, sorella del re di Spagna Ferdinando VII (1823), il Duca di Lucca (1825) e il re di Napoli con la consorte (1829). A Gabbiane' e scusa se è poco!
Un sindaco che non piace! Non piace ai Viterbesi, checché scriva Gabbianelli sui suoi manifesti, e tanto meno piace a Forza Italia. Nonostante ciò AN si ostina a riproporre Gabbianelli sindaco, per questo, per ingoiare il rospo gli ''azzurri'' hanno chiesto ad Alleanza Nazionale pure il didietro.


Intendo riferirmi ai quattro assessorati Lavori pubblici, Servizi sociali, Urbanistica e Commercio, al vice sindaco, al presidente del Consiglio comunale, alle presidenze delle Circoscrizioni e chi più ne ha più ne metta. Pare di assistere al tiro del piccione o meglio al tiro del gabbianello dal becco spezzato. Gabbianelli è il pomo della discordia, perché ha gestito in maniera pessima questa nostra Viterbo, e hai voglia Gianca' ad affermare ''Sono e sarò il sindaco di tutti'' che leggo sul Corriere di Viterbo del 21 Aprile scorso. E non contento leggo, sullo stesso quotidiano, che fai ancora promesse, simili a quelle del 1999, totalmente, o quasi, disattese. Eccole ''1000 posti auto a Valle Faul e 600 alle Fortezze. Sotterraneo il parcheggio di Valle Faul, parzialmente interrato quello di Santa Maria delle Fortezze. Entro due anni potrebbero essere ultimati'', Gianca' è quel ''potrebbero'' che mi dà sospetto. E continui a promettere ''redigeremo il prima possibile un piano del verde urbano. Massima attenzione all'ambiente anche con il piano di classificazione acustica, già redatto, ma da sviluppare; con il piano per il recupero delle aree termali; con il piano regolatore delle antenne''.


Tante parole, tante promesse, ad esempio come quella del 1999 quando promettesti di realizzare un parcheggio interrato sotto Piazza della Rocca! e tante cazzate in tuo favore, come quella dell'ultimo manifesto affisso in città ''I giovani Viterbesi hanno già scelto 100% Giancarlo Gabbianelli'' e ti dimostro che è una cazzata, perché i miei due figli, ''viterbesi'', non ti voteranno, cade pertanto la falsa percentuale.
A Gianca', ma facci il piacere, ritorna a mettere i timbri in Tribunale!
Ta-pum! Ta-pum! Ta-pum!


Mauro Galeotti

 


Cacciarlo a pedate con lo ''scarpone chiodato''
Chi ha tradito la fiducia del sindaco

di Mauro Galeotti

Quella che voglio narrare è una storia edificante, un fulgido esempio di cosa intendano per buona amministrazione gli attuali governanti del Comune di Viterbo e in particolare il sindaco Giancarlo Gabbianelli.
Mi riferisco ad una delibera della Giunta Comunale e precisamente la n. 638 del 26 agosto 2002 avente per oggetto: ''Soc. SICEA - Determinazione in merito a nuove incombenze operative''.
Il responsabile del procedimento per detta deliberazione è stato il dirigente
del Settore affari generali, l'avvocato Romolo Massimo Rossetti, e proponente l'ineffabile assessore Fosca Mauri Tasciotti.
Nel documento, premesso che la società SICEA dal Dicembre 1988 gestiva per conto del Comune i pubblici acquedotti, si dava atto che negli ultimi vent'anni, per eventi di carattere normativo e tecnico, si era avuto incremento delle incombenze operative espletate dalla società (introduzione delle tariffe di fognatura e depurazione, riduzioni dell'orario di lavoro, istituzione laboratorio d'analisi, sviluppo della rete idrica, aumenti dell'acqua erogata, delle utenze servite e delle infrastrutture da gestire, ecc.), per le quali la stessa società più volte aveva richiesto un consistente riconoscimento delle maggiori spese di personale sostenute.
Si deliberava, quindi, di prendere atto di un elenco nominativo di 25 unità, in soprannumero rispetto all'organico riconosciuto dal Comune, utilizzate dalla società nella gestione e di riconoscere quindi alla SICEA una maggiore spesa annuale pari ai 6/25 del costo di detto personale.
Fin qui sembrerebbe tutto regolare. Di fronte a documentati maggiori costi di gestione per la società, c'è una presa d'atto del Comune e un conseguente riconoscimento dei maggiori oneri sostenuti, che si traduceva nel pagamento alla società di ulteriori sei unità di personale.


Così era solo in apparenza perché nell'elenco del personale, allegato alla delibera, che alla data del 26 agosto 2002 era dichiarato ''utilizzato e addetto alle mansioni'', vi comparivano tre nominativi, non presenti nei libri paga della società, privi di rapporto di dipendenza e di cui la SICEA avrebbe volentieri fatto a meno, in quanto avrebbero rappresentato per la stessa un ulteriore aggravio economico. In pratica, sono stati inseriti nell'elenco nomi di persone che non avevano alcun motivo d'esserci perché, a quella data, non avevano, né avevano avuto in precedenza, alcun rapporto d'impiego con la Società. Includerle, anche se in maniera arbitraria, significava creare le premesse per una loro assunzione. Le tre unità sono: il figlio di un ex dipendente comunale compaesano del dottor Romolo Rossetti; la figlia di un consigliere comunale di Forza Italia, ex socialista, e il figlio di un ex consigliere comunale del M.S.I. che negli anni ottanta insieme a Giancarlo Gabbianelli, all'attuale assessore provinciale Massimo Gemini e a Mario Soggiu faceva parte dei cosiddetti quattro moschettieri del Movimento Sociale.
La formale assunzione delle tre unità, di fatto, con buona pace di tutti, si concretava per due unità solo nell'Ottobre del 2002 e nel Gennaio 2003 per la terza.
Il gravissimo episodio, trattandosi di assunzioni opportunamente guidate, è da annoverare fra gli scandali del regime dell?amministrazione Gabbianelli.
Lo stesso è passato sotto silenzio poiché anche l'opposizione ha sottovalutato l'illegittimità perpetrata da Gabbianelli e dai suoi sodali in primis dal dirigente Rossetti e dall'assessore Tasciotti seguiti a ruota da tutti gli altri membri della giunta presenti alla riunione del 26 agosto 2002 che hanno dato via libera al provvedimento approvandolo all'unanimità.


A pensare che Gabbianelli, nel suo primo mandato da consigliere comunale, si presentava, l'ex sindaco Rosato Rosati mi è testimone, alle sedute di Consiglio Comunale ponendo, a vista degli astanti, sul banco di fronte a sé il libro dei quattro codici per porre così l'accento sui suoi intenti di moralizzatore dei costumi politici proponendosi come l'estremo difensore di legalità calpestate.
Che ne è stato di quel novello Torquemada, di quell'indefesso castigatore di costumi? Si è sciolto come neve al sole nel momento in cui, assunta la carica di sindaco, quale massimo responsabile dell'amministrazione, avrebbe dovuto dare dimostrazione che certi modi di governare, giustamente criticati, con lui non avrebbero trovato più spazio. Alla resa dei conti si è dimostrato, stante le premesse che aveva posto, peggiore di chi l'aveva preceduto, finendo per dimostrare un'assoluta mancanza di coerenza tra propositi e realtà dei fatti e, come si suole dire, finendo per predicare bene e razzolare peggio.
Caro Giancarlo non ti sei reso conto di quanto successo? Forse, nell'occasione sopra ricordata, a tua insaputa, qualche tuo collaboratore ha tradito la tua fiducia proponendo in Giunta un provvedimento che mascherava, oltre quelli dichiarati, intenti a te sconosciuti? Se le cose stavano così, per coerenza con quanto da te dichiarato in una recente intervista, non avresti dovuto, una volta te ne fossi accorto, prendere lo scarpone chiodato e cacciare a pedate chi aveva tradito la tua fiducia, ingannandoti? Fammi conoscere chi è stato il colpevole che lo esporrò al pubblico ludibrio!
Dimostrami di che pasta sei veramente fatto!


La realtà è che non sei migliore di chi ti ha preceduto e che, male ispirandoti alle azioni di quel vero idealista e galantuomo che rispondeva al nome di Achille Poleggi, di cui tutti oggi sentiamo la mancanza, hai aspramente criticato. Anzi sei nettamente peggiore perché ti sei voluto ammantare di un'aurea di integerrimità non corrispondente alla realtà dei fatti volendo, ad ogni costo, apparire diverso da come realmente sei.
Il Gabbianelli che pensavo di conoscere e sul quale ingenuamente avevo riposto la mia fiducia, dandogli anche il mio voto, di fatto non è mai esistito.
Era una figura astratta che nasceva da un mio ideale desiderio di un concreto rinnovamento dei costumi politici e che, alla resa dei conti, è stato tradito da chi non meritava in alcuna maniera la mia fiducia e quella di tutti i cittadini viterbesi che l'hanno votato.


Non serve a nulla inondare la città di manifesti da 12 x 3 e da 6 x 3 metri (a proposito quanto costano e chi li paga?) con slogan banali. Fare di più e meglio di quello che hai fatto tu negli ultimi cinque anni è cosa possibile anche al più sprovveduto dei cittadini, giacché non hai, al di là dei roboanti proclami, in concreto fatto nulla di significativo ed efficace, né messo le basi per una reale crescita e per il reale sviluppo di questa città.
Prendi una volta per tutte coscienza della realtà: Forza Italia è chiaro che non ti rivuole come sindaco, ma quello che non si dice a voce alta, è che, al di là dei proclami ufficiali, sono proprio i rappresentanti del tuo stesso partito, AN, a sussurrare che non ti sopportano più e non vedono l'ora di liberarsi di te e del tuo modo di gestire il Comune e che, in ogni maniera, stanno cercando di trovare, e qui sta il difficile, una forma elegante per raggiungere tale fine senza rompere l'unità del partito e della coalizione.

Mauro Galeotti


Alle prossime elezioni
Stai certo non ti voterò!

di Agnese Galeotti

Giugno si avvicina frettoloso, sulle spalle porterà le tanto aspettate e, da ''qualcuno'', temute elezioni. Io come tanti Viterbesi le attendiamo con maggior fervore. Troppa la voglia di far scadere il sindaco scadente!
Giancarlo Gabbianelli, scadente sindaco di Viterbo, qualche settimana ancora, e sarà scaduto e caduto definitavamente dalla poltrona del Palazzo dei Priori.
Gabbianelli sente già il calore dell'estate che si avvicina, sente passare i giorni... il conto alla rovescia sta giungendo allo zero, e tra poco la sconfitta gli arriverà tra capo e collo e le sue strategie politiche non saranno servite a nulla.
I Viterbesi non sono stupidi Gabbiane'! I Viterbesi non sono creduloni!
Ma quante volte te lo devo ripetere?! Infatti il sindaco scadente presto scaduto, ha fatto stampare manifestini e manifestoni con la sua bella faccia con frasi utopiche, sempre le solite, in cui cerca di convincerci e convincersi di aver fatto davvero qualcosa per questa città.
I manifesti recitano così: ''2004-2009 il nuovo impegno. In questi ultimi anni, come molti affermano, (molti? moltiiii?! ma molti chi a Gianca'? ma le senti le voci che ti girano intorno?!, ndr) Viterbo è migliorata e cresciuta (quasi fa tenerezza... ha bisogno di scriversele da solo queste cose, perché nessuno gliele dice, ndr). Fare di più e fare ancora meglio è il mio nuovo impegno''. (''Fare di più''? poco ci vuole! ''ancora meglio''? ci vuole ancora meno! ''il tuo nuovo impegno''? non ci contare proprio! Meno metti le mani sulla nostra città e meno scontenti i cittadini!).
Non si può circolare per Viterbo in questo periodo. Mi viene la nausea!


Sono spuntati, come funghi, cartelli che annunciano lavori in corso. Addirittura cartelli di scuse come quello appeso a Porta Fiorentina: ''Città di Viterbo.
Ci scusiamo per i disagi di oggi che saranno i vantaggi di domani''
, frasi che ci ricordano il Ventennio. Ma per favore!! Per favore Gianca'!!! Non si può credere a tutto questo ''improvviso'' buonismo! Il semianello è stato chiuso una vita e nessun cartello di scuse è apparso. Il Teatro dell'Unione, in Piazza Verdi, è in restauro da anni. Ricordo che la data dei lavori è scaduta da svariati mesi, e anche qui nessun cartello, ''zuccheroso e smielato'', è stato mai appeso. E guarda caso a poco tempo dalle elezioni, il nostro sindaco scadente, fa una bella magia e... puff! ecco qua un bel cartello di scuse per i disagi che creano i lavori!
Lui, che troppo spesso dimentica le esigenze dei suoi cittadini.
Lui, che nonostante alcuni di loro si prenotino per un appuntamento, li ignora, non ricevendoli. Ma che credi Gianca' che con un cartello di scuse come quello, i Viterbesi ti diano il voto?! L'unico cartello di scuse che è giusto che tu faccia, è quello per non essere stato un buon sindaco per questa città!
Lo sanno tutti sei il peggior sindaco dal dopoguerra ad oggi!
Faresti più bella figura.
La sincerità premia sempre e comunque aiuta a guardarsi allo specchio senza dover abbassare lo sguardo!
Io, come molti altri giovani, a Giugno non ti voterò, e sicuramente nello specchio mi guarderò dritto negli occhi, orgogliosa di aver fatto la scelta giusta!

Agnese Galeotti

Alberi rimpiazzati, erbacce estirpate
Finalmente! Viale Trieste è Ok!

di Simone Galeotti

Finalmente. Non vedevo l'ora di scriverlo. Finalmente! Già! era da un bel pò di tempo che sul nostro quindicinale segnalavamo in quali condizioni pietose era tenuto Viale Trieste.
Ora, finalmente, qualcosa è stato fatto. Il Comune, rispondendo ai nostri richiami, ha provveduto a rimpiazzare tutte quelle decine di alberi che, con il tempo, sono scomparsi. In questi giorni molti alberelli nuovi nuovi rimpiazzano i buchi che c'erano nel nostro viale più prestigioso. Finalmente il Comune ha anche provveduto a tagliare l'erba che invadeva le basi degli alberi ed i marciapiedi!
Fino a qualche giorno fa, chi passava per Viale Trieste, non poteva non accorgersi delle erbacce che crescevano dappertutto e che davano un aspetto di trascuratezza vergognoso allo storico viale. Per fortuna, grazie anche alle nostre segnalazioni, ora il Comune ha risolto il problema e quello che ne risulta è un bel viale alberato e curato.


Purtroppo rimangono ancora inascoltate le proteste di tutti quegli automobilisti che, passando su Viale Trieste, si trovano a percorrere una delle pavimentazioni stradali più disastrate della città. Buche e buchette non danno sosta alle sospensioni delle auto e mettono pure in pericolo chi ci s'imbatte con il motorino. Per non parlare, poi, del lungo tratto di carreggiata completamente attraversato dalla ricucitura dopo i lavori per le tubature. Per evitare questa lunghissima scanalatura gli automobilisti sono obbligati a spostarsi pericolosamente al centro della strada. Speriamo che anche questa preoccupazione venga fatta propria dalla nostra Amministrazione e che risolva la situazione al più presto.
Siamo in attesa!

Simone Galeotti


Hanno detto...
Hanno scritto...

di Bruno Matteacci

Sul quotidiano ''Il Messaggero'', di sabato 24 aprile 2004, a proposito delle trattative per la designazione del candidato della destra a sindaco di Viterbo è stato scritto quanto detto dal coordinatore di Forza Italia, Candido Socciarelli: ''Noi continueremo a cercare un accordo e lo cercheremo fino all'ultimo, ma non possiamo accettare le condizioni che Alleanza Nazionale ci ha proposto. Tra l'altro lo spreco dei dieci assessorati (richiesti da Alleanza Nazionale al posto di otto assessori previsti dall'art.16 dello Statuto del Comune di Viterbo, ndr), non sarebbe capito dalla gente. Come gli elettori di F.I., che già nel 2001 hanno dovuto subire diverse angherie, non capirebbero ulteriori passi indietro o accordi di retroguardia''.

Penso che non ci sia bisogno di ulteriori commenti, i problemi che si pone Alleanza Nazionale non sono quelli dei cittadini di Viterbo, ma la individuazione di altre poltrone in termini qualitativi, tant'è che ha già fatto sapere che non accetta l'accoppiata strategica composta da urbanistica e lavori pubblici.
Cari elettori ponderate e prendete atto di quanto, a caratteri cubitali, è stato scritto su ''Il Messaggero'' del 15 febbraio 2004 dopo l'ultimatum del senatore Signorelli alla Casa della Libertà: ''Per il bene della Città, via Gabbianelli''. Viterbesi meditate... meditate e per Severo Bruno votate!

Bruno Matteacci

Non condivido...

- l'operato della ROBUR - gestione Servizi a rete - che, con la spesa di euro 0,45 addebitati agli utenti il servizio idrico, ha inviato agli stessi la fattura del consumo dell'acqua, per il primo trimestre 2004, allegando alla stessa un volantino sul quale è la pubblicità alla McDonald's.
Il cittadino non gradisce questi abusi...
Chi trae vantaggi da detta pubblicità?

- la pubblicità fatta a firma dell'assessore alle politiche sociali e del sindaco di Viterbo, per la fornitura di un nuovo mezzo di trasporto alle persone diversamente abili, grazie alla sensibilità e al contributo di molte ditte viterbesi; in quanto lo stesso sindaco non ha recepito la segnalazione fatta per eliminare gli ostacoli esistenti lungo i marciapiedi che impediscono il libero passaggio delle carrozzine. E che dire dell?impossibilità da parte degli stessi di accedere nelle sale di lettura della Biblioteca degli Ardenti e della Biblioteca Anselmo Anselmi?

- che il Comune di Viterbo avalli il fatto che la Società Romana Luminex, titolare del servizio impianti elettrici votivi nei cimiteri comunali, abbia emesso fattura in unica soluzione, quando l'utente, ha sottoscritto un contratto per la fornitura di energia elettrica, con pagamento semestrale.

Bruno Matteacci

La Pasqua del Centro

di Pantaleo Spagna

Anche quest'anno, il Centro Polivalente Pilastro, ha celebrato la sua festività pasquale.
Il giorno 18 Aprile, nella chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, gli utenti del centro con la presidenza e il Comitato di gestione, con Augusto e il gonfalone, hanno assistito alla Santa Messa, officiata dal Parroco don Flavio (anche lui utente del centro). Nel corso della celebrazione, è stato ammirato il nuovo quadro posto alle spalle dell'altare, riguardante l'incredulità di San Tommaso, eseguito dal maestro Paolo Orlando, commissionato dal parroco per chiudere le iniziative messe in atto dalla parrocchia, per la ricorrenza del 50° della fondazione della chiesa stessa.
Al termine della funzione, tutti gli utenti hanno posato per la foto ricordo.


La festa della Pasqua del centro, si è conclusa con un bel pranzo in un noto ristorante della nostra città.
Per arrivare alla festa suddetta, gli utenti hanno iniziato i preparativi, agli inizi del mese di Aprile. Gino, un socio, ha portato nei locali del centro, una grossa quantità di rami di ulivo da preparare per la Domenica delle palme. Anna, altra utente del centro, con molta pazienza e tanta buona volontà, ha provveduto a ridurre i grossi rami d'ulivo, in piccole arbusti, corredandoli con un nastrino e un volantino dove si leggeva che la palma era offerta dal Centro Polivalente Pilastro, con gli auguri di buone feste a tutti. Le palme così confezionate, venivano distribuite dai collaboratori del centro, a tutti i fedeli della messa delle ore 11,30, dopo che le stesse erano state benedette dal parroco. Nell'ambito dei festeggiamenti della Pasqua, il centro ha organizzato, il tombolone con bellissime uova di Pasqua per premio.
Alla tombola, hanno partecipato con tanta allegria, molti utenti e quali ospiti d'onore, hanno presenziato la festa un uomo politico (oggi al Parlamento) molto vicino al centro a cui si deve la realizzazione di molte problematiche necessarie per il buon funzionamento del centro e per lui è stata cosa gradita donare alla biblioteca del centro, un pregiatissimo volume, edito dalla Camera dei Deputati, numero di tiratura 2289, dal titolo ''Bernini e la Roma di Alessandro VII''. L'altro ospite don Felice, il quale trascorrendo alcuni giorni nella nostra città, per le festività pasquali, era molto compiaciuto di trascorrere un'ora di letizia tra tanti amici. Ora il Centro Polivalente Pilastro, sta preparando l'iniziativa culturale della festa dell'8 Maggio, con la seconda edizione delle poesie, riflessioni, pensieri, scritti direttamente dai soci, dedicate alla "Mamma".

Pantaleo Spagna



L'ho vissuto in diretta

di Riccardo Manca

Ore 14 e 50 del 23 Aprile scorso. Nella zona della Strada Cassia Nord si alza un nembo di polvere. L'officina della concessionaria Bmw di Viterbo, una struttura di circa mille e duecento metri quadrati, rovina a terra.
Immediatamente giungono sul posto del disastro: Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, moltissime ambulanze del 118, nonché l'eliambulanza Pegaso.
Sulla Strada Cassia Nord, che viene prontamente chiusa al traffico, nei concitati istanti dopo il crollo è un rincorrersi di sirene.
Intorno alle 15 e 30, viene estratto dalle macerie il primo ferito ed inizia la spola con l'Ospedale di Belcolle. Il resto è un viavai di Forze dell'Ordine ed ambulanze.
Tra gli accorsi, si respira un'aria carica di tensione e paura in attesa di sapere chi sia rimasto sotto le macerie. All'appello mancano sei persone: tre operai e tre meccanici.
In aiuto dei soccorritori anche le ambulanze della Misericordia e quella dei Vigili del Fuoco. Pian piano si spostano lastroni, pilastri e cumuli di cemento armato.
Sul luogo arrivano anche numerose autorità. Tra gli altri: il Prefetto ed il Questore di Viterbo, nonché il Comandante Regionale dei Vigili del Fuoco.
Intanto, dal Pronto soccorso viterbese, le prime voci sulle condizioni dei feriti sono rassicuranti: stanno tutti bene, a parte varie contusioni.
Intorno alle 17 viene individuato e tratto in salvo l'ultimo ferito, il quinto, ma all'appello manca ancora una persona.
Dopo un'ora, dalla Capitale, giungono alcune unità cinofile.
I Vigili del Fuoco utilizzano anche un geofono, in maniera da percepire il minimo rumore sotto le macerie. In tanti si sperava in una buona notizia dalla Cassia Nord.
L'attesa dura fino a tarda sera. La speranza svanisce alle ore 22 e 10, quando i soccorritori scavano nel punto indicato da un pastore tedesco della Polizia. Le fotoelettriche dei Vigili del Fuoco si spengono sulla tragedia.
Il giorno dopo, la zona è avvolta dal silenzio più assoluto. Un luogo apocalittico.

Riccardo Manca























































































postato da: Spvit | 23:39 |

giovedì, aprile 15, 2004

Il Mercatino più grande dell'Alto Lazio

è a VITORCHIANO

ogni QUARTA domenica

Da Agosto del 2003 lo Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. organizza nella splendida cittadina della nostra terra, mi riferisco a Vitorchiano, il mercatino dell'antiquariato ed artigianato "Sotto il Campanile".

Il prossimo appuntamento a Vitorchiano è il 25 Aprile 2004 si svolgerà in Piazza Umberto I e in Via Cavour dalle 8 alle 20.

Un appuntamento che i Viterbesi non possono perdere! Se vuoi partecipare col tuo banchetto al Mercatino "Sotto il Campanile" devi telefonare a Mauro Galeotti, cellulare 3393337869. Non si paga nulla!

La Città
del 14 Aprile 2004
Anno XIV n° 7

Meglio la peste bubbonica che rivotarlo
Gabbianelli promette e non mantiene!

Mauro Galeotti

Il ''guerriero della luce'', alias Giancarlo Gabbianelli, il peggior sindaco di Viterbo dal dopoguerra ad oggi, dopo quello che (non) ha combinato a Viterbo, ritiene ''giusto'' di doversi ripresentare ai Viterbesi per essere rieletto sindaco di questa città.
La sfacciataggine non ha limiti, se vado ad esaminare quanto il ''guerriero della luce'' promise nel 1999, quando si presentò con quella faccia d'angelo che ha la proprietà di deviare chi non lo conosce bene. Il suo parlare incantò pure me, allora già 48enne, tanto che, ahimè, lo votai.
Il ''guerriero'' scrisse sul depliant del suo programma: ''Una crescita a misura d'UOMO per affrontare la sfida del 2000''. Ed ancora, non contento, aggiunse: ''Una politica per L'ESSERE e non per L'AVERE''. Ed ancora, non contento,
aggiunse: ''Idee per una politica del fare''. Ed ancora, non contento, elencò ''dieci punti per una città a misura d'uomo''.
Ecco qua, senza cambiare una parola, alcune tra le promesse di Gabbianelli.
A Te che leggi lascio valutare se quanto proposto dal ''guerriero della luce'' è stato realizzato e se vale la pena di avere ancora fiducia del peggior sindaco di Viterbo dal dopoguerra ad oggi, alias Giancarlo Gabbianelli!
- Sviluppo e miglioramento dei collegamenti stradali e ferroviari (soprattutto da e per Roma) collegamento con la direttissima Roma/Firenze;
- completamento della trasversale Orte-Viterbo-Civitavecchia;
- parziale utilizzo dell'aeroporto militare del Cae a fini turistici con creazione di spazi per gli appassionati di sport aeronautici;
- riqualificazione dell'asse ferroviario Viterbo-Attigliano-Orte per promuovere lo sviluppo socio-economico della città di Viterbo e per il suo hinterland e per diminuire il traffico veicolare giornaliero di lavoratori pendolari;
- recuperare e valorizzare le tradizioni viterbesi più peculiari;
- promozione della crescita dell'Università della Tuscia: facoltà di biotecnologia;
-creazione di infrastrutture urbane polivalenti a ridosso delle aree ferroviarie di Porta Romana e Porta Fiorentina per favorire lo sviluppo socio-economico della città di Viterbo, riqualificando ambienti urbani degradati;
- realizzazione del nuovo stadio comunale;
- creazione di un centro sportivo polivalente nell'immediata periferia della città, per le formazioni calcistiche minori e per le altre discipline sportive;
- realizzazione del completamento dell'Ospedale di Belcolle;
- completare la sistemazione della Valle di Faul;
- monitoraggio dello stato di conservazione delle Mura Urbane: ricerca finanziamenti per il loro integrale restauro, recuperando anche alcuni progetti che prevedevano una loro fruibilità attraverso camminamenti aerei, forte veicolo turistico.
- ulteriore potenziamento del verde cittadino, attrezzato e non, sia al centro che in periferia, anche per creare luoghi di aggregazione alternativi al vuoto giovanile del ''bar o muretto'';
- recupero totale del parco comunale di Prato Giardino, storico polmone verde della città;
- maggiore controllo sui comportamenti di tutti gli utenti della strada: soprattutto lungo la Via Cassia, principale arteria di scorrimento del traffico extraurbano, predisponendo, al fine di agevolare l'attraversamento pedonale, una serie di impianti luminosi per la salvaguardia del pedone e per la sicurezza stradale;
- nuova regolamentazione degli accessi degli autoveicoli nel centro storico: più parcheggi per i residenti, abbonamenti a tariffa agevolata per chi lavori od operi all'interno di esso;
- realizzazione di un passante viario, un percorso alternativo all'interno del perimetro urbano e/o immediatamente a ridosso della città per la razionalizzazione della mobilità urbana basata su diversi tipi di organizzazione: pubblica su gomma, pubblica su ferro, pedonale e pedonale meccanizzata;
- realizzazione di un parcheggio sotterraneo in piazza della Rocca della superficie complessiva di 8000 mq per risolvere il problema del parcheggio per i residenti e per l'intenso traffico veicolare che grava sulla zona.
Non credo sia necessario fare commenti, i fatti, anzi i non fatti, parlano da soli. Chi vive a Viterbo sa bene che niente di quanto promesso da Giancarlo Gabbianelli, attuale scadente sindaco di Viterbo, è stato dal medesimo realizzato e... neppure pensato.
Rivotare Giancarlo Gabbianelli il 12/13 Giugno, è proprio una follia.
Mauro Galeotti


Sono bastate due gocce d'acqua
Tutto il Poggino allagato

Agnese Galeotti

Qualche giorno fa mi trovavo nei pressi della Località Poggino.
Pioveva, e la strada era diventata a dir poco impraticabile. Sono anni che quella zona viene trascurata, pur ricoprendo una certa importanza come ''zona industriale di Viterbo''.
Tutta l'area è affossata in un degrado incredibile: fango, erbacce alte tanto da coprire i cartelli stradali, buche grandi come crateri, segnali apposti alla ''carlona''!
Per non parlare degli scarichi per le acque piovane per lo più inesistenti o comunque poco efficienti. Infatti, ricordo che quel giorno, come testimoniano le foto, le auto si trovavano in grande difficoltà nel transitare. In alcune parti della strada gli automobilisti si trovavano costretti a fermarsi davanti al ''lago'' d'acqua creatosi per via della pioggia. I più avventurosi, attraversandolo, venivano inondati dal rialzarsi dell'acqua, tanta era al passaggio delle autovetture.
Ma possibile che in tutto questo tempo, perché è davvero una vita che il Poggino si trova in queste condizioni, l'Amministrazione comunale ''comandata'' da Gabbianelli non abbia fatto nulla per risolvere il problema?
Beh, in effetti ripensando al percorso della carriera amministrativa di Gabbianelli... sì è possibile! Che sciocca che sono! Che sciocchi che sono i Viterbesi! Ancora si aspettano che il sindaco ''scadente'' faccia qualcosa di serio per questa città! Ma che ci dice la testa!! Lui è troppo impegnato per queste cose!! Tze! Lui mica può perdere tempo a risolvere i problemi della città di cui, sfortunatamente per noi, è sindaco! Lui deve fare tante cose molto più importanti, come improvvisarsi giornalista nella rubrica del Corriere di Viterbo ''Parola di sindaco'', deve far stampare manifesti perché i suoi cittadini si accorgano di quel poco che ha saputo fare, spesso pure male. Figuriamoci se Gabbianelli si può occupare del degrado del Poggino.
Siamo proprio degli illusi! Lui è troppo impegnato a cercar di convincere i Viterbesi che è un buon sindaco, che è il ''Guerriero della luce'', come ama definirsi.
A Gabbiane'!! Ma facci il piacere! Un buon sindaco non ''dice'' di esserlo, ma lo dimostra! Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare! e tra Gabbianelli e la soluzione dei tanti problemi che invadono Viterbo, ci sta un oceano!!
Trema Gianca' che Giugno arriva! ...e la resa dei conti si avvicina!
Agnese Galeotti

Ma insomma AN ha pagato o no l'abuso?

Bruno Matteacci

Il 24 marzo scorso, a seguito della affissione abusiva e selvaggia di manifesti effettuata lungo la Tangenziale Ovest, reclamizzanti che Alleanza Nazionale difende gli Italiani, scrissi che avrei lasciato uno spazio, su questo numero, per dare ospitalità al Sindaco di Viterbo per trascrivere quello che mi avrebbe fatto sapere.
Che cosa avevo chiesto? La deaffissione dei quaranta manifesti, la ripulitura del muro imbrattato e di far sapere se era stata elevata sanzione amministrativa a chi ha affisso i manifesti o a carico di Alleanza Nazionale, beneficiaria del testo dei manifesti stessi. Nulla è dato a sapere; come al solito ''se ne fregano'' di quello che democraticamente e civilmente viene chiesto; perdurano nel ''fregarsene'', motto che sembra siano ancora orgogliosi di usare! E questo sarebbe il Sindaco ''giusto''? Almeno cosi si legge su alcuni manifesti. Ma non scrivessero ''fregnacce'', tanto per usare un loro modo di esprimersi!
Giusto è colui che opera e giudica secondo giustizia; colui che è saggio ed equilibrato, che è uomo pio, buono, virtuoso, retto, imparziale, che rispetta e fa rispettare le leggi. Se tanto mi da tanto di ''giusto'' c'è ben poco, ammesso che quel poco ci sia. Io ne ho vedute di cotte e di crude; le ho scritte, rivolgendomi al capo dell'amministrazione comunale, per modificare qualcosa nell'interesse della collettività. Più volte ho segnalato al Sindaco problemi che si sarebbero potuti risolvere con una telefonata, ma non come quella che mi fece credere di aver fatto un giorno, allorquando al Sacrario gli parlai dello stato di abbandono dei bagni pubblici. Ricordo che telefonò, non so a chi, ma parlava, ricordo che dette disposizioni per una immediata sistemazione della struttura; ricordo le ultime frasi che disse... ''per il decoro della città''. Passarono giorni, settimane, mesi e tutto rimase come era nel momento in cui un amico mi chiese di fare un articolo per evidenziare lo ''schifo'' dei bagni pubblici al Sacrario.
Che si debba ricorrere a queste meschinità fa veramente ''toccare il fondo della pentola che scotta''. Come si può notare da questo numero non intendo più nominare il nome dell'attuale Sindaco perché, con il tempo, così ci si dimentica di lui, stante pure il fatto che all'orizzonte è spuntato, dopo ampia selezione e democratica scelta da parte di sette Partiti politici e di varie Associazioni, il nome di un personaggio sul quale non c'è nulla da dire, se non che à un ottimo cittadino, illustre avvocato, onesto, leale... ma, faccio prima a dire, che è Severo BRUNO, il quale è il leader della lista ''BRUNO PER VITERBO''... e dico poco.
Bruno Matteacci


Quando venne in visita il Presidente lo chiamò ''Paolo'' Ciampi
La figura barbina di Giancarlo Gabbianelli

Simone Galeotti

Sui giornali c'è qualcuno che ha il coraggio di dire che Viterbo non è poi malaccio. Che ci sono altre città, del suo livello, che sono messe peggio.
Peccato vedere che c'è ancora gente fossilizzata sulla banale idea di guardare sempre a chi sta peggio.
Secondo alcuni politici noi Viterbesi ci dobbiamo accontentare e non dobbiamo guardare a chi sta meglio, ma solo a chi sta peggio!
Secondo me Viterbo non è messa bene per niente, lo dimostra la classifica sul benessere dei capoluoghi di provincia redatta dal prestigioso quotidiano Sole 24 Ore. Viterbo, sotto l'amministrazione Gabbianelli, è crollata di ben ventiquattro posizioni in due anni. Siamo oltre l'ottantesimo posto su un massimo di poco più di cento capoluoghi.
Per poter dire che Viterbo va bene, la nostra città deve migliorarsi ancora in molti aspetti. Deve crescere nella tutela dei suo beni culturali, ad esempio le nostre belle fontane sono troppo spesso senz'acqua. Le mura cittadine non dureranno ancora a lungo se l'amministrazione non si decide a fare qualcosa di serio al riguardo (sarebbe meglio spendere i soldi pubblici nel consolidamento di queste mura e non nell'effimera illuminazione delle stesse, che l'Amministrazione sta già sbandierando). E guarda un po', a poche settimane dalle elezioni! Se si guarda Viterbo dal punto di vista stradale è un pianto. I continui cambiamenti voluti da questa amministrazione al sistema viario, non fanno altro che confondere i cittadini. Dove erano abituati ad avere un senso unico si ritrovano improvvisamente un doppio senso e viceversa. Mi riferisco a Via Marconi, e poi di seguito all'inizio del Corso Italia, alla discesa che unisce Piazza dei Caduti con la Valle di Faul, alla via che collega il Quartiere Ellera con la Strada Teverina. Continuo con la Cassia nei pressi del distributore Pesci, poi con la via accanto all'istituto scolastico IPSIA a Villanova e qui mi fermo per limiti di spazio. Tutte strade in cui è stato cambiato più volte il senso di marcia.
Se andiamo ad esaminare la situazione dei parcheggi, questa è quantomeno drammatica. Il prezzo per un'ora di sosta, sotto l'amministrazione Gabbianelli, è scandalosamente aumentato del quasi cento per cento da un momento all'altro.
E dire che in Italia si discute animosamente su inflazioni del tre o quattro per cento! Noi a Viterbo siamo molto più avanti, da 52 centesimi di Euro siamo passati ad un Euro tondo tondo! + 92% da un giorno all'altro!
Senza contare che visto il continuo aumentare di automezzi, i parcheggi, nella nostra città, sono pochi. Quei pochi che ci sono oltre a costare caro, sono pure male dislocati. Non ci sono dove servono veramente, vedi Via Cavour, per esempio. Per di più il ''famelico'' bisogno di guadagno della società Francigena voluta da Gabbianelli, fa mancare quasi sempre gli indispensabili parcheggi gratuiti limitati a mezz'ora che, nel Centro Storico, potrebbero essere una salvezza per molti commercianti.
Ma secondo gli amici politici di Gabbianelli, Viterbo è messa bene.
Infatti nella nostra città non mancano i divertimenti, quest'anno abbiamo avuto una ''bellissima'' pista di pattinaggio per ben due mesi. Caspita! E chi se la scorda? Ma come si fa ad amare un'amministrazione il cui cavallo di battaglia è ripetere ai quattro venti che ha fatto la pista di pattinaggio?!
Provvisoria ce l'aggiungo io! e a pagamento ce lo riaggiungo io!
Come possiamo credere che vada tutto bene quando c'è tutto un quartiere sul piede di guerra contro il nostro sindaco che non gli concede quello che da anni, giustamente, chiedono? Mi riferisco ai cittadini di Santa Barbara che si sentono totalmente abbandonati da questa Amministrazione.
Gabbianelli in tutto questo che fa? Cosa fa il nostro sindaco in questa Viterbo così ''messa bene''?
Per ora Gabbianelli si limita a tenersi stretta la poltrona di sindaco con tutte e due le mani. La paura che gli venga sottratta è tanta. La paura che non ci sia coalizione nella Destra invece, non è più una paura. E' la realtà. Tant'è che Gabbianelli si è visto costretto a sbandierare ai quattro venti (sempre quelli), che sicuramente lui si ricandiderà... magari pure da solo!
Voglio ricordare che, da solo, il nostro Giancarlo nazionale è sempre quello che ha chiamato Ciampi in visita a Viterbo, con il nome sbagliato, Paolo anziché Carlo, facendoci fare una figura barbina.
Vi ricordo ancora che, il Gabbianelli sindaco attuale, rimane sempre colui che ha attaccato il famosissimo scrittore Paulo Coelo, quando questi ha scritto ''male'' di Santa Rosa. Purtroppo l'ignoranza del nostro Sindaco, che non sapeva dell'esistenza di un'altra Santa Rosa, quella da Lima, ci ha rifatto fare la solita figura barbina.
Caro Giancarlo se non hai la cultura necessaria per addentrarti in certe discussioni, almeno taci e tieniti le tue osservazioni sbagliate solo per te! Non far sprofondare anche noi nell'inevitabile presa in giro generale!
Spero che Paulo Coelo ci perdoni!
Non posso dimenticare poi, che Gabbianelli è sempre quello che ha affossato il brillante mercatino dell'antiquariato ''Sotto il Campanile'', motivando il tutto con ragioni ancora fuori dallo scibile. Sempre lui ha poi affidato, di punto in bianco, la gestione del Mercatino ad una associazione a lui vicina politicamente, che gli ha procurato notevoli guai tanto che sulla strana e repentina assegnazione c'è tuttora in corso un'inchiesta della Guardia di Finanza. Naturalmente anche questa volta Giancarlo ha fatto il suo bravo passo indietro e ha ''licenziato'' l'associazione in questione per presunta irregolarità... inutile ricordare che l'aveva scelta lui!
Ma a Viterbo va tutto bene!
Va tutto bene finché c'è gente, che vedendo delle bolle di sapone danzare per la strade della nostra città, si fa brillare gli occhi e sorridere il cuore, senza tener conto della regola delle regole: tutte le bolle di sapone, prima o poi, scoppiano. Lo sanno anche i bambini, figurati i Viterbesi.
Simone Galeotti


Soldi mal spesi e... i Viterbesi pagano!!!

Mauro Galeotti

Come previsto. Ci risiamo! Sul sito internet www.comune.viterbo.it è apparso un avviso pubblico per la presentazione di progetti in campo musicale, culturale, sportivo e spettacolari in occasione di ''Giorni d'estate 2004''.
Entro il prossimo 20 Aprile associazioni, enti, pro loco, ecc. potranno proporre iniziative per realizzare manifestazioni nel periodo tra il 19 Giugno e il 22 Agosto 2004. Una commissione composta di tre membri, non si sa con quali criteri scelti, valuterà le proposte pervenute attribuendo i punteggi secondo gli ineffabili parametri stabiliti nel bando.
La partecipazione finanziaria del Comune, a ciascuna iniziativa adottata, è prevista nella misura massima del 60% della spesa ''documentata e ammissibile''.
L'avviso pubblico presenta singolarità tali da lasciare ampi spazi di discrezionalità.
Nei punteggi, infatti, saranno privilegiati il carattere delle attività, specialmente se svolte in maniera ricorrente, e l'avvenuta pubblicazione sulla stampa di articoli referenti le iniziative dell'anno passato dando, di fatto, un grosso vantaggio a chi ha organizzato la manifestazione nel 2003.
Il promotore dell'iniziativa non poteva essere che il vulcanico assessore alle Politiche giovanili Mauro Rotelli, il quale, imperterrito, come se non ci fosse in corso alcuna tornata elettorale, il cui esito potrebbe mettere tutto in discussione, prepara la seconda edizione del Summer Village. Vedremo se l'affidamento dell'organizzazione della manifestazione avverrà con rigorose procedure d'evidenza pubblica o finirà, di nuovo, a qualche organizzazione vicina ad AN, così come avvenuto per l'edizione del 2003, quando, dal cappello del prestigiatore, non si sa come, per incanto uscì l'Asi Ciao, Ente Nazionale di Promozione Sociale e Culturale di Roma, associazione vicina al partito del sindaco di Viterbo, Gabbianelli, e dello stesso assessore.
Rotelli ha impiegato quasi quattro mesi per fornire una rabberciata e lacunosa risposta ai puntuali interrogativi rivolti da alcuni consiglieri comunali dei Ds, che chiedevano chiarimenti sui criteri seguiti per affidare l'organizzazione del Summer Village all'Asi Ciao.
Si è capito solo che il Comune ha contribuito con 22.000 euro e che altri 80.000 sembra siano serviti per supportare le manifestazioni artistiche in programma.
Nulla riguardo gli interrogativi da me posti su chi abbia pagato l'allaccio e i consumi di corrente, l'installazione del palco, la pubblicità, la pulizia e l'uso delle aree, i servizi di sicurezza, ecc.
Così come nulla sui criteri con cui sono stati assegnati gli stands ai commercianti, sui costi d'affitto degli stessi, sul numero degli sponsors e sulla misura della loro partecipazione, in particolare quella dalle tre società comunali, la Robur, la Francigena e il CEV che, non si sa a quale titolo, hanno dovuto fornire il loro supporto economico.
Non vorrei essere cattivo profeta: se Gabbianelli sarà riconfermato, la manifestazione si svolgerà di nuovo a Prato Giardino in barba agli appelli di chi, avendo a cuore le sorti dell'unico parco della città, ritiene che manifestazioni di tal genere non debbano svolgersi in una struttura dimostratasi non idonea a sostenerne l'impatto. Gli appelli non contano nulla quando è in ballo la celebrazione dei fasti di un sindaco ed una giunta dimostratisi incapaci di amministrare la città e che pensano di risolvere i problemi, di cui dovrebbero farsi carico, a tarallucci e vino, tra una festa e l'altra.
A Rotelli e a Gabbianelli e a chiunque altro sento comunque il dovere di ripetere ancora una volta: ''Giù le mani da Prato Giardino!''. Evitate di violentarlo di nuovo! Non è adatto per tali manifestazioni!
Non mi aspetto che il mio fermo invito sarà tenuto in conto, perciò confido nella sconfitta di chi si serve di strutture pubbliche, da salvaguardare, per una politica attenta più agli affari di pochi che alla cura dei luoghi della tradizione.
Ho appreso, infine, che l'installazione della pista di pattinaggio sul ghiaccio al Sacrario, cui il sindaco Gabbianelli ha dedicato, non avendo altro cui vantarsi, ben tre articoli della sua rubrica settimanale sul Corriere di Viterbo, ''Parola di Sindaco'', per esaltarla come una delle massime realizzazioni della sua amministrazione, è stata affidata, a trattativa privata, alla ditta INSPORT srl di Roma, per un corrispettivo di 36.000 euro oltre le spese d'installazione e d'organizzazione (SIAE, gruppo elettrogeno, energia elettrica, personale di sicurezza, pulizie e mantenimento pista, stampa manifesti, assicurazioni varie, ecc.), non quantificate, poste a carico del Comune.
Fissato il prezzo di noleggio dei pattini a cinque euro l'ora si è presunto un incasso di 60.000 euro sufficiente per coprire tutte le spese. Se non si fosse verificato, nessun problema, la differenza sarebbe stata posta a carico del bilancio comunale. Un incasso di 60.000 euro significava, clima permettendo, 400 ore di noleggi per giorno per un totale di 12000 ore in un mese, feriali e festivi compresi. Anche un profano si rende conto quanto la previsione fosse sovrastimata!
Risultato: come avvenuto per le manifestazioni artistiche del Summer Village, ancora una volta, sarà il bilancio comunale e quindi i cittadini viterbesi a pagare i costi delle iniziative propagandistiche di Gabbianelli. Ciò a scapito di quei compiti primari cui un?amministrazione gestita con sani criteri dovrebbe provvedere quali, cito un esempio fra tanti, la manutenzione delle strade, ridotte, ognuno lo potrà costatare, a un vero e proprio colabrodo di buche. Vedi, o meglio prova a percorrere, Via Sant'Antonio, Via Garbini, la Tangenziale Ovest, Via di Piano Scarano, il Carmine, la via che conduce all'Ospedale di Belcolle, Via Romiti, Strada Cuculo, Strada Ellera, Strada Bagni, Viale Trieste, Viale Trento, Strada Montarone con buche ''spacca-culo''.
La loro manutenzione da troppo tempo non viene effettuata, probabilmente per mancanza di quelle risorse destinate alle numerose manifestazioni che sono la gioia di Gabbianelli e di Rotelli.
La conclusione è una sola: che pacchia per un imprenditore lavorare per le manifestazioni del Comune di Viterbo! Non si corre alcun rischio e il guadagno, anche se si tratta di iniziative non attentamente valutate, è comunque garantito. I deficit, poi, li paga Pantalone! Durerà?
Sono certo che questi che ci separano dalle elezioni saranno per Gabbianelli, il peggior sindaco dal dopoguerra ad oggi, come gli ultimi giorni di Pompei, dopodiché con l'avvocato Severo Bruno la musica cambierà e si ripristinerà un sostanziale corretto e ortodosso modo di governare questa città.
Fuori dal Comune i mestieranti della politica!
Che tornino a mettere i timbri in Tribunale e a gestire le loro balere!

Mauro Galeotti


Gli ''arancioni'' di Severo Bruno danno troppo nell'occhio


Sembra che cambieranno di colore i pullman della circolazione urbana di Viterbo, infatti non piacciono al sindaco Giancarlo Gabbianelli, perché sono di colore ''arancione'' e fanno pubblicità alla lista ''Bruno per Viterbo'' del candidato Sindaco di Viterbo, l'avvocato Severo Bruno.
Pare che siano in pensiero anche gli operatori stradali che indossano le caratteristiche casacche arancioni.
E guai a chi compera i giubbetti rifrangenti arancioni da usare nei casi di urgenza quando l'auto è in panne.
P.S.
Gabbianelli che aveva scelto per simbolo ''il gabbiano'', durante le elezioni del 1999, ora pare che lo cambierà. E sì! ha scoperto che il gabbiano vola preferibilmente sulle discariche.



Il conto alla rovescia

Ricevo e volentieri pubblico

Caro direttore, vorrei farti una confidenza: credo di aver sempre subìto il fascino di certe teorie della fisica, e negli anni - sono già over-fifty - ho nutrito un'attenzione particolare nei confronti di quella ''legge di inversione'' - se preferisci potremmo definirla la legge dello sforzo alla rovescia -, per cui se cerchi di stare a galla, vai a fondo; se cerchi di immergerti, galleggi! Conosci l'antico detto ormai dimenticato ...''chi vuol salvarsi l'anima, la perde?''. Ebbene, non so perché, ma da mesi ci sto rimuginando sopra, e quel che più mi sorprende è che ogni volta, di fronte alla TV, questa idea dello sforzo alla rovescia si associa inesorabilmente a certe dichiarazioni dei nostri esponenti della maggioranza, i quali perseverano nel voler proporre soluzioni per il paese sciorinando dichiarazioni di dubbia verità. Nel dibattito sostenuto dalla ''ministra Moratti'' nel corso di Ballarò, ho avuto la netta sensazione che la nostra donnina di ferro non riuscisse più di tanto ad ''emergere'' - o se preferisci - ''a stare a galla'' trascinata dalla sagacia degli interlocutori che non l'hanno certo risparmiata quando sosteneva che in sostanza nella Riforma della Scuola Pubblica è rimasto tutto come prima. Se le teorie di cui ti parlavo non ingannano, forse vedremo presto anche lei andare a fondo eh!... Noi non intendiamo mollare, e quando si parla di scuola ci vuole chiarezza: dato per scontato il fatto che la scuola è formativa e come tale richiede impegno e qualità. Sai dirmi perché ad ogni finanziaria si riducono invece le risorse per la scuola pubblica?
Se la mia considerazione è giusta, e ciò può in qualche modo rassicurare anche te, farei affidamento invece in quella virtù tipicamente italiana che si chiama ''spirito di sopravvivenza'' e che non a caso ha prodotto nei secoli - e nei secoli ha difeso - il nostro patrimonio culturale dopotutto ancora chiaramente leggibile in tutte le sue espressioni. Ma quanto potremo ancora resistere agli attacchi di questi ''vassalli'' arroganti e presuntuosi, - alcuni farebbero bene a riprendere in mano la grammatica italiana - a cui poco importa di salvaguardare e tramandare ai posteri tante ricchezze che hanno sempre costituito i pilastri delle nostre scuole? Abbiamo forse gettato nel dimenticatoio - faccio appello a quei genitori della mia generazione - i fatti del '68, allorché chiedemmo una scuola ''aperta''? L'iter si è rivelato lungo e faticoso, ma onestamente, dal mio punto di vista, eravamo approdati finalmente con la legge sull'autonomia a quello stile di didattica curricolare che ha premiato dopo anni ed anni tutto l'impegno delle parti interessate, guadagnando così quel livello di qualità come non era mai accaduto prima!
Questa operazione non necessaria e fuorviante, avviata dalla Moratti, sarebbe da interpretare piuttosto come un intervento inteso, paradossalmente, a voler mettere le gambe ad un serpente...

P.S.
La tua presenza al Forum Per la Scuola della Repubblica è stata un prova di ''insight'' apprezzata dai presenti e mi permetto di sottolineare per i nostri lettori l'interesse dimostrato dall?avvocato Severo Bruno candidato Sindaco di Viterbo, anch'egli presente al dibattito.
Ci è piaciuto cogliere nel suo messaggio personale la conferma a non sottovalutare i problemi che potrebbero derivare dall'applicazione della legge Moratti, dando inoltre la sua disponibilità a colmare, nell?ambito delle competenze locali, eventuali lacune e fallosità che dovessero malauguratamente presentarsi in futuro, perché l'istruzione pubblica non può essere proposta come ''supermarket della cultura usa e getta''. Essa rappresenta la punta dell'iceberg di ogni società che voglia definirsi ''civile''.

A.S.

Grazie per la lettera che mostra di avere a che fare con una persona piena di voglia di realizzare. Fare in positivo, senza perdere tempo, dedicandosi a ciò che di più caro possono avere i genitori: i propri figli!
Ma sono certo che questo governo, presuntuoso e incapace quale è, sarebbe capace di prometterci di essere capace di ''mettere le gambe ad un serpente''.





Il Mercatino a Vitorchiano ogni quarta domenica


Domenica 25 Aprile si svolge a Vitorchiano il Mercatino dell'antiquariato ed artigianato "Sotto il Campanile". La manifestazione, che viene organizzata nel paese della rupe dallo Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. sin dall'Agosto 2003, è stata spostata dalla terza alla quarta domenica di ogni mese.
Ciò per consentire ai Viterbesi di poter annotare nella loro agenda un appuntamento importante che li vedrà impegnati ogni quarta domenica del mese. "Sotto il Campanile" raduna numerosi antiquari con le loro "robe vecchie", i loro oggetti ormai in disuso, i mobiletti di ogni epoca e le particolari curiosità che li caratterizzano. Non mancano i banchi degli artigiani con monili realizzati dagli stessi, molto spesso unici e dalle forme più svariate. Collane, orecchini e braccialetti sono presenti alla grande.
I collezionisti di francobolli, cartoline, figurine, monete e sorpresine Kinder avranno il loro da fare per cercare e frugare tra un banco e l'altro.
Per arricchire la cultura dei visitatori sono a loro disposizione banchi di libri vecchi e recenti, infatti è abbastanza facile trovare quel saggio o quel romanzo o quel fumetto che da tempo si cerca.
Un appuntamento da non perdere. Il mercatino "Sotto il Campanile" è il più grande dell'Alto Lazio e si svolge in Piazza Umberto I, Via Cavour e nel centro storico. Ampi parcheggi sono a disposizione dei frequentatori del mercatino che si svolge dalla 8 alle 20. Per informazioni telefonare al 3393337869 (Mauro Galeotti).




Mercatino a Blera

Entrando per la prima volta a Blera, Gorge Dennis - famoso archeologo inglese dell'800 - così annotava sul suo taccuino di viaggio: ''L'altura era elevata e scoscesa e, come al solito, era una lingua di roccia alla congiunzione di due gole''.
Quello che era evidente all'occhio dello studioso erano tutte quelle caratteristiche che facevano pensare alla presenza di un classico insediamento dell'antica Tuscia. Il paese di Blera, infatti, con antiche origini databili intorno agli albori della civiltà etrusca e costruito strategicamente su uno sperone di tufo, vanta un considerevole patrimonio archeologico.
Attraversando il centro storico si potrà notare com'esso riassuma, nei dettagli e nei particolari dei prospetti esterni delle abitazioni, tanti secoli di storia. La Blera moderna sembra aver conservato lo spirito dell'antico insediamento etrusco: c'è meno sfarzo rispetto ad altri borghi della Tuscia, bisogna saper scoprire (come fece il re svedese Gustavo Adolfo) i gioielli dell'antica Phlera e della medioevale Bieda nella quotidianità. La caccia porta a molti tesori che permettono di scoprire le impronte lasciate dall'uomo su mura, chiese, torri, ponti, profferli e palazzi. Con l'inizio della nuova stagione è un vero piacere visitarla, approfittando magari anche dell'iniziativa promossa da tempo dalla Proloco e dall'Associazione Commercianti di ospitare ogni seconda domenica del mese un mercatino di antiquariato, che in questo mese ricade con la festività Pasquale. Allestito nel cuore del centro storico rende ancora più caratteristico l'antico borgo, nel cui interno è anche situata la sede della proloco colma di proposte turistiche fatte in collaborazione con l'Associazione Commercianti che potrebbero rendere più interessante la permanenza del visitatore.

Sabrina Moscatelli


La Chiesa di San Giovanni dei Carmelitani dal cappello bianco

Riccardo Manca

La Chiesa di San Giovanni Battista dei Carmelitani dal cappello bianco, detta degli Almadiani, fu edificata intorno al 1510 per volontà del Vescovo Tito Veltri. La suddetta è stata costruita con il finanziamento di Giovanni Battista Almadiani. Questi risulta deceduto il 29 Giugno 1521.
Il lavoro venne eseguito dai mastri Bernardino di Giovanni, scalpellino Viterbese e da Battista muratore che terminarono l'opera nel 1515. La Sacrestia, crollata intorno alle 18 del 25 Luglio 1918, fu dipinta nel 1516 da Baldassarre Peruzzi. Quest'ultima aveva il soffitto in legno decorato con maioliche riproducenti anche lo stemma degli Almadiani. All'interno della chiesa vi sono due iscrizioni collocate nel 1671 e nel 1687.
Nella lunetta sopra l'ingresso principale era una terracotta di Andrea della Robbia tolta nel 1902 ed attualmente conservata presso il Museo Civico.
La chiesa fu chiusa al culto intorno al 1870. Dopo alcuni anni, nel 1878, venne adibita a sede per la scelta dei giovani alla leva militare.
La chiesa San Giovanni Battista degli Almadiani fu restaurata e riconsolidata dal 1929 al 1931; il lavoro fu affidato alla ditta Romano Giusti, la spesa ammontò a lire 85.000.
Il campanile, composto da pietre bicrome a due piani con finestre a bifora, è sormontato da una cuspide ottagonale.
Nel 1938 quest'ultimo, in stile gotico-toscano, venne disfatto ed avvicinato alla chiesa.
Il 28 Ottobre di quell'anno la suddetta venne inaugurata alla presenza del Ministro Giuseppe Bottai.
L'abside è stata eretta intorno al 1939 e successivamente demolita.
Attigua alla chiesa degli Almadiani, intorno al 1932, vi era la ''Nuova Distilleria Viterbese''.
Riccardo Manca

Sebastiano del Piombo

Pantaleo Spagna

Il Quartiere Pilastro della città di Viterbo, ha nella toponomastica delle sue vie, una vera enciclopedia di nominativi riferiti a illustri personaggi viterbesi che hanno dato lustro alla nostra Viterbo. Faccio alcuni esempi: Luca Ceccotti, Cesare Pinzi, Luigi Rossi Danielli, Andrea Scriattoli, Tarquinio Ligustri, Giuseppe Signorelli, Francesco Cristofori, Pietro Egidi a loro si aggiungono nomi di artisti come Leonardo da Vinci e il nuovo arrivato, appunto Sebastiano del Piombo.
Fra' Sebastiano del Piombo (nato a Venezia il 1485 e deceduto a Roma il 1547) il cui vero nome è Sebastiano Luciani, è conosciuto nella nostra città per il quadro ''La Pietà di Viterbo'' commissionategli dalla nobile famiglia viterbese Botonti da collocare nell'altare della stessa, nella chiesa di San Francesco a Viterbo
Non si sta a raccontare, su queste righe, le vicissitudini che ha avuto la ''Pietà''. Dalla contestazione per il pagamento dell'opera (fu chiamato a stimarla Raffaello), all'acquisizione dello Stato nel 1870; dal trasferimento al Civico museo, al peregrinare nelle sedi della Sovrintendenza per la non idoneità dei locali che la ospitavano. Ma avendo letto su un quotidiano di Viterbo dopo lo studio dell?E.N.E.A. per la deumidificazione dei locali e la messa a norma degli stessi, dopo i lavori effettuati dal Comune di Viterbo, che l'opera attualmente avrebbe bisogno d'alcuni restauri, non si può proprio tacere.
Secondo un fascicolo dell'Archivio di Stato di Viterbo, si apprende che anche nel secolo XVIII, la ''Pietà'', ha sofferto per le cattive condizioni climatiche del luogo dove essa era ospitata e anche allora fu oggetto di restauri, andando in esilio presso enti competenti romani. Fra' Gaetano M.a Stabilini, padre guardiano della Chiesa dei Minori Conventuali di San Francesco dopo vani tentativi di far effettuare il restauro a Viterbo consigliò di trasportare la ''Pietà'' a Roma per curarne il restauro. Laboriosa fu la confezione della cassa in cui dovette essere collocato il quadro. Un falegname fu chiamato per costruire una cassa ben compatta e forte, della grandezza del dipinto privo della cornice. In fondo alla cassa fu collocato il dipinto e, fattolo aderire, fu messo il coperchio con tre viti in ogni lato. Sul coperchio fu segnalata la parte dritta in modo da collocarla sul carro, raccomandando al conduttore di averne cura nel trasposto. Il carro, partì da Viterbo il 9 Maggio 1840 ed arrivò a Roma, lunedì 11 Maggio. La direzione dei lavori di restauro, fu affidata al pittore, Vincenzo Camuccini, ispettore delle Pitture pubbliche.
In una lettera del Camerlengo del 28 Luglio 1840 si legge che dopo il restauro, il dipinto ritornò per mezzo del vetturale Pasquale Pallotta. In merito al restauro, specificò che al quadro era stato tolto il fumo, che l'oscurava misto alla polvere salitavi per la spazzatura del pavimento, che fu deterso dall'olio postovi sopra, furono stuccati i buchi dei tarli e così il dipinto ritornò al suo aspetto originario.
Durante il trasposto per il ritorno a Viterbo, il quadro subì alcuni danni e il cardinal Giustiniani, inviò a Viterbo il pittore Giovanni Regis, cui il barone Comuccini, aveva dato le necessarie istruzioni.
In separata cassa, fu inviata la cornice in oro zecchino da collocare al dipinto, quest'ultima fu richiesta dal padre guardiano fra' Gaetano al cardinale Giustiniani.
Il quadro, quindi, fu collocato di nuovo nella Chiesa di San Francesco.
Pantaleo Spagna






































































































































































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