*** Sito del quindicinale di opinione e servizi di Viterbo e provincia diretto da Mauro Galeotti - Cellulare 3393337869 *** Editrice - Redazione - Pubblicità: Studio Pubblicitario Viterbese S.r.l. - Viterbo - Via Tommaso Carletti, 35 *** Iscrizione al Tribunale di Viterbo n° 381 del 19 Febbraio 1992 *** Se ci vuoi scrivere la nostra e-mail è: spvit@tin.it
 

domenica, aprile 27, 2008

Ti aspetto su
www.viterbotv.it
il portale delle vecchie foto di Viterbo e provincia
(oltre 2000 immagini) delle news quotidiane
e dei video d'attualità e non solo
(oltre 250 video)



Domenica 4 Maggio 2008

ED OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE

MERCATINO DELLE CURIOSITA’
SUL PARCHEGGIO ESTERNO
DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA
per prenotazioni telefonare al 3393337869
=====================



23 Aprile 2008
Anno XVIII n° 8

Il sindaco della gente: Marini
Il mio amico Giulio
Mauro Galeotti


fotogaleottiSplinderUna vittoria così importante per la lista Viterbo Vola, collegata con il candidato sindaco Giulio Marini, non se l'aspettava proprio nessuno, ben 2341 voti, pari ad una percentuale del 5,70.

Questa percentuale sta a significare che il programma della lista stessa è stato ben accetto sia dai Viterbesi che dai sostenitori.
La situazione che potrebbe venirsi a creare in Consiglio comunale è tale che alla lista Viterbo Vola dovrebbero andare tre seggi, e precisamente a Giovanni Bartoletti, Alfiero Spadoni e Umberto Fusco.
Se Bartoletti andrà ad occupare un assessorato, e pare di sì, il quarto della lista entrerebbe tra i consiglieri comunali, il quarto è Maria Antonietta Russo. Una vera soddisfazione per chi ci ha creduto!
Tutto dipende se Giulio Marini, al ballottaggio, vince, anche se le premesse ci sono.
E’ stata, comunque, una campagna elettorale senza esclusione di colpi da parte di tutti verso tutti, d'altronde era prevedibile, ma la cosa più importante, che poi alla fine vale più di tutto, è il rispetto della volontà degli cittadini. Cittadini che promettono il voto, troppo spesso, a più candidati, poiché non hanno il coraggio di negare la preferenza richiesta.
E vale, a questo punto, quella simpatica, ironica, battuta: “Mi dai il tuo voto?”, risposta: “E perché no, lo do a tutti ti pare che non lo do a te!”.
Ora attendiamo il ballottaggio e se pure faccio parte della cordata di Giulio Marini, ho comunque stima per Ugo Sposetti, quello che importa è che colui che vincerà rispetti il programma che ha presentato agli elettori.
Io e la lista in cui ho partecipato auspichiamo un avvenire importante per Viterbo. Un avvenire che possa far salire la nostra città a “città europea”, proprio grazie al nuovo aeroporto che la vedrà centro di attrazione turistica, polo commeciale, punto di incontro per fiere e mercati internazionali e nazionali, espressione, finalmente, di quella viterbesità tanto sbandierata e poco attecchita nei vari rapporti sociali.
Dopo il ballottaggio, ossia dopo il 28 Aprile, chi vincerà dovrà essere il perno inamovibile perché si metta immediatamente mano alla costruzione dell’aeroporto. E Bartoletti sarà la nostra garanzia, il nostro punto di riferimento.
Un riferimento che avrà al suo fianco un supporto stabile, efficiente ed efficace da individuare in tutti coloro che hanno formato la lista Viterbo Vola, uniti ancora più che mai, ognuno pronto a contribuire offrendo le singole capacità nel proprio specifico settore.
Tutto ciò perché non sia l'ennesimo sogno che andrà ad affievolire o smorsare le speranze di tanti giovani, che nell'aeroporto vedono un futuro economico importante.
Viterbo Vola, con i suoi rappresentanti in Consiglio comunale e con la coalizione che ha sostenuto Marini, è chiaro che non starà lì a guardare, a scaldare lo scranno occupato, ma lotterà o collaborerà con tutti e verso tutti per mantenere fede all’impegno preso coi Viterbesi, che molto chiaramente hanno espresso il loro desiderio per una Viterbo che assurga al ruolo, insperato fino a qualche tempo fa, di area aeroportuale di Roma. Di città pronta ad affrontare un palcoscenico internazionale che plauderà le sue caratteristiche monumentali, storiche, flolcloristiche, produttive, all’insegna della forza di volontà che ha sempre caratterizzato la nostra terra dagli Etruschi fino a noi.
Mauro Galeotti


Mi sorge un dubbio
Claudio Santella


fotosantellaclaudioBenedetto XVI è appena tornato dal suo viaggio in America.  Viaggio durante il quale non si è limitato a far visita agli Stati Uniti, ma ha anche allargato i suoi orizzonti pastorali attraverso una breve quanto significativa “scappatella” alle Nazioni Unite, meglio conosciute come ONU.
A riceverlo le più alte autorità americane ed internazionali: il presidente degli Stati Uniti è andato personalmente a riceverlo all’aeroporto.
Il fatto è stato notato e messo nella giusta rilevanza, perché Busch, ormai alla fine del suo secondo mandato e quindi senza più interessi e fini politici, ha voluto dare rilievo alla figura carismatica del Papa, figura che istituzionalmente si pone al di sopra delle parti e che predica continuamente pace, amore, fratellanza richiamando, in maniera affabile quanto ferma e  decisa, tutti noi al rispetto di noi stessi e degli altri.
Accolto ovunque da applausi e da manifestazioni di giubilo Benedetto XVI non ha mancato di rispondere alle aspettative di quanti erano accorsi per sentire la sua parola, parola che ha potuto, ovunque, pronunciare senza costrizioni o limitazioni di sorta.
Mi sorge un dubbio: fra le varie autorità presenti  in rappresentanza dei vari Paesi, sia negli Stati Uniti sia all’ONU, sarà stato presente anche l’ambasciatore dell’Italia.
La domanda è legittima, tenuto conto dell’atteggiamento assunto dalle nostre autorità istituzionali nell’episodio del “rifiuto della Sapienza”.
Certamente vestire io panni dell’ambasciatore italiano non sarà stata cosa facile: da un parte l’Italia, di cui era il rappresentante, che davanti alla richiesta di visitare “La Sapienza” si era comportata come si era comportata; dall’altra parte il resto del mondo che accoglieva a braccia aperte quello stesso Papa che le autorità istituzionali italiane avevano rifiutato. E l’ambasciatore italiano era, di fatto, in quel momento, insieme al resto del mondo, non in Italia.
Che fare? Ratificare la posizione ufficiale delle autorità istituzionali italiane, allontanandosi, magari alla chetichella, dalle varie manifestazioni ufficiali, oppure presenziare alle stesse?
Nel primo caso avrebbe sottolineato e reiterato la pessima figura dell’Italia davanti a tutti, nel secondo caso si sarebbe dimostrato dissenziente con il suo governo: un bell’impiccio, non c’è che dire. Ma l’ambasciatore dell’Italia, da buon politico italiano, avrà trovato senz’altro il modo di cavarsela. Peccato che la stampa nostrana non ci abbia infornati al riguardo, quella internazionale, giustamente, non ci ha nemmeno presi in considerazione.
Dei  docenti ribelli de “La Sapienza” non mi sembra vi sia stata, né in America né all’ONU, alcuna voce. Di quei giovani contestatori, dodici su milioni e milioni che hanno accolto ovunque il Papa nelle varie “Giornate della gioventù” nemmeno un esponente.
Eppure scommetterei che quei giovani studenti universitari hanno superato i loro esami brillantemente, in Italia, naturalmente.
Claudio Santella


Intervista a Bruno Mencarelli
Francesca Bruti


Bruti Francesca SplinderDopo la felice manifestazione della Festa Regionale del Teatro, svoltasi a Capodimonte all’inizio del mese di aprile, è stato pubblicato il libretto “Compagnie in Vetrina”, dove troviamo descritte tutte le Compagnie teatrali della provincia di Viterbo, aderenti alla Federazione Italiana Teatro Amatoriale (FITA).
Ecco di seguito la chiacchierata avuta con il presidente provinciale Bruno Mencarelli:
- Ci parli della pubblicazione “Compagnie in vetrina”…
- Si tratta di uno strumento con il quale i gruppi teatrali si presentano... possono trasmettere le doti che distinguono le associazioni che, con orgoglio, rappresentano il vessillo della FITA, ossia qualità, serietà e professionalità.
- Professionalità che deriva da un’attività amatoriale, fatta solo per passione, giusto?
- Il nostro è un amore per il teatro che va al di là delle logiche di mercato. Però, ultimamente, come Federazione FITA siamo stati chiamati a far parte della Consulta Provinciale, insieme ad altre realtà del territorio; si tratta di un segnale importante, in quanto all’unisono con le istituzioni si è iniziato a parlare di qualità e collaborazione, argomenti fondamentali per l’attività teatrale.
- Anche quest’anno vi state preparando ad organizzare il Festival Nazionale di Teatro Amatoriale?
- Certo, da anni Viterbo ospita il Festival, punto di riferimento per tutte le compagnie affiliate, nonché fiore all’occhiello della Federazione Nazionale.
E’ un grande evento che ha visto negli anni moltiplicare sul territorio il numero dei gruppi teatrali, che sempre rimangono affascinati dalla nostra città; ed oltre ad aver ricominciato ad affollare il Teatro San Leonardo, dove si svolge il Festival, con un elevato pubblico, la manifestazione rappresenta un grande evento per la vita socio-culturale di tutto il viterbese.
- Concludendo, è importante far circolare sempre più informazione intorno ad un arte così bella come il teatro…
- Abbiamo ritenuto necessario ed importante, con la pubblicazione “Compagnie in Vetrina”, dare un’informazione relativa alle attività di ogni singola compagnia; che si tratti di un evento particolare che l’ha avuta come protagonista, oppure della proposta dei loro spettacoli. Infine, l’intento di questa “vetrina” è di dare informazioni essenziali e chiare, così da farci conoscere e riconoscere sempre più come organizzazione capace di “fare”, di produrre e realizzare progetti, il tutto nel segno della qualità artistica ed organizzativa. Buon teatro a tutti!
Francesca Bruti


Viterbo Vola festeggia la vittoria
Mauro Galeotti


I candidati della lista civica Viterbo Vola si sono incontrati mercoledì sera, 16 Aprile alle ore 19,30, al Caffè Grandori di Piazza della Rocca, a Viterbo, per festeggiare l'eccezionale evento: la lista Viterbo Vola ha riportato 2341 voti.
Un evento storico voluto dai Viterbesi che si sentono vicini alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo terzo scalo del Lazio. Grazie al nuovo aeroporto, Viterbo salirà in passerella e si mostrerà in tutte le città europee quale punto di arrivo per sostare e visitare la città.
Per questo importante fine dobbiamo prepararci, dobbiamo eleggere sindaco Giulio Marini, aperto e pieno di propositi, di voglia di lavorare, seriamente, perché Viterbo, finalmente, possa mostrare a tutti il valore che ha oggi e che ha avuto nel passato. Una città che batteva moneta, una città che ha cinque chilometri di mura, una città sede dei pontefici, una città, insomma, carica zeppa di storia.
Una città con la manifestazione più emozionante ed unica al mondo: la Macchina di santa Rosa.
Un evento questo che ancora pochi conoscono, tanto è vero che la "romana" Sabrina Ferilli, alla mia richiesta se conosceva la nostra Macchina, ha risposto che non sapeva della sua esistenza... e dire che Fiano Romano, dove la splendida attrice è nata, è a pochi chilometri da Viterbo.
Durante la serata il brindisi è stato il momento più gradevole per i presenti, spronati come sempre dal copolista Giovanni Bartoletti, il quale oltre che complimentarsi per l'impegno di tutti i 40 iscritti nella lista, ha anche sostenuto il gruppo ad essere ancora più unito, perché ora viene il vero lavoro, l'autentico impegno che vedrà coinvolti tutti, e solo se uniti la forza sarà davvero forza!!
Mauro Galeotti


Via Garbini = caos
Agnese Galeotti

AgneseSplinderE’ diventata insopportabile la situazione in Via Garbini.
Scrivo riguardo il pezzo di strada che passato il ponte del raccordo raggiunge la rotatoria all’altezza dell’ipermercato E. Leclerc.
Chi è costretto a percorrere quella via tutti i giorni converrà con me sul fatto che è diventato stressante.
Infatti, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio si creano delle file lunghissime, interminabili per chi dal Poggino cerca di arrivare verso Viterbo.
Il problema è che non c’è strada alternativa per raggiungere la città da quella zona.
Infatti, è vietato passare dalla via che dal Poggino porta al cimitero.
Capisco quali siano le difficoltà nel rendere agibile tale via per gli automobilisti che provengono dal Poggino.
Dovrebbero attraversare l’intera strada e di conseguenza l’uscita dalla superstrada.
E’ sicuramente pericoloso.
Però forse si dovrebbe cercare una soluzione che salvi capra e cavoli.
Anche per agevolare i commercianti di quella zona che sicuramente vengono penalizzati da così elevato traffico.
Quante volte si sceglie un ipermercato al posto di un altro proprio per non doversi trovare imbottigliati nel traffico!?
Speriamo che la cosa in qualche modo venga risolta e che il transito in Via Garbini torni ad essere fruibile.
Agnese Galeotti


Ferrovie: al via i lavori
Patrizia Labellarte


patrizia_Labellarte_2008WÈ stato approvato dalla Giunta Regionale il programma di interventi su “Infrastrutture ferroviarie e centri merci”, previsto nell’Accordo di programma quadro 2 “Trasporti e centri intermodali”. I lavori riguardano la linea Roma – Civita Castellana – Viterbo e prevedono l’eliminazione di 8 passaggi a livello e nuove opere alternative per migliorare i servizi pubblici extraurbani.
Il programma prevede, inoltre, la riattivazione della linea ferroviaria Formia – Gaeta. Piero Marrazzo - Presidente della Regione si ritiene entusiasta dell’iniziativa e commenta: “ Gli interventi per la modernizzazione di queste linee sono il segno di un’amministrazione sensibile alle richieste che vengono dal territorio e che lavora per la sua crescita”. Finalmente, mi permetto di aggiungere io, l’amministrazione si è data una mossa! Era ora di intervenire già da tempo per cambiare e soprattutto migliorare il sistema infrastrutturale rendendo così meno pesanti gli spostamenti dei pendolari.
E visto che si è in tema di cambiamenti…io suggerirei anche di “buttare un occhio” sullo stato di abbandono in cui riversano tute le stazioni di Viterbo e provincia. Qualche tempo fa ho scritto proprio un articolo in cui ho più volte evidenziato la mancata manutenzione e sporcizia che regna sovrana in queste. Non voglio essere ripetitiva ma, mi dispiace ammetterlo, il problema continua a sussistere e nessuno se ne preoccupa.
Sarà, forse, giunto il momento di farci un pensierino????
Patrizia Labellarte


BACCAIONATE

BENEDETTO XVI – Ogniqualvolta il Papa ha messo piede, per un motivo o per un altro, sul suolo italiano, non abbiamo mai mancato di far rilevare la laicità dello Stato nei confronti della Chiesa Cattolica. Come se il Papa non lo sapesse.
Il Papa non ha mai replicato: una volta che lo ha fatto, però, lo ha fatto in maniera secca, decisa, elegante. E lo ha fatto non in Italia. “Libertà religiosa in piena laicità” ha affermato il Papa durante il suo viaggio in America ed all’ONU. Lorsignori sono serviti.

FRANCESCO TOTTI – Francesco Totti si è nuovamente infortunato: auguri a Totti. Ma non è l’infortunio di Totti che la stampa ha evidenziato, bensì il “vaffa…” che il medesimo giocatore ha rivolto all’arbitro che lo aveva visibilmente ostacolato in una azione di gioco. A metterci il carico da undici alcuni allenatori, capeggiati da Mancini dell’Inter. A nostro sommesso avviso i mezzi di comunicazione di massa, con la televisione in testa, meglio avrebbero fatto a non dare eccessivo rilievo all’avvenimento, lasciando il fatto alla competenza dei giudici sportivi, per non dare cattivo esempio ai giovani che sono portati ad imitare, per natura, i campioni dello sport. Del resto così avevano fatto quando un giocatore della Juventus “sgrullò” come un albero di pere l’arbitro che si era “azzardato” a concedere un calcio di rigore alla squadra avversaria per un altrettanto vistoso fallo in area di un altro giocatore juventino.
Quella volta tutti zitti; quella volta, Mancini dell’Inter, tacendo, dette un encomiabile esempio di riflessione.

CASINI – Pierferdinando Casini, sebbene abbia ripetutamente manifestato che non avrebbe mai appoggiato la sinistra, alla prima occasione si contraddice. Nel voto da attribuire ad Alemanno o a Rutelli, Casini lascia piena libertà ai suoi elettori di esprimersi secondo coscienza, e ciò nonostante l’UDC abbia manifestato di preferire il candidato del Pdl.
Considerate le affinità di Casini viene da chiedersi se il suo atteggiamento non sia da ritenersi un voto di scambio, per una qualche contropartita in ambito parapolitico, ottenuta, magari sottobanco o in via indiretta, prima delle elezioni. Il quesito sorge spontaneo unitamente alla seguente esclamazione: che casino!
Baccaione


Quanta ipocrisia
Silvia Ciccioni


Silvia_CiccioniWMi trovo spesso a parlare con le persone che conosco di molteplici argomenti, quali primo tra tutti l’attualità, la politica, il sociale e chi più ne ha più ne metta…
Constatando a volte  nella gente,  una certa reticenza nel manifestare liberamente  e senza pregiudizio il proprio punto di vista, proprio per paura di esporsi troppo. Come ragazza ventisettenne, studentessa in procinto di laurearsi, lavoratrice occasionale,  amica e conoscente della maggior parte dei giovani, miei coetanei di Viterbo… posso dire che cerco il più delle volte di spronare le persone a dire la verità, rischiando anche di essere troppo diretti, ma sicuramente leali  e sinceri. Vengo spesso criticata per questo e a volte mi viene attribuito come un difetto, proprio perché io non ho paura di mettermi in prima linea e di difendere le mie idee in qualsiasi occasione, rischiando in prima persona.
Posso riassumere il tutto con un simpatico detto:  non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire… non vorrei essere troppo drastica, non è sempre così per fortuna... ma reduce da una mia esperienza nella quale io credevo molto e credevo molto anche nelle persone,  che falsamente mi hanno promesso solo illusioni, sono diventata un po’ più reticente verso gli altri.
Ciò non vuol dire che non vi siano persone schiette e sincere, nelle quali credo e crederò sempre; ma questo mi ha aiutata ad essere più selettiva e pronta a non meravigliarsi di questa difficile realtà sociale che ci circonda.
Silvia Ciccioni


La fontana di san Faustino
Pantaleo Spagna


Spagna foto cittaFontane trecentesche a fuso, orgoglio e vanto della città di Viterbo.
Le fontane della nostra città ce le invidiano un po’ tutti i forestieri, esse fanno mostra ai passanti della loro bellezza, ma non tutti conoscono il loro valore artistico e la loro centenaria storia e in particolar modo i forestieri rimangono stupiti per la loro forma.
Il tipo di fontana a fuso, è il più antico e caratteristico detto “viterbese”, perché a Viterbo è rappresentato sia per numero che per bellezza.
L’origine di un impianto così caratteristico è, quasi certamente nelle “fontes salientes” a cui appartenevano le “mete”, fontane dell’antica Roma, sono a bacino circolare e saliente centrale, sormontate da una pigna che ha dato il nome della tipologia “fontana a fuso” per la somiglianza alla “Meta Sudante” dell’antica Roma, che ebbe tale denominazione perché “trasudava” acqua dall’elemento centrale, percorso in tutta la sua larghezza da un tubo di adduzione che consentiva la fuoriuscita  dall’alto di alcuni zampilli d’acqua.
Le fontane a fuso, risalgono al XIII secolo. Quella di Pianoscarano ha forme più elaborate, che di fatto perviene dal rifacimento della fine del XIV secolo.
La struttura è la stessa caratterizzata in tutte le fontane; un basamento con uno o più gradini, un bacino circolare con al centro una colonna circolare, un fuso o pilastro terminante con una cuspide o piramide e quindi l’acroterio.
Il raccordo tra la cuspide e l’acroterio, se così si può definire, è l’elemento decorato che rifinisce la sommità del fuso, ed  è costituito da un anello merlato o da un collarino a foglie lanceolate di acanto, delimitate da una cornice a dentelli (fontana di San Faustino). Gli acroteri, proprio perché collocati alla sommità della fontana e quindi più facilmente deteriorabili, furono spesso rifatti nel corso dei secoli.
L’acroterio termina con una “pigna”.
Gli artisti mediovali diedero una nuova vita ad una antica tradizione. Tale argomento era presente già nel mondo etrusco e anche in quello dell’antica Roma; per indicare tomba o fontana. La pigna simbolo di fertilità, ben si accordava con la funzione dell’acqua, alimentatrice di vita. La contrada di San Faustino, popolatosi nel 1172 dopo la distruzione di Ferento, fu inclusa nella cerchia delle mura urbane intorno al 1210. 
Dallo statuto comunale di Viterbo del 1251, si ha notizia di un permesso accordato agli abitanti della contrada suddetta, di costruire a loro spese una fontana. Fu fatta una fontana a fuso, come tutte le altre, con una vasca circolare, avente per base cinque gradini concentrici, circondati da una recinzione di sbarre sostenute da blocchi di peperino.  La vasca è delimitata da un parapetto decorato a specchiature rettangolari.
Al centro si erge il fuso composto da tre parti; quello inferiore da una colonna, quella centrale ovoidale dove nelle teste di leone sono inseriti dei bocchettoni da cui scaturisce l’acqua. Il fuso è sormontato da un elemento terminale costituito da quattro foglie d’acanto con le punte arricciate, disposte a formare un bocciolo, sulle quali poggia la pigna. Tutti questi componenti, formano la fontana trecentesca a fuso di San Faustino.
Alcuni decenni orsono, ad opera di vandali rimasti sconosciuti, la fontana di che trattasi, subì un oltraggio a causa di persone che si arrampicarono su di essa, sino a raggiungere l’acroterio e per una bravata ruppero la cuspide.
Per tanto tempo l’acroterio spezzato rimase in quella maniera. L’amministrazione comunale di allora, per inerzia e non so per quale altro motivo, lasciò quello stato di cose per molto tempo.
Un giorno, un cittadino viterbese, un maestro nell’arte della scultura della pietra, ormai anziano ed in pensione, un mio vecchio amico, stanco di vedere la fontana mutilata, mi avvicinò e mi disse che sarebbe stato disposto a ricostruire l’acroterio mutilato, se gli amministratori glielo avessero permesso. Lo scrivente si rivolse ad un amministratore il quale prese in considerazione la proposta che contattò l’artista e quindi l’Amministrazione Comunale diede il benestare per il rifacimento della parte mutilata della fontana. Una volta autorizzato, il maestro scultore in poco tempo rifece un nuovo acroterio e la fontana di san Faustino riebbe il suo acroterio integro che è quello che ancora oggi possiamo ammirare. L’anziano cittadino viterbese, amante della sua Viterbo che fece il lavoro a proprie spese si chiamava Pietro Morelli.
Pantaleo Spagna


Cellere
Riccardo Manca


Manca Riccardo SplinderOpera dell’illustre architetto fiorentino Antonio da Sangallo il Giovane, la Chiesa di Sant’Egidio a Cellere rappresenta una splendida espressione del primo rinascimento, che va ad impreziosire un’area già ricca di suggestioni storiche, artistiche ed ambientali.
Le origini di Cellere risalgono, infatti, all’epoca della civiltà etrusca. Lo testimonia la sua posizione su una sporgenza di roccia tufacea. L’intero paese viene dominato dalla “severa” struttura della rocca Farnese.
La Chiesa di Sant’Egidio fu edificata, con tutta probabilità, nel periodo a cavallo tra il 1510 ed il 1513; appena fuori del borgo di Cellere.
Proprio qui sgorgava una fonte che, nel corso dei secoli, costituì per tutti i celleresi il principale luogo di provvista di acqua potabile.
Nelle vicinanze, come dimostrano documenti d’archivio, esisteva un’antica chiesa sempre dedicata a Sant’Egidio.
La nuova costruzione fu affidata all’architetto Sangallo dal Cardinale Alessandro Farnese Seniore, il quale divenne Pontefice con il nome di Paolo III.
La chiesa è stata parzialmente restaurata nel 1984.
La strutture dell’edificio presenta delle analogie con la Chiesa di San Gelso a Roma, attribuita al Bramante ed al cui progettò lavorò, forse, anche il Sangallo. Sono state sottolineate somiglianze anche con la Chiesa Santa Maria di Loreto sempre nella Capitale.
La facciata della suddetta chiesa presenta delle coppe di paraste tuscaniche binate e le caratteristiche del gioco luce- ombra, determinato dallo scarso rilievo degli elementi decorativi.
Riccardo Manca


Il 27 e 28 tutti a votare
Silvia Ciccioni

Verso il nuovo sindaco di Viterbo…
Eccomi di nuovo qui, reduce da due intense settimane di impegni politici.
Infatti, voglio ricordare che la città di Viterbo si è trovata a votare anche alle comunali per l’elezione del nuovo sindaco.
In lizza i nomi del senatore Giulio Marini esponente di spicco del Pdl di Viterbo ed Ugo Sposetti, che è riuscito a portare a casa la possibilità del  ballottaggio.
Cari cittadini domenica 27 aprile ci ritroveremo a votare di nuovo per l’elezione del sindaco di Viterbo, dato che Giulio Marini con la sua maggioranza del 49,1% non ce l’ha fatta per un pugno di voti, infatti il PD, con Ugo Sposetti, ha raggiunto il 38.3%.
L’affluenza alle urne è stata notevole e speriamo che in questa seconda tornata  non sia da meno, certo c’è il rischio, con la festività di venerdì 25 aprile, che la gente approfitti per un ponte lungo, ma come elettrice e cittadina di Viterbo invito il popolo viterbese a fare questo ultimo passo verso l’elezione del nuovo sindaco, che di sicuro è l’espressione della gente comune, per una Viterbo sempre in continua evoluzione.
Intanto numerosi sono i gazebo organizzati da Giulio Marini, nelle piazze viterbesi, per dare l’opportunità alle persone di esprimere il loro parere riguardo l’apparentamento con gli altri partiti, la Destra storica, l'UDC, oppure continuare questa corsa da solo… nel frattempo Ugo Sposetti ha accolto il ministro degli esteri Massimo D’Alema al Pianeta Benessere, facendo il tutto esaurito, non ci resta altro che stare ad aspettare i risultati del ballottaggio.
Silvia Ciccioni


Servizio Civile
Pantaleo Spagna


Ospedale Santa Rosa da Viterbo.
Il 19 Febbraio u.s., presso la sala Conferenze della Provincia di Viterbo, si è tenuto un convegno del Servizio Civile Nazionale.
Diverse personalità hanno sviscerato i problemi della sanità.
Molto interessante è stato l’argomento che il dott. Quintarelli, dirigente amministrativo ASL di Viterbo, ha illustrato: La sanità viterbese dal Medioevo ad oggi” e della volontaria SNC Alice Egidi: “Servizio Civile… Il giorno dopo”.
Molto chiarificante è stato il commento di mons. Lorenzo Chiarinelli analogamente a quello del teologo prof. P. Ephrem Roscil.
Il convegno era per presentare ai più, l’organizzazione onlus “Tempi Nuovi Fraternità” brillantemente condotto e coordinato dalla fondatrice signora Maria Paola Angelini.
Nella sala molte volontarie nella loro divisa candita da infermiere, accompagnavano i convenuti, cercando di agevolare la ricerca di posti a sedere.
Seguito il convegno con molta attenzione, mi ha incuriosito la realtà del servizio civile, nuovo per me, e presso la Breve Accoglienza dell’ospedale Santa Rosa da Viterbo, ho saputo che effettivamente presso quel reparto, opera tale servizio di volontariato che ha curato e coordinato il progetto di “Servizio Civile”.
Personalmente ho potuto constatare che diverse unità di personale volontario, prestano la loro opera di volontariato a favore dei ricoverati, collaborando con gli operatori professionisti preposti: medici e infermieri, allievi infermieri ecc.
Nell’ambito del Servizio Nazionali Civile, l’associazione Tempi Nuovi Fraternità,  tenendo conto della realtà socio sanitarie nel nostro territorio, riassume nel loro servizio, il senso di rispetto per i malati, operando con molta fraternità, cercando di alleviare la sofferenza, la solitudine, cercando di accogliere le persone sole bisognose di aiuto che una volta ricoverate, si trovano smarrite in un ambiente ospedaliero e cercano una persona caritatevole che volge loro una mano, un sorriso, mettendole così a loro agio.
Questo servizio civile, non solo aiuta i degenti, ma dà un grande aiuto a ricoverati stranieri, in difficoltà finanziarie, procurando loro oltre l’assistenza, anche un aiuto morale e materiale; con vestiario, assistenza amministrativa per documenti, posti di lavoro e quant’altro possa loro bisognare per farli rientrare nel loro paese d’origine specie se impossibilitati a viaggiare soli, accompagnandoli personalmente e a proprie spese quando si trovano a spostarsi fuori d’Italia.
Gli associati offrono il loro servizio completamente gratuito e purtroppo mancano a loro fondi per poter svolgere il loro servizio di assistenza e quindi necessitano di un aiuto materiale da parte della collettività, magari con il 5 per mille I.R.P.F. nella prossima denuncia dei redditi di tutti noi.
Le persone che volessero collaborare con l’“Associazione onlus Tempi Nuovi Fraternità”, con il 5 per mille dell’ I.R.P.F., possono citare il codice fiscale dell’associazione stessa: 90069420561”
Pantaleo Spagna


Con uno sguardo al futuro
Claudio Santella


I vari campionati volgono ormai al termine, alcuni sono addirittura terminati, ma l’attività sportiva, per molti ragazzi, continua, e continua  con uno sguardo al futuro.
Nel pomeriggio di lunedì 21 aprile, infatti, sul terreno di gioco del campo sportivo del Barco Murialdina e sotto l’occhio vigile degli osservatori dell’A.S.Roma, molti  ragazzi di alcune società sportive del Viterbese, nati negli anni 1993, nel 1994 e nel 1995, attraverso incontri ben organizzati dai vari tecnici presenti, si sono esibiti, con impegno, serietà e correttezza, con l’intento di superarsi a vicenda e di mettere in mostra il meglio di se stessi.
Hanno onorato la manifestazione le squadre del Calcio Tuscia, del Corneto Tarquinia, della Foglianese, del Pilastro, del Ronciglione, della Sorianese e naturalmente del Barco Murialdina, che ha fatto gli onori di casa.
A rappresentare i nati nell’anno 1993 sono stati: Antonio Bassano Svizz e Daniele Costanzi per il Vasanello; Stefano Caciola e Alessandro Mattei per il Pilastro; Leonardo Dell’Otto e Francesco Toni per la Sorianese; Massimo Perello e Simone Alberti per il Calcio Tuscia nonché Cima, Manini, Yoseff, Proietti, Tascio, Refolo, Ferretti, Cutigni, Giusti, Paolini, Peruzzi, De La Rosa, Bernardini, Paccosi e Costabile per il Barco Murialdina.
L’anno 1994 era invece rappresentato da Francesco Cerasa e Antonio Ferrara per il Pilastro; Manuel Polessi e Mauro Ariza per il Vasanello; Enrico Maria Lodi e Matteo Pentolini per il Corneto Tarquina; Alessandro Tatti, Luca Fratoni e Luca Luccica per il Ronciglione; Iacopo De Carlo per la Foglianese; Manuel Caliri, Francesco Veneri, Federico Moretti, Andrea Chiodo, Roberto Bisti, Luca Perlorca, Alessio Ribeca, Matteo Tombolino, Andrea Lupattelli, Armando Ricci, Stefano Bandoni, Damiano Brunori, Bruno Forzini, Riccardo Gusti, Sabatino Di Benedetto, Andrea Ferretti per il Barco Murialdina.
Per il 1995 hanno dato il  meglio di se stessi: Riccardo Ercoli, Andrea Pollastrelli, Manuel Morucci, Andrea Scorzoso, Olivieri e Luca Paglialunga, tutti del BarcoMurialdina.
L’osservatore della A.S. Roma, signor Giancarlo Barigelli ha avuto parole di stima e di encomio per tutti i ragazzi ad ognuno dei quali, alla fine della manifestazione, ha rivolto il ringraziamento suo personale e della A.S. Roma. Parole di incoraggiamento e di sprone a continuare l’attività sportiva con impegno e serietà sono state altresì indirizzate ai ragazzi dal presidente del Barco Murialdina, sen. Sergio Pollastrelli, e dai vari tecnici presenti.
Un particolare ringraziamento va rivolto al pubblico presente, che, numeroso, ha seguito le evoluzioni di questi giovani promesse calcistiche con passione ed affetto indiscusso.  Forza ragazzi, è con l’impegno serio e continuo che si ottiene ciò che ci si preposti: auguri.
Claudio Santella

postato da: Spvit | 21:50 |

giovedì, aprile 10, 2008

Ti aspetto su
www.viterbotv.it
il portale delle vecchie foto di Viterbo e provincia
(oltre 2000 immagini) delle news quotidiane
e dei video d'attualità e non solo
(oltre 250 video)



Domenica 4 Maggio 2008

ED OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE

MERCATINO DELLE CURIOSITA’
SUL PARCHEGGIO ESTERNO
DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA
per prenotazioni telefonare al 3393337869
=====================






9 Aprile 2008
Anno XVIII n° 7



Si fa presto a promettere, ma cosa si è fatto prima?
La Forza della penna
Mauro Galeotti

fotogaleottiSplinderOrmai lo sai che sono candidato con la Lista civica Viterbo vola, la lista che vuole l’aeroporto a Viterbo e non solo.
Ormai sai pure quanto stanno promettendo la miriade di candidati. Promettono, programmano, si ammazzano coi volantini, coi manifesti, coi megafoni, coi comunicati, con le porchette, con le cene, con le inaugurazioni.
Non si sono mai viste tante inaugurazioni nei dieci giorni prima delle elezioni.
Non si è mai visto tanto affollamento di politici, nella nostra città, in questi giorni, prima delle elezioni.
Gente che poi sparisce, regolarmente, inesorabilmente.
Gente che una volta succhiati i voti, se ne fregherà altamente di Viterbo, dei Viterbesi, dei nostri monumenti, della nostra vita cittadina.
E noi lì come boccaloni a credere a tutto quello che ci iniettano nelle vene.

Tolgo l’ICI, aumento gli stipendi, diminuisco l’immigrazione, aumento le pensioni, abbasso l’aliquota Iva, aumento la sicurezza, diminuisco le morti bianche, aumento l’occupazione e bla e bla e bla e bla e bla...
Ma non è finita sono tutti diventati programmatori, ma non di computer, ma del nostro futuro.
E giù programmi, su programmi, specialmente a Viterbo dove ci riempiono le balle con il ridaje delle terme, ridaje della Cassia, ridaje della ferrovia...
Basta! per favore.
Tutti dicono quello che vorranno fare, io invece credo sia il caso di dire quello che si è fatto per la nostra città.
Ed allora eccomi qua a parlare di quello che sono riuscito a fare con la forza della mia penna, della mia caparbietà e di questo pezzo di carta che hai sulle mani.
Anche perché la mente dimentica, ma il nero sul bianco resta per sempre!!!
Ho scritto più volte in merito alla necessità di restaurare la fontana più bella e rappresentativa di Viterbo, Fontana Grande, e se passi lungo la piazza in cui si trova questo insigne monumento, vedrai che è in restauro (questi i numeri de La Città che sollecitano l’intervento: n° 16 del 25.8.2004, n° 19 del 13.10.2004, n° 18 del 28.9.2005, n° 22 del 22.11.2006, n° 12 del 27.6.2007, n° 1 del 16.1.2008 e n° 3 del 13.2.2008).
I vari richiami per curare il verde pubblico sono stati sentiti in varie zone della città (n° 8 del 26.4.2007).
Alcune cabine del telefono in disuso sono state eliminate (n° 6 del 28.3.2007).
Le antiche mura castellane, sul parcheggio a ridosso di Via sant’Antonio, sono state ripristinate (n° 12 del 28.6.2006).
Sventato l’ennesimo attacco alle mura a Porta Murata contestando una costruzione da realizzarsi scendendo la via a sinistra (n° 2 del 25.1.2006).
Rifatto il manto stradale di Via Genova (n° 24 del 22.12.2004), eccetera.
Ma quello che più mi rompe è che ci sono problemi che non sono riuscito a risolvere, neppure con la penna ed allora ci vorrà una presenza più forte e quella me la puoi dare tu, se vorrai, dandomi voce in Consiglio comunale.
Ad esempio orecchie da mercante sono state per la riparazione dell’orologio sulla Torre dei Priori, e per gli orologi del Teatro dell’Unione e delle Scuole Rosse (n° 2 del 30.1.2008).
Nulla ho potuto fare se non denunciare la vergogna della costruzione in Via Matteotti, che ho chiamato propriamente “palazzo-torre” per l’inaudita e antiestetica altezza e per la vergognosa ignobile facciata (n° 24 del 27.12.2007).
Ho proposto invano di far rivivere le torri, consentendo di poterle salire, gustando il panorama tutt’intorno che esse stesse ci regalano (n° 23 del 12.12.2007).
Nulla si è mosso per il recupero dell’ex stallone del papa meglio conosciuto come Sallupara (n° 19 del 10.10.2007).
Nulla si è stato fatto per ristabilire dignitosamente le facciate dei nostri storici palazzi, in gran parte privi di tinteggiatura e pieni zeppi di crepe, di tubi, di fili e intonaci caduti (n° 15 del 4.8.2004, n° 15 del 1°.8.2007).
Dimenticata la Domus Dei dinanzi a Gradi (n° 11 del 13.6.2007).
Perduta Via del Colle, tra erbacce e porte chiuse (n° 10 del 23.5.2007).
Abbandonato il Casaletto del Padre eterno alla Capretta ( (n° 14 del 26.7.2006, n° 9 del 9.5.2007).
La Fiera della Quercia ormai perduta per sempre (n° 5 del 14.3.2007).
I passi carrabili abusivi, sulle porte delle autorimesse, rimasti impuniti (n° 15 del 2.8.2006).
I graffiti sul Palazzo Nini in Via Annio cadono a pezzi e tutto tace (n° 5 dell’8 3.2006).
La Commissione dell’Ornato è inesistente, non ha voce, basta vedere come sono trattate le facciate dei nostri palazzi (n° 19 del 12.10.2005, n° 20 del 26.10.2005, n° 21 del 9.11.2005, n° 24 del 28.12.2005).
Le parabole e le antenne sono in ogni dove, nessuno protesta (n° 23 del 14.12.2005).
L’ex Mattatoio è ancora uno sconcio (n° 18 del 29.9.2004).
E qui la pianto.
Denuncio, scrivo, denuncio, scrivo, ma se non c’è un po’ di forza anche in politica, i problemi locali chi li risolve?
Ci vuole un controllo dentro al Palazzo dei Priori.
Ci vuole che qualcuno osservi e porti al di fuori di quelle quattro mura, decisioni sospette, poco in linea con le aspettative della gente.
Quelle iniziative dettate da teste calde, che hanno i piedi al caldo, che colpiscono gli interessi dei commercianti, degli artigiani, dei cittadini residenti nel centro storico, con decisioni avventate, senza scrupoli, che mettono in ginocchio qualsiasi attività imprenditoriale.
Che allontanano la nostra vita quotidiana... dalla città quotidiana.
E ci spingono verso la periferia, facendoci abbandonare le case della Viterbo antica, della Viterbo vera, della Viterbo di peperino.
L’ho scritto sull’altro numero, tutti “scendono in campo” io ci sono sempre stato ed ho pagato del mio.
Ho pagato quando ho dovuto sostenere cause contro i politici.
Ho pagato quando gli inserzionisti hanno tolto dal giornale le loro pubblicità per paura di essere ricattati da quei politici.
Ho pagato l’allontanamento dei “servi” che per non perdere i loro “vantaggi” elargiti dai politici facevano finta di non conoscermi.
Ma ogni mattina, quando mi faccio la barba e sono obbligato a guardare il mio volto da vicino, so che mi sono rispettato, ho rispettato i miei figli, che ho rispettato anche te, che mi stai leggendo.
Sì, ti ho rispettato, perché le mie contestazioni, le mie denunce, le mie lotte escono dalla mia penna con quelle parole, a volte dure e colorite, che solo il cuore può comandare per la Viterbo nostra!
Mauro Galeotti


Stato di diritto o legge del padrone?
Claudio Santella


fotosantellaclaudioSulla televisione di Stato sarebbe dovuta andare in onda, in vista delle prossime consultazioni elettorali, una trasmissione in cui Veltroni e Berlusconi avrebbero dovuto incontrarsi faccia a faccia, per esprimere ciascuno le proprie idee e manifestare i propri programmi. Sennonché, secondo quanto comunicato dagli organi di stampa e di informazione, Veltroni ha rinunciato a questo “duello all’americana”.
Orbene, che cosa ti va a fare la televisione di Stato, di uno Stato di diritto, si badi bene, in conseguenza della rinuncia di uno dei due contendenti?
Nega all’altro contendente la facoltà di apparire in televisione; motivo: il rispetto della par condicio.
Altro che par condicio, in realtà si è commesso un sopruso, un sopruso aggravato dal fatto che, davanti ad un comportamento del genere, tutti sono stati zitti: gli organi di informazione si sono limitati a riportare il fatto senza sottolinearne la gravità. Quale sopruso? Quale gravità? Potrebbe chiedersi qualcuno. Il sopruso sta nel fatto che lo Stato stesso, attraverso il suo organo massimo di comunicazione, ha leso un diritto di un suo cittadino solo perché un altro cittadino aveva rinunciato, spontaneamente, senza costrizione alcuna, in piena capacità di intendere, di volere e di agire, ad esercitare il suo. La gravità è che il fatto è stato volutamente sottaciuto da parte di chi avrebbe dovuto evidenziarlo e condannarlo. La Rai non aveva il compito di risolvere la controversia tra Veltroni e Berlusconi, aveva il compito di garantire ad entrambi lo stesso diritto: non lo ha fatto.
Tutto ciò è assurdo, assurdo e di una gravità inaudita. Per chiarire meglio l’assurdità e la gravità del comportamento tenuto dalla Rai di Stato è bene precisare, in modo chiaro ed inequivocabile, che compito dello Stato non è la decisione o la risoluzione delle controversie tra i cittadini, ma la tutela dei diritti dei cittadini stessi: questo è bene che si sappia, e la Rai lo sa, e se non lo sa lo deve sapere.
C’è da osservare che i cittadini possono sempre rivendicare la loro autonomia negoziale, la libera disponibilità dei loro diritti, ma non possono essere costretti a subire limitazioni ai loro diritti medesimi in conseguenza di decisioni liberamente prese da parte di altri.
E’ bene precisare, onde evitare equivoci, che il discorso sarebbe stato lo stesso a parti invertite, perché non è stato violato un diritto a Veltroni o a Berlusconi, ma è stato violato un diritto ad un cittadino italiano, e tanto basta.
La televisione di Stato aveva dato facoltà sia a Veltroni sia a Berlusconi di esercitare il diritto di manifestare ciascuno il proprio pensiero: la par condicio era stata rispettata. Se uno dei due, in piena capacità di intendere, di volere e di agire, ha rinunciato spontaneamente, liberamente, senza costrizione alcuna, ad esercitare questa facoltà, l’altro non può, per ciò stesso, subire limitazioni di sorta. La Rai non aveva il diritto di rifiutare all’altro la facoltà di esercitare il suo diritto, però lo ha fatto. La par condicio non sarebbe stata violata se Berlusconi fosse apparso in televisione per esternare le sue idee ed i suoi propositi elettorali, perché nessuno aveva impedito a Veltroni di fare altrettanto. Il diritto di Berlusconi di apparire in televisione è stato condizionato dal comportamento di Veltroni: e ciò, dal punto di vista giuridico, è inammissibile, perché la situazione in cui si è venuto a trovare Berlusconi era, ed è, una situazione giuridica protetta, essendo egli rimasto titolare del diritto di esprimere liberamente il suo pensiero.
Ma la Rai di Stato, dicendo di tutelarsi dietro la par condicio, ha, di fatto, esercitato una disparità di trattamento e violato un diritto.
Opportuna sarebbe stata, da parte di Veltroni, che vuole ergersi a novello Giustiniano, un’affermazione liberatoria nei confronti del suo avversario, ma questa non c’è stata.
Stato di diritto o legge del padrone dunque? Cari cittadini, riflettete al momento del voto.
Claudio Santella


Una vergogna alle nostre porte
Agnese Galeotti


AgneseSplinderSono anni che il vecchio distributore di benzina è diroccato. Scrivo riguardo a quello che si trova sulla strada che da Porta Romana conduce verso Roma. Più giù del McDonald's per capirsi, esattamente all'angolo dove si trova il semaforo.
E' quella grande costruzione blu di una forma un po’ spiovente. Ricordo che da bambina un giorno andai a mangiare nella tavola calda all'interno del distributore, con mio padre e mio fratello, ricordo anche il signore che ci servì. Nel ripensarci la ricordo come una bella giornata.
E' un peccato che sia finito tutto in malora.

Considerando che ero solo una ragazzina e ora ho 27 anni suonati, beh, devo dire che ne è passato di tempo!
Così tanto che passando di lì quasi mi sono abituata al fatto che sia tutto in quella condizione. Ma, il turista che passa in una strada principale come quella in cui è locata la carcassa del vecchio distributore, la penserebbe allo stesso modo?  E' andato tutto a scatafascio.
E la cosa peggiore è che il disordine e il degrado, portano altri disordini e altri degradi. Infatti, tutto intorno alla costruzione è pieno di erbacce, immondizia e, come se non bastasse, la grata di ferro che circondava l'area abbandonata, è oramai aperta. Potevo entrarvi all'interno.  Non l'ho fatto perché ho ritenuto potesse essere pericoloso. La zona non è sicura.  Ma un gruppo di ragazzini in cerca di avventura si farebbe fermare dalla razionalità nel riscontrare il pericolo? O entrerebbe ugualmente rischiando di farsi male seriamente?
Dopo gli ultimi episodi in cui hanno perso la vita i bambini di Gravina, beh, credo che non ci si debba dare modo neanche di porsela una domanda del genere!
Credo che l'area sia privata e che il Comune non c’entri molto.  Ma credo anche lo scarica barile non porti da nessuna parte e che sia un diritto e un dovere del Comune stesso, imporre al proprietario, chiunque egli sia, di porre rimedio a tale scempio, brutto agli occhi e anche pericoloso.
Anche Vittorio Sgarbi qualche tempo fa, dedicò una critica proprio all'esistenza dei distributori di benzina posizionati troppo vicino alle antiche mura cittadine, figuriamoci in questo orrido stato! Sono sicura che in tempo di elezioni, il messaggio arrivi chiaro e spero che venga sistemato tale degrado, che sfregia la nostra Viterbo.
Agnese Galeotti


Giovani: facciamoci sentire!
Patrizia Labellarte


patrizia_Labellarte_2008WDopo l'approvazione della legge regionale su "Promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani" e del "Programma triennale degli interventi in favore dei giovani per gli anni 2007-2009" che ha attribuito alle Province nuove funzioni nel campo delle politiche giovanili, l’assessore competente, Renzo Trappolini, insieme agli assessorati all'Istruzione, alle Politiche sociali, alla Formazione Professionale e alle Politiche del lavoro consentirà ai soggetti che operano sul territorio di esprimere la propria opinione e proporre idee da valutare.
Ciò sarà presto reso possibile grazie a dei finanziamenti, destinati alla nostra Provincia, pari a 320.000 euro l'anno per tre anni, che la impegneranno nell'istituzione di un tavolo permanente interassessorile e nella costituzione di istituti di partecipazione come i consigli dei giovani, le consulte provinciali, i forum delle aggregazioni giovanili e i servizi informagiovani, insieme a progetti di ambito intercomunale e comunale.
"Al fine di avere una visione il più possibile ampia delle problematiche giovanili della Provincia, attraverso l'esperienza di chi quotidianamente opera nel campo esaminando problemi e possibili soluzioni - dice Renzo Trappolini – abbiamo deciso di promuovere la partecipazione ai processi decisionali di associazioni e organismi, con struttura almeno a livello provinciale, che tra i propri fini istituzionali presentano attività in favore dei giovani".
C’è tempo fino a martedì 15 aprile per aderire al bando. È necessario inviare i propri dati con i propri recapiti (denominazione, indirizzo, nome del rappresentante legale, telefono, fax, e-mail) insieme al curriculum dell'associazione con la descrizione delle iniziative organizzate in materia di politiche giovanili, alla documentazione relativa all'assetto organizzativo da cui risulti il livello provinciale.
Il tutto da inviare per e-mail (t.urbani@provincia.vt.it) o da consegnare a mano all'ufficio posta in arrivo della Provincia, in via Saffi 49.
Patrizia Labellarte


Giorgio Mattioli, il fotografo
Riccardo Manca

Manca Riccardo SplinderIl fotografo viterbese Giorgio Mattioli per cinquant’anni ha raccontato, attraverso le immagini, lo scorrere del tempo nella Città dei Papi.
Alcuni giorni fa, Giorgio Mattioli è entrato in quel silenzio che, in un punto dell’eternità, scorge la luce immensa del Paradiso.
È salito in cielo, lasciando a noi Viterbesi il ricordo inesauribile delle sue splendide fotografie.
Lasciando la sua impareggiabile maestria nella bravura di suo figlio, Mauro, che continua, con rimarcata professionalità, il cammino intrapreso dal padre nel lontano 1948.
Voglio salutarti così, carissimo Giorgio senza fastosi addii, perché questo è stato solo un arrivederci.
Voglio salutarti così.
Riccardo Manca


Scienze politiche
Silvia Ciccioni


Silvia_CiccioniWCome studentessa e nonché laureanda in scienze e tecniche della comunicazione nella facoltà di Scienze Politiche a Viterbo, posso dire che sono molto soddisfatta di aver scelto questa università, che grazie alle numerose iniziative, in primis del preside Massimo Ferrari Zumbini, ma poi anche  di tutte le persone e gli studenti che lavorano e frequentano l’ateneo, riesce ogni anno sempre di più a farsi conoscere e apprezzare da numerosi studenti di tutta Italia.
La facoltà di Scienze Politiche “San Carlo” è la più giovane facoltà di Scienze politiche del sistema universitario italiano, è nata nel 2002 eh ha la sua sede nel quartiere medievale di Viterbo, con circa 1700 studenti.
Si sa che le iscrizioni dell’anno accademico sono state numerosissime, tanto da pensare addirittura di fare un test d’ingresso per le matricole, in modo da non saturare l’ateneo e le  strutture disponibili per l’attività didattica.
Il 30% delle persone frequentanti sono in piena attività lavorativa e professionale, altri hanno già conseguito il titolo di laurea quadriennale; questi dati testimoniano la possibilità di accesso e di libera partecipazione alle lezioni di gran parte degli studenti in grado di conciliare i propri impegni con lo studio, ricordo inoltre che la frequenza non è obbligatoria.
Si rilasciano due titoli di laurea: Scienze della Comunicazione divisa i scienze e tecniche della comunicazione e Scienze della Pubblica Amministrazione.
L’università ha accordi di scambio con diversi enti e aziende che permettono agli studenti di poter svolgere degli stage finalizzati anche per l’attività lavorativa di un futuro laureato.
Ci sarebbe molto altro da dire, ma concludo ringraziando tutto l’ateneo che mi ha aiutato a conoscere delle risorse intellettive, fino a poco tempo fa da me inesplorate.
Silvia Ciccioni


Celiachia, verso il nuovo male del secolo
Silvia Ciccioni


Eccomi qui di nuovo ad affrontare un problema che mi riguarda in prima persona:la celiachia.
Ho scoperto questa mia allergia all’età di 26 anni… questa estate durante un mio viaggio all’estero,i continui crampi allo stomaco e il mio improvviso dimagrimento sono stati un campanello di allarme verso esami più approfonditi che mi hanno dato la certezza di esserne affetta.
Improvvisamente mi sono trovata di fronte ad una nuova realtà, piena di persone nella mia stessa posizione che spesso così quasi per caso, scoprono di essere celiaci e di avere questa allergia o intolleranza al glutine,contenuto nella pasta, pane, pizza dolci e suoi derivati.
Con l’aiuto della dottoressa Cristina Luiso responsabile AIC di Viterbo,ho iniziato a frequentare congressi, cene, ed eventi correlati ed ho capito che poi avere questa allergia non è poi così drammatico come sembra nei primi mesi dopo la prima diagnosi.
Certo non fa piacere a nessuno rinunciare alla pasta,alla pizza ed in particolare ai dolci ma per fortuna Viterbo si sta adeguando con farmacie sempre più ricche di prodotti senza glutine tra cui anche la mia amata pizza margherita.
Spero vivamente, che venga attuato il progetto, in corso dall’associazione celiaci per il rifornimento di snack, con macchinette contenenti anche prodotti senza glutine,questo di certo sarebbe un buon passo verso un adeguamento necessario e volto a migliorare la condizione dei numerosi celiaci viterbesi.
Silvia Ciccioni


Teatro regionale
Francesca Bruti


Bruti Francesca SplinderSi è svolta con successo la Festa del Teatro Regionale organizzata a Capodimonte lo scorso weekend (5-6 aprile), presso la Domus “Holidays House”. Alla manifestazione, che è stata promossa dalla FITA regionale, in collaborazione con la presidenza nazionale dell’associazione, hanno partecipato un elevato numero di persone, circa 180, ed è stata un’occasione piacevole di incontro per le numerose compagnie teatrali provenienti dalle città del Lazio.
Nel pomeriggio del sabato i partecipanti hanno avuto la possibilità di scegliere tra diverse attività: laboratorio di mimo, di doppiaggio e di illuminotecnica, tenuti da esperti maestri dei tre settori, o una visita guidata del centro medievale di Viterbo. Dopo cena, la serata ha visto prima la premiazione delle diverse compagnie presenti per gli spettacoli portati in scena nei mesi prima, poi è stata animata dalla Compagnia Favl, padrona di casa, che ha portato in scena il divertente “Cupido, scherza e spazza”; a seguire, un nutrito gruppo di persone ha scelto di andarsi a rilassare alle “Terme dei Papi”, che per l’occasione ha aperto la piscina termale per un piacevole bagno notturno. Gli altri sono rimasti a godersi il piano bar presso la Domus. La domenica mattina i partecipanti quasi al completo hanno usufruito del piacevole servizio del Tour del lago su battello, offerto dal Comune di Capodimonte.
Inutile dire che questo della Festa del Teatro è stato un evento che, oltre ai partecipanti aderenti all’associazione, ha dato modo di trasmettere la passione del teatro a tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione e ai semplici “simpatizzanti”… offrendo la possibilità di scoprire modi diversi ed interessanti per passare delle ore in serenità.
Francesca Bruti


Baccaionata singola

Baccaionata singola perché è così grossa che non v’è spazio per le altre

VELTRONI - Veltroni merita una baccaionata a parte quando afferma che annienterà la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta.
Una considerazione breve, perché i discorsi di verità sono semplici.
Veltroni che, Sindaco di Roma, non è stato capace di far tacere quattro professori scriteriati, supportati da altrettanti studenti, interessati più a superare l’esame che alle idee dei loro insegnati, costringendo, così, il papa a rinunciare alla sua visita alla  Sapienza, vuole farci credere di voler annientare addirittura tutta la delinquenza organizzata ….
Prendiamola a ridere, altrimenti ci vengono in mente anche i vari Bassolino, le varie Jervolino, le varie mozzarelle e tutte le altre “bufale” che ci onorano della loro presenza e delle quali, guarda caso, Veltroni non parla.
Baccaione


L’osservazione sorge spontanea
Q.d.P.


In prossimità delle elezioni leggiamo, sulle pagine dei giornali, alcuni titoli che ci ispirano osservazioni spontanee quanto immediate, che, è bene dirlo, non hanno nessun secondo fine né vogliono essere di offesa a qualcuno; come si dice: “absit iniuria verbis”. Tuttavia, quantunque non sia alcun malanimo nelle nostre osservazioni, un consiglio ai nostri concittadini ed a tutti gli elettori italiani desideriamo darlo: Attenzione, tutti costoro dicono quello che faranno e faranno quello che non dicono.

Appello di Maurizio Federici: “I candidati vadano a donare il sangue” – Sarebbe stato meglio avesse detto “…vadano a restituire il maltolto”.

Sposetti: “La giunta Gabbianelli ha lasciato tante incompiute” – Considerate quelle compiute non è da credere che sia un male.

Fracassini: “Sposetti parla senza conoscere lo stato dei lavori e le situazioni” – E meno male, perché se lo conoscesse e lo dicesse, a parte i cittadini, non so chi ci guadagnerebbe.

“La Provincia finanzia il CEV” - Perché i soldi del Comune non bastano? E poi finanziare le società da parte degli Enti Pubblici non è vietato dalla normativa europea?

“Elezioni, istituito un servizio di trasporto per i disabili”- Bene! E adesso nominiamo un presidente, un vice presidente, un consiglio di amministrazione e quant’altro; dopo, naturalmente, aver aumentato le tasse per la relativa copertura finanziaria nonché per coprire il futuro e certo deficit.
“Disagio e povertà nella Tuscia – Giovedi l’ultimo seminario del ciclo di conferenze” - Se parteciperanno tutti gli interessati bisognerà replicare questo ciclo per diverse volte allo stadio Rocchi. E poi viene da chiedersi: chi terrà le conferenze, i faganes dietnis?

“Illuminazione pubblica ad intermittenza” – Si, ma le tasse per la manutenzione della stessa ed il mantenimento dei relativi amministratori sono a getto continuo.

“Alitalia: nessuno resta a casa” – Tutti sfrattati. Ah l’Italia!

Ugo Sposetti: “Riqualificazione della città e sicurezza sul lavoro” – Forse farebbe prima a farla nuova la città. - Sicurezza sul lavoro, ma  sul lavoro di chi?

Antonio Mercanti: “I pedoni sono una specie in estinzione nella nostra città” – Tanto vero che i marciapiedi sono pieni di automobili in sosta.

Fosca  Mauri Tasciotti : “Più presenza delle donne nella politica” – Foemina imputet sibi.

Paolo Barbieri: “Al servizio dei cittadini”- Di tutti o soltanto di una élite?

Proposta di legge sugli immigrati – Abbiamo ancora molto da fare per gli Italiani: procediamo per gradi.

Strisce pedonali: tema poco affrontato – Vaghe strisce per terra  io non credea  tornare ancor per uso a contemplarvi…

Cosa rimane del chiasso pre elettorale: “Le bucie”.
Q.d.P.


Pensiamo ad altri
Claudio Santella

La mancanza di idee e la mediocrità dei propositi che le persone ed i personaggi attualmente alla ribalta delle cronache, in virtù delle prossime consultazioni elettorali, ci manifestano, ci inducono a rivolgere altrove le nostre attenzioni ed i nostri pensieri.
L’insistenza ed i modi con cui tali mediocrità ci vengono sottoposte rafforza i nostri propositi.
E’ naturale che, in questi frangenti, riaffiorino nella nostra memoria fatti positivamente eccezionali e figure di persone altrettanto eccezionali, specialmente quando il loro ricordo occupa ancora l’attualità della nostra vita quotidiana.
Un esempio per tutti: Giovanni Paolo II, del quale, ricorre il terzo anniversario della scomparsa.
Approfitto di questa  ricorrenza per ricordare la sua figura che, quantunque uscita dalla esistenza terrena, continua ad essere presente nella nostra memoria come se fosse ancora tra noi: il suo pensiero, la sua azione, i suoi modi, lo stesso desiderio di lui che è in noi, ce lo fanno idealmente raffigurare come se fosse risorto.
Perché tutto questo? Perché quella figura, quella voce, quelle idee, quei sentimenti espressi nelle sue parole continuano a vivere in noi?
Benedetto XVI, nel ricordarlo in occasione del terzo anniversario della sua scomparsa, ha attribuito a Giovanni Paolo II qualità soprannaturali. Pur accettando questa interpretazione dell’operato di Giovanni Paolo II sono più portato a credere che la sua figura sia rimasta impressa in noi non tanto per le sue qualità soprannaturali, che ne sminuirebbero il valore, quanto dal suo comportamento quale persona umana normale, comportamento permeato dall’amore cristiano, da quell’amore che egli metteva nel suo operare quotidiano, nel suo stesso essere.
A mio sommesso avviso Giovanni Paolo II voleva dimostrare, e c’è riuscito benissimo, che operando con l’amore di Cristo, vivendo ad imitazione di Cristo e confidando nel Suo aiuto, che egli invocava attraverso la Madonna, ad ognuno di noi è possibile una vita non solo socialmente irreprensibile, ma addirittura straordinaria, da santi. Le beatificazioni e le santificazioni da lui poste in essere ne sono una prova.
Giovanni Paolo II era a conoscenza delle difficoltà terrene, sapeva delle sue debolezze e si rivolgeva alla Vergine per superarle, chiedendo il Suo aiuto attraverso la totale dedizione di se stesso.
Il risultato raggiunto da questo grande papa è davanti agli occhi di tutti, sia che si ponga mente alla sua biografia umana, sia che si consideri la sua missione sacerdotale.
Intellettuale, studioso, artista, operaio, studente, cittadino partecipe delle vicende de suo popolo e della sua patria, certamente non liberi, si è sempre levato come segnale di speranza e come esempio.
I fatti gli hanno dato ragione: nessuno può negare, né potrà, che egli è stato protagonista morale di eventi che nessuna altra forza politica e materiale, che nessun intervento militare, avrebbe potuto determinare in ugual maniera.
Parimenti affascinante la sua figura di religioso: da subito. “Non abbiate paura di aprire, anzi di spalancare le porte a Cristo”. Non  una paura di qualcuno o di qualche cosa, ma un invito a credere in Cristo, nella Sua dottrina, nella Sua resurrezione. Un invito che disse, che scrisse, che attuò.
Disse nei suoi discorsi, scrisse nelle sue encicliche, attuò nei suoi viaggi. Viaggi che resero visibili le moltitudini dei credenti, che resero visibile l’universalità della Chiesa non confinata in alcuna teoria politica, in alcuna civiltà, in alcuna cultura: katà oloi, da cui cattolici, cioè verso tutti.
Sempre, sia in salute che da malato, Giovanni Paolo II si è eretto a baluardo dell’amore di Cristo, perché sempre è possibile vivere in Cristo, con Cristo e per Cristo. Perché la dottrina di Cristo, anche a chi non crede nell'altra vita, insegna a vivere, in questa, in pace con noi stessi e con il nostro prossimo. E insegna anche a morire. Sempre.
Giovanni Paolo II lo ha fatto sempre: andando insegnava, insegnando andava. Come dimenticarlo? Non possiamo. Ma possiamo ricordarlo.Come? Andando insegniamo quella dottrina: con l’esempio, come lui, perché proprio lui ci ha insegnato che ciò è possibile ad ognuno di noi.
Pensiamo a persone di siffatto tipo, dunque, e, guardando a costoro riflettiamo nel nostro intimo.
Claudio Santella


Pasquetta
Pantaleo Spagna


Spagna foto cittaNegli anni 50, la pasquetta, giornata della famosa rottura della scarsella si festeggiava in altra maniera. Non vi erano i mezzi tecnologici di oggi, non vi erano i mezzi di trasporto che vi sono ora, ma tutti chi in una maniera o chi in un’altra, non mancavano mai a tale appuntamento. Oggi in particolar modo la ricorrenza si vive diversamente, i giovani partono con tutti i mezzi a loro disposizione, le famiglie si riuniscono al ristorante o in agriturismo, le comitive preferiscono luoghi di divertimento, ma allora era tutto diverso. La domanda era una sola “dove vai a rompere la scarsella?”.
La risposta a questa domanda per i Viterbesi era sempre quella “a Bagnaia alla Villa Lante”. Si perché il parco della villa si prestava magnificamente per merende al sacco, pizze di Pasqua, salumi da accompagnare alle pizze, uova sode, fiaschi di vino e, infine, si giungeva alla rottura della scarsella che consisteva ad un dolce pasquale rappresentato come una borsetta con un uovo (simbolo delle donne perché i maschietti avevano il bracone), poi si finiva con giochi vari, canti, stornelli conditi con abbondanti libagioni.
Le famiglie di allora: genitori, figli, nipoti, nonni, affrontavano la pasquetta con un altro spirito. Anche se la guerra era finita da poco, la festività della Santa Pasqua come era conseutidine, oltre quella religiosa, si festeggiava con quella culinaria che oltre le fettuccine, l’agnello, la coratella, i carciofi dorati e fritti e tante altre cose, che evidentemente non si riusciva a terminare tutto il desinare che si era preparato. Quindi si pensava alla pasquetta.
Ricordo che oltre la mia famiglia, si aggregavano altri nuclei familiari del vicinato.
Non avendo mezzi di locomozione a disposizione, dato che eravamo un bel mucchio di persone, si andava alla stazione Roma Nord, si prendeva, con grande allegria dei più piccoli, il trenino per andare a Bagnaia. Arrivati  a Bagnaia, ci avvicinavamo all’ingresso della villa e qui era il dramma. Bisognava pagare il biglietto d’ingresso. Dato che il mostro gruppo era molto numeroso, non volevamo spendere quella cifra e di conseguenza aggiravamo l’ostacolo, prendevamo  la via della “fontana del bacio” dove si arrivava al muro di cinta che recintava la villa.
Qui si presentava un secondo problema: il muro era alto un paio di metri. Noi avevamo alcune persone anziane e dovevamo farle salire sul muro. Per noi giovani non era un problema: le pietre del muro erano vecchie e fatiscenti, non presentavano più il malto che con il tempo si era sgretolato e quindi tra una pietra e l’altra era molto agevole arrampicarsi.
Quattro cinque o sei giovani ci arrampicavamo sul muro, ci mettevamo a cavalcioni sullo stesso e da lassù pretendevamo le braccia pronti a raccogliere le persone anziane. Sotto il muro altri giovani aiutavano le anziane a salire spingendole dal basso. Con grande ilarità e giocosità, le tre persone anziane tra l’altro molto robuste e pesanti, arrivavano alla sommità del muro e il problema era risolto.
Da allora avevamo tutto il pomeriggio a disposizione per festeggiare la pasquetta con grande allegria, tra una moltitudine di persone che come noi erano sul prato della villa, si,sentivano canti, suoni di fisarmoniche, di chitarre con tanti stornelli e sino al tramonto era una grande armonia di persone felici e contenti.
Al termine della festa, si usciva dalla villa, questa volta dal cancello senza rifare lo scavalcamento del muro, si riprendeva il trenino della Nord per tornare a Viterbo, dove ognuno tornava alle proprie case, con tanti ricordi, stanchi, ma tanto contenti
Pantaleo Spagna

postato da: Spvit | 16:35 |

venerdì, marzo 28, 2008


SONO CANDIDATO ALLE ELEZIONI COMUNALI DI VITERBO NELLA LISTA CIVICA PER L'AEROPORTO
"VITERBO VOLA"
Galeotti-MauroWn° 16 - MAURO GALEOTTI
Giornalista
Inserzione pubblicitaria a cura del candidato
ViterboVolaNuovoW




















Ti aspetto su
www.viterbotv.it
il portale delle vecchie foto di Viterbo e provincia
(oltre 2000 immagini) delle news quotidiane
e dei video d'attualità e non solo
(oltre 250 video)



Domenica 6 Aprile 2008

ED OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE

MERCATINO DELLE CURIOSITA’
SUL PARCHEGGIO ESTERNO
DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA
per prenotazioni telefonare al 3393337869
=====================




26 Marzo 2008
Anno XVIII n° 6

Molti “scendono in campo”, io ci sono sempre stato
Ci sono anche io...
Mauro Galeotti

fotogaleottiSplinderE’ la prima volta che partecipo alle elezioni comunali, non ho mai avuto aspirazioni politiche, mai, ma questa volta mi è sembrato importante il momento che sta interessando la nostra città, intendo la realizzazione di un eco-aeroporto europeo.
Chi sa chi sono, sa anche quanti anni ho dedicato per far conoscere la nostra medievale città.
Ho dedicato anni della mia vita per realizzare i libri che ho edito, pubblicando migliaia e migliaia di vecchie immagini della nostra terra, l'ho fatto in silenzio, senza chiedere contributi ad enti pubblici, a privati, non ho chiesto niente a nessuno, e grazie a dio sono rientrato nelle spese per il consenso ottenuto, forse, anche da te che mi stai leggendo in questo momento.
E sto continuando a pubblicare le vecchie foto di Viterbo, di Viterbesi e dei Paesi della Provincia.

Infatti, esce ogni quindici giorni il foglio “Come eravamo, la Tuscia in foto”.
E’ distribuito gratuitamente, come questo quindicinale che hai in mano, gratuitamente, senza l’aiuto pubblicitario di nessun ente pubblico, come Provincia, Comune, Camera di Commercio, Asl.
L’aiuto, tramite le inserzioni pubblicitarie, è dato esclusivamente da attività commerciali e, se me lo permetti, le voglio elencare per riconoscenza, e anche perché hanno compreso quanto sia importante non dimenticare le nostre radici.
Moda Stranissimo, Vegauto Fiat-Lancia, pitture edili Paoletti, abbigliamento Cia Mondo bimbo, Banca di Viterbo, Tuscia Ipercoop, gioielleria Biaggi, videogames Extraball, vivaio Daniel Plants, Il pneumatico per tutti, Italtimbri, carni suine Coccia Sesto, Samuele Villini responsabile di zona Lavazza, foto Bruti, Music Shop, elettrauto Sandro Raggi, Underground musica, Ciccarelli caffè, ristorante Villa Lante Casino di Caccia, Ranaldi moto, pizzeria Taverna dei Priori, ristorante Il Marchese del Grillo, complesso scolastico J.J. Rousseau, cornici Carrer, pizzeria Il Monastero, ferramenta Cesarini, Metropolis Club, informatica Grafica Futura.
E torno a me, alla mia decisione di candidarmi alle elezioni comunali.
Il mio proposito. qualora fossi eletto, è quello di rendere partecipi i Viterbesi alla politica della nostra città.
Partecipi ascoltando le loro parole, le tue parole, i tuoi suggerimenti, le tue soluzioni a quei problemi che ogni giorno ci troviamo ad affrontare senza essere stati interpellati.
Ci vediamo chiudere vie, cambiare sensi unici, mutare orari di accesso tra capo e collo senza preavviso, senza badare che gli unici a dover subire siamo noi cittadini che viviamo la città, la sentiamo pulsare nelle nostre vene, nel nostro cuore.
Dobbiamo subire l’abbandono dei lampioni del 1905, disattivati da anni, ed ancora lì al loro posto, senza che siano riutilizzati, con intelligenza, sempre per illuminare le nostre strade.
Ci vediamo cascare, letteralmente addosso gli intonaci dei nostri palazzi storici, delle nostre case medievali.
Vediamo le nostre decine e decine di torri antiche morire in loro stesse, inutilizzate, manco fossero dei fantasmi che di notte girano senza scopo nelle vie cittadine. E dire che valorizzazione potrebbero avere se fosse possibile arrampicarsi su di esse con una scala interna, come accade in altre città amministrate da amanti della storia locale.
Ma da noi no! non è possibile, non si riesce a salire neppure sulla Torre dei Priori la più a portata di mano per i turisti...
E che dire degli orologi pubblici che non funzionano, come quello sulla torre delle Scuole Rosse, come quello del Teatro dell’Unione e porca la zozza, addirittura, anche quelli sulla Torre dei Priori, al centro della città?
Qui il problema è che non frega niente a nessuno, e di parole dai politici incalliti, quelli che lo fanno per mestiere, oggi prima delle elezioni ne hai piene le palle.
Te le riempiono, con le terme, la ferrovia, il raddoppio della Cassia, la trasversale da portare a termine, il parcheggio al Sacrario, e poi lasciano costruire quel vergognoso, ignobile, inammissibile torre-palazzo in Via Matteotti, che più lo scoprono, più è uno schifo.
Schifosa la facciata che su Via Matteotti, nientepopodimenoche, esce fuori dal profilo già esistente degli altri palazzi.
Nessuno ha alzato la voce, nessun politico ha detto qualcosa, ma promettono, promettono, promettono, promettono, promettono.
Mi chiedo, ma se X Y che è stato al governo della città per cinque, dieci, venti anni, e forse più, che ha fatto della politica il suo mestiere, che ha pure raggiunto la pensione, ma cosa può dare ancora, se non l’assicurarsi il potere per altro tempo, magari per fare ancora i cazzi propri.
E figurati, tu che hai la pazienza di leggermi, cosa accadrà con il nuovo aeroporto, pensa alle promesse in questa città che diverrà promessopoli, pensa alle pressioni di Destra, di Sinistra, del ministro, del presidente, del senatore, dell’onorevole...
Se ci penso mi viene ancora più forte la voglia di poter essere eletto al consiglio comunale per controllare, per fare da garante a te, ai Viterbesi.
L’aeroporto è nostro, i possibili lavori al suo interno dovranno essere gestiti da ditte viterbesi, e penso ai negozi, ai ristoranti, alle pizzerie, alla sorveglianza, alle forze dell’ordine, al verde da curare, alle costruzioni da realizzare, agli appalti per le pulizie, allo smistamento dei bagagli, alle accoglienze turistiche, alle postazioni check-in, alla gestione della raccolta dei rifiuti, ai taxi, ai servizi autobus, e mi fermo altrimenti non la finisco più, ma tutti questi servizi e attività, perché dovrebbero essere gestiti da forestieri?
Ma pensa a quanti poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco, della nostra terra viterbese, distribuiti in tutta la penisola, potrebbero far rientro nella terra natia, svolgendo il loro servizio da noi, all’aeroporto!!
Oh sì certo il radar lo dovrà fornire chi fa i radar e così le altre strumentazioni specifiche di un aeroporto, ma non lasciamoci sfuggire il momento, altrimenti non lo recupereremo mai più.
Vota per chi vuoi, ma fallo con la piena convinzione che chi sceglierai per rappresentarti in Comune o alle Politiche, sia onesto, sia persona al di sopra delle parti, non farti coinvolgere dall’amico che ti invita a votare per un candidato che non conosci.
Mauro Galeotti


La grande assente: la verità
Claudio Santella

fotosantellaclaudioOggi in Italia, grazie alla nostra classe politica, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Oggi, finalmente, non abbiamo più gatte da pelare.
Era ora, perché noi gatte da pelare ne abbiamo sempre avute molte e, oggi, grazie alla nostra classe politica, non ne abbiamo più.
Dopo che abbiamo capito che il grosso problema per l’Italia sono gli Italiani e che per risolverlo ci siamo affidati alla nostra classe politica, oggi, finalmente, abbiamo messo uno stop ai nostri problemi insolubili.
Oggi possiamo sostenere che i nostri ospedali sono modelli di efficienza, di pulizia, di trasparente amministrazione.
Oggi possiamo sostenere che la nostra giustizia tiene il passo con quella inglese, con quella turca, con quella svizzera, con quella francese, con quella russa, con quella americana, con quella tedesca, con quella che volete. Oggi i nostri processi, penali e civili, si concludono in poche settimane o in pochi mesi.
Oggi abbiamo anche capito che la giustizia non serve perché i processi che contano si risolvono con l’arbitrato.
Oggi il nostro fisco è il più mite del mondo e la nostra scuola non solo è la più severa e formativa fra tutte le altre, ma è anche presa a modello dalle scuole di altri Paesi, specialmente in quei Paesi i cui governanti aspirano a gozzovigliare alle spalle del Popolo ignorante.
Oggi possiamo sostenere che i nostri parlamentari non godono di maggiori privilegi dei loro colleghi svedesi, o greci, o turchi, o brasiliani: lascio a Voi la scelta. Oggi possiamo constatare che i nostri parlamentari ed europarlamentari percepiscono i compensi più bassi di tutti i loro colleghi degli altri Paesi  e del Parlamento Europeo.
Oggi possiamo affermare che le nostre pensioni ed i nostri salari sono tra i più alti in Europa.
Oggi possiamo dire che il Sud non sta peggio del Nord e che c’è lavoro per tutti, che il deficit pubblico è stato risanato e che comunque è un fardello sostenibile, che l’inflazione e fisiologica.
Quante cose possiamo dire oggi, ed a ragione, mica per celia. Insomma oggi possiamo dire che la situazione è sotto controllo e che i conti tornano; e lo possiamo dire non in buona sostanza, ma per ogni singolo caso, singolarmente, capillarmente, a testa alta.
Ed infine, da ultimo, ma non per ultimo, oggi possiamo affermare  liberamente tutte queste cose perché abbiamo una stampa libera, che nella sua libertà non ha scelto di essere mercenaria, ma si è schierata finalmente, ed a caro prezzo, a fianco dei lettori.
Tutto questo grazie alla nostra classe politica, oculata, misurata, lungimirante, trasparente nell’agire.
Una classe politica che oggi, visto che se ne va in pensione, possiamo ringraziare per il suo operato.
Ebbene si, perché, come tutti sapete e come potete constatare tutti, oggi la nostra classe politica, approfittando delle imminenti consultazioni elettorali, stanca del faticoso lavoro compiuto, per il nostro benessere naturalmente, ha deciso di non presentarsi più alle elezioni e di ritirarsi a vita privata, per godersi la meritata pensione, lasciando il campo alle nuove e giovani leve: non è mica da tutti, e nemmeno da poco. E’ solo una utopia.
Claudio Santella


Il programma di Viterbo Vola
Agnese Galeotti

AgneseSplinderPresento il programma della Lista civica "VITERBO VOLA" in cui partecipa mio padre Mauro, una lista che vuole essere propositiva e garante dello sviluppo della città. Ecco quanto viene affermato dai sostenitori della lista stessa.
La Lista “non vuole contrapporsi ai partiti tradizionali, bensì proporre un modo nuovo di fare politica rispondendo alle aspettative dei cittadini.
Non una politica di maggioranza e opposizione, ma una costruttiva e rispettosa collaborazione tra rappresentanze istituzionali che insieme lavorano per il bene del territorio.
Il nostro motto è: “Noi siamo voi”.
E’ l’emblema di come intendiamo fare politica condividendo con i cittadini l’irripetibile opportunità di crescita in termini di sviluppo economico e benessere sociale, con particolare attenzione alle imprese e alle opportunità di lavoro.

FORMAZIONE
E OCCUPAZIONE 
Lavoro per la costruzione e la gestione dell’aeroporto ai cittadini di Viterbo e della Tuscia, mediante I’istituzione di una commissione permanente lavoro con ruolo istituzionale di garante ed arbitro del processo di assegnazione di tutti i posti di lavoro che l’infrastruttura aeroportuale e  quelle a supporto richiederanno.

IMPRENDITORIA LOCALE
Salvaguardia delle imprese locali nell’iter costruttivo e gestionale dello scalo aeroportuale. Creazione di un tavolo permanente di ascolto e di coordinamento con le attività commerciali, artigianali, imprenditoriali e ricettive del centro storico e della periferia.

PARTECIPAZIONE
Vogliamo che il cittadino possa osservare ed interagire con  l’amministrazione al fine di garantire la massima trasparenza.

TERRITORIO E AMBIENTE
I processi di crescita, di sviluppo territoriale e imprenditoriale dovranno essere condotti nel rispetto delle risorse naturali, storiche e turistiche. Prevediamo a tal fine la costituzione di un tavolo tecnico e di controllo per la realizzazione e lo sviluppo dell’aeroporto e le opere annesse, con particolare attenzione all’aspetto ambientale nonché al piano regolatore.
Particolare attenzione sarà posta alla manutenzione delle strade, dei marciapiedi e del decoro cittadino, senza disparità di trattamento tra centro e periferia. In quest’ottica si dovrà rivalorizzare l’aspetto ambientale delle zone industriali e artigianali nell’immediata periferia della città.

CENTRO STORICO
TURISMO E CULTURA

Il centro storico deve rappresentare la vetrina,  il fulcro vitale della città, ove dovranno realizzarsi tutti gli eventi di carattere culturale con il coinvolgimento attivo e insostituibile degli esercenti e delle espressioni artigianali, culturali ed artistiche dei maestri del luogo.
… e, ancora, 
impegno nel SOCIALE, nella SICUREZZA, nelle PARI OPPORTUNITÀ, nell’ospitalità dei militari e loro famiglie.
Ripristino degli uffici anagrafici decentrati recentemente chiusi nei quartieri Ellera, Murialdo, Carmine, Pilastro, Bagnaia.
Recupero e promozione delle strutture e della zone termali.
Avvio al recupero e promozione dei siti archeologici, palazzi d’epoca e creazione di   percorsi museali lungo le strade all’interno della cinta muraria per la valorizzazione dei monumenti e Palazzi d’epoca.
Adeguamento della viabilità stradale e ferroviaria in funzione delle prossime esigenze aeroportuali.
Polo fieristico e realizzazione area sosta per camper, per una città ospitale al “Turismo itinerante”.
Questo ed altro è consultabile sul nostro sito www.viterbovola.com
Agnese Galeotti


Nel blu dipinto di blu
Simone Galeotti

Galeotti Simone SplinderIl blu in questione non è quello nobile della canzone di Domenico Modugno, ma quello terra terra, perché in terra sta, delle strisce dei parcheggi a pagamento.
Nonostante sia primavera, le strisce blu dei parcheggi a Viterbo spuntano fuori come funghi d’autunno!
In molti credevamo che quelle già esistenti fossero più che sufficenti per placare la fame monetaria della Francigena, ditta che ne riscuote gli “oboli”.
Invece no! Ecco che proprio in questi giorni ne sono spuntate fuori molte altre.
Sia all’interno delle mura, che, ancora più inaspettate, al loro esterno!
Se fino a qualche giorno fa parcheggiare l’auto sotto il vecchio ospedale di Viterbo era gratuito, ora non è più così.
Anche quella zona, come praticamente tutte le zone del centro storico, è stata invasa da abbondanti mano di vernice blu Puffo.
Come se non bastasse l’aver dipinto il centro, ultimamente quelli della Francigena se la stanno prendendo anche con le vie fuori le mura, vedi via Garbini.
Il blu a pagamento ha raggiunto anche questa zona, infestando velocemente il parcheggio gratuito sotto il Blockbuster, di fronte gli uffici comunali.
Decine e decine di parcheggi che da gratuiti sono improvvisamente passati a pagamento.
Inutile descrivere la gioia dei commercianti della zona nel commentare l’onerosa novità!
Per non parlare di chi in quel parcheggio vi parcheggia per lavoro!
Proprio una bella trovata, non c’è che dire.
Un sacco di bei soldoni che usciranno dalle già usurate tasche dei cittadini per finire in quelle ben più capienti della Francigena.
Dopo la creazione biblica di tutti questi nuovi parcheggi a pagamento, viene spontaneo domandarsi come è previsto usare tutti i soldi da essi provenienti: andranno ad ingrassare le casse della Francigena senza nessun vantaggio per i contribuenti?
Oppure, come sarebbe giusto, serviranno per qualcosa di più nobile?
Aspetto con ansia una risposta dai diretti interessati, perché a forza di spremere soldi dalle tasche dei cittadini, prima o poi, non ci sarà più succo per nessuno!
Simone Galeotti


Progetto “Tris”
Patrizia Labellarte

patrizia_Labellarte_2008W“Tris”: è questo il nome del progetto finanziato da Palazzo Gentili per la Differenziata.
L’Assessore all’ambiente, Tolmino Piazzai, spiega: “E’ necessario potenziare l’attuale sistema di raccolta, in modo da recuperare e differenziare la porzione maggiore di rifiuti”.
A tal scopo, il Progetto prevede: l'acquisto di tre porter elettrici, cioè vetture con vasca Rsu per la raccolta dei rifiuti (81.150 euro), 6700 contenitori polifunzionali, a tre comparti (95.810 euro), 350000 buste gialle (11.725 euro), 350000 buste verdi (11.725 euro), 350000 buste azzurre (14.700 euro) e potenziamento del servizio porta a porta, con parziale copertura dei costi di gestione del personale e dei mezzi, nonché la distribuzione del materiale alle utenze (54.000 euro).
“Gli impianti tradizionali per lo smaltimento – dice Piazzai – sono oramai all’esaurimento mentre cresce costantemente la produzione pro-capite del rifiuto: ogni cittadino produce 1,5 kg di immondizia al giorno.
A Viterbo, la media è di circa 1,4 kg, di cui solo una minima parte, ovvero 0,13 kg, vengono separati e costituiscono rifiuti differenziati.
Il conferimento del rifiuto indifferenziato in discarica non è più accettabile né dal punto di vista ambientale, né da quello economico, visto che i costi di conferimento in discarica sono in continuo aumento”.
“L’obiettivo per il 2007 – conclude l’assessore - era di contenere il conferimento in discarica e raggiungere una differenziazione dei rifiuti superiore a 0,22 kg pro-capite.
Per far fronte alle esigenze dei cittadini e migliorare il servizio stesso, si è optato per la promozione  del sistema domiciliare”.
Al fine di ottimizzare la campagna differenziata a Viterbo, a ciascun nucleo familiare verrà consegnato un contenitore polifunzionale modulare, destinato alla raccolta del vetro, di carte e cartone e di materiale multileggero (plastica, alluminio e acciaio), nonché appositi sacchi contenitori, destinando, così, al servizio, nuovi mezzi a trazione elettrica a basso impatto ambientale.
Patrizia Labellarte


Luigi Paccosi
Riccardo Manca

Manca Riccardo SplinderLa  storia di Viterbo, qualche volta, si legge anche al di fuori dei confini provinciali.
L’opportunità si presentò intorno al 1924, quando la cava di peperino di Luigi Paccosi fu interprete di un lavoro, per così dire, speciale.
Infatti, dalla cava ubicata presso Monte Pizzo, è stato estratto un blocco di peperino successivamente utilizzato per la realizzazione del monumento ai Caduti di Lecce. L’estrazione del peperino ha richiesto alcuni giorni di lavoro e molto impegno da parte delle maestranze.
Ecco i nomi degli operai che presero parte ai lavori: Giovanni Corinti, Giuseppe Scardozzi, Fulvio Crudeli, Francesco Ciprini, Giovanni Giorni (detto “Fischietto”) Remigio Crudeli, Luigi Paccosi, Giovanni Feliziani (detto “Cacapere”), “Popo”, Duilio Corinti e Fausto Gagni.
Il blocco di peperino in questione fu trasportato alla stazione ferroviaria di Porta Romana con alcuni massicci rulli di legno. Lì, fu caricato su un vagone speciale. Parteciparono al trasporto: Aurelio e Sesto Crudeli, Fulvio e Luigi Tavani, Giovanni Giorni, Luigi Bastiani, Alessandro Marcucci, Domenico Vocioni, Angelo Sacripanti. Intorno al 1932, alla stazione di Porta Romana, il Capostazione era Vincenzo Gatto; addetti al movimento erano Salvatore De Paoli, Carlo Conti ed Evandro Mancinetti.
In data 18 Dicembre 1930, vennero nominati a far parte del Consorzio della Ferrovia Roma – Ronciglione – Viterbo i sigg: Comm. Alberto Maturi, Cav. Uff. Italo Ballarini, Dott. Renato Caporali ed Emilio Poleggi.
La ditta “Luigi Paccosi & figli”, verso il 1929, aveva il laboratorio in Via Porta Murata n°4, nei pressi di Piazza Giuseppe Verdi. Il negozio e gli uffici d’amministrazione erano ubicati in Corso Vittorio Emanuele n°36/a, l’attuale Corso Italia.
Riccardo Manca


Giovanna Boccolini, dopo 36 anni, lascia la presidenza dell'Aido

Dopo 36 anni di intensa attività nell'associazione per la donazione degli organi e, più in generale, di costante e appassionata azione nel volontariato e nella solidarietà viterbesi, Giovanna Boccolini lascia la presidenza dell'AIDO comunale di Viterbo, di cui è stata a capo per 18 anni .

Un personaggio molto conosciuto e apprezzato nella comunità viterbese, che nel nuovo direttivo rimane come vice presidente.

L'11 marzo scorso è stato rinnovato il direttivo dell'AIDO comunale, che risulta così composto:
* Presidente Sandro Politi
* Vice presidente vicario Martino Morucci
* Giovanna Boccolini Vice presidente
* Remo Ceccarelli Segretario
* Anna Coccia Tesoriere
* Umberto Celenza Consigliere
* Don Luca Scuderi Consigliere



Al campo del  Barco – Murialdina
Bello e divertente il triangolare "Danilo Bruni"
Claudio Santella

Ottima riuscita del triangolare, dedicato a Danilo Bruni, organizzato dal Barco Murialdina di Viterbo, tra le squadre dei giovanissimi dello stesso Barco Murialdina, della Sorianese e della A.S. Roma, e svoltosi nel pomeriggio di mercoledì 19 marzo, in concomitanza ed in occasione della festa del papà.
Anche quest’anno, come nel recente passato, la manifestazione sportiva ha avuto il suo meritato successo ed è stata particolarmente sentita. Numerosa la partecipazione dei genitori dei giovanissimi  ragazzi che sul campo hanno dato l’anima pur di ben figurare davanti agli occhi dei loro cari e degli osservatori della A.S. Roma.
Gradita, ed ammirata per la discrezione, la presenza del presidente dell’Amministrazione provinciale, Alessandro Mazzoli, il quale, ben lungi da effettuare interventi di stampo elettorale, manifestava particolare soddisfazione nel seguire le gesta dei piccoli atleti, con i quali si complimentava, poi, sia direttamente, sia attraverso il vice presidente della società organizzatrice, Maurizio Pollastrelli.
Il triangolare si è svolto in tre incontri di 45 minuti ciascuno, in cui la correttezza l’ ha fatta da padrona.
Nel primo incontro i giovanissimi della Roma si imponevano per 3 a 1 su quelli del Barco Murialdina; nel secondo incontro sempre i ragazzi della Roma avevano ragione dei loro coetanei della Sorianese; il terzo incontro, tra il Barco Murialdina e la Sorianese  terminava, invece, in parità con il risultato di 0 a 0.
In tutti e tre gli incontri è stato un piacere ammirare l’impegno profuso in campo da tutti i piccoli atleti, impegno che non ha mancato di destare tenerezza verso questi giovanissimi ragazzi che lottavano come leoni in una arena apparsa, per alcuni, anche troppo grande.
Alla fine delle ostilità panini, bibite ed uova di cioccolato per tutti.
Il vice presidente del Barco Murialdina, Maurizio Pollastrelli, circondato da una miriade di vivaci e festanti, quanto composti ed educati, piccoli calciatori, ha avuto il suo bel da fare nel distribuire i premi: premi per tutti, naturalmente.
Il trofeo, dedicato alla memoria di Danilo Bruni, ed offerto dalla Harley Davidson di Viterbo, di Corinti e Rosselli, è stato consegnato ai ragazzi della A.S.Roma, vincitori del torneo; agli altri partecipanti sono andati i premi offerti dal presidente dell’ Amministrazione provinciale, dall’assessore del Comune di Viterbo, Paolo Muroni, e dalla Fondazione CA.RI.VIT. col presidente Aldo Perugi.
Maurizio Pollastrelli, al termine della manifestazione, nel rivolgere gli auguri di una Buona Pasqua,  ha voluto ringraziare tutti i partecipanti e tutti i presenti che hanno accantonato momentaneamente i loro impegni ed hanno onorato con la loro presenza la manifestazione.
Claudio Santella


Quisquilie, bazzecole e pinzellacchere
Baccaione


LA COLPA E’ NOSTRA!!!
Considerazione preliminare ed assorbente: attenzione, cari concittadini, non continuiamo a nominare curatori del fallimento i falliti. Altrimenti, poi, non potremmo che dire.
”Ci sta bene”.
Se avessimo fatto, e  se facessimo, meno chiacchiere e più fatti,  non saremmo qui a lamentarci delle condizioni in cui la nostra classe politica, i falliti, cioè, con il nostro consenso, ci hanno ridotti.
Riflettete bene in cabina elettorale, dove nessuno vi vede. In quella cabina non dovrete pensare a star bene, ma a far bene: finirete con la star meglio.
Attenzione bene, perché, in realtà, gli Italiani, quelli cui attribuiamo una marea di difetti, non sono solo gli altri…

PATETICI - Le diatribe tra Veltroni e Fini hanno del patetico: Fini accusa Veltroni di percepire una pensione mensile di 5.216 euro mensili, dimenticando di dire quanto percepisce egli stesso; Veltroni risponde che quei soldi li dà in beneficenza, ma non dice a chi.
Attenzione: nessuno dei due si lamenta del sistema che ha consentito e che consente simili retribuzioni; a nessuno dei due è venuto in mente di dire che metteranno in essere una forma di amministrazione in cui tali benefici non trovino cittadinanza: i soldi, attraverso pensioni o altri modi continueranno a prenderli, salvo a decidere se goderseli o darli in beneficenza.
Ma debbono essere sempre loro stessi a decidere. In altre parole, per decisione unanime e molto democraticamente: “si fa come dico io”.
Ed invece  bisogna mettere in essere un sistema dove nessuno può legiferare su se stesso e dove regni, inamovibile, la meritocrazia. Probabilmente in un sistema siffatto, certi individui dovrebbero contrarre fior di mutui per rimborsare il maltolto.

VELTRONI – Veltroni, per di sembrare “il nuovo della politica” se ne esce con delle affermazioni che lasciano riflettere.
Il fatto è che, lui, “nuovo della politica” non è, e quindi certe affermazioni più che da “nuovo” sembrano da “sprovveduto”.
Ma benedetto figliuolo, come possiamo credere in certe tue affermazioni, che contraddicono il tuo modo di agire e di essere, che  stridono con la realtà in cui hai vissuto e non mi pare con sacrifici.
Dai, comunque, l’impressione che ti manchi il senso della misura, compreso quello relativo alla nostra stupidità, che, pure, cerchi di usare come pedana di lancio.
Datti una regolata, così fai del male a te stesso.

CHE COSA DOBBIAMO SENTIRE! – Impegnati nella campagna elettorale, i nostri politici ci fanno sentire oscenità di tutti i colori.  Anziché dirci ciò che ci interessa, si mettono a parlare male l’uno dell’altro, cosicché al cittadino italiano viene in mente, in ultima analisi, quanto “l’altro” sia utile: infatti l’utilità “dell’altro” serve a far rilevare la pochezza “dell’uno”, e, contemporaneamente,  serve a far venire a galla i difetti “dell’uno”  per bocca “dell’altro”: reciprocamente. Se ne saranno resi conto? 
Tutto sommato, noi cittadini, se non si tiene conto che tutto ci dicono meno ciò che ci interessa, una qualche utilità, in questo, l’abbiamo.
Di serietà nemmeno l’ombra.
Baccaione


postato da: Spvit | 10:18 |

domenica, marzo 16, 2008

ViterboVolaNuovoW
















SONO CANDIDATO ALLE ELEZIONI COMUNALI DI VITERBO NELLA LISTA CIVICA PER L'AEROPORTO
"VITERBO VOLA"
Galeotti-MauroWn° 16 - MAURO GALEOTTI
Giornalista
Inserzione pubblicitaria a cura del candidato



postato da: Spvit | 21:05 |

giovedì, marzo 13, 2008

Ti aspetto su
www.viterbotv.it

il portale delle vecchie foto
di Viterbo e provincia
(oltre 2000 immagini)
delle news quotidiane
e dei video d'attualità e non solo

(oltre 220 video)


()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()()

Domenica 6 Aprile 2008

ED OGNI PRIMA DOMENICA DEL MESE

MERCATINO DELLE CURIOSITA’
SUL PARCHEGGIO ESTERNO
DEL CENTRO COMMERCIALE TUSCIA
per prenotazioni telefonare al 3393337869
=====================


Viterbo_vola_simboloW




















Dichiarazione di Giovanni Bartoletti
della Lista civica VITERBO VOLA
Viterbo 13 Marzo 2008

Sono giorni che ci incontriamo tutti insieme, candidati e amici, per decidere il nostro futuro, relativamente al turno elettorale del 13 e 14 aprile.
Partiamo dal presupposto che era tutto pronto, dal candidato sindaco ai 40 coraggiosi per il consiglio comunale. Andava però valutato attentamente il comportamento giusto da seguire, quello che tutti avremmo condiviso. Come portavoce della lista civica “Viterbo Vola” ho incontrato tutti i candidati a sindaco al comune di Viterbo, ascoltando le loro proposte e analizzando la loro visione sulla Viterbo che verrà.

Solo questo ci interessa, sapere chi avrebbe potuto condividere con noi lo sviluppo della città, quello che nei prossimi anni la cambierà radicalmente, molto più di quanto fino d’ora si riesca ad immaginare. Noi vogliamo che l’aeroporto sia il volano per lanciare il turismo, l’arte e la cultura viterbese, ma vogliamo anche la realizzazione di uno scalo che abbia il minimo impatto con l’ecosistema. Per questo ci sarà bisogno di una pianificazione specifica. E noi faremo la nostra parte.
Chiunque di noi avrà l’onore di sedere tra i banchi della Sala d’Ercole di Palazzo dei Priori saprà difendere le idee e i principi di tutti i candidati della lista “Viterbo Vola”, e lo farà con enorme orgoglio.
Per fare questo al meglio abbiamo effettuato una scelta, che si è avvicinata molto alla figura dell’uomo più che a quella del politico. Se c’è stata, in questo anno e mezzo d